"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 17 di 186

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Noto una certa confusione, già adesso, in alcuni devoti di Medjugorje

Caro Padre Livio,
Leggendo la parte iniziale del suo nuovo libro “Medjugorje è la speranza del mondo”, ho preso in esame alcune espressioni che ritengo abbiano una certa rilevanza. Lei afferma che “nel tempo dei segreti l’esercito delle tenebre sparerà i suoi cannoni. I mass media che satana governa… diranno esattamente il contrario di ciò che dice la Madonna”.
A me questa cosa fa un po’ impressione, anche se non dubito che la Regina della pace abbia già predisposto un adeguato contrattacco con i suoi apostoli. Il fatto preoccupante è che noto una certa confusione, già adesso, in alcuni devoti di Medjugorje, anche fra quelli che organizzano quasi mensilmente i pellegrinaggi.

Le cito un esempio: Non sono pochi i fedeli della Gospa che parteggiano (anche se non apertamente) per la politica di Putin ritenendola addirittura giusta e, di contro, contestano il governo italiano che difende il popolo ucraino, com’è giusto che sia, secondo le norme del diritto internazionale.

Questo dimostra l’abilità del serpente antico “nel mischiare le carte”, per far deviare anche i fedeli devoti della Madonna. Bisogna tener presente che nel segreto di Fatima la Madonna menziona la Russia, come nazione persecutrice. Non fa cenno ad altre nazioni. Come possono alcuni pellegrini devoti minimizzare il problema?
Ora le chiedo, caro Padre Livio, nel tempo dei segreti, quando la comunicazione dei mass-media dispiegherà tutti i mezzi per silenziare Medjugorje, come dovranno comportarsi coloro che si sono formati alla scuola della Regina della pace? Saranno vagliati come gli apostoli? Avranno una grazia particolare per non tradire e non rinnegare come avvenne nella notte del Getsemani?
Un abbraccio affettuoso a lei, caro Padre Livio. Grazie per la sua incrollabile fede.
Ave, Maria!
Donato da Milano


Caro Donato,

Il piano della Madonna ha come fulcro Medjugorje, il luogo dove la Madonna, dopo la purificazione dei primi due segreti, lascerà il segno.

Che i primi due segreti siano una chiamata di Mediugorje alla conversione, non solo a parole ma con eventi  severi, lo ha detto a suo tempo Mirjana (Ottobre 1985) in una memorabile intervista a Padre Petar, da Lei designato come colui che dovrà rivelare i segreti al mondo. Questa intervista è stata pubblicata su questo Blog, ma il silenzio è stato generale.

D’altra parte anche il messaggio del 30 Settembre di quest’anno, chiaramente rivolto a Medjugorje, è stato di più inteso come un ammonimento generico rivolto a tutti.

Chi conosce la storia di Medjugorje sa che non è la prima volta che la Madonna richiama severamente la Parrocchia, soprattutto con l’esortazione alla conversione, alla preghiera e al digiuno.

In un impressionante  messaggio dato a Mirjana nel 1987 la Madonna ha pronunciato testuali parole: “In qualunque luogo io vada, ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge anche Satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse”.

Tutti quelli che hanno ricevuto a Medjugorje grazie particolari, sanno che non c’è luogo al mondo più desiderabile di questo. Ma sanno anche che questo luogo di pace e di preghiera è anche quello nel quale satana tende incessantemente le sue insidie più sofisticate.

Di qui il bisogno di una continua vigilanza, e la necessità di un lavaggio sincero nell’umiltà, al quale la Madonna provvede ogni volta che ce n’è bisogno.

Sarebbe presuntuoso e illusorio pensare di essere al riparo dalle seduzioni e dagli inganni di satana, dai quali la Madonna ci ha messo in guardia anche recentemente.

Per quanto riguarda il futuro, in particolare dopo il terzo segreto, credo che Medjugorje  polarizzerà l’attenzione del mondo, in particolare della Chiesa Cattolica, che sarà così  il punto di riferimento di innumerevoli anime in cerca di salvezza.

