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Chi farà l’annuncio dei segreti, in quale luogo e attraverso quali mezzi di comunicazione?
Ciao,
ascolto sempre volentieri tutte le trasmissioni di Radio Maria e ieri ho sentito in macchina quel passaggio bellissimo in cui dicevi che L’Italia avrà un ruolo fondamentale durante il periodo dei segreti anche per le profezie di diversi mistici connazionali del passato.
Quando penso agli eventi di Medjugorje, credo che in base agli annunci che verranno dati ognuno di noi dovrà essere pronto a lasciare anche le proprie case ed i propri beni tipo la fuga in Egitto della Santa Famiglia.
La domanda che sto per farti può suonare come assurda e paradossale, ma la formulo proprio per avere una risposta da te. Sappiamo che la libertà del diavolo è limitata dal potere di Dio che permette che il tentatore abbia una certa libertà, ma sempre comunque condizionata e ben controllata dall’Onnipotente.
Quando Padre Peter o chi per lui, visto che alcune volte hai affermato che potrebbe anche essere addirittura il Papa l’annunciatore dei segreti, proclamerà tre giorni prima il luogo dell’evento e cosa accadrà da chi sapremo questo?
Dovremo noi ascoltatori di Radio Maria cercare di fare da cassa di risonanza per tutti gli altri? Al maligno sarà permesso di cercare di disturbare le indicazioni vere con le sue tipiche del falsario? Grazie in anticipo per la tua risposta.
Michele da Lodi
Caro Michele,
I tuoi interrogativi sono pertinenti ma, a mio giudizio, le cose non sono ancora chiare.
Innanzi tutto riguardo al Sacerdote che annuncerà i segreti: Mirjana ha confermato che per Lei è padre Peter, ma ha anche detto che alla fine deciderà la Madonna.
Inoltre rimane aperto l’interrogativo se, trattandosi di un Sacerdote, sarà necessario un via libera dell’Autorità ecclesiastica.
Per quanto riguarda il luogo ritengo che sia Medjugorje, ma dove? In Chiesa, sulla collina delle apparizioni, o comunque in un luogo significativo del posto?
Teniamo presente che, prima dell’annuncio, nessuno è al corrente di nulla e quindi non ci dovrebbe essere una presenza di pubblico.
Una volta dato l’annuncio, bisognerò diffonderlo. Credo che in questo caso la versione ufficiale della Parrocchia nelle diverse lingue sia necessaria, come per i messaggi della Madonna.
A questo punto i vari mass media interessati, in primis Radio Maria, diffonderanno quanto rivelato.
Ma il vero problema sarà quello di una comunicazione saggia e responsabile, che illumini e guidi la gente nei tre giorni che precedono l’evento.
A questo riguardo sarà molto importante quello che dirà l’Autorità ecclesiastica.
Ave Maria
Padre Livio
di Roberto de Mattei– 23 Agosto 2023
Corrispondenza Romana
La mattina di domenica 2 agosto 1903 iniziava nella Cappella Sistina del Vaticano il terzo scrutinio per eleggere il successore di papa Leone XIII. Il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, ex-segretario di Stato del defunto pontefice, poteva contare sulla maggioranza dei voti e si apprestava ad essere eletto, quando il cardinale Ian Puzyna, arcivescovo di Cracovia, chiese la parola e, a nome di Sua Maestà Apostolica Francesco Giuseppe, Imperatore d’Austria e Re d’Ungheria, dichiarò di opporre il veto di esclusione contro la sua candidatura. Il veto di esclusione, abolito dopo questo conclave, era un antico privilegio riconosciuto, oltre che all’Impero austriaco, ai regni cattolici di Francia e di Spagna. L’elezione di Rampolla naufragò e la sera di lunedì 3 agosto, al settimo scrutinio, il patriarca di Venezia Giuseppe Sarto, venne eletto Papa con il nome di Pio X. Il nuovo Pontefice pregò il segretario del conclave mons. Rafael Merry del Val di rimanere al suo fianco come segretario di Stato. Sotto la loro guida, per undici anni, la Chiesa cattolica conobbe una delle epoche più feconde della sua storia, interrotta da un altro evento imprevedibile: l’uccisione dell’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914.
