Ancora una volta abbiamo riconosciuto (in occasione del Documento sulle apparizioni) che lei è un inguaribile ottimista e noi le vogliamo bene anche per questo.
Con affetto
Anna Rita
Cara Anna Rita,
Se guardiamo la realtà nella luce della fede è impossibile non essere ottimisti, perché alla fine l’amore di Dio vince sempre.
Nella fattispecie il mio ottimismo è dato dalla presenza della Madonna che ha in mano tutto e che, col nostro aiuto, porta a compimento il suo piano di misericordia e di salvezza per la Chiesa e per il mondo.
Io ho avuto la grazia di frequentare Medjugorje quasi fin dalle origini e ho potuto accumulare conoscenze ed esperienze che mi hanno molto fortificato nelle mie convinzioni.
Soprattutto ho imparato, dai messaggi stessi della Madonna, a conoscere le insidie di satana e i modi con i quali Lei, con l’aiuto della nostra preghiera, è sempre riuscita a metterlo a perdere.
Noi non abbiamo l’idea di quanto il demonio si sia accanito contro Medjugorje e fino a dove la sua potenza di inganno sia arrivata, eppure la Madonna ha sempre trionfato.
Medjugorje è stato ed è un luogo di grande battaglie, dove le porte dell’inferno hanno cercato di prevalere, ma non sono mai riuscite e mai ci riusciranno.
Io ho avuto la grazia di vivere in prima persona alcune di queste situazioni, dalle quali sembrava non ci fosse una via di uscita, ma la Madonna l’ha sempre trovata.
Devo dire che qualcosa di simile l’ho sperimentato a Radio Maria, dove sono qui da quando era una piccola emittente parrocchiale e che satana ha perseguitato senza posa, senza però riuscire a impedirne la diffusione nel mondo a tutto vantaggio della Chiesa.
Questa lunga esperienza sul campo di battaglia mi ha insegnato ad avere sempre fiducia nella Madonna perché, se noi siamo fedeli, realizza sempre i suoi piani.
Questo riguarda soprattutto il tempo dei segreti che bussa alla porta e che irromperà come una burrasca improvvisa, rovesciando tutto ciò che sembra intoccabile.
La storia corre veloce e nessuno la può fermare. Basti pensare come era il mondo prima del Covid e com’ è adesso. L’Apocalisse avanza, anche se gli uomini accecati non la vedono.
La Madonna c’è, è presente e ci ama. E’ qui in nome di suo Figlio per preparare al mondo un tempo di pace. Tutto ciò che ha promesso lo realizzerà e nessuno potrà fermarla.
E’ l’unica nostra speranza e la teniamo ben stretta. Dispiace che molti non credano, ma non si può costringere nessuno a credere. Alla fine ognuno raccoglierà quello che ha seminato.
Nel tempo dei segreti Satana vuole impadronirsi del “Papato”
Carissimo Padre Livio,
Non mi dilungo a ringraziarla per l’enorme lavoro che sta facendo per il bene delle nostre anime in questi tempi in cui molti si perdono nella confusione generale.
C’è una domanda che da tempo desidero farle, se non sono indiscreto. Lei parla come se avesse la certezza che sarà presente anche nel tempo dei segreti. Questo sembra infatti ciò che la fatto capire la veggente Vicka nell’intervista del 2006, pubblicata sul vostro sito.
Però il tempo passa inesorabilmente. E’ sempre dello stesso parere, oppure le sue prospettive sono cambiate?
Con grande stima
Antonio da Palermo
Caro Antonio,
Ovviamente il tempo passa per tutti, anche per i veggenti e per la persona che Mirjana avrebbe scelto per rivelare i segreti. Tuttavia i veggenti conoscono la data di ogni segreto, quindi l’inizio e la fine.
Per quanto mi riguarda seguo il consiglio evangelico di vivere giorno per giorno, nella consapevolezza che sarebbe troppo pesante aggiungere quella futura alla fatica del presente.
Nel frattempo ho maturato la convinzione che l’Italia avrà una collocazione centrale nel tempo dei segreti, che riguardano più la Chiesa che il mondo.
La nostra nazione, in particolare Roma, sarà l’epicentro della lotta scatenata da Satana per distruggere la Chiesa cattolica, i cui effetti si faranno sentire in tutto il mondo.
Gli strumenti di questo attacco saranno la Russia e l’Islam, come aveva ben chiaro San Giovanni Paolo II.
