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Gli eventi dei segreti riguardano l’intera umanità

Carissimo Padre Livio,
Ho sentito con piacere che un telegiornale di rilievo, nel resoconto della giornata di eri, ha fatto riferimento al messaggio di Fatima, sottolineandone l’ attualità.
Rivedendo i due messaggi della Regina della pace che fanno riferimento a Fatima ho notato questo particolare:
Il primo è del 25 Agosto 1991 e fa riferimento all’imminente crollo dell’impero Sovietico che sarebbe avvenuto nei messi successivi.
Il secondo è del 25 Gennaio 2023, dove la Madonna afferma che “l’uomo moderno non vuole Dio e l’umanità va verso la perdizione”.
Quale sarebbe secondo Lei la diversità di questo secondo messaggio rispetto al primo, anche in relazione al tempo dei segreti?
Mario di Bologna
Caro Mario,
il messaggio del Gennaio 2023 ha una particolarità importante. Per la prima volta la Madonna usa la parola “nazioni” ( “Satana vuole la guerra nei cuori e nelle nazioni”).
Questo significa che il messaggio riguarda tutto il mondo in rivolta contro Dio. La Madonna afferma che intende realizzare la sua profezia sul crollo del mondo nuovo senza Dio. Non si tratta solo della Russia, ma di tutta l’umanità.
Questa universalità comporta come conseguenza che i segreti potrebbero riguardare qualsiasi parte del mondo, in particolare là dove l’odio contro Dio è più radicato.
Nella luce della fede e dei messaggi della Madonna noi vediamo che il suo piano, volto a far trionfare il suo Cuore Immacolato, procede inesorabile senza che nessuno lo possa fermare.
Lei è certa che noi non la tradiremo e che risponderemo fino in fondo alla sua chiamata. Per questo nello stesso messaggio ci dice: “ Voi figlioli, siete la mia speranza”.
Ave Maria
Papa Francesco, l’incontro con Zelensky e il comunicato di poche righe che certifica lo stallo: intesa solo sugli sforzi umanitari

di Gian Guido Vecchi –Corriere della Sera – 14 Maggio 2023
Il pontefice cauto, dopo le difficoltà. L’ipotesi di inviare a Mosca e Kiev due cardinali come emissari
CITTA’ DEL VATICANO — Il cielo sopra San Pietro è grigio come le prospettive di pace. Quando Volodymyr Zelensky arriva nel cortile dell’Aula Paolo VI, poco dopo le 16, si sa già che l’udienza con il Papa non sarà delle più semplici. La prima volta era stato ricevuto da Francesco l’8 febbraio 2020, sono passati poco più di tre anni ed è come fossero dieci, il giovane presidente che si mostrava un po’ intimidito in giacca e cravatta si presenta ora con la felpa militare, incanutito, l’aria tirata. Si stringono la mano nell’auletta dietro la Sala Nervi, «è un grande onore per me essere qui», dice Zelensky accennando un inchino, «la ringrazio per questa visita», sorride il Papa.
Sul tavolo c’è un crocifisso, seduti uno di fronte all’altro è come se si studiassero, il colloquio riservato dura quaranta minuti. E il primo segnale di quanto sia stato faticoso è nelle prime parole della Santa Sede, affidate al portavoce Matteo Bruni: poche righe per dire che si è discusso della «situazione umanitaria e politica dell’Ucraina provocata dalla guerra in corso», salvo aggiungere che «entrambi hanno convenuto sulla necessità di continuare gli sforzi umanitari a sostegno della popolazione». La convergenza si mostra quindi sugli aspetti «umanitari» e non sulla situazione «politica», come a limitare, almeno per ora, lo spazio della «missione di pace» di cui Francesco aveva parlato a fine aprile.
Una differenza confermata da ciò che Zelensky dirà più tardi a Porta a Porta , sillabando che il suo Paese non ha bisogno di mediatori e l’unico piano di pace è quello ucraino. No alla mediazione vaticana, insomma. E in ciò che il presidente ucraino aggiunge in un messaggio, «ho chiesto di condannare i crimini russi in Ucraina, perché non può esserci uguaglianza tra la vittima e l’aggressore», si nota una certa insofferenza che in questi mesi ha accompagnato in Ucraina i tentativi di Francesco di «costruire ponti»: aprire tutti i canali di dialogo possibili verso «la strada della pace» e favorire una mediazione, fino a mettere a disposizione il Vaticano per colloqui tra le parti.
Il Papa non ha mai mancato, ogni settimana, di pregare per «il martoriato popolo ucraino». Del resto lo aveva detto senza veli di ritorno dal Kazakistan, lo scorso settembre, ai giornalisti che gli chiedevano se ci fosse un limite alla disponibilità al dialogo con Mosca: «Io non escludo il dialogo con l’aggressore, a volte il dialogo puzza, ma si deve fare». I comunicati della Santa Sede non fanno cenno all’invito al Papa ad andare a Kiev: ha già detto che lo farà solo se potrà andare anche a Mosca. Francesco ha donato una scultura in forma di ramoscello d’ulivo, Zelensky ha ricambiato con un’opera ricavata da una piastra antiproiettile e un quadro sull’uccisione dei bambini.
Eppure non finisce qui. Certo la porta è più che mai stretta, alle parole di Zelensky si aggiunge la difficoltà a parlare con Mosca, per non parlare di Putin. Ma le strade della diplomazia sono infinite, resta la possibilità che il Papa invii a Kiev e Mosca due cardinali con un appello estremo. Ma soprattutto rimane aperta la strada del dialogo umanitario. Il Papa ha parlato a Zelensky della «necessità urgente di “gesti di umanità” nei confronti delle persone più fragili, vittime innocenti del conflitto», soprattutto i bambini deportati in Russia: in questo caso la Santa Sede sta già mediando da tempo. «Dobbiamo fare ogni sforzo per riportarli a casa», ha concordato il presidente ucraino.
Anche nel colloquio successivo con Zelensky, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, «ministro degli Esteri» vaticano, ha insistito sulla «necessità di continuare gli sforzi per raggiungere la pace». Poco prima di vedere Zelensky, Francesco ha parlato agli ambasciatori della «speranza» che «non sia mai detta l’ultima parola per evitare un conflitto o risolverlo pacificamente», fino a esclamare: «Quando impareremo dalla storia che le vie della violenza, dell’oppressione e dell’ambizione sfrenata di conquistare terre non giovano al bene comune?».
Verso il calvario