Quella domenica mattina l’arciduca e sua moglie arrivarono a Sarajevo, capitale della Bosnia, e salirono a bordo di un’autovettura scoperta, imboccando il lungofiume Appel per raggiungere il municipio al centro della città. Un primo attentatore entrò in azione lungo il percorso affollato di gente, ma la bomba mancò l’obiettivo ed esplose sotto la macchina successiva, ferendo diversi degli ufficiali che vi si trovavano. L’arciduca invece di lasciare immediatamente la zona a rischio, rimase ad assistere alle cure prestate ai feriti e ordinò che il corteo di auto continuasse fino al municipio per svolgere la cerimonia. Poi la fila di automobili lasciò il palazzo e attraversò nuovamente la città, ma l’autista sbagliò strada e si trovò di fronte all’osteria nella quale uno degli attentatori, Gavrilo Princip si stava ubriacando. Il cospiratore si trovò inaspettatamente a pochi metri dalla sua vittima e due colpi di rivoltella scatenarono la Prima guerra mondiale. I cannoni cominciarono a tuonare in Europa e san Pio X, con il cuore schiantato dal dolore per la catastrofe, venne a mancare il 20 agosto 1914.
Il veto del cardinale Puzyna, come l’assassinio dell’erede al trono austriaco, furono fatti imprevedibili che cambiarono il corso delle vicende umane. L’imponderabile fa parte della vita degli uomini, come ognuno di noi può testimoniare anche con la propria esperienza personale. L’imponderabile, l’imprevedibile, è ciò che non può essere previsto e programmato dagli uomini. Esso esiste, fa parte della nostra vita, ma non è il caso. Il caso, che è l’assenza di significato degli eventi, non esiste. Tutto ciò che accade, infatti, nella nostra vita e in quella dell’universo intero, ha un significato. Solo Dio conosce il significato di ogni cosa, e solo Lui attribuisce a ogni cosa il suo significato, ma la storia come afferma san Bonaventura, nasconde in sé luci e intelligenze spirituali.
Può succedere che eventi apparentemente imprevedibili non lo siano, perché organizzati da forze occulte che cercano di dirigere la storia, ma spesso anche questi eventi hanno conseguenze impreviste, perché solo Dio è il padrone della storia e per quanto l’uomo si affanni a governarla, non riesce mai nel suo intento.
Centoventi anni dopo l’elezione di san Pio X, il caos in cui siamo immersi è l’esito ultimo di un processo rivoluzionario che ha origine remote e un suo dinamismo plurisecolare. Mons. Jean-Joseph Gaume (1802-1879) individuava l’anima di questo processo nel nichilismo. «Se, strappando alla Rivoluzione la maschera, le chiederete: Chi sei? essa vi dirà: Io sono l’odio per ogni ordine religioso e sociale che l’uomo non ha stabilito e nel quale egli non è re e Dio insieme. Io sono la filosofia della rivolta, la politica della rivolta, la religione della rivolta: io sono la negazione armata (nihil armatum); sono la fondazione dello stato religioso e sociale sulla volontà dell’uomo al posto della volontà di Dio! In una parola sono l’anarchia, perché sono Dio detronizzato e l’uomo al posto di lui. Ecco perché mi chiamo Rivoluzione, cioè rovesciamento».
L’anarchia planetaria è voluta dalle forze rivoluzionarie per distruggere in radice l’ordine naturale e cristiano. Questo disordine non è limitato al piano politico e sociale, ma oggi si estende al modo di essere e di pensare degli individui, provocando contraddizioni, irrazionalismo e squilibrio nel pensiero e nei comportamenti. Chi ha le massime responsabilità di governo, sul piano, politico od ecclesiastico, non sfugge a questo processo di destabilizzazione psicologica che moltiplica l’imponderabilità degli eventi.
