Radio Maria mi accompagna e mi aiuta a conservare uno sguardo limpido e libero sul mondo
Buonasera Padre Livio, premetto che l’ascolto da quando avevo 20 anni, ora ne ho 52 e allora come oggi Radio Maria mi accompagna e mi aiuta a conservare uno sguardo limpido e libero sul mondo, cosa oggi molto difficile da mantenere!
Sono rimasta colpita dalla lettera anonima che le hanno scritto riguardo all’attesa della chiesa ortodossa come salvatrice dell’Europa e del mondo.
Rispondo semplicemente che da quella chiesa non ci si può aspettare la salvezza perché si è svuotata di Cristo.
Nostro Signore se avesse voluto sistemare Satana con un intervento politico/militare credo che lo avrebbe fatto al suo primo arrivo sulla terra! Non staremmo qui a parlarne!!!
Penso che certi cattolici non abbiano una Santa volontà di legarsi intimamente a Cristo perché se l’avessero e se fossero realmente uniti anche solo un poco non potrebbero neanche pensarla una cosa del genere.
Un Patriarca che inneggia alla “guerra santa”, che orrore sacrilego che non può che avere odore satanico!
Grazie Padre Livio, prego con la famiglia di Radio Maria per la conversione delle anime.
Caro Padre Livio, seguo con interesse i suoi commenti alla cronaca quotidiana e le sue catechesi e mi trovo sempre più in linea con il suo pensiero. I tempi che ci attendono non saranno assolutamente facili e dobbiamo prepararci con serietà.
Osservo desolata da anni le chiese semivuote, le Messe frequentate da pochi manipoli di persone e le parrocchie sempre più in difficoltà per l’insufficiente numero di sacerdoti. Mi dico che il Signore bada più alla qualità che alla quantità, che in fondo la Chiesa ha avuto origine da 12 poveri uomini e che spetta a noi “rimasti” essere testimoni veri.
Però noto una cosa: le catechesi online hanno spesso moltissime visualizzazioni, specialmente quelle tenute da sacerdoti che, come lei, rimangono fedeli alla dottrina evangelica, accoglienti, ma esigenti. Quelli che non edulcorano il messaggio evangelico, non ne nascondono la radicalità, ma sanno annunciarne la bellezza.
E mi accorgo che i ragazzi ascoltano e seguono i pastori credibili, anche quando chiedono cose totalmente controcorrente per la mentalità del mondo. La mia generazione è cresciuta con San Giovanni Paolo II e di lui ricordo come sapeva travolgerci con la sua fede piena di entusiasmo, come ci sembrava forte e felice, come lo sentivamo penetrato fin dentro ogni fibra dall’Amore di Dio.
I nostri ragazzi oggi sono bersagliati da messaggi di ogni tipo, anche distruttivi e aberranti, e spesso sono talmente “vuoti” dentro (perché i punti di riferimento, i valori veri, questa società nichilista glieli sta togliendo tutti) che si lasciano riempire da qualsiasi cosa. Con sgomento da poco vedevo due ragazze fare incetta di cristalli naturali per le loro supposte virtù terapeutiche e di protezione dal male.
Hanno una sete profonda che cercano di riempire con tutto ciò che sembra bello e buono ma che dentro è vuoto quando non putrido. Satana è davvero maestro di inganni. Ma i primi a caderci siamo stati noi adulti. Ormai praticamente atei o tiepidamente cristiani. Corriamo dietro l’effimero con l’idea che la vita vada “consumata e goduta”, all’insegna di un “carpe diem” svuotato da ogni vero significato.
Siamo terrorizzati dalla sofferenza e sgomenti davanti alla morte come se trovassimo strano che al giorno d’oggi, con tutta la scienza e la tecnologia in cui abbiamo investito, fosse inaccettabile persino ammalarsi e morire.
Ci spaventa l’islamizzazione dell’Europa, ma la verità è che l’Islam non avrebbe attrattiva se noi fossimo realmente un popolo cristiano. Non avrebbe speranze perché niente è più potente del Vangelo. Ma noi non lo viviamo più, non ci appartiene più. E per questo questa Europa è diventata un contenitore vuoto che qualsiasi ideologia di morte può riempire.
La mia speranza sono i giovani che vedo invadere Medjugorje ogni anno per il festival. E i tanti che, in silenzio, la Madonna sta prendendo per mano. Lei trionferà, ne sono certa. A noi il compito di “svegliarci dal sonno stanco delle nostre anime” e combattere con lei.