In questo contesto mi pare provvidenziale il compito di Radio Maria, non solo nel tempo dei segreti ma anche nel momento attuale.
Satana in particolare vuole impadronirsi del “Papato” e noi, vivi o morti, dobbiamo impedirglielo. A ben vedere il terzo segreto di Fatima è molto eloquente al riguardo.
Caro Padre Livio buongiorno, sono Antonio di Livorno, è molto tempo che ascolto i suoi editoriali della mattina mentre sono in auto e a seguire ascolto molto della trasmissione di Radio Maria del giorno. A conti fatti devo dire che non ci sono ringraziamenti sufficienti per rendere grazie alla Madonna di questa realtà radiofonica mondiale che senza ombra di dubbio porta la sua Santa Regia. Grazie a Lei e a tutti i conduttori questa radio, è ascoltata appunto in tutto il mondo, già questo dovrebbe fare rizzare le orecchie a tutti quelli che non credono ma come San Tommaso vogliono la “prova” della presenza di Dio e della Madonna sua Santissima Madre.
Non voglio dilungarmi troppo per non rubare dello spazio ma vorrei raccontarLe il risultato del mio pensiero a riguardo di cosa sono convinto che accada col terzo segreto a Medjugorje. La Madonna ha rivelato ai Veggenti che con il terzo segreto, coinvolgerà gli abitanti ed il paese di Medjugorje in primis, ma che in maniera indistruttibile avrà risonanza mondiale.
Mi sono convinto che noi uomini e donne oggi abitanti su questa terra siamo tutti come San Tommaso (più o meno segretamente o palesemente esternato da ognuno di noi) o forse ancora più increduli, se siamo rimasti impassibili dopo tutti questi segnali e apparizioni che ci arrivano con insistenza Materna dalla Madre di Dio da Fatima ad oggi.
Se non ci siamo mossi difronte a questi segni, con la mente e gli occhi obnubilati dalla “sindrome Tommasea” che oggi è figlia del modernismo e della tecnologia, allora abbiamo necessità di vedere il segno come qualcosa che deve tendere all’irrazionale umano, che deve farci fermare, strabuzzare gli occhi e pensare che non è possibile che esista sulla terra un segno sì fatto. Dobbiamo pensare, a quella vista del segnale, che non esiste scienza o tecnologia o uomo che possa aver fatto quel segno. Qualcosa di così strano che faccia meravigliare.
L’esempio più semplice che mi è balenato nella mente è stato: “un fenomeno tipo una enorme cascata di acqua senza interruzione ma con direzione terra/cielo e che scompaia tra le nuvole. O ancora un enorme incendio che si sviluppa nel niente o attorno ad un bosco, senza mai consumare il combustibile, senza mai fine, senza emanare calore e fumo, anch’esso di direzione opposta al razionale, dal cielo verso la terra.
Fenomeni che l’uomo, con tutte le sue tecnologie, con tutte le sue intelligenze umane o artificiali, non sia in grado di arginare o fermare. Ecco allora che l’uomo “Tommaseo” dovrà ricredersi e tornare su i suoi passi verso il Divino, verso la Casa di Dio.
L’ultima domanda che mi sono posto è: avremo il tempo di ricrederci? Avremo la possibilità di chiedere al Signore di riconoscerci come suoi Figli? Basterà la sua incommensurabile Misericordia a salvarci?
Ave Maria
Suo devoto ascoltatore
Antonio
Caro Antonio,
senza dubbio la tua riflessione è coinvolgente. Il segno sarà forse, come tu hai ipotizzato, qualcosa di inatteso, di sorprendente e di scioccante, che ci riporti oltre nostra immaginazione e metta a tacere ogni dubbio e ogni tentativo di negazione dell’uomo “tommaseo” che ci portiamo dentro.
Tuttavia potrebbe anche esser qualcosa di molto semplice, pur nella sua soprannaturale evidenza, come era il sepolcro vuoto di Gesù, con quei panni ordinati e piegati, che fecero filtrare nel cuore dell’apostolo Giovanni la luce della Resurrezione.
Personalmente ho rinunciato a immaginare il segno. Anzi non sono certo se avrò la grazia di vederlo di persona, come pare sia necessario per coglierne tutta la bellezza. Mi accontenterà delle testimonianze di quei fortunati.