Le forze rivoluzionarie cercano oggi di dominare il processo che hanno generato affidandosi agli algoritmi dell’intelligenza artificiale, ma ogni tentativo di questo genere è destinato al fallimento. La matematica può, sulle base di calcoli, costruire rappresentazioni convenzionali del mondo, ma è incapace di comprendere la natura metafisica della realtà. La scienza degli algoritmi non serve a capire il mondo e non cancella l’imponderabilità del futuro.
La nostra previsione di un’imminente conflagrazione bellica non si fonda sulle scienze matematiche, ma sulla logica, che ci dice che la violazione pubblica e sistematica della legge morale porta con sé la distruzione globale. Nessuno può prevedere però dove e come scoppierà il conflitto. Allo stesso modo è la logica a dirci che, se la Chiesa ha sempre conosciuto grandi scismi ed eresie, nell’epoca di apostasia liquida in cui siamo immersi, c’è da aspettarsi l’esplosione di una miriade di scismi e di conflitti al suo interno, anche se non si può prevedere quale sarà l’evento che li farà detonare in maniera visibile.
L’uso della logica però non è sufficiente senza l’esercizio della fede. Dio, infatti, come osserva il padre Calmel, si manifesta negli avvenimenti storici, ma a condizione che portiamo nei nostri cuori quella luce soprannaturale che li trascende e li giudica.
Centoventi anni dopo l’elezione di san Pio X, la sua prima enciclica E supremi apostolato, del 4 ottobre 1903, proietta sulla nostra epoca confusa la luce soprannaturale necessaria a comprendere gli eventi contemporanei. Mirando le funestissime condizioni in cui versava il genere umano, Pio X affermava: «Chi non scorge che la società umana, più che nelle passate età, si trova ora in preda a un malessere gravissimo e profondo che, aggravandosi ogni giorno di più e corrompendola in ogni fibra la conduce allo sfacelo? Voi comprendete, o venerabili Fratelli, quale sia questo morbo: l’apostasia di Dio alla quale è inesorabilmente associata la rovina, secondo le parole del Profeta: “Ecco, coloro che si allontanano da te periranno” (Salmi 72, 27).
Ma nessuno sano di mente – aggiungeva san Pio X – può mettere in dubbio l’esito della battaglia condotta dai mortali contro Dio. È concesso infatti all’uomo, che abusa della propria libertà, di violare il diritto e l’autorità del Creatore dell’universo; tuttavia è da Dio che dipende sempre la vittoria: ché anzi è tanto più prossima la sconfitta, quanto più l’uomo, sperando nel trionfo, si ribella con maggiore audacia». Con questa fiducia nella Divina Provvidenza e per l’intercessione di san Pio X, cerchiamo di discernere e di affrontare con coraggio l’imponderabile che ci aspetta.

Pensiero Spirituale sul male, il dolore e la morte
Cari amici, dal dopoguerra l’Occidente ha proposto una visione della vita che supera il Cristianesimo, elimina Dio, nega l’esistenza dell’anima immortale e l’uomo sarebbe un prodotto della materia. Siccome la scienza si occupa della materia, dovrebbe risolvere i nostri problemi. Ma sono corbellerie! Non si può ridurre l’uomo alla pura materia! L’uomo è ben altro, l’uomo è molto di più.
La grande menzogna del mondo d’oggi è proprio la riduzione dell’uomo a materia e quindi affermare che la scienza è in grado di risolvere tutti i problemi dell’uomo. È vero che c’è un ramo della scienza che è benefattore dell’umanità perché ha permesso di curare le malattie e di incrementare tutti quei mezzi con i quali, se fossimo persone rette, potremmo sfamare tutta l’umanità. Sicuramente la ricerca scientifica ha portato dei risultati che, se fossero moralmente orientati, potrebbero eliminare alcune piaghe dell’umanità come la malattia e la fame. Questo è da riconoscere, ma nel medesimo tempo sappiamo che la scienza non guidata dalla morale sta diventando uno strumento di annientamento, abbruttimento e degradazione del genere umano.