Uniti nella preghiera
Alessandra
Cara Alessandra,
hai fatto una descrizione reale della condizione di agonia in cui si trova la fede oggi. D’altra parte questa lunga presenza della Madonna ha come scopo quello di risvegliare la fede, indicandoci suo Figlio.
La Chiesa non si rinnova andando al passo del mondo, ma testimoniando Gesù Cristo e il suo Vangelo. Solo una fede convinta e una vita conseguente possono toccare il cuore dei lontani, soprattutto dei ragazzi e dei giovani.
Il Cristianesimo è la pienezza della verità della vita e della gioia. Il mondo cambia se viviamo Gesù Cristo e lo testimoniamo, come hanno fatti gli apostoli e i santi in questi due millenni di storia cristiana.
Stiamo entrando in una fase straordinaria della storia nella quale vedremo la gloria di Maria e il crollo delle torri di Babele. Dobbiamo essere pronti e decisi perché molto dipenderà da noi.
“La Russia sarà cattolica”. Il sogno di tanti convertiti russi dell’Ottocento, come il padre Šuvalov, costituì anche il titolo di un libro che fece scalpore nella sua epoca: La Russie sera-t-elle catholique del padre Ivan Gagarin della Compagnia di Gesù. Ivan Sergeevič Gagarin nacque a Mosca il 20 luglio 1814 da una illustre casata principesca, discendente dai principi di Kiev.
Fu addetto alla legazione russa a Monaco di Baviera e poi all’ambasciata di Parigi, dove partecipò alla vita intellettuale francese, frequentando il salotto di Sophie Swetchine. Sotto l’influenza della stessa Swetchine e di autori come Pëtr Jakovlevič Čaadaev (1794-1856), maturò la sua conversione al cattolicesimo. Il 7 aprile 1842 abiurò la religione ortodossa e abbracciò la fede cattolica, nelle mani del padre Francesco Saverio de Ravignan (1795-1858) che già aveva raccolto la conversione del conte Šuvalov. Ivan Gagarin rinunciava, a 28 anni, non solo ad un brillante avvenire politico e diplomatico, ma alla speranza di poter rientrare in patria.
Nella Russia degli Zar infatti, le conversioni al cattolicesimo costituivano un delitto paragonabile alla diserzione o al parricidio. L’abbandono dell’ortodossia per un’altra religione, anche cristiana, era punito con la perdita di tutti i beni, dei diritti civili e dei titoli nobiliari e prevedeva la reclusione a vita in un monastero o l’esilio in Siberia.
Un anno dopo Ivan, divenuto Jean Xavier Gagarin, sollecitò la sua ammissione nella Compagnia di Gesù e fu ammesso nel noviziato di St. Acheul. Iniziò un periodo di lunghi studi che si conclusero con l’ordinazione sacerdotale e la professione dei voti religiosi nell’ordine di sant’Ignazio di Loyola. Per il padre Gagarin, in cui uno zelo ardente si univa ad una viva intelligenza e ad un’educazione da gran signore, iniziò una nuova vita. Durante la guerra di Crimea, partecipò con il celebre matematico Augustin Cauchy (1789-1857) alla fondazione dell’opera della École d’Orient.
Verso la fine del 1856 fondò la rivista quadrimestrale Études de théologie, de philosophie et d’histoire che diventò la celebre rivista Études. Quando però, nel 1862, la pubblicazione fu rilevata dai gesuiti francesi, subì una trasformazione radicale. Mentre si apriva il Concilio Vaticano I, Études, a differenza della consorella romana Civiltà Cattolica, prese una posizione filo liberale che avrebbe conservato nel secolo successivo.
Il governo russo, che si proponeva di estirpare il cattolicesimo dalle provincie occidentali dell’Impero, considerò il principe Gagarin un nemico da eliminare. Fu accusato di avere scritto al poeta Aleksandr Sergeevič Puškin (1799-1837) delle lettere anonime che lo avrebbero esasperato, spingendolo a un duello in cui avrebbe trovato la morte. Recentemente una giovane storica polacca Wiktoria Sliwowska ha dimostrato che si trattava di una campagna di calunnie organizzata dalla Terza Sezione della Cancelleria Imperiale (L’Affaire Gagarine, Institutum Historicum Societatis Iesu, Roma 2014, pp. 31-72).
