
Autore: Padre Livio Pagina 62 di 155
Pensiero Spirituale sulla Parabola della zizzania

«Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?
Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio» […]
«Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del diavolo, e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come, dunque, si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.
Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!» (Mt 13)
Cari amici,
Gesù si è servito delle Parabole per spiegare alla gente che cos’è il Regno di Dio. Così come nel momento della raccolta, il mietitore estirpa la zizzania per mietere il buon grano, allo stesso modo “Quando il Figlio dell’uomo verrà nel suo splendore, insieme con gli angeli, si siederà sul suo trono glorioso. Tutti i popoli della terra saranno riuniti di fronte a Lui ed Egli li separerà in due gruppi, come fa il pastore quando separa le pecore dalle capre: metterà i giusti da una parte e i malvagi dall’altra”.(Mt 25)
Nel pellegrinaggio sulla Terra il bene e il male si combattono all’interno dei cuori e all’interno della società. Prima di estirparlo, bisogna aspettare che il male si manifesti, che mostri i suoi nefasti frutti e le sue opere malvage. Questo avverrà alla fine della vita di ciascuno di noi e alla fine della Storia.
Nella vita ci troviamo ad avere a che fare con il combattimento all’interno del nostro cuore, dove la grazia semina il bene e allo stesso tempo i semi della zizzania lo infestano e cercano di soffocarlo, se non vengono contrastati.
Noi stessi dobbiamo vigilare affinché nel nostro cuore la zizzania non prenda il sopravvento. Il mondo non è divisibile in maniera assoluta tra buoni e cattivi: ci sono buoni che commettono talvolta peccati e cattivi che a volte fanno cose buone. Non dobbiamo essere troppo severi nel giudicare gli altri, tutti hanno la possibilità di convertirsi e di migliorare. Chi è avanti nel cammino di conversione può aiutare gli altri con la preghiera e con il buon esempio.
Il combattimento spirituale è continuo e certamente faticoso. Con la fede e la preghiera dobbiamo far sì che nel nostro cuore prevalga il buon grano, con il pentimento e la Riconciliazione dobbiamo estirpare la zizzania.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sulla gioia in Dio

Cari amici,
la Madonna ci invita a essere gioiosi in Dio. Negli ultimi messaggi la Regina della pace ha menzionato spesso la gioia. Non si tratta ovviamente di mostrarsi gioiosi, ma di esserlo nel profondo del proprio cuore.
Ci sono tante gioie con cui Dio ha arricchito la nostra vita: quelle quotidiane come la parola buona di un amico e quelle più grandi come diventare genitori ad esempio. Si tratta però di sentimenti passeggeri che non tolgono una tristezza di fondo che è tipica della condizione umana.
Se la vita umana non gode del sole di Dio che la illumina e la riscalda, siamo come una barchetta che vada nell’oceano sballottata qua e là senza meta, la cui unica prospettiva è quella di affondare. Dove non c’è la luce di Dio, la vita è votata alla tristezza. La condizione umana in cui nasciamo – per quanto gli uomini si diano da fare per elevarla col benessere e i progressi scientifici – senza Dio non può sperimentare la vera gioia.
La gioia in Dio è stabile, resiste anche nei momenti di difficoltà. È inutile cercare la gioia senza Dio.
Non c’è gioia senza Dio perché Dio è la fonte della gioia. In quanto Santissima Trinità Dio è eterna comunione d’amore, è sorgente inesauribile di gioia.
«In Cielo c’è la gioia»
(messaggio del 25 maggio 1991)
Chi crede e apre il cuore a Dio, lo accoglie nella propria vita come il Sole che irradia la sua luce e il suo calore, sperimenta la gioia reale. Innumerevoli persone nella Storia del Cristianesimo hanno fatto questa esperienza e innumerevoli persone continuano a farla.
Nella vita di ogni giorno incontriamo persone che, nonostante i problemi e le preoccupazioni, sono serene e gioiose profondamente e rallegrano il cuore degli altri. Si tratta delle persone abitate da Dio.
Come il Sole che al mattino dissipa le tenebre, illumina e scalda le creature, così Dio illumina e scalda i cuori rendendoli gioiosi.
Quando le nuvole offuscano la presenza di Dio nella nostra vita e trascuriamo il nostro rapporto con Lui allontanandoci dalla preghiera, torniamo a Lui, chiediamo perdono dei nostri peccati, affidiamoci al suo amore, inginocchiamoci e mettiamoci in preghiera. In quei momenti le nuvole si dissolveranno, il Sole tornerà a illuminarci e a scaldare il nostro cuore. In quei momenti sperimenteremo la vera gioia in Dio che è un piccolo pezzetto di Paradiso sulla Terra.
Se il Cristianesimo non fosse questa esperienza di gioia della presenza della Santissima Trinità nel nostro cuore, sarebbe già morto mille volte! Il Cristianesimo è indistruttibile perché, grazie alla fede e alla preghiera, gli uomini possono aprirsi alla fonte della gioia che è il cuore di Cristo stesso.
Apriamoci, allora, all’amore di Dio. Lasciamo che la Sua presenza illumini e scaldi le nostre vite. Nella preghiera chiediamo a Dio che ricolmi i nostri cuori di questa vera gioia che solamente Lui può darci.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sul piccolo gregge di Maria

