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I Sacerdoti, per numero e per santità, saranno decisivi nel tempo dei segreti
Carissimo Padre Livio,
grazie per aver ripreso le trasmissioni in diretta dopo solo una settimana di pausa.
Le sembrerò egoista, ma non vedevo l’ora di risentirla e di rivolgerle una domanda che mi frulla nella testa.
Per quale motivo nelle profezie sulla situazione della Chiesa, rivelate a persone con fama di santità, come Maria Valtorta, Padre Pio, la Beata Elena Aiello, Teresa Musco, Luisa Piccarreta, Bruna Cornacchiola e altre,
i peccati, in particolare dei Consacrati, vengono denunciati con toni che impressionano per la loro severità,
mentre nei messaggi della Regina della pace non si fa nessun cenno al riguardo?
Non le pare che con il passare del tempo la situazione del sacerdozio sia andata peggiorando?
Perché la Madonna tace nonostante una situazione preoccupante sia per la fede come per la morale?
Grazie caro Padre, le voglio bene e la incoraggio
Monica di Cremona
Cara Monica,
mi chiedi cose alle quali solo la Regina della pace potrebbe rispondere come si deve.
A mio giudizio i richiami del Cielo negli anni del dopoguerra denunciavano una crisi spirituale del Sacerdozio ancora sanabile se ci fosse stata una risposta.
Ora invece siamo alla vigila di un intervento divino che sarà un vero e proprio aut-aut, nel senso di una separazione del grano dalla zizzania.
Per questo la Madonna sta chiamando i sacerdoti da ogni parte del mondo, perché facciano da ponte per i fedeli che vogliono camminare con la Chiesa.
I sacerdoti che rispondono saranno decisivi nel tempo dei segreti e da essi dipenderà la salvezza di molte anime.
Perciò ascoltiamo la Madonna che ci invita ad amarli e a pregare per loro
Ave Maria
Padre Livio

Pensiero Spirituale sul cammino dell’umanità
Cari amici, è importante fare il punto della situazione sul cammino che stiamo percorrendo, sia come individui singoli, sia come umanità. Già nella Sacra Scrittura la vita umana è vista come un cammino nel tempo fino all’eternità. Il punto di partenza è l’inizio della nostra esistenza, per grazia di Dio che ci chiama dal nulla all’essere e ci dà tutto il necessario per affrontare la vita (ad esempio la luce dell’intelligenza, la forza della volontà); il punto di arrivo è Dio stesso, dal quale siamo partiti e al quale ritorniamo.
Nel Suo progetto Dio, che ha creato le anime spirituali e immortali, vorrebbe che tutte giungessero alla conclusione positiva della vita, ovvero un faccia a faccia con Dio stesso, la partecipazione alla divina natura. È una prospettiva straordinaria quella del cammino della vita nel disegno di Dio.
Dio ha creato anche gli angeli a Sua immagine e somiglianza e ha creato l’uomo dotato di un’anima spirituale e immortale, della luce dell’intelligenza, della capacità di decidere, dell’orientamento interiore della coscienza. In questa prospettiva abbiamo la possibilità di arrivare al porto di Luce che è l’eternità beata.
Creando l’uomo libero, Dio ha rischiato. Tuttavia, questo rischio era necessario perché l’uomo è stato creato in vista di un rapporto di amore con Dio. L’amore, per sua natura, è una scelta, è un atto libero. L’amore, per sua natura, è un dono di sé, secondo le spinte del cuore umano è un dono che va al di là dei limiti e dei confini limitati dell’amore umano. Questo amore va verso una pienezza totale in cui c’è la dimensione dell’eternità.
Dio ci ha creati per conoscerlo e amarlo ma, perché fossimo capaci di conoscerlo e amarlo liberamente, era necessaria la struttura fondamentale dell’essere umano che è quella delle libera scelta, ovvero anche la possibilità anche di rifiutare questa impostazione che Dio ci ha dato. Siamo quindi liberi di rifiutare la dipendenza da Dio, negare l’esistenza di Dio e rinchiuderci in noi stessi, nei nostri confini limitati. Questa è una possibilità ineliminabile, perché togliendo la libertà all’uomo lo si priva della sua grandezza e della possibilità di amare.
L’amore è una libera scelta e anche la Madonna ci ringrazia alla fine di ogni messaggio dicendo “grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Anche l’appello alla conversione è commovente: «Dio ha dato a tutti la libertà, che io rispetto con tutto l’amore; e io mi sottometto, nella mia umiltà, alla vostra libertà» (25 novembre 1987). È chiaro, allora, che per poter amare Dio dobbiamo avere la libertà anche di scegliere di non amarlo. Diversamente ci sarebbe un determinismo, non l’amore come libera scelta.
Che cos’è la vita senza la luce dell’intelligenza e la capacità di decidere attraverso la conoscenza degli orientamenti morali che abbiamo insiti in noi? Se manca tutto questo siamo nel campo del determinismo, dell’evoluzione della materia e usciamo dal campo della responsabilità, della moralità, dei grandi valori, delle scelte che fanno grande l’uomo. Diventiamo automaticamente un gregge. È quello che ha fatto l’umanità oggi: ha rifiutato Dio, ha negato la grandezza dell’uomo e la sua libertà. Secondo il mondo di oggi che ha aderito a un’ideologia priva di dignità culturale, l’uomo è unicamente pura materia, non molto diverso da un animale. Dov’è finita la grandezza dell’essere umano? La bellezza di tutte le sue opere? La moralità e i valori, dove sono?
