"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA Pagina 11 di 173

I Sacramenti – 12. La Confessione

La Confessione è il Sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo. Abbiamo un Sacramento che rimette i peccati ed è il Battesimo che li rimette una sola volta ovviamente; la caratteristica del Battesimo è di rimettere il peccato originale, però dato agli adulti rimette tutti i peccati commessi nella loro vita e tutte le pene connesse al peccato per cui un adulto battezzato è pronto per andare in Paradiso se dovesse morire in quel momento, qualora avesse anche tutte le condizioni interiori di fede, speranza e carità.

Per quanto riguarda i peccati commessi dopo il Battesimo c’è questo Sacramento della grande Misericordia di Dio. Con il Sacramento della Confessione ci vengono rimessi tutti i peccati anche quelli gravi, ovviamente sono necessarie delle condizioni particolari. Ma già il fatto che esiste un Sacramento per la remissione dei peccati dopo il Battesimo è una grande consolazione perché comunque sono poche le persone che hanno mantenuto la grazia battesimale per tutta la vita; c’è in noi una debolezza intrinseca dovuta alla ferita del peccato originale che possiamo curare con la grazia ma ci vuole il tempo, ci vuole un lungo combattimento spirituale. Prima di arrivare allo stato di grazia, cioè alla solidità della nostra scelta per Cristo, ci vuole un lungo cammino.

In molti magari hanno sperimentato nella loro vita che, anziché percorrere la via della santità, hanno preso degli sbandamenti e hanno sommato peccati anche molto gravi per poi arrivare in punto di morte con un carico pericoloso per quanto riguarda la salvezza della nostra anima. Quanto è apprezzabile, allora, questo Sacramento della Divina Misericordia che ci rimette tutti i peccati commessi, a determinate condizioni: ovviamente la fede in Cristo Redentore, il pentimento dei peccati e il proposito di non commetterli più.

Noi abbiamo questa certezza che Dio ci perdona sempre purché ci pentiamo dei nostri peccati, così comprendiamo la sua infinita Misericordia. Cristo ci perdona sempre perché ha espiato i nostri peccati al nostro posto e per nostro amore sul legno della Croce. Nella sua Passione Cristo è l’agnello di Dio che porta su di sé i peccati del mondo, i peccati di ciascuno di noi. Gesù sulla Croce ha espiato i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. Oppresso, in agonia, sudando sangue nel Getsemani, Gesù sente il peso dei peccati degli uomini di tutti i tempi, vede la vastità del male anche dopo la Passione e vede le anime che si perdono nonostante il suo sacrificio, perché si induriscono nel male, perchè preferiscono satana a Dio. Proprio perché Cristo ha espiato i peccati del mondo e ha pagato il nostro debito con Dio al nostro posto, noi veniamo perdonati nel Sacramento della Penitenza.

Se una persona ha commesso dei peccati anche gravi e ha le condizioni necessarie, il sacerdote in nome di Cristo lo assolve, anzi deve assolverlo perché il debito è già stato pagato; si tratta solo di riconoscere da parte nostra la gratitudine e il proposito di non ritornare più nella schiavitù del demonio. Apprezziamo, allora, questo Sacramento meraviglioso della penitenza che la nostra generazione ha abbandonato; del Sacramento della Confessione la Madonna ne ha fatto uno dei capisaldi nella sua pastorale a Medjugorje. Anche i Papi hanno esortato i fedeli a ritornare a questo Sacramento.

È importante, allora, che questo Sacramento venga riscoperto prima di tutto da noi fedeli, ma anche che ci sia una certa disponibilità pastorale ad amministrare questo Sacramento perché è fra le cose più importanti che può fare un sacerdote, insieme alla Santa Messa. Attraverso il Sacramento della Confessione le anime si possono riconciliare con Dio.

