"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2024 Pagina 69 di 236

Il senso metafisico della Russia

di Stefano Caprio – Asia News – 29 Settembre 2024

Un Forum organizzato dalla facoltà di filosofia della principale università di Mosca dedicato agli avvenimenti del tempo presente in Russia ha espresso posizioni non scontate e univoche. Pur senza criticare apertamente le posizioni del potere dominante, i filosofi dimostrano di non voler rinunciare alla vera dimensione dell’anima russa, quella dell’apertura a tutte le varianti dello spirito

Si è tenuto nei giorni scorsi al Grand Hotel Metropol, tra il teatro Bolšoj e la piazza Rossa, un Forum filosofico internazionale dal titolo “Conoscere il senso della Russia”, organizzato dalla facoltà di filosofia della principale università di Mosca, la “Lomonosov Mgu”, con il sostegno del fondo presidenziale per le iniziative culturali. Gli organizzatori hanno affermato di voler uscire dallo stile delle dissertazioni scientifiche per provare, basandosi sulla tradizione della filosofia russa, a capire gli avvenimenti del tempo presente “in prima persona”. Filosofi, storici e filologi si sono impegnati a confrontare le questioni metafisiche con i problemi pratici dell’attuale politica della Russia.

Non si è trattato semplicemente di una iniziativa di “alta propaganda”, anche se il forum è stato aperto da una serie di pronunciamenti di uomini politici, che usano le categorie filosofiche per giustificare le scelte più ardite e aggressive dell’ideologia militarista e imperiale del putinismo attuale. Su tutti si è imposto il vice-presidente della Duma di Mosca, Petr Tolstoj, lontano discendente del grande scrittore di “Guerra e Pace” e uno dei principali sostenitori della “filosofia del mondo russo” che deve riportare il mondo ai veri valori tradizionali. A suo parere “soltanto chiarendoci tra di noi e dentro di noi, potremo spiegare a tutto il mondo in che cosa consiste la civiltà russa”. Lo Stato deve proporre all’intera società un’immagine compiuta del futuro che ci attende, e i filosofi devono fornire le categorie più adeguate per questo compito.

L’università Mgu, pur essendo l’istituto statale più importante, ha cercato in questi anni di sconvolgimenti di rimanere equilibrata e distante dagli eccessi propagandistici, a differenza di altre istituzioni come l’università umanistica Rggu o la Scuola superiore di economia Vyška, che fino a due anni fa erano le più aperte al dialogo culturale con l’Occidente, per poi trasformarsi in scuole quadri per ideologi del conflitto universale. In particolare, la facoltà di filosofia Mgu ha mantenuto abbastanza integro il gruppo che cerca di conservare il legame con le varie correnti filosofiche della Russia del presente e del passato, evitando di coinvolgersi in progetti e iniziative legate direttamente alla politica. Ora si è voluto stimolarli “dall’alto” a prendere posizione in modo più esplicito, ma il forum ha comunque espresso posizioni non scontate e univoche, riflettendo la molteplicità tipica della vera cultura russa.

La “filosofia russa” in quanto tale, soprattutto nella fase più intensa dei dibattiti ottocenteschi, non si è mai concentrata infatti su posizioni unilaterali. Al contrario, si caratterizza per il confronto e la rielaborazione delle diverse posizioni dell’eredità comune europea e mondiale. Nella divisione classica tra gli “slavofili” e gli “occidentalisti”, i russi partivano dalla rilettura dei più grandi filosofi tedeschi: lo slavofilismo sosteneva la necessità di svolgere fino in fondo l’idea di una “filosofia religiosa” proposta da Friedrich Schelling, mentre i loro avversari si basavano sulle teorie razionaliste di Georg Wilhelm Hegel, con l’inevitabile corso storico verso lo “spirito assoluto” da realizzare con la rivoluzione sociale. Questo rende l’intera cultura russa leggibile da diverse prospettive e in direzioni opposte, a differenza di quanto vorrebbero imporre gli ideologi della Russia attuale nella proclamazione astratta dei “valori tradizionali”.

