"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 165 di 186

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

L’aiuto di Radio Maria in carcere

Buongiorno Don Livio,

Vi scrivo per informa Vi dell’aiuto che mi ha dato Radio Maria quando ero ristretto nel carcere di Ferrara.

Ho avuto la fortuna di conoscere questa miracolosa Radio anche in una precedente carcerazione a quella sopra indicata, grazie alla quale ho potuto affidarmi con tutte le mie forze al vero Salvatore dell’umanità, ovvero Dio “il Vero Padre di tutti i Papà”.

Radio Maria infatti è stata la mia vera ancora di salvezza ogniqualvolta che entravo in carcere, perché mi stimolava con cuore e anima ad affidarmi, anche e soprattutto, alla Madonna Maria, la Vera Madre di tutte le Madri. Pertanto, sia il carcere che Radio Maria, mi hanno dato la possibilità di affidarmi con fiducia cieca al vero Salvatore del mondo che è Gesù Cristo. In pratica, attraverso la sofferenza che ho patito nei periodi di carcerazione, ho capito che la ricchezza più grande che un uomo possa ricevere in vita è il Dono della Fede.

Ecco che i miei unici e veri eroi sulla terra sono solo ed esclusivamente i Santi, perché con il loro sano coraggio e l’autentica carità per il prossimo, sono stati in grado di testimoniare la Vera Immagine Misericordiosa di Dio. Nel periodo di carcerazione ho avuto modo di studiare la parola di Dio, e certamente Radio Maria è stata anche la mia fonte ispiratrice, affinché potessi appassionarmi nella lettura delle sacre scritture che mi hanno permesso di poter conoscere in maniera più approfondita la Parola vivente di Dio.

Tale Parola mi ha ispirato pure a scrivere una preghiera dedicata ai miei Veri Eroi che sono i Santi riconosciuti dalla Santa Sede.

Questa preghiera è la seguente:

Il tempo é un dono per capire che le nostre ore sono il lievito dell’Eterno che agisce in noi come un tesoro misterioso, in quanto non può essere scrutato dalla scienza umana. Infatti il tempo può diventare un’occasione di rinascita continua se si ascolta la voce di Dio, che è dentro al nostro cuore.

Con il Suo Santo Aiuto si raggiunge ciò che è impossibile al comune mortale, perché Egli È al di sopra del buon senso terreno.

Ecco che l’unica luce in fondo al tunnel della vita é quello di cercare ogni giorno Dio dentro noi e pregare per le pecorelle smarrite, con la speranza che queste ultime possano redimersi.

In questo modo si può attuare l’insegnamento del Padre di tutti i Padri, al fine di attuare l’unico esempio di salvezza: l’esempio dei Santi che Salvano infinite anime dannate dalla morsa dell’avversario di Dio.

Deferenti Ossequi

In fede

Antonio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Il momento decisivo dell’intera storia dell’umanità

Amatissimo padre,

è difficile accettare quanto stiamo vedendo. Sembra che il cuore dell’umanità sia indurito al punto che non impara da quanto accade. Gli ammonimenti del Padre celeste iniziati dopo i 40 anni di apparizioni a Medjugorie, ovvero la pandemia prima, una guerra vicina poi, un terremoto di cui ancora stiamo quantificando i danni, sembrano non aver scalfito i cuori dei più, e a quanto pare dei “potenti” di questo mondo. 

Mancano, tra le voci a cui i media danno diffusione, le invocazioni a Dio come unico salvatore del mondo; manca un sentir parlare della drammaticità del momento e dei rischi seri e reali che l’umanità corre.

Si continuano ad investire capitali nelle Borse finanziarie, in progetti di sviluppo di nuovi armamenti, nella produzione di intrattenimenti cine-televisivi, e si continuano a riempire le diverse migliaia di canali digitali e satellitari di programmi sul nulla e senza senso rispetto al momento storico in cui siamo.

Questo infatti è probabilmente il momento più decisivo dell’intera storia dell’umanità.

A questa generazione è capitato di dover vivere il tempo più importante di tutta l’esistenza umana fin dalla creazione, fatta da Dio, e, secondo il vangelo, non ce ne sarà un altro simile fino alla fine dei tempi. 