Il segno avrà indubbiamente l’effetto di confermare quelli che già credono alle apparizioni, ma non smuoverà gli induriti nel cuore, che “verranno a vedere, si inginocchieranno e non crederanno, come ha già ammonto la Madonna, invitando ad affrettare la conversione.
Tuttavia sarà un aiuto per tutti quelli, e sono moltissimi, che giacciono nelle tenebre ma “cercano il nostro Dio” e per i quali sarà preziosa la nostra testimonianza.
In questo brano degli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta, Gesù spiega perché l’uomo vive da bestia. Gesù le fa vedere lo stato lacrimevole del mondo.
(1) Questa mattina il mio diletto Gesù mi ha trasportata fuori di me stessa e mi ha fatto vedere il decadimento della religione negli uomini ed un preparativo di guerra. Io Gli ho detto: “Oh Signore, in che stato lacrimevole si trova il mondo in questi tempi, in fatti di religione. Pare che dal mondo non più si riconosce Colei che nobilita l’uomo e lo fa aspirare ad un fine eterno. Ma quello che fa più piangere è che ignora la religione parte di quei stessi che si dicono religiosi, che dovrebbero mettere la propria vita per difenderla e fare rivivere”. E Gesù, prendendo un aspetto afflittissimo, mi ha detto:
(2) “Figlia mia, è questa la causa ché l’uomo vive da bestia, perché ha perduto la religione; ma tempi più tristi verranno per l’uomo, in pena della cecità in cui lui stesso si è immerso, tanto che mi stringe il cuore a vederli. Ma il sangue farà rivivere questa santa religione, che farò spargere da ogni specie di gente, da secolari e da religiosi, innaffierà il resto delle gente inselvatichite che rimarranno, ed ingentilendole di nuovo le restituirà la loro nobiltà. Ecco la necessità che il sangue si sparga e che le stesse chiese restino quasi abbattute, per fare che ritornino di nuovo ed esistano con il loro primiero lustro e splendore”.
(3) Ma chi può dire lo strazio crudele che ne faranno nei tempi avvenire? Lo passo in silenzio perché non ricordo tanto bene e non lo veggo tanto chiaro; se il Signore vuole che ne faccia parola, mi darà più chiarezza ed allora prenderò di nuovo la penna su questo argomento, perciò, per ora faccio punto.
Carissimo, i primi due ammonimenti che, saranno prodomi drammatici per un altro mondo a venire, sono direttamente proporzionali a un certo cedimento che s’è infiltrato a Medjugorje, L’apparenza occidentale, e forse non solo occidentale, è entrata di soppiatto con le strade larghe del commercio.
I paesani si sono difesi, certamente gran parte di loro ha inevitabilmente nel cuore la Madonna, questo credo che basterà a non trasformare il dramma dei primi due segreti in tragedia, a differenza di quello che sta rischiando invece il mondo.
I primi due ammonimenti serviranno a “RISVEGLIARE” innanzitutto la chiesa riguardo Medjugorje stessa e alla sua vera natura trascendente e cattolica (cosa che probabilmente, in seguito, solleciterà con intensità più marcata l’ostacolare del mondo il risveglio spirituale medesimo).
Col terzo segreto, che è un segno eccezionale, la lotta fra i figli di Maria e gli odiatori seriali di Gesù, questo Dio, che loro non vogliono, a costo di ucciderlo ancora, se potessero, un’altra volta, uccidere Lui, e gli “innamorati” di Lui in terra, questa diverrà appunto col terzo segno una lotta frontale… forse è per questo che coi sette segreti restanti, il cielo stesso entrerà in gioco, a livello globale, come mai era successo prima.
Noi, da soli, non potremo difenderci né vincere contro la forza di satana che scaglierà tutto il suo odio per distruggere il mondo, soprattutto di tutta quella forza che ha raccolto e costruito nell’ultimo secolo e che ha preso col nostro permesso, non dimentichiamoci, dai nostri stessi sbandamenti generazionali… ma interverrà Dio stesso (per il Trionfo di Maria) con gli ultimi sette atti di una nuova, moderna e non modernista, divina commedia, facendo inciampare satana nella fossa che aveva scavato per noi, e i suoi seguaci facendoli cadere nei loro stessi lacci , quelli che da tempo vanno dicendo -“Dov’è il vostro Dio?”, escogitando zizzanie per la paura di essere svelati nelle loro intenzioni, o per le meschine glorie di un’ora, mettendo trappole e inganni sulle vie dei propri simili.