Così l’importante filologa Tatiana Kasatkina, richiamandosi allo spirito multiforme del grande scrittore slavofilo Fëdor Dostoevskij, ha affermato nel suo intervento che “le attuali élite della Russia non hanno veramente compreso il senso dell’idea russa”. Come insegna la storia dell’impero pietroburghese, già ai tempi di Pietro il Grande le classi aristocratiche erano separate dal popolo, creando per questo una “ideologia di tipo coloniale”, in quanto il popolo stesso veniva disprezzato e considerato barbarico, senza veri contenuti spirituali, e “invece di servire la società, hanno cominciato ad amministrarla dall’alto”, conclude Kasatkina, con evidenti analogie con l’attuale situazione della Russia.

Il filosofo Mikhail Bogatov ha commentato a sua volta il fatto che “mentre pianificano il loro futuro, i russi spesso non tengono conto del ruolo effettivo del proprio Paese, il proprio topos nella realtà universale”. Ciò che ha spesso tormentato la Russia è proprio il tentativo di imporre una visione del mondo che finisce per escludere la Russia stessa, che rimane un “mondo incompiuto” e in sospeso tra altre potenze e altre culture. Spesso questo viene giustificato come il “sacrificio” dei russi in favore degli altri popoli, annullando di fatto sé stessi, e anche questa affermazione sembra confermarsi oggi in dimensioni clamorose. Bogatov osserva che questa contraddizione risulta molto evidente nei nuovi corsi scolastici obbligatori di “Fondamenta della statualità russa”, che a suo parere “sembrano scritti per convincere gli stranieri della grandezza della Russia”, più che per informare adeguatamente gli stessi studenti.

Anche un altro eminente professore di storia, Sergej Perevezentsev, giunge alla conclusione che la politologia russa sembra essere oggi sempre più dipendente da quella anglosassone, ma in forma “difensiva e conservatrice”, lasciandosi dettare le argomentazioni dal dibattito in corso nel “mondo nemico”. I valori tradizionali che la Russia intende difendere non sono i “valori russi”, ma i “contro-valori” rispetto all’Occidente, per distinguersi ammiccando alle fazioni politiche dei vari Paesi del mondo, soprattutto d’Europa e America, che si sentono attratti dall’ideologia sovranista e tradizionalista della Russia, provando una profonda insoddisfazione per i cambiamenti in atto nella società contemporanea.

Il sociologo Sergej Baranov è poi intervenuto su “Civiltà russa come variante originale e sovrana della civiltà dell’Europa orientale, e civiltà attuale del tempo assiale”, cercando di riportare la metafisica sul versante della missione russa. A suo parere “oggi la filosofia ha la possibilità di costruire qualcosa di diverso dalle radici occidentali”, ripartendo anch’egli dalla contrapposizione dei valori, passando “dall’ambito del razionalismo occidentale alla filosofia della pratica super-razionale”, una definizione oscura per incitare a una “rivoluzione spirituale della persona”, e attraverso di essa giungere a un “ordinamento sociale-economico e tecnologico di tipo assiale”, un modo per ribadire la superiorità russa dei valori.

Nelle conversazioni di corridoio con i tanti giornalisti presenti, alcuni partecipanti si sono messi a discutere sul perché gli slavofili si siano concentrati sulla dimensione religiosa, come segno della distinzione della Russia dall’Occidente. Ritornando alle grandi visioni dell’Ottocento, i filosofi tornano alla questione della “gerarchia degli imperi” che distingueva la Russia, che allora proponeva all’Austria e alla Prussia la “Santa Alleanza” di ortodossi, cattolici e protestanti, e oggi risale alle radici religiose dell’Europa con la “operazione militare speciale”.

Il forum era dedicato al 150° dalla nascita di uno dei più grandi filosofi russi, quel Nikolaj Berdjaev che dopo la rivoluzione bolscevica e le guerre mondiali descriveva la situazione del mondo come quella di un “Nuovo Medioevo”. Molte relazioni hanno cercato nel filosofo del “personalismo russo” una ispirazione per capire la Russia e il mondo di oggi, accostandolo a un altro intellettuale il cui anniversario cadeva nei giorni dell’incontro, il filosofo e storico della religione Aleksej Losev, l’unico “pensatore idealista” permesso da Stalin nei tempi dell’ateismo ufficiale. Berdjaev sosteneva l’importanza della libertà e della creatività come elementi essenziali dell’idea russa, in tempi in cui era necessario pensare un mondo nuovo, in cui l’uomo deve cercare di ritrovare il rapporto con il Creatore.