Messaggio a Mirjana  di Medjugorje del 28 Gennaio 1987

“Miei cari figli, sono venuta da voi per condurvi alla purezza dell’anima, e dunque verso Dio. Ma come mi avete accolto? All’inizio senza credere, con paura e sfiducia verso i ragazzi che ho scelto. Poi una maggioranza mi ha accolto nel suo cuore e ha incominciato a mettere in pratica le mie richieste materne. Ma purtroppo questo non è durato a lungo. In qualunque luogo io vada, ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge anche Satana. Voi avete permesso, senza accorgervene, che prendesse il sopravvento in voi, che vi dominasse.

Alcune volte capite che qualche vostro gesto non è permesso da Dio, ma rapidamente soffocate questo sentimento. Non cedete, figli miei. Asciugate dal mio volto le lacrime che verso, osservando quello che fate. Guardatevi intorno. Trovate il tempo per accostarvi a Dio in chiesa. Venite nella casa del Padre vostro. Trovate il tempo per riunirvi in famiglia e supplicare la grazia da Dio.

Ricordatevi dei vostri morti, date loro gioia con la celebrazione della Messa. Non guardate con disprezzo il povero che vi supplica per una crosta di pane. Non cacciatelo dalla vostra mensa piena. Aiutatelo, e anche Dio aiuterà voi. Forse la benedizione che il povero vi dà come ringraziamento si realizza, forse Dio lo ascolta.

Voi, figli miei, avete dimenticato tutto questo. E in ciò ha contribuito anche Satana. Non cedete. Pregate con me. Non ingannatevi pensando: “Io sono buono, ma il fratello che mi sta accanto non vale nulla”; non sareste nel giusto. Io, come vostra Madre, vi amo e perciò vi ammonisco.

Qui ci sono dei segreti, figli miei. Non si sa di che si tratta; ma quando lo si verrà a sapere, sarà tardi. Ritornate alla preghiera. Nulla è più importante di essa. Vorrei che il Signore mi permettesse di chiarirvi almeno in parte i segreti; ma sono già troppe le grazie che vi offre. Pensate a quanto voi offrite a Lui. Quando avete rinunciato, l’ultima volta, a qualche cosa per il Signore?

Non voglio rimproverarvi ulteriormente. Desidero invece invitarvi ancora una volta alla preghiera, al digiuno, alla penitenza. Se col digiuno desiderate ottenere grazia presso Dio, che nessuno sappia che digiunate. Se con un dono a un povero, desiderate ottenere grazia presso Dio, che nessuno lo sappia all’infuori di voi e del Signore. Ascoltatemi, figli miei, e riflettete in preghiera su questi miei messaggi”.

INTERVISTE A VICKA (3,11)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta su Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento storico sulle apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate. (Terza  intervista- Medjugorje 3 Agosto 2000)

Vicka ai malati “Dio non dà mai quello che non puoi portare”

Padre Livio: Prima di chiudere, Vicka, vorrei toccare un tema che sta molto a cuore alla Madonna ed è quello della testimonianza. La Madonna ne parla moltissimo, dicendo che noi dobbiamo essere i testimoni della fede, gli apostoli dell’amore e i portatori della pace. Come realizzare tutto questo senza creare resistenze negli altri?

Vicka: Sai, la Madonna non vuole che importuniamo gli altri. Ma piuttosto dobbiamo essere sempre pronti a rispondere quando siamo richiesti, ma senza forzare nessuno. Più che con la parola possiamo fare con la preghiera e con l’esempio.

Padre Livio: quindi ritornando nelle loro parrocchie i pellegrini devono innanzi tutto dare l’esempio di vita cristiana.

Vicka: Ma certo. La Madonna non chiama a Medjugorje per niente, ma perché accogliamo i suoi messaggi e li viviamo, portandoli nelle famiglie e nelle parrocchie. Tantissimi arrivano qua, ascoltano i messaggi, ma poi, tornati a casa, si stancano. La Madonna dice che quando si accoglie il suo messaggio con amore e con gioia uno non si stanca mai, ma diviene sempre più forte e ha sempre più gioia. Così ognuno di noi, ritornando a casa, deve dare il buon esempio e pregare per gli altri. Ma la Madonna non vuole  che, tornati a casa, ci mettiamo a criticare il parroco o a litigare con gli altri. In questo caso non c’è l’amore della Madonna, ma solo qualcosa di noi stessi. Non dobbiamo forzare le cose, ma lasciare che Dio trovi il modo e la via.  La Madonna ha detto che noi dobbiamo essere testimoni con umiltà e con amore. Se gli altri vedono il nostro cambiamento e il nostro esempio, allora sono loro a farci domande. 

