"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 64 di 186

“PREGATE COL CUORE”

Primo Passo: aprire il cuore (2)

 Gli insegnamenti della Regina della pace sulla preghiera rispecchiano un cammino di crescita che lei ha fatto fare alla parrocchia e, attraverso di essa, ai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Non si tratta affatto di indicazioni astratte e generiche. La Madonna è una maestra concreta e piena di sapienza pedagogica. Chi ha seguito i messaggi fin dall’inizio si è reso conto di aver percorso un itinerario spirituale attraverso tappe successive. Maria ci ha presi per mano come bambini incapaci di camminare e col passare del tempo ci ha addestrati a salire le vette impegnative ma affascinanti della santità.

Il punto di partenza è il cuore, che sta sicuramente al centro dei messaggi dati a Medjugorje. Si tratta di un’espressione dal sapore biblico che incontriamo molto spesso. Non c’è da meravigliarsi che la “Figlia di Sion” faccia riferimento a questa espressione che ricorre nella Bibbia oltre un migliaio di volte. D’altra parte proprio uno dei suoi inviti più insistenti riguarda la lettura della Sacra Scrittura in famiglia. La Madonna vuole che i suoi messaggi vengano accolti col cuore e non per curiosità, che si digiuni col cuore e non per abitudine e che la preghiera venga dal cuore, in modo tale che sia un abbandono totale a lei.

 Che cosa significa tutto questo? Quale grande conoscitrice dell’uomo Maria è consapevole della nostra connaturata tendenza alla superficialità e del fatto che siamo pronti ad ascoltare con un orecchio e a dimenticare con l’altro. Come il grano caduto sul terreno incolto, il suo insegnamento rischia di essere ben presto soffocato dalle spine e dai rovi. Di qui l’invito pressante ad accogliere nel cuore e a vivere quanto ci insegna.

Il richiamo all’esperienza personale è uno degli aspetti più significativi e originali del cammino spirituale che uno inizia a Medjugorje. La Madonna è ben lontana da una catechesi astratta. Il cristianesimo non è tanto una dottrina quanto una vita. Maria ti invita a capire, ad accogliere e a vivere. L’itinerario che lei propone ti porta a sperimentare nel tuo cuore la grandezza e la bellezza della vita quando Dio è presente e la illumina. Come si impara a pregare pregando, così si apprende la fede vivendo. Se non si vive nel cuore non si può sentire né Dio, né la Madonna, né la grazia (03.07.1986).

Per quanto mi riguarda questo è stato uno degli aspetti di Medjugorje che hanno inciso di più nella mia vita. Abituato a divorare un libro dopo l’altro, mi ero illuso che si possa conoscere la fede studiando. In realtà la fede è vita e la sua crescita è frutto di un cammino esistenziale. Altri poi hanno compreso che si portavano addosso un cristianesimo abitudinario, fatto di pratiche esteriori e di precetti morali, senza però una esperienza viva di Dio e della sua grazia. La Madonna ci ha insegnato a vivere sempre più in profondità la fede e a crescere nell’impegno quotidiano.

 Nel cammino verso la preghiera del cuore tre sono i passi che la Regina della pace indica nello svolgimento del suo magistero: il primo passo è quello di aprire il cuore; il secondo di purificare il cuore; il terzo di donare a lei il cuore. Compiendo questi tre passi fondamentali la preghiera alla fine sgorga come una sorgente inesauribile di gioia e di pace che anticipa nel cuore l’esperienza del paradiso.

Che cosa significa l’invito ad  “aprire il cuore”? Quando, cari amici,  noi apriamo la porta di casa? Quando qualcuno bussa. Sentendo bussare, noi decidiamo di aprire o di non aprire. Così avviene nella vita spirituale. La grazia passa e bussa al cuore dell’uomo. L’iniziativa è sempre di Dio, il quale ci ama e si preoccupa della salvezza eterna della nostra anima, anche quando noi siamo lontano da lui e viviamo nell’indifferenza religiosa o nella mediocrità della tiepidezza.