Ave Maria padre Livio
Il vero amore è quel che soffrendo per Dio, vuole più soffrir
(1) Questa mattina vedevo il confessore tutto umiliato, ed insieme il benedetto Gesù e san Giuseppe, il quale gli ha detto: “Mettiti all’opera, ed il Signore è pronto a darti la grazia che vuoi”.
(2) Dopo ciò, vedendo il mio caro Gesù sofferente come nel corso della Passione gli ho detto: “Signore, non sentivate stanchezza nel soffrire tante diverse pene?
(3) E Lui: “No, anzi una sofferenza accendeva più il cuore a soffrire l’altra, questi sono i modi del patire divino; non solo, ma nel patire ed operare non guarda altro che al frutto che da quello riceve. Io nelle mie piaghe e nel mio sangue vedevo le nazioni salvate, il bene che ricevevano le creature, ed il mio cuore anziché provare stanchezza ne sentiva gioia e ardente desiderio di più soffrire. Onde questo è il segno se ciò che si soffre è partecipazione delle mie pene: Se unisce patire e gioia di più patire, e se nel suo operare opera per Me, se non guarda a ciò che fa, ma alla gloria che dà a Dio ed al frutto che ne riceve. (Libro di Cielo, Marzo 19, 1903)
Gesù viene nascosto nelle pene.
(1) Continuando il mio solito stato, il mio povero cuore me lo sentivo oppresso ed in pene amare, che non è necessario qui dirle, ed il mio sempre amabile Gesù, venendo mi ha detto:
(2) “Figlia mia, Io mando le pene alle creature affinché nelle pene trovino Me. Io sono come involto nelle pene, e se l’anima soffre con pazienza, con amore, rompe l’involto che mi copre e trova Me; altrimenti Io resterò nascosto nella pena, e lei non avrà il bene di trovarmi, ed Io non avrò il bene di rivelarmi”.
(3) Poi ha soggiunto: “Io sento una forza irresistibile di spandermi verso le creature, vorrei spandere la mia bellezza per farle tutte belle, ma la creatura imbrattandosi con la colpa, respinge la bellezza divina e si copre di bruttezza; vorrei spandere il mio amore, ma queste amando ciò che non è mio, vivono intirizzite dal freddo, ed il mio amore resta respinto; tutto vorrei comunicarmi all’uomo, tutto adombrarlo nelle mie stesse qualità, ma sono respinto, e respingendomi forma un muro di divisione tra Me e lui, da giungere a rompere qualunque comunicazione tra la creatura ed il Creatore. Ma con tutto ciò, Io continuo a spandermi, non mi ritiro, per poter trovare qualcuno almeno che riceva le mie qualità, e trovandolo le raddoppio le grazie, le centuplico, mi verso tutto in lui, da farne un portento di grazia.
(4) Perciò togli quest’oppressione dal tuo cuore; riversati in Me, ed Io mi verserò in te. Te l’ha detto Gesù e basta, non pensare a nulla ed Io farò e ci penserò a tutto”. (Libro di Cielo, Aprile 16, 1918)
Ave Maria padre FIAT
Massimo
Recitare il Santo Rosario

