"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 123 di 186

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MARIA : FONTE IRRESISTIBILE PER LA NOSTRA SALVEZZA

Caro Padre Livio, caro amico e guida.

La nebbia si respira, la nebbia là si tocca e tante volte là si vive.

Credo proprio che il momento dei segreti non sia vicino, ma anzi ci siamo già dentro.

Lavoro con colleghi che bestemmiano Dio e Maria quasi ogni due minuti , c’è una voglia sfrenata di fregarsi di tutti e di tutto, una voglia di superare e mettere sempre in cattiva luce L altro.

Guardo le chiese e son sempre più vuote , guardo ai miei amici , alcuni non pregano mai,altri non si confessano da anni, altri ancora mi guardano con una velata pietà..come se il mio giudizio sulla vita,seguendo Maria e i suoi messaggi, fosse un po’ da fuori di testa.

C’è sempre l’idea che mia Moglie sia la Santa ,sposata con quello un po’ matto un po’ strano.

Capita a volte di leggere questo persino nei miei fratelli , che mi guardano con una velata pietà .

Proprio in questi giorni il diavolo ha bussato alla mia porta , facendomi vedere tutto nero, pensando che tutto stia andando a rotoli e che alla fine forse quello che alcuni pensano di me sia vero.

Poi stasera grazie a Dio ho detto il rosario con un amica, prima di farlo mi son Benedetto con L acqua benedetta di Medjugorje e l’ho recitato.

Dopo il rosario qualcosa e’ pian piano iniziato a cambiare.

Mi son rasserenato e il peso del giudizio , dell‘ incomprensione e del sentirmi io sbagliato e’ andato via .

Questo penso caro Padre Livio sia ciò che il diavolo voglia fare con le anime che si avvicinano a Dio,che lo pregano che lo amano e che seguono la Gospa.

Questo penso sarà la lotta che faremo nel tempo dei segreti, e cadremo e ci dispereremo se non rimarremo attaccati a Maria , fonte della pace del nostro cuore e della nostra anima, unica fonte di salvezza.

Ed e’ proprio vero che se uno non sta attaccato a Lei , finisce nella nebbia più totale, nell’ansia e nello scoraggiamento.

Maria fonte davvero irresistibile della nostra salvezza.

Un caro abbraccio Caro Amico Padre e fratello .

Andrea 

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Dove, chi, come e quando fu formata ogni creatura

Ave Maria padre Livio,

(Serva di Dio, Luisa Piccarreta, Dicembre 18, 1933 )

Dove, chi, come e quando fu formata ogni creatura. 
(Luisa)
(1) La mia povera mente continua a valicare il mare infinito del Fiat, e per quanto si cammina non finisce mai, l’anima in questo mare sente il suo Dio, il quale la riempie fino all’orlo tutta del suo Essere Divino, in modo che può dire: “Dio mi ha dato tutto Sé stesso, e se non mi è dato di chiudere in me, la sua immensità è perché sono piccola”. Ora in questo mare si trova in atto l’ordine, l’armonia, i misteri arcani del come Iddio ha creato l’uomo, ed oh! i prodigi sono inauditi, l’amore è esuberante, la maestria è insuperabile, c’è tanto del misterioso, che né l’uomo stesso né le scienze possono ridire con chiarezza sulla formazione dell’uomo. Onde sono restata sorpresa delle magnificenze e prerogative che possiede l’umana natura, ed il mio amato Gesù nel vedermi così sorpresa mi ha detto:

(2) “Figlia mia benedetta, cesserà la tua meraviglia se guardando bene in questo mare del mio Volere vedi dove, chi, come e quando fu formata ogni creatura. Quindi, dove? Nel seno Eterno di Dio. Chi? Dio stesso le dava origine. Come? L’Ente Supremo, Lui stesso formava la serie dei suoi pensieri, il numero delle sue parole, l’ordine delle sue opere, il moto dei suoi passi, ed il continuo palpitare del suo cuore, sicché Dio le dava tale bellezza, ordine e armonia, da potersi trovare Lui stesso nella creatura, con tale pienezza che essa non troverebbe posto da mettere alcunché di suo, che non gli era stato messo da Dio, Noi nel guardarla restavamo rapiti nel vedere che nella piccola cerchia umana la nostra Potenza aveva racchiuso il nostro operato Divino, e nella nostra enfasi d’amore gli dicevamo: “Quanto sei bella, opera nostra tu sei, tu sarai la nostra gloria, lo sbocco del nostro Amore, il riflesso della nostra Sapienza, l’eco della nostra Potenza, la portatrice del nostro eterno Amore”. E l’amavamo con amore eterno, senza principio e senza fine; e quando veniva formata questa creatura in Noi? Ab eterno, perciò essa nel tempo non esisteva, ma nell’eternità è esistita sempre, aveva il suo posto in Noi, la sua vita palpitante, l’amore del suo Creatore. Sicché la creatura è stata sempre per Noi il nostro ideale, il piccolo spazio dove svolgere la nostra opera creatrice, il poggio della nostra Vita, lo sfogo del nostro eterno Amore. Ecco perciò tante cose umane non si comprendono, non si sanno spiegare, perché c’è l’operato dell’incomprensibile Divino, ci sono i nostri misteriosi arcani celesti, le nostre fibre divine, per cui Noi soli sappiamo i misteriosi segreti, i tasti che dobbiamo toccare quando vogliamo fare cose nuove ed insolite nella creatura e siccome non conoscono i nostri segreti né possono comprendere i nostri modi incomprensibili che abbiamo messo nell’umana natura, giungono a giudicare a modo loro, e non sanno darsi ragione di ciò che Noi andiamo operando nella creatura, mentre è obbligato a piegare la fronte a ciò che lui non comprende.

(3) Ora chi non fa la nostra Volontà, mette in disordine tutti gli atti nostri ordinati ab eterno nella creatura, perciò si sfigura e forma il vuoto dei nostri atti divini formati e ordinati da Noi nell’umana creatura. Noi amavamo Noi stessi in essa, la serie dei nostri atti formati dal nostro puro Amore, e mettendola fuori nel tempo la volevamo come concorrente a ciò che Noi avevamo fatto, ma per avere questa abilità la creatura ci voleva la nostra Volontà, che dandole la sua virtù divina le faceva fare nel tempo ciò che si era fatto da Noi, senza di essa, nell’eternità, né c’era nessuna meraviglia se l’Essere Divino l’aveva formata nell’eternità, lo stesso Volere Divino confermava e ripeteva nel tempo, cioè, continuava la sua opera creatrice nella creatura. Ma senza della mia Volontà Divina come può mai elevarsi, conformarsi, unificarsi, rassomigliarsi a quegli stessi atti che Noi con tanto amore abbiamo formati e ordinati in essa? Quindi la volontà umana non fa altro che scompigliare le opere nostre più belle, spezzare il nostro amore, svuotare le nostre opere, le quali rimangono in Noi, perché Noi nulla perdiamo di ciò che abbiamo fatto, tutto il male resta per la povera creatura, perché sente l’abisso del vuoto divino, le sue opere sono senza forza e senza luce, i suoi passi sono vacillanti, la sua mente confusa. Sicché, essa resta senza della mia Volontà, come un cibo senza sostanza, come un corpo paralizzato, come un terreno senza coltivazione, come un albero senza frutto, come un fiore che manda cattivo odore. Oh! se la nostra Divinità fosse soggetta alle lacrime, rimpiangeremmo amaramente colei che non si fa dominare dalla nostra Volontà”.


Ave Maria padre FIAT

Massimo

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In cosa consiste la seduzione

Caro Padre Livio

Alcuni spunti sulle riflessioni di questi giorni:

Mi chiamo Umberto, ti seguo da tanti anni e la prima trasmissione che ho seguito è stata la tua lettura del romanzo di Benson negli anni 90.

Il cd Grande Reset attraverso cui le oligarchie di Mammona vogliono portare a compimento finale il mondo nuovo senza Dio si incardina in una tecnocrazia di controllo totale e ricatto delle persone.

Tuttavia, penso che  questo scopo voglia essere raggiunto non solo creando, con inganno, stati di necessità e di paura, ma invocando l’adesione convinta della gente, per cui le varie ideologie che adesso vediamo formarsi, che non tutte trovano adesione entusiastiche, se non nei mass media, dovranno confluire in una idea-forza tale da rappresentare l’utopia o il sogno finalmente realizzato della nuova umanità.