Cari amici,
riflettendo sulla presenza della Madonna a Medjugorje, ci siamo resi conto che c’è una prospettiva ben precisa. La Regina della pace ha scelto una parrocchia con la quale ha acceso una luce che man mano ha attirato sacerdoti, vescovi e tanti pellegrini da ogni parte del mondo. Questa parrocchia ha messo al centro della sua attività la preghiera, la fede, la via della santità, la carità.
La parrocchia di Medjugorje è un modello per tutte le parrocchie del mondo, la Madonna ha voluto accendere questa luce all’interno della Chiesa proprio in un momento di grande crisi e di grandi sconvolgimenti nel modo di concepire il valore della vita umana. In questi anni lo stesso Cristianesimo è stato messo in questione.
In questi quarant’anni Maria ha coperto con il suo manto la Chiesa e i suoi fedeli, ma satana non è stato fermo a guardare. Questa lunga presenza della Regina della pace ha dato molti frutti. Dio combatte sempre nel medesimo modo, ovvero con i piccoli gruppi. Gedeone vinse con soli trecento uomini perché Dio era con lui (Gdc, 7), fu chiaro allora che la vittoria era da attribuire a Dio e non all’esercito. Fra la gente più semplice Gesù scelse gli Apostoli, con dodici pescatori ha conquistato il mondo. Nella storia della Chiesa è sempre così: Dio vince con un piccolo gregge.
La Madonna è qui per costituire questo piccolo gregge di resistenti nella fede cattolica. La Madonna a Medjugorje non ha scelto solamente i veggenti, ha scelto anche la parrocchia.
«Cari figli, io ho scelto in modo speciale questa parrocchia ed è mio desiderio guidarla»
(1 marzo 1984)
Tutti parroci di Medjugorje hanno guidato la parrocchia a servizio della Madonna, facendo tutto ciò che Lei stessa ha indicato. All’interno di questa parrocchia si è man mano costituito il gregge di mariani che hanno risposto alla chiamata della Regina della pace. Questo gregge ha come caratteristica l’integrità della fede, la forza della preghiera, la luce della speranza, l’attenzione alla carità nei confronti degli ultimi.
La Madonna intende fortificare, preparare e guidare questo piccolo gregge verso la vittoria del suo Cuore Immacolato.
Con questo gregge la Madonna entra in quel momento della Storia nel quale l’umanità ha deciso per la morte, ha deciso di fare a meno di Dio.
La decisione è personale e radicale. Ciascuno di noi scelga da che parte stare: se aprire il cuore a Dio e far parte dell’esercito di Maria oppure stare dalla parte delle schiere infernali del principe delle tenebre.
Sta a noi scegliere: l’Amore o l’odio? La pace o la guerra? Il Cielo o gli inferi? La speranza o l’angoscia? La Donna vestita di sole o il serpente infernale?
«Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete
perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù»
(25 luglio 2019)
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