La grazia, che ha misteriosamente condotto a Medjugorje innumerevoli pellegrini, li sollecita alla conversione e al cambiamento di vita. E’ un momento decisivo che può segnare l’esistenza di una persona nel bene e nel male. Uno riflette e valuta il da farsi. Dio gli pone davanti il passo da compiere e la decisione da prendere. Si tratta forse di rinunciare ad una vita sbagliata o a un peccato concreto. La battaglia è tutta nel cuore, dove si decide se accogliere l’invito di Dio.

 La Madonna, che legge in tutti i cuori, conosce bene questo momento chiave nella vita di una persona e i suoi inviti si moltiplicano senza sosta:  “ Vi prego, apritevi e incominciate a pregare “ (20.03.1986). “ Apritevi come si aprono i fiori in primavera alla ricerca del sole” (31.01.1986). “Pregate e cambiate la vostra vita”(13.111986). E di fronte alle nostre esitazioni e agli alibi della nostra carne impenitente non esita a scuoterci con tono deciso: “ Il Signore vi ha dato una libera volontà, dunque fatene  uso” (31.01.1987).

Si tratta in ultima istanza di “decidersi per Dio”. Questo forse è l’espressione che meglio traduce l’invito così ricorrente di aprire il cuore. E’ una scelta che può avvenire solo per impulso della grazia e che segna l’inizio della preghiera del cuore. Con questa decisione coraggiosa noi prendiamo tutto il male che pesa sulla nostra vita e lo offriamo al Signore (04.12.1986). Lui lo distrugge nel suo amore, fa rinascere la nostra vita e ci incammina sul cammino della santità e della pace.

Come si fa festa in cielo per un peccatore pentito, così Maria esulta per l’apertura del nostro cuore:  “Oggi vi ringrazio per ogni apertura del vostro cuore. Sono piena di gioia per ogni cuore che si apre a Dio…Tutte le vostre preghiere offritele per l’apertura dei cuori che sono in peccato” (18.04.1986).

( continua)

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DI P.LIVIO:

⭐️ “Apostoli di Maria” :  Un libro per l’esame finale dei Dieci Segreti

Carissimo Padre Livio,
Le scrivo per dirle che il suo libro “Apostoli di Maria” è un capolavoro. Ne ho letti tanti di libri suoi, ma questo, a mio avviso, ha una “luce” particolare. Lo sto leggendo e meditando con grande attenzione. In ogni pagina sottolineo i passaggi cruciali. Mi infonde forza e coraggio. È configurato come libro-guida, quasi un testo preparatorio ad un “esame” (mi scusi se faccio questo paragone). Non un esame qualunque, ma è quello decisivo. L’esame “finale” dei dieci segreti. Il mio intento sarebbe quello di leggerlo e commentarlo agli amici del Gruppo di preghiera di cui sono il responsabile della catechesi. Anche se un buon numero dei componenti storcono il naso riguardo a Medjugorje (compresi alcuni sacri ministri), io non voglio più tacere. Avverto che è giunto il momento di far giungere il messaggio della Regina della pace a tutti. Lei, Padre Livio, cosa mi suggerisce? Mi raccomanda prudenza? Sarei ben lieto di avere una sua risposta illuminante.
Un caro saluto.
Ave, Maria!

Donato da Milano

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’amore di Dio che guarisce il cuore dal male

Cari amici, nel messaggio del 25 agosto 2023 la Regina della pace ci ha invitato alla preghiera del cuore e ha detto: «I vostri cuori, figlioli, siano rivolti nella preghiera verso il cielo, affinché il vostro cuore senta il Dio d’amore che vi guarisce ed ama con amore immenso».

L’amore di Dio guarisce il cuore dal male. In questa espressione è sintetizzata la salvezza cristiana. Sappiamo che l’uomo nasce in una condizione esistenziale di peccato, sofferenza e morte. Questa triade caratterizza la natura umana dopo il peccato originale. Il male ferisce la natura umana, anche se è sana. Questa ferita può infettare l’anima fino a portarla alla morte spirituale.

L’uomo con il peccato originale ha perso la grazia di Dio, lo splendore della gloria originaria nella quale è stato creato ed elevato; con il peccato l’uomo ha perso l’esenzione dal dolore, che era un altro dono di Dio dato alla natura umana elevata in grazia; la sentenza più tremenda del peccato è la morte, perché l’uomo ha deciso di staccarsi da Dio, che è la Vita.