La vita umana sulla Terra è una tragedia esistenziale e questo lo riconoscono perfino gli atei. L’ateismo del dopoguerra eliminava Dio e nel medesimo tempo mostrava l’assurdità della vita sulla Terra. Tutto il filone culturale del dopoguerra che si è sviluppato in Europa e ha avuto riferimenti in tutto il mondo, è un ateismo tragico, nega l’esistenza di Dio a partire dal dolore del mondo.
La condizione umana è devastata dal peccato, dalla cattiveria. Dentro di noi siamo disposti a questa tendenza di distruzione interiore ma anche rivolta verso gli altri. La prima malattia della condizione umana è il peccato, la cattiveria dell’uomo, l’odio che l’uomo è capace di nutrire, la sua violenza, il suo disprezzo, la sua tracotanza, la sua invidia, il suo inganno. Nell’uomo c’è un qualcosa di distruttivo che lo rende infelice e rende infelice anche gli altri. Che cosa leggiamo sui giornali se non le devastazioni quotidiane del male?
La condizione umana è segnata dalla cattiveria umana. Che cosa può fare la scienza nei confronti della cattiveria umana? Il male è dentro tutti. È una potenza devastante che è in noi.
L’altro aspetto tragico è il dolore del quale la condizione umana è segnata. Il dolore ha molte sfaccettature, non è solo fisico ma riguarda anche gli affetti per la perdita di persone care ad esempio. Che cosa può fare la scienza nei confronti di questo? Nulla! Quando viene a mancare un figlio improvvisamente a causa di un incidente, ad esempio, che cosa può fare uno psicologo per alleviare quel dolore devastante?
La morte è un’altra condizione esistenziale umana per cui la scienza non può fare nulla. La vita è un’esistenza che procede ineluttabilmente verso la morte ed è una duplice morte, non è solo quella fisica ma è anche quella delle motivazioni, della capacità di amare, la riduzione di noi stessi a degli ectoplasma.
Questa è una potenza devastante che è entrata nel mondo a causa del peccato originale. “Morirai” è una punizione divina perché Dio ci aveva dato il dono dell’immortalità e Adamo, peccando, lo ha perduto.
Questa è la condizione umana, è segnata dal dolore, dal male e dalla morte. È innegabile. Questi problemi esistenziali non possono essere omessi, nascosti, non possiamo fare finta che non ci siano, ci sono eccome e certamente non possono essere risolti dalla scienza. Non ci si può non riconoscere creature bisognose di un Padre Celeste. L’uomo da solo non può salvarsi.
Il grande inganno del nostro tempo è quello di aver diffuso la credenza che senza Dio si vive meglio.
La Regina della pace ci invita a stare attenti alle seduzioni di satana e a seguire Gesù sul Calvario. «In questo tempo di grazia Satana vuole sedurvi e voi, figlioli, guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario, nella rinuncia e nel digiuno».
Lungo la via del Calvario troviamo la soluzione ai problemi esistenziali della vita, della natura umana, della nostra esistenza qui sulla Terra e che ci sono da sempre, da quando esiste l’uomo. Sono i tipici interrogativi della condizione umana: perché il male? Perché il dolore? Perché la morte? La scienza non ha risposte per questi interrogativi, se non illusorie.
Solo in Dio troviamo le risposte.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
“Ogni tentativo di silenziare Medjugorje è destinato a fallire”

Carissimo Padre Livio,
sono un ragazzo che segue la “Lettura cristiana della cronaca e della storia”, in particolare le sue riflessioni su Medjugorje.
In questi gironi mi sono imbattuto nel web in un personaggio (nome e cognome)… che da molti anni demolisce quella che lui chiama una truffa diabolica.
Le argomentazioni che presenta mi sono apparse documentate e le confesso che sono entrato in crisi.
Lei, caro Padre, non ha mai avuto dei dubbi o delle perplessità sulle apparizioni della Regina della pace?
Un caro saluto
Marco.
Caro Marco,
proprio in questi giorni è uscito in Francia un libro che dice le medesime cose e con lo stesso titolo.