Padre Livio: Una delle cose che colpisce molto a Medjugorje è la presenza di sacerdoti da ogni parte del mondo. In questa settimana del festival dei giovani ce n’erano diverse centinaia. Come spieghi questa presenza così numerosa di sacerdoti qui a Medjugorje?

Vicka: La Madonna chiama tutti e chiama anche i sacerdoti, i quali rispondono e sono pronti a vivere i messaggi….

Padre Livio: Medjugorje è una parrocchia. In un certo senso possiamo dire che la Madonna ha scelto una parrocchia. Ecco, la presenza di così tanti sacerdoti in una parrocchia mi pare un segno molto forte di Chiesa.

Vicka: Sì è vero. E’ un grande segno vedere così tanti sacerdoti da ogni parte del mondo. Così, ritornando nelle loro parrocchie, fra i loro giovani, potranno trasmettere i messaggi della Madonna. E’ bellissimo vedere come la Madonna si occupa di loro con umiltà e con amore. Loro rispondono, si mettono alla scuola della Madonna e ascoltano il suo messaggio e così si rinnovano nella loro vita spirituale e diventano strumenti di quel piano che la Madonna vuole realizzare.

Padre Livio: Questa presenza di sacerdoti a Medjugorje mi pare uno dei frutti più belli delle apparizioni.

Vicka: Certamente.

Padre Livio: Prima di chiudere vorrei ringraziarti, anche a nome degli ascoltatori di Radio Maria, per il tuo sì  generoso al piano della Madonna. Dove trovi tutta questa gioia?

Vicka: Guarda, Padre Livio, la Madonna dà a me la gioia, ma io voglio prenderla per darla agli altri e così sono ancora più felice perché  posso dare gioia agli altri tramite la Madonna. 

Padre Livio:  Qualche volta ti sei pentita per aver detto il tuo “sì”incondizionato alla Madonna?

Vicka:  Sono contentissima, non pentita! Sono stata scelta per questo e io con tutto il cuore e con un grande “sì” voglio rispondere alla Madonna. Spero che voi carissimi ascoltatori, che mi avete ascoltato per così tanto tempo, ma parlare è la mia missione, accoglierete i messaggi della Madonna e li metterete in pratica. Incominciate a pregare nelle vostre famiglie, così pian piano cambiano le famiglie, poi le parrocchie e poi il mondo intero.

So che sono in ascolto anche molti malati, che hanno il desiderio di venire qui. Io vorrei dire loro di stare tranquilli, perché la Madonna conosce il vostro desiderio. Ogni sera, quando viene la Madonna, prima raccomando i malati e poi tutti gli altri e chiedo alla Madonna che vi dia la forza, il coraggio e la gioia di poter soffrire con amore e offrire tutto a Dio, perché lui conosce il grande valore della sofferenza. Basta che diciate a Dio: “Grazie, Signore, per questo grandissimo dono che mi hai dato”. Lo so per esperienza, perché sono stata anch’io sofferente, che Dio non ti dà mai quello che non puoi portare. Lui sa fino a che punto tu puoi sopportare e noi dobbiamo avere sempre più pazienza e sempre più gioia nell’accettare la sofferenza. Forse qualcuno di voi potrebbe dire che per me è stato facile perché vedo la Madonna.  Vi dico però che tutte le volte che ho sofferto non ho mai chiesto alla Madonna nulla, ma sono stata come uno di voi e voglio dirvi che sono con voi con tutto il cuore quando vi raccomando alla Madonna.

Padre Livio: Oltre ai malati associamo nel saluto e nella raccomandazione alla Madonna tutti gli ascoltatori di Radio Maria.

Vicka: Ecco, carissimo ascoltatori, spero che non vi siate stancati di noi. Abbiamo parlato tanto ma ora vorrei concludere dicendo che la Regina della pace benedica tutti voi col suo amore e con la sua pace. Vi voglio tanto bene.

