🙏〽POCO FA NELLA NOSTRA CAPPELLA: IN PREGHIERA DAVANTI LA RELIQUIA DI SAN CARLO ACUTIS ⭐⭐È POSSIBILE ACCEDERE PER LA VENERAZIONE, NEI SEGUENTI ORARI: DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE H.9.00 ALLE 12.00 e DALLE H 14.00 alle 16.00🙏IL SABATO DALLE 9.00 ALLE 11.15🙏🙏 sede centrale di #Erba #Como #Lombardia #radiomaria -via Milano 12 Erba Como-⭐ #carloacutis
13. «Non mi stanco di invitarvi alla conversione» (25 Aprile 2025)
La Regina della pace ha detto che la chiamata alla conversione è il Messaggio più importante di Medjugorje. Anche nella Sacra Scrittura questo tema è molto presente, già dall’Antico Testamento proprio dopo la caduta nel peccato originale e continua lungo tutta la Storia della Salvezza, in modo particolare attraverso la voce dei profeti. Nel Nuovo Testamento, poi, fin dall’inizio della predicazione Gesù delinea la sua missione: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1,15).
La conversione, allora, è il messaggio più importante della Sacra Scrittura e deve essere il compito più importante della Chiesa. Quando la Madonna chiama alla conversione parla come Madre della Chiesa e invita tutti a fare della nostra conversione l’impegno della vita e, nel medesimo tempo, impegna la Chiesa alla missione, a uscire fuori dai suoi limiti e andare in mezzo alla gente e chiamare alla conversione, come hanno fatto gli Apostoli dopo la Pentecoste. La Chiesa è nata proprio quando è disceso lo Spirito sugli Apostoli il giorno di Pentecoste, Pietro poi è uscito dal Cenacolo e ha predicato nella piazza di Gerusalemme parlando di Gesù come Messia, Signore e Redentore, chiamando le folle alla penitenza, alla conversione e al Battesimo. Lo Spirito Santo aveva elargito così tanta grazia che durante quelle prime predicazioni di Pietro si convertirono migliaia di persone. La Storia della Chiesa è stata una predicazione, l’annuncio della salvezza, la chiamata a lasciare gli idoli di questo mondo, a staccarsi dal peccato e tornare a Dio.
L’appello alla conversione è sicuramente urgente nel nostro tempo perché nel momento storico attuale possiamo appurare che i Paesi di antica cristianità hanno abbandonato la fede e la Croce e sono diventati veramente pagani. È un momento in cui abbonda il peccato, tant’è che nei primi tempi delle apparizioni la Madonna chiedeva alla gente di partecipare alla Santa Messa quotidiana, celebrata ogni sera dopo l’apparizione, preceduta e conclusa dal Santo Rosario completo. Raccomandava la partecipazione all’Adorazione, la preghiera in famiglia e la preghiera personale. La gente si lamentava, ma la Madonna è stata inflessibile, invitando i parrocchiani a guardarsi intorno e vedere l’abbondanza del peccato in cui si trova il mondo. La Madonna ci chiama alla preghiera e alla conversione perché il mondo è immerso nel peccato; abbandonando Dio l’uomo si è lasciato catturare dall’ateismo, dal dominio del peccato e del demonio. Tutti possiamo sperimentare il degrado morale che ci circonda e che, a volte, è anche dentro di noi. Satana ci imprigiona, chi fa il peccato ne diventa schiavo.
La Regina della pace fa un quadro preciso di quello che sta accadendo: «satana è forte e ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio» (25 aprile 2024), la sua forza si incrementa nella misura in cui la gente abbandona Dio e vive nel peccato, ma questo lo vediamo dentro e fuori di noi, basta guardarsi intorno per appurare che veramente la quotidianità è cambiata e il male domina. Satana vuole renderci partecipi delle sue ricchezze, cioè la perdizione eterna; il maligno distrugge tutto ciò che c’è di bello e di giusto nel mondo.