Molti altri interventi hanno cercato di ribadire la potenzialità innovativa e originale della cultura russa, e il decano della facoltà filosofica Mgu, Aleksej Kozyrev, ha concluso affermando che “la relazione tra la filosofia russa e la politica dipende dalla scelta di ciascuno”, il pensiero non deve dipendere dagli obblighi e dalle imposizioni, ma in ogni caso “le valutazioni filosofiche degli eventi non possono ridursi ad affermazioni primitive”. Pur senza criticare apertamente le posizioni del potere dominante, i filosofi russi dimostrano che non vogliono rinunciare alla vera dimensione dell’anima russa, quella dell’apertura a tutte le varianti dello spirito, parlando ciascuno “in prima persona” davanti al mondo intero.

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 117 – UNITA’ DI ANIMA E CORPO

Loading the player...

DOMENICA 26.ma DEL TEMPO ODINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica,

La Domenica è un giorno del Signore, ma noi non ne approfittiamo e il più delle volte lo sciupiamo. In questo giorno benedetto Dio ci apre lo sguardo oltre il nostro cammino nel tempo e ci rivela la meta a cui tendere, la luce dell’eternità beata.

La Domenica è il giorno  in cui incontriamo Gesù con la partecipazione alla Santa Messa e, insieme ai fratelli nella fede, ascoltiamo la sua Parola e ci nutriamo dell’Eucaristia.

Vivendo la Domenica riscopriamo la bellezza e la grandezza della vita, dono di Dio Creatore, impariamo ad apprezzarla e a farne una fonte di  bene per noi e per gli altri.

Nel giorno di Domenica usciamo dalla caverna settimanale in cu i miseri mortali si rinchiudono e entriamo negli spazi luminosi della Gerusalemme celeste, la fonte inesauribile della nostra gioia.

Oggi il vangelo ci propone alcuni insegnamenti di Gesù che la nostra mentalità carnale fa fatica a comprendere, ma che ci rivelano l’abisso incolmabile fra il bene e il male.

Il bene e il male sono inconciliabili così come lo sono Dio da una parte e  satana dall’altra.

Dio è luce, satana è tenebra; Dio è verità; satana è menzogna; Dio è amore satana è odio; Dio è salvezza, stana è perdizioni. Potremmo andare vanti all’infinito con questi opposti incompatibili.

In noi, nella nostra vita, queste realtà sono mescolate e tendiamo al compromesso per farle convivere insieme. E’ per questo motivo che la Regina della pace ha detto che la maggior parte delle anime vanno in purgatorio per purificarsi. Non si può entrare in paradiso con le vesti grigie della tiepidezza.

Per questo motivo Gesù ci chiama, con espressioni che impressionano, a un deciso combattimento spirituale:

Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile.

 E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna.

 E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Queste parole certo non vanno prese alla lettera, ma stanno a indicare che il male va combattuto perché è un veleno che rovina la vita. Al contrario il bene va perseguito con determinazione e costanza perché edifica e rende la vita un albero pieno di frutti.

In altre parole facciamo proprio l’invito della Parola di Dio: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente (Dt 6,5), e il tuo prossimo come te stesso”.

 Qui sta la realizzazione della vita, la sua pienezza, la sua gioia e il suo senso che invano cerchiamo altrove.

Padre Livio


Vangelo

Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 9,38-43.45.47-4

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

💐 Quando la REGINA PAOLA DEL BELGIO visitò gli studi di RADIO MARIA ad ERBA

…Salutò uno per uno tutti noi e pregò con il nostro Direttore P. LIVIO, per il re e il popolo belga, davanti alla statua della REGINA DELLA PACE

⭐Padre Livio in quell’occasione diede in dono alla Regina Paola un Santo Rosario benedetto dalla Madonna.⭐

Tempo dopo Re Alberto ebbe un infarto mentre era in automobile con la consorte Regina Paola.