Non ti deve meravigliare che “il menzognero” faccia il suo lavoro di demolizione di quanto la Madonna costruisce.
Satana teme Medjugorje più di qualsiasi altra cosa, perché segnerà la sua sconfitta e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Credere a Medjugorje è innanzi tutto una grazia straordinaria e chi l’ha avuta deve stare attento a non farsela rubare dal diavolo.
Personalmente ho creduto a Medjugorje prima ancora di andarci nel 1985. Appena ho sentito quel nome mi è sobbalzato il cuore.
La Madonna mi aspettava in Chiesa non appena sono arrivato.
Nella mia lunga frequentazione (che ho raccontato in diversi libri, in particolare “Perché credo a Medjugorje”) non ho mai avuto dei dubbi,
ma al contrario la mia convinzione si è rafforzata a contatto con la realtà quotidiana della popolazione e dei veggenti.
Io credo serenamente, con gioia e con fermezza, senza fanatismi e rispettando chi non ha la grazia di credere.
D’altra parte sono decine di milioni le persone che, rispondendo alla chiamata, sono andate pellegrine e Medjugorje, in particolare molte decine di migliaia di Sacerdoti.
Anche molte insigni personalità della Chiesa credono alle apparizioni di Medjugorje, non solo S. Giovanni Paolo II, ma anche non pochi Cardinali e Vescovi.
“Ogni tentativo di silenziare Medjugorje è destinato a fallire” ha detto una volta un veggente in occasione di un anniversario.
La “Gospa” è qui per vincere la sua grande battaglia contro la serpe infernale e la vincerà col nostro aiuto.
Ave Maria
Padre Livio

19. Solo la madonna può donarci un futuro
Dall’inizio delle apparizioni, nel lontano 1981 fino ad oggi, la storia umana ha preso una accelerazione impressionante e la società si va radicalmente trasformando di giorno in giorno. Il mondo di ieri sembra un reperto archeologico rispetto a quello attuale e nessuno è in grado di prevedere come sarà quello di domani. Nel frattempo si sono evaporati le mode, i miti e le chimere della nostra generazione, mentre il nuovo che sta nascendo promette poco di buono. L’orizzonte della storia si popola di fantasmi inquietanti, mentre la celebrazione delle “sorti progressive” ha ceduto il posto agli scenari apocalittici.
Le speranza umane si sono rivelate false e ingannatrici, non avendo saputo mantenere quello che avevano promesso. Il loro posto è stato preso dalla paura del futuro e dall’ansia angosciosa di un esito catastrofico del cammino umano. L’umanità ha smarrito gli ideali, le certezze e la strada da percorrere. Senza la fede in un Dio salvatore, ha perso la fiducia in se stessa,
L’ industria della morte moltiplica i fatturati e prepara la fine della storia e dello stesso pianeta. Quella che sembrava un’accelerazione stupefacente del progresso, si rivela una macchina che è sfuggita di mano e che nessuno non è più in grado di controllare. L’uomo che si è proclamato dio al posto di Dio, dimostra di essere quello che dice di essere: un discendente della scimmia.
Nessuno non è più in grado di garantire qualcosa che non sia una promessa scritta sulla sabbia. L’uomo non ha più in mano né il suo presente, né il suo futuro. La torre di Babele che ha costruito non ha le basi per reggersi in piedi. Il male e la morte, quelli che il mondo nuovo senza Dio doveva eliminare, sono diventati i padroni spietati di una vita senza luce e senza speranza.
In tutto questo periodo, durante il quale io velo della menzogna e della morte è calato sul mondo, Medjugorje è divenuto sempre più attuale ed è là che rivolgono la sguardo gli uomini smarriti, in cerca di una salvezza che solo il cielo potrebbe donare. A chi rivolgersi se non a Maria nel momento in cui la tenebra si fa sempre più fitta e l’ombra della catastrofe incombe sempre più minacciosa?
