
Pensiero Spirituale sul male, il dolore e la morte
Cari amici, dal dopoguerra l’Occidente ha proposto una visione della vita che supera il Cristianesimo, elimina Dio, nega l’esistenza dell’anima immortale e l’uomo sarebbe un prodotto della materia. Siccome la scienza si occupa della materia, dovrebbe risolvere i nostri problemi. Ma sono corbellerie! Non si può ridurre l’uomo alla pura materia! L’uomo è ben altro, l’uomo è molto di più.
La grande menzogna del mondo d’oggi è proprio la riduzione dell’uomo a materia e quindi affermare che la scienza è in grado di risolvere tutti i problemi dell’uomo. È vero che c’è un ramo della scienza che è benefattore dell’umanità perché ha permesso di curare le malattie e di incrementare tutti quei mezzi con i quali, se fossimo persone rette, potremmo sfamare tutta l’umanità. Sicuramente la ricerca scientifica ha portato dei risultati che, se fossero moralmente orientati, potrebbero eliminare alcune piaghe dell’umanità come la malattia e la fame. Questo è da riconoscere, ma nel medesimo tempo sappiamo che la scienza non guidata dalla morale sta diventando uno strumento di annientamento, abbruttimento e degradazione del genere umano.
La vita umana sulla Terra è una tragedia esistenziale e questo lo riconoscono perfino gli atei. L’ateismo del dopoguerra eliminava Dio e nel medesimo tempo mostrava l’assurdità della vita sulla Terra. Tutto il filone culturale del dopoguerra che si è sviluppato in Europa e ha avuto riferimenti in tutto il mondo, è un ateismo tragico, nega l’esistenza di Dio a partire dal dolore del mondo.
La condizione umana è devastata dal peccato, dalla cattiveria. Dentro di noi siamo disposti a questa tendenza di distruzione interiore ma anche rivolta verso gli altri. La prima malattia della condizione umana è il peccato, la cattiveria dell’uomo, l’odio che l’uomo è capace di nutrire, la sua violenza, il suo disprezzo, la sua tracotanza, la sua invidia, il suo inganno. Nell’uomo c’è un qualcosa di distruttivo che lo rende infelice e rende infelice anche gli altri. Che cosa leggiamo sui giornali se non le devastazioni quotidiane del male?
La condizione umana è segnata dalla cattiveria umana. Che cosa può fare la scienza nei confronti della cattiveria umana? Il male è dentro tutti. È una potenza devastante che è in noi.
L’altro aspetto tragico è il dolore del quale la condizione umana è segnata. Il dolore ha molte sfaccettature, non è solo fisico ma riguarda anche gli affetti per la perdita di persone care ad esempio. Che cosa può fare la scienza nei confronti di questo? Nulla! Quando viene a mancare un figlio improvvisamente a causa di un incidente, ad esempio, che cosa può fare uno psicologo per alleviare quel dolore devastante?
La morte è un’altra condizione esistenziale umana per cui la scienza non può fare nulla. La vita è un’esistenza che procede ineluttabilmente verso la morte ed è una duplice morte, non è solo quella fisica ma è anche quella delle motivazioni, della capacità di amare, la riduzione di noi stessi a degli ectoplasma.
Questa è una potenza devastante che è entrata nel mondo a causa del peccato originale. “Morirai” è una punizione divina perché Dio ci aveva dato il dono dell’immortalità e Adamo, peccando, lo ha perduto.
Questa è la condizione umana, è segnata dal dolore, dal male e dalla morte. È innegabile. Questi problemi esistenziali non possono essere omessi, nascosti, non possiamo fare finta che non ci siano, ci sono eccome e certamente non possono essere risolti dalla scienza. Non ci si può non riconoscere creature bisognose di un Padre Celeste. L’uomo da solo non può salvarsi.
Il grande inganno del nostro tempo è quello di aver diffuso la credenza che senza Dio si vive meglio.
La Regina della pace ci invita a stare attenti alle seduzioni di satana e a seguire Gesù sul Calvario. «In questo tempo di grazia Satana vuole sedurvi e voi, figlioli, guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario, nella rinuncia e nel digiuno».
Lungo la via del Calvario troviamo la soluzione ai problemi esistenziali della vita, della natura umana, della nostra esistenza qui sulla Terra e che ci sono da sempre, da quando esiste l’uomo. Sono i tipici interrogativi della condizione umana: perché il male? Perché il dolore? Perché la morte? La scienza non ha risposte per questi interrogativi, se non illusorie.
Solo in Dio troviamo le risposte.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”