Abbiamo una prospettiva della vita che è quella di Dio Creatore, è quella costruttiva, è quella dove l’uomo costruisce se stesso e eleva la sua vita a volo d’aquila, è quella della risposta a Dio, al Suo amore. Dobbiamo camminare verso Dio, cercarlo, aprirci a Lui, conoscerlo, amarlo e servirlo. Nel corso della nostra vita, nel cammino terreno, dobbiamo diventare sempre più intimi con Dio, consanguinei di Cristo a livello soprannaturale, membra del suo mistico corpo.
Questa è la via che Dio ci chiede di percorrere, questa è la via attraverso la quale ci realizziamo.
Purtroppo, in opposizione a questa via, c’è la via della perdizione ed è quella del rifiuto e della negazione di Dio, ma anche della negazione della libertà. La libertà si incrementa, si rafforza e si realizza nella scelta del bene; nella misura in cui scegliamo il male, la nostra libertà ne diventa schiava, diventa incapace di decidere. La libertà, scegliendo il male, sprofonda nella palude in cui rimane prigioniera. Chi commette il peccato ne è schiavo.
Ecco, allora, le due opzioni della vita che appartengono alla legge esistenziale, al di là della fede: scegliere liberamente il bene o scegliere liberamente il male. Essere libere creature di Dio oppure schiavi sottomessi a satana. Il male è una dittatura soffocante, la conversione e la scelta di Dio è libertà, è amore, è camminare verso la luce. Molti hanno certamente sperimentato la conversione e possono testimoniare che è veramente un passaggio dalla morte (il peccato) alla vita (la fede).
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Autore: Giacometti Giulio – Sessa Piero
Fonte: Mimep-Docete ©
E’ la grande mistica di Caserta. Muore a 33 anni come S. Faustina Kowalska. Gesù la vuole “vittima in mezzo al mondo”, le preme sul capo la sua corona di spine.
Descrive la flagellazione di Gesù e l’esperimenta nella propria carne che viene ferita, mentre partecipa attivamente a quel momento difendendo Gesù: è una visione reale ma anche simbolica che esprime il suo desiderio di compartecipazione al dolore del Signore.
Riceve anche il dono della ferita del costato e delle altre stimmate.
Chiese un tale favore, e Gesù l’accontentò. “Fece – dice Teresa – come aveva fatto altre volte. Mi si avvicinò, prese la corona di spine dal suo capo e la passò sul mio, e con le sue luminose mani la pigiò nelle tempie… Sono veramente momenti dolorosi, ma altrettanto felici”. E “per due ore”, rimase a “soffrire con Gesù”. “È bello – esclamava – amare Gesù. Ma è ancora più bello trovarsi sulla sua stessa croce” (“Diario”, pp. 1967-1968).
Il 30 novembre 1969 fu, per Teresa, un giorno di particolari sofferenze fisiche e morali; aveva una gran voglia di piangere. Quand’ecco sente bussare alla porta, corre ad aprire e vede Gesù dinanzi a sè il quale, presala fra le sue braccia, le dice: “Figlia, amor mio, piangi sul mio cuore!… Io voglio tenerti stretta al mio cuore. Voglio che tu provi un po’ di quell’amore che ho per te”. “A questo punto – scrive Teresa – mi sono trovata con un fuoco, come già avevo avvertito un’altra volta”. E concludeva: “Grazie, Gesù mio, (perché) Tu tanto mi ami” (“Diario”, p. 1978).
Il 10 dicembre il gonfiore delle mani arrossate e il dolore era talmente acuto da non permetterle di lavorare. I dolori le causavano persino vomito e mal di testa fortissimo. “Mi vedo avvilita – scriveva Teresa – perché non so cosa fare”. Va a Caiazzo, presso il medico che l’aveva curata per 15 anni; ma non appena il medico vede le mani, esplode in queste parole: “Ma sì, lo dicevo io, che ci doveva essere qualcosa di divino! … Per questo non sapevo spiegarmi”. Teresa, ingenuamente, gli chiede una cura…Ma dovette ritornarsene a Caserta portando nel cuore una grande pena e, nello stesso tempo, “una grande gioia” (“Diario”, p. 1941-1942).
Rientrata in casa, a causa delle sofferenze insopportabili, si vide costretta a mettersi a letto. Dopo dieci giorni, il giorno di Natale del 1969, riuscì ad alzarsi per rassettare la casa e per cucinare. Mette sul fuoco una pentola nuova, acquistata tre giorni prima, per cuocere la pasta. Ma non appena la ritira dal fuoco – cosa inspiegabile! – il manico si stacca dalla pentola e questa, con tutta l’acqua bollente, le cade sopra l’addome, causandole gravi ustioni e forti dolori. Teresa attribuisce quel brutto scherzo al demonio. Ma non si perde d’animo: offre le sue sofferenze per le anime attraverso le mani di Maria. “Tale è il dolore – scriveva – da non riuscire a formulare nessun pensiero, tranne quello di offrire tutto e tutta me stessa e quello che mi capita, per le anime” (“Diario”, pp. 1942-1943).
Nel “Diario”, al giorno 20 novembre, Teresa annotava: “Ogni giovedì, venerdì e martedì (Gesù) mi ha fatto un regalino a me caro: mi ha fatto provare qualche colpo della sua flagellazione in tutto il corpo. È stato dolorosissimo!… Ma è nulla in confronto dei dolorosissimi colpi che provò il mio amato Gesù. Posso dire però che questa volta il dolore è stato maggiore delle altre volte, (tale) che io non avrei neppure immaginato. O amor mio Gesù, donami la forza di amarti e di soffrire sempre per amor tuo!…” (“Diario”, p. 1981).
È il 15 gennaio 1970. Gesù si presenta a Teresa e le dice: “Figlia mia Teresa, voglio offrirti la ferita del mio costato. Tu che ne dici? … Te la offro per la salvezza delle anime”. Teresa, immediatamente risponde: “Sì, amor mio Gesù, l’accetto, e voglio tutto ciò che hai avuto Tu per i miei peccati. Sì sì, la voglio!… E Tu, come mai ti abbassi ad un simile verme? Grande Amore mio, ho sete del tuo amore. Voglio bere alla sorgente del tuo costato per gustare il dolore che hai provato Tu. Me lo fai questo grande regalo? … Che ne dici? …”.
Quattro giorni dopo, il 19 gennaio, giovedì, mentre stava “in ginocchio pregando”, Teresa ode una voce che la chiama. Si gira di scatto, e pensa tosto che sia Gesù, poiché in casa non vi è nessuno. Vede infatti Gesù il quale, col dito, le indica il suo Cuore. Teresa posa lo sguardo su quel Cuore e vede che da esso “uscivano fiamme di tutti i colori”. “Vedi, figlia mia – le dice – guardami!”. Teresa posa su di esso il suo sguardo e si sente – dice – “come incantata, come se la testa non l’avesse più”. Le pare di trovarsi “sopra una collina molto alta” e si vede “inchiodata sulla croce… con dolori indescrivibili”. Ad un tratto “un uomo come un mostro” prende la lancia e le ferisce il cuore. “Ho sentito – dice – lo strappo della carne, e poi un dolore ancora più forte, e non ho capito (più) nulla. Quando mi sono svegliata, mi sono trovata distesa sul letto e tutta insanguinata”.
Tre giorni dopo (il 22 gennaio) scriveva: “Nella mia mente vedo ancora (come in) uno specchio, l’accaduto. Ma il cuore, così debole, quasi si rifiuta di accettare quel quadro che, di tanto in tanto, (mi) si affaccia alla mente. La mia mammina spirituale piangendo, dice: “Ci vuole un Prete!… Non è possibile (rimanere) così. Tu hai bisogno di qualcuno che ti guidi. Io posso far poco perché in queste cose ci vuole un Sacerdote”. Ma due sue amiche, alle quali zia Antonietta aveva comunicato, imprudentemente, lo straordinario fenomeno, sconsigliarono Teresa a mettere in esecuzione il consiglio. Venne così a trovarsi tra due fuochi. In preda ad un tale stato d’animo, si rivolge al suo Gesù e gli dice: “O Gesù mio adorato, Tu sai cosa voglio chiederti in questa S. Messa: “Fammi conoscere il mio Padre spirituale, il quale mi aiuti a portare la croce, perché altrimenti io, da sola, non ce la faccio più”. A questo punto una voce che viene dal profondo del mio cuore mi assicura che, non a lungo, lo conoscerò il Padre spirituale”. Ma Teresa replica: “O amore mio Gesù, Tesoro dell’anima mia, dimmi dove lo posso trovare: ho bisogno di farmi una santa Confessione. Ora non ne posso più! Dimmi Tu, Gesù, cosa debbo fare”. Ma la voce le risponde e le dice: “Non (andrà) a lungo l’incontrerai. È lui che ti cercherà” (“Diario”, pp. 1985-1989).
Il venerdì 2 febbraio (1970), Teresa, ad un certo momento, vede Gesù legato alla colonna, mentre lo stanno flagellando. “Ad ogni colpo – così si esprime Teresa – la carne se ne salta a brandelli. Nel vedere trattare Gesù, il mio Sposo, il mio Signore, così, mi sento mancare le forze. È stata una cosa che non so ridire: piaghe da per tutto, ed erano fonde un centimetro. E mentre lo percuotevano, Gesù disse: “Teresa, Teresa, aiutami! aiutami!…”. A questa voce – continua a dire Teresa – “mi buttai (nella mischia) ed ebbi la forza di strappare la frusta (il “flagellum”) che aveva uno di quei boia e gliele suonai di santa ragione. Tutti scapparono via. Ed io, in compagnia di una donna, prendemmo Gesù e lo adagiammo in un lettino. Era tutto una piaga. Lo medicai, gli rimboccai le coperte e mi sedetti accanto, come se quelle ferite le avessi sentite io. Nel riprendermi da questa visione, ho trovato le mie carni così ferite come quelle che avevo visto in Gesù” (“Diario”, p. 1991).