Un vero fremito, di falso rinascimento che come fiume in piena travolge la psicologia delle persone. Ne abbiamo avuto esempi nel 900. 

Questa IDEOLOGIA, sintesi delle varie menzogne del modernismo, può completarsi con l’innesto di elementi di falsa trascendenza che l’ umanità distrutta prenderà a piene mani riversrsando odio su chi non ci sta.

In questo modo si realizza la seduzione con l’adorazione di satana, in  piena avvertenza e deliberato consenso di chi ci sta.

Un segnale può venire anche dal recente raduno di Boston.

Un saluto carissimo

Umberto

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, 

la  Madonna  a  Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché,  se  aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà  troppo tardi.  Con questa nuova iniziativa del  Blog offriamo la  possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali  da  meditare e da  vivere. (Le  troverai man mano nella  sezione: Il Combattimento spirituale)

Vostro  Padre Livio


8.  Ascolta la voce dell’amore, del perdono e della pace

Dio è una voce che ti illumina ma è anche una voce che ti chiama. Nel cammino della vita ti eri perduto “in una selva oscura, chè la diritta via era smarrita”. Anche Adamo, ingannato dal serpente, si era allontanato, nascondendosi nell’oscurità, perché Dio non lo vedesse.

 “Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse. “ Dove sei?” ( Gn 3, 11). L’Onnipotente sapeva dove si trovava la sua creatura, ma l’ ha chiamata, perché si rendesse conto che non l’ aveva abbandonata alla sua stoltezza. La chiama perché non vi è nulla di più terribile che sentirsi soli e circondati da una tenebra minacciosa.

Mi chiedi come si manifesta la voce di Dio e come sia possibile ascoltarla. Innanzi tutto la puoi udire nel silenzio interiore, quando le passioni sono messe a tacere e il cuore, che si sta aprendo alla grazia, tende le orecchie per afferrare la voce dello Spirito.

Metti il silenziatore alle voci del mondo che si agitano dentro di te. Le parole che vengono dagli uomini, caro amico, sono quasi sempre zavorra che il fiume del tempo trascina via. Sono ben poche quelle che non passano e che danno vita alle anime. Lascia che entrino nel tuo santuario interiore e che ti ammaestrino.

Sono le parole di verità, di misericordia e di speranza. Ognuna di esse è un soffio che ti dà vita e forza. Il cuore se ne nutre avidamente come di un cibo da sempre agognato. “Tu sei mio” ti dice l’Onnipotente e nel momento in cui la sua voce raggiunge il fondo dell’anima, essa incomincia a  rivivere. 

Quando senti Dio che ti parla, tutto il resto scompare. La sua voce ti prende il cuore e lo fa suo. E’ la voce di un Dio innamorato, non di un Dio adirato. E’ la voce di un Padre, non di un padrone. E’ la voce di salvezza, non di condanna.

E’ una voce che ti chiama, che ti inviata ad avvicinarti. E’ la voce del pastore che cerca la pecora smarrita e quella della madre che non trova più il suo bambino. Pensavi di non credere in Dio, in realtà covavi nel tuo profondo una sorda ostilità. La tua ostentata indifferenza  era un fastidio e forse  un timore represso.

Quando si percorre la via del peccato, la sua voce non ci dà tregua. Non è facile metterla a tacere. Tu ci hai provato, perché non sopportavi il pungolo quotidiano e le notti insonni. Cercavi di sopire i rimorsi, ingannando te stesso e sapendo di farlo.

Così ti sei indurito e hai messo da parte Dio a muso duro, come uno che, stanco di una presenza importuna, gli sbatte la porta in faccia. Pensavi di aver tolto di mezzo il problema di Dio, mettendoci sopra una croce, ma in realtà guardavi all’Onnipotente con gli occhi torvi del nemico.

Ora ti stupisci per la sua voce dolce e soave, che accarezza la tua anima con parole che avevi mai udite su questa terra. E’ la voce del Dio dell’amore, del perdono e della pace.

Nel medesimo tempo senti di nuovo quella voce che avevi soffocato e che, come d’incanto, si è risvegliata. E’ la voce misteriosa della coscienza, così decisa nell’indicarti la via del bene e nel metterti in guardia da quella del male. Ora che la puoi ascoltare di nuovo, sappi che hai ricevuto una grazia specialissima.

