Anno: 2023 Pagina 32 di 186

Per Padre Livio dal nord della Norvegia
Ciao Padre Livio, ti scrivo dal nord della Norvegia. In questo luogo così lontano e remoto rispetto ai fatti che stanno avvenendo nel mondo ho scoperto che le persone vivono qui il Natale come una festa ancora molto sentita a livello religioso. In questo luogo ci sono dei venti gelidi che muovono ogni cosa, pensieri, sentimenti, riflessioni, silenzi, mi aiutano da queste case di legno quasi galleggianti sull’acqua che si muove a sentire che Maria e Gesù sono anche quassù, sempre insieme a me ovunque e insieme a tutte le persone come me molto bisognose del loro aiuto interiore contro le tristezze e solitudini.
Non mi piace farmi vedere dagli altri che prego, perché non sono mai stato un ragazzo speciale e non voglio sentirmi speciale, non voglio sentirmi quello che non sono; quassù sto viaggiando molto e contemplando in maniera profonda la natura, una natura così bella e selvaggia, un’aria così limpida da vedere le vette più lontane come anche le alte vette delle Isole Svalbard sulla linea dell’orizzonte oltre il mare immenso.
Il pregare un po’ meno suscita in me il desiderio di una preghiera più intensa e il desiderio di tornare a pregare di più per Maria e Gesù dopo questo silenzio, il desiderio di stare in compagnia con loro, di sentirmi insieme a loro. Parlo con loro senza neanche pensarci e senza prepararmi a farlo, canto per loro, mentre ascolto il vento forte che gira quassù, ma questo direi che è un vento del bene, un vento del silenzio.
Mi sento lontano fisicamente dalle zone dove avvengono le guerre nel mondo e vorrei che ogni persona potesse sentirsi lontana da queste guerre e dalle tristi notizie. Mi sento un po’ fuori dal mondo, per alcuni giorni mi sono quasi dimenticato di tutte le cattiverie che ci sono nel mondo.
Vorrei che nel mondo regnasse questa pace come quella che sto avvertendo quassù, io ci starei volentieri per sempre in un posto così, e sicuramente, se avrò la possibilità, ci ritornerò, ma ringrazio Dio, ringrazio Gesù, ringrazio Maria per avermi permesso di venire fino quassù ad immergermi in questo silenzio e in questo rumore silenzioso della natura, lontano da tutte le confusioni della vita frenetica, questo silenzio e ascolto è così bello.
Questi luoghi mi fanno venire in mente Papa Wojtyla quando andava sull’Adamello fra i ghiacci a fare la messa con l’eucarestia. Credo che se vogliamo scoprire la preghiera per Gesù e Maria, aiuti molto partire dal cercare il silenzio interiore e nell’ambiente intorno a noi; da questo riposo spirituale sorge una gioia molto forte non solo di pregare con Gesù e Maria al nostro fianco, ma anche di stare proprio con loro nella contemplazione e nel silenzio di tutto il creato.
Grazie Padre Livio per continuare sempre ad aiutare le persone come me e come tutti quelli che hanno bisogno di un sostegno e di un conforto spirituale.
Che Gesù e Maria camminino sempre con noi al nostro fianco lungo il nostro cammino.
Marco

Ci sono persone sempre più numerose che incominciano a capire quello che sta accadendo
Carissimo Padre Livio, vorrei aggiungere un mio piccolo pensiero a quello riportato da Flavio di Milano sul blog circa la situazione di oggi dove la maggior parte delle persone e dei mass media per quanto riguarda le apparizioni “… non le prende nemmeno in considerazione”.
Ho fatto un piccolo paragone fra la situazione odierna e quella descritta dalla Beata Caterina Emmerick durante la crocifissione di Gesù. La gente (riassumo a memoria) non si accorgeva degli eventi, terremoto, sole che si oscurava, tombe che si aprivano ecc… perché era troppo impegnata a fare fuori Gesù, cioè ad uccidere Dio.
È quello che il mondo sta facendo oggi e non vede gli eventi della natura ad esempio – siccità, alluvioni, terremoti e via dicendo – ma come allora o li ignora, o li giustifica cercando spiegazioni varie, o se ne accorge ma non vuole credere perché prevale l’orgoglio nel cuore. Non ne ha il tempo perché l’uomo moderno, eliminando Dio dalla vita, deve mettere qualcun altro al posto Suo, cioè se stesso. È troppo indaffarato per badare a queste “storielle”.
Consola però il fatto che nella descrizione della Beata ci siano vari gruppi di persone che però iniziano a vedere, capiscono, cadono in ginocchio, aprono il cuore e si convertono, fra cui persone “insospettabili” come soldati, persone del Sinedrio eccetera.
