"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 31 di 186

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla necessità di non rimandare la conversione

Cari amici, la Madonna è qui da così tanto tempo per chiamare per l’ultima volta l’umanità alla conversione. Questo è il senso della sua lunga presenza a Medjugorje, difatti l’appello alla conversione è squillato fin dai primi giorni delle apparizioni e è continuato nel corso di tutti questi anni.

Ovviamente, c’è stata una risposta, non c’è dubbio e lo abbiamo visto anche visivamente. La parrocchia dove la Madonna è apparsa è diventata il confessionale del mondo, come ha detto San Giovanni Paolo II. La Regina della pace ha rivelato i Segreti fin da subito, Mirjana ha ricevuto il decimo Segreto il 25 dicembre 1982, nel giorno stesso in cui le ha consegnato una pergamena in cui sono scritti tutti.

Ogni giorno di più vediamo crescere i Segreti nella realtà storica nella quale viviamo, sia per quanto riguarda l’attacco di satana alla fede e alla Chiesa Cattolica, sia per quanto riguarda la situazione del mondo che vede l’umanità sull’orlo dell’abisso. La Madonna ha detto che l’umanità ha scelto per la morte, gli uomini infatti fanno la guerra fra di loro e questa è la conseguenza del fatto che si sono staccati da Dio. Avendo rifiutato Dio, l’umanità si è messa in balìa del principe di questo mondo il quale, suscitando l’odio nei cuori vuole portare le anime nella perdizione eterna e distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione.

Il messaggio della Regina della pace è stato accolto in parte e lo si vede dalle file ai Confessionali a Medjugorje ma anche dal numero di pellegrini che ogni anno sono sempre moltissimi, soprattutto sacerdoti. Tanti pellegrini tornano da Medjugorje convertiti, la vita di molti cambia grazie a questo pellegrinaggio, ci sono tantissime testimonianze in merito.

Stiamo andando sempre più velocemente incontro al momento in cui saranno rivelati i Segreti. I primi due riguardano Medjugorje, il terzo è un segno e allo stesso tempo un ammonimento e sarà sulla montagna della Apparizioni e tutto il mondo potrà vederlo. Quello sarà l’ultimo momento in cui ci sarà ancora tempo per convertirsi, anche se la Madonna ha detto che molti si inginocchieranno ai piedi del segno ma non si convertiranno. La Regina della pace ha esortato a non aspettare a convertirsi.

I Segreti che la Madonna ha dato ai veggenti non sono andati nel dimenticatoio, crescono nel cuore degli uomini giorno dopo giorno. Cresce l’indifferenza religiosa, cresce il tradimento della fede, cresce l’apostasia, cresce la malvagità, cresce l’odio. Tutto ciò che la Madonna ha rivelato, cioè il piano di satana da una parte e il piano di Maria dall’altra, sono due realtà sempre più visibili negli avvenimenti della vita quotidiana e nella Storia di cui noi stessi siamo protagonisti.

Purtroppo, chi non crede è accecato e non vede i segni dei tempi. Siamo a un punto di svolta, ci troviamo di fronte a pericoli che mai si erano presentati in passato. Mai come ora l’umanità è stata sull’orlo dell’abisso e dell’autodistruzione. Mai il Cristianesimo, in duemila anni di Storia, è stato rifiutato in massa; mai come ora la gente ha aderito al paganesimo; mai era accaduto che l’umanità fosse in grado e corresse il pericolo di distruggere se stessa.

Siamo a una svolta, non c’è dubbio. Siamo entrati in una strettoia dalla quale da soli non riusciremo mai a uscire. Nessuno oggi nel mondo è capace di fermare la corsa all’autodistruzione. Pensiamo a come si è prodigato per la pace il Santo Padre, in tutto il suo Pontificato ma soprattutto negli ultimi tempi. Nessuno lo ascolta, non c’è la capacità di riflettere e di prendere in considerazione i suoi accorati appelli. Anche le iniziative di tante persone buone vengono spazzate via dai rigurgiti della malvagità che dilaga ovunque nel mondo.

Questo quadro induce la gente a riflettere, è anche un invito a prepararsi spiritualmente. Oggi come mai prima è urgente la conversione, la confessione, l’impostazione di una vita santa. Dobbiamo tornare a pensare all’anima perché l’umanità è andata scivolando verso l’indifferenza religiosa, verso una morte anonima e priva della consapevolezza che alla fine c’è un incontro con Dio. È questo il grave pericolo che stiamo correndo, rischiamo di entrare nel tempo dei Segreti senza un’adeguata preparazione spirituale. Dobbiamo urgentemente deciderci per la conversione, quando inizieranno gli eventi sarà troppo tardi. Se non avremo una forza interiore speciale, di fronte agli eventi dei Segreti ci sentiremo oppressi e la nostra reazione sarà una resa spirituale. L’atteggiamenti cristiano non è questo, dobbiamo preparare le nostre anime a comparire davanti a Dio. Dobbiamo essere pronti.

