"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 432 di 1187

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Sono orgoglioso dei successi della nostra Radio”

Caro padre Livio, cari amici di Radio Maria,

Ho appena terminato di leggere il giornalino del 25 ottobre. È per me motivo di grande gioia ricevere buone notizie.

Ne abbiamo tutti tanto bisogno in questi tempi. Anch’io, sono orgoglioso dei successi della “nostra” radio e felice del contributo, sia pur nel limite delle mie modeste condizioni di pensionato, alla sua diffusione.

Radio Maria si diffonde la dove più c’è desiderio di ricevere la parola di Dio, parola di speranza e di conforto per tanti nostri fratelli provati dalla sofferenza.

Che la Madonna continui a proteggere, guidare ed espandere la sua radio.

Un caro saluto.

Mario B. 


Caro Mario,

ti ringrazio per le belle parole di incoraggiamento che ci hai rivolto. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i nostri ascoltatori, vivi e defunti, che in questi lungo cammino (Dal gennaio 1987 in cui è stata formata l’Associazione Radio Maria) hanno sostenuto Radio Maria e l’hanno aiutata ad espandersi in tante parti del mondo, fino ad essere la Radio cattolica più diffusa e ascoltata.

È stato un percorso impervio ed esaltante, che ha impegnato tutti con commuovente generosità, e che ha permesso alla Madonna e alla Chiesa di avere a disposizione un mezzo estremamente efficace per diffondere la Buona Novella del Vangelo, in questi tempi nei quali il male cerca di prevaricare.

Radio Maria ha un rapporto particolare con la Madonna e la Chiesa. Con la Madonna perché ha legame particolare con la Regina della pace, che ha guidato Radio Maria fin dalla e sue origini e l’ha sostenuta con la sua protezione. Con la Chiesa, perché ogni Direttore è un Sacerdote nominato dall’Autorità ecclesiastica competente e assicura la fedeltà al Magistero.

Abbiamo davanti a noi delle sfide epocali e stiamo affrontando un passaggio storico che sarà determinante per il futuro del mondo e della Chiesa. Proprio per questo dobbiamo stringerci intorno alla Madonna e al Papa e, nel medesimo tempo, aiutare Radio Maria con i nostri sacrifici e la nostra generosità. Sarà questo Radio che ci accompagnerà verso i tempi nuovi della pace sulla terra.

Ave Maria

Padre Livio

Ucraina – Russia, le notizie sul conflitto in diretta | Zelensky, seconda telefonata in due giorni con Trump. Il Cremlino: «Momento drammatico di escalation»

di Redazione Online – Corriere della Sera – 12 Ottobre 2025

15:54 | 12 Ottobre

Il Cremlino: «Momento drammatico di escalation»

Il Cremlino ha indicato di essere profondamente preoccupato dalla possibilità che gli Stati Uniti forniscano missili Tomahawk all’Ucraina, e ha parlato di un «momento davvero drammatico, legato a una escalation della tensione su tutti i fronti».
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A utilizzare questi termini – secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters – è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nel corso di un colloquio sulla televisione di Stato russa.
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​«Immaginate questa situazione: un missile a lunga gittata viene lanciato, è in volo, e noi sappiamo che potrebbe portare una testata nucleare. Cosa dovrebbe pensare la Federazione Russa. Come dovrebbe reagire la Russia?».
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​Il riferimento è al fatto che alcune varianti – ormai ritirate – dei missili tomahawk potevano essere armate con testate atomiche.
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​I tomahawk hanno gittata fino a 2.500 chilometri. Se l’Ucraina ne fosse dotata, potrebbe utilizzarli per colpire in profondità in territorio russo: potenzialmente, potrebbe persino colpire Mosca. 
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​Nei giorni scorsi, Trump ha detto di aver ricevuto da Zelensky la richiesta di poter avere questi missili; ha detto anche di aver «quasi deciso» sulla risposta, senza però spiegare quale questa risposta fosse.
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​Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che i Tomahawk non possono essere utilizzati senza la partecipazione diretta di personale militare statunitense, e che dunque qualunque fornitura all’Ucraina scatenerebbe «un livello di escalation qualitativamente nuovo». 
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​Il Financial Times, nelle scorse ore, ha riferito che gli Stati Uniti stanno offrendo almeno dallo scorso luglio informazioni di intelligence per aiutare Kiev a colpire in profondità, con i propri droni in territorio russo, e per distruggere infrastrutture energetiche. L’intelligence condivisa dagli Stati Uniti – secondo il quotidiano finanziario britannico – aiuterebbe Kiev nella pianificazione delle rotte, dell’altitudine, della scelta dei tempi e più in generale nella scelta delle missioni da effettuare.
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​Secondo le fonti citate dal Financial Times, questa condivisione ha l’obiettivo di piegare le capacità economiche russe, costringendo Putin a sedersi al tavolo dei negoziati. 