Da quando la Madonna ha fatto la sua prima apparizione sulla collina, la sua luce non ha fatto che dilatarsi e le sue parole profetiche hanno illuminato il cammino e riacceso la speranza. Anche quelli che hanno risposto alla chiamata facevano fatica a comprendere i materni ammonimenti rivolti a un mondo presuntuoso, che voleva mettere se stesso la posto di Dio: “Dio mi manda a voi per amore, per aiutarvi a capire che senza di Lui non c’è né futuro, né gioia, ma soprattutto non c’è salvezza eterna” (25 – 04 – 2016).
Non è la prima volta che la Madonna non viene ascoltata, neppure da chi dovrebbe riconoscere la voce della Madre. A Fatima aveva dato all’umanità la possibilità di evitare la seconda guerra mondiale, se avesse preso la via della conversione. Ora è qui per preservarci da una catas
La strada ampia e suadente che satana ci ha messo davanti, è divenuta una trappola dalla quale è impossibile uscire. Ogni giorno più ci rendiamo conto che per il nostro mondo “non c’è né futuro, né gioia, né salvezza eterna”. Che fare? C’è qualcosa che gli uomini possano fare per il futuro dell’umanità? C’è una via di uscita dal labirinto nel quale stiamo inutilmente vagando? Ci sono parole che non siano quelle dei venditori di illusioni?
Non c’è nessuna strada che porti l’umanità sulla terra ferma. Non c’è nessuna promessa che possa essere mantenuta. Non c’è nessuna fatica che porti a un qualche risultato. La menzogna presenta i suoi conti e sono i più tremendi che la storia abbia mai messo sul tavolo. Che resta all’uomo senza Dio se non brindare con l’ultimo bicchiere mentre la nave su cui viaggia è avvolta dalle fiamme?
L’unica via uscita per salvarsi è quella che gli uomini non vogliono vedere, non vogliono sentire e non vogliono prendere neppure in considerazione. E’ quella che la Regina della pace ha indicato fin dal principio, quando, per l’ultima volta, è venuta a chiamare l’umanità alla conversione. Ora che la torre di Babele traballa, ora che su “Babilonia la grande“ si sta per abbattere la condanna divina, che faranno gli uomini?
Si getteranno sul capo la polvere, gridando, piangendo e gemendo? (Cfr Ap 18, 19). Avranno il coraggio di seguire il “nuovo Mosè” inviato dal cielo, che aprirà le acque del mar Rosso per portare l’umanità in salvo? Chi seguirà la Regina che è scesa in campo per la battaglia decisiva?
Per un mondo che muore un altro sta nascendo nascosto nell’intimo dei cuori. In tutti questi anni, mentre l’orgoglio umano costruiva la sua fine, la Regina della pace seminava il Regno che verrà e indicava la via per un nuovo futuro. Con pazienza ha bussato alla porte dei cuori, ha chiamato i piccoli e gli umili, ha preparato i suoi apostoli. Sono loro la speranza del mondo, quelli che aprono il varco verso l’unica via che porta alla salvezza.
Ora, come il seme di grano che marcisce sotto terra, sono disprezzati e perseguitati, soffrono e piangono, la resistono e lottano. Ad essi dice: “So che per voi è difficile, perché attorno a voi vedete sempre più tenebra. Non abbiate paura, non siete soli: io sono con voi! “ (02 –03 03 – 2016).
Ogni giorno comprendiamo di più quale dono immenso sia la presenza della Regina della pace per il futuro dell’umanità. Per lungo tempo si è ritenuto che “le apparizioni che non finiscono mai” fossero qualcosa di inutile e persino di fastidioso. Ora la Chiesa stessa guarda a Medjugorje come a un faro di speranza in un passaggio decisivo della storia.
Volenti o nolenti l’umanità dovrà ascoltare gli ammonimenti della Madre e prendere le decisioni conseguenti. Siamo giunti al momento culminante della lotta del drago contro la Regina e ogni giorno che passa rende Medjugorje sempre più credibile, sempre più necessario.
Qualcuno potrebbe obbiettare: “Ma non basta la Chiesa a salvare il mondo? Non è forse in essa che Cristo è presente fino alla fine dei secoli? Non è forse alla Chiesa che è stata promessa la vittoria contro le porte dell’inferno? Che bisogno c’è di questa lunga serie di apparizioni, se la rivelazione è compiuta?