In questo contesto, allora, dobbiamo avere il coraggio di vederci come siamo nella luce di Dio, dei dieci Comandamenti e domandarci quanto Dio conta per la nostra vita, se ancora crediamo in lui e lo riconosciamo come Signore, Salvatore, Creatore e Redentore. Domandiamoci se stiamo ascoltando la voce della coscienza che ci indica cos’è il bene e cos’è il male, che rimorde quando facciamo il male e ci approva quando facciamo il bene. La Madonna ci invita a resistere perché la pressione del male è forte, proprio per impedire a satana di prevalere: «In questo tempo di grazia, in cui l’Altissimo mi ha permesso di amarvi e guidarvi sulla via della santità, satana vuole aggrovigliarvi con la corda dell’inquietudine e dell’odio. Non permettetegli di prevalere ma lottate, figlioli, per la santità di ogni vita umana» (25 luglio 2025).
Questo è l’appello che anche noi sacerdoti, come ministri della Chiesa, dobbiamo anzitutto applicare a noi stessi proprio per fortificarci nella fede e per chiamare tutti alla conversione, con umiltà e carità. Non bisogna, poi, ingannare la gente perché di queste cose dovremo rendere conto a Dio; non è vero, ad esempio, che “tanto alla fine ci salveremo tutti”. Gesù parla molto chiaro: se non ci convertiamo, non entriamo nel regno di Dio. Senza conversione non c’è salvezza; sarebbe un inganno terribile pensare che rimanendo nel peccato possiamo salvarci. Chi fa il peccato è schiavo del demonio, è incatenato, è una cosa sola col peccato, è accecato e completamente immerso in una situazione di male. Chi fa il male si assuefà al male al punto da non desiderare nemmeno di esserne liberato. Noi sacerdoti abbiamo il dovere di predicare queste cose che sono impresse nel Vangelo, che la Chiesa continua a insegnare da oltre duemila anni, che i santi hanno testimoniato con la propria vita e che la Madonna non smette di evocare fin dai primi giorni della sua presenza a Medjugorje.
La Regina della pace ha detto che oggi solamente una piccola parte di anime va in Paradiso: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso» (2 novembre 1983).
A Medjugorje la Madonna riprende quello che aveva già detto a Fatima, evidentemente la situazione è peggiorata dal punto di vista del nostro rapporto con Dio: siamo veramente di fronte a un’apostasia generalizzata; solamente un piccolo numero ha mantenuto la fede, crede e ama l’unico vero Dio che si è rivelato in Gesù Cristo. Indubbiamente oggi la conversione è un’urgenza. Prima di tutto dobbiamo convertire noi stessi, altrimenti non possiamo essere credibili. Il cammino di conversione è quotidiano, è continuo, è lungo, è impegnativo, prevede anche delle cadute dalla quali dobbiamo rialzarci; la lotta spirituale continua, però, rafforza e tiene lontano il demonio.
La nostra vita sia un cammino verso Dio, sia una conversione continua cioè una purificazione perpetua dal male che c’è in noi. Dobbiamo estirpare e bruciare le radici del male, rafforzare la fede e l’amore per Dio. In questo modo ci fortifichiamo e diventiamo delle luci, delle speranze per i nostri fratelli, dei baluardi di difesa di cui c’è immensamente bisogno in questo tempo. Satana cerca di spegnere le luci per farci rimanere nel buio totale, ma noi ogni giorno dobbiamo sforzarci di rimanere “accesi”, ascoltare Gesù e la Madonna che hanno fatto della conversione, della lotta al peccato e del cammino di santità il cuore del Cristianesimo, il programma stesso della vita cristiana. Non possiamo lasciare questo che è il cuore del Vangelo e allo stesso tempo il cuore della salvezza per disperderci in tante altre cose che hanno un valore secondario.