Proprio nelle vicinanze c’era una clinica religiosa dove fu ricoverato d’urgenza. La Regina trascorse la notte nella cappella pregando col Rosario benedetto dalla Madonna tramite Vicka di Medjugorje.

Re Alberto ritornò presto in buona salute.

Un giorno mi arrivò una telefonata dal palazzo reale di Bruxelles. Era la Regina Paola che insieme al Re Alberto ringraziavano per la guarigione ottenuta dalla Madonna e per il dono della corona del Rosario.

Radio Maria Belgio è una realtà che sta coraggiosamente proteggendo e diffondendo la fede in una società secolarizzata.

Le vie della Regina della pace sono infinite.

Padre Livio

Il Papa a Bruxelles: «In Occidente un cristianesimo di minoranza, bisogna ritornare all’essenziale del Vangelo»

Papa Francesco prega sulla tomba di Baldovino, il re che non volle firmare la legge sull’aborto

di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera 28 Settembre 2024

Francesco ha incontrato vescovi, religiosi e fedeli nella basilica del Sacro Cuore di Koekelberg. «Imparare dalle vittime di abusi a essere una Chiesa che si fa serva di tutti senza soggiogare nessuno»

BRUXELLES, dal nostro inviato –  «Cosa ci fa vedere la crisi? Siamo passati da un cristianesimo sistemato in una cornice sociale ospitale a un cristianesimo “di minoranza”, o meglio, di testimonianza». Papa Francesco si rivolge a vescovi, religiosi e fedeli nella Basilica di Bruxelles, al cuore di quell’Europa che guarda sempre più alla Chiesa con indifferenza, se non con disprezzo. Le colpe del passato hanno la loro parte, venerdì sera il Papa ha incontrato nella nunziatura diciassette vittime di abusi dopo aver ripetuto che «la Chiesa deve vergognarsi e chiedere perdono e fare tutto il possibile perché non succeda più». Ed ora si rivolge alla comunità cattolica con parole che valgono per tutto il vecchio mondo secolarizzato: «I cambiamenti della nostra epoca e la crisi della fede che sperimentiamo in Occidente ci hanno spinto a ritornare all’essenziale, cioè al Vangelo, perché a tutti venga nuovamente annunciata la buona notizia che Gesù ha portato nel mondo, facendone risplendere tutta la bellezza».

Elemento fondante

Le considerazioni del Papa riassumono un elemento fondante del suo pontificato e suonano tanto più significative alla viglia della sessione conclusiva del Sinodo, convocato da Francesco in Vaticano tra il 2 e il 27 ottobre perché la Chiesa rifletta su sé stessa. Non a caso Francesco ha deciso di sottrarre alla discussione sinodale i temi classici di scontro tra conservatori e progressisti e deciso di istituire dei «gruppi di studio» incaricati di approfondire, fino a giugno dell’anno prossimo, il «ruolo delle donne» e le «questioni dottrinali, pastorali ed etiche controverse». Ora spiega: «Il processo sinodale dev’essere un ritorno al Vangelo, non deve avere tra le priorità qualche riforma “alla moda”, ma chiedersi: come possiamo far arrivare il Vangelo in una società che non lo ascolta più o si è allontanata dalla fede? Chiediamocelo tutti».

La crisi

Del resto «la crisi, ogni crisi, è un tempo che ci è offerto per scuoterci, per interrogarci e per cambiare». La crisi che sta vivendo la Chiesa in Occidente «è un’occasione preziosa per essere svegliati dal torpore e ritrovare i sentieri dello Spirito, come è successo ad Abramo, a Mosè e ai profeti». Nel greco neotestamentario si dice kairòs, fa notare, il momento opportuno: «Quando sperimentiamo la desolazione, dobbiamo sempre chiederci quale messaggio il Signore ci vuole comunicare». Proprio questa mattina, dopo aver salutato nella nunziatura alcune autorità della Ue, Francesco è andato a sorpresa in una chiesa di Saint-Gilles per fare colazione assieme ai senzatetto aiutati dalla parrocchia. Si è seduto al tavolo con loro, li ha ascoltati, ha detto: «La Chiesa ha la sua ricchezza più grande nelle sue membra più deboli, e se vogliamo davvero conoscerne e mostrarne la bellezza, ci farà bene donarci tutti gli uni agli altri così, nella nostra piccolezza, nella nostra povertà, senza pretese e con tanto amore. Grazie per avermi accolto tra voi».