Invece della paura per il futuro e per quello che accadrà, dovremmo pensare che abbiamo un’anima da salvare e che questo è quel poco tempo che ci rimane per farlo. Una volta entrati nel tempo degli eventi che sconvolgeranno il mondo, se il cuore sarà pieno di paure e di rimorsi, se non saremo saldi e forti nella fede, se saremo stretti al guinzaglio di satana, sarà troppo tardi e non ci sarà più tempo.

Nulla di quello che sta accadendo in questi giorni sarà un capitolo che andrà risolvendosi da solo. A mio parere la pandemia, la guerra in Ucraina, i combattimenti in Medio Oriente, sono tutti fatti concatenati. È il tempo delle prove!

«Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà,
ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà

il Cuore di mio Figlio Gesù»
(Messaggio del 25 luglio 2019)

Dobbiamo evitare che il peccato regni. Torniamo a Dio e ai Suoi Comandamenti, torniamo alla preghiera. Dobbiamo necessariamente e urgentemente cambiare vita e pensare alla salvezza della nostra anima perché il nostro avvenire qui sulla Terra potrebbe essere compromesso da un momento all’altro.

Dobbiamo appartenere alla Madonna, se saremo Suoi vinceremo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

L’atomica che abbiamo nel cuore

Caino e Abele

di Alessandro d’Avenia – 6 Novembre 2023

Il male assedia le nostre vite. Una guerra in seno all’Europa e una appena fuori. Studenti in crisi e genitori disarmati. Una lettrice mi confida di accarezzare il suicidio. Un amico con un tumore a uno stadio avanzato. Essendo impotente di fronte a tutto questo, potrei diventare cinico, e non fare ciò che il Nobel per la letteratura, il poeta russo Josif Brodskij, condannato ai lavori forzati negli anni ‘60 e poi esiliato dal suo Paese, riteneva essere l’impegno politico di uno scrittore: «Scrivere cose belle».

Questo lo posso fare, non contano le opinioni ma le azioni, conta solo quanta bellezza ho fatto oggi, perché la bellezza è l’origine della speranza, e la speranza è l’origine di nuova bellezza. Questo è il circolo virtuoso del creare, perché la bellezza è amore incarnato (bella è una carezza, una pagina, una cena, una rosa…), compimento di un pezzetto di mondo che invece di morire si salva, e chiunque vuole essere toccato da questa salvezza. Infatti se una cosa bella mi tocca voglio fare altrettanto. Nei paesi un tempo si impediva a una donna incinta di guardare cose brutte: per generare (il) bene bisogna essere prima ri-generati. E allora prendo la penna per provare a costruire uno spazio in cui la bellezza potrebbe magari accadere. Salverà il mondo? No. Ma forse me. Come?

Matthew Perry, trovato morto nella Jacuzzi della sua villa, aveva fatto ridere milioni di persone in una delle serie più fortunate della storia della tv, Friends. In una intervista del 2022 aveva detto: «Quando morirò, non voglio che Friends sia la prima cosa per cui si parli di me, ma per aver aiutato chi soffre di dipendenza dall’alcol». Suo padre non gli aveva trasmesso altro che sbronze e abbandono, e quella contro alcol e droghe è stata la sua lotta per salvarsi e salvare il mondo. Il suo talento straordinario per la recitazione gli dava pace perché poteva essere un altro, uno che dà agli altri la gioia che lui doveva conquistarsi con tutta la pelle. La lotta per trovare la pace, questo era il suo lavoro, per questo voleva essere ricordato.

Gli fa eco l’ultimo premio Nobel per la letteratura, lo scrittore norvegese Jon Fosse, che ha raccontato di essersi liberato dell’alcol solo dopo esserne quasi morto. La scrittura lo ha salvato perché gli ha consentito di «liberarsi» dell’alcolizzato, per lui infatti scrivere si è rivelato ascoltare una voce che lo trascende, e infatti lo ha portato a Dio: «Sono stato un ateo convinto, ma era un modo troppo semplice di vedere le cose, soprattutto per uno scrittore. Prego tutti i giorni, vado a messa una volta a settimana. Mi dà pace, ed è tutta la vita che la cerco».

Cerchiamo la pace, e le nostre scelte autodistruttive sono spesso lenitivi per non sentire disprezzo verso noi stessi o dimenticare che ci stiamo disintegrando: «Quando giravo il mondo – dice Fosse in una recente intervista– con le mie opere teatrali ero quasi sempre solo. La mia unica compagna era una bottiglia di whisky». Salvarsi è trovare integrità, unire i pezzi dell’esistenza, riparare la dis-integrazione di corpo, mente e cuore, le tre dimensioni dell’umano che solo quando vanno insieme danno pace, cioè salvezza.