Quando vinciamo la grande battaglia spirituale personale e Dio regna nel nostro cuore, tutto il resto viene da sé perché la luce e l’amore del Padre, attraverso Gesù Cristo, ci illuminano e ci fortificano. Diventiamo così quelle persone benedette grazie alle quali il mondo va avanti proprio perché irradiamo l’amore di Dio agli altri.
Ciascuno di noi faccia un esame di coscienza. Chi è in stato di peccato mortale chieda perdono a Dio e si confessi. La salvezza dell’anima è la cosa più importante della vita.
«Cari figli, i venti dell’inquietudine, dell’egoismo e del peccato afferrano molti cuori e li guidano all’inquietudine e alla perdizione. Perciò vi invito, figlioli, ritornate a Dio e alla preghiera affinché possiate star bene nei cuori e sulla terra sulla quale vivete. Vi amo, figlioli e perciò non mi stanco ad invitarvi alla conversione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». (Con approvazione ecclesiastica)
Israele, la liberazione degli ostaggi alle 8 ora locale (le 7 in Italia). Trump: «Guerra finita» Video | «Le loro vite ferme da due anni»
di Davide Frattini e Greta Privitera, inviati a Tel Aviv, Paolo Foschi e Redazione Online
Witkoff: «Grazie a Regno Unito. Suo ruolo fondamentale»
L’inviato americano Steve Witkoff ha ringraziato la Gran Bretagna per il supporto chiave dato agli Usa. «Desidero riconoscere il ruolo fondamentale del Regno Unito nell’assistenza e nel coordinamento degli sforzi che ci hanno condotto a questa giornata storica in Israele», ha scritto in un post su X. «In particolare, desidero riconoscere l’incredibile contributo e l’instancabile impegno del Consigliere per la Sicurezza Nazionale Jonathan Powell», ha aggiunto.
7:59 | 13 Ottobre
Portavoce Casa Bianca: «Una nuova alba in Medio Oriente»
«È una nuova alba in Medio Oriente». Lo ha scritto su X la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt condividendo in un post una foto della vista dal finestrino dell’Air Force One sulla quale sta viaggiando insieme al presidente americano Donald Trump diretto in Israele, dove è atteso intorno alle 8.20. Ecco «la vista dall’Air Force One, mentre il presidente Trump atterrerà presto in Israele. E’ una nuova alba in Medio Oriente», ha scritto Leavitt.
Ministero Salute Israele mobilitato per ricevere ostaggi
Il direttore generale del ministero della Salute israeliano, Moshe Bar Siman-Tov, ha dichiarato che l’intero sistema sanitario dello stato ebraico è mobilitato per accogliere i 20 ostaggi vivi liberati oggi da Gaza, oltre ai corpi degli ostaggi deceduti che saranno restituiti al Paese. «Oltre alla speranza e alla gioia, c’è anche un immenso dolore per le famiglie degli ostaggi che troveranno riposo eterno in Israele», ha spiegato. Siman-Tov ha ringraziato le divisioni professionali del ministero della Salute, gli ospedali, i sistemi sanitari e l’Istituto Nazionale di Medicina Legale Abu Kabir. Ha affermato che il ministero continuerà a fornire «il miglior supporto psicologico possibile all’intera popolazione israeliana».
Germania: «Da stati arabi pressioni su Hamas per disarmo»
Qatar, Egitto, Turchia e altri stati arabi stanno esercitando pressioni su Hamas a Gaza affinché accetti il disarmo, per sostenere il proseguimento dei negoziati di pace con Israele. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri tedesco. «Tutti questi stati non vogliono» che il movimento integralista islamico palestinese «Hamas continui a essere attivo. Vogliono il disarmo e, a questo proposito, abbiamo uno scenario favorevole, perché senza pressioni non funzionerà», ha dichiarato il ministro degli Esteri Johann Wadephul alla radio Deutschlandfunk.
