"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Gennaio 2023 Pagina 7 di 15

IL DIARIO DI PADRE LIVIO

L’OCCIDENTE CRISTIANO E’ DIVENTATO PAGANO?

Con  la  caduta nel  1991 dell’impero sovietico non vi  è  stata affatto una Conversione della Russia, la cui popolazione è  rimasta  largamente  pagana,  ma   vi è stato  un ritorno all’antico, per quanto riguardo il  coinvolgimento della Chiesa  ortodossa a supporto del  potere politico,  come al  tempo degli Zar.

Il nuovo potere ( formato in gran parte da esponenti ex comunisti)   ha contribuito generosamente  alla costruzione e al  restauro degli edifici sacri,  chiese   e  monasteri, e  ad  assegnare al  Clero ortodosso una  posizione di prestigio. Lo scambio di favori è reciproco col fine  esplicito di rilanciare l’impero mondiale russo-ortodosso, se  possibile  ancora   più ampio e più forte  di prima.

La gravità   di questo connubio è  emersa   con  l’aggressione della Russia all’Ucraina, con una guerra di annientamento sistematico che    le autorità  religiose russe hanno  giustificato a fin di bene. La ragione che motiverebbe   l’uso di una violenza senza scrupoli e senza   limiti sarebbe la  lotta all’Occidente corrotto che  la Russia avrebbe il  compito di distruggere  materialmente  per  salvarlo spiritualmente.

Siamo dinanzi a  un nazionalismo delirante  che  non ha  nulla di cristiano. Tuttavia in questi anni l’Occidente ha  compiuto una parabola che già  la Regina della pace  aveva profeticamente denunciato nel messaggio del 30 Ottobre 1081: “L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore”.

 Sono parole che hanno colto,  più  di qualsiasi studio di sociologia religiosa, il  cambiamento radicale  che  è  avvenuto in Occidente, in  particolare  con l’approssimarsi del nuovo  millennio. La  Madonna  ha svelato passo passo l’innegabile dissoluzione della fede cristiana nei paesi di antica cristianità e  il sorgere  di una  nuova ideologia pseudo-umanistica, che ha la  pretesa di imporsi come la  visione  definitiva della vita,  in quanto  supportata  dal  sapere scientifico.

Tutto questo è avvenuto con una  rapidità sorprendente,  grazie  al fatto che si tratta di un progetto  che fa capo ai detentori dei poteri trainanti nel   mondo  globale e si sta  imponendo con un  forza arrogante che travolge  qualsiasi resistenza. Lo  stesso potere  politico sembra incapace di opporsi al  nuovo totalitarismo che  viene  imposto come una camicia di forza  ai popoli.

Questo passaggio,  guidato dall’alto  da élites  supponenti e arroganti, prevede una radicale  cancellazione del  passato,  che riguarda in primo luogo  il Cristianesimo, ritenuto superato  e incapace di guidare l’umanità  alla sua  massima realizzazione, la conseguente trasformazione  della Chiesa  in una  istituzione umanitaria  e l’adesione,  promossa  o imposta, alla  nuova  ideologia che colloca l’uomo sul trono di Dio.

Chi ha seguito  fin dalle  origini i  messaggi della Regina della  pace. è  in grado di cogliere lo sviluppo nei paesi di antica cristianità  di quello che  la Madonna bolla come “il piano di satana “, che   ormai è giunto a compimento. Si tratta in sostanza della dissoluzione della fede, della  scristianizzazione della società e del  ritorno al  paganesimo.

Non vi è  dubbio che nessuno come la Madonna ha  messo a  fuoco  l’azione corrosiva  di satana  nell’Occidente una volta  cristiano.  I suoi messaggi mostrano una conoscenza, che sono il Cielo può  avere,  del  veleno mortifero   che  la  malefica serpe ha  sparso nei cuori, prima  ancora che si manifestasse nella società.

La  crisi  spirituale che ha devastato in particolare  l’Europa la  possiamo cogliere nella sua profondità  nei messaggi che  ci  vengono da  Medjugorje. Non solo, ma  è  lo stesso Magistero della Chiesa, già a  partire da  Pio XII,  che ha denunciato la  deriva  atea e anticristiana  della società  occidentale, che  nell’arco di pochi decenni si è  disfatta  di due millenni illuminati dal Vangelo.

