Primo Passo: aprire il cuore (2)

 Gli insegnamenti della Regina della pace sulla preghiera rispecchiano un cammino di crescita che lei ha fatto fare alla parrocchia e, attraverso di essa, ai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Non si tratta affatto di indicazioni astratte e generiche. La Madonna è una maestra concreta e piena di sapienza pedagogica. Chi ha seguito i messaggi fin dall’inizio si è reso conto di aver percorso un itinerario spirituale attraverso tappe successive. Maria ci ha presi per mano come bambini incapaci di camminare e col passare del tempo ci ha addestrati a salire le vette impegnative ma affascinanti della santità.

Il punto di partenza è il cuore, che sta sicuramente al centro dei messaggi dati a Medjugorje. Si tratta di un’espressione dal sapore biblico che incontriamo molto spesso. Non c’è da meravigliarsi che la “Figlia di Sion” faccia riferimento a questa espressione che ricorre nella Bibbia oltre un migliaio di volte. D’altra parte proprio uno dei suoi inviti più insistenti riguarda la lettura della Sacra Scrittura in famiglia. La Madonna vuole che i suoi messaggi vengano accolti col cuore e non per curiosità, che si digiuni col cuore e non per abitudine e che la preghiera venga dal cuore, in modo tale che sia un abbandono totale a lei.

 Che cosa significa tutto questo? Quale grande conoscitrice dell’uomo Maria è consapevole della nostra connaturata tendenza alla superficialità e del fatto che siamo pronti ad ascoltare con un orecchio e a dimenticare con l’altro. Come il grano caduto sul terreno incolto, il suo insegnamento rischia di essere ben presto soffocato dalle spine e dai rovi. Di qui l’invito pressante ad accogliere nel cuore e a vivere quanto ci insegna.

Il richiamo all’esperienza personale è uno degli aspetti più significativi e originali del cammino spirituale che uno inizia a Medjugorje. La Madonna è ben lontana da una catechesi astratta. Il cristianesimo non è tanto una dottrina quanto una vita. Maria ti invita a capire, ad accogliere e a vivere. L’itinerario che lei propone ti porta a sperimentare nel tuo cuore la grandezza e la bellezza della vita quando Dio è presente e la illumina. Come si impara a pregare pregando, così si apprende la fede vivendo. Se non si vive nel cuore non si può sentire né Dio, né la Madonna, né la grazia (03.07.1986).

Per quanto mi riguarda questo è stato uno degli aspetti di Medjugorje che hanno inciso di più nella mia vita. Abituato a divorare un libro dopo l’altro, mi ero illuso che si possa conoscere la fede studiando. In realtà la fede è vita e la sua crescita è frutto di un cammino esistenziale. Altri poi hanno compreso che si portavano addosso un cristianesimo abitudinario, fatto di pratiche esteriori e di precetti morali, senza però una esperienza viva di Dio e della sua grazia. La Madonna ci ha insegnato a vivere sempre più in profondità la fede e a crescere nell’impegno quotidiano.

 Nel cammino verso la preghiera del cuore tre sono i passi che la Regina della pace indica nello svolgimento del suo magistero: il primo passo è quello di aprire il cuore; il secondo di purificare il cuore; il terzo di donare a lei il cuore. Compiendo questi tre passi fondamentali la preghiera alla fine sgorga come una sorgente inesauribile di gioia e di pace che anticipa nel cuore l’esperienza del paradiso.

Che cosa significa l’invito ad  “aprire il cuore”? Quando, cari amici,  noi apriamo la porta di casa? Quando qualcuno bussa. Sentendo bussare, noi decidiamo di aprire o di non aprire. Così avviene nella vita spirituale. La grazia passa e bussa al cuore dell’uomo. L’iniziativa è sempre di Dio, il quale ci ama e si preoccupa della salvezza eterna della nostra anima, anche quando noi siamo lontano da lui e viviamo nell’indifferenza religiosa o nella mediocrità della tiepidezza.

La grazia, che ha misteriosamente condotto a Medjugorje innumerevoli pellegrini, li sollecita alla conversione e al cambiamento di vita. E’ un momento decisivo che può segnare l’esistenza di una persona nel bene e nel male. Uno riflette e valuta il da farsi. Dio gli pone davanti il passo da compiere e la decisione da prendere. Si tratta forse di rinunciare ad una vita sbagliata o a un peccato concreto. La battaglia è tutta nel cuore, dove si decide se accogliere l’invito di Dio.

 La Madonna, che legge in tutti i cuori, conosce bene questo momento chiave nella vita di una persona e i suoi inviti si moltiplicano senza sosta:  “ Vi prego, apritevi e incominciate a pregare “ (20.03.1986). “ Apritevi come si aprono i fiori in primavera alla ricerca del sole” (31.01.1986). “Pregate e cambiate la vostra vita”(13.111986). E di fronte alle nostre esitazioni e agli alibi della nostra carne impenitente non esita a scuoterci con tono deciso: “ Il Signore vi ha dato una libera volontà, dunque fatene  uso” (31.01.1987).

Si tratta in ultima istanza di “decidersi per Dio”. Questo forse è l’espressione che meglio traduce l’invito così ricorrente di aprire il cuore. E’ una scelta che può avvenire solo per impulso della grazia e che segna l’inizio della preghiera del cuore. Con questa decisione coraggiosa noi prendiamo tutto il male che pesa sulla nostra vita e lo offriamo al Signore (04.12.1986). Lui lo distrugge nel suo amore, fa rinascere la nostra vita e ci incammina sul cammino della santità e della pace.

Come si fa festa in cielo per un peccatore pentito, così Maria esulta per l’apertura del nostro cuore:  “Oggi vi ringrazio per ogni apertura del vostro cuore. Sono piena di gioia per ogni cuore che si apre a Dio…Tutte le vostre preghiere offritele per l’apertura dei cuori che sono in peccato” (18.04.1986).

( continua)