Anche Giuda, dopo aver consumato il più orribile dei delitti, ha ricevuto questa grazia, alla quale non ha saputo corrispondere: “ Giuda, colui che lo tradì, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dai sommi sacerdoti e agli anziani, dicendo:

Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente. Ma quelli dissero:  A noi che importa? Pensaci tu! Egli, allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi” ( Mt 27, 3-5). Medita attentamente la vicenda dolorosa di Giuda, perché ti può essere di grande aiuto.

Quante volte Gesù aveva richiamato il suo apostolo, senza mai essere ascoltato! Fino alla fine  il traditore aveva opposto il volto insolente di chi è sicuro di avere la preda in mano. Anche tu hai fatto lo stesso, quando hai sfidato Dio sulla via della tua autosufficienza, sicuro di vivere meglio senza di lui.

Che cosa ha provato Giuda nel momento in cui tradiva il Maestro che lo chiamava col dolce nome di amico? Quando il cuore si è impietrito, qualsiasi parola che gli viene rivolta urta contro una parete impenetrabile.

Tuttavia Dio, nella sia infinita misericordia, ha concesso all’apostolo traditore la grazia del risveglio della coscienza. E’ stato il tentativo estremo, l’ultima e decisiva chiamata.

 La tua coscienza che si fa di nuovo sentire, dopo che l’avevi sepolta sotto una coltre spessa di menzogne e di peccati, è una grazia immensa, è una chiamata estrema. Lascia che ti interpelli e, se necessario, che affondi come un bisturi tagliente nella  carne viva del tuo cuore.

Permetti che ti dica la verità sul male che hai fatto, perché soltanto mettendo a nudo la piaga potrai sanarla. Accetta con umiltà la lunga trafila di colpe che essa ti presenta, non per schiacciarti e neppure per rimproverarti, ma perché tu le offra alla Misericordia.

Se la voce della coscienza ritorna a farsi sentire chiara e forte, significa che non hai aperto invano la porta del cuore. Dio vi è entrato per prenderne possesso.

La grazia del risveglio della coscienza è un dono d’amore sconfinato, ma che può dissolversi se manca la corrispondenza. E’ indispensabile che tu ascolti questa voce misteriosa e guardi con coraggio alla situazione della tua  vita.

Ti è necessario uno sforzo interiore per vincere la tentazione di chiudere di nuovo gli occhi e di tappare di nuovo gli orecchi.  Non rammaricarti se  la falsa pace di prima è stata messa in discussione e un tarlo invisibile e implacabile ti rode dentro al cuore, togliendoci il sonno.

Se il proverbio popolare ha immortalato “il sonno del giusto”, significa che ben diverso è quello del peccatore. La coscienza che torna a rimordere è un evento di grazia e guai a te se cedi alla tentazione di soffocarla di nuovo. Una seconda morte della coscienza potrebbe essere fatale per la salvezza eterna della tua anima.

 La coscienza che rimorde è nel medesimo tempo un tormento e una grazia. E’ un tormento perché non concede tregua a chi continua sulla via del male nonostante i suoi richiami. E’ una grazia perché avverte il peccatore che la via che sta percorrendo è quella della sua rovina.

Il tuo Creatore ti sta chiamando attraverso l’inquietudine e il rimorso che ti seguono come un’ombra. Se sei docile e ascolti, sentirai ben presto anche la voce dell’incoraggiamento e dell’approvazione. Quando si incomincia a fare i primi passi sulla via del bene, Dio li segue uno ad uno con apprensione paterna.

 Ti esorta e ti rincuora e, se necessario ti prende per mano. Possano i tuoi orecchi udire la sua voce.

“LA GLORIA DI MARIA NELL’ ANNUNCIO DEI SEGRETI” – Puntata 8

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulle malattie spirituali

Cari amici,

anche se il mondo moderno nega l’esistenza dell’anima e riduce tutto alla materia, le malattie spirituali ci sono. Negare l’anima è una presunzione, così come basare tutta l’esistenza sulla scienza e sulla tecnica, si vede a occhio nudo che l’uomo non si può ridurre a un animale.