Ecco mi sembra di vedere il perché sia necessario il tempo dei segreti, cioè un tempo in cui accadranno “molte cose terribili”: poiché è indurito il cuore dell’umanità e gli ammonimenti non sono stati accolti, ovvero di fronte al tempo delle “prove” annunciato dalla Madre celeste, non siamo stati forti, ma abbiamo continuato “a mangiare, bere, prendere moglie e prendere marito”.

Davvero la divina Misericordia è così grande che non ci basterà l’Eternità per comprenderla, ma nel profondo mistero della nostra libertà possiamo sottrarcene con quel “peccato contro lo Spirito Santo” di cui parla Gesù. È questo che stiamo rischiando come umanità caro padre Livio?

Perdoni la confusione di questa lettera.

come santamente ci ricorda, Ave Maria

devotamente la ringrazio e ringrazio Dio per il dolcissimo dono di Radio Maria

Ezio Mariano

Roma

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

( 14) LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,

per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


14. I complottisti dei primi giorni delle apparizioni

“Paura e sfiducia verso i ragazzi” ( 28 Gennaio 1987). Questo è l’accorato rimprovero della “Gospa” riguardo a quei primi giorni delle apparizioni, anche se poi una maggioranza ha incominciato a credere e a mettere in pratica i messaggi. Fra coloro che non credevano e si mostravano preoccupati per come la piega che avevano preso gli avvenimenti c’era il parroco di allora, Padre Jozo.

 Nel momento in cui era scoccata la scintilla che avrebbe incendiato il mondo era assente. Forse la Madonna aveva disposto così per poter agire indisturbata in quei primi giorni cruciali. Sappiamo quanti problemi il clero abbia creato alla Madre di Dio  in occasione delle sue apparizioni. A volte si è trattato di vere e proprie persecuzioni portate avanti con uno zelo che andrebbe impiegato per ben altri scopi.

Chi conosce la storia delle apparizioni mariane sa che non pochi veggenti sono diventati dei piccoli martiri a causa della incredulità di coloro che sono “i figli prediletti” della Madonna. A Medjugorje non è andata diversamente, soprattutto a causa dell’atteggiamento del Vescovo locale. Avrebbe però potuto andare peggio se la Madonna non fosse intervenuta per scuotere la diffidenza del parroco, tutt’altro che disposto a credere a quello strano fenomeno.

Padre Jozo infatti temeva che  si trattasse di qualche stratagemma del regime comunista per poter avanzare delle accuse contro la Chiesa. Inoltre i ragazzi che affermavano di vedere la Madonna non erano fra quelli più assidui in parrocchia. Mirjana, quella ragazza che veniva da Sarajevo, poteva aver portato con sé della droga e aver così provocato allucinazioni di gruppo.

Si tratta di vere e proprie farneticazioni, dietro le quali si nasconde l’incredulità del cuore. La Madonna ne è profondamente addolorata e in più occasioni ci ha maternamente ammonito. “Enorme è il numero di coloro che non vogliono né sentire né accettare il mio invito” ( 25 Agosto 2011). La cecità e la sordità dei cuori sono spine che trafiggono il cuore della Madre.

A distanza di oltre quattro decenni, quando parlo con alcuni dei veggenti del loro primo impatto col Padre Jozo constato, con una certa sorpresa, che è rimasto ancora un po’ di amaro in bocca. Né prima né dopo i veggenti hanno subito un interrogatorio così stressante. L’incontro con la Commissione internazionale istituita dalla S. Sede in Vaticano è stato al confronto una piacevole passeggiata.

Non tutti i mali però vengono per nuocere. La chiusura iniziale di Fra Jozo è stato per me un argomento decisivo da opporre al vescovo, il quale, in occasione di una mia visita, cercava di convincermi che le apparizioni erano una invenzione messa in piedi dai frati francescani.

Il 28 Giugno, quinto giorno delle apparizioni, era domenica. I veggenti hanno dormito un po’ di più, poi si sono vestiti a festa e sono andati a messa. Intanto la gente approfittava del giorno di riposo per affluire anche dai paesi più lontani. Alla fine della giornata si calcoleranno almeno quindicimila persone.

“Dalla chiesa fra Jozo ci ha condotti nella canonica e ci ha minuziosamente interrogati ad uno ad uno. Ne avevamo fin sopra i capelli…Ci ha domandato tante cose. Tutto quello che gli è passato per la mente” (Vicka). Come si vede gli uomini di chiesa sono più puntigliosi delle autorità civili nell’interrogatorio dei veggenti.