Ci sono delle condizioni necessarie perché si faccia una buona Confessione: l’esame di coscienza; il dolore dei peccati; il proponimento di non commetterne più; l’accusa dei peccati; la soddisfazione o penitenza. Senza queste condizioni l’assoluzione del sacerdote non è efficace; l’ideale sarebbe avere un pentimento perfetto che ci toglie anche le pene da scontare in purgatorio. Se, però, abbiamo un pentimento imperfetto, dove c’è anche la paura dell’inferno, è sufficiente perché l’assoluzione del sacerdote sia efficace cioè comporti la cancellazione dei peccati gravi.

L’esame di coscienza serve per focalizzare tutti i peccati gravi; il dolore dei peccati è il pentimento per aver offeso Dio che ci ama così tanto; il proponimento di non commetterli più è un proposito serio, anche se può ovviamente accadere di nuovo di sbagliare; l’accusa dei peccati è la Confessione di tutti i peccati mortali e anche qualcuno di quelli veniali; infine bisogna fare anche la penitenza che in genere è molto lieve, ma andrebbe a mio parere rivalutata. Attraverso la penitenza ben fatta ci vengono cancellate quelle scorie di imperfezione che dovremmo scontare in purgatorio.

LETTURA CRISTINA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Giovedì 3 Settembre 2026

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I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

12. La Confessione

+ La confessione è il Sacramento istituito da Gesù Cristo per rimettere i peccati commessi dopo il Battesimo.

+ Per fare una buona confessione si richiedono cinque cose: 1°) l’esame di coscienza, 2° il dolore dei peccati 3°) il proponimento di non commetterne più, 4° l’accusa dei peccati, 5° la soddisfazione o penitenza

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace

h. 9.15: ATTUALITA’

+ Attualità internazionale

+ Presentazione del libro:” Medjugorje: perché non ho dubbi” – Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse.

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

19. “Desidero che insieme, per mezzo dell’amore, i nostri cuori trionfino” (18 marzo 2007)

“Cari figli, vengo a voi come Madre con doni. Vengo con amore e misericordia.

Cari figli, in me c’è un cuore grande.

Desidero che in esso siano tutti i vostri cuori, purificati col digiuno e la preghiera.

Desidero che insieme, per mezzo dell’amore, i nostri cuori trionfino.

Desidero che attraverso questo trionfo vediate la vera verità, la vera via, la vera vita.

Desidero che possiate vedere mio Figlio. Vi ringrazio”.

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO

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I Sacramenti – 11. La Santa Messa

La Santa Messa è la celebrazione del sacrificio di Cristo; sull’altare le specie eucaristiche del pane e del vino sono il Corpo e il Sangue di Gesù. La Santa Messa è il rinnovamento del sacrificio della Croce al quale partecipa tutta la Chiesa ottenendo anche gli effetti di salvezza. Questo è il concetto cattolico della Santa Messa, una riattualizzazione del sacrificio della Croce; per i fratelli protestanti è solamente un ricordo dell’Ultima Cena e quindi non è un Sacramento.

Per noi cattolici il pane e il vino consacrati diventano veramente il Corpo e il Sangue di Gesù. La fede nell’Eucarestia è fondamentale per quanto riguarda la fede cattolica; il Signore, poi, ci ha dato tanti miracoli eucaristici, molti dei quali sono accaduti sotto gli occhi di sacerdoti che hanno avuto dei dubbi nel momento della Consacrazione e hanno visto il sangue uscire dal pane spezzato. Sono moltissimi i miracoli eucaristici che hanno appassionato, tra gli altri, San Carlo Acutis e che ci confermano in questo mistero della fede. Dio compie questi miracoli per aprirci gli occhi su questo grande dono che ci ha fatto.

La Santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offe dal sacerdote a Dio sull’altare in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce; nella visione cattolica, allora, non è solamente una memoria ma è la Celebrazione del sacrificio di Cristo a cui possiamo partecipare.