Un bacione dalla vostra Vicka. ( Fine della terza intervista)

DALLA NOSTRA CAPPELLA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO DOMENICALE

BUONA DOMENICA

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO (B)

Car amici di Rado Maria Buona Domenica!

Con oggi entriamo nel tempo di Avvento che ci prepara al Natale del Signore. L’evento storico della nascita del Verbo nella grotta di Betlemme si ripete spiritualmente nel corso dei secoli  nel cuore degli uomini che credono in Lui e lo amano.

Così l’Avvento è per noi cristiani il tempo della preparazione  del nostro cuore ad accogliere Gesù Bambino,  che Maria deporrà perché vi prenda una dimora stabile qui sulla terra e nell’eternità beata.

Come addobbiamo  le nostre case e i nostri paesi con i segni della natività, con la stessa premura prepariamo i nostri cuori, le nostre famiglie e le nostre comunità ad accogliere Gesù, il Re della pace.

Gesù è tutto ciò che di più grande, di più bello  e più santo che una persona può incontrare nella vita. Quelli che hanno avuto questa grazia ve lo possono confermare con la loro esperienza.

Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo, è il Salvatore e il Signore, è la Via, la Verità e la Luce della Vita, è la gioia e la felicità, è Colui che tutti vorrebbero incontrare, se lo conoscessero.

Non perdiamo questa presenza nella nostra vita, per non perdere la strada ed essere ridotto a vagare senza una meta, in preda alle potenze del male che seducono, afferrano e distruggono.

Nel brano di vangelo di oggi Gesù svela il mistero della vita umana: “ E’ come un uomo che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare”.

Gesù è quell’uomo e noi siamo i suoi servi, che devono operare e vegliare, perché certamente ritornerà, anche se non sappiamo il giorno e l’ora.

Cari amici, questo riguarda la nostra vita personale, della quale dovremo rendere conto a Gesù nel momento che Lui avrà stabilito.

Riguarda anche l’intera umanità e i popoli della terra che la compongono, che dovranno rispondere delle loro opere a Colui che ha il potere di giudicare.

Riguarda in modo particolare la nostra generazione, che si è appropriata di ciò che non è suo e che si è autoproclamata “dio al posto di Dio”.

L’uomo moderno invano si illude che il padrone di casa non si faccia vivo e lasci che i ladri si abbuffino con i suoi averi. Il suo ritorno è imminente e toglierà il maltolto ai superbi e ai prepotenti e lo darà ai miti e agli umili.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 13,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Parola del Signore

Che bella la felpa!

AMSTERDAM: IL RISVEGLIO CRISTIANO E’ SEMPRE PIU’ FORTE

In diretta da Amsterdam

Il Papa ai seminaristi francesi: evangelizzate da preti “con l’odore delle pecore”

In un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Parolin, in occasione di un incontro nazionale a Parigi, Francesco sottolinea che lo stile pastorale di “vicinanza, compassione, umiltà, gratuità, pazienza” è diventato una necessità “per evitare di non essere credibili né ascoltati”, in una società dove la figura del sacerdote ha perso per molti ogni “autorità naturale” ed è “addirittura infangata”. Ribadito il valore del celibato, “perché Gesù era celibe”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano – 1 Dicembre 2023

L’unico modo per portare avanti la nuova evangelizzazione, oggi che anche in Francia la figura sacerdotale ha perso per molti “ogni autorità naturale” ed è “addirittura infangata” è l’adozione “di uno stile pastorale di vicinanza, compassione, umiltà, gratuità, pazienza, dolcezza, dono radicale di sé agli altri, semplicità e povertà”. Insomma, con “l’odore delle pecore”. Innumerevoli santi sacerdoti “hanno adottato questo stile in passato, ma oggi è diventato una necessità per evitare di non essere credibili né ascoltati”. Lo scrive Papa Francesco in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, indirizzato ai partecipanti all’incontro di oltre 700 seminaristi e formatori di seminari francesi, riuniti, dopo dieci anni, a Parigi dall’1 al 3 dicembre. 