La Storia dell’umanità è condizionata da questa triplice ferita che ha origine nel peccato dei progenitori. Tutte le religioni e tutte le culture si sono sforzate di curare questo male in cui l’uomo nasce, in particolare la morte. Tutte le religioni e le filosofie sono nate per vincere la morte, solamente il Cristianesimo ha una risposta a questo quesito. Nemmeno l’attuale ideologia anticristica contemporanea che punta sulla tecnica per salvare l’uomo dalla morte riesce a farlo. Per morte intendo quella del corpo e quella dell’anima.

Solamente Cristo è la risposta al male insito nell’uomo. Solo Cristo è Via, Verità e Vita. L’unica vera salvezza è quella cristiana che viene dalla Croce. Con il rifiuto della fede e della Croce resta nella miseria esistenziale e nella prospettiva della morte che ci divora, giorno per giorno.

L’uomo di oggi cerca invano salvezze da poco, effimere, a buon mercato, illudendosi che intervenendo sulla Creazione ci sia una vittoria su questa triplice piaga della condizione umana. In realtà, l’uomo non può trovare da nessuna parte la soluzione al problema del male se non cerca in Cristo.

L’umanità sta andando verso la grande illusione della salvezza che l’uomo dà a se stesso. Ma questa salvezza è illusoria, è falsa, è menzogna, è opera del diavolo.

In che cosa consiste la salvezza cristiana che viene dalla Croce? Innanzitutto, è una salvezza che viene da Dio, non è un prodotto umano. La salvezza cristiana viene da Cristo Crocifisso per amore nostro, che ha espiato i peccati al nostro posto, per nostro amore. Quando gli Apostoli erano chiusi nel Cenacolo, Gesù Risorto è apparso e ha detto: «Pace a voi» e poi «Ricevete lo Spirito Santo», ovvero l’amore di Dio. Questa è la salvezza cristiana: l’amore di Dio!

L’amore di Dio è ineffabile, assoluto, incondizionato, infinito, immenso. L’amore di Dio guarisce, sana, brucia le radici del male, risana le ferite più profonde, risorge le anime dalla morte. Il dono prezioso che tutti possono avere e che guarisce dalla triplice malattia (peccato, dolore, morte) è l’amore di Dio.

L’amore di Dio perdona i nostri peccati, guarisce le ferite del peccato, apre i cuori, li rende capaci di amare. L’amore di Dio trasforma la nostra interiorità e la rende capace di diventare una vita di amore e di dono. L’amore di Dio guarisce anche dal dolore perché il dolore, accolto con amore in unione a Cristo Crocifisso, perde la sua maledizione. Il dolore, accettato e offerto per amore, diventa salvifico. Lo sanno bene tanti malati, lo sanno coloro che hanno abbracciato croci particolari che riguardano la salute, lo sanno quelli che hanno avuto dolori immensi anche dal punto di vista psicologico e spirituale come ad esempio i dolori affettivi, i fallimenti dei matrimoni, i tradimenti dalla persona amata. Da chi possono essere guariti questi dolori? Se nella preghiera ci apriamo all’amore di Dio, troveremo la consolazione e il senso di quello che accade.

Chi può salvare un uomo dalla morte? Nel momento della morte l’amore di Dio abbraccia, accoglie, purifica e porta nella luce del Paradiso.

L’umanità moderna ha perso la saggezza dei valori delle generazioni passate che ben sapevano che l’amore di Dio è immenso e può tutto. Nella semplicità del loro cuore e nell’umiltà della loro sapienza conservavano l’unico vero tesoro della vita, cioè l’amore di Dio accolto nella fede.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Dobbiamo prepararci ad affrontare fra non molto grandi prove”

Carissimo Padre Livio,

Vedo che Lei, nella sua trasmissione, non si occupa personalmente dei grandi temi che sono all’Ordine del giorno del Sinodo dei Vescovi. 

Il Sinodo è indubbiamente un evento ecclesiale di grande importanza che  determinerà la Chiesa del futuro.

Il dibattito è acceso e la posta è alta.

Possiamo dire di essere arrivati a un punto di svolta decisivo.

Non le sembra che anche Radio Maria dovrebbe partecipare attivamente?