Allora vedremo che Dio nel suo intervenire, non solo ci difenderà, in terra e in cielo, ma veramente in Cristo fa nuove tutte le cose attraverso Maria, la Gospa.
: Dovremo bagnarci i piedi nel mar Rosso per salvarci
Caro Padre Livio,
la seguo sempre e rifletto molto sui segreti, sul tempo del loro svolgimento e su cosa potrebbe davvero rappresentare, per ciascuno di noi, questo tempo di travaglio e purificazione.
Inizialmente ero piuttosto ingannato, credo, pensando che sarebbe stato sufficiente essere fedele ai sacramenti e, seguendo le indicazioni della Regina della Pace, sarei potuto passare indenne e sostanzialmente senza scalfitture attraverso questi eventi.
Ma sto maturando l’idea che questi eventi siano stati pensati da Dio proprio per scalfire la corazza impermeabile costruita da consumismo e modernismo in tanti decenni di immersione in questo liquido amniotico venefico che ha generato l’uomo “moderno”.
Quindi sto riconsiderando un po’ tutto e mi sto convincendo che tutti dovremo lasciare qualcosa sul campo di battaglia di questo tempo voluto da Dio, indipendentemente dal nostro stato.
Mi è rimasto in mente un Midrash ebraico ascoltato molti anni fa, che racconta del Mar Rosso e degli ebrei arrivati sulla sua riva con gli egiziani al loro inseguimento. Il Midrash racconta che il Mar rosso si aprì, ma solo dopo che gli ebrei si bagnarono i piedi…
In sostanza credo che anche a noi, a tutti noi, sarà chiesto di bagnarci i piedi in questi tempi di Maria che ci portano in quel golfo di luce che la Madonna ci ha annunciato.
Grazie caro Padre Livio per la sua opera incessante.
Con tanto affetto
Guido
Caro Guido,
molto presto il mondo intero si troverà nella morsa della “guerra distruttrice” (Suor Lucia) che metterà a rischio le vite e il pianeta.
In quel momento la tentazione sarà quella di cedere al nichilismo, cioè alla potenza cieca dell’odio e della morte. Satana farà sentire il suo sibilo perché ci arrediamo e ci facciamo trascinare con Lui nell’abisso senza speranza.
Per questo è necessaria la presenza degli “Apostoli di Maria” perché indichino in Lei l’ancora della salvezza e tendano e mani a quelli che sono nelle tenebre ma “cercano il nostro Dio”.
La gente vive il presente come un sogno irreale, come se non fosse possibile una catastrofe globale da noi stessi procurata e che, sull’orlo del precipizio, si fermerà la corsa forsennata.
Il risveglio avverrà quando sarà troppo tardi, perché né il primo né il secondo né il terzo segreto apriranno gli occhi accecati e quando verranno aperti i sette sigilli sarà troppo tardi.
Non vi è dubbio che si salverà un resto, ma questo alla Madonna non basta per “il trionfo” del suo Cuore Immacolato.
Di qui l’importanza della nostra risposta generosa, non limitandosi a bagnare i piedi, “ma anche le mani e il capo!” perché le anime si salvino.
Nel 1917 la Beatissima Vergine Maria apparve a Fatima a tre pastorelli: Lucia dos Santos e i suoi cugini Giacinta e Francisco Marto, affidando loro un messaggio il cui contenuto è stato ufficialmente autenticato dalla Chiesa il 26 giugno 2000. Questo messaggio è diviso in tre parti, dette anche “segreti”. La prima parte offre una terribile visione dell’Inferno; la seconda contiene una profezia sul futuro dell’umanità; la terza presenta una drammatica visione del martirio che, su uno sfondo di distruzione, attende il Papa, gli uomini di Chiesa e molti cattolici, religiosi e laici.
Il fulcro, e la chiave interpretativa, del Messaggio di Fatima, è costituito da queste parole della Madonna: «Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, diffonderà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace».
La Madonna chiede dunque la conversione dell’umanità e afferma che se le sue richieste saranno accettate, la Russia si convertirà e si avrà la pace, altrimenti essa «diffonderà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa». Quest’orizzonte di tragedia contiene però un raggio di immensa speranza: la conversione della Russia e il trionfo finale del Cuore Immacolato di Maria.
Quali sono gli errori della Russia di cui parla la Madonna? Secondo tutti gli interpreti del Messaggio, sono gli errori del comunismo, l’ideologia criminale del secolo XX. Tra il 1989 e il 1991 l’Unione Sovietica si è disgregata, ma il veleno comunista continua a diffondersi nel mondo. In Cina regna Xi Jinping, che lo scorso 15 ottobre, in occasione del 20° Congresso nazionale del Partito Comunista, ha ribadito che il marxismo è la «fondamentale guida ideologica» su cui si fonda il paese, mentre in Russia, Vladimir Putin propone una variante nazional-comunista, che riconcilia l’eredità di Stalin con quella degli Zar.
Quale che sia il giudizio su Putin, di certo non c’è stata né la conversione della Russia alla vera fede né il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Ciò significa che la Russia non ha cessato di diffondere i suoi errori nel mondo e sarà lo strumento di cui Dio si servirà per punire l’umanità impenitente. La Madonna non sbaglia le sue previsioni, anche se talvolta le vela agli occhi umani.
Chi crede che la Russia stia diffondendo nel mondo non i suoi errori, ma i suoi valori, capovolge il messaggio di Fatima. Questo rovesciamento di prospettiva è evidente nel discorso che il filosofo del regime putiniano Aleksandr Dugin ha pronunciato a Mosca lo scorso 27 ottobre, intervenendo al XXIV Consiglio mondiale del popolo russo, di cui è presidente il patriarca della chiesa ortodossa Kirill.
Nel suo discorso, Dugin ha definito la guerra tra Russia e Ucraina come «una guerra molto reale. Questa guerra non è solo una guerra di eserciti, di uomini, è anche una guerra dello spirito (…) È una guerra del Cielo contro l’Inferno. È una guerra degli eserciti angelici. È una guerra dell’esercito dell’Arcangelo Michele contro il diavolo. (…) Il discorso del nostro Presidente (Putin) del 30 settembre ha parlato della natura satanica della civiltà occidentale. Non si tratta di una metafora. (…) L’Occidente è un’ideologia. Il liberalismo, il globalismo, il secolarismo e il postumanesimo sono ideologie. Questo è il regno delle idee, non quello della materia, dei corpi e della tecnologia. Soprattutto, è una menzogna assoluta: è il rovesciamento delle vere proporzioni della mente, delle idee, dei fondamenti religiosi. Ecco perché oggi si scontrano due idee, due eserciti (perché gli angeli sono spiriti e menti): angeli e demoni. Il campo di battaglia è proprio l’Ucraina. Da un lato, siamo la Santa Russia, come dice Sua Santità il Patriarca, e ci confrontiamo con le forze del male storico globale assoluto. Per questo motivo, sempre più spesso si parla di Armageddon, di tempi finali e di Apocalisse. Tutto questo sta avvenendo sotto i nostri occhi. Stiamo partecipando all’ultima (forse penultima, nessuno lo sa) e importantissima battaglia. Senza una dimensione spirituale, ideologica e intellettuale, non possiamo vincere. (…) Non esiste nulla di neutrale. C’è una battaglia tra il Paradiso e l’Inferno. E noi siamo la Santa Russia» (geopolitika.ru).
Ci troviamo di fronte a una filosofia della storia distorta, che confonde l’Occidente con la sua degenerazione. Il liberalismo, il globalismo e il secolarismo, sono frutti marci di un processo rivoluzionario che ha aggredito da secoli la civiltà occidentale e cristiana, di cui Dugin tace le autentiche radici. L’Occidente è infatti lo spazio geografico, comprendente l’Europa e le due Americhe, che ha raccolto i valori della Grecia e di Roma, vivificandoli con la fede cattolica. Il filosofo nazionalcomunista dimentica che si deve all’Occidente la creazione delle università, la diffusione del sapere nel mondo, lo sviluppo artistico, tecnologico e scientifico dell’umanità, di cui anche la Russia beneficia. Per Dugin, l’Occidente coincide con le oligarchie politiche e mediatiche oggi dominanti…
La Santa Russia che Dugin oppone all’Occidente è la “Terza Roma” ortodossa che, fin dal XVI secolo, considera la religione cattolica e il Papato come il peggior nemico. Il patriarca Kirill, che militò con Putin nel KGB, erede della CEKA, la polizia sovietica del terrore, è presentato come il campione della Santa Russia che deve “evangelizzare” il mondo.
Ciò che impressiona però, più che l’appello escatologico di Dugin, è l’accoglienza che esso ha ricevuto in Occidente tra i cattolici che si richiamano alla Tradizione. In Italia, ad esempio, il suo discorso è stato pubblicato in esteso, senza una parola di riserva, da stimati vaticanisti, che sembrano condividere una visione apocalittica da cui è totalmente assente la Madonna e il suo ruolo.
Nel 2017 il mondo tradizionalista celebrava compatto il centenario di Fatima, oggi lo abbandona, sostituendolo con una nuova teologia della storia, che al trionfo del Cuore Immacolato sostituisce il trionfo della Santa Russia nazionalcomunista. San Massimiliano Kolbe, che non conosceva il messaggio di Fatima, affermava che un giorno la bandiera dell’Immacolata avrebbe sventolato sul Cremlino. «Sotto il suo vessillo si combatterà una grande battaglia e noi inalbereremo le sue bandiere sulle fortezze del re delle tenebre. E l’Immacolata diverrà la Regina del mondo intero e di ogni singola anima, come la beata Caterina Labouré prevedeva» (Gli Scritti di Massimiliano Kolbe, tr. it. Città di Vita, Firenze 1975-1978, vol. I, p. 550).
La bandiera dell’Immacolata è destinata a sventolare sul Cremlino, o quella del Cremlino sulla basilica di San Pietro? La Russia diffonderà nel mondo i suoi errori o i suoi presunti valori? Ecco una grande questione che interpella i cattolici nell’ora presente.
“La Gospa” è apparsa a un gruppo di bambini della Comunità di Suor Josipa”
Caro Padre Livio la ringrazio per tutto il bene che fa per noi, per la testimonianza instancabile che ogni giorno ci offre. Mi reco a Medjugorje da 25 anni e non finirò mai di ringraziare la Madonna per avermi chiamato in quel luogo Santo.
Dopo qualche mese ho portato mio fratello con me in pellegrinaggio, abbiamo conosciuto la bellissima realtà della comunità di suor Josipa che si occupava dei bambini orfani che fuggivano dalla guerra, famiglie distrutte che cercavano disperatamente di sopravvivere.
Mio fratello scelse di rimanere in comunità per qualche mese come volontario. Ora sono passati 25 anni ed è ancora lì!
Nell’ estate del 1999 ad agosto fummo testimoni di un evento per me straordinario; durante la preghiera nel boschetto adiacente con la presenza di tutti i bambini che saranno stati circa una cinquantina, i più piccoli di 2 3 4 anni circa, una quindicina si sono inginocchiati contemporaneamente e indicavano un punto ben definito. Mio fratello che teneva in braccio una bambina che indicava anche lei lo stesso punto.
La cosa è durata qualche minuto. Mio fratello chiese alla piccola che cosa avesse visto e lei candidamente rispose la “Gospa” e disse nel suo linguaggio di bambina che sembrava una fata e pure gli altri bimbi affermarono la stessa cosa.
Quando poi suor Josipa li prese uno ad uno, risposero che quella Signora li aveva chiamati “Angeli miei”. Tengo a precisare che i ragazzi più grandi non hanno visto nulla.
Mi dica lei padre se questa testimonianza è veritiera! Come possono dei bambini piccolissimi inscenare una pantomima di questo genere! Le racconto questo episodio perché a Medjugorje la Madonna è realmente presente, ci guarda ogni istante siamo i suoi figli e ci ama immensamente.
Con affetto Giuliano
Caro Giuliano,
l’evento della apparizione della Madonna a un gruppo di bambini della Comunità di Suor Josipa è ben noto agli abitanti di Medjugorje e a me stata raccontato da Vicka, che è stata un’assidua frequentatrice di quella Comunità di orfani di guerra.
Quei bambini ora sono dei giovani e sono dei testimoni della presenza della Madonna a Medjugorje in questi tempi di negazioni moderniste.
Mi ricordo anche di una apparizione a Vicka, nella cappella della comunità piena di bambini, nella quale la veggente ricevette un messaggio che riferì subito dopo a voce e del quale ho trattenuto l’affermazione più importante: e cioè che dobbiamo essere “una Chiesa di pietre vive”.
Mi sono sempre meravigliato di un messaggio così elevato per un pubblico di piccoli. Non se la Madonna volesse alludere a un futuro in cui “essere pietre vive” è la situazione della Chiesa nel tempo della persecuzione.
In ogni caso i segni e i prodigi di questa lunga presenza della Madonna a Medjugorje, di cui molti pellegrini sono testimoni, devono essere gelosamente coltivati nel cuor di ognuno e testimoniati all’occorrenza, perché le tenebre dell’incredulità e della menzogna si addensano sempre di più sul mondo e nel tempo dei segreti la certezza della presenza della Madre di Dio in mezzo a noi è la condizione necessaria per essere vincitori con Lei.
“Finché non moriranno i veggenti…”. E’ La decisione della Chiesa su Medjugorje?
Carissimo Padre Livio,
ho letto sul blog la sua esaustiva risposta a Mery in merito al pronunciamento o meno della Chiesa sui segreti di Medjugorje.
Le invio questo link che pone una prospettiva che non avevo mai letto da nessuna parte e che, francamente, mi disorienta più del silenzio della Chiesa.
Secondo il parere autorevolissimo di Mons. Fisichella – rilasciato in data 30 aprile u.s. e qui riportato da “Il Giornale” -, “a breve ci sarà un documento del Dicastero della Dottrina della Fede contenente norme da consegnare ai vescovi per comprendere meglio il fenomeno”.
Per monsignor Rino Fisichella la risposta definitiva di Roma sulle apparizioni arriverà dopo la morte dei presunti veggenti. Sono dispiaciuta e non poco, ma vorrei comprendere meglio, se possibile, grazie al suo autorevole parere di Sacerdote Mariano.
Nel ricorrenza di Fatima, l’affido alla Santa Vergine certa che le sarà sempre di sostegno e di aiuto.
Con affetto, Ave Maria
Gianna
Cara Gianna,
secondo queste anticipazioni Il Documento sulle apparizioni rimanda la risposta definitiva di Roma dopo la morte dei veggenti. Questo ovviamente riguarda anche Medjugorje. Comprendo il suo dispiacere, ma non mancano alcuni aspetti positivi di questa disposizione.
Seconda questa prospettiva infatti la Chiesa si prenderebbe tutto il tempo necessario, anche sotto il profilo pastorale, prima riconoscere la veridicità delle apparizioni.
Una decisione del genere, in apparenza sorprendente, a me sembra un vantaggio per Medjugorje, almeno in questa fase. Infatti la Madonna sarebbe comunque libera di agire come ha fatto fin ’ora, guidando maternamente la Chiesa con le sue apparizioni e i suoi messaggi.
Al contrario gli avversari di Medjugorje, vittime del virus modernista, d’ora in poi non potranno più negare le apparizioni tirando in ballo la Chiesa, come stanno facendo tutt’ora. Neghino pure le apparizioni se vogliono, ma lo dovranno fare solo a titolo personale.
I pellegrini che vanno a Medjugorje devono sapere che la Chiesa fin dall’inizio delle apparizioni ha sempre lasciato liberi di credere alle apparizioni, ai messaggi e ai segreti.
“Lei caro Padre è libero di credere o di non credere, ma dovrà attenersi alle disposizioni pastorali della Chiesa”, mi disse il 17 Marzo 1985 Mons Zanic, Vescovo di Mostar, al quale ero andato a fare una visita di deferenza nel mio primo pellegrinaggio a Medjugorje.
Tuttavia, nel caso specifico di queste apparizioni globali, che sono ultime sulla terra, come ha preannunciato la Madonna, la Chiesa si troverà davanti a decisioni che non potrà procrastinare.
Questo avverrà col terzo segreto, rivelato tre giorni prima, col segno sulla collina, un segno soprannaturale che viene direttamente dal Signore, “bellissimo, indistruttibile e durevole” come testimoniano concordemente i sei veggenti.
Di fronte a questo segno la Chiesa sarà chiamata a pronunciarsi, se non altro in risposta all’opinione pubblica mondiale. E’ in quel momento che la Chiesa dovrà schierarsi apertamente con la Regina della pace per affrontare con Lei la grande prova dei sette flagelli, dal quarto al decimo segreto, che porterà alla vittoria del suo Cuore Immacolato.
Attendiamo quindi con animo sereno e con rinnovato fervore questo Documento che, a quanto pare, lascia aperte le prospettive sul futuro.