Amate Gesù e vincerete ogni crisi

Per vivere questa esigente, “perfezione sacerdotale, e affrontare le sfide e le tentazioni che incontrerete sulla vostra strada”, c’è – sottolinea il Papa – “una sola soluzione: alimentare una relazione personale, forte, viva e autentica con Gesù”. Amate Gesù più di ogni altra cosa, è il suo consiglio ai seminaristi, “che il suo amore vi basti, e uscirete vittoriosi da tutte le crisi, da tutte le difficoltà”. Nel suo messaggio, il Papa “rende grazie per la chiamata singolare” che il Signore ha rivolto ai giovani seminaristi francesi, e anche “per la risposta coraggiosa che desiderate dare a questa chiamata”. È motivo di ringraziamento, di speranza e di gioia, prosegue, “constatare che molti giovani – e meno giovani – osano ancora, con la generosità e l’audacia della fede, e nonostante i tempi difficili che le nostre Chiese e le nostre società occidentali secolarizzate stanno attraversando, impegnarsi nella sequela del Signore per il suo servizio e per quello dei propri fratelli e sorelle”. 

Grazie a voi, insiste il Pontefice, “perché donate gioia e speranza alla Chiesa in Francia che vi attende e ha bisogno di voi”. Perché siate ciò che il sacerdote deve essere, partecipe “della autorità con la quale Cristo stesso fa crescere, santifica e governa il proprio corpo”, configurato a Cristo e che quando celebra Messa, rendendone presente il sacrificio, “si offre in unione con Lui sull’altare e vi depone l’offerta di tutto il Popolo di Dio e di ogni fedele”. Al centro della vostra identità, configurata a Gesù, scrive ancora Francesco, “si trova il celibato. Il sacerdote è celibe – e vuole esserlo –semplicemente perché Gesù lo era. L’esigenza del celibato non è anzitutto teologica, ma mistica”.

Le modalità del ministero devono tenere conto della società

Il messaggio a firma di Parolin ricorda che oggi “la figura sacerdotale viene molto spesso distorta in alcuni ambienti, relativizzata, talvolta considerata subalterna”. Ma “non spaventatevi troppo” aggiunge, perché nessuno cambierà mai la natura del sacerdozio, “anche se le modalità del suo esercizio devono necessariamente tener conto delle evoluzioni della società attuale e della situazione di grave crisi vocazionale che stiamo vivendo”. Quindi il Papa sottolinea che per queste evoluzioni, anche in Francia, la Chiesa e la figura del sacerdote, non vengono più riconosciute.

Il prete “ha perso agli occhi della maggior parte della gente ogni prestigio” ed è addirittura infangato.  Quindi “per trovare ascolto presso le persone che incontriamo” e procedere con “la nuova evangelizzazione richiesta da Papa Francesco, affinché ognuno abbia un incontro personale con Cristo”, l’unico modo è l’adozione di uno stile pastorale di vicinanza, compassione, umiltà, gratuità, semplicità e povertà. Un sacerdote, perciò, che conosca “l’odore delle pecore”, e che cammini con esse, al loro ritmo. È così che il sacerdote “toccherà il cuore dei suoi fedeli, conquisterà la loro fiducia e farà loro incontrare Cristo”.

Santa Teresa del Bambino Gesù, una maestra di vita spirituale

Per questo amare “Gesù più di ogni altra cosa”, è il consiglio del Vescovo di Roma ai seminaristi, vi farà uscire “vittoriosi da tutte le crisi”. Perché se Gesù mi basta, “non ho bisogno di grandi consolazioni nel ministero, né di grandi successi pastorali, né di sentirmi al centro di vaste reti relazionali”. E nemmeno “di affetti disordinati, né di notorietà, né di avere grandi responsabilità, né di fare carriera”, né di essere migliore degli altri. Se, al contrario, “soccombo a una di queste tentazioni o debolezze, è perché Gesù non mi basta e io vengo meno all’amore”.

Cari seminaristi, conclude Papa Francesco, “abbiate sempre come prima preoccupazione rispondere” alla chiamata alla comunione di Gesù, e “rafforzare la vostra unione con Colui che si degna di fare di voi degli amici”, che è fedele “e vi renderà felici”. E raccomanda loro, come maestra di vita spirituale, Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, in questo 150° anniversario della sua nascita. Lei che “respira” costantemente il Nome di Gesù, il suo “unico amore”, vi guiderà “sulla via della fiducia che vi sosterrà ogni giorno e vi farà restare in piedi sotto lo sguardo del Signore quando vi chiamerà a sé”. Il Papa invia la sua benedizione e affida all’intercessione e protezione di “Nostra Signora dell’Assunzione, Patrona della Francia, voi e tutti i membri delle vostre comunità di seminari”.

