( 14) LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,

per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


14. I complottisti dei primi giorni delle apparizioni

“Paura e sfiducia verso i ragazzi” ( 28 Gennaio 1987). Questo è l’accorato rimprovero della “Gospa” riguardo a quei primi giorni delle apparizioni, anche se poi una maggioranza ha incominciato a credere e a mettere in pratica i messaggi. Fra coloro che non credevano e si mostravano preoccupati per come la piega che avevano preso gli avvenimenti c’era il parroco di allora, Padre Jozo.

 Nel momento in cui era scoccata la scintilla che avrebbe incendiato il mondo era assente. Forse la Madonna aveva disposto così per poter agire indisturbata in quei primi giorni cruciali. Sappiamo quanti problemi il clero abbia creato alla Madre di Dio  in occasione delle sue apparizioni. A volte si è trattato di vere e proprie persecuzioni portate avanti con uno zelo che andrebbe impiegato per ben altri scopi.

Chi conosce la storia delle apparizioni mariane sa che non pochi veggenti sono diventati dei piccoli martiri a causa della incredulità di coloro che sono “i figli prediletti” della Madonna. A Medjugorje non è andata diversamente, soprattutto a causa dell’atteggiamento del Vescovo locale. Avrebbe però potuto andare peggio se la Madonna non fosse intervenuta per scuotere la diffidenza del parroco, tutt’altro che disposto a credere a quello strano fenomeno.

Padre Jozo infatti temeva che  si trattasse di qualche stratagemma del regime comunista per poter avanzare delle accuse contro la Chiesa. Inoltre i ragazzi che affermavano di vedere la Madonna non erano fra quelli più assidui in parrocchia. Mirjana, quella ragazza che veniva da Sarajevo, poteva aver portato con sé della droga e aver così provocato allucinazioni di gruppo.

Si tratta di vere e proprie farneticazioni, dietro le quali si nasconde l’incredulità del cuore. La Madonna ne è profondamente addolorata e in più occasioni ci ha maternamente ammonito. “Enorme è il numero di coloro che non vogliono né sentire né accettare il mio invito” ( 25 Agosto 2011). La cecità e la sordità dei cuori sono spine che trafiggono il cuore della Madre.

A distanza di oltre quattro decenni, quando parlo con alcuni dei veggenti del loro primo impatto col Padre Jozo constato, con una certa sorpresa, che è rimasto ancora un po’ di amaro in bocca. Né prima né dopo i veggenti hanno subito un interrogatorio così stressante. L’incontro con la Commissione internazionale istituita dalla S. Sede in Vaticano è stato al confronto una piacevole passeggiata.

Non tutti i mali però vengono per nuocere. La chiusura iniziale di Fra Jozo è stato per me un argomento decisivo da opporre al vescovo, il quale, in occasione di una mia visita, cercava di convincermi che le apparizioni erano una invenzione messa in piedi dai frati francescani.

Il 28 Giugno, quinto giorno delle apparizioni, era domenica. I veggenti hanno dormito un po’ di più, poi si sono vestiti a festa e sono andati a messa. Intanto la gente approfittava del giorno di riposo per affluire anche dai paesi più lontani. Alla fine della giornata si calcoleranno almeno quindicimila persone.

“Dalla chiesa fra Jozo ci ha condotti nella canonica e ci ha minuziosamente interrogati ad uno ad uno. Ne avevamo fin sopra i capelli…Ci ha domandato tante cose. Tutto quello che gli è passato per la mente” (Vicka). Come si vede gli uomini di chiesa sono più puntigliosi delle autorità civili nell’interrogatorio dei veggenti.

Bernadette, che tremava al solo pensiero di parlare col suo parroco, la vediamo autorevole e decisa dinanzi al commissario di polizia. Gli oppositori più arcigni delle apparizioni mariane sono sempre all’interno della Chiesa. Non sempre però è stato così. Nei secoli passati, c’era più apertura alle manifestazioni del soprannaturale, senza venire meno alla necessaria prudenza.

Fa sorridere notare come la tendenza a immaginare complotti abbia, in quei primi tempi, preso il sopravvento su una valutazione razionale dei fenomeni. Il parroco immaginava un complotto tendente a screditare la parrocchia e in particolare la sua persona, in quanto era già un sorvegliato speciale del regime comunista.

Le autorità civili temevano un complotto da parte dei cattolici croati, che mal sopportavano la dittatura di Tito. Il Vescovo a sua volta, dopo l’apertura iniziale, ipotizzava un complotto da parte dei frati francescani, accusati di strumentalizzare le apparizioni nella disputa in atto da tempo per la transizione di parrocchie al clero locale.

Che alla Chiesa tocchi l’onere del discernimento è fuori discussione. Come pure che la valutazione debba essere fatta con serietà e rigore. Sappiamo ad esempio come a Lourdes siano prolificati nel giro di pochi mesi decine di altri pseudo veggenti. Le apparizioni false, che sono innumerevoli, finiscono per danneggiare quelle autentiche.