Nella sua totalità l’uomo è un corpo, una psiche e un’anima. Le malattie dell’anima influiscono sulle malattie psichiche e su quelle fisiche. È proprio curando le malattie dell’anima che si guarisce da mali che sembrano incurabili, soprattutto quelli di carattere psichico. La rimozione della dimensione interiore dell’uomo nuoce all’uomo stesso.

Le malattie dell’anima sono provocate da quel veleno che il serpente antico ha iniettato nel cuore dell’umanità nel Paradiso Terrestre. Dio ha creato l’uomo nella sua integrità e bellezza, lo ha elevato in grazia, gli ha donato la Sua amicizia e lo ha reso partecipe della Sua vita divina. L’uomo aveva una salute totale dell’anima, della psiche e del corpo. Con il peccato originale, che è un dogma di fede fondamentale, il male spirituale è entrato nell’uomo.

Il male spirituale è il veleno che il serpente antico ha iniettato nell’uomo: la superbia, la disobbedienza, la presunzione, l’invidia, tutto quello che ha portato Lucifero a ribellarsi a Dio. L’uomo, pur non perdendo il libero arbitrio, si è trovato di fronte a una caduta esistenziale catastrofica perché ha perso tutti i doni che Dio gli aveva fatto: l’immortalità, la sapienza, la capacità di resistere al male.

La catastrofe originaria, che è di carattere spirituale, ha fatto entrare nell’uomo i semi dei vizi che sono poi germogliati. Le malattie dell’anima sono insite nella natura umana: l’anima viene creata pura, entrando in un corpo embrione) e diventando quindi una natura umana completa di corpo e di anima, sparge i semi del peccato originale che feriscono l’anima, la indeboliscono, pur rimanendo comunque il libero arbitrio e l’intelligenza, ma indebolite.

Con la Redenzione di Cristo viene dato il dono dello Spirito Santo, in particolare con il Battesimo che è la grazia di Cristo, è la vita divina in noi che è la medicina con la quale Dio cura le malattie della nostra anima.

La grazia di Dio illumina la mente mediante la fede, purifica il cuore, rafforza la buona volontà ed è quindi quella medicina attraverso la quale noi guariamo le malattie dell’anima.

Tuttavia, questa guarigione avviene nella misura in cui noi cooperiamo. La grazia del Battesimo, man mano che l’uomo diventa capace del libero arbitrio, deve diventare una forza trainante. Nella misura in cui le potenze del male che sono in noi cercano di espandersi e di prevalere sulla bontà della natura umana, la grazia e la libera volontà devono reagire al male e contrastarlo.

Il male spirituale è stato codificato dalla tradizione nei Vizi capitali: la superbia, l’avidità, l’ira, l’invidia, la lussuria, la gola e l’accidia.

I Vizi capitali sono semi di male che diventano vizi nella misura in cui noi non li contrastiamo e invece li coltiviamo. Se non combattiamo le tendenze del male che abbiamo dentro, esse prendono il sopravvento. Se nutriamo la superbia, l’avidità, l’ira, l’invidia, la lussuria, la gola e l’accidia, diventano sempre più forti e rendono la natura umana schiava del male.

La comprensione dell’uomo alla luce della fede è straordinaria perché eleva l’uomo stesso, lo differenzia dagli animali e lo riscopre creatura.

Quando le malattie dell’anima prendono il sopravvento nella psiche, si riflettono anche sul corpo. Gli effetti fisici si vedono e se non si cura la radice diventano incurabili. È come tagliare l’erba infestante in un giardino, senza strappare via le radici.

Le malattie psichiche e fisiche che hanno radici spirituali, se non vengono estirpate alla radice, non scompaiono.

I vizi capitali si estirpano se si agisce alla radice del cuore, aprendosi a Dio, confessandosi, pregando, impegnandosi a rimanere sulla retta via. La cura spirituale risana la persona fisicamente, spiritualmente, psichicamente.

È bene, allora, avere attenzione per la salute della nostra anima nella vita di ogni giorno e vigilare su questo giardino meraviglioso, strappando per tempo le erbacce affinché non prendano il sopravvento.


Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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La seduzione dell’Anticristo: la  rinuncia alla libertà in cambio della pace (falsa) e il conseguente peccato di apostasia

Caro padre Livio

Sono Giulia da Firenze. 

Grazie per tutto quello che siete e fate, a Lei e a tutta Radio Maria. 