Lei ritiene di non avere nulla da dire? O è una posizione di comodo?

Esca fuori dal suo silenzio e abbia il coraggio di prendere posizione.

Con rispetto e affetto

Vittorio di Roma


Caro Vittorio,

Radio Maria adempie alla sua missione con l’appello alla conversione, con  l’insegnamento della  fede e della morale cattoliche, il fervore della preghiera e la diffusione del vangelo in tutto il mondo.

 Io credo che questo sia quanto la Madonna desidera da noi ed è quanto la  Chiesa apprezza ovunque siamo presenti.

D’altra parte non mancano trasmissioni particolari sui temi ecclesiali all’ordine del giorno, come pure una informazione autorevole assicurata dal Radio Giornale Vaticano.

Detto questo io preferisco dedicarmi a spiegare i messaggi della Regina della pace che, nel mare tempestoso del nostro tempo, chiede il nostro aiuto per portare l’umanità e la Chiesa ai lidi della salvezza.

Nulla è più utile alla Chiesa della nostra preghiera, della nostra santità di vita e della nostra testimonianza di fede.

Non dobbiamo dimenticare le parole ammonitrici di  S. Giovanni Paolo II  a Fulda:

Venne quindi chiesto al Santo Padre: “Che cosa succederà alla Chiesa?”.
Egli rispose: “Dobbiamo prepararci ad affrontare fra non molto grandi prove, le quali potranno richiedere persino il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e per Cristo… Con la vostra e la mia preghiera sarà possibile mitigare queste tribolazioni, ma non è più possibile evitarle, perché un vero rinnovamento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo.

Quante volte già il rinnovamento della Chiesa è scaturito dal sangue! Neppure questa volta sarà diverso. Dobbiamo essere forti e preparati, confidare in Cristo ed in sua Madre, e recitare molto, molto assiduamente la preghiera del Santo Rosario”.

Sono Parole profetiche da prendere molto sul serio.

Ave Maria

Padre Livio

“PREGATE COL CUORE”

Si impara a pregare pregando (1)

A Medjugorje la preghiera è ritornata al centro dell’esperienza cristiana. Il lungo magistero di Maria ha plasmato la Parrocchia e attraverso i pellegrini ha popolato la terra di gruppi di preghiera. Il centro naturale di irradiazione è la chiesa parrocchiale, ma intono ad essa sono sorti diversi centri di orazione e comunità contemplative . In modo particolare la preghiera è rinata nelle famiglie dove lo sviluppo del modo moderno di vivere rischiava di soffocarla. Memorabile è rimasto l’invito della Madonna all’inizio della Quaresima di  “spegnere il televisore” (13.02.1986).

 La Regina della pace è innanzi tutto una Maestra di orazione. Lo stesso invito alla  conversione, che è il messaggio più importante che la Madonna ha dato a Medjugorje, si intreccia col cammino di preghiera. Ci si converte incominciando a pregare e si avanza nel cambiamento del cuore nella misura in cui la preghiera lo conquista e lo riempie di sé. Quando il cuore è convertito, allora da esso sgorga la preghiera di gioia, come una fonte d’acqua zampillante per la vita eterna.

Non si comprende Medjugorje se non si incomincia a pregare. Non lo comprendono coloro che non pregano. In una Chiesa dove una parte del clero e delle famiglie religiose aveva messo la preghiera in secondo piano, il messaggio forte e insistente della Regina della pace è caduto in un terreno poco ricettivo. La stessa lunga permanenza di Maria sta a indicare quanto difficile sia riportare i cristiani del nostro tempo al cuore stesso della vita della Chiesa, che è la preghiera. A certi critici superficiali si deve far notare che la Madonna a Medjugorje parla poco e prega molto e che la Parrocchia di Maria, con tutti i limiti e i difetti che hanno le cose umane, è indubbiamente il luogo del mondo dove si prega di più e meglio.

Non sono fra quelli che amano citare le parole pronunciate privatamente dal Santo Padre a favore di Medjugorje, anche se sarebbe del tutto lecito. Mi limito però a far notare che la più grande enciclica scritta dal figlio prediletto di Maria, che lei “ha scelto per questi tempi” (25.10.1994), è quella della preghiera. Si tratta di un’enciclica scritta non con la penna, ma con l’esempio della vita. Il Papa di Maria è in primo luogo un uomo di intensa preghiera ed è da questa sorgente segreta e misteriosa che egli trae il coraggio, la forza, la sapienza e la dedizione sovrumana nel compiere il suo altissimo ministero.

