"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Pagina 97 di 155

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul vivere il Paradiso già sulla Terra

Cari amici,

da quando è iniziato il tempo della tribolazione – prima con la pandemia, poi con la guerra –la Madonna ci ha ripetuto più di una volta che se torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti possiamo vivere bene su questa Terra in attesa della vita Eterna.

Questa impostazione, per la verità, è un po’ controcorrente rispetto alla mentalità comune della tradizione cristiana. Sappiamo che tradizionalmente la vita sulla Terra è concepita come una specie di purgatorio. Nella Salve Regina paragoniamo la vita sulla Terra a “una valle di lacrime”. Effettivamente lo è. La situazione umana, dal punto di vista esistenziale è drammatica, tragica perché l’uomo nasce nella sofferenza, nella fragilità, nella prospettiva della morte, in balìa degli eventi della natura, in balìa del male e della cattiveria che sono insiti in lui, oltre che al di fuori.

La condizione umana è davvero una condizione tragica. «Sunt lacrimae rerum» scriveva Lucrezio: la realtà è piena di lacrime. La prospettiva cristiana della Redenzione, ovvero della salvezza della nostra condizione umana, è comunque sempre vista nella luce della Croce. Bisogna, allora, portare ciascuno la propria croce, seguire Cristo Crocifisso e in questa luce l’uomo viene redento dal peccato, che è il male che corrode, distrugge, toglie la pace.

Nel medesimo tempo anche il dolore, la sofferenza fisica e morale, vengono santificate dalla Croce di Cristo e soprattutto la morte cristiana nella prospettiva del Paradiso diventa, nella luce della fede e della preghiera, un abbraccio con Cristo, la porta dell’eternità.

Nella prospettiva cristiana, però, si è sempre insistito sul fatto che anche se su questa Terra siamo infelici, se siamo perseveranti, in Cielo saremo felici. In questa prospettiva ovviamente si sopportava tutto, si soffriva con fortezza e perseveranza. San Francesco diceva: «Tanto è il bene che m’aspetto che ogni pena m’è diletto»

La Madonna ci ha un po’ stupiti perché in diversi messaggi, soprattutto negli ultimi due anni, insiste sul fatto che possiamo essere felici già su questa Terra. La salvezza cristiana, in questa nuova ottica, è qualcosa che si può già vivere nel presente. La Redenzione non deve essere vista solamente in una prospettiva futura, si può già vivere come gioia, come gratitudine.

L’amore di Dio ci sarà dato in pienezza quando saremo in Paradiso, ma già su questa Terra lo possiamo sperimentare anticipatamente. Come? Tornando a Dio e ai suoi Comandamenti!

Dobbiamo allora impostare la nostra vita come cammino verso l’Eternità, camminare con Cristo che percorre la Via Crucis della vita insieme a noi. In questo modo potremo avere già un anticipo di Paradiso su questa Terra.

La Regina ha proprio detto che ritornando a Dio e ai suoi Comandamenti potremo sperimentare già un pezzetto di Paradiso qui su questa Terra.

Pur nel cammino delle prove e del combattimento spirituale che è il pellegrinaggio della vita, possiamo già essere persone felici, persone contente, persone che hanno la pace.

Accogliamo questo invito per vivere la nostra vita in una prospettiva luminosa, con la vera pace nel cuore e colma dell’amore di Dio.

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LA SORTE DELLE ANIME NEI GIORNI DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE – Puntata 17

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla cella interiore riservata a Dio

Cari amici,

Charles de Foucauld ha passato la vita a cercare Dio nel silenzio e nella separazione dal mondo. Lo ha fatto a Nazareth cercando di rivivere la vita nascosta di Gesù, lo ha fatto nella trappa, ma soprattutto in Africa dove trascorreva le giornate nella preghiera, nel lavoro, ha tradotto nella lingua dei Tuareg tante parti della Sacra Scrittura e ha passato la sua vita a cercare Dio ma, appunto, nell’isolamento.

Charles de Foucauld ha vissuto a cavallo tra il 1800 e il 1900 ma molti di coloro che si sono ispirati alla sua spiritualità hanno molto operato anche in questi ultimi decenni, sono stati focolari di spiritualità per tanti. Io stesso sono uno di quelli che ha attinto a questa spiritualità.

Mi sono posto questo interrogativo: è proprio necessario distaccarsi dalle cose del mondo e
avere questo tipo di vocazione eremitica per vivere la comunione con Dio?

Anche Santa Caterina da Siena se l’era chiesto. Quando ebbe la vocazione a “seguire il suo sposo, Gesù Cristo” cercando l’isolamento si era costruita una cella. Questa è una tendenza che accomuna tanti santi, per esempio anche Sant’Ignazio di Loyola era sempre alla ricerca di nuove grotte in cui rifugiarsi nel tempo della conversione. Un giorno Gesù disse a Santa Caterina che avrebbe dovuto costruirsi una cella interiore nella quale Lui avrebbe abitato. Santa Caterina è diventata una protagonista di primaria grandezza nella Storia della Chiesa e questo è stato possibile poiché attingeva luce e forza proprio da quella cella interiore. In quello spazio intimo Caterina si raccoglieva in preghiera e, nonostante avesse una vita impegnata e un seguito corposo di persone che la accompagnava, lì trovava uno spazio riservato al suo rapporto privato con Dio.

Anche noi dobbiamo fare lo stesso, ricavando nel nostro cuore lo spazio per quella cella interiore riservata a Dio.

La Regina della pace ci ha detto che il Padre Celeste si è riservato proprio un luogo segreto dove Lui solo entra e può parlare con noi, si tratta dell’anima. Ogni anima è stata creata per essere abitata da Dio e noi che abbiamo la grazia della fede, se viviamo in grazia di Dio, possiamo essere abitati dalla Santissima Trinità.

Tutti, nessuno escluso, possiamo mettere in pratica quanto Gesù ha indicato a Santa Caterina e creare una cella interiore abitata da Dio e riservata al nostro intimo rapporto con Lui.

Essere nel mondo e adempiere al nostro lavoro e agli impegni quotidiani (i doveri sono servizi al prossimo!) che talvolta sono faticosi e richiedono pazienza, diventa più efficacie e meritorio se fatto in unione con Dio.

Suor Josefa Menendez (autrice del bellissimo libro autobiografico Invito all’amore, di cui Roberta ha fatto una bellissima versione radiofonica per Radio Maria riascoltabile a questo link https://radiomaria.it/trasmissioni/invito-allamore/) racconta nel suo diario che mentre stava lavando il pavimento del convento nel quale si trovava le apparve Gesù. A quel punto le chiede cosa stessa facendo, lei risponde che stava lavando il pavimento. Gesù le risponde che non lo stava facendo da sola, ma insieme a Lui. Dio ci accompagna in ogni cosa che facciamo, se noi viviamo in intima unione con Lui.

Portiamo il Regno di Dio in noi, si irradierà a sua volta intorno a noi.

Iniziamo la giornata cercando Dio, subito. Possiamo farlo con le preghiere del mattino, che dette con il cuore sono un grande nutrimento, ci portano in contatto con Dio, ci portano nella luce soprannaturale per affrontare la giornata, ci infondono la forza per portare avanti la nostra missione. Radio Maria vi accompagna anche in questo, ogni giorno alle 7.

È ben diverso iniziare la giornata con Dio che senza di Lui!

Teniamo poi viva l’unione con Dio durante il corso della giornata con piccole preghiere, brevi giaculatorie che sono come piccole frecce d’amore che arrivano fino ai cuori di Gesù e Maria. Durante il giorno ritagliamo dei momenti riservati alla preghiera di raccoglimento facendo riferimento al fatto che Dio è in noi, abita in noi e irradia in noi la sua pace, la sua luce, ci infonde la sua forza, ci dà il suo coraggio.

Più siamo uniti a Gesù per mezzo di Maria più ci trasformiamo a sua immagine. Questa è la contemplazione nella vita sociale, familiare, lavorativa. Capite bene che tutt’altra cosa vivere in quest’ottica spirituale, rispetto che con lo sguardo rivolto unicamente alle cose terrene. Alziamo lo sguardo verso il Cielo. Dio c’è e abita in noi!

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”    

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Le testimonianze degli ascoltatori nelle trasmissioni di Radio Maria

Radio Maria ha sempre dato importanza agli ascoltatori, non soltanto come uditori o sostenitori, ma come testimoni della fede proprio attraverso i nostri microfoni. Abbiamo promosso la partecipazione degli ascoltatori alle varie trasmissioni impostandole nella quasi totalità in due parti: la prima parte è l’esposizione curata dal conduttore; la seconda è l’intervento degli ascoltatori attraverso le telefonate.

Le telefonate vengono selezionate in base al contenuto e secondo il tema trattato nella trasmissione, in coerenza con quanto esposto dal conduttore. Non mancano, purtroppo, telefonate di disturbatori che vogliono innescare polemiche, insultare e talvolta addirittura bestemmiare. È necessaria quindi una selezione. Una volta che l’addetto al mixer ha appurato che l’intervento dell’ascoltatore è pertinente, viene messo in diretta e il conduttore risponde. Questa è una novità introdotta da Radio Maria. Nessuna Radio lo faceva prima.