Sto seguendo il filo della lettura della cronaca e della storia e come lei fa é bellissimo perché come dice sant’Agostino “L’uomo può leggere gli indizi del presente e così arrivare ad un futuro probabile”. Soprattutto alla luce dei messaggi della Regina della Pace che non ci lascia mai soli. Quanto é confortante!!! 

Vorrei darle il mio contributo rispondendo alla domanda che ha posto nella mail a Donato di Milano: di quale seduzione dell’anticristo si tratta? 

Secondo me potrebbe essere la rinuncia alla propria Libertà, in senso Biblico di libero arbitrio, in cambio di una falsa pace (non potevano né vendere né comprare senza il marchio della bestia) e con la pretesa dell’anticristo di essere adorato e quindi commettere il peccato di apostasia o idolatria che comporta il peccato mortale e di perdersi eternamente.

Il grande umanitario come lo chiama il Venerabile Fulton Sheen: “Gesù Nostro Signore disse che alla fine dei tempi quando Satana sarà assiso sul suo trono (Apoc.2,13), apparirà tanto simile a Lui sì da ingannare, se fosse possibile anche gli eletti (Mt 24,24 ).

Ma se Satana opera prodigi, se pone delicatamente le mani sul capo dei bambini, se appare benigno e benevolo con il povero, come faremo a distinguerlo dal Cristo? Ebbene Satana non porterà le stigmate sulle mani o sui piedi o sul costato. Egli apparirà come sacerdote, ma non come Vittima”.  

Per questo riprendo quello che lei, caro padre, ha scritto: La Regina della Pace nel messaggio del 25 Febbraio 2023, lo dice chiaramente: “In questo tempo di grazia satana vuole sedurvi e voi, figlioli, guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario nella rinuncia e nel digiuno”. 

Sul Calvario con Maria non saremo confusi.  

Secondo lei, l’anticristo si presenterà dopo la guerra distruttrice profetizzata nel terzo segreto di Fatima e forse fa parte del settimo segreto di Medjugorie? 

Di pari passo l’avanzamento e sempre più alla “luce del sole” del modernismo nella distruzione del Matrimonio, della famiglia e dell’innocenza dei piccoli con la sovversione anche all’ordine naturale (gender e altre bestialità sataniche)

Con un attacco diretto ai dolcissimi Cuori di Gesù e di Maria e al Papato, attacco diabolico al Sacrificio della Messa per l’unificazione delle religioni…E quindi un attacco all’ Eucarestia e al Sacerdozio.

“ Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene” San Paolo Tessalonicesi 2 versetto 7. 

A conferma le parole del Venerabile Pio XII in un discorso famoso su Fatima…

“…Nelle nostre chiese, i Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si chiederanno: “Dove Lo hanno portato?” » 

É chiaro da parte nostra dobbiamo abbracciare la vita di Fede radicalmente consacrati a Maria per essere saldi e pronti alle prove con cui saremo vagliati con la Messa quotidiana e la Comunione, l’Adorazione al Santissimo Sacramento, la Confessione frequente e il Rosario, torre di salvezza negli assalti dell’inferno. 

Colgo l’occasione di salutarla e le domando la sua benedizione. 

Giulia da Firenze

Cara Giulia,

Mi ha  molto impressionato il discorso di Papa Francesco di qualche giorno fa all’Università di Budapest( 30 Aprile 2023)  nel  quale, per  criticare  il  progetto di un mondo robotizzato che l’umanità  sta  tenacemente  realizzando, ha citato il celebre  romanzo  “Il Padrone del mondo”  di R, Benson.

Si tratta  in definitiva del  progetto anti-cristico  del  Grande Reset, cioè  di resettare tutto il passato ( e quindi anche e  soprattutto il cristianesimo) per dare inizio a  una nuova creazione, con l’aiuto della Scienza e  della Tecnica,  grazie alle quali l’umanità verrà liberata da tutti i suoi  mali.

E’ di un mondo digitalizzato dove l’uomo  è  ridotto a un robot,  senza  anima, senza  trascendenza,  senza valori spirituali  e senza Dio. Un mondo disumano sul quale  la Regina della pace  ha già  emesso  una sentenza di condanna  definitiva.

Nel romanzo di  Benson , scritto nel 1907, questo  progetto  illusorio è  opera  dell’Anticristo,  il cui obbiettivo è appunto quello di sostituire Cristo e  la  salvezza  cristiana,  dichiarata superata  e  fallita.