I primi cristiani per salutarsi si auguravano la pace e non erano sentimentali: augurare la pace è impegnarsi a trovare unità in sé e con gli altri. Non è diverso da «Salve!», cioè «sii salvo», parola antichissima che non significava altro che «integro», «unito». Il contrario di salvarsi è infatti dis-integrarsi e dis-integrare: fare a pezzi. E così dove non c’è pace nel singolo non può essercene tra parenti, vicini, popoli.

La linea che separa il bene dal male non è quella che le guerre impongono, ma è nel nostro cuore. Una linea che separa la vita dalla morte e che decidiamo noi, ogni giorno, dove spostare. Non è possibile eliminare il male dal mondo, ci hanno provato invano tutte le ideologie più sanguinarie perché poi il male lo proiettavano su qualcuno, invece è possibile comprimerlo nel proprio cuore. È il lavoro del Piccolo Principe che ogni mattina deve estirpare i germogli di baobab per evitare che, crescendo, disintegrino il suo pianeta.

Le radici del male sono nel cuore e ci saranno sempre, il nostro compito è tagliarle ogni giorno. Cristo lo ha detto così: «Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro. Dal cuore degli uomini escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, distruzione» (Mc 7).

È inutile voler cambiare il mondo, serve invece cambiare dentro di sé ciò che si vuole vedere cambiare nel mondo: vuoi la pace? Falla dove sei, nella riunione di condominio. Fare la pace è fare qualcosa che rende integro un pezzetto di mondo, fare la guerra è disintegrarlo.

Come mostra Cristopher Nolan nel suo recente film Oppenheimer la bomba atomica è prima nel cuore dei suoi creatori e solo dopo in quello di una testata sganciata sul Giappone. Così è e sarà sempre, da Caino in poi: la pace e la guerra che sono attorno a me escono da me. Basta risalire dal frutto di un’azione sino alla sua radice, il cuore, per scoprire dove ho messo la linea che separa vita e morte, quella vita e quella morte che, dopo, ho dato al mondo. Dall’avanzare di quella linea verso la vita, in ogni cuore, ogni giorno, dove e come posso, dipende la pace del mondo.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Tutto ciò che sta accadendo fa presagire l’imminente annuncio dei segreti

Carissimo Padre Livio,

Mi ha molto colpito un’espressione durante il suo programma Lettura cristiana della cronaca e della storia: “I segreti Medjugorje sono una profezia in svolgimento”. Mi sono soffermato a riflettere su queste parole. Mi è venuta spontanea una domanda?
Perché adesso quando si parla dei dieci segreti di Medjugorje la gente ti ascolta e non ti deride più? Secondo me il motivo è molto semplice. Perché chi ha occhi per vedere, si rende conto che nel mondo stanno accadendo fatti mai accaduti nella storia. La gente sta iniziando a riflettere.

Non sono solo le guerre e l’odio che devasta il mondo a far capire che siamo entrati in un tempo di “grande tribolazione”, ma anche l’odio contro la Religione e contro Cristo, l’abbandono della fede da parte di molti fedeli.

Ma anche le alluvioni, i disastri naturali, e tante altre cose. È tutto lo scenario mondiale che ci aiuta a comprendere l’espressione della Madonna “adesso che satana regna” (messaggio del 25 marzo 2020). Tutto ciò che sta accadendo fa presagire l’imminente annuncio dei segreti.

Se i segreti di Medjugorje sono “una profezia in corso di svolgimento”, vuol dire che le cose che dovranno accadere prossimamente, stanno già incominciando a manifestarsi. Cosa dobbiamo fare? Penso che dovremmo prepararci come Dio vuole.

 La frase evangelica: “Siate pronti!” assume oggi una drammaticità tutta particolare. Sto recitando il Rosario ogni giorno con un pensiero speciale per la pace. E con un’intenzione particolare per i miei famigliari.

Ho un pensiero per le persone a me care che si sono allontanate dalla Chiesa, oppure non ci sono mai andate. Come reagiranno dinanzi agli “eventi terribili”? Spero ci ritornino al più presto. Il ritorno a Dio e ai sacramenti è la nostra unica salvezza.

Grazie Padre Livio delle sue riflessioni che ci fortificano nella fede.
Dio la protegga sempre. Un fraterno abbraccio.

Ave, Maria!
Donato da Milano


Caro Donato,

chi segue Medjugorje sa che quanto la Madonna ha rivelato fin dal principio si è andato realizzando nel mondo e nel cuore degli uomini.

Da una parte il piano di satana, volto a dissolvere la fede e a pervertire le anime. Dall’altra il piano di Maria per richiamare l’umanità a  Dio e portarla in un tempo di pace.

La luce che la Regina della pace ha acceso con la sua venuta quotidiana sulla terra si è andata intensificando, nonostante le barriere dell’indifferenza e dell’ostilità.