La Russie sera-t-elle catholique? Apparve a Parigi nel 1856. In quest’opera, il padre Gagarin si richiama alla solenne bolla di Benedetto XIV Allatae sunt del 26 luglio 1755,con la quale il Santo Padre manifestando «la benevolenza con la quale la Sede Apostolica abbraccia gli Orientali», «ordina che si conservino i loro antichi Riti che non si oppongono né alla Religione Cattolica né all’onestà; né chiede agli Scismatici, che tornano all’Unità Cattolica, di abbandonare i loro Riti, ma solo che abiurino le eresie, desiderando fortemente che i loro differenti popoli siano conservati, non distrutti, e che tutti (per dire molte cose con poche parole) siano Cattolici, non Latini».
Per ricondurre i popoli slavi all’unità – commenta padre Gagarin – bisogna rispettare i riti orientali, chiedere l’abiura degli errori contrari alla fede cattolica, ma soprattutto combattere la concezione politico-religiosa degli ortodossi. Per il gesuita russo, lo scisma ortodosso è in gran parte il risultato del “bizantinismo”, un concetto con cui egli intende la differenza di rapporti tra Chiesa e Stato che esistono nel mondo bizantino e in quello occidentale. Per Bisanzio non esiste la distinzione tra i due poteri.
La Chiesa viene di fatto subordinata all’Imperatore che se ne ritiene il capo, in quanto delegato di Dio sia nel campo ecclesiastico che in quello secolare. Gli autocrati russi, come gli imperatori bizantini, vedono nella Chiesa e nella religione un mezzo di cui servirsi per garantire e dilatare l’unità politica. Questo sciagurato sistema è fondato su tre pilastri: la religione ortodossa, l’autocrazia e il principio di nazionalità, all’insegna del quale sono penetrate in Russia le idee di Hegel e dei filosofi tedeschi. Ciò che si nasconde sotto le parole pompose di ortodossia, autocrazia e nazionalità, «non è altro che la forma orientale dell’idea rivoluzionaria del XIX secolo» (p. 74).
Gagarin intravede la ferocia con cui le idee rivoluzionarie saranno applicate nel suo Paese. Le pagine di Proudhon e di Mazzini appaiono ai suoi occhi gentili ed educate in confronto alla violenza degli agitatori russi. «È un contrasto che può servire a misurare la differenza tra come si comprende in Europa il principio rivoluzionario e come esso sarebbe messo in pratica in Russia» (pp. 70-71).
In una profetica pagina, il padre Gagarin scrive: «più si va a fondo delle cose, più si è portati a concludere che l’unica vera lotta è quella che esiste tra il Cattolicesimo e la Rivoluzione. Quando nel 1848 il vulcano rivoluzionario terrorizzava il mondo con i suoi ululati e faceva tremare la società, estirpandone le fondamenta, il partito che si dedicò a difendere l’ordine sociale e a combattere la Rivoluzione non ha esitato a scrivere sulla sua bandiera: Religione, Proprietà, Famiglia, e non ha esitato ad inviare un esercito per riportare sul trono il Vicario di Cristo, costretto dalla Rivoluzione a prendere la via dell’esilio. Aveva perfettamente ragione; non ci sono che due princìpi uno di fronte all’altro: il principio rivoluzionario, che è essenzialmente anti-cattolico e il principio cattolico, che è essenzialmente anti-rivoluzionario. Nonostante tutte le apparenze contrarie, nel mondo non ci sono che due partiti e due bandiere, Da una parte la Chiesa cattolica innalza lo stendardo della Croce, che conduce al vero progresso, alla vera civiltà, e alla vera libertà; dall’altra si leva lo stendardo rivoluzionario, attorno a cui si raccoglie la coalizione di tutti i nemici della Chiesa. Ora, che fa la Russia? Da una parte essa combatte la Rivoluzione, dall’altra combatte la Chiesa cattolica. Sia all’esterno che all’interno, ritroverete la stessa contraddizione. Non esito a dire che ciò che fa il suo onore e la sua forza è di essere l’avversario incrollabile del principio rivoluzionario. Ciò che fa la sua debolezza è di essere, allo stesso tempo, l’avversario del Cattolicesimo. E se essa vuole essere coerente con sé stessa, se vuole veramente combattere la Rivoluzione, non ha che da prendere una decisione, schierarsi dietro lo stendardo cattolico e riconciliarsi con la Santa Sede» (La Russie sera-t-elle catholique?, Charles Douniol, Paris 1856, pp. 63-65).