Misericordia

Francesco chiede una «conversione ecclesiale» e scandisce la sua riflessione in tre parole, «evangelizzazione, gioia, misericordia». Il ritorno all’essenziale del Vangelo si accompagna alla necessità di esprimerne la gioia, Francesco cita il suo predecessore: «Molto prima di diventare Papa, Joseph Ratzinger scrisse che una regola del discernimento è questa: “Dove manca la gioia, dove l’umorismo muore, qui non c’è nemmeno lo Spirito Santo, e viceversa: la gioia è un segno della grazia”». E poi c’è la misericordia, Bergoglio ringrazia chi nella Chiesa sta vicino alle vittime dei preti pedofili: «Grazie per il grande lavoro che fate per trasformare la rabbia e il dolore in aiuto, vicinanza e compassione. Gli abusi generano atroci sofferenze e ferite, minando anche il cammino della fede. E c’è bisogno di tanta misericordia, per non rimanere col cuore di pietra dinanzi alla sofferenza delle vittime, per far sentire loro la nostra vicinanza e offrire tutto l’aiuto possibile, per imparare da loro a essere una Chiesa che si fa serva di tutti senza soggiogare nessuno. Sì, perché una radice della violenza consiste nell’abuso di potere, quando usiamo i ruoli che abbiamo per schiacciare gli altri o per manipolarli». 

Gli sbagli

Come sempre, Francesco pensa anche ai carcerati: «Ricordiamoci: tutti possiamo sbagliare, ma nessuno è sbagliato, nessuno è perduto per sempre. Quando io entro in un carcere, mi domando: perché loro e non io? Misericordia, sempre misericordia». Alla fine evoca «L’atto di fede» di René Magritte, l’opera del pittore belga che rappresenta una porta chiusa dall’interno ma aperta al centro sul cielo: «Vi lascio questa immagine come simbolo di una Chiesa che non chiude mai le porte, che a tutti offre un’apertura sull’infinito, che sa guardare oltre. La Chiesa che evangelizza, vive la gioia del Vangelo, pratica la misericordia».

Legge omicida

Uscito dalla basilica, Francesco si è recato nella cripta reale, nella chiesa di Nostra Signora di Laeken. Accolto dal Re e dalla Regina, si è fermato a pregare in silenzio davanti alla tomba di Re Baldovino, che nel 1990 si sospese temporaneamente dalla carica per non firmare la legge sull’aborto. Il Papa lo ha elogiato per avere avuto il coraggio «lasciare il suo posto da Re per non firmare una legge omicida». Francesco ha allusa anche all’eutanasia quando ha esortato i belgi, fa sapere la Santa Sede, «a guardare a lui in questo momento in cui si fanno strada leggi criminali, auspicando che proceda la sua causa di beatificazione».

IL LIBRO DEI MESSAGGI DI MEDJUGORJE USATO DAL DICASTERO PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

🟢 In molti ci chiedono informazioni sul libro dei Messaggi della Regina della Pace utilizzato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e mostrato da Sua Em.za il Cardinale Fernández durante la Conferenza Stampa su Medjugorje. 🟠 Eccolo: Autori Livio Fanzaga e Gianni Sgreva – “Medjugorje. Raccolta completa dei messaggi della Regina della Pace.
«Vi supplico: convertitevi!»

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 116 – UNITA’ DI ANIMA E CORPO

Loading the player...

MARIA NELLE ALLUVIONI

Caro Padre Livio

Da tanto tempo non le scrivo.

Voglio condividere con lei una testimonianza.

A quanto troverà in allegato aggiungo:

Scrivo dalla Romagna, precisamente da Faenza, da maggio 2023 al 16 settembre 2024 abbiamo subito 3 alluvioni, tutte molto gravi.

Faenza è stata una delle città più gravemente colpite, ma non solo. 

Tutto il territorio del ravennate e le province di Forlì/Cesena, comprese le zone appenniniche hanno avuto gravi danni in termini economici sicuramente, ma anche di stabilità non solo del territorio ma soprattutto morale.