Nel medesimo tempo l’iniquità ha dilagato come mai prima nella storia del mondo e la corsa verso l’abisso è divenuta inarrestabile.

Gli uomini da soli non possono nulla contro la potenza del male che li ha conquistati e che li spinge nel fondo dell’abisso.

Nella loro demenza si sono rassegnati all’Armaghedon, che ora minacciano che e che domani potrebbe essere la scelta che l’inferno vuole sopra ogni cosa. Satana sogna il rogo mondiale e l’incetta delle anime divenute sua immagine.

In questo contesto si colloca la testimonianza degli “apostoli di Maria”, perché la gente che ha conservato il ben dell’intelletto sappia che esiste una via di salvezza.

E’ attraverso queste luci che la Vergine potente contro il male si farà conoscere al mondo e che porterà l’umanità convertita sulla via della salvezza e della pace.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Vivi sul Cuore di Maria, anima che voglio portare al Cielo”

Buongiorno caro Padre Livio, le giro un estratto dello scritto di Maria Valtorta, in cui Gesù le parla dell’importanza di affidarsi alla Madonna.

La invito se è possibile, a dare più spazio ai suoi scritti, è vero che la Chiesa non li ha ancora riconosciuti, ma sono palesemente mano di Dio.

So che lei ci crede e li apprezza, per questo glielo chiedo, perché ogni volta che li leggo mi sento rafforzato nella fede, c’è qualcosa di più grande e appagante della Parola di Dio?, Nessuno è come Lui, e nei suoi scritti Gesù stesso ci spiega le cose, cosa si può chiedere di più?.

La sua saggezza è infinita, è la vetta più alta da raggiungere, una volta scoperta quella, tutto il resto è paglia, come dice anche lei.

Per esempio Gesù in Maria Valtorta, spiega benissimo cos’è il Purgatorio, e allora perché non farlo conoscere a tutti, vanno bene anche le letture di altri, ma non sono niente in confronto a Lui.

L’ignoranza lo dice anche Gesù, è un male da cui ne derivano altri, e voi come Radio Maria la combattete, vi chiedo se è possibile di fare di più attraverso i suoi scritti, magari in base al periodo condividere con tutti gli insegnamenti di Gesù, poi sta alle persone crederci o meno, ma chi conosce Gesù sa benissimo che sono autentici.

Grazie e mi scusi se mi sono dilungato con questa richiesta, ma è come un tesoro nascosto, che invece potrebbe essere alla portata di tutti, grazie.

Ave Maria 

Gabriele da Brescia 


Gesù a Maria Valtorta

《…. Ma come, prima di subirlo, Io dovetti crescere alla vita e per primo cibo nutrirmi del latte di mia Madre e poi dell’alimento preparato dalle sue mani sante, così ogni piccolo redentore deve vivere in Maria per formarsi ad essere un Cristo. Gesù è forza dell’anima vostra. Maria è dolcezza. Prima di bere l’aceto e il fiele occorre bere il vino drogato. E questo ve lo dà il sorriso rincuorante di Maria. Balsamo che m’ha fatto felice in Terra, balsamo che mi fa felice in Paradiso, e con Dio fa felice tutto il Paradiso, il sorriso materno della Madre mia è stella nella vita e stella nella morte. È stella soprattutto nel dolore dell’immolazione.
Io l’ho guardato quell’eroico sorriso straziato della Madre mia, unico conforto, infinito conforto che saliva verso il mio patibolo. L’ho guardato per non permettere alla disperazione di accostarsi a Me. Guardalo tu pure, sempre. Guardatelo, o voi, uomini che soffrite. Il sorriso di Maria mette in fuga il demonio della disperazione.
Vivete uniti a Maria di cui siete figli come Io lo sono. Vivi sul cuore di Maria, anima che voglio portare al Cielo. Le mani di questa Madre che non delude i figli suoi sono piene di carezze per te. Le sue braccia ti stringono al seno che m’ha portato e la sua bocca ti dice le parole che hanno confortato Me.
Perché nelle ultime soste sulla Terra tu non ti abbia a smarrire, ti chiudo nella dimora di Maria. Là il turbamento non entra perché è la Madre della Pace. Là non entra il Nemico perché Ella è la Vittoriosa.
Ti insegni Maria le supreme fiamme della Carità, Ella che della Carità è la Figlia, la Madre, la Sposa.
Taglia tutti i ponti fra te e il mondo. Vivi in Gesù e Maria. Ricorda che, anche se l’uomo avesse dato tutti i suoi beni per possedere l’amore, ciò sarebbe un nulla, perché l’Amore è tal cosa che rispetto a Dio – Amore dell’anima vostra, scopo vero della vostra vita – tutto perde valore. Possedere l’Amore è l’unica cosa che conti. E l’Amore si possiede quando per Lui si sa rinunciare a tutto quanto si ha.
Dopo verrà la pace, Maria. Ora è lotta. Ma per chi ama è lotta con coronamento di vittoria.
Presto verrò a cambiare la tua corona di spine con altra di gioia. Persevera.
Metti il mio sigillo ad ogni palpito, ad ogni lavoro. Incidilo con le lacrime nelle fibre del tuo cuore. Io sono Quello che salvo ed amo.» 