STORIE DI MEDJUGORJE

LA MIA VITA PER  LA GOSPA

Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi (Trovate la serie nella sezione “Medjugorje” del Blog)

31. La Gospa ha scelto  per il suo piano non solo i 6 veggenti, ma anche la Parrocchia e i parrocchiani

Le apparizioni della Madonna a Medjugorje sono un fatto inedito nella storia della Chiesa e ogni paragone con eventi precedenti rischia di oscurarne la comprensione. Non solo sono le più numerose, le più universali e le più ricche di messaggi, ma hanno come elemento specifico il fatto che sono legate a una parrocchia concreta, che la Madonna ha scelto per realizzare il suo piano di salvezza.

Questo elemento non è sufficientemente percepito, ma è chiarissimo nelle sue intenzioni. La parrocchia di Medjugorje svolge un ruolo fondamentale, che è presente fin dai primi giorni, e che ha ricevuto la sua consacrazione con una vera e propria elezione da parte del Cielo. La Madre di Dio e della Chiesa non solo ha scelto i sei veggenti, tutti membri della comunità parrocchiale, ma anche la parrocchia in quanto tale, inviando ad essa dei messaggi regolari attraverso la veggente Marija Paulovic.

Quando un pellegrino si reca a Medjugorje, sa di trovarsi nel cuore di una istituzione ecclesiastica, in perfetto comunione con la Chiesa, dove ogni attività liturgica e pastorale si svolge sotto la vigilanza del Vescovo locale. Non era mai successo che la Madonna scegliesse una parrocchia come suo strumento particolare. Ordinariamente i santuari mariani sono sorti a fianco delle parrocchie e a volte le hanno soppiantate. A Medjugorje la Gospa ha disposto fin dai primi mesi che i pellegrini  confluissero nella chiesa parrocchiale, pur rimanendo il Podbrdo, dove è apparsa all’inizio, un luogo santo, che sarà illuminato dal segno promesso.

L’elezione della parrocchia è avvenuta in un modo solenne, anche se la comprensione di questa grazia e delle responsabilità che comporta si è chiarita nel tempo. Giovedì 1 Marzo 1984 la Madonna, attraverso la veggente Marija Paulovic, ha dato l’annuncio mentre la gente era accorsa in Chiesa per la consueta celebrazione eucaristica serale: “Cari figli, io ho scelto in modo speciale questa parrocchia ed è mio desiderio guidarla. Con amore la proteggo e desidero che tutti siano miei. Grazie per essere venuti qui questa sera. Desidero che vi troviate sempre più numerosi con me e con mio Figlio. Ogni giovedì darò un messaggio particolare per voi” (01 – 03 – 1984).

La Gospa parla di una “elezione speciale” nei confronti della parrocchia. E’ un concetto che ribadirà in altri messaggi. Per volontà di Dio la Madre di Gesù è anche la Madre di tutta la Chiesa e dell’intera umanità. La storia di questi primi due millenni cristiani dimostra quanto la Santissima Vergine abbia preso sul serio questo immane impegno, il cui scopo è quello di portare tutte le anime a Dio. La Madonna esercita la sua maternità sulla Chiesa intera come ha fatto con la prima comunità cristiana, dopo che Gesù è asceso al Cielo. Non si sostituisce alla gerarchia ecclesiastica, alla quale Gesù ha dato i suoi poteri, ma la affianca, la protegge e la sostiene, in quanto anch’essa è affidata alle sue cure materne.

A Medjugorje la Madonna non si sostituisce al parroco e al presbiterio pastorale e tanto meno al Vescovo. Ogni sua iniziativa è una proposta che passa al vaglio dell’autorità ecclesiastica. La straordinaria trasformazione di Medjugorje, che nel corso degli anni è divenuto uno dei centri di spiritualità mariana più frequentati del mondo, è avvenuta nel pieno rispetto delle disposizioni pastorali  dell’autorità ecclesiastica competente.