A Faenza nel maggio 2023, 12mila cittadini sono stati coinvolti nei disastri che l’alluvione ha provocato. Case gravemente danneggiate, raccolti distrutti (la maggiore economia qui ruota attorno alle imprese agricole).

Mentre le colline si sciolgono come burro, le città vengono travolte dalle piene dei fiumi senza dare scampo.

A metà di questo mese l’ennesima catastrofe.

Ora le persone qui sono fortemente demoralizzate, perché si sentono abbandonate dalle istituzioni. 

Questo settembre la pioggia ha fatto danni nuovamente a Faenza (per la terza volta nella stessa zona abitata) dopo 16 mesi dalla seconda alluvione, nemmeno il tempo per rimettere apposto quello che era andato distrutto lo scorso anno.

In tutto questo, solo pochi morti. Dico solo, perché questo disastro ha avuto una portata tale che tutti qui credevano che avremmo contato centinaia di morti.

Questo settembre invece nessun deceduto.

Non aggiungo altro.

Lascio che la foto in allegato sia la vera testimonianza. 

In allegato infatti troverà una foto, le chiedo cortesemente di aprirla e leggere cosa riporta. 

È avvenuto a Traversara, una frazione del comune di Bagnacavallo a pochi chilometri da Faenza. Ci vivono 700 anime, alcune abitazioni sono crollate sotto la violenza dell’acqua, altre sono gravemente danneggiate. Tutta la frazione è stata evacuata, molti abitanti non hanno più casa.

Nessun morto.

Legga il testo che è nella foto.

È sconvolgente. Le chiedo di pregare per questa regione.

Un abbraccio 

Mariapia 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: Il Re della pace (5) – Soltanto Dio (6)

Cari amici, la Nota mette in evidenza che accanto alla denominazione ufficiale che la Madonna ha dato a se stessa come Regina della pace, c’è anche l’attribuzione a Gesù come Re della pace. Lui stesso ha detto nel Natale del 2012: «Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti». Anche in questo caso è apparsa la centralità di Gesù Cristo nei Messaggi di Medjugorje.

Il Re della Pace

8. Al titolo di “Regina della Pace” corrisponde quello di “Re della Pace” attribuito a Gesù:

«Vi invito, cari figli, affinché la vostra vita sia unita a Lui. Gesù è il Re della Pace e solo Lui può darvi la pace che voi cercate. Io sono con voi e vi presento a Gesù» (25.12.1995). «Fra le mie mani ho il piccolo Gesù, il Re della pace» (25.12.2002). «Con grande gioia vi porto il Re della Pace, affinché Egli vi benedica con la sua benedizione» (25.12.2007).

La Nota prosegue mettendo in risalto come i Messaggi abbiamo al centro Dio e Suo Figlio, che molte volte viene chiamato l’Onnipotente. La centratura dei Messaggi della Regina della pace è esattamente quella dell’Ancella del Signore, teocentrica e cristocentrica. L’analisi teologica dei Messaggi esprime la robustezza teologica dell’impianto. Per questo motivo sono stati convalidati nella loro totalità pur distinguendo: quelli che sono di particolare importanza perché sono delle vere e proprie forme di evangelizzazione; quelli che invece vengono dati in circostanze particolari.

Soltanto Dio

9. I messaggi offrono una visione fortemente teocentrica della vita spirituale ed è frequente l’invito all’abbandono fiducioso in Dio che è amore:

«Cari figli, oggi vi invito all’abbandono totale a Dio. Tutto ciò che fate e tutto ciò che possedete, datelo a Dio, affinché Lui possa regnare nella vostra vita come Re di tutto. Non abbiate paura» (25.07.1988).

«Cari figli, oggi vi invito a vivere, nel corso di questa settimana, le seguenti parole: IO AMO DIO! Cari figli, con l’amore voi conseguirete tutto, anche ciò che ritenete impossibile» (28.02.1985).