Dopo tanti anni di apparizioni quotidiane, possiamo parlare di un magistero vero e proprio della Regina della pace riguardo alla preghiera. Non vi è dubbio che lei abbia preso i parrocchiani per mano e li abbia condotti al cuore del vangelo. Non si è trattato però di un insegnamento teorico, ma pratico. La Madonna ha insegnato a pregare pregando. Ha risvegliato la preghiera dal fondo del cuore attraverso l’impegno di incominciare a recitare le più semplici preghiere della tradizione cristiana.

Molto interessante al riguardo è la testimonianza della veggente Marija, data ai microfoni di Radio Maria: “ All’inizio la Madonna aveva chiesto di pregare i sette Pater, Ave e Gloria e il Credo. E’ stata la prima preghiera che abbiamo imparato a recitare con la Madonna. Noi non sapevamo recitare il rosario, perché di solito lo guidava la nonna e noi eravamo quella generazione che dimenticava. Così abbiamo incominciato a pregare il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre, a volte tutta la notte fino al mattino, e così un po’ alla volta abbiamo incominciato a sentire la preghiera”(1).

Ho ascoltato più volte Vicka riferire ai pellegrini gli insegnamenti molto precisi della Madonna, la quale si è innanzi tutto preoccupata di insegnare ai suoi “angeli”, come nei primi tempi chiamava i sei veggenti, a pregare sentendo la preghiera col cuore. La Madonna nulla concede a tecniche più o meno complicate di meditazione, come oggi è di moda, anche in alcuni ambienti cristiani. I suoi insegnamenti sono sempre caratterizzati dalla semplicità e dalla luminosità del vangelo. Lei ha incominciato il suo magistero di preghiera invitando a recitare il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre, pensando al significato delle singole parole e cercando di afferrare col cuore il valore di ognuna di esse.

Mi ricordo quanto riferisce Santa Teresa di Gesù Bambino al riguardo. Lei amava soffermarsi su ogni parola del Padre nostro, per comprenderne col cuore il profondo significato. Il più delle volte però rimaneva ferma alla parola “Padre”, e, pensando alla paternità divina nei nostri confronti, i suoi occhi si gonfiavano di lacrime. Questo è un esempio molto significativo di come incominci la preghiera del cuore. Si tratta di sentire col cuore il valore di ogni parola che viene pronunciata quando preghiamo.

E’ sempre la veggente Marija, particolarmente sensibile al richiamo della preghiera, a raccontarci il cammino percorso per giungere alla preghiera del cuore: “ All’inizio pregavamo perché volevamo che la Madonna continuasse a stare con noi, poi abbiamo incominciato a sentire il bisogno della preghiera e attraverso di essa l’esigenza di capire di più la Madonna e di stare più vicini a Gesù, di comprenderlo di più e di sentire la sua presenza attraverso la preghiera. Così abbiamo incominciato a sperimentare le nostre piccole crescite, le nostre piccole scale, che ognuno di noi saliva pregando sempre di più. Mi ricordo che quando, come gruppo di preghiera, abbiamo iniziato l’adorazione notturna, verso le tre di mattina ci prendeva il sonno. Allora, sapendo che a quell’ora era il nostro momento debole, abbiamo incominciato a leggere e a cantare i salmi e così passavamo le quattro del mattino, poi alle cinque arrivava il sacerdote per la santa Messa e alle sei ritornavamo alle nostre case. Dopo una notte di preghiera eravamo così contenti che salutavamo la gente che usciva di casa ancora addormentata, perché si era appena svegliata, mentre noi eravamo pieni di gioia. Così abbiamo incominciato a sentire questo bisogno e questa dolcezza della preghiera e che non di solo pane vive l’uomo, ma anche della preghiera, che è diventata per noi vita”(1).