Questo è avvenuto nonostante che i due Vescovi, che si sono succeduti, non credano personalmente alle apparizioni. Eppure la Madonna ha fatto tutto quello che desiderava, realizzando i suoi piani, col pieno consenso della Chiesa. D’altra parte come potrebbe la Chiesa essere contraria a un rinnovamento spirituale che fa crescere germogli di vita nuova in tutto il mondo? La Madonna, scegliendo la parrocchia, non si limita a fare da consigliera. Non lavora dietro le quinte, ma si espone in prima persona. Svolge un ruolo da protagonista e, pur muovendosi nell’ambito delle sue prerogative, tiene la situazione in mano con straordinaria sapienza e autorevolezza.

 D’altra parte lo vediamo nel racconto evangelico delle nozze di Cana come la Madonna si sappia imporre con fortezza e umiltà straordinarie. La Gospa dice che Lei “desidera guidare” la parrocchia e lo fa. Il merito della comunità francescana, e indirettamente anche quello del Vescovo, è  di essere  uno strumento docile della sua volontà.

La Madonna richiama più volte alla parrocchia la grazia dell’elezione, invitando all’umiltà e alla responsabilità. Essere scelti è una grazia immeritata. La Madonna lo ricorda sia ai veggenti come ai parrocchiani. E’ una grazia che attende i frutti e sulla quale pende il giudizio di Dio. “Cari figli, ve l’ho già detto che vi ho scelti in modo particolare, così come siete…Vi prego, non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato” ( 24-05- 1984).

Anche i parrocchiani hanno bisogno di convertirsi e la grazia dell’elezione rende più urgente la loro decisione. “ Cari figli, convertitevi voi della parrocchia: questo è il mio secondo desiderio. Così aiuterete a convertirsi tutti coloro che verranno qui” ( 18-03 1984). E’ errato chiedersi: “ Ma che cosa ho mai fatto, perché Dio ha scelto me?” Non hai fatto nulla di speciale. Anzi, forse sei più peccatore di altri. Rispondi alla chiamata attendendo alla tua conversione.

 La Gospa è esigente e non tollera le mediocrità, le stesse che Gesù ha spesso rimproverato ai suoi apostoli:  “Cari figli, oggi vi prego di cessare le critiche e di pregare per l’unità della parrocchia, poiché io e mio Figlio abbiamo un progetto speciale su questa parrocchia” ( 12 – 04 – 1984).  Nel corso degli anni la Madonna interviene ogni volta che è necessario, come una madre che sorveglia con attenzione e apprensione i cammino dei suoi figli. I parrocchiani  non di rado fanno come quei ragazzi svagati che ascoltano ma poi si dimenticano.

A volte sembra che non si rendano conto della grazia speciale che hanno ricevuto e la avvertono come un peso. Non si sono comportati allo stesso modo gli israeliti nel deserto, quando rimpiangevano le cipolle che mangiavano in Egitto? La Gospa ha una pazienza infinita e sembra non stancarsi mai. Alterna avvertimenti, come quella di non dare più messaggi ( 21 -02 1985) a incoraggiamenti ed esortazioni: “ Cari figli, desidero continuare a darvi i miei messaggi, e perciò oggi vi invito a vivere e ad accogliere i miei messaggi. Cari figli, vi amo ed ho scelto in modo speciale questa parrocchia, che mi è più cara di altre, dove sono rimasta volentieri quando l’Altissimo mi mandava. Pertanto, vi invito: accoglietemi, cari figli, perché anche voi siate felici. Ascoltate i miei messaggi. Ascoltatemi” ( 21 – 03 1985).

Ci sono dei parrocchiani che comprendono nel giusto modo l’elezione e si rendono conto che si tratta di una grazia esigente, che implica una conversione continua. Per altri invece è un motivo di orgoglio, senza lo sforzo conseguente di vivere i messaggi. La Madonna li richiami agli impegni dell’elezione, che riguarda innanzi tutto quelli di Medjugorje:  “Cari figli, questa parrocchia che ho scelto, è una parrocchia speciale, che si distingue dalle altre. Io do grandi grazie a tutti quelli che pregano col cuore. Cari figli, io do i messaggi prima ai parrocchiani, poi a tutti gli altri. Spetta a voi, per primi, accogliere i messaggi, e poi agli altri. Voi ne sarete responsabili davanti a me e davanti a mio Figlio Gesù” ( 06 – 02 – 1986).

