"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

 “SONO IO, IO, NON LUI  IL CRISTO.  NON E’ RISORTO E’  MARCITO” – L’ANTICRISTO CHE VIENE DALLA RUSSIA”

( Valdimir Soloviev – 1853 – 1900)

Fin’ora il genio cristiano di Soloviev aveva descritto il formarsi nella mente dell’Anticristo la falsa luce della superbia. Ma questa non è sufficiente per descrivere il male nella sua suprema manifestazione umana.

Lucifero si è ribellato a Dio per non aver accettato di essere una creatura, ma nel medesimo tempo spinto dall’invidia e dall’ira di non essere lui il detentore della divinità.

Il medesimo processo di perversione spirituale si consuma nel cuore dell’Anticristo, il quale nella sua rabbiosa opposizione al Cristo finisce per incontrare l’oppositore per eccellenza, lo spirito del male, al quale si consegna con tutto se stesso.

“ Questo giusto, pieno di orgoglio, attende la suprema sanzione per incominciare la proprio missione che porterà alla salvezza dell’umanità, ma è stanco di aspettare. Ha già compiuto trent’anni e altri tre ne trascorrono.

Ed ecco gli balena nella mente un pensiero e con un brivido ardente gli penetra fino al midollo delle ossa: “E se?….E se non fossi io, ma quell’altro….Il Galileo….S’egli non fosse il mio precursore, ma il vero primo e ultimo?

Però in tal caso dovrebbe essere vivente….Dov’è dunque Lui…Se a un tratto mi venisse incontro…in questo momento ,qui…Che Gli direi?

Dovrei inchinarmi davanti a Lui come l’ultimo cristiano scimunito e borbottare stupidamente come un qualsiasi contadino russo: “ Signore Gesù Cristo abbi pietà di me peccatore”, oppure prostrarmi a terra come una connetta polacca? Io che sono un genio luminoso, il superuomo. No, mai!” .

E a questo punto, al posto dell’antico, ragionevole  e freddo rispetto per Dio e per il Cristo, germoglia e si sviluppa nel suo cuore dapprima una specie di timore e poi l’invidia ardente che opprime e contrae tutto il suo essere.

Infine l’odio furioso si impadronisce della sua anima. “Sono io, io, non Lui! Lui non è tra i viventi e non lo sarà mai. Non è risorto, non è risorto, non è risorto! E’ marcito, è marcito nel sepolcro, è marcito come l’ultima…”

Il connubio spirituale fra satana e l’Anticristo è un tema tradizionale, che Soloviev ripropone  da par suo. Satana è l’Anticristo per eccellenza  e la sua manifestazione avverrà, come mette in evidenza San Paolo, “nella potenza di satana” ( 2 Tes 2,9).

Il maligno, l’eterna “scimmia di Dio”, imita a modo suo il mistero dell’incarnazione, rendendosi presente in un uomo, da lui plasmato a immagine della sua superbia, il quale diventa il suo “figlio prediletto”.

 Il momento del rifiuto di Cristo e quello del manifestarsi del serpente antico sono descritti da  Soloviev  con pennellate da sommo artista:

“ Con la schiuma alla bocca, a balzi convulsi, si lancia fuori dalla sua casa e dal suo giardino e fugge nella notte fonda e buia per un sentiero roccioso…

Si placa il suo furore e ad esso succede una disperazione arida e pesante come quelle rocce, oscura come quella notte.

S’arresta sull’orlo di un precipizio che cade a picco e ode di lontano  il confuso fragore di un torrente che scorre in basso fra rocce. Un’angoscia intollerabile gli opprime il cuore.

A un tratto qualcosa si agita dentro di lui: “Lo chiamerò per chiedergli ciò che debbo fare?” E nell’oscurità gli appare un volto dolce e triste: “ Egli ha compassione di me…No, mai! Non è risorto, non è risorto!”

E si getta nell’abisso. Ma qualche cosa di elastico come una colonna d’acqua, lo trattiene sospeso nell’aria, egli si sente sconvolto come da una scossa elettrica e una forza arcana lo ributto indietro.

Per un istante perde la conoscenza e si risveglia in ginocchio a qualche passo dal precipizio. Davanti a lui si stagliava una figura avvolta da un nebuloso nimbo fosforescente e due occhi gli trapassavano l’anima con un sottile insopportabile bagliore…

Se Cristo è colui che ha respinto il tentatore col suo vibrante “Vattene satana!” ( Mt 4,10), l’Anticristo invece cede totalmente alla suggestione del principe di questo mondo, che sollecita con l’arte consumata dell’inganno di cui è maestro sommo, il suo smisurato orgoglio, promettendogli il suo appoggio incondizionato per arrivare a sedere  sul trono  della gloria terrena:

“ Vede quei due occhi penetranti e senza darsi conto se provenga dal suo intimo o dall’esterno ode una strana voce sorda, perfettamente contenuta e nello stesso tempo netta, metallica e priva affatto di anima come quella di un fonografo.

E questa voce gli disse: “ Mio amato figlio, in te è riposto tutto il mio affetto….Perché non sei ricorso a me? Perché hai onorato l’altro, il cattivo e il padre suo! Io sono dio e padre tuo.

Ma quel medicante, il crocifisso, è estraneo a me e a te. Non ho altri figli all’infuori di te. Tu sei l’unico, il solo generato, uguale e me. Io ti amo e non esigo nulla da te.

 Così tu sei bello, grande e possente. Compi la tua opera nel tuo nome e non nel mio. Io non provo invidia nei tuoi confronti. Ti amo e non richiedo nulla da parte tua.

 L’altro, colui che tu consideravi come dio, ha preteso dal suo figlio obbedienza e una obbedienza illimitata fino alla morte di croce e sulla croce lui non lo ha soccorso. Io non esigo nulla da te, ma parimenti ti aiuterò.

Per amore tuo, per il tuo merito, per la tua eccellenza e per il mio amor puro e disinteressato verso di te, io ti aiuterò. Ricevi il mio spirito. Come prima il mio spirito ti ha generato nella bellezza, così ora ti genera nella forza.”

 A queste parole dello sconosciuto, le labbra del superuomo si sono involontariamente socchiuse, due occhi penetranti si sono accostati vicinissimi al suo volto e ha provato la sensazione come se un getto pungente e ghiacciato penetrasse in lui e riempisse tutto il suo essere.

E nel medesimo tempo si è sentito pervaso da una forza inaudita, da un vigore, da una agilità e da un entusiasmo mai provati.

In quello stresso istante sono scomporsi a un tratto il fantasma luminoso e i due occhi e qualcosa ha sollevato il superuomo sopra la terra  e d’un colpo lo ha deposto nel suo giardino alla porta di casa”.