Padre Livio… grazie di tutto. Che il Signore la benedica sempre ed ovunque e che la Madonna le stia sempre al fianco e la protegga, di cuore.
Sia lodato Gesù Cristo… sempre sia lodato!
Carlo da Trieste.
Caro Carlo,
concordo con te sul fatto che la gente incominci a riflettere sulla serietà della situazione mondiale e, per quanto riguarda la Chiesa, sulla presenza della Regina della pace da così tanto tempo.
Quello che la Madonna ha anticipato nei dieci segreti fin dalle origini e poi nei suoi numerosi messaggi, lo abbiamo visto maturare giorno dopo giorno nel corso di questi decenni.
I segreti, che sono impressi nel rotolo che la Madonna ha dato a Mirjana, diventano ogni giorno più visibili e si realizzano con una rapidità impressionante.
Per questo la Madonna ci invita a riflettere sui segni dei tempi, perché da anni ormai è in atto la grande guerra escatologica che l’impero delle tenebre ha scatenato contro Cristo, la Chiesa e l’opera stessa della creazione della redenzione.
Personalmente sono ogni giorno ai microfoni di Radio Maria fin dal 1988, commentando, alla luce della fede, gli eventi della storia e della vita quotidiana e posso testimoniare che si è andato realizzando puntualmente quello che la Madonna ci ha svelato nel lungo cammino, durante il quale Lei ci è stata da Guida e da Maestra.
Per questo motivo i cuori aperti a Dio, ovunque si trovino nel mondo, anche fuori dalla Chiesa visibile, si apriranno alla grazia della salvezza che viene da Cristo per mezzo di Maria.
Avranno però bisogno di testimoni credibili e visibili, gli Apostoli di Maria, che la Madonna ha chiamato e sta forgiando in questi tempi, nei quali Dio ha deciso di giudicare e di salvare una generazione che corre verso la perdizione.
Ave Maria
Padre Livio

Pensiero Spirituale sulla consapevolezza della gravità della situazione
Cari amici, quando è iniziata improvvisamente la guerra in Ucraina, il 25 febbraio 2022 la Madonna ha dato un messaggio drammatico. Il 7 ottobre, giorno della Beata Vergine Maria del Rosario, c’è stato il terribile attacco che ha portato come conseguenza oltre mille morti e oltre cinquemila feriti e ha impressionato l’efferatezza dell’assalto. Il fatto che questo evento porti la data del 7 ottobre ci fa capire come la Madonna avesse già messo un freno alla volontà di satana di incendiare il mondo. Dal messaggio dato a Ivan il 20 ottobre, poi, si evince la preoccupazione e l’apprensione della Madonna che vuole farci capire la gravità della situazione.
La Regina della pace, alla vigilia degli eventi che sono accaduti in Unione Sovietica nel 1991, aveva dato un messaggio molto allarmante e identico a quello dato a Ivan il 20 ottobre 2023. La Madonna ha richiamato alla consapevolezza della gravità della situazione e ha aggiunto che gran parte di quello che accadrà dipende dalle nostre preghiere; in questo senso ci ha molto responsabilizzato. Possiamo ben dire che la situazione attuale in Medio Oriente, dal punto di vista del Cielo, è esplosiva e forse va anche al di là di questa zona da come si vede dagli echi che ha nel mondo, soprattutto in occidente dove è tornato di nuovo a galla il miraggio di una nuova Shoah.
La Madonna aveva previsto da tempo quello che sta accadendo, ci ha detto più volte che satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo. A questi ammonimenti ha aggiunto che Dio ci ama e ha mandato Lei per salvarci. Quando sottolineiamo la gravità della situazione non vogliamo fare psicologia del terrore ma, leggendo le parole della Madonna e attenendoci a esse, vogliamo guardare al futuro con speranza. È questa l’impostazione dei seguaci della Gospa: non essere superficiali, non velare la realtà gravissima in cui il mondo si trova, ma guardare ai rimedi che la Regina della pace ci offre.
I rimedi della Madonna sono efficaci nella misura in cui noi li accogliamo da Dio come un dono. La Regina della pace ha detto che molto di quello che accadrà dipenderà dalle nostre preghiere, questo per noi è di grandissimo conforto.
