5. «L’Altissimo mi ha permesso di guidarvi sulla via della santità» (25 luglio 2025)

La Madonna usa spesso il termine guidare perché vuole manifestare il suo compito materno che è quello di una Madre che guida i suoi figli sulla via della verità, del bene e della santità. È un’espressione presente già nei primi Messaggi, nei quali invitava alla santità come fine ultimo della vita. Anche San Paolo disse: “Ci ha scelti per essere santi e immacolati nella carità”, che è il traguardo della vita.   
La santità è la partecipazione alla santità di Dio: essere immacolati, purificati dal male, totalmente orientati verso di Lui. La nostra mente deve riflettere la sua luce e la sua verità, con il cuore ricolmo del suo amore, della sua volontà e costantemente orientato al bene. È un traguardo straordinario e affascinante, ma soprattutto – come ci testimoniano i Santi e le persone che cercano di fare il cammino di santità – è la via giusta perché si è felici, in pace e non manca la motivazione. La santità è l’amicizia con Gesù Cristo che fa trovare al cuore pace e felicità. “Chi mi ama ascolta la mia Parola” disse Gesù.
La santità non è la capacità di fare miracoli, guarigioni, risuscitare i morti o di fare rinunce. Ciò che rende straordinari, ad esempio Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, è la semplicità della loro vita, la loro umiltà nel mettere in pratica la Parola di Gesù, l’osservanza dei Comandamenti e l’apertura del cuore alla grazia dei Sacramenti.    
Le Verità della fede sono semplici e determinanti: va in Paradiso chi è rivestito della grazia santificante, cioè chi si è purificato da ogni peccato grave, si è pentito, fa del proprio meglio per stringere sempre di più l’amicizia con Gesù. Queste persone, con la morte, vanno direttamente in Paradiso.
Coloro che non hanno la fede non riescono a capire qual è il fine della vita. La storia del pensiero umano, delle religioni umane, delle varie filosofie, è un rompicapo per sapere qual è la chiave di interpretazione della vita. Chi è riuscito a rispondere a tutti questi interrogativi è la Divina Rivelazione nella Sacra Scrittura; soprattutto Gesù ha spiegato che il fine della nostra vita è il Paradiso.
Il Paradiso è uno stato di immortalità, di felicità totale in comunione con Dio e fra di noi, nell’immensità divina e dell’universo. È impossibile immaginarlo, ma questa è la Verità sul senso della vita e sul traguardo verso il quale il tempo che passa ci porta.     
Ricordo che mia nonna spiegava che bisogna prepararsi alla morte e al Paradiso per tutta la vita: “La vita è breve, la morte è certa del morir l’ora è incerta, di anima una sola se ne ha, ma se si perde che ne sarà?”. Ho avuto la grazia della fede che non ho mai perso per grazia di Dio; perciò, guardando la mia vita vedo la mano di Dio e, guardando al futuro, vedo la mano che Dio mi tende: “Vieni, servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore” (Matteo 25, 14-30). Penso a chi non ha la fede e mi chiedo cosa possa vedere guardando al futuro.
Camminando nella luce immensa della fede abbiamo un cuore purificato e ci rendiamo conto di quanto miserabili sono i nostri fratelli immersi nelle tenebre e nell’ombra della morte. Essi sono talmente accecati che credono di essere nella verità.           
Ho passato tanti anni a Medjugorje, con i veggenti, affrontando un cammino di fede insieme a loro e una sola persona è scesa dal Cielo ogni giorno: la Vergine Maria Gloriosa. Coloro che non hanno la luce della fede, chi vedono scendere dal Cielo?  
Le argomentazioni sono semplici per dimostrare che c’è l’Aldilà: è un orientamento del cuore che rende felici, dà la forza nella tribolazione e nel momento della morte. Invece, viviamo in una cultura dissacrante che ha ridotto gli uomini in animali che muoiono senza speranza. Siamo vittime di una cultura falsa che ci vuole rendere animali e ridurre a un pugno di fosfati.       
Un rapporto proveniente dalla Russia sui morti nella guerra dell’Ucraina non specifica le cifre, ma vengono definiti “materiale biologico”, come se fossero carne da macello che serve da concime. Questo è il diavolo che si prende gioco di noi.           
La Regina della pace, invece, afferma che: «Soltanto il Cielo è la meta a cui dovete tendere» (Messaggio del 6 novembre 1986). Lottare ogni giorno per andare in Paradiso significa avere la fede, pregare, osservare i Comandamenti e attingere alle fonti di grazia dei Sacramenti.       
In questi tempi vediamo un ateismo di massa che porta alla morte: «perché l’umanità ha deciso per la morte» (25 ottobre 2022). Significa avere una visione della vita che si conclude come un mucchio di fosfati, come materiale biologico maleodorante. Questo è un tipo di vita che il diavolo vuole diffondere a tutta l’umanità, ingannandola. Chi crederà si salverà, chi non crederà si perderà. La morte eterna esiste ed è un vivere senza Dio come si è fatto per tutta la vita sulla Terra.  
Accogliamo l’invito della Madonna di farci guidare sulla via della santità nelle nostre battaglie quotidiane, verso la salvezza della nostra anima. Satana non si accontenta di ridurre l’uomo a un mucchio di fosfati, ma lo porta con sé nel fuoco eterno, dove c’è pianto e stridore di denti.

«Cari figli! In questo tempo di grazia, in cui l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e guidarvi sulla via della santità, satana vuole aggrovigliarvi con la corda dell’inquietudine e dell’odio. Non permettetegli di prevalere ma lottate, figlioli, per la santità di ogni vita umana. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 25 luglio 2025(Con approvazione ecclesiastica)