«Cari figli, vi invito all’abbandono totale in Dio. Tutto ciò che possedete sia nelle mani di Dio. Soltanto così avrete la gioia nel cuore. Figlioli, rallegratevi di tutto quello che avete. Ringraziate Dio perché tutto è un suo dono a voi. Così potrete nella vita ringraziare per tutto e scoprire Dio in tutto, anche nel più piccolo fiore» (25.04.1989).

10. Alla luce di tutto ciò, possiamo riconoscere un nucleo di messaggi nei quali la Madonna non pone sé stessa al centro ma si mostra pienamente orientata verso la nostra unione con Dio:

Come osservava Papa San Giovanni Paolo II, la Madonna è tutta orientata verso Dio. Non può mettersi al centro perché Lei è un tramite, ci chiama a sé per portarci a Dio.

«Ecco, per questo io sono con voi, per insegnarvi ed avvicinarvi all’Amore di Dio» (25.05.1999).

«Vi invito per prima cosa ad amare Dio, Creatore della vostra vita, e dopo riconoscerete ed amerete Dio in tutti» (25.11.1992).

Come ci insegna Gesù, si ama Dio nei fratelli.

«Io sono con voi e intercedo davanti a Dio per ognuno di voi affinché il vostro cuore si apra a Dio e all’amore di Dio» (25.03.2000).

La Gospa è colei che ci insegna ad amare Dio.

«Vi invito tutti a crescere nell’amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera» (25.04.2008).

Queste pennellate meravigliose con le bellezze della natura sono tipiche dei Messaggi di Medjugorje. Maria ne fa una profusione straordinaria. Tutti questi riferimenti li troviamo nella Sacra Scrittura e nei Salmi. Ci sono state delle analisi in cui è stato messo proprio in evidenza come i Messaggi abbiano riverberi biblici. Lei prende la Sacra Scrittura, i Vangeli e li riporta nei Messaggi dando il Suo timbro materno. Dà l’impressione di conoscere perfettamente ogni parola della Sacra Scrittura e molte volte tesse i Messaggi con essa.

«Non vacillate nella fede e non domandatevi il perché pensando che siete soli e abbandonati ma aprite i vostri cuori, pregate e credete fermamente e allora il vostro cuore sentirà la vicinanza di Dio, e che Dio non vi abbandona mai e che è al vostro fianco in ogni momento» (25.12.2019).

Questa è una delle motivazioni più importanti: la preghiera incessante, la quale fa sentire continuamente la presenza di Dio, il Suo amore, non si ha più paura di essere soli o abbandonati. Quando ci sentiamo isolati, con la preghiera ci riavviciniamo a Dio. Questo è il segreto del cammino della vita, con la preghiera sentiamo Gesù e Maria al nostro fianco.

11. Per questa ragione, Maria invita a incontrare Dio che è sempre presente nella vita di ogni giorno:

«Voi cercate i segni e i messaggi e non vedete che Dio vi invita con il sorgere del sole al mattino, che voi vi convertiate e ritorniate sul cammino della verità e della salvezza» (25.09.1998). «Che i campi di grano vi parlino della misericordia di Dio verso ogni creatura» (25.08.1999). «Dio vi vuole salvare e vi manda messaggi attraverso gli uomini, attraverso la natura e attraverso molte altre cose che vi possono aiutare a comprendere che dovete cambiare la direzione della vostra vita» (25.03.1990).

La natura è un libro divino. La Gospa afferma che la presenza di Dio è nel sorgere del sole, ad esempio. Ogni albero, ogni tramonto sono segni divini che ci chiamano alla conversione perché ci chiamano alla presenza di Dio.

Quando siamo sulla strada sbagliata che porta alla perdizione abbiamo davanti a noi molti segni, come il sole del mattino, le messi biondeggianti nel mese di agosto. Dio non ci lascia perire, non ci lascia andare verso l’abisso senza avvisarci, il problema siamo noi che quando Dio ci chiama chiudiamo gli orecchi, come dicono gli spagnoli “sordera bien administrada”.

Questa pagina del documento della Santa Sede ha voluto mostrare che i Messaggi della Regina della pace sono teocentrici. Lei stessa con le Sue parole ci esorta continuamente verso Dio, in particolare verso Suo Figlio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA A CURA DI PADRE LIVIO

Loading the player...

Pagina 69 di 236

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy