Pensiero Spirituale sul cammino dell’umanità

Cari amici, è importante fare il punto della situazione sul cammino che stiamo percorrendo, sia come individui singoli, sia come umanità. Già nella Sacra Scrittura la vita umana è vista come un cammino nel tempo fino all’eternità. Il punto di partenza è l’inizio della nostra esistenza, per grazia di Dio che ci chiama dal nulla all’essere e ci dà tutto il necessario per affrontare la vita (ad esempio la luce dell’intelligenza, la forza della volontà); il punto di arrivo è Dio stesso, dal quale siamo partiti e al quale ritorniamo.

Nel Suo progetto Dio, che ha creato le anime spirituali e immortali, vorrebbe che tutte giungessero alla conclusione positiva della vita, ovvero un faccia a faccia con Dio stesso, la partecipazione alla divina natura. È una prospettiva straordinaria quella del cammino della vita nel disegno di Dio.

Dio ha creato anche gli angeli a Sua immagine e somiglianza e ha creato l’uomo dotato di un’anima spirituale e immortale, della luce dell’intelligenza, della capacità di decidere, dell’orientamento interiore della coscienza. In questa prospettiva abbiamo la possibilità di arrivare al porto di Luce che è l’eternità beata.

Creando l’uomo libero, Dio ha rischiato. Tuttavia, questo rischio era necessario perché l’uomo è stato creato in vista di un rapporto di amore con Dio. L’amore, per sua natura, è una scelta, è un atto libero. L’amore, per sua natura, è un dono di sé, secondo le spinte del cuore umano è un dono che va al di là dei limiti e dei confini limitati dell’amore umano. Questo amore va verso una pienezza totale in cui c’è la dimensione dell’eternità.

Dio ci ha creati per conoscerlo e amarlo ma, perché fossimo capaci di conoscerlo e amarlo liberamente, era necessaria la struttura fondamentale dell’essere umano che è quella delle libera scelta, ovvero anche la possibilità anche di rifiutare questa impostazione che Dio ci ha dato. Siamo quindi liberi di rifiutare la dipendenza da Dio, negare l’esistenza di Dio e rinchiuderci in noi stessi, nei nostri confini limitati. Questa è una possibilità ineliminabile, perché togliendo la libertà all’uomo lo si priva della sua grandezza e della possibilità di amare.

L’amore è una libera scelta e anche la Madonna ci ringrazia alla fine di ogni messaggio dicendo “grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Anche l’appello alla conversione è commovente: «Dio ha dato a tutti la libertà, che io rispetto con tutto l’amore; e io mi sottometto, nella mia umiltà, alla vostra libertà» (25 novembre 1987). È chiaro, allora, che per poter amare Dio dobbiamo avere la libertà anche di scegliere di non amarlo. Diversamente ci sarebbe un determinismo, non l’amore come libera scelta.

Che cos’è la vita senza la luce dell’intelligenza e la capacità di decidere attraverso la conoscenza degli orientamenti morali che abbiamo insiti in noi? Se manca tutto questo siamo nel campo del determinismo, dell’evoluzione della materia e usciamo dal campo della responsabilità, della moralità, dei grandi valori, delle scelte che fanno grande l’uomo. Diventiamo automaticamente un gregge. È quello che ha fatto l’umanità oggi: ha rifiutato Dio, ha negato la grandezza dell’uomo e la sua libertà. Secondo il mondo di oggi che ha aderito a un’ideologia priva di dignità culturale, l’uomo è unicamente pura materia, non molto diverso da un animale. Dov’è finita la grandezza dell’essere umano? La bellezza di tutte le sue opere? La moralità e i valori, dove sono?

Abbiamo una prospettiva della vita che è quella di Dio Creatore, è quella costruttiva, è quella dove l’uomo costruisce se stesso e eleva la sua vita a volo d’aquila, è quella della risposta a Dio, al Suo amore. Dobbiamo camminare verso Dio, cercarlo, aprirci a Lui, conoscerlo, amarlo e servirlo. Nel corso della nostra vita, nel cammino terreno, dobbiamo diventare sempre più intimi con Dio, consanguinei di Cristo a livello soprannaturale, membra del suo mistico corpo.

Questa è la via che Dio ci chiede di percorrere, questa è la via attraverso la quale ci realizziamo.

Purtroppo, in opposizione a questa via, c’è la via della perdizione ed è quella del rifiuto e della negazione di Dio, ma anche della negazione della libertà. La libertà si incrementa, si rafforza e si realizza nella scelta del bene; nella misura in cui scegliamo il male, la nostra libertà ne diventa schiava, diventa incapace di decidere. La libertà, scegliendo il male, sprofonda nella palude in cui rimane prigioniera. Chi commette il peccato ne è schiavo.

Ecco, allora, le due opzioni della vita che appartengono alla legge esistenziale, al di là della fede: scegliere liberamente il bene o scegliere liberamente il male. Essere libere creature di Dio oppure schiavi sottomessi a satana. Il male è una dittatura soffocante, la conversione e la scelta di Dio è libertà, è amore, è camminare verso la luce. Molti hanno certamente sperimentato la conversione e possono testimoniare che è veramente un passaggio dalla morte (il peccato) alla vita (la fede).

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”