In tutto questo tempo il Cielo non si è affatto  limitato ad  assistere all’attacco alla fede e alla Chiesa da parte di satana e dei suoi seguaci. Il  piano di Maria da Medjugorje a Fatima è  la riposta della Vergine  potente contro  il  male contro l’impero delle tenebre.

Negli oltre quarant’anni della presenza della Madonna a Medjugorje è risuonato sempre più  forte nel mondo l’appello alla conversione, che ha fatto da diga alla dissoluzione della fede. Infatti, molti hanno risposto  alla  chiamata, ha detto la Madonna, anche se un numero enorme sono rimasti indifferenti.

Ovunque in Occidente sono presenti minoranze di credenti in Cristo e di devoti di Maria che impediscono al nuovo paganesimo di prevalere. Sarà con queste schiere  che la Madonna trionferà, che la Chiesa rifiorirà e che il mondo godrà di  un  tempo di primavera.

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Come reagirà il mondo alla rivelazione dei segreti?

Caro Padre Livio,

Sono d’accordo con Lei che è un bene per  noi questo tempo tribolato nel quale la Madonna vuole rafforzare la  nostra  fede e  la  nostra debolezza spirituale.

Tuttavia i segreti sono una cosa tremendamente  seria e molti di noi li vedranno.

Non  riesco ad  immaginare  come reagirà  il  mondo all’annuncio tre giorni prima.

In particolare secondo Lei come  reagiranno gli stati e i mass  -media  occidentali chiaramente condizionati da  un pregiudizio anticristiano?

Personalmente  vedo nero.

Lei  come la vede?

Mauro  da   Mantova,  come il  poeta  Virgilio

Caro Mauro,

Al  riguardo sto facendo delle  riflessioni che prossimamente  pubblicherò  sul Blog, E’ una tematica di primaria  importanza soprattutto per  l’Europa, dove sappiamo che   accadranno i primi tre eventi dei segreti.

A  mio avviso  ci  sono tutte  le   premesse  perché  anche da  noi siano adottate  misure  repressive  nei confronti dei seguaci della Gospa.

Il segno sulla montagna scatenerà  la  rabbia  e  l’intolleranza  del  mondo senza Dio.

Quasi  tutti i  mass  media si schiereranno contro.

Noi mariani però  dobbiamo rimanere nella pace della preghiera perché  il  tempo dei segreti è  il  tempo  della liberazione  dall’impero delle  tenebre. 

Sarà  invece  un tempo  di disperazione  e  di morte  per  i  seguaci del  maligno.

Ave Maria

Padre  Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera cristiana

Cari amici,

il tempo che stiamo vivendo mette alla prova la fede perché Dio è stato eclissato dalle menti e dai cuori degli uomini per cui tanta gente sceglie di vivere come se Dio non ci fosse. Questa ideologia oramai si è affermata in questi ultimi decenni. La fede è vista come una condizione di immaturità mentale.

In una società chiusa nel proprio io collettivo e personale, la preghiera cristiana è la testimonianza più efficace. La preghiera cristiana è una preghiera semplice dei figli col Padre. Noi figli ci rivolgiamo per mezzo di Gesù al Padre. Il cristianesimo è una religione filiale.

La preghiera cristiana, come preghiera filiale cioè attraverso Gesù, si rivolge al Padre per lodarlo, ringraziarlo.

Pregare personalmente, in famiglia e in chiesa è la più efficace testimonianza che diamo al mondo che Dio esiste. Viviamo in un mondo che ha offuscato Dio, pertanto la preghiera testimonia che c’è un tu divino, oltre l’io umano. La preghiera è una risposta a un tu interiore che ci chiama a trascendere noi stessi.

La gente che prega testimonia che Dio esiste.

La preghiera cristiana, semplice, filiale è la risposta all’interrogativo sull’esistenza di Dio. La Chiesa ci ha insegnato bellissime preghiere semplici, parole d’amore e di dialogo con Dio.

Iniziare e concludere la giornata con le bellissime parole del Ti Adoro, affidarsi a Dio con la preghiera del Padre Nostro, è una testimonianza semplice, alla portata di tutti e veramente efficace dell’esistenza di Dio.

Dobbiamo riscoprire la preghiera semplice personale, in famiglia e in chiesa. Le chiese sono semivuote perché la gente ormai ha voluto sostituire la preghiera comunitaria e la Celebrazione Eucaristica con la preghiera personale domestica. Ma non si può! La Celebrazione Eucaristica in chiesa è insostituibile. Ovviamente fanno eccezione coloro che in chiesa non possono andare per motivi di salute o per cause di forza maggiore. Ma i cristiani devono tornare a riempire le chiese, a vivere nella comunità parrocchiale, a riaccendere il fuoco del cristianesimo fervente, vivo! Ritorniamo alla preghiera liturgica e sacramentale, è la fonte della grazia!

Non si può far consistere la vita cristiana ascoltando la Santa Messa attraverso i mass media. L’Eucarestia deve essere vissuta, partecipata! Bisogna andare a Messa, ricevere i Sacramenti e inginocchiarsi davanti a Gesù Eucarestia, vivo e presente in mezzo a noi.

La preghiera cristiana vera, personale, familiare ed ecclesiale oggi è fondamentale per testimoniare che Dio esiste, che Cristo è vivo oggi nella Chiesa e nel cuore delle persone in un mondo che nega Dio, lo ha sfrattato.

Per prepararci al tempo delle prove dobbiamo prepararci con la preghiera cristiana.

Nel sito di Radio Maria sono raccolte tutte le preghiere del buon cristiano (https://radiomaria.it/preghiere/) , talvolta dimenticate ma che andrebbero riscoperte e apprezzate. Apriamo la giornata pregando e chiudiamola facendo lo stesso. Recitiamo il Santo Rosario in famiglia e partecipiamo alla Celebrazione Eucaristica. La vera testimonianza inizia da qui.

La Madonna stessa ci invita a tornare a Dio e alla preghiera. Se saremo suoi vinceremo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Il 25 Marzo  prossimo potrebbe  essere  reso noto il  primo segreto?

Carissimo Padre  Livio,

ho notato che   gli organizzatori dei pellegrinaggi  a Medjugorje già lavorano per realizzare  un grande afflusso in occasione della  apparizione annuale della Madonna a  Mirjana il 18 Marzo. 

Come  già avvenuto negli anni precedenti, qualcuno ipotizza che il 25  Marzo successivo, giorno dell’Annunciazione, possa  essere reso pubblico il primo segreto.

In teoria la cosa è possibile,  ma  lei che ne  pensa? E’ sempre del  parere  che è  ancora  presto?

Grazie  caro  Padre  per  la sua  pazienza  e  la  sua dedizione quotidiana.

Ave  Maria

Luigi  da Gallarate

Caro  Luigi,

Creare  attese che non si realizzano potrà incrementare  i  pellegrinaggi ma  non  una  preparazione seria al  momento dei segreti che, come spesso avviene  nelle  cose di Dio, coglie di sorpresa non  tanto chi prega, quanto  chi è  mosso  dalla vana curiosità. 

I veggenti conoscono la data dei segreti e questo significa che tutto  è  già fissato nel  piano di Dio.

 Non sarà  la nostra  impazienza ad accelerare  i tempi.

Piuttosto approfittiamo del tempo che ancora  ci è concesso per fortificarci nella fede

 e per pregare  per  i  non credenti,  perché per  loro il tempo dei segreti sarà terribile.

Ave  Maria

Padre Livio

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Nella grotta di Biagio, il missionario dei poveri che viveva da eremita: “Ecco dove digiunava per la pace, sulla montagna davanti Palermo”

di Salvo Palazzolo-  La Repubblica –  16 Gennaio 2023

Franco Mazzola, il fondatore dell’Oasi della speranza, apre per la prima volta a un giornalista l’eremo del missionario laico morto il 12 gennaio. “Qui, su monte Grifone, è rimasto per nove mesi fra il 2021 e il 2022, prima di scoprire la malattia”

Nella grotta c’è ancora il giaciglio di cartone dove dormiva. E poi il suo rosario, una penna di Radio Maria con cui scriveva tante lettere e l’immaginetta del santo Massimiliano Kolbe, il francescano polacco che ad Auschwitz si offrì di prendere il posto di un padre di famiglia destinato al bunker dove i prigionieri non potevano né mangiare né bere.

Fratello Biagio si nutriva solo di pane, di acqua e della parola di Dio”, racconta Franco Mazzola, l’animatore di un angolo di quiete sul fianco di monte Grifone, “L’Oasi della Speranza” si chiama, una chiesetta che guarda la città e Montepellegrino, la montagna della patrona Rosalia: “Poco più sopra c’è la grotta di Biagio – ci racconta – vieni, te la mostro”.

Ecco dove fratello Biagio si rifugiava in gran segreto. Per digiunare e pregare. Qui, ha vissuto il suo ultimo ritiro spirituale, prima che gli venisse diagnosticata la malattia: “In questa grotta è rimasto quasi nove mesi, dal 10 luglio 2021 al 26 marzo 2022 – spiega Franco – nell’ultimo periodo, che era l’inizio della quaresima, aveva rinunciato anche al pane, e si nutriva solo con l’eucaristia

 L’Oasi della speranza e la grotta di fratello Biagio sono a cinque minuti dal caos di viale Regione Siciliana. Poco dopo lo svincolo di Bonagia, bisogna seguire via Nicolò Azoti, che scorre accanto alla circonvallazione, per poi girare in via Belmonte Chiavelli, che porta sulla montagna. Proprio all’inizio della Salita Mezzagno c’è l’Oasi: “Questa chiesetta l’ho costruita nel 1991, dopo la morte di mia moglie, che era incinta del nostro terzo figlio – racconta Franco Mazzola – qui un tempo, venivano a drogarsi, o a smontare auto rubate.

Un anno dopo, l’allora cardinale Salvatore Pappalardo mi invitò a conoscere fratello Biagio, che allora operava alla stazione centrale. Da allora è nato un legame intenso. All’Oasi Biagio ha dismesso gli abiti civili e ha indossato il saio, era il 5 maggio 1993″. Qualche tempo dopo, il missionario laico scoprì quella grotta, a poca distanza c’è il monastero di Santa Maria di Gesù, dove visse l’altro patrono di Palermo, San Benedetto il moro. “Quella grotta è diventata il suo luogo di raccoglimento – spiega Franco – dove pregava per le sofferenze del mondo.

Per arrivare alla grotta di fratello Biagio bisogna camminare per un viottolo che si inerpica sulla montagna. E poi salire ancora venti gradini scavati nella terra. “E’ il percorso che tante persone in difficoltà hanno fatto per venire a trovare una parola di conforto. E quando scendevano dalla grotta ho visto il loro sguardo che era cambiato, più sereno”. I racconti di Franco – fratello Franco come lo chiamano – toccano il cuore.

Biagio si fidava ciecamente di lui, c’è un video in cui annunciava in chiesa, prima di tornare in città: “Maria mi ha detto tante parole quassù, che poi Franco un giorno vi dirà”. Oggi, fratello Franco si limita a dire: “Nella sua grotta, Biagio aveva vissuto un’intensa esperienza di preghiera e di dialogo con la Madonna, a cui era devotissimo. Prima di andare via, aveva voluto realizzare anche una piccola grotta vicino la chiesa, proprio per ospitare la statua di Maria”.

Adesso, i volontari dell’Oasi, hanno sistemato una grande foto di Biagio Conte all’ingresso della chiesa. Ognuno di loro conserva un ricordo, un racconto del missionario che veniva a pregare e a digiunare sulla montagna. “Mia moglie gli preparava il pane”, sussurra Michele. Calogero, che abita accanto l’oasi, lo andava a trovare la sera, con un po’ d’acqua. “Gli avevamo portato anche una coperta – ricorda Matilde Gammino, che fa la neurologa a Villa Sofia – ma non la volle”.

Dice ancora fratello Franco: “Lui faceva penitenza e pregava per la pace nel mondo, per la giustizia, per i poveri. E aveva sempre davanti Palermo, città martoriata la chiamava. Ma invitava a non perdere mai la speranza”.