Carissimo padre Livio,
sento o vedo talvolta sul blog la lettura cristiana della cronaca e della storia.
Ho sentito come Lei ha spiegato l’importanza della recita dei rosari ogni giorno.
Stamane mi sono confessato nella basilica di Maria Ausiliatrice e ho detto al
confessore che ho sentito per radio che occorre recitare quattro rosari al giorno.
Con la recita dei rosari voglio vincere le tentazioni tornando sulla retta via.
Ho cercato sul sito di radio Maria come si recita esattamente il Santo Rosario
trovando ogni preghiera, giorno per giorno.
Grazie Padre Livio e che Dio la benedica per quanto fa per le nostre anime ogni giorno da tanti anni !
Viva Gesù, viva Maria.
Riccardo
Il vestito della Regina della Pace rimase imbrattato

Ave Maria padre Livio,
Il vestito della Regina della Pace rimase imbrattato
(Messaggio della Regina della Pace, 2 agosto 1981)
Su richiesta dei veggenti, la Madonna concede che tutti i presenti all’apparizione possano toccarle il vestito, il quale alla fine rimane imbrattato: “Coloro che hanno sporcato il mio vestito sono quelli che non sono in grazia di Dio. Confessatevi frequentemente. Non lasciate che nella vostra anima rimanga a lungo anche soltanto un piccolo peccato. Confessatevi e riparate i vostri peccati”.
Effetti del peccato e della confessione.
(Libro di Cielo, Luisa Piccarreta, Gennaio 5, 1900)
(1) Trovandomi nel solito mio stato, mi sono sentita uscire fuori di me stessa e ho trovato l’adorabile mio Gesù, ma, oh! quanto mi vedevo piena di peccati innanzi alla sua presenza! Nel mio interno mi sentivo un forte desiderio di fare la mia confessione a Nostro Signore, quindi, a Lui rivolgendomi, ho incominciato a dire le mie colpe, e Gesù mi ascoltava. Quando ho finito di dire, rivolgendosi a me con un volto pieno di mestizia mi ha detto:
(2) “Figlia mia, il peccato è un abbraccio velenoso e mortifero all’anima, non solo, ma come pure a tutte le virtù che nell’anima si trovano, se è grave; se poi è veniale, è un abbraccio feritore, che rende l’anima molto debole ed inferma, ed insieme con essa si infermano le virtù che aveva acquistato. Che arma micidiale è il peccato! Solo il peccato può ferire e dare morte all’anima! Nessun’altra cosa può nuocerla, nessun’altra cosa la rende innanzi a Me obbrobriosa, odiosa, che il solo peccato”.
(3) Mentre dicevo ciò, io comprendevo la bruttezza del peccato e sentivo tale una pena, che non so neppure esprimerla. E Gesù, vedendomi tutta compenetrata, ha alzato la benedetta destra e ha pronunziato le parole dell’assoluzione. Poi dopo ha soggiunto:
(4) “Come il peccato ferisce e dà morte all’anima, così il sacramento della confessione dà la vita e la risana dalle ferite, e restituisce il vigore alle virtù, e questo, più o meno, secondo le disposizioni dell’anima, così opera la virtù del sacramento”.
(5) Mi pareva che l’anima mia avesse ricevuto nuova vita, non scorgevo più quel fastidio di prima dopo che Gesù mi diede l’assoluzione. Sia sempre ringraziato e glorificato il Signore!
Ave Maria padre FIAT
Massimo
SESTA DOMENICA DI PASQUA