STORIE DI MEDJUGORJE

LA MIA VITA PER  LA GOSPA

Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.

29. “Si dannano solo coloro che rifiutano deliberatamente Dio”

Gli insegnamenti della Regina della pace sul tema cruciale del rapporto del cristiano con le altre religioni sono  mirabilmente in sintonia con l’insegnamento della Chiesa, espresso autorevolmente nel Concilio Vaticano II. Non c’è una sola parola della Madonna che su questo argomento, come su qualsiasi altro, sia fuori posto. La  Gospa non ha mai detto che tutte le religioni sono uguali e mai i veggenti lo hanno sostenuto.

Al riguardo la Madonna non ha fatto che rispondere a delle domande precise che i veggenti le hanno rivolto e che sono vivamente sentite in un contesto sociale dove, fino allo scoppiare della guerra nella ex Jugoslavia nel 1991, cattolici, ortodossi e mussulmani vivevano fianco a fianco. La preoccupazione della Regina della pace era rivolta al futuro imminente, quando la caduta del comunismo avrebbe innescato in quelle terre un conflitto etnico-religioso dalle conseguenze imprevedibili.  

Chi avrebbe potuto immaginare che la “Felix Jugoslavia” di Tito, presentata come un modello di pacifica convivenza, sarebbe stata dilaniata da una guerra civile che ha disintegrato lo stato nato dalla seconda guerra mondiale?

La Madre di Dio ha scelto di manifestarsi in un luogo  che sarebbe stato l’epicentro di un conflitto dove le motivazioni religiose potevano essere accampate come un pretesto. La sua esortazione a rispettare i fratelli di altre religioni, fatta dieci anni prima che scoppiasse la guerra, ha l’evidente intenzione di disarmare i cuori e di prevenire il diffondersi della bufera devastatrice  dell’odio.

La Madonna sa bene che la pace nel mondo è possibile se prima germoglia nei cuori. La dove si diffondono le parole dell’intolleranza e della violenza, si scava l’alveo dove scorreranno fiumi di sangue. La Madonna, abbracciando tutti gli uomini come figli suoi, cattolici o ortodossi, mussulmani o atei, ha contribuito in modo  decisivo a porre le fondamenta per una pace duratura.

Non si comprende l’insegnamento della Regina della pace sull’atteggiamento verso le altre religioni, se non si fa riferimento alla sua maternità universale. La Madre di Cristo è nel medesimo tempo Madre della Chiesa e Madre dell’intera umanità. Maria è la nuova Eva, la madre di tutti i redenti dal sangue di Cristo. Poiché la redenzione è universale, lo è anche la sua maternità nello Spirito.

E’ dunque corretto sostenere che tutti gli uomini, non solo i cattolici, gli ortodossi o i protestanti, ma anche gli aderenti ad altre religioni e persino gli atei sono figli di Maria. Tutti gli uomini sono pecorelle di Cristo, anche se ancora lontane dall’ovile. La Madonna si guarda bene dall’affermare che una religione vale l’altra. Anzi, insegna chiaramente che c’è un solo mediatore, Gesù Cristo.

 Ma  anche che tutti gli uomini sono uguali dinanzi a Dio. Come ci potrebbero essere dei dubbi al riguardo? Tutti gli uomini sono uguali dinanzi a Dio per natura, in quanto creati a sua immagine e somiglianza. Ma lo sono anche nell’’ordine della grazia, in quanto creati in vista di Gesù Cristo, per divenire partecipi della divina natura. Per esprimerci col vecchio catechismo, possiamo dire che tutti sono stati creati per conoscere, amare e servire Dio in questa vita e per goderlo per sempre nell’altra in paradiso.

L’uguaglianza degli uomini davanti a Dio non vuol dire che una religione vale l’altra. Rispettare i seguaci di altre religioni non significa aderire al relativismo che declassa ogni credo a opinione mutevole.

Il primo intervento della Regina della pace al riguardo è la risposta a uno dei veggenti che le chiede come mai ogni religione ha un suo Dio. Le parole della Madonna sono chiare e precise: “ C’è un solo Dio e in Dio non esiste divisione. Siete voi nel mondo che avete creato le divisioni religiose. E tra Dio e gli uomini c’è un unico mediatore di salvezza: Gesù Cristo. Abbiate fede in lui” (23-02- 1982).