Questa  mi  pare sia  la prospettiva da  tenere  presente:  La  seduzione  di satana,  di cui parla la Madonna, è  questo progetto anticristico di  una falsa  salvezza  e  di  una  falsa pace,  che sedurrà le moltitudini, ma che nel  tempo dei segreti vedrà  il suo crollo.

Non  abbiamo  l’idea  di quello che succederà nell’avvenire  che bussa alla porta,  ma si tratta sicuramente  di sconvolgimenti inimmaginabili,  di fronte  ai quali dobbiamo resistere  saldi  nella fede cattolica fino alla vittoria  di Maria.

Ave   Maria

Padre   Livio

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PAPA FRANCESCO IN UNGHERIA CITA ROBERT BENSON

Cari fratelli e sorelle, buon pomeriggio!

Saluto ciascuno di voi e ringrazio per le belle parole che sono state dette e sulle quali mi soffermerò tra poco. Questo è l’ultimo incontro della mia visita in Ungheria e, con il cuore grato, mi piace pensare al corso del Danubio, che collega questo Paese a molti altri, unendone, oltre alla geografia, anche la storia. La cultura, in un certo senso, è come un grande fiume: collega e percorre varie regioni della vita e della storia mettendole in relazione, permette di navigare nel mondo e di abbracciare Paesi e terre lontane, disseta la mente, irriga l’anima, fa crescere la società. La stessa parola cultura deriva dal verbo coltivare: il sapere comporta una semina quotidiana che, immergendosi nei solchi della realtà, porta frutto.

Cent’anni fa Romano Guardini, grande intellettuale e uomo di fede, proprio mentre si trovava immerso in un paesaggio reso unico dalla bellezza delle acque, ebbe una feconda intuizione culturale. Scrisse: «In questi giorni ho più che mai compreso che vi sono due forme di conoscenza […], l’una conduce ad immergersi nell’oggetto e nel suo contesto, per cui l’uomo che vuol conoscere cerca di vivere in lui; l’altra, al contrario, raduna le cose, le decompone, le ordina in caselle, ne acquista padronanza e possesso, le domina» (Lettere dal Lago di Como. La tecnica e l’uomo, Brescia 2022, 55). Distingue tra una conoscenza umile e relazionale, la quale è come “un regnare che si ottiene per mezzo del servire; un creare secondo la natura, che non oltrepassa i limiti stabiliti” (cfr p. 57), e un’altra modalità di sapere, che «non osserva, ma analizza […] non s’immerge più nell’oggetto, lo afferra» (p. 56).

Ed ecco che in questo secondo modo di conoscere «le energie e le sostanze sono fatte convergere ad un unico fine: la macchina» (p. 58), e «così si sviluppa una tecnica dell’assoggettamento dell’essere vivente» (pp. 59-60). Guardini non demonizza la tecnica, la quale permette di vivere meglio, di comunicare e avere molti vantaggi, ma avverte il rischio che essa diventi regolatrice, se non dominatrice, della vita. In tal senso vedeva un grande pericolo: «L’uomo perde tutti i legami interiori che gli procurano un senso organico della misura e delle forme di espressione in armonia con la natura» e, «mentre nel suo essere interiore egli è divenuto senza contorni, senza misura, senza direzione, egli stabilisce arbitrariamente i suoi fini e costringe le forze della natura, da lui dominate, ad attuarli» (p. 60). E lasciava ai posteri una domanda inquietante: «Cosa ne sarà della vita se essa finirà sotto questo giogo? […] Cosa accadrà […] quando ci troveremo davanti al prevalere degli imperativi della tecnica? La vita, ormai, è inquadrata in un sistema di macchine. […] In un tale sistema, la vita può rimanere vivente?» (p. 61).