Nell’Ultima Cena Gesù dice: «Questo è il mio corpo» e «Questo è il mio sangue»; l’importanza di questo atto lo vediamo subito dopo la sua Resurrezione quando i discepoli di Emmaus lo incontrano in una locanda e lo riconoscono proprio quando a tavola Gesù celebra l’Eucarestia, testimonia la sua presenza viva nel mistero della fede. La Santa Messa è un atto d’amore con il quale Gesù Cristo ha donato la sua vita per riscattarci dai nostri peccati. Il grandissimo valore della Santa Messa è nella luce della Passione di Cristo che è il sacrificio che Gesù ha fatto offrendo se stesso versando il suo sangue, esibendo il suo corpo ai flagelli, ai chiodi, a ogni forma di vessazione e accettando questa ondata di odio infernale su di sé proprio per distruggerla nel suo amore. Compiendo il sacrificio morendo sulla Croce Gesù dice: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». La Messa è la rinnovazione di quel sacrificio che avviene ogni volta che il sacerdote la Santa Messa; è quell’unico sacrificio che viene riproposto e al quale viene associata la Chiesa. La differenza tra la Santa Messa che viene celebrata sull’altare e quella sulla Croce è duplice: sull’altare ci sono le apparenze del pane e del vino, sulla Croce c’era Cristo stesso e ai suoi piedi c’era la Madonna che ha veramente celebrato al sacrificio di Suo Figlio. Quando noi, invece, celebriamo la Santa Messa sull’altare è la Chiesa stessa che partecipa al sacrificio ed è il sacerdote che celebra nella persona stessa di Cristo.

Il sacrificio lo si vede proprio nella separazione della carne e del sangue. Anticamente gli ebrei sacrificavano a Dio degli animali che, anziché mangiarli venivano offerti sull’altare; il sacrificio era una privazione. Gesù offre tutto se stesso in sacrificio per la salvezza del mondo. Il sacerdote celebra questo sacrificio e questo sta a indicare proprio la grandezza del Sacramento del Sacerdozio istituito da Gesù quando ha detto agli Apostoli: «Fate questo in memoria di me». Nel Ministero sacerdotale ci sono due momenti fondamentali: il momento della Consacrazione in cui il sacerdote ripete proprio le parole di Gesù; l’altro momento è quello della Confessione, quando il sacerdote assolve dai peccati in nome di Cristo. Il sacerdote celebra la Santa Messa e assolve dai peccati in persona Christi. Dobbiamo riscoprire questa grandezza del Sacerdozio che è stata un po’ offuscata.

La pienezza del compito del sacerdote è nell’essere pastore del gregge di Dio e lo nutre con la Parola e con l’Eucarestia, lo purifica con l’assoluzione dai peccati, lo guida in pascoli erbosi perché possa crescere e lo difende dai lupi.

Il precetto della Santa Messa corrisponde al terzo Comandamento e cioè ci obbliga a partecipare alla Messa la domenica e le altre Feste comandate. Il Vangelo di Giovanni contiene una bellissima riflessione che ci svela il significato dell’Eucarestia: «Sono io il pane vivo disceso dal Cielo. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51). Mediante l’Eucarestia, nella quale riceviamo Cristo Risorto, siamo partecipi della Sua Resurrezione e della vita eterna.

🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 02/09/2026

LETTURA CRISTINA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Mercoledì 2 Settembre 2026

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h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

11. La Santa Messa

+ La santa Messa è il Sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offe dal Sacerdote a Dio sull’altare in memoria e rinnovazione del Sacrificio della Croce

+ Siamo obbligati partecipare alla Messa la Domenica e le altre feste comandate.

+ “Sono io il pane vivo disceso dal Cielo. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. (Gv 6,51)

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di pace

h. 9.15: ATTUALITA’

Presentazione del libro:” Medjugorje: perché non ho dubbi”

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA

18. “Il mio nome è amore” (2 Marzo 2007)

“Oggi vi parlerò di quello che avete dimenticato.

Cari figli, il mio nome è amore, per questo sono con voi così tanto del vostro tempo, e questo è amore, perché un grande amore mi manda.

Cerco da voi lo stesso. Chiedo l’amore nelle vostre famiglie. Chiedo che in vostro fratello riconosciate l’amore.