7:53 | 13 Ottobre
1.916 prigionieri palestinesi liberati saliti su bus
I 1.966 prigionieri palestinesi che dovrebbero essere rilasciati da Israele oggi, nell’ambito del previsto scambio tra ostaggi e detenuti nella Striscia di Gaza, sono saliti a bordo di autobus all’esterno dalle carceri israeliane. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Reuters. Tra loro, ci sono 1.716 palestinesi di Gaza che saranno trasferiti all’ospedale Nasser. I 250 palestinesi condannati all’ergastolo in Israele saranno trasferiti in Cisgiordania, a Gerusalemme e all’estero.
Trump assiste a rilascio ostaggi da Air Force One
Il presidente americano Donald Trump ha assistito alla liberazione dei primi sette ostaggi israeliani dall’Air Force One che lo porta a Tel Aviv. «La storia mentre accade», ha scritto la sua portavoce Karoline Leavitt sui social media, insieme a una foto della televisione che sull’aereo presidenziale trasmetteva immagini da Gaza e da Israele.
7:47 | 13 Ottobre
Hamas: «Rispetteremo l’accordo se anche Israele lo farà»
Hamas ha assicurato che rispetterà l’intera di Sharm el Sheikh, a patto che lo faccia anche Israele. «Assicuriamo il nostro impegno sull’accordo e sui relativi calendari, a condizione che Israele li rispetti», si legge in una nota diffusa dai media. «L’accordo che è stato raggiunto è il frutto della fermezza e della resistenza del nostro popolo», si legge ancora nel comunicato delle Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas. «L’occupazione avrebbe potuto riportare la maggior parte dei suoi prigionieri vivi molti mesi fa, ma ha continuato a temporeggiare», si sottolinea.
7:42 | 13 Ottobre
Al Jazeera: «Seconda fase rilascio ostaggi inizierà alle 10»
La seconda fase del rilascio degli ostaggi israeliani ancora in vita a seguito degli attacchi del 7 ottobre inizierà alle 10 locali (le 9 italiane) nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha riportato la tv satellitare araba al Jazeera. In precedenza, erano state liberate sette persone sequestrate da Hamas a Gaza City, nel nord della Striscia. Il movimento integralista islamico palestinese questa mattina dovrebbe rilasciare complessivamente venti ostaggi ancora in vita.
7:36 | 13 Ottobre
Ostaggi Gaza: capo stato maggiore Idf ringrazia esercito
Il capo di stato maggiore delle Idf (Forze di Difesa israeliane), tenente Generale Eyal Zamir, ha tenuto una valutazione con gli alti ufficiali presso il quartier generale militare per gli ostaggi e le persone scomparse, in occasione del rilascio di sette ostaggi. Hamas li ha consegnati alla Croce Rossa, che li trasferirà in seguito nelle mani dell’esercito israeliano. Zamir “ha espresso il suo apprezzamento a tutti gli organi delle Idf per la loro accurata preparazione e ha sottolineato l’importanza di mantenere un elevato livello di prontezza e allerta”, si legge in una dichiarazione dell’esercito.
7:
Hamas ordina ai residenti palestinesi di non diffondere informazioni sul rilascio degli ostaggi
Un sito affiliato ad Hamas ha ordinato oggi ai residenti di Gaza di non condividere online alcuna informazione riguardante il rilascio degli ostaggi detenuti dall’organizzazione islamista palestinese, avvertendo che eventuali violazioni saranno considerate un «pericoloso rischio per la sicurezza» e che i responsabili «saranno chiamati a rispondere». Il sito web «Al Majd», collegato all’apparato di sicurezza di Hamas, ha pubblicato linee guida che vietano la diffusione di dettagli o immagini relative ai movimenti della Unità ombra” – l’unità militare di Hamas che custodisce gli ostaggi – ai loro luoghi di detenzione o agli orari e percorsi dei trasferimenti all’interno della Striscia di Gaza. Secondo fonti di Hamas intervistate dal canale saudita Asharq, il rilascio degli ostaggi ha avuto inizio dopo le 8:00 (le 7 in Italia) in tre località: Gaza City, Gaza centrale e Khan Yunis, nel sud della Striscia. Le stesse fonti hanno confermato che domenica sera si è tenuto un incontro tecnico con il Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc) per coordinare le procedure di rilascio, e che l’organizzazione umanitaria è stata aggiornata sulle condizioni di salute degli ostaggi, che in alcuni casi sono gravi.
Croce Rossa: «Rilasciati primi 7 ostaggi israeliani»
Sono stati rilasciati a Gaza i primi sette ostaggi israeliani che erano dal 7 ottobre 2023 nelle mani di Hamas. Lo ha annunciato la Croce Rossa, a quanto riportano media israeliani.
7:10 | 13 Ottobre
«Liberi tutti, ora», i nomi degli ostaggi letti al microfono: la piazza di Tel Aviv aspetta i suoi figli
(Greta Privitera, inviata a Tel Aviv) Nella piazza degli Ostaggi, a Tel Aviv, migliaia di persone si sono date appuntamento per condividere l’ultimo miglio. Sono 738 giorni che aspettano il ritorno dei loro amati e questi sono gli ultimi momenti di inferno per le famiglie e per le persone di questo paese, da due anni intrappolate nel trauma del 7 ottobre. Qui si grida «liberi tutti, ora». E si guarda lo schermo che mostra le immagini del luogo in cui arriveranno i venti uomini che torneranno in libertà. Dal palco, con il microfono, si leggono i nomi di coloro che verranno liberati. E sul grande schermo posizionato in piazza passano anche le immagini delle famiglie che aspettano al confine con Gaza.
7:07 | 13 Ottobre
Nota scritta a mano di Benjamin e Sara Netanyahu per gli ostaggi: «Bentornati»
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e la moglie Sara hanno scritto a mano un bigliettino indirizzato agli ostaggi rilasciati per salutare il loro ritorno a casa. Secondo quanto riferito dall’ufficio del premier, il bigliettino è contenuto in un kit preparato per gli ostaggi, che contiene tra l’altro abiti, un computer, un cellulare e un tablet. «A nome dell’intero popolo di Israele, bentornati. Vi aspettavamo e vi abbracciamo», si legge sulla nota scritta dal premier e dalla moglie.
7:03 | 13 Ottobre
«Grazie presidente Trump», scritta gigante su spiaggia Tel Aviv
Un enorme cartello di ringraziamento al presidente degli Stati Uniti Donald Trump è esposto sulla spiaggia di Tel Aviv, come mostrato nelle immagini trasmesse da Channel 12. «Grazie», si legge sul cartello, raffigurante la sagoma della testa di Trump sospesa sopra due strisce blu e le stelle di David blu che simboleggiano la bandiera israeliana. La scrittura include anche la parola «casa» in inglese ed ebraico. Trump atterrerà in Israele nelle prossime ore per celebrare l’accordo tra Israele e Hamas per la restituzione dei restanti 48 ostaggi e la fine della guerra. Gli aerei che atterrano in Israele sorvolano spesso la spiaggia di Tel Aviv mentre si avvicinano all’aeroporto Ben Gurion, quindi il presidente potrebbe riuscire a vedere le parole dall’Air Force One.
6:57 | 13 Ottobre
Israele conferirà a Trump la più alta onorificenza civile del Paese
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha dichiarato oggi che consegnerà la più alta onorificenza civile del Paese a Donald Trump, per il ruolo del presidente americano nel garantire il rilascio degli ostaggi da Gaza e nel contribuire a porre fine alla guerra con Hamas. «Grazie ai suoi instancabili sforzi, Trump non solo ha contribuito a riportare a casa i nostri cari ma ha anche gettato le basi per una nuova era in Medio Oriente fondata sulla sicurezza, la cooperazione e una genuina speranza per un futuro di pace», ha dichiarato Herzog in un comunicato rilasciato dal suo ufficio. «Sarà un grande onore per me consegnargli la Medaglia d’onore presidenziale israeliana». Herzog ha affermato che il premio sarà consegnato nei «prossimi mesi» e che informerà Trump della sua decisione durante la visita del tycoon oggi in Israele.