La Madonna vuole che noi comprendiamo la gravità della situazione. La Regina della pace vede che satana tenta di prevalere in modo tale che la guerra raggiunga proporzioni tali da diventare un incendio che distrugge il mondo. All’ordine del giorno c’è quello che noi non vediamo ma che la Madonna vede dal Cielo e vuole renderci consapevoli. Sarà soprattutto all’ordine del giorno nel tempo dei Segreti (dal quarto al decimo) la bramosia di distruzione, odio e morte di satana. Questo è il quadro che più terribile non potrebbe essere ma che ci lascia sereni perché gran parte di quello che accadrà dipende dalle nostre preghiere. È questa la prospettiva attraverso la quale dobbiamo guardare questi momenti.
L’informazione globale ci sta frastornando e non riusciamo ad avere una visione oggettiva. Dobbiamo coltivare i messaggi della Madonna e la preghiera in modo da mantenere la prospettiva di speranza e di responsabilità nostra.
Speranza, perché la Madonna è presente.
Serenità, perché la Madonna è qui per vincere.
È importantissimo per noi non farci travolgere da ciò che offusca la nostra vista spirituale. Dobbiamo entrare nella prospettiva soprannaturale consapevoli che è in atto una grande battaglia fra Dio e satana.
Mai perdere la prospettiva soprannaturale. Mai perdere la serenità e nel medesimo tempo consapevoli della nostra responsabilità che è quella che la Madonna ci indica: preghiera, digiuni e sacrifici per la pace.
«Cari figli! I venti del male, dell’odio e dell’inquietudine
soffiano sulla terra per distruggere le vite.
Perciò l’Altissimo mi ha inviato a voi per guidarvi verso
la via della pace e della comunione con Dio e con gli uomini.
Voi, figlioli, siete le mie mani estese: pregate, digiunate e offrite sacrifici per la pace, tesoro al quale anela ogni cuore.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata»
(messaggio del 25 ottobre 2023)
Con la consapevolezza della portata della guerra spirituale che è in atto, imbracciamo le armi che la Madonna ci ha dato: preghiamo, digiuniamo e offriamo sacrifici per la pace, tesoro al quale anela ogni cuore.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”
Colpito di sorpresa, lo Stato ebraico deve reagire al pogrom jihadista, ripensare la sua sicurezza, affrontare un conflitto brutale e ricostruire la coesione interna. Senza rinunciare alla sfida della pace con gli arabi
di Maurizio Molinari. Produzione Gedi Visual – La Repubblica 29 OTTOBRE 2023 AGGIORNATO 30 OTTOBRE

lo Stato ebraico si trova davanti ad uno dei momenti più difficili della sua esistenza (Seconda parte)
Il nemico ibrido
L’attacco del Sabato Nero ha rivoluzionato l’idea di terrorismo da cui Israele deve proteggersi. Fino al giorno prima c’era un consenso, fra militari e intelligence, sul fatto che Hamas fosse un’organizzazione terroristica simile alle molte che Israele ha dovuto combattere nella sua storia – da Settembre Nero autore della strage di atleti alle Olimpiadi di Monaco nel 1972 all’Olp responsabile dell’attentato di Zion Square a Gerusalemme nel 1975, dall’assalto all’asilo del kibbutz di Maalot nel 1976 firmato dal Fronte per la liberazione della Palestina al massacro di Natanya nel marzo 2002 compiuto proprio da Hamas – con in più la caratteristica di dover amministrare dal 2007 la Striscia di Gaza e quindi le conseguenti responsabilità oggettive nei confronti di oltre due milioni di abitanti palestinesi.
“Si è trattato di un grave errore perché Hamas non è solo tutto ciò ma anche qualcosa di più” afferma Yigal Karmon, direttore del centro studi “Memri” sul Medio Oriente e unico analista ad aver previsto – in settembre – l’attacco del 7 ottobre. “Questo qualcosa in più è l’ideologia che muove Hamas, la stessa che ha generato Al Qaeda e Isis – spiega – e nasce dalla genesi del movimento dei Fratelli musulmani nella prima metà del Novecento” con l’obiettivo di fondere tutti gli Stati arabi per dare vita ad un grande Califfato. È un’ideologia che predica la Jihad, persegue la distruzione degli infedeli – ebrei e cristiani – e la sottomissione dei musulmani “corrotti” nonché la sottomissione del mondo intero ad una versione fondamentalista dell’Islam che “si propone di riportare il mondo intero a XV secoli fa”.
“L’errore di Israele è stato umano – sottolinea Karmon – perché ha creduto che con questa ideologia si potesse convivere”. A dispetto di una Costituzione di Hamas che prevede, in maniera esplicita, la distruzione di Israele e l’uccisione degli ebrei, ed ignorando ciò che l’intelligence israeliana ha continuato a raccogliere negli ultimi mesi: prove evidenti, concrete, su ciò che si stava preparando. Se però sono state “non considerate, ignorate, sottovalutate” aggiunge Karmon “è perché non solo il premier Benjamin Netanyahu ma anche i suoi predecessori e l’intero establishment della sicurezza, da anni, credeva nella politica di far leva sui fondi del Qatar per Hamas al fine di “pagare la pace””.