Solo così, tramite l’amore, vedrete il volto del più grande amore.

Che il digiuno e la preghiera siano la vostra guida.

Aprite i vostri cuori all’amore, anzi alla salvezza.

Grazie.”

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I Sacramenti – 10. La Santa Comunione

Per fare una buona Comunione sono necessarie tre cose: essere in grazia di Dio; sapere e pensare chi si va a ricevere; osservare il digiuno Eucaristico, ovvero essere a digiuno da un’ora rispetto al momento della Comunione.

Essere in grazia di Dio significa avere la coscienza monda da ogni peccato mortale. Il peccato mortale è una disobbedienza alla Legge di Dio, un’offesa a Dio fatta in materia grave, in piena avvertenza, in deliberato consenso. Se manca una di queste condizioni la gravità del peccato diminuisce e da peccato grave può essere considerato un peccato veniale; ma se una persona è in uno stato di peccato grave è chiaro che non può ricevere la Comunione, prima deve confessare i peccati gravi che ha commesso. Chi fa la Comunione in stato di peccato grave commette un sacrilegio, quell’atto che in sé dovrebbe essere un atto di vita, diventa un atto di morte. A volte si vede la gente che fa la Comunione con molta facilità; c’è chi magari non va a Messa per mesi senza considerare che non santificare le Feste è materia grave e dopo tanto tempo fa la Comunione senza essersi confessato. Ovviamente è il Signore che giudica, ma la saggezza della Chiesa dice che è bene confessarsi prima di accostarsi alla Comunione. Nel caso in cui si sia impossibilitati a confessarsi perché magari in quel momento manca il sacerdote, si può fare l’Atto di dolore perfetto che significa chiedere perdono al Signore dei peccati gravi commessi facendo il proposito di non commetterne più. Questo Atto di dolore perfetto “abilita” a ricevere la Comunione purché ci sia l’impegno a confessarsi quanto prima; deve però esserci un impedimento serio. Si tratta di situazioni da valutare molto bene perché non si sia negligenza ma ci sia la giusta attenzione a quell’esigenza di santità che richiede il Sacramento dell’Eucarestia.

San Paolo scriveva: “Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore” (1 Corinzi, 11-27). C’è un certo senso di negligenza che è sintomo di una scarsa comprensione della grandezza di questo Sacramento. È importante ricevere Gesù con una giusta e adeguata preparazione interiore. Certamente accostarsi a questo Sacramento richiede sapere e pensare chi si va a ricevere, l’Eucarestia non è un atto esteriore, è l’incontro con il Signore, è ricevere Gesù nel nostro cuore e quindi occorre avere la luce della fede e il cuore aperto pieno di amore. Ci sono esempi straordinari di Santi bambini e ragazzi di come si riceve la Comunione con la consapevolezza di ricevere il Signore con umiltà, con gratitudine infinita. Dopo averlo ricevuto, questo comporta poi il fatto di adorarlo, di ringraziarlo, di chiedere tutte le grazie di cui abbiamo bisogno. Ricevere la Comunione significa avere un tesoro nel cuore che permane realmente con corpo, sangue e divinità; Cristo Risorto permane in noi sacramentalmente fin quando durano le specie eucaristiche.

Dopo la Comunione è importante raccoglierci un momento per ringraziare. Quando usciamo dalla chiesa siamo diversi rispetto a come siamo entrati, siamo portatori di Cristo nel nostro cuore. Dobbiamo fare la Comunione con fede, con amore perché incontriamo Cristo, lo riceviamo nel nostro cuore, diventiamo il tempio del Dio vivente, siamo portatori di Dio. Ecco, allora l’importanza della consapevolezza, dell’umiltà, della gratitudine, dell’amore con cui bisogna accostarsi a questo Sacramento.

La Comunione è il pane di vita. Il pane consacrato è il corpo di Cristo e il sangue consacrato è il suo sangue. Questo fatto ci dice che il pane e il vino sono nutrimento quotidiano; la recezione ordinaria dell’Eucarestia sarebbe quotidiana o almeno domenicale. La Chiesa raccomanda la Messa quotidiana per chi può parteciparvi, il sacerdote infatti ha l’impegno di dire la Messa ogni giorno, per sé e per il popolo che vuole nutrirsi del corpo e del sangue di Cristo. La Chiesa, però, mette anche dei minimi senza i quali una persona non onora e non comprende l’importanza di questo Sacramento. I limiti sono quelli di ricevere la Comunione almeno ogni anno a Pasqua e in pericolo di morte, come viatico che sostenti l’anima nel viaggio all’eternità. L’Eucarestia è il farmaco dell’immortalità, in essa riceviamo Cristo Risorto che ci comunica la grazia della vita eterna; è importantissimo dare la Comunione ai malati e soprattutto ai moribondi sottoforma di viatico. L’Eucarestia come viatico sostenta l’anima e la fortifica nel momento cruciale della vita che è quello in cui si bussa alle porte dell’eternità.

L’obbligo della Comunione pasquale comincia all’età in cui si è capaci di farla con sufficienti disposizioni, cioè, d’ordinario, a sette anni circa. Con San Pio X la Chiesa ha anticipato molto l’età della Prima Comunione, i bambini iniziano a frequentare il Catechismo in tenera età e si dispongono così alla Prima Comunione fin dai sette anni circa per poi riceverla almeno una volta all’anno a Pasqua, meglio ancora settimanalmente e chi può quotidianamente.  

È cosa ottima e utilissima comunicarsi spesso, anche tutti i giorni, purché si faccia sempre con le dovute disposizioni e cioè in grazia di Dio, sapendo e pensando chi si va a ricevere. L’Eucarestia è un incontro con il Signore. Bisogna fare la Comunione in grazia di Dio; ringraziare dopo aver ricevuto l’Eucarestia perché è Dio stesso che viene nel nostro cuore; ogni domenica dovremmo essere in grado di ricevere l’Eucarestia. Sarebbe una grande cosa organizzare la giornata in modo da poter partecipare alla Santa Messa quotidiana, farebbe molto bene all’anima e al corpo. Abbiamo tempo per tutto, spendiamo un sacco di tempo in cose inutili e dannose ma non occupiamo il tempo ad attingere a quelle fonti di grazia che Dio ci ha dato in abbondanza perché potessimo abbeverarci alle fonti della vita ogni volta che ne abbiamo bisogno e cioè ogni giorno.

🟢LIVE P. LIVIO🟢 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – 01/09/2026

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Programma di Padre Livio – Martedì 1 Settembre 2026

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h. 9.00 La Santa comunione

Per fare una buona comunione sono necessarie tre cose: 1) essere in grazia di Dio. 2) Sapere e pensare chi si va a ricevere. 3) Osservare il digiuno Eucaristico.

Essere in grazia di Dio significa avere la coscienza monda da ogni peccato mortale.

C’è obbligo di ricevere la Comunione ogni anno a Pasqua e in pericolo di morte, come viatico che sostenti l’anima nel viaggio all’eternità.

L’obbligo della Comunione pasquale comincia all’età in cui si è capaci di farla   con sufficienti disposizioni, cioè, d’ordinario, a sette anni circa.

È cosa ottima e utilissima comunicarsi spesso, anche tutti i giorni, purché si faccia sempre con le dovute disposizioni.

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO

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17.” Seguite me, il mio esempio luminoso” (2 Gennaio 2007)

“Cari figli, in questo tempo pieno di grazia di Dio e del suo amore che mi manda a voi,

io vi prego non siate cuori di pietra.

Che il digiuno e la preghiera siano le vostre armi per avvicinarvi per conoscere Gesù, mio Figlio.

Seguite me, il mio esempio luminoso.

Vi aiuterò. Sono con voi.

 Vi ringrazio.”

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La guerra in Europa prepara i 10 Segreti

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