Se Gesù Cristo è l’Inviato del Padre, l’Anticristo è l’inviato di satana. Gesù è il Salvatore del mondo mediante l’umiliazione e la sofferenza, l’Anticristo ne è il dominatore mediante l’inganno e la forza.

Dove il Figlio prediletto del Padre ha  fallito, il figlio prediletto di satana avrà uno strepitoso successo. Alla fine pochi seguiranno la via della croce, mentre la moltitudine seguirà quella della carne.

 Il genio di Soloviev ha descritto, all’inizio del  secolo XX,  la follia anticristica di un mondo nuovo senza Dio.

Vostro  Padre  Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

Cari amici,

buona Domenica nella gioia del Signore risorto, che illumina la  nostra vita e ci ricolma del suo amore, soprattutto partecipando alla  S.Messa,  che  è  il centro e il culmine  della vita cristiana.

Alziamo gli occhi al  Cielo che è la meta a  cui dobbiamo tendere nel  nostro pellegrinaggio. Portiamo la  pace di Gesù nelle  nostre famiglie e  alle persone che  incontriamo.

Il Vangelo di oggi ci racconta la  parabola  immortale del buon Samaritano. Gesù ci insegna  che l’amore di Dio è  autentico solo se apriamo il cuore al  prossimo che è nel bisogno.

Noi viviamo in una società dei “cuori duri”,   chiusi a Dio e insensibili alla sofferenze altrui. Per entrare nella vita eterna dobbiamo fare  la fatica di aprirli, attraverso il  nostro cammino quotidiano di conversione.

Ave Maria

Vostro Padre  Livio

IL COMBATTINENTO SPIRITUALE

L’ANTICRISTO CHE VIENE DALLA RUSSIA: “CREDEVA IN DIO MA NEL  FONDO DELL’ANIMA PREFERIVA SE STESSO A LUI”

(Vladimir Soloviev – 1853-  1900)

L’Anticristo di Soloviev è un antagonista di Gesù Cristo e nel suo smisurato orgoglio lo vuole sostituire nel cuore degli uomini.

E’ una figura molto attuale, che potremmo identificare con qualche personaggio del  nostro tempo che è convinto di svolgere una missione messianica universale.

 Non si presenta affatto come un tiranno vizioso, o come un ecclesiastico corrotto, secondo le rappresentazioni tradizionali dell’immaginario collettivo.

Egli è una luce falsa che pretende di illuminare e di attirare. E’ un quadro falso che sempre più vero di quello autentico. Potremmo definire l’Anticristo del grande pensatore russo come il capolavoro del Falsario.

D’altra parte come potrebbe ottenere il consenso della grande maggioranza degli uomini se non avesse un potere di seduzione tale da ingannare persino i credenti? Non è forse questo che Gesù Cristo ci ha insegnato riguardo ai falsi profeti? (Mt 24, 25).

“ C’era in questo tempo – esordisce Soloviev – tra i pochi credenti spiritualisti, un uomo ragguardevole – molti lo chiamavano superuomo – il quale era lontano in ugual misura dall’infanzia della mente e dall’infanzia del cuore.

 Egli era ancora giovane, grazie al suo genio eccelso a trentatre anni godeva di una vasta risonanza di grande pensatore, di scrittore e di riformatore sociale.

Cosciente di possedere in sé una grande forza sociale, era sempre stato un convinto spiritualista e la sua vivida intelligenza gli aveva sempre indicato la verità di ciò a cui si deve credere: il bene, Dio, il Messia.

Egli credeva in ciò, ma non amava che se stesso. Credeva in Dio, ma nel fondo dell’anima involontariamente e senza rendersene conto preferiva se stesso a Lui. “ Tre dialoghi – il Racconto dell’Anticristo – Marietti – pag 189)).

Straordinario il discernimento evangelico di Soloviev, che coglie la condizione “sine qua non” per entrare a far parte del Regno di Dio. Si tratta infatti di quella piccolezza evangelica, di quella umiltà proprio dei bambini che ci rende consapevoli della nostra dimensione di creature e di peccatori, bisognosi di infinita misericordia.

  Le grandi qualità di una persona, al servizio dell’orgoglio, divengono una pietra di inciampo e di perdizione, perché l’io viene posto su quel piedestallo che è riservato all’Onnipotente.

Potremmo dire che l’Anticristo è un uomo eccezionale – un superuomo – per le sue qualità intellettuali, spirituali e morali, ma non è umile e,  senza rendersene conto, ha messo il suo io al posto di Dio. In fondo è peggio di un ateo, perché usa Dio per la sua gloria personale.

“ Credeva nel Bene, ma l’Occhio dell’eternità, che vede tutto, sapeva che quest’uomo si sarebbe inchinato davanti alla potenza del male, appena appena questo riuscisse a corromperlo, non con l’inganno dei sentimenti e delle basse passioni e nemmeno con la suprema attrattivo del potere, ma solleticando il suo smisurato amor proprio.

Del resto questo amor proprio non era né un istinto incosciente né una folle pretesa. A parte il suo talento eccezionale, la sua bellezza e la sua nobiltà, anche le altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficenza, parevano giustificare a sufficienza lo sconfinato amor proprio che nutriva per sé il grande spiritualista, l’asceta, il filantropo.

Se gli si rinfacciava di essere così in abbondanza fornito di doni divini, egli vi scorgeva i segni particolari di una eccezionale benevolenza dall’alto verso di lui e si considerava come secondo dopo Dio, unico nel suo genere. In una parola egli riconosceva in sé quelle che erano le caratteristiche del Cristo” (ib).

E’ straordinario come il genio di Soloviev sappia descrivere il formarsi nell’Anticristo di quel fumo luciferino che portò alla caduta degli angeli e che illuse i progenitori di essere “Come Dio”. 

Il peccato nella sua essenza è la negazione del proprio “status” di creature dipendenti da Dio e la pretesa di assolutizzare se stessi. In questa prospettiva la tradizione spirituale cristiana ha costantemente indicato nella superbia il primo dei vizi capitali e la radice stessa del male.

L’Anticristo è colui che, nella sua autoesaltazione, si mette in concorrenza con Cristo stesso, ritenendosi superiore a Lui.

“ La coscienza della sua alta dignità all’atto pratico non prendeva in lui l’aspetto di un obbligo morale verso Dio e il mondo, ma piuttosto l’aspetto di un diritto e di una superiorità in rapporto agli altri e soprattutto in rapporto a Cristo.

 Ma non aveva per Cristo una ostilità di principio . Gli riconosceva l’importanza e la dignità di Messia; però con tutta sincerità vedeva in Lui soltanto il suo augusto precursore.

 Per quella mente ottenebrata dall’amor proprio erano inconcepibili l’azione morale del Cristo e la Sua assoluta unicità.