Il martedì santo, 6 aprile, Teresa, nel suo “Diario” annota: “Dolori fortissimi alle mani, ai piedi e al costato: un dolore che mi lascia impazzire: non trovo pace, quasi non capisco più nulla; la febbre sale fortissima; non so dove poggiare la testa; il cuore è come se battesse per conto suo; sulla testa poi mi sento come un cappello di spine, come se trapanassero la nuca e il cervello; tanto, ma tanto sangue vedo davanti ai miei occhi…”. Rimane in tale stato per cinque giorni, ossia, fino all’11 aprile. Ma la mattina di Pasqua Teresa si sente “come se fosse in Paradiso”. Ed aggiunge: “anche se, nel mio cuore, sento la mancanza dei miei genitori” (Diario pp. 2061-2062)
(pubblicato su CulturaCattolica.it)
IMPRESSIONANTI PROFEZIE RIVELATE DALLA MADONNA A TERESA MUSCO

Caro Padre Livio,
ho ricevuto questa interessantissima sintesi delle profezie di Teresa Musco, una mistica di grande rilievo del nostro dopo guerra, di cui la Chiesa sta approfondendo la vita e la dottrina per una eventuale causa di beatificazione.
Si colloca molto bene a fianco di altre figure, come Maria Valtorta, la Venerabile Luisa Piccarreta e la Beata Suor Elena Aiello, anche nella prospettiva dei segreti di Medjugorje.
Ho notato che questa figura manca nel suo Blog ed è un peccato perché a mio avviso è di grande attualità.
Daniele
Stralci dal libro di Padre Gabriele M. Roschini dal titolo: “Crocifissa col Crocifisso” e dal libro di Padre Antonio Gallo dal titolo: “Studio biografico su Teresa Musco”
13 Giugno 1950: La “Bella Signora” entra, a porta chiusa, nella cameretta di Teresa e le presenta carta e penna dicendo: “Sapessi quanti peccati si commettono nel mondo!… Molti uomini, trafiggono il cuore già tanto lacerato di MIO FIGLIO”. Se gli uomini non si ravvedranno, IL PADRE INFLIGGERÀ AL MONDO UN GRANDE CASTIGO E TUTTO SARÀ DISASTRO.
20 Maggio 1951: “Salvami i sacerdoti dai loro peccati e santificali col Mio Dolore e lavali col Mio Sangue. Vedrai molti cambiamenti nella Mia Chiesa. Cristiani che pregano ne rimarranno pochi, molte anime vanno all’inferno. Pudore, vergogna non ci sarà più per le donne: satana si veste di esse per far cadere molti sacerdoti. Crisi comuni ci saranno nel mondo. I preti, vescovi, cardinali sono tutti disorientati, cercano di aggrapparsi alla politica per aiutarsi, ma ancora una volta sbagliano; il governo cadrà, il Papa passa ore di agonia, alla fine Io sarò lì per condurlo in Paradiso. Una grande guerra succederà. Morti e feriti ce ne saranno tanti. Satana grida la sua vittoria e quello è il momento che: TUTTI VEDRANNO MIO FIGLIO APPARIRE SULLE NUBI e allora giudicherà quanti hanno calpestato il Suo Sangue innocente e divino. E allora il Mio Cuore trionferà.
NOTA: Teresa Musco ricevette questo messaggio all’età di 8 anni.
13 Agosto 1951: “Io sono la Madonna, Maria Immacolata, dal Cuore ferito di lancia e flagellato, alla fine coronato e poi tanto calpestato. Figlia Mia, Io sono qui per dirti che il Padre manderà un grande castigo sull’intero genere umano, nella seconda metà del secolo. Sappi, figlia, che satana regna nei più alti posti. Quando satana giungerà alla sommità della Chiesa, sappiate che allora riuscirà a sedurre gli spiriti dei grandi scienziati e quello sarà il momento che essi intervengono con armi potentissime che è possibile distruggere gran parte dell’umanità. E neanche ora piangono i loro sbagli, perché la preghiera per molti non esiste più, e Dio Padre allora mostrerà ancora una volta la Potenza DEL SUO GRANDE CASTIGO, ma non lo farà ancora, aspetta che loro chiedano realmente perdono. Le spine che vedi attorno al Mio Cuore sono per riparare tanti gravi colpe che si scagliano di continuo verso il Cuore di Mio Figlio. Figlia Mia, chiedo a te d’offrirti per amore di Gesù e per riparare le colpe dei peccatori.
Dal 1972 comincerà il tempo di satana e il tempo delle grandi prove. Figlia, si è in un momento molto delicato, i cardinali si opporranno ai cardinali, i vescovi ai vescovi; fra di loro non c’é amore e tanti figli prediletti si trovano senza amore e sono sbandati, non sanno più come prendere le anime ma non arrivano alla preghiera”.
13 Settembre 1951:
NOTA: Teresa vede Gesù, ha una visione. Non potendo rivelare per iscritto, racconta ciò che vede.
“Raccomando solo ai sacerdoti di STARE ATTENTI AL MOMENTO DELLA CONSACRAZIONE DELLA MESSA, PERCHÉ GESÙ E’ LÌ IN PERSONA E SI IMPRESTA (1) LE MANI, LA BOCCA, LA LINGUA del SACERDOTE. È LÌ ACCANTO A LORO E OSSERVA LA SUA MENSA, IL SUO MISTERO. Questo è quanto posso dire”.
NOTA: (1) Prende in prestito.
30 Settembre 1951: “GRANDI FLAGELLI SONO DIRETTI SULL’ITALIA E SOLO I PARAFULMINI SONO QUELLI CHE CENTRANO IN PIENO IL CUORE DI MIO FIGLIO E QUELLO DEL PADRE, POICHÉ VOI REGGETE (Tratterrete?…) la loro ira e sorreggerete il mondo con i vostri sacrifici”… “Voi sacerdoti non esponete alle tentazioni di disperazione le anime scelte da Me, poiché per voi sarà il fuoco eterno. Molte anime si perdono per causa vostra. Pensate al vostro dovere, perché un giorno piangerete. PENSATE A INCORAGGIARLE, NON A SCORAGGIARLE…”
1 Ottobre 1951: “FIGLIA MIA, SONO PRONTI I FLAGELLI CHE IL PADRE HA DIRETTO SULL’ITALIA E SOLO LE ANIME CHE SI OFFRONO VITTIME POSSONO CENTRARE IN PIENO IL CUORE DI MIO FIGLIO E FERMARE L’IRA DEL PADRE”.
3 Gennaio 1951: “Voglio dirti che il mondo è così cattivo. Sono apparsa nel Portogallo dando messaggi, e NESSUNO MI HA ASCOLTATO, e a Lourdes, alla Salette, ma pochi cuori duri si sono ravveduti. Anche a te voglio dire tante cose che affliggono il Mio Cuore. Voglio parlarti del terzo segreto di Fatima che diedi a Lucia e ti dico che DA TEMPO È STATO LETTO, MA NESSUNO SI È PRONUNCIATO”.
NOTA: La Madonna, di seguito poi predice il pellegrinaggio del Santo Padre Paolo VI a Fatima, ove inviterà tutto il mondo alla preghiera ed alla penitenza. Aggiunge poi che il Papa NON OSERA’ PARLARE DEL SEGRETO, perché è SPAVENTOSO.
“Il mondo cammina verso una grande rovina […] il popolo si sbizzarrisce sempre di più […] FUOCO E FUMO SCONVOLGERA’ IL MONDO LE ACQUE DEGLI OCEANI DIVENTERANNO FUOCO E VAPORE, LA SCHIUMA SI INNALZERA’, SCONVOLGENDO L’EUROPA, E AFFONDERA’ TUTTO IN UNA LAVA DI FUOCO, E MILIONI DI UOMINI E BAMBINI PERIRANNO NEL FUOCO, E I POCHI ELETTI RIMASTI INVIDIERANNO I MORTI, PERCHÈ DA QUALUNQUE PARTE SI VOLGERA’ LO SGUARDO, NON SI VEDRA’ ALTRO CHE SANGUE E MORTI E ROVINE IN TUTTO IL MONDO”. (Diario, pag. 370).
Figlia Mia, offri tutto quello che ti capita di soffrire per i sacerdoti, perché non capiscono più quale sia la volontà di Dio. Quei pochissimi che sono rimasti fedeli a Me, hanno tanta paura di esporsi, e così continueranno a vivere fin quando Mio Figlio deciderà.
La Mia Casa sta percorrendo un brutto momento: quelli che vi comandano si avviano verso le tenebre, perché la comodità che hanno è tanta…danno troppo retta alla carne, e mettono a tacere lo spirito. Io ti raccomando, figlia, prega per loro, che tanto ne hanno bisogno! E se nella tua vita passerà un’ora della giornata senza aver pregato per i figli miei prediletti, sappi che è una giornata perduta nella tua vita!…
“Parla Gesù”: Io sanguinerò per i sacerdoti, lascerò cadere su di loro il Mio Sangue e quello della Mamma Mia adoratissima. Mi basta la fedeltà di uno di loro per far conoscere loro il medicamento divino.
“Parla la Madonna”: Vedrai quanti sacerdoti, figli prediletti del Mio diletto Figlio, CHE RINNEGANO LA PRESENZA DI LUI, MOLTI SI SVESTONO PER ANDARSENE VIA. Sappi, figlia, che ci vogliono molte anime che si offrono vittime per i sacerdoti. Molti di loro si oppongono ai loro vescovi, e molti non ammettono neanche di aver sbagliato. Offri, soffri, prega per loro.
31 Agosto 1953: “Figlia, quanti peccati nel mondo! Mille volte ogni momento crocifiggono Mio Figlio sulla Croce. Il Padre è stanco e pieno d’ira nel vedere il Figlio Suo sempre così trafitto e calpestato da tanti uomini crudeli. Figlia Mia, prega e fà penitenza perché il popolo corre veloce verso un orribile precipizio. Parla hai piccoli affinché preghino, perché le preghiere degli innocenti valgono molto più di quelle delle persone grandi. Solo pregando si può placare l’ira di Dio. E tu, con le tue pene e preghiere, puoi cambiare tanti cuori duri. Prega molto, specie per i figli a Me cari, i sacerdoti, prediletti di Mio Figlio. Voglio un fervore vivo e vero nella preghiera, e non una cosa imparata e detta per abitudine, specie le preghiere davanti a Gesù Sacramentato. Così tu obblighi a tornare da Me tanti e tanti sacerdoti”.
23 Luglio 1973: “Figlia Mia Teresa, sappi che molti sacerdoti, figli Miei prediletti e tanto amati da Me, dicono che Io, Mamma, OSCURO LA GLORIA E L’ONORE DI MIO FIGLIO…
Oh, poveri figli Miei insensati!… Quanto sono ciechi!… Come si sono fatti prendere dal demonio!… A quanta cecità sono giunti per non aver ascoltato né Gesù né Me. Ma Io sono pronta ad accoglierli fra le Mie braccia, perdonando loro ogni offesa”. (Diario pag. 2227)
“DICONO CHE IO OSCURO LA GLORIA E L’ONORE DI MIO FIGLIO!… MA NON SONO IO STATA CREATA PER SERVIRE MIO FIGLIO? Non mi ha dato a voi tutti, ai piedi della Sua croce?… Ed ora sono Io che oscuro il culto a Gesù?… Poveri figli Miei, quanto sono insensati, quanto son ciechi!… E come il demonio si serve proprio di loro, figli prediletti: li ha saputi prendere, raggirandoli come ha voluto…
Vi siete lasciati condurre, da soli, per mano, da satana… E voi, figli a Me cari, VOLETE ARRIVARE A CANCELLARMI DAI CUORI DELLE CREATURE.
Di a tutti che Io ho bisogno di sacerdoti umili e coraggiosi, pronti ad essere ammazzati, derisi e calpestati, perdere la propria vita, il proprio sangue, affinché per mezzo di loro Io possa risplendere nella Chiesa dopo la grande purificazione”.
“TANTI SCIENZIATI STANNO INVENTANDO ARMI CON LE QUALI SARA’ POSSIBILE DISTRUGGERE, IN POCHI ATTIMI, GRAN PARTE DELL’UMANITÀ’… DIO CASTIGHERA’ L’UMANITÀ’ CON MAGGIORE SEVERITA’ CHE NON ABBIA FATTO COL DILUVIO. Se tutto dovesse procedere come ora, e se l’umanità non si convertirà, vedrete come i gradi e i potenti, i piccoli e i deboli periranno insieme. (1)
NOTA: (1) Qui a Teresa in visione in breve, gli viene mostrata una sanguinosa guerra che dovrà venire.
10 Ottobre 1973: “Sta per iniziare una nuova guerra nella terra dove è nato il Salvatore, cioè il Mio amatissimo Figlio e non si fermerà.
Sembra che fanno la pace ma non è vero, PERCHÈ DA LÌ NASCERA’ LA GRANDE GUERRA, DA LÌ VIENE IL GRANDE CASTIGO DAL CIELO E DALLA TERRA”.
13 Ottobre 1973:”Il Mio grande dolore è nel vedere che molti miei figli prediletti si danno addirittura al diavolo rinnegando Mio Figlio. Sai figlia Mia, celebrano le Messe con la particola già consacrata, la oltraggiano, la sputano, facendo tante ingratitudini.
15 Settembre 1974: (Durante questo messaggio in casa di Teresa cominciano a piangere lacrime di sangue quadri, statuette ed immagini sacre).
“Figlia Mia, queste Mie lacrime inietteranno un risveglio nel cuore di tante anime che vogliono essere fredde e di tante altre che non hanno volontà. Ma per coloro che non pregano e dicono che la preghiera è fanatismo, sappi, figlia Mia, che per loro queste lacrime, se non si ravvedono, saranno la condanna”.
“Figlia Mia, il mondo va in rovina. Mio Figlio ha deciso che se gli uomini continueranno ad odiarsi così, Egli distruggerà l’odio e il mondo.
2 Novembre 1975: (Parla Gesù) “LA GUERRA TRA I POPOLI È COMINCIATA E NON FINISCE PIU’ FIN QUANDO SI SONO DISTRUTTI L’UN L’ALTRO”.
ESSI MI HANNO RESPINTO, SCACCIATO DALLA LORO VITA: NON MI RESTA CHE ATTENDERE ED ESSERE SPETTATORE, VEDERE FINO A CHE PUNTO ARRIVINO. L’ORA È GRAVE, GRAVE IL PERICOLO.
14 Febbraio 1976: (Parla la Madonna) “VEDRAI UNA GRANDE RIVOLUZIONE NELLA MIA CASA: I COMUNISTI AL POTERE, E NELLA MIA CASA A ROMA, GIA’ CI SONO, ma si manifesteranno solo quando possono comandare liberamente, senza ostacoli, ALLORA CI SARA’ LO SPARGIMENTO DI SANGUE INNOCENTE”.
“IN VATICANO GIA’ CI SONO AL POTERE I COMUNISTI, ASPETTANO L’ORA E IL TEMPO GIUSTO… Figlia Mia, ho scelto te misera e povera perchè tu Mi capisci, i dotti ed i sapienti non potranno mai capire il Mio linguaggio, fin quando non vengono in ginocchio con animo contrito”.
Fonte: mariadinazareth.it
PS. Padre Roschini era una personalità indiscussa della materia. Filosofo e teologo di fama internazionale, autore di innumerevoli pubblicazioni scientifiche, professore della Pontificia Facoltà Teologica di Roma, esperto al Concilio Vaticano II, per 27 anni consultore della Sacra Congregazione dei Santi, mai si sarebbe messo a sostenere quella vicenda se non avesse avuto la certezza assoluta di trovarsi di fronte a una vicenda di grandissima importanza. Nessuna però può paragonarsi alla vita e ai fenomeni straordinari di Teresa Musco. Essi rappresentano il più grande complesso di fenomeni mistici di ogni tempo e luogo». Giudizio straordinario. Da allora sono passati tanti anni. Di Teresa si è parlato e scritto poco. Ma so che in questi anni il fenomeno Musco è stato soppesato e valutato meticolosamente, e dovrebbe, ora, riemergere in tutto il suo stupefacente splendore”.
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di Stefano Caprio- Asia News – 20 Agosto 2023

Nella mente di Putin la fuga degli americani dalla capitale afghana fece scattare la molla della “grande rivincita”. La Russia invita ormai regolarmente i rappresentanti di Kabul a Mosca per consultazioni, nonostante i talebani siano tuttora considerati “organizzazione terroristica” sgradita. E anche gli altri Paesi ex sovietici sono solidali con il Cremlino nel condannare ufficialmente il governo afghano, considerandolo allo stesso tempo un partner necessario.
Sono passati due anni dalla fuga precipitosa degli americani dall’Afghanistan, vent’anni dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York, che avevano provocato la reazione contro l’estremismo islamico nel mondo intero, a partire dalle montagne asiatiche in cui si nascondeva Bin Laden. Il ritiro era iniziato a maggio del 2021, e a ferragosto i talebani rientravano clamorosamente a Kabul, costringendo l’Occidente a rinunciare al proprio ruolo di “esportazione della democrazia” nel mondo, insieme ai diritti civili e al progresso politico, economico e morale dei valori basati sulla libertà della persona.
I giorni drammatici dell’abbandono dell’aeroporto della capitale afghana sembrano ormai svaniti nel grigiore e nella dimenticanza, senza che il ritorno all’islam medievale asiatico interroghi veramente la coscienza del “mondo civile”, se non fosse per l’ancor più drammatica invasione russa dell’Ucraina, conseguenza simbolica del tramonto dell’Occidente, che dagli altipiani centrasiatici sposta nel cuore dell’Europa la “guerra dei valori”. La rinuncia degli Stati Uniti al ruolo dominante a livello mondiale si era già palesata qualche anno prima in Siria, quando gli americani avevano di fatto lasciato campo libero ai russi e ai turchi nel controllo dei territori occupati dai terroristi dell’Isis, l’islamismo radicale “globalizzato” che ora evapora di fronte al radicalismo sovranista sempre più arrembante a tutte le latitudini.
Anche allora, tra il 2014 e il 2016, la coincidenza tra Asia ed Europa era piuttosto evidente, nella mobilitazione dei russi verso il Vicino Oriente (dove nacque la compagnia Wagner di Prigožin) e verso il vicino occidente dell’Ucraina, con l’inizio “ibrido” della guerra del Donbass dopo la riconquista della Crimea, simbolo della Russia che si impone agli imperi nemici, come era accaduto alle origini della sua storia. Dalla Crimea il principe “battezzatore”, Vladimir il Grande, aveva minacciato d’invadere Costantinopoli, e sempre dalle mura di Chersoneso, oggi Sebastopoli, il nuovo zar Vladimir “il Terribile” minaccia di distruggere l’Europa intera, dal mar Baltico al mar Nero, guardando anche alle terre oltre gli oceani.
Quando il 12 febbraio 2016 il patriarca di Mosca Kirill incontrò all’aeroporto dell’Avana il papa Francesco, l’argomento dell’incontro era la difesa dei valori eterni del cristianesimo, insieme con la benedizione della presenza russa in Siria al posto degli americani, e l’ammonimento agli ucraini a non litigare tra loro, per evitare guai peggiori. Pochi mesi dopo la Chiesa russa decise di non partecipare al Concilio Panortodosso di Creta, iniziando la storica rottura con Costantinopoli, ritornando così alle proprie origini medievali.
Nella mente di Putin la fuga da Kabul di due anni fa fece scattare la molla della “grande rivincita”, il momento adatto per riproporre la grandezza perduta della Russia e vendicarsi delle tante offese subite, a partire dalla fine dell’Unione Sovietica. Proprio la sconfitta in Afghanistan era stato uno degli elementi decisivi del “più tragico evento del XX secolo”, come ha più volte ripetuto il leader del Cremlino, salito al potere per contrastare l’estremismo islamico in Cecenia, conseguenza del crollo dell’impero sovietico. La presenza degli americani a Kabul, al di là delle ragioni militari, risultava insopportabile ai russi soprattutto per la diffusione del “veleno occidentale”, quella civiltà moralmente “degradata” che ha cercato infine – sempre secondo la versione russa più radicale – di insinuarsi nelle menti e nel cuore delle persone in tutto il mondo con l’invenzione del coronavirus, la pandemia che ha preceduto e a sua volta ispirato l’operazione speciale per la “difesa dei valori tradizionali”.
Non sono casuali i collegamenti tra Covid, Afghanistan e Ucraina, non è la sfortuna dei “sette anni di guai” di sapore veterotestamentario, che dall’esplosione del virus a fine 2019 rischiano oggi di trasformarsi in una nuova era senza fine di contrapposizione tra i diversi schieramenti del XXI secolo. L’estremismo talebano si sovrappone oggi all’estremismo ortodosso, in una “rinascita della religione” dal sapore satanico e disumano, con bombe, carri e droni benedetti che neanche si potevano sognare ai tempi delle Crociate e delle guerre per la riconquista della Terra Santa. La Russia invita ormai regolarmente i rappresentanti di Kabul a Mosca per consultazioni, nonostante i talebani siano tuttora considerati “organizzazione terroristica” sgradita, mentre è evidente ormai che il loro ritorno è stato molto gradito dal “mondo russo” putiniano. Anche i Paesi dell’Asia centrale, che grazie alla guerra in Ucraina si stanno gradualmente allontanando da Mosca e avvicinando a Pechino, sono solidali con il Cremlino nel condannare ufficialmente il governo afghano, considerandolo allo stesso tempo un partner necessario, sia per gli affari sia per lo stile di vita. Pur senza arrivare agli eccessi dei talebani, che hanno escluso del tutto le donne dall’educazione scolastica, l’orgogliosa difesa dei “valori” vede grande sintonia nel condannare ogni forma di espressione dell’individuo, soprattutto l’omosessualità e la “propaganda Lgbt”, come nella legge approvata in questi giorni in Kirghizistan, copiata letteralmente da quella della Russia dello scorso anno.
Si sta confermando sempre più la motivazione proclamata dal patriarca Kirill, una settimana dopo l’invasione dell’Ucraina, che sembrava in un primo tempo averlo negativamente sorpreso: “Dobbiamo difenderci dall’Occidente, altrimenti ci costringeranno ad andare alle parate gay”. Quella che sembrava una forzatura polemica era in realtà il cuore del problema: la guerra “metafisica”, di cui l’Ucraina e l’Afghanistan sono i poli opposti di una diversa visione del mondo, tendente alla rovina apocalittica. Sia Putin sia Xi Jinping hanno ormai superato i settant’anni di età, e non hanno più timori nell’innalzare i muri che potrebbero rendere tutta la terra un grande cimitero.
Anche nei Paesi ex-sovietici si moltiplicano gli incontri per parlare dell’Afghanistan e con gli afghani, la settimana scorsa in un “forum economico” in Kazakistan, e poco tempo prima a Samarcanda in Uzbekistan. Non si tratta di raduni ispirati direttamente dalla Russia, ma tendenze parallele di movimenti geopolitici, per cui Mosca non teme di perdere il controllo militare ed economico sui suoi ex-sudditi, mettendo al primo posto la continuità ideologica di un nuovo mondo eurasiatico. L’unico Paese di fatto ancora ostile ai talebani è il Tagikistan, per una ragione molto evidente: i tagichi sono parenti degli afghani, e vorrebbero essere loro stessi a guidare il governo di Kabul. Il Turkmenistan, luogo per antonomasia delle trasformazioni simboliche di ogni forma di estremismo, sia esso islamico, omofobico, russofilo o sinofilo, era stato il primo a riconoscere come legittima la presa del potere dei talebani, mascherando la soddisfazione con la cinica proclamazione della propria “neutralità”. L’Uzbekistan, anch’esso molto coinvolto etnicamente nel rapporto con le tribù afghane, si è sua volta adattato abbastanza presto alla nuova realtà insieme al Kirghizistan, per non parlare del Kazakistan, che non confinando con l’Afghanistan si permette di esaltare la sua vastità come grande via per l’unione di tutti i popoli, se solo i russi non arriveranno ad invaderlo in una possibile replica dell’operazione in Ucraina.
La Russia deve fare i conti con la galoppante crisi economica provocata dalle sanzioni occidentali, che solo ora comincia veramente a farsi sentire con l’irrefrenabile svalutazione del rublo; e l’Asia centrale insieme al Caucaso partecipa a questi scossoni per i legami economici di eredità sovietica, oggi riattivati al massimo come aggiramento delle sanzioni. L’Armenia rischia addirittura la “malattia olandese”, la crescita eccessiva di alcuni settori dell’economia a scapito di altri, per un rafforzamento anomalo della sua moneta, il dram, dovuto al flusso enorme di valuta nel 2022 proveniente dalla Russia, mentre a sua volta cerca di sciogliere i nodi della frontiera tra oriente e occidente con il suo storico nemico, l’Azerbaigian. Eppure la “sete di vittoria” della Russia non riguarda principalmente l’economia: il popolo è abituato a soffrire da sempre, gli oligarchi sanno sempre dove attingere per i propri lussi, e nei torridi giorni di Ferragosto molti di loro se li godono serenamente nella “colonia russa” di Forte dei Marmi, in barba a qualunque sanzione.
L’Afghanistan dei talebani, il Paese precipitato due anni fa in un suo oscuro passato, rischia invece di diventare il modello del Paese del futuro. La “talebanizzazione” della Russia e dell’intera Eurasia, lo scontro di civiltà tra modelli antropologici prima ancora che politici o economici, si estende dai territori di confine alle dimensioni dell’anima nel mondo intero. Quando Mosca e Pechino riconosceranno ufficialmente il governo di Kabul, allora la guerra in corso troverà la sua vera soluzione: non nelle trattative di pace tra russi e ucraini, che dureranno secoli senza risultato, ma nella grande Vittoria sul nemico interiore, la paura e la vergogna di sentirsi esclusi dal resto del mondo.

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