Sono le obiezioni della presunzione, proprie di chi non conosce la missione che Dio ha affidato a Maria nella storia della salvezza. Lei infatti è l’Ancella del Signore, la Madre della Chiesa e dell’intera umanità, la Donna scelta da Dio per umiliare la superbia dell’angelo ribelle. Lei è qui, inviata da Dio, perché gli uomini ritornino a Lui.
E’ qui per indicarci colui che è la Via, la Verità e la Vita. E’ qui per ricordare a una generazione di cristiani sbandati che Cristo risorto è la salvezza del mondo e che solo con Lui avranno un futuro di pace. In un mondo su cui è calata la tenebra dell’incredulità, l’inviata dall’Onnipotente è qui per indicarci la luce vera, Gesù Cristo, Figlio di Dio e unico Salvatore del mondo:
“Cari figli la mia venuta a voi è per voi un dono del Padre Celeste. Per mezzo del suo amore vengo per aiutarvi a trovare la via verso la verità, a trovare la via verso mio Figlio. Vengo a confermarvi la verità. Desidero ricordarvi le parole di mio Figlio. Egli ha pronunciato parole di salvezza per il mondo intero, parole d’amore per tutti, l’amore che ha mostrato col suo sacrificio.
Anche oggi però molti miei figli non lo conoscono, non vogliono conoscerlo, sono indifferenti. A causa della loro indifferenza, il mio Cuore soffre amaramente. Mio Figlio è sempre stato nel Padre. Nascendo sulla terra, ha portato la Divinità, mentre da me ha assunto l’umanità. Con lui la Parola è giunta in mezzo a noi. Con lui è giunta la Luce del mondo, che penetra nei cuori, li illumina, li ricolma d’amore e di consolazione…Perciò, figli miei, apostoli miei: ascoltatemi! Lasciate la vanità e l’egoismo.
Non vivete soltanto per ciò che è terreno, materiale. Amate mio Figlio e fate sì che gli altri vedano il suo volto attraverso il vostro amore verso di lui. Io vi aiuterò a conoscerlo il più possibile.” (02 – 03- 2016).
Sono queste le parole della speranza e della responsabilità che la Madre rivolge ai suoi figli ovunque nel mondo. Guai a noi se rimarranno inascoltate.

Pensiero Spirituale sulla presenza di Maria Regina
Cari amici, quelle di Medjugorje sono le più importanti apparizioni della Madonna in questi duemila anni di Storia della Chiesa, sia per la durata che per la eco.
A Medjugorje è presente Maria Regina della pace e la pace è l’annuncio fondamentale del Vangelo. Quando è nato Gesù gli angeli hanno cantato: “Gloria a Dio nell’alto dei Cieli e pace in Terra agli uomini amati dal Signore”. Quando Gesù è apparso agli Apostoli dopo la Resurrezione ha salutato dicendo: «Pace a voi». La pace divina è la riconciliazione degli uomini con Dio in modo tale che gli uomini siano veramente fratelli fra di loro, figli del medesimo Padre, figli nel Figlio, figli in Gesù Cristo.
La presenza di Maria Regina della pace è un grande dono di Dio. Come accade spesso, i grandi eventi di Dio nella Storia iniziano sempre silenziosamente e procedono attraverso i sacrifici, le persecuzioni, il cammino della Croce come ci ha insegnato Gesù. Tuttavia, la lunga presenza di Maria Regina della pace è stato un cammino fruttuoso perché, a mio giudizio, ha dato alla Chiesa un aiuto inatteso, straordinario.
Mirjana, nel suo libro autobiografico Il mio cuore trionferà, dice che lo stesso Papa Giovanni Paolo II avrebbe chiesto alla Madonna di venire in aiuto in modo straordinario. Secondo testimonianze di persone vicinissime a Woytjla, la Madonna avrebbe ascoltato la sua preghiera e possiamo ben dire che la presenza di Maria a Medjugorje ha creato i presupposti per la caduta dell’Impero sovietico, per la libertà dei popoli e delle Chiese dell’est europeo in particolare quella polacca. C’è questa prospettiva attraverso la quale vediamo che la Madonna è qui come Regina, come Colei che in nome di suo Figlio combatte contro l’angelo ribelle che vuole mettersi al posto di Dio. L’angelo ribelle voleva mettersi al posto di Dio in Cielo, è stato precipitato sulla Terra e adesso vuole mettersi al posto di Dio sulla Terra.
La Madonna è qui nel momento in cui satana è sciolto dalle catene e tenta il grande assalto all’opera della Creazione e della Redenzione. Il piano di satana è chiaro, vuole distruggere il mondo e brama di portare quante più anime possibili all’inferno.
Celebrando la festa odierna di Maria Regina, non dobbiamo soltanto guardare al Cielo ma anche sulla Terra. Questo evento straordinario e decisivo per la Storia umana (in cui opera la Storia della Salvezza) culmina proprio nel momento in cui l’umanità è al bivio e cammina sull’orlo della perdizione eterna. Satana sta scardinando i cuori con l’odio. È dilagante e tangibile la volontà di potenza e di dominio, l’orgoglio è sanguinario, il veleno di Lucifero scorre nelle vene di chi vuole distruggere il mondo pur di prevalere. Dobbiamo avere il coraggio di pregare per queste persone ma anche di respingere le ideologie della potenza, del dominio al posto di Dio. Così come si disprezza satana, dobbiamo disprezzare tutti quelli che lo seguono. Non le persone in quanto tali per le quali dobbiamo avere Misericordia, ma in quanto portatori di ideologie che sono quelle del totalitarismo umano al di sopra di tutto.
Il diavolo vuole regnare al posto di Dio, il piano è tangibile. Abbiamo la grazia immensa della presenza della Regina della pace che è qui per realizzare il suo piano di salvezza e come sappiamo il suo Cuore Immacolato trionferà.
Umilmente, in ginocchio davanti alla Croce, chiediamoci: chi può salvarci?
Negli ultimi decenni, la società che era basata su princìpi religiosi, ha abbracciato la secolarizzazione, la scristianizzazione e la paganizzazione. Dal dopoguerra in poi l’umanità ha rifiutato Dio e si è ribellata a Cristo. I risultati di questa scelta sono sotto gli occhi di tutti. In questo quadro di catastrofe spirituale che può portare alla distruzione del pianeta sul quale viviamo attraverso la guerra e tutte le altre conseguenze di una civiltà presuntuosa, non c’è alcuna via di salvezza. Ci sarà la grande seduzione di una salvezza umana, ma sarà l’ennesimo inganno satanico che non avrà nulla di vero. Sarà un fantoccio di salvezza.
L’unica vera salvezza concreta è quella che non vediamo ma c’è ed è la presenza della Regina della pace.
A mio parere questa presenza che viene ignorata è uno scandalo. La voce divina non viene ascoltata, la predicazione del Vangelo viene irrisa. È terribile constatare che questo viene fatto non solamente per mano dei non credenti, ma anche dei credenti. La Madonna stessa ha fatto il bilancio: «Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito» e ha aggiunto «Perciò voi che avete pronunciato il sì, siate forti e decisi» (messaggio del 25 agosto 2011).
Noi che abbiamo risposto alla Sua chiamata non dobbiamo arrenderci, dobbiamo rimanere saldi e forti nella fede. In questo tempo in cui satana brama perfidamente di realizzare il suo piano feroce di distruzione, l’unico rifugio sicuro è la Madonna.
Specialmente nel tempo in cui imperverserà la furia del drago, l’unico posto sicuro sarà sotto il manto della Regina della pace. Tutte le false speranze, tutti i falsi profeti e le false sicurezze crolleranno e si scioglieranno come neve al sole quando inizierà la tempesta di cui parla l’Apocalisse. Solamente in Dio c’è salvezza, solo in Dio c’è futuro, solo in Dio c’è pace.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