E’ qui descritta con efficace realismo esistenziale un’esperienza che molti pellegrini fanno in prima persona. Si tratta di uno scavo verso le profondità del cuore, come quando si cerca una sorgente d’acqua. Innanzi tutto occorre rompere la crosta esterna, fatta di pigrizie, chiusure, mondanità, superficialità e perfino peccati. Quanti credenti pregano solo con le labbra! Come è dura a morire nell’uomo la preghiera degli scribi e dei farisei! Dopo questa fatica iniziale, che richiede perseveranza e buona volontà, ecco che lo Spirito Santo suscita in noi il desiderio di Dio e della sua grazia. In quel momento si entra nel vivo della preghiera che è, come afferma la Madonna “ la gioia dell’incontro col Signore” (14.10.1986).

(Continua)

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul messaggio della Regina della pace del 25 agosto 2023

Cari amici, nel messaggio del 25 agosto la Regina della pace ci invita a cercare Dio nella preghiera. La preghiera di cui parla la Madonna è quella del cuore, che sale verso il Cielo e va al di là dei limiti della finitezza fino a farci sentire nel nostro cuore l’amore di Dio.

Il tema della ricerca dell’amore e della presenza di Dio erano già presenti nel messaggio del 25 maggio 2023: «Cari figli! Vi invito ad andare nella natura e a pregare perché l’Altissimo parli al vostro cuore e perché sentiate la forza dello Spirito Santo per testimoniare l’amore che Dio ha per ogni creatura. Io sono con voi ed intercedo per tutti voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Nel messaggio del 25 agosto la Madonna ci invita a ricercare Dio attraverso l’intimità della preghiera che ci può portare al fondo di noi stessi. Questo richiamo alla preghiera del cuore sta a significare che il problema del mondo di oggi, secondo la Madonna, è la ricerca di Dio.

La ricerca di Dio avviene attraverso l’umiltà della preghiera, che è quell’atteggiamento di lode, ringraziamento, domanda di chi si pone in un atteggiamento di creatura dinnanzi al Creatore, di figlio che si rivolge al Padre. La cosiddetta infanzia spirituale è alla base della fede, è il riconoscersi figli e riconoscere Dio come Padre. Questo è il punto di partenza per qualsiasi rapporto con Dio.

Nella grande tradizione cristiana, l’incontro con Dio nella preghiera avviene attraverso due vie: una è visibile ed è quella della Creazione che è opera di Dio, contemplando la quale possiamo arrivare a contemplare Dio; l’altra è intima ed è la preghiera del cuore.

Ogni uomo, con la luce della sua intelligenza (che viene da Dio) e con la voce della sua coscienza può arrivare a conoscere Dio attraverso la contemplazione della bellezza e della grandezza della Creazione che non è causa di se stessa, ma ha una causa prima che è Dio Creatore. Questa via è solida, è sperimentalmente afferrabile anche da un bambino quando chiede chi ha fatto questo mondo. La Creazione è sicuramente una testimonianza divina ed è una via attraverso la quale noi possiamo arrivare fino a Dio con la ragione e con la preghiera, poi, istauriamo con Dio un intimo rapporto.

Nel messaggio del 25 agosto la Madonna è tornata sul tema della preghiera personale, che è la ricerca di Dio col cuore attraverso un itinerario interiore. Questa via per incontrare Dio è interiore, parte da desideri profondi del cuore (desiderio di Dio, di felicità, di santità, di perdono, di rinnovamento) e ci porta a Dio, tende a Dio. La Madonna ci indica questa strada, insieme a quella della contemplazione del Creato, per uscire fuori da questa dilagante situazione esistenziale di rassegnazione a vivere nell’ambito della finitezza, dei limiti del visibile e del tangibile, poiché il presupposto è che l’uomo è materia e basta. Ma l’uomo tende a Dio! Le profondità del cuore racchiudono domande esistenziali che trovano risposte solamente in Dio ed è proprio nella preghiera di figli che possiamo trovare il Padre.

La Madonna insiste sulla ricerca intima di Dio e sull’elevazione dello sguardo al soprannaturale perché vede che si sta costruendo un dio artefatto, una preghiera artefatta, una visione della vita artefatta. Ma le risposte alle domande del cuore si trovano solamente elevando lo sguardo verso il Cielo e chinando il capo davanti al Padre, pregano umilmente con amore di figli! Le risposte di Dio sono autentiche, quelle del mondo sono artificiali, fasulle, artefatte.