La Russia non raccolse l’appello e la Rivoluzione bolscevica, dopo aver sterminato i Romanov, diffuse i suoi errori nel mondo. La cultura abortista e omosessualista che oggi conduce l’Occidente alla morte ha le sue radici nella filosofia marx-hegeliana, affermatasi in Russia nel 1917. La sconfitta degli errori rivoluzionari non potrà essere portata a termine, in Russia e nel mondo, che sotto gli stendardi della Chiesa cattolica.
Le idee del padre Gagarin colpirono il barone tedesco August von Haxthausen (1792-1866), che con l’appoggio dei vescovi di Münster e di Paderborn fondò una Lega di preghiere, chiamata Petrusverein, Unione di San Pietro. per la conversione della Russia. Un’associazione analoga sotto l’impulso dei Padri barnabiti Šuvalov e Tondini nacque in Italia e in Francia. Agli iscritti di queste associazioni veniva raccomandato di pregare per la conversione della Russia tutti i primi sabati del mese.
Il 30 aprile 1872 Pio IX accordò con un suo Breve l’indulgenza plenaria a tutti coloro che, confessati e comunicati, assistevano il primo sabato del mese, alla Messa celebrata per il ritorno della Chiesa greco-russa all’unità cattolica. La Madonna gradì certamente questa devozione, perché a Fatima, nel 1917, raccomandò la pratica riparatrice dei primi cinque sabati del mese come strumento dell’instaurazione del suo Regno in Russia e nel mondo. (Roberto de Mattei)
Cari amici, è importante capire quale fase della Storia della salvezza stiamo percorrendo. Quando Gesù iniziò il viaggio verso Gerusalemme con i suoi discepoli, sapeva che doveva affrontare il culmine della Sua missione. Quello era il Suo tempo particolare, eternamente previsto da Dio, di salvezza universale, ovvero la Redenzione del mondo mediante l’offerta in sacrificio d’amore della Sua vita. San Luca diceva che indurì il viso confermando la totale adesione alla volontà del Padre: “Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli rese duro il suo volto incamminandosi verso Gerusalemme.”(Luca 9,51). Lui aveva capito che tempo stava vivendo: il tempo della Sua ora. Era totalmente sintonizzato con essa, mentre i discepoli erano spaesati e in balia con le cose di questo mondo. In tal modo vennero travolti dalla potenza del male. La grazia di Dio, con quello che avevano ascoltato, ha preso il sopravvento. Non è facile riprendersi dall’abisso del male.
Il tempo viene vissuto in modo diverso da noi e Dio. Il passato, presente e futuro sono di Dio, sono un dono che ci dà e che dobbiamo accogliere dalle Sue mani. Dobbiamo sintonizzarci facendo del tempo lo strumento del Suo servizio, viviamo il tempo al servizio del regno di Dio.
Siamo entrati in un tempo particolare di Dio. Con la vittoria di Cristo nei tre giorni della Passione, Egli ha vinto per tutti e per sempre. Ogni tentativo di satana di riprendere il potere sull’opera della Creazione non ha assolutamente successo, solo satana nel suo accecamento non si rende conto di questo. Quello che Cristo ha vissuto, la Chiesa è chiamata a viverlo nel corso della Storia. In particolare, il Catechismo della Chiesa cattolica dice che nella fase finale è chiamata a rivivere la Passione di Cristo e la sua Risurrezione. Siamo entrati proprio in questo tempo, in cui dobbiamo rivivere la Passione di Cristo dove si ripropone il grande combattimento escatologico fra satana e la Chiesa. Non dobbiamo essere come i discepoli immersi nelle cose di mondo, in una visione molto limitata di messianismo umano e politico. Dobbiamo vivere questo tempo particolare di combattimento escatologico, nel quale è minacciata la sopravvivenza della Chiesa, perché satana cerca di riconquistare quello che ha perso con la Passione di Cristo. Le conseguenze di questo attacco lo vediamo nei soffi di vento di odio, di incredulità, di male sulla Terra. La fede che si dissolve, le chiese che si svuotano, molti che tradiscono, è una realtà che abbiamo sotto gli occhi. Che ci sia un attacco alla fede e alla Chiesa lo si capisce anche dalle parole della Regina della pace: «Il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020).