Radio Maria manda in onda le telefonate in diretta, da sempre. Questo fa sì che gli ascoltatori diventino protagonisti anche dei programmi, perché con il loro contributo c’è la possibilità di approfondire taluni temi trattati, di aprire il dialogo con il conduttore e di dare una testimonianza.

Personalmente sono convinto che la condivisione delle testimonianze sincere, autentiche, spontanee di conversione che vengono date in diretta dagli ascoltatori faccia molto di più rispetto all’esposizione stessa del conduttore. Innumerevoli anime sono toccate dalle testimonianze dirette fatte dagli ascoltatori.

Esorto sempre tutti i direttori del mondo a non privarsi di questo tesoro che è la testimonianza della vita spirituale che fanno gli ascoltatori, la loro lotta spirituale, le loro sconfitte e le loro vittorie, perché hanno un valore esistenziale che tocca il cuore di chi ascolta e poi è anche trainante, motivante.

È una novità e allo stesso tempo una peculiarità di Radio Maria. Fin dall’inizio è così: le trasmissioni sono sempre state strutturate in questo modo, ovvero divise in esposizione e telefonate in diretta.

Si capisce allora l’importanza delle testimonianza condivise in diretta nel corso di una trasmissione. Una testimonianza autentica, vera, vissuta, arricchisce la Radio in un modo straordinario. Questa è una delle caratteristiche di Radio Maria che la rende unica e inimitabile.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Radio Maria e la professione di Fede cattolica

Uno dei cardini del programma di Radio Maria è quello della fedeltà alla fede cattolica. Radio Maria fin dall’inizio si è posta come obbiettivo l’insegnamento della fede nella sua interezza, ovvero del Credo e di tutte le verità a esso connesse.

Quando uscì il Catechismo della Chiesa Cattolica io stesso ho fatto oltre seicento trasmissioni improntate proprio a esso. Anche nei libri successivi ho fato riferimento a tematiche del Catechismo della Chiesa Cattolica. Nei nostri impegni verso le altre Radio Maria nel mondo abbiamo vincolato il direttore ad avere sempre in Redazione, oltre alla Bibbia, proprio il Catechismo della Chiesa Cattolica e lui stesso deve spiegare la Dottrina della fede nella sua interezza, nella sua totalità. Questa è una costante innanzitutto di Radio Maria Italia che in tanti anni (dal 1987) è stata un’officina indefessa della fede cattolica che abbiamo illustrato con tantissimi conduttori, con tantissime persone preparate. Né in Italia, né nel mondo, abbiamo mai avuto problemi di carattere dottrinale.

Tutti i direttori di Radio Maria si sono sempre attenuti seriamente e convintamente all’insegnamento della fede e questo è avvenuto per la presenza di Maria innanzitutto, perché la fede della Chiesa è la fede di Maria. La Madonna è la Donna della fede, ne è la custode, ne è la sorgente perché per prima ha detto in maniera totale a Dio.

In questi trentacinque anni di attività di Radio Maria, parallelamente all’insegnamento e all’adesione completa alla fede cattolica da parte nostra, si è diffuso l’attacco alla fede, il modernismo, la dissoluzione dei dogmi della fede, le infiltrazioni eretiche all’interno della Chiesa stessa (dalla negazione dell’inferno fino alla negazione della divinità di Gesù Cristo). Mentre la mondanità nega la fede, rifiuta la Croce e introduce un nuovo modo di pensare (ateo e materialistico), Radio Maria continua a portare avanti l’insegnamento, la spiegazione, l’approfondimento delle Verità di fede e la della morale cattolica, tenendo come bussola, sempre, il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Nel documento di Identità di Radio Maria (consultabile nel nostro sito, sezione LA RADIO- CHI SIAMO) c’è, oltre ovviamente alla fedeltà al Magistero, la fedeltà totale alla fede e alla morale cattolica.

Per questo motivo Radio Maria ha una grande responsabilità: la gente deve essere certa che quello che esce dai nostri microfoni corrisponda all’insegnamento della Chiesa. Guai se non fosse così! È successo – pochissime volte, a dire il vero – che un conduttore si prendesse delle licenze. Siccome è responsabilità del direttore vigilare sui contenuti espressi dai conduttori, di conseguenza è suo dovere richiamare e, qualora non fosse sufficiente, sospendere tale conduttore. Radio Maria non si può assolutamente permettere che vengano danneggiate le anime con errori riguardanti la dottrina e la morale.

Questo è quindi un grande merito che Radio Maria si è acquisita sul campo, ovvero la fiducia dei fedeli per quanto riguarda l’insegnamento della fede cattolica. Ovviamente, a questo riguardo dobbiamo essere sempre vigilanti perché sappiamo che il modernismo è un movimento che lavora molto sottoterra, sgretola, corrode, distrugge e, inevitabilmente, fa perdere la fede. È necessario quindi essere molto vigilanti su tutto, è una raccomandazione che faccio sempre ai direttori di Radio Maria nel mondo perché vigilare sulla dottrina è un nostro compito fondamentale. Il direttore di Radio Maria è un guardiano del deposito della fede, inoltre deve saperlo predicare in modo tale che entri nel cuore delle persone affinché lo vivano.

La professione della fede cattolica, la tutela della fede cattolica, la fedeltà alla fede cattolica, la fedeltà al Magistero sono i capisaldi del palinsesto di Radio Maria.

LA SORTE DELLE ANIME NEI GIORNI DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE – Puntata 16

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla presenza della Madonna che porta il Cielo sulla Terra

Cari amici,

il compianto padre Slavko di Medjugorje diceva spesso che il primo messaggio che la Madonna ci dà non lo dà con le parole  ma con la sua presenza. Il solo fatto che la Madonna sia presente, cioè scenda dal Cielo con le apparizioni quotidiane, è un messaggio di primaria grandezza.

Il solo fatto che la Madonna scenda dal Cielo sta a significare che l’Aldilà esiste, il Paradiso c’è veramente.

La Madonna ci porta il Paradiso sulla Terra.

Maria ha raggiunto quella perfezione a cui tutti siamo chiamati, cioè la partecipazione alla gloria di Cristo Risorto a cui possiamo già partecipare attraverso la fede, la preghiera che ci permettono di entrare già nell’eternità, nella comunione con i Santi. La nostra vita è un percorso verso la vita eterna.

La Madonna è già quello che tutti noi saremo quando, alla fine del mondo, risorgeranno i corpi. I nostri corpi saranno immagine delle nostre anime risorte alla vita della grazia.

Il primo messaggio che la Madonna ci dà è che noi viviamo nelle tenebre, nella menzogna. Siamo rinchiusi nella caverna dell’effimero, dell’immanenza, della negazione dell’Aldilà e del soprannaturale. Questo è il mondo nuovo senza Dio che è stato costruito col pensiero unico che è egemone nel mondo.

Proprio per rompere questa prigione nella quale ci siamo rinchiusi rifiutando la fede e la Croce, negando la trascendenza, l’anima e l’Aldilà, la Madonna scende dal Cielo.

La Madonna porta il Cielo sulla Terra rompendo la coltre di oscurità in cui siamo intrappolati.

Il solo fatto che la Madonna, da quarant’anni, tutti i giorni, appare a Medjugorje, apre i cuori alla speranza. Apre una prospettiva radicalmente diversa della vita che viene illuminata così dalla luce dell’eternità.

La Madonna ci invita a tornare Dio, alla preghiera per vivere già qui su questa Terra un pezzetto di Paradiso.        Tornando a Dio e ai suoi Comandamenti la vita si apre alla speranza che dissipa le angosce e i timori per il futuro.         

Chi ha accolto l’invito della Madonna a tornare a Dio e ai suoi Comandamenti già ora sta bene sulla Terra e nel tempo della crisi sarà mani tese, luce che illumina, cuore compassionevole che aiuterà tutti coloro che dovranno passare attraverso la purificazione.

Chi torna a Dio e ai suoi Comandamenti può già sperimentare la pace del cuore.

Lodiamo Dio, ringraziamolo per la grazia ricevuta. Doniamo la pace al prossimo. Preghiamo per conservare salda la fede e distribuiamo il bene e l’amore.

Il bene di chi è già tornato a Dio e ai suoi Comandamenti è un bene celeste, è la pace di Dio.

Chi vive questa pace è una benedizione per tutti. In questo modo possiamo già vivere il tempo della pace e trascinare con noi il maggior numero di anime possibili.

La presenza quotidiana della Madonna non solo ci dice che l’Aldilà esiste, ma anche che Lei ci porta il Paradiso sulla Terra. Possiamo già vivere il Paradiso sulla Terra attraverso la preghiera. Dovremmo vivere le nostre giornate sempre con lo sguardo rivolto al Cielo.

Nella preghiera parliamo con Dio, con Gesù, con lo Spirito Santo, con Maria, con le schiere meravigliose degli angeli e dei Santi.

Nella preghiera alziamo il cuore verso al Gerusalemme celeste alla quale già noi apparteniamo.

Apriamo il cuore a Dio, innalziamo lo sguardo al Cielo. Distogliamo lo sguardo dalle cose terrene che generano solamente affanni e angosce. È il Cielo che porta la pace nei cuori.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”    

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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