Egli ragionava così: Cristo è venuto prima di me; io mi manifesto per secondo; ma ciò che viene dopo in ordine di tempo, in natura è primo. Io giungo ultimo alla fine della storia, precisamente perché sono il salvatore perfetto, definitivo.

 Quel Cristo è il mio precursore. La sua missione era quella di precedere e preparare la mia apparizione”. E in base a quest’idea, il grande uomo del secolo XXI applicava a se stesso tutto ciò che è detto nel Vangelo circa il secondo avvento, non come il ritorno di Cristo stesso, ma come la sostituzione del Cristo precursore col Cristo definitivo, cioè se stesso.

In questo stadio l’uomo del futuro si presenta ancora in modo non ben definito e originale. Considerava il suo rapporto con Cristo alla stessa guisa per esempio di Maometto, un uomo retto che non si può accusare di nessuna cattiva intenzione” ( Ib.).

Non vi è dubbio che nella genesi dell’Anticristo e nel formarsi della sua orgogliosa auto-coscienza Soloviev segue l’insegnamento di S. Paolo, laddove l’apostolo afferma che l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, “si innalza su ogni essere che vien detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio” ( 2 Ts 2,4).

Non esita dunque a presentare se stesso come uno che arriva laddove Cristo non è riuscito, lasciando intendere che Egli ha fallito come Salvatore del mondo. Non è forse il Cristo morto in croce e l’umanità non è rimasta forse nei suoi guai? Il ragionamento dell’Anticristo non è molto diverso da quelli che ritengono il cristianesimo superato e che il mondo ha bisogno di un nuovo vangelo e di un nuovo Salvatore:

“ Il Cristo è stato il riformatore dell’umanità, predicando e manifestando il bene morale nella sua vita, io invece sono chiamato a essere il benefattore di questa umanità, in parte emendata e in parte incorreggibile. Darà a tutti gli uomini ciò che è loro necessario.

 Il Cristo come moralista ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, mentre io li unirò coi benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi.

 Sarò il vero rappresentante di quel Dio che fa sorgere il sole e per i buoni e per i cattivi  e distribuisce la piogge sui giusti e sugli ingiusti. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace.

Egli ha minacciato alla terra il terribile giudizio. Però l’ultimo giudice sarò io e il mio giudizio non sarà solo un giudizio di giustizia, ma anche un giudizio di clemenza”(ib).

Vostro Padre  Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

LA  MADONNA CONSEGNA A MIRJANA IL ROTOLO DI PERGAMENA CON I SEGRETI

“Il 23 dicembre 1982 la Madonna mi apparve come al solito; anche quella volta fu un’esperienza bellissima che mi riempì l’anima di gioia.

Ma verso la fine mi guardò con tenerezza e disse: “A Natale ti apparirò per l’ultima volta”.

Al termine dell’apparizione ero sconvolta. Avevo sentito bene quello che aveva detto, ma non potevo crederci.

Come avrei potuto vivere senza le apparizioni? Sembrava impossibile. Pregai intensamente perché ciò non si avverasse.

(….)Seppi poi che quell’ultima apparizioni era durata 45 minuti, una cosa straordinaria. La Madonna ed io parlammo di molte cose.

Passammo in rassegna tutti i 18 mesi passai insieme, quanto ci eravamo dette e che Lei mi aveva rivelato. Mi affidò il decimo e ultimo segreto.

Disse che avrei dovuto scegliere un sacerdote per un ruolo speciale. Dieci giorni prima dell’avvenimento previsto nel primo segreto dovrò comunicargli cosa succederà.

Poi lui ed io dovremo pregare e digiunare per sette giorni, e tre giorni prima dell’evento il sacerdote lo rivelerà al mondo.

Ognuno dei dieci segreti verranno rivelati in questo modo. (p. 142)

La Madonna mi fece anche un dono prezioso: mi disse che mi sarebbe apparsa una volta all’anno, il 18 marzo, per tutta la mia vita.

Il 18 marzo è il mio compleanno, ma la Madonna non ha scelto questa data per questo motivo. (…)

Si potrà comprendere perché Maria ha scelto questa data solo quando gli eventi oggetto dei segreti inizieranno a verificarsi.

Aggiunse che avrei avuto qualche altre apparizione extra.

Poi mi porse qualcosa simile a una pergamena arrotolata, spiegando che vi erano scritti tutti e dieci i segreti, e che avrei dovuto mostrarla al sacerdote da me scelto per rivelarli quando sarebbe giunta l’ora.

 La presi dalla sua mano senza guardarla.

“Ora dovrai rivolgerti a Dio in fede, come qualsiasi altra persona”, disse. “Mirjana, ho scelto te. Ti ho confidato tutto l’essenziale. Ti ho anche mostrato molte cose terribili.

Ora devi sopportare tutto con coraggio. Pensa a me e alle lacrime che devo versare per questo. Devi sempre avere coraggio. Hai compreso subito i messaggi. Devi anche capire che devo andare via. Sii coraggiosa”. (p. 143)

Il rotolo, di color beige, era costituito da un materiale simile alla pergamena – non proprio carta o tessuto, una via di mezzo. Lo svolsi con cura e vi trovai i dieci segreti scritti in elegante calligrafia, in corsivo.

Non vi erano decorazioni o illustrazioni; ogni segreto era scritto con parole semplici e chiare, simili a quelle utilizzate dalla Madonna quando me li spiegò la prima volta.

I segreti non erano numerati, ma riportati in ordine, uno dopo l’altro; il primo scritto in alto e l’ultimo in basso; ogni evento con la rispettiva data. (p. 144)

C’è chi ha detto che sono privilegiata perché so cosa accadrà in futuro, ma io non la vedo così. Sarebbe molto più facile se potessi rivelare tutto ora; ma i segreti sono la volontà di Dio.

Io sono consapevole della mia debolezza umana e posso affermare con certezza che non sono io a custodire i segreti: solo con l’aiuto di Dio riesco a farlo. (p. 146)

Srotolai la pergamena… Mia cugina la tenne in mano e disse di aver visto qualcosa di simile a una preghiera o una poesia. La mia amica, invece, disse di aver visto una lettera in cui una persona chiedeva aiuto.

Nessuna delle due aveva visto la stessa cosa; mi resi conto che solo io potevo leggere quello che vi era scritto. (…) Se dimenticassi i particolari, Dio Onnipotente mi farebbe dono di ricordarli quando necessario.

Ho una mia idea sulla pergamena: la sua esistenza implica che non devo essere necessariamente viva per rivelare i segreti. (…)

A differenza di quanto pensano molti, non ho sempre in mente i segreti. Se non fosse perché la gente continua a farmi domande al riguardo, passerebbero i mesi senza che io li pensi. Forse è un dono di Dio o forse il risultato delle mie preghiere. (p. 147)

Non posso rivelare molto sui segreti, ma posso dire questo: la Madonna ha deciso di cambiare il mondo. Non è venuta ad annunciare la nostra distruzione, ma per salvarci, e con suo Figlio trionferà sul male. (p. 148)”

Mirjana Soldo di Medjugorje –Il mio Cuore  Trionferà  – 2016)

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

LE  RIVELAZIONI DI MIRJANA SUI SEGRETI IN DIRERTTA  A  RADIO MARIA

Padre Livio: Ecco Mirjana, passiamo al capitolo riguardante i dieci segreti. Ti dico con sincerità che non sono una persona curiosa, ma vorrei sapere tutto quello che è lecito sapere e che la Madonna vuole che si sappia. Essendo Direttore di Radio Maria sento al riguardo una precisa responsabilità.

Mirjana: Padre Livio, dimmi la verità, da quando abbiamo cominciato questo nostro colloquio, tu aspetti questo momento. Hai già detto dall’inizio che questa è la cosa che ti interessa di più.

Padre Livio: C’è un motivo personale che mi spinge ad avere al riguardo delle informazioni molto esatte. Da quanto ho letto, mi pare che questi segreti verranno resi noti al mondo mediante un sacerdote che tu hai scelto tre giorni prima che si realizzino. Allora io mi sono posto questo problema: se al tempo della rivelazione dei segreti io sarò ancora Direttore di Radio Maria, dovrò ogni volta informare la gente di quanto svelerà il sacerdote che tu hai scelto? Eccoti dunque messe con molta chiarezza le carte in tavola.

Mirjana: Anche a me piace mettere le carte in tavola e ti dico subito che potrai informare tutti gli ascoltatori di Radio Maria. Non ci sono problemi per questo.

Padre Livio: Va benissimo. Allora, Mirjana, tu hai avuto i dieci segreti già dal Natale 1982, quando sono terminate le apparizioni?).

Mirjana: Forse è meglio che ti dica subito tutto quello che posso dire.

Padre Livio: Dì pure tutto quello che puoi dire e poi io ti chiederò alcuni chiarimenti.

Mirjana: Ecco io ho dovuto scegliere un sacerdote a cui dire i dieci segreti e ho scelto il padre francescano Petar Ljubicich. Io devo dire a lui dieci giorni prima che cosa succede e dove. Dobbiamo trascorrere sette giorni nel digiuno e nella preghiera e tre giorni prima lui dovrà dirlo a tutti. Lui non ha il diritto di scegliere: dire o non dire. Lui ha accettato che dirà tutto a tutti tre giorni prima, così si vedrà che è una cosa del Signore. La Madonna dice sempre: “ Non parlate dei segreti, ma pregate e chi sente me come Madre e Dio come Padre, non abbia paura di niente”.

Noi, come persone umane, parliamo sempre di che cosa succederà nel futuro, ma chi di noi potrà dire se sarà vivo domani? Nessuno: Quello che la Madonna ci insegna è di non preoccuparci del futuro , ma di essere pronti in quel momento ad andare incontro al Signore e non invece perdere tempo a parlare dei segreti e di cose di questo genere.

Padre Petar, che adesso si trova in Germania, quando viene a Medjugorje, scherza con me e dice: “Vieni a confessarti e dimmi almeno un segreto adesso…

Perché tutti sono curiosi, ma si deve capire che cosa è veramente importante. L’importante è che noi in ogni momento siamo pronti ad andare dal Signore e tutto quello che succede, se succede, sarà la volontà del Signore, che noi non possiamo cambiare. Possiamo cambiare solo noi stessi.

Padre Livio: Anche la Madonna insiste sul fatto che chi prega non ha paura del futuro. Il vero problema è quando ci allontaniamo dal suo cuore e da quello di Gesù.

Mirjana: Certo, perché tuo padre e tua madre non ti possono fare nulla di male. Vicini a loro siamo al sicuro.

Padre Livio: Ho letto un articolo recente su una rivista cattolica italiana che irrideva i segreti dicendo che, assommando tutti quelli dei sei veggenti, sarebbero cinquantasette e la buttava nel ridicolo. Che cosa puoi rispondere?

Mirjana: Anche noi sappiamo la matematica, ma dei segreti non parliamo perché sono segreti.

Padre Livio: Nessuno sa i segreti degli altri veggenti?

Mirjana: Non parliamo di quello.

Padre Livio: Non ne avete parlato fra di voi?

Mirjana: Mai ne parliamo. Noi diffondiamo i messaggi della Madonna e quello che il Signore vuole che diciamo alla gente. Ma i segreti sono segreti e noi veggenti tra di noi non parliamo dei segreti.

Padre Livio: Quindi tu non sai quali sono i nove segreti di Vicka e Vicka non sa quali siano i tuoi dieci segreti?

Mirjana: Ecco non parliamo di questo. Questa è una cosa che è come se fosse dentro di me e io so di  questa cosa non si parla.

Padre Livio: Vicka è qui presente. Tu Vicka puoi confermare che non conosci i dieci segreti di Mirjana?

Vicka: Io non ho mai avuto nessun bisogno di sapere quello che la Madonna ha detto a Mirjana. Io credo che lo stesso lo ha detto anche a me e che i segreti sono uguali

Padre Livio: Adesso vediamo che cosa si può dire quanto al contenuto almeno di alcuni segreti. Mi pare che si possa dire qualcosa del terzo e del settimo segreto. Del terzo segreto che cosa ci puoi dire?

Mirjana: Ci sarà un segno sulla collina delle apparizioni, come un dono per tutti noi, perché si veda che la Madonna è presente qui come nostra mamma.

Padre Livio: Come sarà questo segno?

Mirjana: Bellissimo!

Padre Livio: Senti Mirjana, non voglio apparirti curioso e tanto meno indurti a dire qualcosa che non vorresti. Però mi pare giusto che gli ascoltatori di Radio Maria possano sapere quello che la Madonna desidera o permette che si sappia. Per quanto riguarda il segno ti faccio una domanda precisa, però, se vuoi, lascia pure di rispondere. Sarà un segno che ha un significato spirituale?

Mirjana: Sarà un segno che si vede, che non si poteva fare con mani umane, che è una cosa del Signore e che rimane.

Padre Livio: E’ una cosa del Signore. Mi pare una affermazione piena di significato. Ma è una cosa che viene dal Signore, perché solo il Signore è onnipotente e la può fare, o perché il segno ha un significato spirituale e trascendente? Se il segno è una rosa, a me non dice niente. Se invece è una croce, allora mi dice molto.

Mirjana: Io non posso dire niente di più. Ho detto tutto quello che si poteva dire.

Padre Livio: Comunque hai detto tante belle cose.

Mirjana: Sarà un dono per tutti noi, che non si può fare con mani umane e che è una cosa del Signore.  

Padre Livio: Ho chiesto a Vicka se io vedrò questo segno. Lei mi ha risposto che non sono così tanto vecchio. Allora voi sapete la data del segno?

Mirjana: Sì, so la data.

Padre Livio: Dunque sai esattamente la data e in che cosa consiste. Tu, Vicka, sai la data?

Vicka: Sì, anch’io so la data.

Padre Livio: Adesso passiamo al settimo segreto. Che cosa è lecito sapere del settimo segreto?

Mirjana: Io ho pregato la Madonna se fosse possibile che almeno una parte di quel segreto si cambiasse. Lei ha risposto che dovevamo pregare.  Abbiamo pregato moltissimo e lei ha detto che è stata modificata una parte, ma che ora non si può più cambiare, perché è la volontà del Signore che si debba realizzare.

Mirjana: Allora, se il settimo segreto è stato  mitigato, significa che è un castigo.

Mirjana: Io non posso dire nulla.

Padre Livio: Non potrà né essere ulteriormente mitigato e neppure abolito?

Mirjana: No.

Padre Livio: Tu, Vicka, sei d’accordo?

Vicka: La Madonna ha detto che il settimo segreto, come ha già detto Mirjana, è stato in parte cancellato con le nostre preghiere. Ma siccome Mirjana sa più di me di queste cose, lei adesso risponde direttamente.

Padre Livio: Insisto su questo punto perché qualcuno dice in giro che, se si prega, si può…

Mirjana: Non è possibile che venga abolito del tutto. E’ stata tolta una parte e basta.

Padre Livio: Insomma è stato mitigato e ora si realizzerà necessariamente.

Mirjana: Questo è quello che la Madonna ha detto a me. Io non chiedo più queste cose perché non è possibile. Questa è la volontà del Signore e si deve fare.

Padre Livio: Di questi dieci segreti c’è qualcuno che riguarda te personalmente o riguardano tutto il mondo?

Mirjana: Io non ho segreti che riguardano me personalmente.

Padre Livio: Quindi riguardano…

Mirjana: Tutto il mondo.

Padre Livio: Il mondo o la Chiesa?

Mirjana: Io non voglio essere così precisa, perché i segreti sono segreti. Dico solo che i segreti riguardano il mondo.

Padre Livio: Ti faccio questa domanda per analogia col terzo segreto di Fatima. Esso riguardava certamente i disastri della guerra che sarebbe venuta, ma anche la persecuzione alla Chiesa e infine l’attentato al Santo Padre.

Mirjana: Io non voglio essere precisa. Quando la Madonna lo vuole, dirò tutto. Adesso sto zitta.

Padre Livio: Dobbiamo però dire che, nonostante i vent’anni che abbiamo alle spalle, il più deve ancora venire per quanto riguarda Medjugorje. Si direbbe che la Madonna ci ha preparato per momenti particolarmente impegnativi. Infatti i segreti riguardano il mondo in generale.

Mirjana. Sì.

Padre Livio: Tuttavia siamo certi che almeno il terzo è positivo.

Mirjana: Sì

Padre Livio: Tutti gli altri sono negativi?

Mirjana: Non posso dire nulla. Lei ha detto quello. Io sto zitta.

Padre Livio: D’accordo, l’ho detto io, non tu.

Mirjana: Come dice Gesù: “ Tu hai detto questo”. Lo dico anch’io: “Tu hai detto questo”. Quello che potevo dire dei segreti io l’ho detto.

Padre Livio: Sì, ma bisogna che abbiamo le idee chiare e ordinate su quelle cose che è lecito sapere. Abbi un po’ di pazienza se ti chiedo ancora qualche chiarimento. Tu di ogni segreto sai quando accadrà?

Mirjana: Sì, ma veramente non voglio parlare dei segreti perché è la volontà della Madonna di non parlare.

Padre Livio: Tu non dire quello che non si può, ma almeno dì qualcosa su quello che si può. Sai di ognuno quando accadrà. Sai anche dove?

Mirjana: Anche dove.

Padre Livio: Ho capito: sai dove e quando.

Mirjana:  Sì

Padre Livio: Questo due parole, dove e quando, sono molto importanti. Adesso vediamo come avviene il procedimento attraverso il quale i segreti vengono resi noti. La Madonna ti dirà qualcosa al momento debito? I dieci segreti verranno rivelati secondo l’ordine progressivo, cioè il primo, il secondo, il terzo e così via?

Mirjana: Io non posso parlare più.

Padre Livio: Non insisto. Che cosa puoi dire su una diceria che circola, secondo la quale tu avresti scritto i dieci segreti?

Mirjana: Guarda, Padre, se noi vogliamo proseguire l’intervista su cose importanti, cioè sulla Madonna e i suoi messaggi, io rispondo volentieri, ma dei segreti non parlo, perché sono segreti. Ci hanno provato tutti, dai sacerdoti ai comunisti, soprattutto con Jakov che aveva solo nove anni e mezzo, ma non sono mai riusciti a capire o a sapere qualche cosa. Lasciamo perciò questo argomento. Se succederà, sarà la volontà del Signore e questo l’abbiamo chiarito. L’importante è che noi, che la nostra anima sua pronta e preparata per trovare il Signore e noi non dobbiamo preoccuparci per il futuro e per null’altro.

Padre Livio: Quindi dobbiamo rimanere su quelle informazioni che tu ci hai dato all’inizio?

Mirjana: Ecco, e basta.

Padre Livio: Sinceramente c’è quanto basta per meditare a lungo.

Mirjana: Quello è quanto la Madonna vuole che sappiamo.

Padre Livio: Per quanto mi riguarda, obbedisco più che volentieri. L’ultima cosa che non ho ancora chiarito e alla quale neppure Vicka ha saputo rispondermi, e che perciò devo chiedere a te, è questa: la rivelazione dei dieci segreti, per bocca di Padre Petar, avverrà rendendo noto un segreto per volta, o tutti insieme in una sola volta? Non è una cosa da poco, perché se avverrà per dieci volte successive, rischieremo un infarto. Neanche questo ci puoi dire?

Mirjana: Non posso.

Padre Livio: Però tu lo sai?

Mirjana: Sì.

Padre Livio: Benissimo. Ecco, lasciamo dunque questo argomento e chiudiamo la parentesi. Credo che sappiamo tutto quello che è necessario sapere.

Mirjana: Che possiamo sapere!

Padre Livio: Per quanto mi riguarda non voglio saperne di più, neanche mi fosse concesso. Preferisco aspettare con fiducia le sorprese di Dio. Non voglio neppure sapere se sarò vivo io. Mi basta sapere che lo sappia Dio. Ma ora vorrei cercare di capire il significato teologico e spirituale di tutto questo. Se colloco i dieci segreti nel contesto dei messaggi della Madonna, mi pare di poter dire che essi, anche se a prima vista possono costituire per noi un motivo di preoccupazione, in realtà sono una manifestazione della divina misericordia. Infatti la Madonna in molti messaggi dice di essere venuta per costruire con noi il nuovo mondo della pace. Quindi l’approdo finale, cioè il punto di arrivo di tutto il piano della Regina della pace, è un golfo di luce, cioè un mondo migliore, più fraterno e più vicino a Dio.

Mirjana: Sì, sì. Io sono sicura che alla fine vediamo questa luce. Vediamo il trionfo del cuore della Madonna e di Gesù.

(Medjugorje, 8 Agosto  2001)

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

” E’ QUESTA LA GUERRA CON LA QUALE SATANA VUOLE DISTRUGGERE IL MONDO?”

Cari amici,

domani mattina alle h 9 su Radio Maria – Blog di Padre Livio – Facebook – il mio editoriale tratterà questo tema di fondamentale importanza, cercando di comprendere quello che la Regina della pace ci vuole dire, così da poter poter collaborare con Lei al suo piano di salvezza.

Non mancate!

Ave Maria

Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

Il  TRIONFO DI MARIA SU LUCIFERO – IL SEGNO NEL CIELO – LA RESURREZIONE DELLA CHIESA

( Beata  Caterina Emmerich – 1774-1824)

Suscitano sgomento e angoscia, ma nello stesso tempo ammirazione e speranza le visioni che descrivono la grande battaglia che, nell’attuale passaggio storico, la Chiesa sta sostenendo contro lucifero sciolto dalle catene.

( “Se non sbaglio, sentii che Lucifero sarà liberato e gli verranno tolte le catene, cinquanta o sessant’anni prima degli anni 2000 dopo Cristo, per un certo tempo” ib. pag. 200).

Esse abbracciano un arco di tempo molto ampio, che comprende il recente passato, il presente e il futuro prossimo e che preannunciano la vittoria della Chiesa per intercessione della Vergine Maria, quando le forze dell’inferno sembrano prevalere.

“La lotta fu così generalmente bene organizzata e serrata che la santa Chiesa in un primo momento dovette soccombere. …Io vidi intorno alla Chiesa di Pietro una enorme quantità di persone, alcune occupate a distruggerla e molte altre, invece, a ripristinarla…

.Vidi il Papa in preghiera, circondato da falsi amici, i quali spesso agivano in contrasto alle sue disposizioni….Vidi come tanti religiosi avevano contribuito all’opera di distruzione, senza che ciò apparisse pubblicamente….

Fui resa consapevole che i cristiani intesi nel senso vero della parola non esistono più. Restai molto addolorata nell’apprendere questa realtà…Vidi nuovi martiri, non di adesso, bensì del futuro…

Quando la Chiesa fu quasi del tutto caduta in rovina, ed ormai restavano solo il coro e l’altare, i demolitori entrarono con la bestia nella Chiesa, ma si trovarono di fronte ad una Donna grande e maestosa.

Ella si muoveva come un corpo benedetto, camminava molto lentamente, i nemici ne ebbero molto timore, la bestia si fermò e tese la sua gola verso la Donna, come se volesse inghiottirla. Ma appena la donna la guardò, e fece per andarle incontro, la bestia fuggì nel mare e i nemici scapparono confusi” (Ib. pag.  130-157 passim).

Anche la beata Caterina Emmerich, come più tardi Santa Faustina Kowalska, vedrà stagliarsi nel cielo la croce luminosa come segno di speranza e di salvezza:

“Quando l’Angelo (Michele) scese dalla cupola della Chiesa vidi, su di esso, apparire in cielo una Croce grande e scintillante sulla quale era appeso il Salvatore. Dalle sue piaghe splendenti si irradiavano su tutto il mondo fasci luminosi.

 Le piaghe erano rosse come chiazze luccicanti. Egli non aveva la corona di spine ma da tutte le piaghe della testa si sprigionavano raggi orizzontali sul mondo. Lo splendore delle mani, dei fianchi e dei piedi emetteva i colori dell’arcobaleno, che si irradiavano verso il mondo, sui villaggi, città, case….

Mi apparve anche un Cuore che lievitava nel cielo, era rosso e illuminato e dirigeva sulle piaghe un fascio di raggi bianchi. Poi dal medesimo si diffondeva, a sua volta, un altro raggio di luce sulla Chiesa e in molte regioni del mondo.

Questo elevarsi e alternarsi di energie assorbiva e salvava molte anime, le quali, attraverso il Cuore e il fascio di luce, potevano affiancarsi a Gesù. Mi venne detto che Maria sarebbe stata questo Cuore…Quando vidi tutto ciò ebbi la profonda sensazione che il Regno di Dio fosse vicino “ ( Ib. pag. 142-143).

Il tempo della prova alla fine verrà superato e la Chiesa si rivestirà di nuovo splendore:

 “Allora i nemici della Chiesa, per sfuggire, presero a muoversi nelle più diverse direzioni senza che ne avessero la coscienza, ed erano molto confusi.

Non sapevano cosa facevano, e neppure cosa avrebbero dovuto fare, e perciò correvano l’uno contro l’altro, cozzandosi a vicenda nel parapiglia.  

 Quando poi, finalmente,  furono serrati tutti insieme dai ‘gruppi della Fede’, li vidi rinunciare al loro lavoro distruttivo della Chiesa e sparpagliarsi.

La Chiesa aveva ripreso il suo magnifico splendore. Fin dai confini del mondo la gente di buona volontà, di tutte le condizioni e della terra intera, aveva formato un’immane catena umana  per passarsi ad una ad una le pietre per ricostruirla.

Vidi ancora tanti uomini cattivi e altri che sarebbero divenuti martiri per Gesù. La Chiesa fu del tutto ricostruita in breve tempo.

Dietro di questa, in alto su un monte, vidi l’Agnello di Dio e intorno un coro di vergini con palme e le cinque schiere celesti, che rispecchiano ed erano in sintonia con quelle terrene. Intorno all’Agnello stavano pure le quattro sacre bestie dell’Apocalisse” ( ib. pag. 148-149).

Vostro Padre  Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

LA  CRISI DEL SACERDOZIO E  LA PERVERSIONE DEL  MONDO

( Beata  Caterina Emmerich)

Cari amici,

Una delle più impressionanti letture del testo apocalittico in chiave moderna ci viene data dalla Beata Caterina Emmerich (1774 – 1824), la cui elevazione alla gloria degli altari, proprio all’inizio di questo millennio, ha il sapore di un intervento provvidenziale, come se il Cielo volesse richiamare l’attenzione sulle sue visioni profetiche durante questa fase della storia della salvezza in cui esse si realizzano.

La suora agostiniana  ha dettato pagine immortali sulla persecuzione alla Chiesa nel suo tempo e nei tempi successivi. Esse sono in sintonia con numerose altre che caratterizzano la fase della modernità come quella in cui vengono scagliati gli attacchi più violenti delle forze del male contro Gesù Cristo e la sua Chiesa.

L’azione del nemico, secondo questa grande anima mistica, che pativa nelle sue membra la passione di Cristo a vantaggio delle anime, opera con incredibile malizia dentro e fuori la Chiesa .

Brucianti come lame di fuoco, ma salutari, sono le sue visioni sullo stato del sacerdozio: “ Io vidi – dice – la condizione di mancanza e la caduta del sacerdozio e le sue cause…

Capii perché i preti oggi non sono più in grado di aiutare e salvare, e il motivo per cui non ne sono più capaci, oppure raramente e in un modo così diverso…Il motivo per cui i preti di oggigiorno raramente salvano e benedicono mi venne spiegato con un esempio:

vidi tre tipi di pittori, i quali imprimevano pitture sulla cera. Uno aveva una cera bella e bianca ed era molto intelligente e abile, ma era pieno di se stesso, e non aveva l’immagine di Cristo in sé, perciò il suo quadro non valeva proprio niente.

 L’altro lavorava con cera sbiadita ed essendo tiepido e caparbio, non era capace di niente. Il terzo era inabile e lavorava con grande imperizia, con la comune cera gialla, ma con diligenza e semplicità, e il suo lavoro diede un’immagine retta sebbene mostrasse dei tratti grezzi.

Così vidi anch’io brillanti sacerdoti, pieni di scienza, predicare con grande saggezza però senza alcun effetto concreto per l’aiuto dell’uomo; dall’altra parte dei preti semplici e poveri mostrare la potenza del sacerdozio nell’ambito della benedizione e della salvezza” (Anna Katharina Emmerich – Visioni – Ed. Cantagalli, 1995, pag 77 ss).

Facendo difetto la medicina della grazia e della santità, il mondo precipita nell’orrore. Gli occhi della carne non vedono il male e negano persino l’esistenza del peccato. Si cade così in una situazione di accecamento spirituale.

Non si tratta di pessimismo distruttivo, ma di quella conoscenza degli abissi della perversione (l’”abbondare del peccato”, Rm 5,20) sui quali Dio vuole riversare la sua infinita misericordia ( il “sovrabbondare della grazia”, Rm 5,21). 

“Andai – dice la Beata – in tutti i luoghi abitati della terra e non vidi altro che depravazioni…la perfidia, la cecità, la cattiveria, le insidie, la brama di vendetta, la superbia, l’inganno, l’invidia, l’avarizia, la discordia, l’omicidio, la prostituzione, l’ateismo, con cui gli esseri umani non guadagnavano nulla e divenivano sempre più ciechi e miserabili, cadendo nelle tenebre più profonde…

.Mi trovavo in un mondo di peccati così orrendo, che credetti di essere nell’inferno e iniziai a lamentarmi a alta voce”.

Qual è il motivo diual’è il motivo questa visione che “fa tremare le vene e i polsi” e che spazza via i nostri superficiali ottimismi sulla situazione spirituale e morale del mondo? La voce di Dio si fa sentire:

“ Adesso hai visto l’orrore della cecità e delle tenebre dell’uomo; quindi non brontolare più sulla tua sorte e prega! “( ib pag 127). La risposta al dilagare del male è la preghiera, il sacrificio, l’intercessione e, se necessario, il martirio. Il male si vince col bene. Il sangue dei martiri “irrora le anime che si avvicinano a Dio” (Segreto di Fatima).

Con soprannaturale intuizione quella povera donna, incolta e costretta in un letto, vede quello che indubbiamente è stato uno dei centri propulsori più attivi nel perseguitare la Chiesa: la massoneria.

 Essa – afferma –  è “la contro-chiesa, centro della malvagità, dell’errore, dell’inganno, dell’ipocrisia, della debolezza, che può accogliere l’elenco di tutti i demoni. Il pericolo più grande si cela dietro la loro apparente innocenza.

 Agiscono e vogliono tutt’altro di quello che, con fare innocente, mostrano di volere. Se questo pericolo non viene percepito gli uomini affluiscono inconsciamente con le loro attività in un centro comune.

Tale centro ha come origine e viene diretto dal maligno. Ogni azione e attività di questo centro diabolico è volta contro i principi di Gesù Cristo, per mezzo del quale ogni vita può essere salvata e al di fuori del quale ogni azione resta un’opera della morte e del diavolo” (ib 128).

Ciò che la  Beata Emmerik ha descritto  oltre  due secoli fa  lo abbiamo sotto nostri occhi,  tanto che  la  Regina della pace ha potuto dire nel  suo messaggio che “il male opera nell’uomo, come  mai fin’ora” (26-6-22),

Vostro  Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

Cari amici, Buona Domenica!

Viviamo da cristiani il  giorno del Signore, il giorno della sua gloriosa resurrezione, il giorno della sua vittoria sul peccato e sulla morte,  il giorno della  speranza nella  vita eterna.

Partecipiamo all’Eucaristia  perché l’Eucaristia è il Cuore  della Chiesa e  della vita cristiana.  Oggi più  che  mai il  segno distintivo della  fede  cattolica  è  la  partecipazione alla S.  Messa.

Oggi nel  vangelo  Gesù  ci dice che  la  nostra  presenza  nel  mondo è come  quella degli agnelli in mezzo ai lupi.  Non ci dice di indietreggiare o  di nasconderci, ma di andare incontro alle  persone  testimoniando con coraggio la  fede  e  portando la  pace.

Dio  vi benedica  e la Madonna  vi protegga  col suo amore

Ave   Maria

Padre  Livio

PS :

alle 11.15 potrete sentite  la mia Omelia in  diretta su Facebook

mentre alle  13.50 su Radio Maria

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

IL  MIRACOLO DEI VEGGENTI DI MEDJUGORJE:  SONO SEMPRE  QUELLI E  NON SI SONO MAI CONTRADDETTI

Cari amici,

è giusto che dinanzi alla missione  straordinaria  che  hanno i veggenti di Medjugorje si mettano in  chiaro gli argomenti a favore della loro credibilità.

Gli avversari di Medjugorje hanno fatto di tutto per diffamarli,   ma senza riuscire neppure  a scalfirli. Personalmente  non  ho mai trovato nulla che  mi  facesse dubitare  della loro testimonianza.

Sono trascorsi oltre  quaranta anni di apparizioni quotidiane, ma  il gruppo  è rimasto sempre  identico, ognuno col suo compito specifico.