15:37 | 12 Ottobre

Zelensky: parlato con Trump di difesa e lungo raggio

«Ho appena parlato con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per la seconda volta in due giorni, e anche oggi è stata una conversazione molto produttiva», annuncia via social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. 

«Ieri abbiamo concordato un argomento specifico per oggi e abbiamo esaminato tutti gli aspetti della situazione. Proteggere la vita nel nostro Paese, rafforzarla, sia in termini di difesa aerea, sia in termini di resilienza e capacità a lungo raggio. Molti dettagli sull’energia. Il Presidente Trump è ben informato su tutto ciò che sta accadendo. Abbiamo concordato di proseguire la nostra conversazione e le squadre si stanno preparando. Grazie!»

13:14 | 12 Ottobre

Papa: dolore per nuovi attacchi in Ucraina

«Con dolore seguo le notizie dei nuovi violenti attacchi che hanno colpito diverse città e infrastrutture civili in Ucraina, provocando la morte di persone innocenti, tra cui bambini, e lasciando moltissime famiglie senza elettricità e riscaldamento». Così Papa Leone XIV prima di guidare l’Angelus in piazza San Pietro. «Il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione, che da anni vive nell’angoscia e nella privazione. Rinnovo l’appello a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprirsi al dialogo e alla pace».

12:10 | 12 Ottobre

Zelensky: contro di noi in 7 giorni 3.100 droni e 1.360 bombe

Nel corso di una settimana, la Federazione Russa ha utilizzato più di 3.100 droni, 92 missili e quasi 1.360 bombe aeree guidate contro l’Ucraina: lo ha dichiarato su facebook il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, citato da Ukrinform. «La Russia – ha scritto – continua a praticare il terrore aereo contro le nostre città e comunità, intensificando gli attacchi alle nostre infrastrutture energetiche. L’immoralità di questi crimini è tale che ogni giorno i russi uccidono la nostra gente. Ieri a Kostiantynivka, un bambino è stato ucciso in una chiesa da una bomba aerea. In totale, solo questa settimana, sono stati utilizzati contro l’Ucraina più di 3.100 droni, 92 missili e circa 1.360 bombe plananti», ha dichiarato il presidente.

11:57 | 12 Ottobre

Kiev, `colpite ancora dai russi infrastrutture energetiche´

La scorsa notte i russi hanno colpito ancora infrastrutture per il trasporto di energia e gas dell’Ucraina: lo ha riferito su Facebook il ministero dell’Energia di Kiev, citato da Ukrinform, spiegando che i lavori di ripristino sono in corso. «Ieri sera, il nemico ha nuovamente attaccato le infrastrutture di trasporto di energia e gas dell’Ucraina. Gli impianti energetici nelle regioni di Donetsk, Odessa e Chernihiv sono stati danneggiati», si legge nel comunicato. Si segnala che le squadre del servizio di emergenza statale e delle compagnie energetiche stanno lavorando per stabilizzare la situazione dell’approvvigionamento energetico il più rapidamente possibile. Secondo Ukrinform, i russi hanno attaccato per 59 volte in 24 ore gli insediamenti nella regione di Chernihiv, dove, nel distretto di Nizhyn, un drone ha colpito un impianto energetico.