Siamo coloro che desiderano rispondere alla chiamata della Madonna, che amano la Chiesa, che sono al servizio dell’opera della Redenzione, dobbiamo entrare in questo tempo di grande lotta spirituale, perché questo è il tempo di Dio. Se dovessimo vivere un altro tempo, siamo fuori dalla realtà, siamo spaesati, come foglie secche che il vento spazza via.
Questo è un tempo in cui bisogna mettersi davanti a Dio, capire che della nostra anima siamo responsabili noi stessi. Dio ci ha donato l’intelligenza per capire e la volontà per decidere. Quindi, capire che la salvezza dell’anima è il primo obiettivo. Prepararsi anche ad essere strumento di salvezza per le anime altrui, indossare la armi della battaglia, spogliarsi delle vesti dell’effimero, delle preoccupazioni umane, delle ricchezze che non contano, delle distrazioni, delle zavorre che ci riempiono le tasche. A che serve all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?
Questo è il tempo di Dio nel quale dobbiamo andare all’essenziale. L’essenziale è la salvezza della nostra anima, la disponibilità nelle mani di Dio di essere strumento di salvezza per le anime degli altri, attraverso la testimonianza, la carità e l’eroismo. Questo è quello che dobbiamo fare adesso e per farlo bisogna spogliarsi di tutto ciò che impedisce di camminare, di correre, di operare. Spogliamoci soprattutto delle catene del male, dei vizi che ci imprigionano e ci fanno servi del demonio. Dobbiamo essere nella grazia di Dio, santificante, nella Sua gioia, nella Sua pace, nei disegni e progetti di Dio. Entriamo in un programma quotidiano di realizzazione in modo tale da essere persone delle quali Dio si può fidare, alle quali può dare gli incarichi spirituali, di coraggio, di speranza e del buon esempio.
Entriamo nel tempo di Dio che è quello nel quale viviamo, dove la maggioranza delle persone è fuori. Dio è padrone della Storia, quando si realizzeranno le Sue profezie, le persone che sono fuori da questo tempo o andranno in una crisi totale oppure cercheranno di salvarsi all’ultimo momento.
Il Cielo dice che siamo sull’orlo dell’abisso. Assistiamo come fosse un film e non una realtà al massacro, all’incendio e alla distruzione del mondo nella completa indifferenza. Satana ci ha cloroformizzati, dopodiché ci farà morire con il suo acido di carbonio, un gas inodore e insapore che miete le vittime senza che se ne accorgano.
Non siamo padroni del nostro tempo, il tempo è nelle mani di Dio. Un tempo serio come quello della Passione di Cristo e della Chiesa. È un tempo in cui verranno svelati i pensieri dei cuori, quelli che teniamo nascosti, si vedrà chi non ama Dio, chi crede e chi non crede, chi ha i fiori nei cuori e chi ha i serpenti velenosi.
Sintonizziamoci con il tempo di Dio nell’umiltà e nel silenzio, giorno e notte. Arringhiamo e speroniamo le nostre anime immortali.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”
La terribile visione che la Madonna ha mostrato a Kibeho si è purtroppo realizzata. Perché dunque dubitare dei segreti di Medjugorje?
Carissimo Padre Livio, stamane ho sentito, come sempre, il commento alla stampa da lei fatto (preceduto da un pensiero spirituale stupendo… come sempre), e la lettura teologica (cronaca della storia) degli avvenimenti nel mondo odierni.
Ha parlato dell’ecatombe avvenuta nel 1994 in Africa. La Madonna é apparsa, come lei ha ricordato, per ammonire e chiamare alla conversione queste popolazioni che avrebbero visto massacri inauditi a colpi di machete, che non hanno risparmiato nemmeno bambini e neonati e sacerdoti. Persino la cittadina di Kibeho ha visto una carneficina di decine di migliaia di persone, uccise persino all’interno di una Chiesa. Una delle tre veggenti, Marie Claire, è stata uccisa con suo marito.
