
Pensiero Spirituale sul pentimento dei peccati
Cari amici, il pentimento dei peccati è un passaggio fondamentale nel cammino di Conversione. Sia nel Nuovo che nell’Antico Testamento la Divina Misericordia è viva ed è un tema ricorrente nei Salmi, nei testi profetici, ma anche nella Storia di Israele che è una storia di sbandamenti e pentimenti, di punizioni e di riprese. Possiamo dire che in tutta la Storia della Salvezza, dall’inizio e fino ai giorni nostri, si ripete costantemente la Parabole del figliol prodigo.
La tematica della Divina Misericordia deve essere approfondita e spiegata correttamente perché oggigiorno le è stata attribuita un’interpretazione che non è esattamente quella biblica, ma viene data una lettura secondo la quale Dio perdonerebbe i peccati sempre e comunque senza sottolineare che in tutta la Divina Rivelazione il perdono dei peccati è successivo al pentimento.
Il perdono dei peccati è l’atto di Misericordia per eccellenza e per interpretarlo dobbiamo fare riferimento alla Croce.
I peccati che abbiamo commesso ci vengono perdonati purché ci pentiamo, ma la ragione profonda per cui ci vengono perdonati i peccati è di carattere cristologico: Cristo è l’agnello di Dio che ha preso su di sé i peccati del mondo, li ha espiati per nostro amore sulla Croce.
Gesù ha preso su di sé i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi, li ha espiati Lui per nostro amore.
Gesù ha pagato i nostri debiti nei confronti di Dio, non c’è dubbio che da questo punto di vista la Divina Misericordia è veramente infinita. Cristo ha espiato tutti i peccati. La conditio sine qua non è il pentimento e la decisione di non peccare più.
Il messaggio della Divina Misericordia è stato rinverdito da Gesù stesso attraverso le rivelazioni fatte a Santa Faustina Kowalska, portata agli onori degli altari da San Giovanni Paolo II nel 2000. Nel Diario di Santa Faustina Kowalska si riscopre una dimensione di Dio che si era un po’ offuscata negli anni precedenti, anche a causa del giansenismo (che sussiste tuttora). Alcuni vivono in una situazione esistenziale di senso di colpa talmente grande che gli impedisce di vedere la Divina Misericordia.
La descrizione della Divina Misericordia fatta da Santa Faustina Kowalska senza dubbio ci conforta me deve essere collocata nel contesto globale. Il cammino di Conversione prevede dei passi ben precisi: la consapevolezza di aver peccato, la presa di coscienza della gravità del peccato, il pentimento, la decisione di non peccare più ed è da lì che si aprono le sorgenti inesauribili della Divina Misericordia.
Perché bisogna pentirsi? Il pentimento di carattere religioso è qualcosa di molto profondo e riguarda le offese che abbiamo fatto a Dio. Dobbiamo scoprire la dimensione cristologica del pentimento che ha come riferimento innanzitutto la persona di Gesù Cristo.
Ci sono due bellissime preghiere che ci aiutano a capire il senso del pentimento, l’origine e il fulcro: l’offesa a Dio.
Atto di dolore
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.
O Gesù d’amore acceso
O Gesù d’amore acceso, non T’avessi mai offeso! O mio caro e buon Gesù, con la tua santa grazia non Ti voglio offender più, mai disgustarti, ma amarti sopra ogni cosa. Gesù mio, misericordia, perdonami!
In queste preghiere ritroviamo la dimensione del pentimento che Gesù ha rivelato non solo a Santa Faustina ma anche attraverso le rivelazioni a Santa Margherita Maria Alacoque e attraverso Suor Lucia, in particolare la richiesta di Gesù di istituire i sabati in riparazione delle offese fatte ai Cuori di Gesù e Maria.
Il pentimento parte innanzitutto dal modo in cui abbiamo trattato Dio offendendolo, comportandoci da figli scapestrati ed egoisti, emarginandolo dalla nostra vita, disobbedendo ai suoi Comandamenti. Il primo passo del pentimento è capire, nel profondo del nostro cuore, la gravità dell’offesa che abbiamo commesso contro Dio.
Nel nostro cammino di Conversione dobbiamo puntare gli occhi su Cristo in Croce e fare nostre le parole di Santa Caterina da Siena: “chi sarà quello stolto bestiale, che, vedendosi amare, non ami?”
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”