11:26 | 12 Ottobre

Kiev, `abbattuti 103 droni russi su 118 e un missile lanciati´

Le forze di difesa aerea ucraine hanno abbattuto durante la notte 103 droni russi, almeno 50 dei quali erano droni d’attacco Shahed, più droni-esca, su 118 lanciati, oltre ad almeno un missile ipersonico guidato X-31, sul nord, l’est e l’ovest dell’Ucraina. Quest’ultimo e 15 droni d’attacco sono però andati a segno, colpendo 10 località. Lo scrivono i media ucraini, fra cui Ukrinform, citando il canale Telegram dell’aeronautica di Kiev. Non si conoscono ulteriori dettagli.

11:05 | 12 Ottobre

Zelensky, escalation Mosca mentre mondo guarda Medio Oriente

La Russia sta intensificando gli attacchi sull’Ucraina approfittando del fatto che il mondo è distratto dalla guerra a Gaza. A spiegarlo è stato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un post sui social media. «Mosca si permette un’escalation degli attacchi e sfrutta apertamente il fatto che il mondo sia concentrato a garantire la pace in Medio Oriente», ha detto. «Proprio per questo non si può permettere alcun allentamento della pressione. Sanzioni, tariffe, azioni congiunte contro gli acquirenti del petrolio russo che finanziano questa guerra, tutto deve rimanere sul tavolo», ha ammonito. «Ed è proprio questo che può aprire la strada a una pace duratura per l’Europa», ha detto, «parallelamente al processo di pace in Medio Oriente».

Papa Leone XIV: “Guardiamoci da ogni strumentalizzazione della fede”

Il Pontefice per il giubileo della spiritualità mariana: “L’affetto per Maria di Nazaret ci rende con lei discepoli di Gesù, ci educa a tornare a Lui”

Di Marco Mancini

Città del Vaticano, domenica 12 ottobre 2025, 11:11 (ACI Stampa).

“La spiritualità mariana, che nutre la nostra fede, ha Gesù come centro. Come la domenica, che apre ogni nuova settimana nell’orizzonte della sua Risurrezione dai morti. Ricordati di Gesù Cristo: questo solo conta, questo fa la differenza tra le spiritualità umane e la via di Dio”. Lo ha ribadito questa mattina il Papa, nell’omelia pronunciata durante la Messa  per il Giubileo della Spiritualità Mariana.

“Gesù – ha spiegato Leone XIV – è la fedeltà di Dio, la fedeltà di Dio a sé stesso. Bisogna dunque che la domenica ci renda cristiani, riempia cioè della memoria incandescente di Gesù il sentire e il pensare, modificando il nostro vivere insieme, il nostro abitare la terra. Ogni spiritualità cristiana si sviluppa da questo fuoco e contribuisce a renderlo più vivo”.

Commentando poi la guarigione di Naamàn, il Papa ha osservato: “meno titoli si possono vantare, più è chiaro che l’amore è gratuito. Dio è puro dono, sola grazia, ma quante voci e convinzioni possono separarci anche oggi da questa nuda e dirompente verità! La spiritualità mariana è a servizio del Vangelo: ne svela la semplicità.

 L’affetto per Maria di Nazaret ci rende con lei discepoli di Gesù, ci educa a tornare a Lui, a meditare e collegare i fatti della vita nei quali il Risorto ancora ci visita e ci chiama. La spiritualità mariana ci immerge nella storia su cui il cielo si è aperto, ci aiuta a vedere i superbi dispersi nei pensieri del loro cuore, i potenti rovesciati dai troni, i ricchi rimandati a mani vuote. Ci impegna a ricolmare di beni gli affamati, a innalzare gli umili, a ricordarci la misericordia di Dio e a confidare nella potenza del suo braccio. Il suo Regno viene coinvolgendoci, proprio come a Maria ha chiesto il sì, pronunciato una volta e poi rinnovato di giorno in giorno”.