Bernadette, che tremava al solo pensiero di parlare col suo parroco, la vediamo autorevole e decisa dinanzi al commissario di polizia. Gli oppositori più arcigni delle apparizioni mariane sono sempre all’interno della Chiesa. Non sempre però è stato così. Nei secoli passati, c’era più apertura alle manifestazioni del soprannaturale, senza venire meno alla necessaria prudenza.

Fa sorridere notare come la tendenza a immaginare complotti abbia, in quei primi tempi, preso il sopravvento su una valutazione razionale dei fenomeni. Il parroco immaginava un complotto tendente a screditare la parrocchia e in particolare la sua persona, in quanto era già un sorvegliato speciale del regime comunista.

Le autorità civili temevano un complotto da parte dei cattolici croati, che mal sopportavano la dittatura di Tito. Il Vescovo a sua volta, dopo l’apertura iniziale, ipotizzava un complotto da parte dei frati francescani, accusati di strumentalizzare le apparizioni nella disputa in atto da tempo per la transizione di parrocchie al clero locale.

Che alla Chiesa tocchi l’onere del discernimento è fuori discussione. Come pure che la valutazione debba essere fatta con serietà e rigore. Sappiamo ad esempio come a Lourdes siano prolificati nel giro di pochi mesi decine di altri pseudo veggenti. Le apparizioni false, che sono innumerevoli, finiscono per danneggiare quelle autentiche.

Il vero problema è il discernimento per il quale sono necessarie persone preparate, aliene dai facili entusiasmi, come dalle chiusure pregiudiziali. E’ un fatto però che la Madonna, in apparizioni che poi la Chiesa ha approvato, si sia lamentata dell’incredulità e persino dell’ostilità  nei suoi confronti.

Non è certo un caso che in quel quinto giorno la “ Gospa” abbia più volte ammonito di avere più fede, non solo nelle verità rivelate, ma anche nella sua presenza. I veggenti, ancora sotto shock per l’interrogatorio del parroco, non vedono l’ora che arrivi il momento dell’apparizione. Già a mezzogiorno la montagna brulica di gente:

“Chi pregava, chi indagava per avere notizie. Qualcuno cercava il posto più adatto per osservare. Tanti non sapevano neppure quando saremmo andati noi…Quando salimmo lassù, abbiamo fatto fatica a passare e, se nostri uomini non ci avessero fatto strada, non saremmo neppure arrivati” ( Vicka).

 Anche oggi, a tanti anni di distanza, a Medjugorje o in qualsiasi altra parte del mondo, si ripete l’impressionante spettacolo della folla che accorre all’apparizione della Regina della pace. Le bolle prima o poi  scoppiano, le meraviglie di Dio non cessano di incantare.

 La “Gospa”, alla domanda che cosa desideri da tutta quella gente, risponde: “Che la gente preghi e creda fermamente”. I veggenti vorrebbero che si manifestasse a tutti in chiesa, ma Lei risponde: “ Beati coloro che, senza aver visto, credono”. Il tema della fede attraversa il lungo arco di tempo delle apparizioni. La Madonna sapeva bene a quale crisi la Chiesa e il mondo stavano andando incontro.

Di quel quinto giorno Fra J. Bubalo ha pubblicato una registrazione, fatta da una persona presente,  che riproduce al vivo ciò che era possibile sentire da chi era vicino ai veggenti. Si ode chiaramente la voce di Vicka che pone le domande e ovviamente non si sente quella della Madonna. Tuttavia la veggente ripete ciò che la Madonna risponde, in modo tale che la gente possa sentire.

 Intercettare la voce della Santa Vergine è impossibile. Invano la polizia segreta avrebbe sistemato delle cimici in una stanza della canonica, quando le apparizioni avvenivano in quel luogo. La Madonna ha fatto cambiare stanza, come a dimostrare che le nostre pretese e le nostre furbizie non la sfiorano. Tuttavia la registrazione è suggestiva e ci porta nel vivo dell’evento:

“Il vento soffia, i cespugli si muovono. Ecco, i sei ragazzi si alzano. Pregano: Ave Maria…Madonna mia che cosa desideri da noi? ( La voce che si sente in tutte le domande è sempre quella di Vicka). Madonna mia, che cosa desideri dai nostri sacerdoti? (Questa domanda è ripetuto tre volte). Ha risposto: devono credere fermamente –  Madonna mia, perché non appari in chiesa, così tutti ti potrebbero vedere? Beati coloro che senza aver visto credono – Madonna mia, verrai ancora?  Sì, allo stesso posto – Madonna mia, preferisci che cantiamo o preghiamo? Dice: tutte e due le cose – Madonna mia, che cosa desideri da questa gente qui raccolta?

