La vita è un pellegrinaggio in salita, ha una partenza e un punto di arrivo che è quello in cui si passa dal tempo all’eternità. È molto importante, quando si arriva al termine della vita, che ci rapportiamo all’eternità e ci chiediamo se siamo sul sentiero che porta al Paradiso o dove stiamo camminando. Con l’ultimo istante veniamo giudicati, avremo o la gioia del Paradiso, o la temporanea purificazione del purgatorio, oppure l’eterna dannazione delle pene dell’inferno.
Nel Messaggio del 2 novembre 1983 la Regina della pace ha detto: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte». Questo significa che la maggior parte delle persone che muore va in un purgatorio perché è in grazia di Dio, se ha commesso peccati gravi si è confessata, si è pentita, ha ascoltato la voce della coscienza e ha chiesto perdono a Dio.
Lo sguardo rivolto a Dio è il presupposto per la salvezza, anche se si ha molto da purificare in noi stessi perché non possiamo entrare in Paradiso senza la veste candida, senza l’amore perfetto. Sulla sica della tradizione e di testi biblici, la Chiesa ha insegnato che per tutti quelli che sono in grazia di Dio ma che hanno ancora molto da purificare, devono stare temporaneamente in purgatorio che è un luogo di sofferenza perché l’anima desidera vedere Dio ma per il momento è lontana dalla visione beatifica e quindi soffre per essere lontana dal suo Signore che lei ama con tutto il cuore. La sofferenza del purgatorio purifica l’anima, affina la sua capacità di amare, la rende pronta per entrare in Paradiso.
Noi possiamo aiutare le anime del purgatorio con le nostre preghiere, in particolare con la Santa Messa. Con le nostre preghiere e i nostri sacrifici possiamo abbreviare il tempo di purificazione che un’anima deve passare in purgatorio.
Da una parte le anime del purgatorio gioiscono perché sono nel luogo della salvezza e sanno che vedranno il Signore, andranno in Paradiso; nel medesimo tempo soffrono perché ne sono separate. La Madonna ci ha invitato a non sottovalutare le sofferenze del purgatorio, ha proprio detto che la cosa più conveniente è andare direttamente in Paradiso: «Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte». Nei Messaggi precedenti la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, la Madonna per anni ci ha ricordato che è il Cielo è la meta a cui tendere e ci ha parlato della carità che possiamo esercitare nei confronti delle anime del purgatorio. A uno dei veggenti la Regina della pace ha affidato il compito particolare di pregare proprio per le anime del purgatorio che i veggenti hanno visto e hanno raccontato che si tratta di un luogo in cui non si vede nulla, c’è una densa nebbia e si sentono le grida sofferenti delle anime purganti. Il purgatorio è un luogo di sofferenza, non c’è l’oscurità totale ma nemmeno il Sole.
Le anime del purgatorio attendono le nostre preghiere e i nostri sacrifici per abbreviare la loro permanenza lì, pensiamo quanto ci sono grate queste anime a cui abbreviamo i patimenti. È molto importante far celebrare Messe per le anime del purgatorio, anche le nostre preghiere sono importanti così come l’offerta di piccoli sacrifici. Specialmente ai nostri cari defunti possiamo manifestare concretamente il nostro amore abbreviando il tempo del purgatorio. La mamma della veggente Ivanka è morta due mesi prima dell’inizio delle apparizioni di Medjugorje; quando la ragazza ha chiesto notizie della mamma alla Madonna le ha detto: «Tua mamma è con me». La veggente ha raccontato questa cosa alla gente di Medjugorje che era gioiosa per quella notizia anche perché la mamma di Ivanka era una donna semplice, come tante altre e il fatto che fosse andata direttamente in Paradiso ha confortato molto la gente. Successivamente, in un’altra apparizione, Ivanka ha chiesto alla Madonna se la mamma avesse qualcosa da dirle e la Madonna ha detto che la mamma le mandava a dire di essere obbediente alla nonna. La Madonna, poi, è apparsa alla veggente con a fianco la mamma e per Ivanka è stata una grande gioia. Questi aneddoti sono molto importanti perché ci fanno capire che i nostri cari in Cielo sanno e vedono quello che noi facciamo, vedono anche i nostri bisogni e in Cielo pregano per noi.
Anche di Padre Slavko sappiamo che è andato direttamente in Paradiso. Il 24 novembre 2000 Padre Slavko è morto sul Križevac, dopo aver pregato la Via Crucis; il giorno successivo la Regina della pace ha dato questo Messaggio: «Cari figli, oggi che il Cielo vi è vicino in modo particolare, vi invito alla preghiera perché attraverso la preghiera mettiate Dio al primo posto. Figlioli, oggi vi sono vicina e benedico ognuno di voi con la mia benedizione materna perché possiate avere la forza e l’amore per tutte le persone che incontrate nella vostra vita terrena e perché possiate dare l’amore di Dio. Gioisco con voi e desidero dirvi che il vostro fratello Slavko è nato al Cielo e intercede per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
Andare direttamente in Paradiso, allora, non è così difficile se conduciamo una vita da buoni cristiani, teniamo curata la nostra anima con i Sacramenti della Confessione e dell’Eucarestia. Teniamo anche sempre presente le raccomandazioni della Regina della pace di pregare per le anime del purgatorio proprio per abbreviare le loro sofferenze e affinché possano entrare presto in Paradiso. Per affrettare la purificazione del purgatorio la Chiesa a raccomanda le preghiere, in particolare la Santa Messa in suffragio, le elemosine e le opere di carità, le opere di penitenza e le indulgenze a favore dei defunti. Il purgatorio è transitorio e terminerà con la fine del mondo, quando tutte le anime del purgatorio andranno in Paradiso.
Ecco cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica a proposito del purgatorio:
Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo (CCC 1030).
La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore: «Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c’è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti, colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro» (CCC 1031).
Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti: «Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? […] Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere» (CCC 1032).