Pensiero Spirituale sulla cella interiore riservata a Dio

Cari amici,

Charles de Foucauld ha passato la vita a cercare Dio nel silenzio e nella separazione dal mondo. Lo ha fatto a Nazareth cercando di rivivere la vita nascosta di Gesù, lo ha fatto nella trappa, ma soprattutto in Africa dove trascorreva le giornate nella preghiera, nel lavoro, ha tradotto nella lingua dei Tuareg tante parti della Sacra Scrittura e ha passato la sua vita a cercare Dio ma, appunto, nell’isolamento.

Charles de Foucauld ha vissuto a cavallo tra il 1800 e il 1900 ma molti di coloro che si sono ispirati alla sua spiritualità hanno molto operato anche in questi ultimi decenni, sono stati focolari di spiritualità per tanti. Io stesso sono uno di quelli che ha attinto a questa spiritualità.

Mi sono posto questo interrogativo: è proprio necessario distaccarsi dalle cose del mondo e
avere questo tipo di vocazione eremitica per vivere la comunione con Dio?

Anche Santa Caterina da Siena se l’era chiesto. Quando ebbe la vocazione a “seguire il suo sposo, Gesù Cristo” cercando l’isolamento si era costruita una cella. Questa è una tendenza che accomuna tanti santi, per esempio anche Sant’Ignazio di Loyola era sempre alla ricerca di nuove grotte in cui rifugiarsi nel tempo della conversione. Un giorno Gesù disse a Santa Caterina che avrebbe dovuto costruirsi una cella interiore nella quale Lui avrebbe abitato. Santa Caterina è diventata una protagonista di primaria grandezza nella Storia della Chiesa e questo è stato possibile poiché attingeva luce e forza proprio da quella cella interiore. In quello spazio intimo Caterina si raccoglieva in preghiera e, nonostante avesse una vita impegnata e un seguito corposo di persone che la accompagnava, lì trovava uno spazio riservato al suo rapporto privato con Dio.

Anche noi dobbiamo fare lo stesso, ricavando nel nostro cuore lo spazio per quella cella interiore riservata a Dio.

La Regina della pace ci ha detto che il Padre Celeste si è riservato proprio un luogo segreto dove Lui solo entra e può parlare con noi, si tratta dell’anima. Ogni anima è stata creata per essere abitata da Dio e noi che abbiamo la grazia della fede, se viviamo in grazia di Dio, possiamo essere abitati dalla Santissima Trinità.

Tutti, nessuno escluso, possiamo mettere in pratica quanto Gesù ha indicato a Santa Caterina e creare una cella interiore abitata da Dio e riservata al nostro intimo rapporto con Lui.

Essere nel mondo e adempiere al nostro lavoro e agli impegni quotidiani (i doveri sono servizi al prossimo!) che talvolta sono faticosi e richiedono pazienza, diventa più efficacie e meritorio se fatto in unione con Dio.

Suor Josefa Menendez (autrice del bellissimo libro autobiografico Invito all’amore, di cui Roberta ha fatto una bellissima versione radiofonica per Radio Maria riascoltabile a questo link https://radiomaria.it/trasmissioni/invito-allamore/) racconta nel suo diario che mentre stava lavando il pavimento del convento nel quale si trovava le apparve Gesù. A quel punto le chiede cosa stessa facendo, lei risponde che stava lavando il pavimento. Gesù le risponde che non lo stava facendo da sola, ma insieme a Lui. Dio ci accompagna in ogni cosa che facciamo, se noi viviamo in intima unione con Lui.

Portiamo il Regno di Dio in noi, si irradierà a sua volta intorno a noi.

Iniziamo la giornata cercando Dio, subito. Possiamo farlo con le preghiere del mattino, che dette con il cuore sono un grande nutrimento, ci portano in contatto con Dio, ci portano nella luce soprannaturale per affrontare la giornata, ci infondono la forza per portare avanti la nostra missione. Radio Maria vi accompagna anche in questo, ogni giorno alle 7.

È ben diverso iniziare la giornata con Dio che senza di Lui!

Teniamo poi viva l’unione con Dio durante il corso della giornata con piccole preghiere, brevi giaculatorie che sono come piccole frecce d’amore che arrivano fino ai cuori di Gesù e Maria. Durante il giorno ritagliamo dei momenti riservati alla preghiera di raccoglimento facendo riferimento al fatto che Dio è in noi, abita in noi e irradia in noi la sua pace, la sua luce, ci infonde la sua forza, ci dà il suo coraggio.

Più siamo uniti a Gesù per mezzo di Maria più ci trasformiamo a sua immagine. Questa è la contemplazione nella vita sociale, familiare, lavorativa. Capite bene che tutt’altra cosa vivere in quest’ottica spirituale, rispetto che con lo sguardo rivolto unicamente alle cose terrene. Alziamo lo sguardo verso il Cielo. Dio c’è e abita in noi!

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”