“I lebbrosi che nel Vangelo non tornano a ringraziare – ha detto ancora nell’omelia – ci ricordano che la grazia di Dio può anche raggiungerci e non trovare risposta, può guarirci e non coinvolgerci. Guardiamoci, dunque, da quel salire al tempio che non ci mette alla sequela di Gesù. Esistono forme di culto che non ci legano agli altri e ci anestetizzano il cuore. Allora non viviamo veri incontri con coloro che Dio pone sul nostro cammino; non partecipiamo, come ha fatto Maria, al cambiamento del mondo e alla gioia del Magnificat. Guardiamoci da ogni strumentalizzazione della fede, che rischia di trasformare i diversi – spesso i poveri – in nemici, in lebbrosi da evitare e respingere”.

“Il cammino di Maria – ha concluso Papa Leone – è dietro a Gesù, e quello di Gesù è verso ogni essere umano, specialmente verso chi è povero, ferito, peccatore. Per questo la spiritualità mariana autentica rende attuale nella Chiesa la tenerezza di Dio, la sua maternità. In  questo mondo assetato di giustizia e di pace, teniamo viva la spiritualità cristiana, la devozione popolare a quei fatti e a quei luoghi che, benedetti da Dio, hanno cambiato per sempre la faccia della terra. Facciamone un motore di rinnovamento e di trasformazione, come chiede il Giubileo, tempo di conversione e di restituzione, di ripensamento e di liberazione”.

🍇🌾LIVE: P.LIVIO Benedizione: 27maDomenica del tempo ordinario😇San Carlo #Acutis

BUONA DOMENICA GIUBILARE MARIANA

ISTANTANEE DA PIAZZA SAN PIETRO

Chi sono i 20 ostaggi ancora vivi di Hamas che ritornano dai tunnel di Gaza?

di Greta Privitera – Corriere della Sera – 12 Ottobre 2025

Sono tutti uomini: per lo più civili (molti i ragazzi del Nova) ma anche soldati. La loro vita è ferma dal 7 ottobre 2023

DALLA NOSTRA INVIATA TEL AVIV – La prima volta li incontri nei corridoi dell’aeroporto di Ben Gurion, appena atterri a Tel Aviv. Li rivedi per le strade, sui manifesti sbiaditi che hanno preso il posto delle pubblicità. Sono sugli adesivi che si attaccano alle macchine. Sventolano sui balconi con le bandiere israeliane. Capita di incrociarli anche stampati sulle t-shirt. I volti dei venti ostaggi vivi (28 quelli deceduti) rimasti a Gaza sono ovunque. Se il primo ministro Benjamin Netanyahu fatica a ricordare il numero preciso dei prigionieri, nella piazza di Tel Aviv, il suo popolo conosce tutto di loro. Le storie, i nomi e, soprattutto, le famiglie, che da due anni lottano perché tornino a casa. Manca poco ormai, «se tutto va bene», come dicono gli amici, per scaramanzia: è questione di ore e saranno liberati. Quelli in vita, sarebbero solo uomini. Civili e anche soldati: tanti i giovani. Il 7 ottobre, molti di loro sono stati rapiti dal Nova Festival, l’evento musicale in cui i terroristi hanno ucciso 400 persone.

Nella lista c’è Matan Angrest. Un soldato rapito dal suo carro armato mentre era in servizio, nel Sud di Israele. In questi mesi sua madre Anat è sempre stata in prima linea, dalla piazza ha gridato il nome del figlio e le colpe del primo ministro. Ci sono i gemelli Gali e Ziv Berman, rapiti dal kibbutz di Kfar Aza. Alcuni ex ostaggi hanno raccontato che i due fratelli sono stati tenuti divisi per tutto il tempo. Poi c’è Elkana Bohbot rapito al Nova Festival. Suo figlio Reem va all’asilo e ha costruito un binocolo per «cercare il papà», raccontano. Anche Rom Braslavski era al Nova. Faceva il servizio di sicurezza ed è stato ferito a entrambe le mani. Nimrod Cohen era un soldato come Matan e anche lui è stato preso mentre si trovava su un carro armato.