La Regina della pace è sempre molto attenta a ciò che accade nel mondo e ha uno sguardo celeste su quello che succede. Lei sa e vede che il mondo sta costruendo risposte artificiali a domande esistenziali. La Madonna si rende conto che l’itinerario dell’uomo verso Dio, che è sempre passato dalla contemplazione della natura e dall’intimità del cuore, viene dirottato su una visione della vita in cui tutto è materiale e artificiale.

La Madonna ci invita a tornare a Dio, alla preghiera, alla conversione, ai Comandamenti. Solo attraverso la vera fede possiamo salvarci, il resto è falsità, è menzogna, è artificio che inganna e che devia sulla strada della perdizione.

Il soprannaturale è qualcosa di sopraffino, di luminoso, di santo, di semplice, di umile. Il soprannaturale è bello, è pulito, è semplice, è puro, è umile. Il demonio in tutti modi cerca di imitare il soprannaturale e da queste false imitazioni scaturiscono le false preghiere, le false gioie, le false luci, le false apparizioni, i falsi profeti. Satana regna e quindi produce una religiosità falsa, per cui se non si è attenti, rigorosi e umili di cuori, è facile falsi incantare.

Cari amici, vigiliamo instancabilmente sulla porta nel nostro cuore e riconosciamoci umilmente figli del Padre che è nei Cieli.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Mi lasciano perplessa le apparizioni nel castello di Medjugorje”

Carissimo Padre Livio, immagino che Lei sia rientrato in sede, pronto a  riprendere le sue trasmissioni.

Io sono di ritorno da Medjugorje, dove sono stata per alcuni giorni insieme a mio marito e ai miei due figli.

Sono stati giorni meravigliosi, come già in passato, ma questa volta c’è  qualcosa che non mi ha convinto.

Ieri sera infatti, 26 Agosto, ho partecipato, su invito di alcuni amici, a una apparizione alla veggente Marija, in quello strano castello che è stato edificato nella piana di Medjugorje quasi a ridosso del Podbrdo.

Il piazzale era pieno di gente, in buona parte italiani, e la coreografia era spettacolare.

Però, più osservavo la scena e più avvertivo qualcosa che non mi convinceva.

Non parlo ovviamente della apparizione in sé, che è un grande dono a prescindere dal posto.

Parlo del contesto in cui essa si è svolta, che non mi è piaciuto per niente.

Ho avuto l’impressione che il tutto fosse in mano ad una regia esterna che  puntava allo spettacolo, qualcosa quindi di diverso dalla semplicità e dalla spontaneità a cui siamo abituati.

Io in passato ho avuto la possibilità di partecipare alle apparizioni di  Mirjana alla Croce blu il due del mese e le assicuro che il clima spirituale era molto diverso.

Forse si tratta solo di mie impressioni, caro Padre, ma ho voluto  confrontarmi con lei per avere, se possibile, una sua risposta. 

Anna di Milano


Cara Anna,

sono al lavoro come al solito,  per il semplice fatto che non mi sono mosso  dalla sede di Radio Maria.

Per rispondere alla sua richiesta vorrei precisare che in tutti questi anni (dal 1985) non ho mai messo piede nel castello di cui mi parla. 

L’ho visto crescere con una certa inquietudine, perché mi sembrava qualcosa di estraneo alla realtà di Medjugorje.

So che da qualche tempo la veggente Marija ha delle apparizioni lì dentro, con scadenze sempre più ravvicinate.

Mi sono chiesto anch’io  perché  non alla Croce blu, che è  lì nelle vicinanze  e che fin dalle origini è un luogo previlegiato per le apparizioni della Regina della pace con i pellegrini.

Fra l’altro la Croce blu è un luogo pubblico, dove tutti possono muoversi liberamente e senza subire condizionamenti interessati.

Ho guardato e riguardato il video dell’apparizione del 26 Agosto che lei mi ha inviato.

Anch’io ho provato la sua stessa sensazione di disagio.

Ciò non toglie però che la Madonna conceda le sue grazie a chi prega con fede.

Ave Maria

Padre Livio

DALLA NOSTRA CAPPELLA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

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