Affermando che c’è un solo Dio e c’è un solo mediatore di salvezza, Gesù Cristo, la Gospa ripropone il “Credo”, che lei recita spesso con i veggenti con straordinario fervore. Solo per mezzo di Gesù Cristo e la fede in lui gli uomini possono essere salvati. La stessa presenza della Madonna per un tempo così lungo ha come scopo di risvegliare la fede in Gesù Cristo, che non pochi battezzati hanno perso, e di farlo conoscere e amare all’intera umanità.

Dicendo che “siete voi nel mondo che avete creato le divisioni religiose” la Madonna mette  in chiaro che Dio vuole che tutti gli uomini aderiscano all’unica religione di origine divina, che è quella che ha il Figlio di Dio come fondamento, mentre tutte le altre sono opera umana, con tutto quello che ne consegue.

A un veggente che le chiede se tutte le religioni sono buone, la Gospa risponde. “ In tutte le religioni c’è del buono, ma non è la stessa cosa professare una religione o un’altra. Lo Spirito santo non agisce con uguale potenza in tutte le comunità religiose” ( 25-02-1982). Anche in questo caso la risposta della Madre di Dio riflette l’insegnamento autentico della Chiesa. La Madonna non dice che tutte le religioni sono buone, ma che “ in tutte le religioni c’è del buono”. E’ la posizione di sempre del cristianesimo che ha cercato, fin dai tempi della predicazione apostolica, i frammenti di verità disseminati nelle varie culture, mescolati a errori a volte impressionanti.

 In particolare il contesto chiama in causa l’Islam, religione per molti versi dichiaratamente anticristiana, ma che professa la fede in un unico Dio. Anche l’affermazione che “lo Spirito Santo non agisce con uguale potenza in tutte le comunità religiose” andrebbe riferita al contesto locale, che vede, gomito a gomito, cattolici e ortodossi. In tutte le comunità cristiane, dove il battesimo è conferito validamente, agisce lo Spirito Santo, la cui azione è proporzionale alla pienezza e  all’integrità della fede. Tuttavia sappiamo che lo Spirito Santo, che viene donato da Cristo alla Chiesa, opera anche oltre i suoi confini, “per vie a lui note”.

Il tema del rapporto con le altre religioni sta particolarmente a cuore alla gente del posto, per esperienza quotidiana di vita, e non c’è da meravigliarsi che la Madonna sia sollecitata a nuovi interventi. La Vergine potente contro il male sa quali veleni Satana stia spargendo nei cuori e prepara per tempo le difese immunitarie:

 “Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Mussulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio Figlio e a me. Siete tutti figli miei! Ciò non significa che tutte le religioni sono uguali davanti a Dio, ma gli uomini sì. Non basta, però, appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvati: occorre rispettare la volontà di Dio. Anche i non cattolici sono creature fatte ad immagine di Dio e destinate un giorno a raggiungere la salvezza, se vivono seguendo rettamente la voce della propria coscienza. La salvezza è offerta a tutti senza eccezioni. Si dannano solo coloro che rifiutano deliberatamente Dio. A chi poco è stato dato, poco sarà chiesto. A chi è stato dato molto, sarà chiesto molto. Solo Dio, nella sua infinita giustizia,  stabilisce il grado di responsabilità di ogni uomo e pronuncia il giudizio finale” (20-05- 1982).

Ciò che colpisce in questo messaggio è l’esattezza e la completezza della dottrina, che riflette meticolosamente quella del Magistero della Chiesa cattolica.  Sappiamo come su questo tema vengano diffusi errori opposti, che hanno richiesto l’intervento della Congregazione della dottrina della fede.

La Regina della pace in un solo messaggio sintetizza tutte le verità cattoliche da tenere ben ferme nella mente e nel cuore. Tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio, a qualsiasi religione appartengono e tutti sono stati affidati alla maternità spirituale di Maria, perché li guidi sulla via della salvezza. Tuttavia ribadisce che le religioni non sono tutte uguali.

 Ammonisce che non basta essere cristiani per salvarsi. Anche i non cristiani possono salvarsi se seguono la coscienza, attraverso la quale possono conoscere la volontà di Dio. Si perde eternamente chi, con piena avvertenza e deliberato consenso, rifiuta Dio.

Portando Vicka e Jakov a vedere l’aldilà, la Madonna ribadisce che all’inferno va chi ci vuole andare, vivendo in modo contrario alla volontà di Dio. Infine ribadisce il principio evangelico che, nel giorno del giudizio, ognuno verrà giudicato in base alle grazie che avrà ricevuto. Questi insegnamenti, uniti a quelli dei messaggi precedenti su Gesù Cristo unico mediatore di salvezza, rappresentano la posizione della Chiesa cattolica. Sono piuttosto dei gruppi, che su questo punto non accettano il Concilio Vaticano II, a sollevare polemiche pretestuose. La Regina della pace non indulge a nessuna forma di relativismo. Non solo, ma ammonisce severamente i cattolici che lo praticano: “ Pregate, pregate. Molte persone hanno abbandonato Gesù per seguire altre religioni o sette religiose. Si fabbricano i loro dei e adorano i loro idoli. Quanti miscredenti ci sono. Quando riuscirò a convertire anche loro? Potrò riuscirvi solo se mi aiuterete con le vostre preghiere”  (09-02-1984).