I primi ad essere interpellati dalle parole della Gospa  sono i parrocchiani, i quali dovranno un giorno rispondere del compito speciale di testimonianza che è stato loro affidato. La tentazione dell’orgoglio per essere la parrocchia della Madonna di tanto in tanto spunta, ma l’umile Maria è sempre pronta a sventarla con richiami che non ammettono repliche.

Dopo aver invitato i parrocchiani a pregare lo Spirito Santo perché comprendano i progetti di Dio sulla parrocchia e su ognuno di loro, li mette in guardia: “Pregate, perché Satana  non vi attiri con il suo orgoglio e con la sua falsa forza” ( 25 – 11 – 1987). Perché il piano divino si realizzi attraverso la parrocchia è necessario che siano “umili e obbedienti” ( 25-04-1994). Chi è stato a Medjugorje nei primi anni è riuscito a cogliere il fervore di una comunità parrocchiale che, in un numero discreto , ha camminato con la Madonna.

Ora, con l’afflusso dei pellegrini durante grande parte dell’anno, è più difficile individuare la componente parrocchiale. Tuttavia la comunità dei frati, che si prodiga per i pellegrini, è molto attenta anche ai bisogni dei parrocchiani. Quanto sia esigente l’elezione, lo dimostra il fatto che i primi due segreti, saranno  un ammonimento serio per la parrocchia di Medjugorje. La Madonna ha l’occhio su tutto e ricorda a ognuno le grazie ricevute e le sue responsabilità.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla volontà di Dio

Cari amici, dobbiamo vivere questi tempi serenamente, senza paura, con fiducia. Non dobbiamo subire passivamente ma dobbiamo entrare nel piano di Dio perché è lui che governa il mondo.

San Tommaso D’Aquino dice che la volontà di Dio si realizza sempre, è verissimo, è proprio così. Anche nel Padre Nostro diciamo: sia fatta la tua volontà come in Cielo così in Terra. Ciò che Dio vuole è il bene per le sue creature, è la loro salvezza. La volontà di Dio, che è volontà di bene, si realizza sempre sia pure nel rispetto delle libertà create.

La teologia distingue tra la volontà di Dio primaria e quella permissiva, cioè permette il male che le creature che deviano dalla retta via compiono, ma quando saremo al cospetto della visione del Padre Celeste ci sarà tutto chiaro, anche la permissione divina del male. La gloria di Dio è il Suo amore diffuso nelle creature; Dio opera nella Storia e anche quando permette il male lo fa per ottenere un bene maggiore. Umanamente però è difficile entrare in quest’ottica. Questa distinzione è fondamentale per comprendere la permissione divina dell’attività diabolica e anche dell’attività umana che è libera di scegliere il male, proprio sotto l’impulso di satana.

La fede dei decenni scorsi dava quella visione delle cose per cui alla fine ciò che Dio vuole è sempre un bene, anche se per noi può essere una prova. Dio, con la nostra buona volontà, può orientare al bene quello che permette. Ad esempio, la morte di una persona cara può portare alla conversione di chi rimane e così entra nella luce della speranza di ritrovarsi un giorno in Cielo.

Dobbiamo esercitarci in questa visione di fede e aprirci alla preghiera di Gesù nel Getsemani, entrare nella visione di fede del Padre Nostro. La santità della vita è questo generoso alla volontà di Dio.

Per capire la volontà di Dio è necessario uno sforzo da parte nostra, dobbiamo chiedere allo Spirito Santo il dono della sapienza. Conoscendo la volontà di Dio nella sua realtà vera, che è appunto volontà di bene, possiamo dire il nostro sì generoso a Dio. Gesù nel Getsemani ha pronunciato il suo inginocchiato e sudando sangue, poi si è alzato e ha affrontato serenamente la volontà del Padre e cioè la Passione.

Siamo in un periodo storico costellato di prove, la vita stessa è una prova e possiamo conservare la serenità per quello che accade e nello sguardo di ciò che accadrà dicendo Signore, sia fatta la Tua volontà.

Entriamo, allora, in questa dimensione che richiede uno sforzo e un sì radicale, ma ci porta ad affrontare il presente con serenità e a guardare il futuro con luce e speranza.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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