– Se ne è andata!….Pregheremo ancora…Non ci ha detto niente – Vicka si fa il segno della croce e prega, tutti pregano: Pater, Ave, Gloria, per due volte. La Madonna ritorna ancora e i veggenti, ad una voce: “Eccola! – Si canta: O Maria, o Maria; e ancora altri canti – Ci dice che siamo suoi angeli. Cari angeli, ci dice così – Madonna mia, che cosa desideri da questa gente qui? (Per tre volte) – Ha risposto che questa gente che non la vede creda come noi sei che la vediamo.

 – Madonna mia, ci lasci qualche segno qui in terra  per convincere questa gente che noi non siamo bugiardi, che non diciamo bugie e che non scherziamo con te? – La Madonna scompare. Verrà ancora? Sì….”. In quei primi giorni la Madonna spesso scompariva e riappariva. Solo quando salutava, l’apparizione aveva termine. “Noi veggenti eravamo come in paradiso”, conclude Vicka, che in quel giorno aveva svolto un ruolo particolarmente attivo.

 Non era così per  Fra Jozo, che si crogiolava nei suoi dubbi. Si rendeva conto che la situazione era potenzialmente esplosiva. Se la Madonna appariva veramente, e ciò avveniva in un paese collocato nel perimetro della cortina di ferro, qualcosa di straordinario stava per accadere. La Madonna aveva già in mente di coinvolgere la parrocchia nel suo mirabile piano di rinnovamento della Chiesa.

“TEMPO DI FORTEZZA” – Puntata 6

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul combattimento spirituale

Cari amici,

il combattimento spirituale è la dimensione cristiana della vita. Nella visione cristiana della vita, per conquistare la salvezza dell’anima, siamo chiamati a fare un combattimento di carattere spirituale che ha come nemici il male che si concretizza dentro di noi come la spinta al peccato.

Con il Battesimo viene cancellato il peccato originale e il battezzato diviene così tempio dello Spirito Santo e rimane comunque una ferita che si chiama “concupiscenza”, ovvero la spinta al peccato che è rimasta come conseguenza del peccato originale.

Questa spinta al peccato va combattuta, altrimenti diventa come un’erba infestante in un giardino che pian piano si allarga e distrugge tutti i fiori.

Il male che è nel mondo ci seduce, è accattivante, è esaltato soprattutto dai mass-media. Il demonio è il creatore del male, colui che per primo lo ha generato quando si è opposto a Dio, lo ha disprezzato e per superbia, arroganza e odio ha dichiarato guerra a Dio.

Il male è una realtà con cui abbiamo a che fare durante tutto il tempo della vita. Per descrivere il male non c’è bisogno di chissà quale preparazione teologica, filosofica o scientifica. Il male lo percepiamo nella sua azione corrosiva. Il male è corrosione del bene, della verità, della giustizia, della bellezza.

Come i mali del corpo portano alla morte, così il male dell’anima la corrode.  Si tratta dei vizi capitali, del disordine, della menzogna, della cattiveria, della superbia, della prepotenza, dell’avidità, dell’odio.

Con questa realtà abbiamo a che fare ogni giorno, dentro di noi e fuori di noi.

Satana ci seduce, ci tenta, ci assale. Satana scardina i cuori con l’odio, con le seduzioni, proponendo il male sottoforma di bene.

Il male è questa realtà che se non si combatte con la buona volontà, con la luce dell’intelletto che segue la via della Verità, con il libero arbitrio che sceglie la via del Bene, paralizza e porta alla morte dell’anima.

Siamo chiamati quotidianamente a scegliere fra la Via del bene e la via del male. Chi persevera sulla via del bene diventa una persona buona, affidabile, saggia, positiva. Queste persone sono una benedizione per se stessi e per gli altri.

Chi persevera sulla via del male diventa una persona inquinante, fa dei danni, semina odio, zizzania, menzogna e violenza.