La vita può rimanere vivente? È una questione che, specialmente in questo luogo, dove si approfondiscono l’informatica e le “scienze bioniche”, è bene porsi. Infatti, quanto intravisto da Guardini appare evidente ai nostri giorni: pensiamo alla crisi ecologica, con la natura che sta semplicemente reagendo all’uso strumentale che ne abbiamo fatto. Pensiamo alla mancanza di limiti, alla logica del “si può fare dunque è lecito”. Pensiamo anche alla volontà di mettere al centro di tutto non la persona e le sue relazioni, ma l’individuo centrato sui propri bisogni, avido di guadagnare e vorace di afferrare la realtà. E pensiamo di conseguenza all’erosione dei legami comunitari, per cui la solitudine e la paura, da condizioni esistenziali, paiono tramutarsi in condizioni sociali. Quanti individui isolati, molto “social” e poco sociali, ricorrono, come in un circolo vizioso, alle consolazioni della tecnica come a riempitivi del vuoto che avvertono, correndo in modo ancora più frenetico mentre, succubi di un capitalismo selvaggio, sentono come più dolorose le proprie debolezze, in una società dove la velocità esteriore va di pari passo con la fragilità interiore. Questo è il dramma. Dicendo ciò non voglio ingenerare pessimismo – sarebbe contrario alla fede che ho la gioia di professare –, ma riflettere su questa “tracotanza di essere e di avere”, che già agli albori della cultura europea Omero vedeva come minacciosa e che il paradigma tecnocratico esaspera, con un certo uso degli algoritmi che può rappresentare un ulteriore rischio di destabilizzazione dell’umano.

In un romanzo che ho più volte citato, Il padrone del mondo, di Robert Benson, si osserva «che complessità meccanica non è sinonimo di vera grandezza e che nell’esteriorità più fastosa si nasconde più sottile l’insidia» (Verona 2014, 24-25). In questo libro, in un certo senso “profetico”, scritto più di un secolo fa, viene descritto un futuro dominato dalla tecnica e nel quale tutto, in nome del progresso, viene uniformato: ovunque si predica un nuovo “umanitarismo” che annulla le differenze, azzerando le vite dei popoli e abolendo le religioni. Abolendo le differenze, tutte. Ideologie opposte convergono in una omologazione che colonizza ideologicamente. Questo è il dramma, la colonizzazione ideologica; l’uomo, a contatto con le macchine, si appiattisce sempre di più, mentre il vivere comune diventa triste e rarefatto. In quel mondo progredito ma cupo, descritto da Benson, dove tutti sembrano insensibili e anestetizzati, pare ovvio scartare i malati e applicare l’eutanasia, così come abolire le lingue e le culture nazionali per raggiungere la pace universale, che in realtà si trasforma in una persecuzione fondata sull’imposizione del consenso, tanto da far affermare a un protagonista che «il mondo sembra in balia di una vitalità perversa, che corrompe e confonde ogni cosa» (p. 145).

Mi sono protratto in questa disamina a tinte fosche perché proprio in tale contesto meglio risplendono i ruoli della cultura e dell’università. L’università è infatti, come indica il nome stesso, il luogo dove il pensiero nasce, cresce e matura aperto e sinfonico; non monocorde, non chiuso: aperto e sinfonico. È il “tempio” dove la conoscenza è chiamata a liberarsi dai confini angusti dell’avere e del possedere per diventare cultura, cioè, “coltivazione” dell’uomo e delle sue relazioni fondanti: con il trascendente, con la società, con la storia, con il creato. Afferma in proposito il Concilio Vaticano II: «La cultura deve mirare alla perfezione integrale della persona umana, al bene della comunità e di tutta la società umana. Perciò è necessario coltivare lo spirito in modo che si sviluppino le facoltà dell’ammirazione, dell’intuizione, della contemplazione, e si diventi capaci di formarsi un giudizio personale e di coltivare il senso religioso, morale e sociale» (Cost. past. Gaudium et spes, 59). Già nei tempi antichi si diceva che l’inizio del filosofare è l’ammirazione, la capacità di ammirazione. In questa prospettiva ho molto apprezzato le vostre parole. Le sue, Monsignor Rettore, quando ha detto che «in ogni vero scienziato c’è qualcosa dello scriba, del sacerdote, del profeta e del mistico»; e ancora che «con l’aiuto della scienza non vogliamo solo capire, vogliamo anche fare la cosa giusta, cioè costruire una civiltà umana e solidale, una cultura e un ambiente sostenibili. È con il cuore umile che possiamo salire non solo sul monte del Signore, ma anche sul monte della scienza»………

( Incontro con il mondo universitario e della Cultura- Budapest 30 Aprile 2023)

 

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