Appena lei é entrato in questo argomento mi é venuto in mente qualcosa che mi ha scosso dentro., ossia: Se in Africa la Madonna é apparsa dove si é consumata tale tragedia, é possibile, secondo lei, che i 10 segreti contengano (”ti ho mostrato molte cose terribili…” ha detto la Madonna a Mirjana) qualcosa di simile? Massacri di massa perpetrati contro cristiani, sacerdoti, vescovi, cattolici e il Papa? …
La mia é una domanda Padre. Non una affermazione. Però non so’, ma come un lampo, appena lei ha parlato di questi fatti avvenuti in Africa mi é venuto questo pensiero. Però cosa succederà realmente é difficile prevederlo. Solo il terzo segreto di Fatima ci apre uno spiraglio su ciò che potrebbe accadere e realizzarsi tra non molto durante i 10 segreti di Medjugorje.
Ce’ da far tremare i polsi ma…” tutto posso in Colui che mi da’ forza”…San Paolo. Grazie infinite Padre Livio.
Paolo
Caro Paolo,
Quello che mi preoccupa è che dopo questa lunga presenza della Madonna a Medjugorje, con tutto quello che Lei ha fatto per la Chiesa, con i messaggi, le profezie realizzate e la rivelazione che in parte conosciamo sui dieci segreti, un velo di incredulità si va estendendo fino a negare le stesse apparizioni, che pure continuano, e a gettare discredito sui veggenti, tanto che la Madonna nel messaggio di Febbraio ha parlato apertamente di “zizzania” che ha preso molti cuori e li ha resi sterili.
Questo mi fa temere che non ci saranno sconti e che quello che è stato rivelato ai veggenti accadrà, come è avvenuto a Kibeho, dove la realtà ha superato di gran lunga l’immaginazione.
Come è avvenuto a Kibeho, sarà la stessa località di Medjugorje a sperimentare per prima la realtà dei segreti e serviranno a poco le dighe dell’incredulità per fermare i disastri.
Noi però restiamo saldi nella fede e preghiamo giorno e notte, perché il potere è di Dio, benché gli uomini stoltamente lo rivendichino per se stessi. La Madonna è stata chiara: “«Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifesterà. Ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosità. Questo, prima del segno visibile, è un tempo di grazia per i credenti. Perciò convertitevi e approfondite la vostra fede. Quando verrà il segno visibile, per molti sarà troppo tardi» (23 dicembre 1982).
Alla fine ognuno raccoglierà quello che ha seminato: La sua salvezza o la sua rovina.
Pensiero spirituale su “l’Arca di Noè che è la Chiesa cattolica”
Cari amici, un sito cattolico presenta la “Santa Russia” come l’Arca di Noè che salva il mondo. Siamo di fronte a uno spettacolo che spaventa e scandalizza una parte notevole dei cattolici europei e americani. Presi dalla secolarizzazione abbandonano la barca di Pietro e vagano senza Dio e speranze. Ci sono coloro che si illudono di trovare delle arche con le quali stare a galla, ma si accorgono che non riescono.
Satana ha avuto la capacità di attaccare la Chiesa cattolica, la visione di Leone XIII diceva che Dio aveva permesso a satana di attaccare la Chiesa per un secolo ma non l’avrebbe distrutta. Non c’è dubbio che la Chiesa sia sotto attacco da secoli in Europa da parte delle ideologie anticristiane che si sono susseguite. In particolare, con la Rivoluzione francese e poi con le ideologie del male – come le ha contrassegnate San Giovanni Paolo II – nazismo, comunismo e il nuovo totalitarismo. Sono ideologie che si presentano come nuove salvezze, in alternativa al Cristianesimo. Sono ideologie del male anticristiche, come dice il Catechismo della Chiesa cattolica l’impostura anticristica: da una parte è il rifiuto della verità cristiana, che è la salvezza che viene da Cristo e dalla Croce; dall’altra è l’illusione che l’uomo può darsi la salvezza da solo. La salvezza dai flagelli che colpiscono la natura umana: il peccato e la morte.
Quando non si prega e non si percorre una retta via, ci mancano le radici e diveniamo come canne al vento che satana spinge ovunque. La Madonna nel tempo della guerra di Bosnia, quando molti cristiani cattolici si sono fatti prendere dall’odio etnico, ha detto «Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore» (25 marzo 1992). Sta succedendo la stessa cosa anche oggi. In questi decenni abbiamo visto un abbandono da parte di una popolazione consistente, prima di tutto in Occidente. Vi è stato un abbandono della fede, della Croce e della Chiesa da parte di quelle generazioni che hanno voluto le Rivoluzioni culturali, sessuali ma che non hanno una guida, un pastore.
