Il 18 marzo 2026, in chiusura di Messaggio alla veggente Mirjana la Madonna ha detto: «Credete a mio Figlio. Parlategli dei vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze». Questo è un aspetto della preghiera che dovemmo mettere in evidenza. La preghiera è parlare con Dio. Certamente la preghiera ha tante espressioni: la lode, il ringraziamento, l’invocazione, la richiesta di grazie. Quando abbiamo il cuore pieno di sofferenza, di tristezza, di problemi, di ferite, abbiamo bisogno di sfogarci con qualcuno e ci rivolgiamo solitamente a una persona paziente che possa dirci una buona parola di conforto che possa consolarci e lenire le nostre ferite. Se questo accade con le altre persone, figuriamoci come possa accadere con Gesù con il quale possiamo sempre parlare.
La Madonna ci ha invitato molte volte a parlare con Suo Figlio. Con Gesù possiamo parlare liberamente, aprire il nostro cuore, fargli delle domande, sfogarci. Ci sono dei momenti in cui Gesù è la Persona più indicata a darci le risposte giuste, a rispondere ai nostri perché. Il Signore ci risponde toccandoci nel fondo del cuore, facendoci sentire la risposta vera che è quella di fare sempre la volontà di Dio che è bene e amore. Anche le croci ci purificano, ci rafforzano e quindi anche gli interrogativi più cocenti possiamo farli a Gesù che con le sue risposte di luce ci illumina, ci fa capire come anche ciò che è dolore diventa uno strumento di crescita più di qualsiasi altra cosa.
Gesù è il Verbo fattosi carne, è quel tesoro da cercare con fiducia e tenacia. Gesù deve essere per noi tutto, il nostro amico, il nostro Signore, il nostro Dio, la nostra forza, la nostra luce; la potenza del suo amore ci deve sorreggere e guidare. Gesù ci dà lo Spirito consolatore, che va al di là di ogni aiuto umano che possiamo avere. Gli aiuti umani sono certamente utili e servono, ma sono passeggeri rispetto alla presenza di Gesù in noi che è stabile, è piena di amore, è piena di pazienza. Gesù ci lascia sfogare e ci ascolta come nessuna persona potrebbe mai fare. Chi può ascoltarci, consolarci, esortarci, darci la forza più di Gesù?
Al Signore Gesù dobbiamo ricorrere in tutti i momenti difficili della vita. L’ideale sarebbe fare di Gesù il nostro compagno di vita ogni giorno, essere consapevoli che è al nostro fianco, ci guarda e ci aiuta, ci sorregge e ci guida. Facendo le cose con Gesù, condividendo con lui le nostre azioni quotidiane, ci viene voglia di farle come le farebbe lui. Così cambia il mondo perché la luce, l’amore, la pace, la gioia e il perdono riempiono la vita delle persone. In un mondo che ha perso Dio, la sua presenza, il suo aiuto, è importante ravvivare questa presenza con la fede; dobbiamo puntare a quella che i maestri di Spirito hanno chiamato “l’unione mistica permanente” e cioè vivere costantemente in unione con Gesù. È impossibile arrivare a questo perché il mondo distrae, ma ogni volta dobbiamo rientrare in noi stessi e riappropriarci della presenza di Gesù, della sua pace, della sua luce, del suo amore e continuiamo a vivere nel mondo con Lui e irradiando Lui.
Questo è il modo che Dio ci offre per riscattare la nostra vita dalla banalità, dal vuoto, dalla stanchezza, dalla noia. La presenza di Gesù ci ripara dal male e ci preserva da cadute gravi; qualora dovesse accadere che cadiamo, Gesù ci solleva e ci rimette sulla strada giusta. Il nostro impegno quotidiano sia di vivere con Gesù e camminare nel corso della nostra giornata insieme a Lui.