Soprattutto non si sono mai contraddetti per  quanto  riguarda  la Madonna  e  i suoi  messaggi. La Regina della pace dispone dei veggenti a suo piacimento e loro  si comportano come umili e docili servitori.

Un punto tuttavia deve considerarsi fermo: la Madonna, una volta costituito il gruppo fin dal secondo giorno, il 25 Giugno 1981, non lo ha più cambiato.

Il collegio dei sei veggenti è chiuso. La Madonna non ha mai scartato nessuno e non ha mia incluso nessun altro.

Volenti o nolenti le persone scelte dalla Madonna sono queste. Chi conosce i veggenti, sa che ognuno di loro ha una spiccata personalità, che è maturata piano piano nel corso degli anni.

La Madonna, interpellata al riguardo, ha risposto di aver scelto né i migliori né i peggiori. La volontà di Dio è ben al di sopra dei nostri ragionamenti e delle nostre valutazioni.

Il vangelo dice che Gesù ha scelto quelli che volle, dopo aver trascorso la notte in intima preghiera col Padre. Dopo aver scelto i dodici perché stessero con Lui, Gesù li ha pazientemente formati giorno per giorno.

La stessa cosa ha fatto la Gospa con i suoi “angeli”, curando l’affiatamento del gruppo. Guardando al risultato attuale, dobbiamo concludere che ci è riuscita.

 I sei veggenti manifestano un grande rispetto l’uno per l’altro, non si rivolgono critiche e non si contraddicono mai, pur non frequentandosi molto fra di loro. Mirjana e Jakov sono cugini fra di loro, come pure  Vicka e Ivanka, ma ciò non ha creato dei legami particolari.

Chi li ha conosciuti da vicino fin dal principio, sa che fra i sei ragazzi non sono mancate delle frizioni, anche se ciò non è quasi mai apparso esternamente. “E’ noto a molti, e a me in particolare, che voi veggenti a volte non vi sopportate a vicenda” fa notare Fra J. Bubalo a Vicka.

La veggente non nega e risponde col suo buon senso: “ Che possiamo farci? Siamo anche noi comuni mortali. Anzi, come dice il nostro popolo, siamo “giovani e pazzerelli”. Inoltre tutti ci osservano e a volte ingrandiscono le incomprensioni che possono esserci fra di noi.

Che cosa ci gioverebbe se sparlassimo o se ci accusassimo a vicenda? Del resto anche la Madonna ci ha raccomandato di guardarci l’un l’altro con bontà e di non accusarci a vicenda. Dio mio, che cosa ci possiamo fare se, qualche volta, ci sfugge qualcosa? E’ normale?”

Di che accuse potrebbe trattarsi? Non certo di cose che riguardano i rapporti con la Madonna o i messaggi, ma, molto concretamente, come io stesso ho potuto constatare, di piccole vicende della vita quotidiana.

Eloquente al riguardo è la diversa disponibilità di ognuno ad accogliere i pellegrini. Sappiamo come, in questo campo, ognuno si comporti secondo i suoi criteri e la sua misura di generosità.

La “Gospa”, madre sapiente e paziente, ha lavorato  per affiatare il gruppo. Dopo quella prima estate infatti si è assistito a una diaspora dei veggenti, soprattutto per gli impegni di studio. In particolare Mirjana che era dovuta ritornare a Sarajevo.

Quando poi potevano ritrovarsi tutti insieme all’apparizione, la Madonna si mostrava particolarmente felice:  “Ecco, adesso, siete tutti insieme e siate contenti per questo”.

Vicka rivela dei particolari commuoventi: “La Madonna desiderava tenerci uniti in un certa comunità. Spesso ci portava i saluti e i messaggi e ci dava le notizie di quelli di noi che si trovavano fuori di Medjugorje. In modo particolare di Mirjana e di Ivan.

Una volta ci ha fatto vedere Ivan in una cappella a Visoko ( dove c’è il seminario francescano). Mi sembra ancora di vederlo: gli occhi rivolti al cielo e tanto contento.

Più volte ci ha fatto vedere Mirjana. Una volta ce l’ha fatta vedere mentre piangeva. Soffriva di qualcosa. Ce lo ha detto la Madonna e ha aggiunto anche di pregare per lei. Noi eravamo felici quando ci trovavamo tutti insieme.

Talvolta c’era qualche disaccordo, ma senza importanza. Mi sembra di aver detto tante volte che nessuno ci conosce né ci capisce. Ecco, alcuni parlano solo delle nostre discordie e nessuno parla delle nostre sofferenze e delle nostre lacrime, specialmente quando ci dovevamo separare

 Soprattutto all’inizio. In tali occasioni, per aiutarci e incoraggiarci fra di noi, ci comunicavamo dei messaggi per mezzo delle conoscenze, del telefono e in altri modi. Le difficoltà e le prove erano molto grandi, specialmente per Mirjana.

 Noi altri cinque ci vedevamo molto spesso; invece lei, poverina, era sola e lontana. Nessuno la comprendeva; invece molti la mettevano alla prova e cercavano di farla deviare.

 Lei ha sopportato tutto eroicamente, sia da parte degli uomini che di Satana. La Madonna le portava i nostri messaggi e saluti, e questo per Mirjana era molto importante”.

L’unità dei veggenti di Medjugorje, che ha resistito nel tempo a prove di ogni genere, è una realtà stupefacente.  La Madonna ha avuto bisogno di un gruppo compatto per realizzare il suo disegno.

I ragazzi che lei ha scelto sono ormai uomini e donne maturi, ma più che mai a sua disposizione.

 Come disporrà di loro in futuro solo la Gospa lo sa. Tuttavia è noto che fin dal principio i ragazzi si sono mostrati molto riservati nel confidarsi ciò che hanno vissuto durante l’apparizione. Ognuno si tiene per sé le proprie cose.

Anche quando capita che la Madonna rimproveri o ammonisca qualcuno di loro e gli altri sentono, non è mai accaduto che trapelasse qualche cosa. Se la Madonna parla con uno in particolare e gli altri non sentono, non succede mai che gli chiedano qualcosa.

Obbediscono a una regia superiore. “Credo che la Madonna stessa abbia sistemato le cose in questo modo , anche senza parlarcene” (Vicka).

La compattezza, l’armonia e la maturità spirituale del gruppo dei veggenti, nonostante i tratti specifici di ognuno e la loro proverbiale discrezione reciproca, è uno dei segni di credibilità delle apparizioni.

Non c’è da meravigliarsi se Satana abbia cercato fin dal principio di attaccare il gruppo, con insidie sottili e persistenti, senza tuttavia raggiungere i suoi obbiettivi.

Vostro Padre  Livio

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