La Chiesa è indistruttibile perché è fondata su Gesù Cristo, è vivo, presente veramente nell’Eucarestia, con la sua Parola, con il suo Spirito. La Chiesa è un prolungamento di Gesù, è il Cristo diffuso e comunicato. Chi perde la fede in Gesù Cristo rendendolo un uomo, perde anche la fede nella Chiesa che da strumento soprannaturale di salvezza diventa una associazione catalogata come tale dalla Costituzione europea. Viene svuotata da ciò che è la sua anima.
Molti hanno abbandonato la Chiesa cercando altre salvezze, la Madonna li definisce pecore che vagano senza Dio, senza amore e senza speranza. Non ci sono altre salvezze, non c’è nulla che non sia affetto dal male, fragile, instabile.
Siamo in un mondo che permette nuovi messianismi, ovvero grandi entità che divinizzano se stesse e propongono la loro salvezza. Lo fa l’Occidente rifiutando il Cristianesimo e proponendo una salvezza di tipo anticristica; lo fa la Russia con una forma di messianismo dove lei stessa punta al dominio del mondo perché è la “stirpe eletta”, porta la salvezza perché è “Santa”, porta la verità; così lo sono anche gli altri potentati mondiali, che sono forme di messianismo terreno che si esprimono nei loro linguaggi e nei loro modi di porsi. Competono o si alleano tra di loro per il dominio del mondo. Questa è la competizione che c’è oggi nel mondo, per affermare se stessi, per sconfiggere gli altri.
L’unica possibilità di salvezza in un mondo come il nostro – dove pur di dominare sono pronti all’Armageddon – si può vedere solo nella Chiesa cattolica. Non esistono altre Arche di Noè oltre alla Chiesa cattolica. C’è un solo timoniere che guida l’Arca, Pietro.
Se noi abbandoniamo la Chiesa, veniamo annientati e prediamo ogni possibilità di salvezza. “Extra Ecclesiam nulla salus” cioè “Fuori dalla Chiesa non c’è nessuna salvezza” è talmente vera che si può vedere che c’è solo la Chiesa fra le aggregazioni affidabili nel mondo. È in grado di testimoniare e offrire una salvezza radicale, che riguarda una natura umana ricomposta nella sua bellezza e grandezza. È Cristo stesso, risorto e presente in lei, vincitore del male e della morte, Re dell’universo e della Storia, la cui Parola e presenza è viva nell’Eucarestia, che ci dona in abbondanza lo Spirito nei Sacramenti, che ci guida, ci guarisce, ci fortifica, ci sostiene, ci porta alle soglie della vita eterna. Non c’è altro.
Le altre religioni sono asservite a progetti politici, sono strumenti di dominio nel mondo. Non sono strumenti per uscire dalla caverna nella quale siano nati e moriamo senza speranza se non abbiamo il dono della fede. Una religione così complessa e interessante come l’induismo viene usata dalla politica per farne uno strumento di dominio umano. Come nel Cristianesimo in Russia; come l’Occidente e la nuova religione del darwinismo, l’evoluzionismo, il materialismo, l’ateismo.
Questo è un quadro caotico generale nel quale noi abitiamo. In questo mare in tempesta c’è una sola barca che rimane a galla, quella di Pietro. È l’unica Arca di Noè che porterà nel mondo nuovo della pace, che ci protegge dagli inganni, dagli attacchi del male, dai malfattori e dal principe del male di questo mondo.
Nel colloquio con la fede vediamo Cristo, la Sua grazia, la sua Parola, il Suo perdono, vediamo Lui che è la Via, la Verità e la Vita, è la Resurrezione, la vita eterna. La Chiesa con tutti i suoi doni, la Sacra Scrittura, l’Eucarestia, i Sacramenti, il Matrimonio è una reggia meravigliosa. Noi l’abbiamo abbandonata come fosse una caverna inabitabile.
Ascoltiamo gli appelli della Regina della pace che ci invita a ritornare a Dio e a suo Figlio, alle fonti di grazia che sono i fondamenti della Chiesa, ritornare alla Santa Messa, ad ascoltare la Parola di Dio.
Siamo come pecorelle smarrite, cadute in un burrone, ferite dai lupi e adesso abbiamo l’umiltà di tornare. Chi non è sull’Arca di Noè o sulla barca di Pietro, nel tempo dei Segreti sarà difficile che si salvi. Adesso è il tempo di grazia per tornare alla casa di Dio Padre, che è la Chiesa cattolica.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”