Ariel e Davide Cunio sono fratelli. Sono stati rapiti con altri cinque membri della loro famiglia, poi liberati. Evyatar David lo abbiamo visto ad agosto in un video atroce dove si scavava la fossa. Evyatar è stato sequestrato dal Nova. Anche Guy Gilboa-Dalal, mentre suo fratello è riuscito a fuggire. Maxim Herkin ha una figlia di tre anni che lo aspetta a casa. Preso dal Nova anche lui. Eitan Horn il 7 ottobre si trovava al kibbutz di Nir Oz per fare visita al fratello Iair, liberato a febbraio. Segev Kalfon è un altro giovane rapito al Nova: l’ultima volta è stato visto mentre fuggiva lungo l’autostrada. Anche Bar Kuperstein era al festival. Alcuni testimoni hanno raccontato che fosse rimasto per soccorrere i feriti.

Omri Miran è stato prelevato dal kibbutz Nahal Oz quando le sue figlie avevano due anni e sei mesi. Eitan Mor era un’altra guardia di sicurezza del Nova, i suoi genitori sono tra i fondatori del Tikva Forum, le famiglie che si sono battute per fare pressione militare e non per un cessate il fuoco immediato. Yosef-Haim Ohana faceva il barista al festival musicale. C’era anche Alon Ohel. Pianista di talento, i suoi genitori hanno distribuito pianoforti in Israele e nel mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Avinatan Or è stato preso dal Nova con la sua ragazza, Noa Argamani, liberata da un’azione dell’esercito israeliano e tra i volti più noti degli ostaggi per il video che la ritrae su una motocicletta di Hamas. E poi c’è Matan Zangauker. Rapito dal kibbutz di Nir Oz e figlio di Einav, madre coraggiosa e spina nel fianco del governo di Netanyahu. 

MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO

5. «L’Altissimo mi ha permesso di guidarvi sulla via della santità» (25 luglio 2025)