Proprio così: Israele si è fidata dell’Emiro Al-Thani del Qatar, in ragione dei legami fra Doha ed i Fratelli musulmani, ed ha consentito agli inviati qatarini di far arrivare, ogni mese, valige con milioni di dollari in contanti a Gaza. Hamas assicurava al Qatar, e dunque indirettamente ad Israele ed agli Stati Uniti, che quei soldi servivano ad amministrare la Striscia e a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici ma “la realtà era ben diversa perché ogni razzo, mitra, esplosivo, motocicletta, tunnel e arma di Hamas è stata pagata con quei fondi”.
Se dunque l’Iran è il più importante alleato militare di Hamas, la fonte di armi, intelligence e addestramento, “è invece il Qatar l’origine delle sue maggiori entrate economiche” sottolinea Karmon, aggiungendo che “l’errore strategico di Netanyahu e dell’apparato di sicurezza nazionale è stato credere alla tesi del Qatar che la pace poteva essere acquistata”.
Così come la Casa Bianca, prima con Donald Trump e poi con Joe Biden, si è fidata del Qatar come mediatore con i talebani afghani – venendo sorpresa dal blitz con cui si impossessarono di Kabul il 15 agosto 2021 – adesso è il turno di Israele a dover prendere atto che la mediazione qatarina con Hamas, ha consentito ai jihadisti di Gaza di avere le risorse necessarie per attaccarla. “Ciò non significa – precisa Karmon – che Doha sapesse in anticipo dei piani di Hamas ma pone un problema politico gigantesco sulla credibilità di Doha come garante dell’affidabilità dei gruppi jihadisti”.
A questo bisogna aggiungere che Hamas riceve, ogni mese, donazioni “caritatevoli” raccolte da una vasta rete di moschee e centri di cultura islamica controllati dai Fratelli musulmani – anzitutto negli Usa, in Gran Bretagna ed in Turchia – nel pieno rispetto delle leggi vigenti in questi Paesi. “È questo network di finanziamenti che sostiene imam e moschee che diffondono l’ideologia dei Fratelli musulmani, della Jihad Islamica, di Al Qaeda, di Isis e di Hamas” sottolinea Karmon, il cui obiettivo “non è politico di ottenere questo o quel risultato ma strategico, sottomettere il mondo alla Jihad”.
Le immagini di oltre 1.000 persone rapite, scomparse o uccise nell’attacco di Hamas sono esposte sui posti vuoti dell’Auditorium Smolarz dell’Università di Tel Aviv. 22 ottobre 2023
C’è questa radice ideologica del nemico alla genesi della difficoltà di combatterlo perché l’obiettivo di sottomettere con la violenza il mondo alla Jihad può rinnovarsi, da un secolo all’altro, da un Paese all’altro, anche solo con la diffusione di un testo, un video o l’audio di un sermone. A conferma della difficoltà della sfida contro questa ideologia, quando nel 2014 gli Stati Uniti hanno deciso di creare una coalizione internazionale – con la partecipazione di Paesi europei, mondo arabo, guerriglia curda, Iran e Russia – per sconfiggere Isis di Abu Bakr al-Baghdadi hanno avuto bisogno di ben quattro anni per smantellare lo Stato jihadista che era stato creato a cavallo dei confini fra Iraq e Siria.
Hamas, al pari di Isis, è dunque un nemico ibrido che somma al controllo militare di territori anche amministrazione, cibo, moschee e scuole coraniche per le popolazioni sottomesse. La brutalità dei suoi seguaci nasce da un’ideologia che recluta facendo leva su messaggi pseudo-religiosi disseminati grazie all’uso delle più moderne tecnologie, per finanziarsi come per diffondere la cultura della morte

E’ ora di prepararsi alla battaglia
Carissimo Padre Livio,
ciò che mi ha colpito in questi giorni è la totale indifferenza dell’opinione pubblica ai messaggi che la Madonna ci ha dato, ammonendoci che la situazione è seria e che gran parte di quello che accadrà dipenderà dalle nostre preghiere.
I mass media, compresi quelli cattolici, parlano di tutto fuorché della presenza di Maria che ci guida e ci protegge.
In una situazione internazionale così drammatica a causa della cattiveria che ribolle ovunque e degli armamenti sempre più devastanti, dovrebbero destare attenzione i messaggi di Maria che indicano la via della salvezza.