Cari amici,
Buona domenica! Che la gioia di Cristo risorto inondi i nostri cuori e che la sua grazia rinnovi la nostra vita.
La Domenica è il giorno in cui ci uniamo alla Chiesa celeste per celebrare la gloria dell’Agnello immolato, che ci ha liberato dal potere del male e della morte e ci ha introdotto nel Regno della luce e della pace.
Non c’è Domenica senza la nostra partecipazione alla S. Messa, nella quale ricevere il pane della vita, Cristo risorto: chi mangia questo pane vivrà in eterno.
Alziamo gli occhi al Cielo, al Paradiso, che è la meta a cui dobbiamo tendere lungo il pellegrinaggio della vita, superando tutte le insidie del mondo e del maligno.
Usciamo da labirinto oscuro dell’indifferenza e dell’incredulità, nel quale vaghiamo senza scopo e senza una direzione, per finire inghiottiti nell’abisso senza speranza.
Gesù nel vangelo ci ricorda che Lui è vivo e che risiede col Padre e con lo Spirito Santo nei cuori di coloro che credono e lo amano, osservando i suoi Comandamenti.
Oggi, festa della Mamma , accogliamo Maria come nostra madre e affidiamo ad essa la nostra vita, il nostro futuro e la speranza della nostra salvezza:
“Io sono vostra madre e vi amo” ci ha assicurato la Regina della pace.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito (Gv 14,15-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Un 13 Maggio di grazia : il piano di Maria procede inarrestabile

Carissimo padre Livio,
Un pensiero che vorrei condividere con te.
Oggi Zelenski è a Roma e incontrerà papa Francesco (oltre agli altri appuntamenti).
Non è perlomeno singolare che il 13 maggio, anniversario della prima Apparizione della Madonna a Fatima, il presidente ucraino incontri il Papa che ha consacrato il suo Pontificato alla Madonna di Fatima e che al Suo Cuore Immacolato ha consacrato recentemente Russia e Ucraina?
Mi sembra una circolarità profetica. La Madonna che ha profetizzato a Fatima che la Russia spargera’ i suoi errori nel mondo e che a Medjugorje compirà quanto iniziato a Fatima, oggi, 13 maggio, sembra voler dare un segno potente della Sua protezione e del prossimo trionfo del Suo Cuore Immacolato.
Grazie della tua attenzione. Sei il nostro faro nella impenetrabile nebbia che ci circonda.
La Madonna è sempre con te.
Nicoletta
Ave Maria
Cara Nicoletta,
la Madonna ha detto che satana regna, ma ha anche precisato che la sua è una “falsa forza”. A partire 24 Giugno 1981 la Regina della pace porta avanti, giorno dopo giorno, il suo piano di salvezza, che si concluderà col trionfo del suo Cuore Immacolato.
La sua progressione è silenziosa e quasi invisibile, ma la potenza del male non è in grado di arrestarla. Se noi saremo fedeli e la seguiremo con coraggio, la sua vittoria cambierà il mondo e sarà un grandioso trionfo.
Tutto quello che sta accadendo a Roma in questo 13 Maggio, al di là delle intenzioni degli uomini, è La Regina della pace che lo muove e lo indirizza verso i suoi fini.
Noi, suoi figli, dobbiamo saper leggere questi eventi alla luce della fede ed essere attivi con la forza della preghiera che, come la Madre ci ha assicurato, compie miracoli nei cuori e nel mondo.
Ave Maria
Padre Livio

°Il tredici Maggio
alla cova da Iria
è apparsa radiosa
la Vergine Maria.
°La sua promessa
di un tempo di pace
rincuora il mondo
che nella notte giace.
°Il tredici Maggio
si udì uno sparo
la dove risplende
il celeste faro.
°Fallì il piano
dell’infernale serpente
e di quegli infelici
che lo concepirono in mente.
°La novella Giuditta
è scesa in guerra
contro il drago
che minaccia la terra.
°L’esercito mite
della Vergine Maria
è il piccolo Davide
contro Golia.
°La terrà diventerà
di nuovo un giardino
reso festoso
dall’amore divino.
°Quando apriremo i cuori
alla pace vera
incomincerà il tempo
di perenne primavera.
(Padre Livio)