La Madonna usa spesso il termine guidare perché vuole manifestare il suo compito materno che è quello di una Madre che guida i suoi figli sulla via della verità, del bene e della santità. È un’espressione presente già nei primi Messaggi, nei quali invitava alla santità come fine ultimo della vita. Anche San Paolo disse: “Ci ha scelti per essere santi e immacolati nella carità”, che è il traguardo della vita.   
La santità è la partecipazione alla santità di Dio: essere immacolati, purificati dal male, totalmente orientati verso di Lui. La nostra mente deve riflettere la sua luce e la sua verità, con il cuore ricolmo del suo amore, della sua volontà e costantemente orientato al bene. È un traguardo straordinario e affascinante, ma soprattutto – come ci testimoniano i Santi e le persone che cercano di fare il cammino di santità – è la via giusta perché si è felici, in pace e non manca la motivazione. La santità è l’amicizia con Gesù Cristo che fa trovare al cuore pace e felicità. “Chi mi ama ascolta la mia Parola” disse Gesù.
La santità non è la capacità di fare miracoli, guarigioni, risuscitare i morti o di fare rinunce. Ciò che rende straordinari, ad esempio Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, è la semplicità della loro vita, la loro umiltà nel mettere in pratica la Parola di Gesù, l’osservanza dei Comandamenti e l’apertura del cuore alla grazia dei Sacramenti.    
Le Verità della fede sono semplici e determinanti: va in Paradiso chi è rivestito della grazia santificante, cioè chi si è purificato da ogni peccato grave, si è pentito, fa del proprio meglio per stringere sempre di più l’amicizia con Gesù. Queste persone, con la morte, vanno direttamente in Paradiso.
Coloro che non hanno la fede non riescono a capire qual è il fine della vita. La storia del pensiero umano, delle religioni umane, delle varie filosofie, è un rompicapo per sapere qual è la chiave di interpretazione della vita. Chi è riuscito a rispondere a tutti questi interrogativi è la Divina Rivelazione nella Sacra Scrittura; soprattutto Gesù ha spiegato che il fine della nostra vita è il Paradiso.
Il Paradiso è uno stato di immortalità, di felicità totale in comunione con Dio e fra di noi, nell’immensità divina e dell’universo. È impossibile immaginarlo, ma questa è la Verità sul senso della vita e sul traguardo verso il quale il tempo che passa ci porta.     
Ricordo che mia nonna spiegava che bisogna prepararsi alla morte e al Paradiso per tutta la vita: “La vita è breve, la morte è certa del morir l’ora è incerta, di anima una sola se ne ha, ma se si perde che ne sarà?”. Ho avuto la grazia della fede che non ho mai perso per grazia di Dio; perciò, guardando la mia vita vedo la mano di Dio e, guardando al futuro, vedo la mano che Dio mi tende: “Vieni, servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore” (Matteo 25, 14-30). Penso a chi non ha la fede e mi chiedo cosa possa vedere guardando al futuro.
Camminando nella luce immensa della fede abbiamo un cuore purificato e ci rendiamo conto di quanto miserabili sono i nostri fratelli immersi nelle tenebre e nell’ombra della morte. Essi sono talmente accecati che credono di essere nella verità.           
Ho passato tanti anni a Medjugorje, con i veggenti, affrontando un cammino di fede insieme a loro e una sola persona è scesa dal Cielo ogni giorno: la Vergine Maria Gloriosa. Coloro che non hanno la luce della fede, chi vedono scendere dal Cielo?  
Le argomentazioni sono semplici per dimostrare che c’è l’Aldilà: è un orientamento del cuore che rende felici, dà la forza nella tribolazione e nel momento della morte. Invece, viviamo in una cultura dissacrante che ha ridotto gli uomini in animali che muoiono senza speranza. Siamo vittime di una cultura falsa che ci vuole rendere animali e ridurre a un pugno di fosfati.       
Un rapporto proveniente dalla Russia sui morti nella guerra dell’Ucraina non specifica le cifre, ma vengono definiti “materiale biologico”, come se fossero carne da macello che serve da concime. Questo è il diavolo che si prende gioco di noi.           
La Regina della pace, invece, afferma che: «Soltanto il Cielo è la meta a cui dovete tendere» (Messaggio del 6 novembre 1986). Lottare ogni giorno per andare in Paradiso significa avere la fede, pregare, osservare i Comandamenti e attingere alle fonti di grazia dei Sacramenti.       
In questi tempi vediamo un ateismo di massa che porta alla morte: «perché l’umanità ha deciso per la morte» (25 ottobre 2022). Significa avere una visione della vita che si conclude come un mucchio di fosfati, come materiale biologico maleodorante. Questo è un tipo di vita che il diavolo vuole diffondere a tutta l’umanità, ingannandola. Chi crederà si salverà, chi non crederà si perderà. La morte eterna esiste ed è un vivere senza Dio come si è fatto per tutta la vita sulla Terra.  
Accogliamo l’invito della Madonna di farci guidare sulla via della santità nelle nostre battaglie quotidiane, verso la salvezza della nostra anima. Satana non si accontenta di ridurre l’uomo a un mucchio di fosfati, ma lo porta con sé nel fuoco eterno, dove c’è pianto e stridore di denti.

«Cari figli! In questo tempo di grazia, in cui l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e guidarvi sulla via della santità, satana vuole aggrovigliarvi con la corda dell’inquietudine e dell’odio. Non permettetegli di prevalere ma lottate, figlioli, per la santità di ogni vita umana. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 luglio 2025(Con approvazione ecclesiastica)

Papa Leone XIV: “La pace non è ultimatum, ma dialogo

Durante la veglia per il giubileo della spiritualità mariana il Papa si rivolge ai potenti del mondo: “Abbiate l’audacia del disarmo”

Papa Leone XIV |  | Daniel Ibanez EWTN

Di Marco Mancini

Città del Vaticano, sabato 11 ottobre 2025, 19:20 (ACI Stampa).

“Tutti insieme, perseveranti e concordi, non ci stanchiamo di intercedere per la pace, dono di Dio che deve diventare nostra conquista e nostro impegno”. Lo ha detto questa sera Papa Leone XIV introducendo la meditazione in occasione della Veglia di Preghiera per il Giubileo della Spiritualità Mariana.

In Maria – ha detto il Papa citando il Concilio Vaticano II  – cerchiamo “la guida del nostro pellegrinaggio nella speranza, guardando alle sue virtù umane ed evangeliche, la cui imitazione costituisce la più autentica devozione mariana.