Fin dall’inizio della Storia della Salvezza c’è una distinzione fra il Bene e il male. Sta a noi, ogni giorno, decidere su che strada stare.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

IL CORPO INTATTO DI BERNADETTE SOUBIROUS

  1. Il 16 Aprile 1879, mercoledì di Pasqua, alle h. 15,15 suor Maria Bernarda muore nell’infermeria della Santa Croce, nel convento di S. Gildard a Nevers. Aveva trentacinque anni. Era distesa su una poltrona, con i piedi sopra uno sgabello, davanti al caminetto, dove crepitava un bel fuoco. Le sue ultime parole furono: “ Santa Maria, Madre di Dio, pregate per me, povera peccatrice” e poi “ Ho sete”.
  2. Il corpo di Bernadette rimase esposto alla venerazione del pubblico fino a Sabato 19 Aprile. Fu quindi rinchiuso in una doppia bara di piombo e di quercia. Fu sepolto in una cappellina nel recinto del convento, dedicata a S. Giuseppe.
  3. Il 22 Settembre 1909 , essendo terminato il processo diocesano sulla reputazione di santità, le virtù e i miracoli di Bernadette, si procedette alla prima “ricognizione del corpo”, cioè alla sua identificazione e alla verifica del suo stato di conservazione. Svitata la cassa di legno e tagliata quella di piombo, non si videro le ossa, come era da attendersi, ma il corpo di Bernadette in perfetto stato di conservazione. Non si sente neppure il minimo odore. Le suore che l’avevano seppellito 30 anni prima notano che il volto e le mani sono appena inclinati verso sinistra.
  4. Ecco stralci della dichiarazione firmata sotto giuramento dal chirurgo e dal medico:  “ La bara fu aperta in presenza del Vescovo di Nevers, del sindaco della città, di molti canonici e nostra. Non abbiano percepito nessun odore. Il corpo era ricoperto dell’abito religioso, che era umido. La faccia, le mani, gli avambracci soltanto erano scoperti. La testa era inclinata a sinistra, il volto era di un bianco cereo; la pelle aderente ai muscoli e i muscoli attaccati alle ossa. Le palpebre infossate coprivano gli occhi. Le sopracciglia erano attaccate alle arcate sopraccigliari e aderenti alla pelle, come i cigli della palpebra superiore destra. Il naso era indurito e affilato. La bocca leggermente semiaperta lasciava intravedere i denti ancora attaccati. Le mani, incrociate sul petto, perfettamente conservate con le unghie, tenevano ancora un rosario corroso da ruggine. Si distingueva sull’avambraccio il rilievo delle vene….Dopo aver tolto gli abiti e i veli dalla testa…si constatò che i capelli, tagliati corti, erano attaccati al cuoio capelluto e che gli orecchi erano perfettamente conservati…..Da tutto ciò in fede abbiamo redatto il presente certificato, conforme a verità”.  Questa conservazione del corpo di Bernadette sorprese non poco, tenuto conto dell’umidità della cappella di S. Giuseppe ( abiti bagnati, rosario arrugginito e corroso, verde rame sul crocifisso) e tenuto conto anche delle sue malattie e lo stato del corpo alla sua morte.
  5. Le suore lavarono il corpo e lo rimisero in una nuova bara, foderata di zinco e imbottita di seta bianca. Nelle poche ore in cui il corpo era stato esposto all’aria, si era annerito. Nella seconda ricognizione del 3 Aprile 1919 e nella terza del 18 Aprile 1925 il corpo di Bernadette manifestò il medesimo stupefacente stato di conservazione. In particolare in quest’ultima occasione si procedette all’analisi chimica di alcune particelle del fegato e dei muscoli, le quali non manifestarono alcun processo di putrefazione, risultando ottimamente conservate. Il 3 Agosto del 1925 l’urna contenente il corpo intatto della veggente è stata esposta nella cappella dove si trova tutt’ora, raccolta nella contemplazione della preghiera e nella grande pace di Dio.
  6. Il 14 Giugno del 1925 Bernadette viene proclamata beata dal papa Pio XI e l’8 dicembre del 1933, festività dell’Immacolata Concezione, viene proclamata santa. La sua festa si celebra il 16 Aprile, giorno della sua morte gloriosa.

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🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Perché le conseguenze  del peccato originale hanno coinvolto tutta la creazione?

Caro Padre Livio,

Ho seguito nelle sue catechesi l’approfondimento sull’origine del male a partire dall’invidia e superbia degli angeli ribelli, e mi è venuta spontanea una domanda.

Dopo la caduta di Adamo ed Eva nell’Eden, la morte e il male sono entrati nel mondo con tutte le conseguenze che questo comporta.

