“SONO IO, IO, NON LUI  IL CRISTO.  NON E’ RISORTO E’  MARCITO” – L’ANTICRISTO CHE VIENE DALLA RUSSIA”

( Valdimir Soloviev – 1853 – 1900)

Fin’ora il genio cristiano di Soloviev aveva descritto il formarsi nella mente dell’Anticristo la falsa luce della superbia. Ma questa non è sufficiente per descrivere il male nella sua suprema manifestazione umana.

Lucifero si è ribellato a Dio per non aver accettato di essere una creatura, ma nel medesimo tempo spinto dall’invidia e dall’ira di non essere lui il detentore della divinità.

Il medesimo processo di perversione spirituale si consuma nel cuore dell’Anticristo, il quale nella sua rabbiosa opposizione al Cristo finisce per incontrare l’oppositore per eccellenza, lo spirito del male, al quale si consegna con tutto se stesso.

“ Questo giusto, pieno di orgoglio, attende la suprema sanzione per incominciare la proprio missione che porterà alla salvezza dell’umanità, ma è stanco di aspettare. Ha già compiuto trent’anni e altri tre ne trascorrono.

Ed ecco gli balena nella mente un pensiero e con un brivido ardente gli penetra fino al midollo delle ossa: “E se?….E se non fossi io, ma quell’altro….Il Galileo….S’egli non fosse il mio precursore, ma il vero primo e ultimo?

Però in tal caso dovrebbe essere vivente….Dov’è dunque Lui…Se a un tratto mi venisse incontro…in questo momento ,qui…Che Gli direi?

Dovrei inchinarmi davanti a Lui come l’ultimo cristiano scimunito e borbottare stupidamente come un qualsiasi contadino russo: “ Signore Gesù Cristo abbi pietà di me peccatore”, oppure prostrarmi a terra come una connetta polacca? Io che sono un genio luminoso, il superuomo. No, mai!” .

E a questo punto, al posto dell’antico, ragionevole  e freddo rispetto per Dio e per il Cristo, germoglia e si sviluppa nel suo cuore dapprima una specie di timore e poi l’invidia ardente che opprime e contrae tutto il suo essere.

Infine l’odio furioso si impadronisce della sua anima. “Sono io, io, non Lui! Lui non è tra i viventi e non lo sarà mai. Non è risorto, non è risorto, non è risorto! E’ marcito, è marcito nel sepolcro, è marcito come l’ultima…”

Il connubio spirituale fra satana e l’Anticristo è un tema tradizionale, che Soloviev ripropone  da par suo. Satana è l’Anticristo per eccellenza  e la sua manifestazione avverrà, come mette in evidenza San Paolo, “nella potenza di satana” ( 2 Tes 2,9).

Il maligno, l’eterna “scimmia di Dio”, imita a modo suo il mistero dell’incarnazione, rendendosi presente in un uomo, da lui plasmato a immagine della sua superbia, il quale diventa il suo “figlio prediletto”.

 Il momento del rifiuto di Cristo e quello del manifestarsi del serpente antico sono descritti da  Soloviev  con pennellate da sommo artista:

“ Con la schiuma alla bocca, a balzi convulsi, si lancia fuori dalla sua casa e dal suo giardino e fugge nella notte fonda e buia per un sentiero roccioso…

Si placa il suo furore e ad esso succede una disperazione arida e pesante come quelle rocce, oscura come quella notte.

S’arresta sull’orlo di un precipizio che cade a picco e ode di lontano  il confuso fragore di un torrente che scorre in basso fra rocce. Un’angoscia intollerabile gli opprime il cuore.

A un tratto qualcosa si agita dentro di lui: “Lo chiamerò per chiedergli ciò che debbo fare?” E nell’oscurità gli appare un volto dolce e triste: “ Egli ha compassione di me…No, mai! Non è risorto, non è risorto!”

E si getta nell’abisso. Ma qualche cosa di elastico come una colonna d’acqua, lo trattiene sospeso nell’aria, egli si sente sconvolto come da una scossa elettrica e una forza arcana lo ributto indietro.

Per un istante perde la conoscenza e si risveglia in ginocchio a qualche passo dal precipizio. Davanti a lui si stagliava una figura avvolta da un nebuloso nimbo fosforescente e due occhi gli trapassavano l’anima con un sottile insopportabile bagliore…

Se Cristo è colui che ha respinto il tentatore col suo vibrante “Vattene satana!” ( Mt 4,10), l’Anticristo invece cede totalmente alla suggestione del principe di questo mondo, che sollecita con l’arte consumata dell’inganno di cui è maestro sommo, il suo smisurato orgoglio, promettendogli il suo appoggio incondizionato per arrivare a sedere  sul trono  della gloria terrena:

“ Vede quei due occhi penetranti e senza darsi conto se provenga dal suo intimo o dall’esterno ode una strana voce sorda, perfettamente contenuta e nello stesso tempo netta, metallica e priva affatto di anima come quella di un fonografo.

E questa voce gli disse: “ Mio amato figlio, in te è riposto tutto il mio affetto….Perché non sei ricorso a me? Perché hai onorato l’altro, il cattivo e il padre suo! Io sono dio e padre tuo.

Ma quel medicante, il crocifisso, è estraneo a me e a te. Non ho altri figli all’infuori di te. Tu sei l’unico, il solo generato, uguale e me. Io ti amo e non esigo nulla da te.

 Così tu sei bello, grande e possente. Compi la tua opera nel tuo nome e non nel mio. Io non provo invidia nei tuoi confronti. Ti amo e non richiedo nulla da parte tua.

 L’altro, colui che tu consideravi come dio, ha preteso dal suo figlio obbedienza e una obbedienza illimitata fino alla morte di croce e sulla croce lui non lo ha soccorso. Io non esigo nulla da te, ma parimenti ti aiuterò.

Per amore tuo, per il tuo merito, per la tua eccellenza e per il mio amor puro e disinteressato verso di te, io ti aiuterò. Ricevi il mio spirito. Come prima il mio spirito ti ha generato nella bellezza, così ora ti genera nella forza.”

 A queste parole dello sconosciuto, le labbra del superuomo si sono involontariamente socchiuse, due occhi penetranti si sono accostati vicinissimi al suo volto e ha provato la sensazione come se un getto pungente e ghiacciato penetrasse in lui e riempisse tutto il suo essere.

E nel medesimo tempo si è sentito pervaso da una forza inaudita, da un vigore, da una agilità e da un entusiasmo mai provati.

In quello stresso istante sono scomporsi a un tratto il fantasma luminoso e i due occhi e qualcosa ha sollevato il superuomo sopra la terra  e d’un colpo lo ha deposto nel suo giardino alla porta di casa”.

Se Gesù Cristo è l’Inviato del Padre, l’Anticristo è l’inviato di satana. Gesù è il Salvatore del mondo mediante l’umiliazione e la sofferenza, l’Anticristo ne è il dominatore mediante l’inganno e la forza.

Dove il Figlio prediletto del Padre ha  fallito, il figlio prediletto di satana avrà uno strepitoso successo. Alla fine pochi seguiranno la via della croce, mentre la moltitudine seguirà quella della carne.

 Il genio di Soloviev ha descritto, all’inizio del  secolo XX,  la follia anticristica di un mondo nuovo senza Dio.

Vostro  Padre  Livio