DOMENICA 21. MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria buona Domenica,
ringraziamo il Signore risorto per questo giorno benedetto e viviamolo come Lui desidera, nella preghiera e nella gioia, partecipando alla celebrazione della Messa e ricevendo con la Santa Comunione il pane della vita eterna.
Il Vangelo di oggi ci presenta la professione di fede di Pietro a Cesarea di Filippi, quando l’apostolo ha riconosciuto in Gesù il Cristo, il Figlio del Dio vivente.
La divinità di Gesù Cristo è il cuore della fede cristiana, per cui non è cristiano chi riduce Gesù a un semplice uomo, per quanto eccelso per sapienza e santità.
In tutta la Sacra Scrittura, nell’Antico come nel Nuovo Testamento, non vi è una simile professione di fede. Persino Mosè ed Elia, persino S. Giovanni il Battista, per quanto grandi, sono solo una voce al suo confronto, mentre Gesù è il Verbo eternamente generato dal Padre, fonte di Verità e di Grazia per l’uomo di tutti i tempi.
Il fatto che Gesù, in tutto il tempo della sua missione, abbia indicato se stesso come Dio e come fonte unica di salvezza, ha scandalizzato e scandalizza i superbi, ma ha ricolmato di gioia gli umili, anche in questo tempo di negazione della Verità e di rifiuto della Fede e della Croce.
Gesù riconosce nelle Parole di Pietro l’elezione del Padre celeste e per questo gli dice le parole che non passeranno: “Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa…. A te darò le chiavi del regno dei Cieli”.
Si tratta di una promessa divina che Gesù ha mantenuto fino ad ora e la manterrà fino al suo ritorno. Una promessa che non riguarda solo la persona di Pietro, ma anche i suoi successori.
Essi avranno una assistenza divina particolare perché sia preservato il Cuore della fede cattolica, la divinità di Gesù Cristo, tutte le sue parole e la sua opera mirabile di salvezza.
Per quanto siano violenti gli assalti del maligno, le porte dell’inferno non prevarranno, perché non mancheranno mai quelli che credono, che amano e che danno testimonianza.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,13-20
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Parola del Signore





LA PREGHIERA DEL CUORE
Di Padre Livio Fanzaga
il 26 Agosto 2023
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
COMMENTO AL MESSAGGIO DEL 25 AGOSTO 2023
Cari amici, nel suo messaggio la Madonna rinnova l’invito a pregare col cuore. Si tratta di una delle tematiche più ricorrenti fin dai primi tempi delle apparizioni
Il Cuore nella Sacra Scrittura è il centro spirituale e morale dell’uomo, dove si realizza il suo incontro con Dio e dove vengono prese le decisioni fondamentali della vita.
Il Cuore come l’Anima ritornano frequentemente nei messaggi della Madonna, in particolare nelle sue esortazioni a cercare Dio nella preghiera.
Infatti, è aprendo il cuore alla preghiera che l’uomo esce dall’ambito della sua finitezza, per elevarsi oltre se stesso “verso il Cielo” dice la Madonna.
Questo itinerario deve essere costante e animato dallo spirito di disciplina spirituale, perché “la carne non prega” osserva l’apostolo Paolo.
In questa ricerca di Dio nella preghiera bisogna andare oltre l’effimero che ci appesantisce, le false luci che ci seducono, gli inganni con i quali il demonio ci devia.
La preghiera del cuore comporta un vero e proprio combattimento spirituale, per fare emergere dal profondo di noi stessi il desiderio di Dio, la sete del suo amore, il bisogno del suo perdono, la nostalgia della santità perduta.
La Madonna sa che si tratta di una via stretta e in salita, ma ci esorta a perseverare fino a che “il nostro cuore senta il Dio di amore”.
Senza questa esperienza intima di Dio come potremmo affermare di essere credenti? Come potremmo testimoniare la gioia della fede e la salvezza che viene dal Cuore trafitto di Gesù?
Con la preghiera del cuore, nella quale ci abbeveriamo alla fonte eterna dell’amore, le anime malate guariscono dalle loro infermità e quelle morte riprendono miracolosamente a vivere.
In questo tempo in cui “l’umanità non vuole Dio e per questo va verso la perdizione”, la Madonna ci invita a cercarlo e a sperimentarlo.
In questo modo la nostra testimonianza può arrivare laddove invece della luce ci sono le tenebre. Invece della vita c’è morte, invece dell’amore c’è l’odio e invece della speranza c’è la disperazione.
Vostro Padre Livio