“Guardiamo alla Madre di Gesù e a quel piccolo gruppo di donne coraggiose presso la Croce – ha proseguito – per imparare anche noi a sostare come loro accanto alle infinite croci del mondo, dove Cristo è ancora crocifisso nei suoi fratelli, per portarvi conforto, comunione e aiuto”.

Citando poi le parole di Maria – fate quel che vi dirà – riportate dal Vangelo nell’episodio delle Nozze di Cana, il Papa ha osservato che da quel momento Maria “non parlerà più. Dunque queste parole, che risultano quasi un testamento, devono essere carissime ai figli, come ogni testamento di una madre. Qualsiasi cosa Lui vi dica. Lei è certa che il Figlio parlerà, la sua Parola non è finita, crea ancora, genera, opera, riempie di primavere il mondo e di vino le anfore della festa. Maria, come un segnale indicatore, orienta oltre sé stessa, mostra che il punto di arrivo è il Signore Gesù e la sua Parola, il centro verso cui tutto converge, l’asse attorno al quale ruotano il tempo e l’eternità”.

“Fate la sua Parola, raccomanda. Fate – ha esortato Leone XIV – il Vangelo, rendetelo gesto e corpo, sangue e carne, fatica e sorriso. Fate il Vangelo, e si trasformerà la vita, da vuota a piena, da spenta ad accesa. Fate qualsiasi cosa vi dica: tutto il Vangelo, la parola esigente, la carezza consolante, il rimprovero e l’abbraccio. Ciò che capisci e anche ciò che non capisci. Maria ci esorta ad essere come i profeti: a non lasciare andare a vuoto una sola delle sue parole”.

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Il Papa ha poi ripreso l’esortazione di Gesù a Pietro: metti via la spada. Esortazione quanti mai attuale oggi. “La pace è disarmata e disarmante. Non è deterrenza, ma fratellanza, si . Non verrà come frutto di vittorie sul nemico, ma come risultato di semine di giustizia e di coraggioso perdono. Metti via la spada è parola rivolta ai potenti del mondo, a coloro che guidano le sorti dei popoli: abbiate l’audacia del disarmo! Ed è rivolta al tempo stesso a ciascuno di noi, per farci sempre più consapevoli che per nessuna idea, o fede, o politica noi possiamo uccidere. Da disarmare prima di tutto è il cuore, perché se non c’è pace in noi, non daremo pace”.

Il Papa ha anche ammonito: “I grandi del mondo si costruiscono imperi con il potere e il denaro. Voi però non fate così. Dio non fa così: il Maestro  non ha troni, ma si cinge un asciugamano e s’inginocchia ai piedi di ciascuno. Il suo impero è quel poco di spazio che basta per lavare i piedi dei suoi amici e prendersi cura di loro. È anche l’invito ad acquisire un punto di vista diverso per guardare il mondo dal basso, con gli occhi di chi soffre, non con l’ottica dei grandi; per guardare la storia con lo sguardo dei piccoli e non con la prospettiva dei potenti; per interpretare gli avvenimenti della storia con il punto di vista della vedova, dell’orfano, dello straniero, del bambino ferito, dell’esule, del fuggiasco. Altrimenti non cambierà mai niente, e non sorgerà un tempo nuovo, un regno di giustizia e di pace”.

“Dio – ha concluso il Papa – regala gioia a chi produce amore nel mondo, gioia a quanti, alla vittoria sul nemico, preferiscono la pace con lui. Coraggio, avanti, in cammino, voi che costruite le condizioni per un futuro di pace, nella giustizia e nel perdono; siate miti e determinati, non lasciatevi cadere le braccia. La pace è un cammino e Dio cammina con voi. Il Signore crea e diffonde la pace attraverso i suoi amici pacificati nel cuore, che diventano a loro volta pacificatori, strumenti della sua pace”.

🛑🙏LIVE: IL ROSARIO PER LA PACE PRESIEDUTO DAL PAPA in piazza San Pietro

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GUBILEO MARIANO

LE PAROLE DEL SANTO PADRE E L’ADORAZIONE EUCARISTICA

INIZIO CON LA PROCESSIONE DELLA MADONNA DI FATIMA

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