E’ proprio vero che l’uomo moderno non vuole Dio e corre verso la catastrofe come se nulla fosse.
Temo che, con queste prospettive, saranno pochi quelli che avranno la grazia di vedere un mondo diverso.
Lei, caro Padre, è ammirabile nella sua testimonianza quotidiana, ma temo che le voci come la sua avranno sempre meno orecchie disponibili all’ascolto.
Flavio di Milano
Caro Flavio,
in momenti come questi, e ancora più nel tempo dei segreti, dobbiamo dedicarci soprattutto alla preghiera e non lasciarci travolgere dai messaggi che vengono da un mondo impazzito.
Il nostro interlocutore quotidiano deve essere il Cielo, dal quale viene la luce per comprendere le situazioni e la forza per affrontarle.
Dobbiamo prendere per mano la Madonna e faci guidare quotidianamente da Lei.
Dobbiamo già fin da ora organizzare la nostra vita in modo tale che sia preghiera, lavoro e testimonianza, evitando che il mondo e, attraverso di esso il demonio, ci condizioni e faccia deviare con le sue seduzioni e i suoi inganni.
La Madonna deve poter contare su di noi al cento per cento e noi dobbiamo darle la nostra disponibilità.
Eliminiamo dalla nostra vita quotidiana tutte le cose inutili, liberiamoci dalle zavorre, entriamo in noi stessi per fortificarci in Dio ed essere pronti alla battaglia.
Quello che accadrà dipenderà in gran parte della nostra preghiera, dal nostro coraggio e dalla nostra perseveranza.
Prendiamo le decisioni necessarie e non perdiamo tempo prezioso.
Ave Maria
Padre Livio

Ave Maria Padre Livio,
Affrontare il male? Non c’è forza che può resistere alla forza della ragione e dell’umiltà.
(Libro di Cielo – Luisa Piccarreta – Aprile 4, 1902)
Distruggendo i beni morali, si distrugge anche i beni fisici e temporali.
(1) Continuando il mio solito stato il mio adorabile Gesù viene, ma quasi sempre in silenzio, ossia mi dice qualche cosa appartenente alla verità, e succede che fin quando sta il Signore la comprendo e mi pare che saprò ridire, ma scomparendo mi sento tirare quella luce di verità infusami e non so ridirne niente. Questa mattina poi, ho dovuto molto stentare nell’aspettarlo, e nel venire mi ha trasportato fuori di me stessa, facendosi vedere molto sdegnato. Onde io per placarlo ho fatto vari atti di pentimento, ma a Gesù pareva che non li piaceva nessuno; io tutta mi affannavo nel variare gli atti di pentimento, chi sa potesse qualcuno piacergli, alla fine gli ho detto:
(2) “Signore, mi pento delle offese fatte da me e da tutte le creature della terra, e mi pento e mi dispiace per il solo fine che abbiamo offeso voi, sommo bene, che mentre meritate amore, noi abbiamo ardito di darvi offese”.
(3) Con questa ultima parve il Signore compiaciuto e mitigato. Dopo ciò mi ha trasporto in mezzo ad una via dove stavano due uomini in forma di bestie, tutti intenti a distruggere ogni sorte di bene morale. Parevano forti come leoni, ed ubriachi di passione, al solo vederli mettevano terrore e spavento. Il benedetto Gesù mi ha detto:
(4) “Se vuoi un poco placarmi, va a passare da mezzo a quegli uomini, a convincerli del male che fanno, affrontando il loro furore”.
(5) Sebbene un po’ timida, pur sono andata ed appena vistami mi volevano ingoiare, io però gli ho detto: “Permettete che parli e poi fatemi quel che volete, dovete sapere che se giungerete al vostro intento di distruggere qualunque bene morale appartenente a religione, virtù, dipendenza e benessere sociale, voi senza avvedervi dell’errore verrete a distruggere insieme tutti i beni fisici e temporali, perché per quanto si toglie ai beni morali, altrettanto si raddoppiano i mali fisici; quindi senza avvedervi andate contro voi stessi, distruggendo tutti quei beni caduchi e passeggeri che tanto amate, non solo, ma andate cercando chi distrugge la vostra stessa vita, e sarete causa di far versare lacrime amare ai vostri superstiti”.
(6) Poi ho fatto un’atto grandissimo d’umiltà, che non lo so neppure ridire, e quelli sono restati come uno che le passa lo stato di pazzia, e tanto deboli, che non avevano forza neppure di toccarmi; così sono passata libera e comprendevo che non c’è forza che può resistere alla forza della ragione e dell’umiltà.
Ave Maria
Massimo