In sintesi, gli aderenti ad altre religioni vanni rispettati, ma nel medesimo tempo bisogna pregare per la loro conversione. “Voi non siete veri cristiani se non rispettate i vostri fratelli che appartengono ad altre religioni” (21-02-1983). Chi ha respirato il clima della guerra, che poi si è abbattuta su quelle terre, è in grado di misurare il valore profetico di questi ammonimenti. Nella società multi-etnica e multi-religiosa, verso la quale il mondo è incamminato, la strada che la Gospa indica è semplice e sicura: “ Voi dovete rispettare la religione di tutti, ma anche conservare ad ogni costo la fede cattolica per voi e per i vostri figli” (19-02-1984).

Il cruccio della Madre è però per quelli che rifiutano deliberatamente Dio. L’ateismo per la Madonna è la via della rovina e la porta che apre sull’abisso, dal quale non vi è ritorno: “ Soffro molto per i non credenti.  Anche loro sono figli miei. Non sanno quale tremendo destino li aspetta” (25 Ottobre 1985). “Il peccato del mondo consiste in questo: che non cerca affatto Dio. Per coloro che adesso dicono di non credere in Dio, quanto sarà duro, allorché  si avvicineranno al trono dell’Altissimo per sentirsi condannare all’inferno” (03- 03-1984)

DALLA NOSTRA CAPPELLA P. LIVIO PRESENTA IL VANGELO DOMENICALE

BUONA DOMENICA

DOMENICA 31.MA DEL TEMPO ORDINARIO,

Cari amici, buona Domenica! Che la luce del Signore risorto illumini la nostra vita e il suo  amore  riscaldi e purifichi i nostri cuori.

Guardiamo al giorno benedetto della Domenica nella luce della fede, perché ci disvela il traguardo della vita, che è l’eternità beata per tutti coloro che pregano, che credono e che amano.

Nutriamo la nostra anima con la sapienza della Parola di Dio e rafforziamo la nostra debolezza con il pane vivo dell’Eucaristia.

Viviamo la Domenica nella luce della fede e non nella dispersione della mondanità, perché siamo entrati nel tempo delle prove,  nel quale solo Cristo, vincitore del male e della morte, ci può aiutare.

Il Vangelo di oggi riporta un severo ammonimento di Gesù agli scribi e ai farisei, che si sono seduti sulla cattedra di Mosè per insegnare la legge, che però loro non praticano, e che fanno uso della religione per esaltare se stessi e  opprimere gli altri.

Poi Gesù, rivolgendosi ai suoi discepoli, indica la via da percorrere, che è quella che Lui stesso percorre: “Chi di voi è il più grande, sarà il vostro servo”.

L’autorità pastorale della Chiesa viene da Gesù stesso, il Buon Pastore che dà la vita per le sue pecorelle. E’ molto più che un servizio dovuto, ma un dono di se stessi, per la salvezza delle  anime.

In questa luce dobbiamo vedere il dono inestimabile del Sacerdozio, attraverso il quale Gesù continua la sua missione redentrice qui sulla terra, come Maestro, come Guida e come Salvatore.

Infine dà una regola di vita che vale per tutti coloro che lo seguono: “Chi si esalta sarà umiliato, che si umilierà sarà esalto”.

Il richiamo all’umiltà è fondamentale per una vita cristiana autentica, specialmente oggi, quando l’uomo nega Dio per esaltare se stesso.

Siamo in un passaggio della storia in cui vedremo operare la giustizia divina che rovescia i potenti dai troni ed esalta gli umili.

Viviano in questa dimensione di creature e di figli, assicurandoci in questo modo la  protezione e la benevolenza del Padre celeste.

Vostro Padre Livio


Dicono e non fanno.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 23,1-12
 
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.

Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare ”rabbì” dalla gente.

Ma voi non fatevi chiamare ”rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno ”padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare ”maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo.

Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato”.

Parola del Signore.

ISRAELE HAMAS L’ORA PIU DIFFICILE (3)

Colpito di sorpresa, lo Stato ebraico deve reagire al pogrom jihadista, ripensare la sua sicurezza, affrontare un conflitto brutale e ricostruire la coesione interna. Senza rinunciare alla sfida della pace con gli arabi

di Maurizio Molinari. Produzione Gedi Visual – La Repubblica 29 OTTOBRE 2023AGGIORNATO 30 OTTOBRE

lo Stato ebraico si trova davanti ad uno dei momenti più difficili della sua esistenza (Terza parte)

Un conflitto su tre livelli

Karmon studia la Jihad dal suo studio nel centro di Gerusalemme mentre poco lontano da Tel Aviv vive Jacob Amidror, in una casa dove ospita alcuni rifugiati da villaggi del Nord che sono stati completamente evacuati per proteggerli dal rischio di attacchi degli Hezbollah libanesi. Si tratta di un madre e due figlie. Amidror le ospitò già in occasione della guerra in Libano del 2006: sono passati 17 anni, la madre adesso ha i capelli grigi, le figlie sono cresciute ma dormono nelle stesse stanze che avevano allora.