5:27 | 13 Ottobre
Hostages Square prepara la festa per il rilascio degli ostaggi
Centinaia di bandiere di Israele con il nastro giallo divenuto, simbolo della mobilitazione per il rilascio degli ostaggi, e cartelli con i volti dei prigionieri nelle mani di Hamas. Così Hostages Square a Tel Aviv si prepara a vivere il momento atteso da 737 giorni: il rilascio dei propri cari, annunciato dalle autorità alle 8 di mattina (le 7 in Italia). In sottofondo una canzone in inglese ripete «Bring `em home”, riportateli a casa.
5:03 | 13 Ottobre
4:50 | 13 Ottobre
Famiglie degli ostaggi invitate ad avvicinarsi al confine con la Striscia di Gaza
Alcune famiglie che vivono lontano dal sud di Israele hanno ricevuto messaggi di iniziare a dirigersi verso la base di Re’im al confine con la Striscia di Gaza in vista del previsto rilascio dei loro parenti, riportano i media dello Stato ebraico. Secondo l’emittente Channel 12, i rilasci avverranno in due fasi a partire dalle 8 ora locale (le 7 in Italia). Alle 10 gli ostaggi ancora in vita saranno rilasciati da Khan Younis e da altre aree dell’enclave palestinese, riporta il media israeliano.
4:06 | 13 Ottobre
Trump. «Stiamo andando a rendere tutti felici»
«Non so perché hanno fischiato Netanyahu, noi stiamo andando a rendere tutti felici»: l’ ho ha detto Trump ai giornalisti.
3:37 | 13 Ottobre
Folla in piazza a Tel Aviv: «Thank you Trump, thank you Trump…»
Folla in piazza a Tel Aviv in attesa del rilascio degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. Centinaia di persone si sono riunite in Hostages Square in una veglia di preghiera e speranza. Tantissimi i cori di ringraziamento per Donald Trump.
La conversione è la chiamata del Vangelo all’intera umanità perché si penta dei propri peccati e ritorni all’unico Dio, il Dio della pace e dell’amore, che si è rivelato in Gesù Cristo.
La Conversione è anche il messaggio più importante che la Madonna ha dato a Medjugorje e che ha rinnovato instancabilmente in questi decenni di apostasia silenziosa e di rifiuto della Fede e della Croce.
La Chiamata alla Conversione è un grande atto di Misericordia, che mostra come Dio sia paziente e sempre pronto a perdonare i peccatori, perché si abbiano a pentire e si incamminino sulla via della salvezza.
Per pentirsi bisogna aprire il cuore a Dio e ascoltare la sua voce che ci parla dal fondo del cuore. Questo è il primo passo che dalle tenebre ci porta alla luce. Per compierlo occorre umiltà e coraggio e spezzare le catene del peccato con le quali satana ci tiene in schiavitù.
Senza questa risposta rimaniamo prigionieri del male che ci deturpa e ci svuota, indurendo il nostro cuore e rendendolo insensibile ai richiami del Cielo.
È un inganno pensare che si possa entrare nel Regno dei Cieli senza una sincera Conversione. Questo è l’insegnamento di Gesù e della Chiesa, che non è cambiato e che cambierà mai.
La Conversione è dolorosa, perché strappa dal fondo del cuore le radici del peccato, nel medesimo tempo è gioiosa perché Dio ci dona il suo perdono e ci ricolma del suo amore.
La Conversione è la più impegnativa battaglia da affrontare nella vita. Va affrontata ogni giorno senza sosta e con fiducia nell’aiuto di Dio.
È l’unica battaglia che non puoi perdere. Vincendola sarai eternamente felice con Dio e con tutti coloro che hanno risposto al suo amore.