Il vero problema è il discernimento per il quale sono necessarie persone preparate, aliene dai facili entusiasmi, come dalle chiusure pregiudiziali. E’ un fatto però che la Madonna, in apparizioni che poi la Chiesa ha approvato, si sia lamentata dell’incredulità e persino dell’ostilità  nei suoi confronti.

Non è certo un caso che in quel quinto giorno la “ Gospa” abbia più volte ammonito di avere più fede, non solo nelle verità rivelate, ma anche nella sua presenza. I veggenti, ancora sotto shock per l’interrogatorio del parroco, non vedono l’ora che arrivi il momento dell’apparizione. Già a mezzogiorno la montagna brulica di gente:

“Chi pregava, chi indagava per avere notizie. Qualcuno cercava il posto più adatto per osservare. Tanti non sapevano neppure quando saremmo andati noi…Quando salimmo lassù, abbiamo fatto fatica a passare e, se nostri uomini non ci avessero fatto strada, non saremmo neppure arrivati” ( Vicka).

 Anche oggi, a tanti anni di distanza, a Medjugorje o in qualsiasi altra parte del mondo, si ripete l’impressionante spettacolo della folla che accorre all’apparizione della Regina della pace. Le bolle prima o poi  scoppiano, le meraviglie di Dio non cessano di incantare.

 La “Gospa”, alla domanda che cosa desideri da tutta quella gente, risponde: “Che la gente preghi e creda fermamente”. I veggenti vorrebbero che si manifestasse a tutti in chiesa, ma Lei risponde: “ Beati coloro che, senza aver visto, credono”. Il tema della fede attraversa il lungo arco di tempo delle apparizioni. La Madonna sapeva bene a quale crisi la Chiesa e il mondo stavano andando incontro.

Di quel quinto giorno Fra J. Bubalo ha pubblicato una registrazione, fatta da una persona presente,  che riproduce al vivo ciò che era possibile sentire da chi era vicino ai veggenti. Si ode chiaramente la voce di Vicka che pone le domande e ovviamente non si sente quella della Madonna. Tuttavia la veggente ripete ciò che la Madonna risponde, in modo tale che la gente possa sentire.

 Intercettare la voce della Santa Vergine è impossibile. Invano la polizia segreta avrebbe sistemato delle cimici in una stanza della canonica, quando le apparizioni avvenivano in quel luogo. La Madonna ha fatto cambiare stanza, come a dimostrare che le nostre pretese e le nostre furbizie non la sfiorano. Tuttavia la registrazione è suggestiva e ci porta nel vivo dell’evento:

“Il vento soffia, i cespugli si muovono. Ecco, i sei ragazzi si alzano. Pregano: Ave Maria…Madonna mia che cosa desideri da noi? ( La voce che si sente in tutte le domande è sempre quella di Vicka). Madonna mia, che cosa desideri dai nostri sacerdoti? (Questa domanda è ripetuto tre volte). Ha risposto: devono credere fermamente –  Madonna mia, perché non appari in chiesa, così tutti ti potrebbero vedere? Beati coloro che senza aver visto credono – Madonna mia, verrai ancora?  Sì, allo stesso posto – Madonna mia, preferisci che cantiamo o preghiamo? Dice: tutte e due le cose – Madonna mia, che cosa desideri da questa gente qui raccolta?

– Se ne è andata!….Pregheremo ancora…Non ci ha detto niente – Vicka si fa il segno della croce e prega, tutti pregano: Pater, Ave, Gloria, per due volte. La Madonna ritorna ancora e i veggenti, ad una voce: “Eccola! – Si canta: O Maria, o Maria; e ancora altri canti – Ci dice che siamo suoi angeli. Cari angeli, ci dice così – Madonna mia, che cosa desideri da questa gente qui? (Per tre volte) – Ha risposto che questa gente che non la vede creda come noi sei che la vediamo.

 – Madonna mia, ci lasci qualche segno qui in terra  per convincere questa gente che noi non siamo bugiardi, che non diciamo bugie e che non scherziamo con te? – La Madonna scompare. Verrà ancora? Sì….”. In quei primi giorni la Madonna spesso scompariva e riappariva. Solo quando salutava, l’apparizione aveva termine. “Noi veggenti eravamo come in paradiso”, conclude Vicka, che in quel giorno aveva svolto un ruolo particolarmente attivo.

 Non era così per  Fra Jozo, che si crogiolava nei suoi dubbi. Si rendeva conto che la situazione era potenzialmente esplosiva. Se la Madonna appariva veramente, e ciò avveniva in un paese collocato nel perimetro della cortina di ferro, qualcosa di straordinario stava per accadere. La Madonna aveva già in mente di coinvolgere la parrocchia nel suo mirabile piano di rinnovamento della Chiesa.