“La storia per molti versi si ripete – dice Amidror, già consigliere per la sicurezza nazionale di Netanyahu e fra i più apprezzati analisti di strategia israeliani – ma questo conflitto è diverso dagli altri”. E mette l’accento su “diverso” per spiegare: “Si tratta di un conflitto che si sviluppa su tre livelli, il primo e più diretto, è la guerra iniziata da Hamas contro di noi con le atrocità contro i civili, perché ora Israele deve rispondere e cancellare Hamas, è il nostro popolo a chiedere questa risposta. C’è però un secondo livello ovvero la necessità di schiacciare Hamas per ricostruire la capacità di deterrenza israeliana contro simili nemici, a cominciare da Hezbollah in Libano, facendogli capire che ciò che capita ora a Hamas capiterà anche a loro se dovessero mai pensare di attaccarci in maniera simile. Infine, il terzo livello, perché lo scontro fra Hamas e Israele è un tassello del conflitto più ampio fra le democrazie ed i suoi nemici di cui il presidente americano Joe Biden ha parlato nel discorso alla nazione del 19 ottobre”.Sono minacce diverse, ma vogliono annientare le democrazie”

Amidror conosce profondamente Israele ma anche in America si sente a casa. La sua lettura del conflitto iniziato da Hamas tiene assieme più necessità: Israele deve sconfiggere Hamas, impedire a Hezbollah di attaccarci ed aiutare l’America a confrontarsi con un asse di nemici che include l’Iran, fornitore di armi alla Russia di Vladimir Putin come nessun’altra nazione ad eccezione della Corea del Nord.

Si apre dunque un fronte parallelo a quello dell’Ucraina perché anche Kiev da una parte combatte per difendere la propria esistenza dall’aggressione russa e dall’altra fa parte dello schieramento delle democrazie occidentali alle prese con la minaccia della Russia, intenzionata a cambiare a suo vantaggio l’architettura di sicurezza, non solo europea.

“Qui in Medio Oriente, lo scontro fra democrazie e autocrazie dipenderà dalla nostra capacità di sconfiggere Hamas nella Striscia” sottolinea Amidror, secondo il quale la campagna israeliana sarà assai diversa da quanto finora abbiamo visto nei precedenti interventi di terra a Gaza – l’ultimo risale al 2014 – perché ora il fine è sradicare completamente l’organizzazione jihadista. “Per tentare di capire cosa potrà avvenire dobbiamo guardare al precedente del 2002, quando Israele intervenne nella West Bank e pose fine alla Seconda Intifada scatenata da Yasser Arafat dopo aver rifiutato a Camp David da Bill Clinton ed Ehud Barak la più ampia e seria offerta di far nascere uno Stato palestinese in Cisgiordania e Gaza”.

L’attacco di terra

Le parole di Amidror spiegano perché c’è una convergenza fra gli analisti militari in Israele sulla tipologia di intervento che l’esercito sta preparando a Gaza.

La sconfitta della Seconda Intifada avvenne infatti con un’operazione anche allora di terra che Ariel Sharon, allora premier, coordinò meticolosamente per eliminare le cellule più violente – soprattutto Hamas ma non solo – che bersagliavano le città israeliane con attentati e attacchi suicidi. “Si trattò di identificare ed eliminare tutti i gruppi terroristi in uno spazio urbano altamente popolato – ricostruisce Amidror – fu molto difficile e servirono quattro anni di tempo, ma i soldati caduti passarono da un numero molto alto nei primi due anni a molto meno in seguito, fino a diminuire in maniera decisiva”.

La situazione nella Striscia di Gaza

Ora Israele non ha quattro anni di tempo per liquidare Hamas, ma quando il premier Netanyahu parla di “tutto il tempo necessario” lascia intendere che non sarà una campagna breve. La richiesta ai civili di Gaza di spostarsi verso Sud lascia intendere che gli israeliani vogliono entrare da Nord, per crearvi la base da cui operare dentro Gaza City, dove ritengono si trovino la maggior parte delle infrastrutture militari di Hamas. “Avremo molto morti, sarà un’operazione difficile in presenza della popolazione civile, dobbiamo aspettarci giorni molto difficili” ammette Amidror, aggiungendo però che “c’è una grande coesione nel Paese sulla necessità di entrare e distruggere Hamas perché non possiamo vivere avendo accanto dei terroristi che operano come facevano i nazisti”.

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