Però, perché la morte, la sofferenza, il dolore, la violenza hanno coinvolto anche tutta la creazione? Ritroviamo tutto ciò nel mondo animale, e anche se gli animali non ne hanno coscienza però lo vivono.

Mi chiedo quindi perché questa pena debba essere vissuta anche da creature che non hanno compiuto nulla di male verso il loro creatore, non sono stati posti di fronte ad una scelta, eppure ne subiscono le stesse nostre conseguenze.

Infine: satana è definitivo anche da Cristo il principe di questo mondo per la sua potenza di odio verso Dio, che non potendosi esprimere direttamente contro Dio si esprime contro sua creazione e attraverso gli uomini.

Nell’uomo trova la barriera della libertà dell’uomo che lascia all’uomo l’ultima decisione di seguirlo o no.

Ma è possibile che gli eventi naturali catastrofici (vedi terremoti, inondazioni, eruzioni……) possano essere da lui determinati o comunque resi possibili per divina permissione? Possano essere considerati quei “graffi” di rabbia che lascia su quest’opera d’arte unica fatta da Dio?

 È vero che molti degli eventi drammatici che ci attendono al tempo dei segreti partiranno da attività volontarie dell’uomo corrotto da satana, ma altri eventi non dipendenti dall’uomo, ma comunque molto distruttivi, potrebbero essere opera DIRETTA di satana slegato dalle catene? Sto pensando per esempio all’ultimo terremoto della Turchia.

La ringrazio per l’acutezza delle sue risposte che rischiarano sempre i nostri dubbi.

Il Signore la benedica sempre e benedica l’opera preziosa di Radio Maria.

Un caro saluto

Cinzia

Cara  Cinzia,

S.  Paolo ci offre  la  spiegazione dicendo che, come  per  la  colpa di Adamo, tutta la creazione è stata colpita dalla corruzione, così, per  la Resurrezione di Cristo, tutta  la creazione parteciperà  alla gloria dei figli di Dio e ci saranno cieli nuovi e terra  nuova.

Ave Maria

Padre  Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (1, 10)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta   su  Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento  storico sulle  apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

La mamma di Ivanka era in Paradiso con la Madonna

Padre Livio: Vorrei farti una domanda che ti riguarda personalmente. La Madonna ti ha raccomandato di dare questa testimonianza davanti alla gente. Ti costa o ti vergogni un po’ a raccontare queste cose che sembrano quasi incredibili agli uomini di oggi? A volte persino dei sacerdoti sorvolano sulla realtà dell’inferno.

Vicka: Oh, ma no! Io sono proprio contenta! Se tu vuoi bene alla Madonna, quando lei ti dice quello che devi fare, lo fai con tutto il cuore. Sono contenta, ti assicuro che sono proprio contenta che qualcuno possa ascoltare, lo prenda sul serio e ci pensi sopra. E’ una grande gioia che ci venga data la possibilità di sentire queste verità e quella voce che la Madonna ci rivolge per la nostra salvezza.

Padre Livio: Non hai riconosciuto nessuno né in paradiso, né all’inferno?

Vicka: No, nessuno

Padre Livio: E’ vero che una volta avete visto la mamma di Ivanka, che era morta due mesi prima delle apparizioni?

Vicka: Sì, una volta che eravamo insieme durante l’apparizione la Madonna è venuta con la mamma di Ivanka.

Padre Livio: Anche tu l’hai vista?

Vicka: Sì, era uguale come da viva ed era in paradiso con la Madonna.

E’ difficile andare in paradiso?

Padre Livio: La mamma di Ivanka, a quanto dicono, era una donna ordinaria, come tante vostre mamme. Allora non è poi così difficile andare in paradiso.

Vicka: No, non è difficile. Chi dice che è difficile? Basta vivere una normale vita cristiana. Non c’è bisogno di fare cose straordinarie.

Padre Livio: Certamente la cosa migliore sarebbe di riuscire a evitare il purgatorio e andare subito in paradiso. Come si fa secondo te a evitare il purgatorio e ad andare in paradiso subito nel momento della morte?

Vicka: Bisogna affidarsi a Dio. Nessuno di noi può dare una risposta certa al riguardo.

Padre Livio: Bisogna incominciare a fare un po’ di penitenza su questa terra, credo.

Vicka: Fare penitenza e altro e alla fine Dio farà i nostri conti.

E’ difficile diventare santi?

Padre Livio: A proposito di penitenza, ti chiedo il sacrificio di rispondere ancora a qualche domanda, anche se sento la gente che sta bussando alla porta e tua mamma e già venuta due volte a chiamarti.

Vicka: Vai avanti, non c’è problema.

Padre Livio: Come sai, la Madonna ci ha invitati tante volte a fare un cammino di santità. Alcuni davanti a una proposta così impegnativa restano quasi timorosi. Secondo te è molto difficile diventare santi? Che cosa bisogna fare?

Vicka: No, non è difficile. Oggi molta gente, quando la Madonna ci invita a diventare santi prendendo con decisione il cammino della santità, pensa:” Ma come posso io diventare santo?” La Madonna però non ci chiede di essere santi in un modo straordinario, così come lo è stato ad esempio S. Antonio. Ci invita piuttosto su una via semplice, cercando di vivere la santità un po’ ogni giorno e ci vuole anche insegnare che la santità non si realizza senza preghiera e senza opere buone.

Preghiera e opere buone vanno insieme

Ci dice inoltre che un’opera buona senza preghiera non basta, come pure la preghiera senza opere buone. Sono necessarie tutte e due e l’una e l’altra vanno insieme. La nostra santità va anche chiesta a Dio come un dono. Come si prega per il dono della fede, così bisogna pregare per il dono il dono della santità.

Per andare avanti nel cammino della santità non posso limitarmi a mettermi in ginocchio tutto il giorno a pregare, ma poi non ascolto chi ha bisogno, non lavoro, non sono attiva….La mia santità va conseguita con tutte le cose. La mia santità cresce con la preghiera, ma anche con l’aiutare la gente, col sacrificio, con la sofferenza. Con tutto questo andiamo avanti e comprendiamo sempre di più che cosa significhi la santità.

Padre Livio: Si può quindi diventare santi attraverso una vita molto ordinaria…..

Vicka: Certo, certo, facendo una vita normale.

Padre Livio: Una madre di famiglia può diventare santa?

Vicka: Certamente! Anche se lei è già tanto presa dalle molte cose da sbrigare in famiglia, deve però offrire tutta la sua famiglia a Dio e dirgli: “Ecco io desidero che tutti insieme in famiglia cresciamo su questa strada della santità”. I messaggi che la Madonna ci ha dato sono il cammino della santità. Cercando di viverli noi siamo già su questa strada.

Padre Livio: Quindi tutti possiamo diventare santi su questo cammino semplice che la Madonna ci indica da così tanto tempo.

Vicka: Tutti.  Tutti quelli che lo vogliono.

La conversione dura tutta la vita

Padre Livio: La Madonna ha precisato che il messaggio più importante che lei ha dato qui a Medjugorje è quello della conversione. Secondo te come va inteso questo invito insistente della Regina della pace alla conversione? Una volta ha persino detto: “ Vi supplico, convertitevi!”

Vicka: Quando la Madonna invita alla conversione intende un cammino di tutta la vita. A volte si sente qualcuno affermare: “ Mi sono convertito”. E’ invece più esatto dire: “ Ho incominciato a convertirmi” . La nostra conversione è un impegno di ogni giorno e nessuno può dire: “ Mi sono convertito”. Dobbiamo invece ripetere a noi stessi: “Io voglio, io voglio andare avanti nella mia conversione ogni giorno”. Poi pregare Dio per questo dono, perché mi dia la possibilità di capire e di vivere la mia conversione. Uno che si illude di essersi già convertito significa che non è andato vanti nel cammino e che per lui la conversione è solo una parola. La nostra conversione è sempre un andare avanti e non esiste che uno possa dire:” Io mi sono convertito”, ma al contrario deve dire “ Io voglio convertirmi” e ripeterlo per tutta la vita, giorno dopo giorno.

Padre Livio: Secondo te, anche chi è in uno stato di particolare perfezione, come i sacerdoti, i religiosi, le suore e i consacrati in genere, anche per loro vale l’invito della Madonna a convertirsi?

Vicka: Certamente! Voi tutti avete questo dono particolare e questo impegno alla santità. Ma la Madonna quando parla si rivolge a tutti, perché ognuno risponda.

(Continua)(Intervista a Vicka condotta da Padre Livio a Medjugorje il 3.8.1998 in diretta con Radio Maria)

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