Questo è davvero un angolo di quiete. Franco ricorda che la sera del 27 maggio 1993 all’Oasi arrivò don Pino Puglisi con alcuni ragazzi di Brancaccio: “Mi disse: “Restiamo qui tutta la notte, per vedere l’alba sulla città”. Davanti alla grotta, il tempo sembra fermarsi. E i racconti di fratello Franco sembrano riportare Biagio qui. “Con il suo sorriso grande, anche quando faceva tanto freddo e lui stava a piedi scalzi. Quando poi iniziavamo a dire il santo rosario, arrivavano gli uccellini ad allietarci con i loro cinguettii”.

Qui, davanti alla grotta di fratello Biagio, si comprende perché questo uomo ha parlato a tutti. Ai credenti, ma anche ai non credenti; ai cristiani, ma anche ai musulmani. Ha parlato a tutti perché si era fatto davvero povero: in questa piccola grotta faceva anche fatica a distendersi, ed era difficile pure stare seduto. “In quei nove mesi ogni tanto aveva dei dolori pesanti – raccontano – ma pensavamo fossero dovuti al freddo intenso”. Invece, la malattia si era già fatto spazio in un corpo debilitato. “E lui non smetteva di pregare per Palermo, per tutti gli uomini.

 Ora, quella preghiera silenziosa è già un monito per la città: “”Occupatevi dei poveri”, ha continuato a ripetermi anche negli ultimi giorni”, sussurra Franco: “Un monito per i nostri governanti”. Adesso che è morto, nella grotta di fratello Biagio c’è invece in bella evidenza un bambinello Gesù appena nato. E una candela del battesimo. C’è anche un’immagine di Carlo Acutis, morto a quindici anni per una malattia fulminante: in ospedale, il giovane oggi beato disse alla madre che offriva le sue sofferenze alla Chiesa e che gli avrebbe dato molti segni della sua presenza. “Io sono sicuro che Biagio continuerà a indicarci la strada”, dice fratello Franco. E mentre lo dice guarda fra i cespugli: “Cos’è questo? E’ il bastone di Biagio. Lui non smetterà di sostenere Palermo con le sue preghiere”.

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Testimonianze che non mi lasciamo troppo soddisfatto.

Carissimo P.Livio,

ho visto e ascoltato fra le varie testimonianze per la dipartita di Fratel Biagio qualcuno che pur nel cordoglio mi ha lasciato una strana amarezza. 

La questione è semplice, ci si rammarica della perdita, ma la speranza – virtù importante e fondamentale – è  stata posta  su quel che il frate laico ha fatto in terra: certo quello che ha fatto in questa vita è stato fondamentale, ma nel messaggio che ci ha lasciato è sfuggito un piccolo particolare, e cioè che Biagio ha raggiunto quella meta che tutti dovremmo raggiungere: Dio.

Insieme alla tristezza dovrebbe prender posto in noi una grande gioia, come quando viene accolta un’anima in seno a nostro Signore e in paradiso si gioisce per questo, invece ho sentito un’esponente importante della comunità cittadina lanciare questo messaggio : Fratel Biagio lascia un segno per i posteri, quello della sua opera terrena che lui ha fatto nascere, dove in essa, e per essa, vivrà in eterno come segno di quel che ha fatto.

Bene, anzi benissimo, ma non ho sentito dire una virgola su un altro fatterello, e cioè che l’anima di quest’uomo è più viva di prima, e non solo, che lo spirito Santo l’ha trasfigurata in presenza di Dio-Padre. Siamo talmente abituati a parlare e a sentire solo  in termini di cose terrene che abbiamo perso il senso trascendente del nostro stesso spirito a immagine e somiglianza di Lui, della verità evangelica che dice :

“Per mezzo mio, nella fede, vivrete per sempre in eterno” ,   ci congratuliamo con la bontà di questa bella anima, ma rimaniamo sterili di fronte alla vera realtà del nostro destino, che è quello di divenire nell’eternità della Grazia celeste. Noi, restiamo un po’ miserrimi nel non credere veramente fino in fondo che quel che resta di Biagio è lui vivo in Cristo, non dico che dovremmo festeggiare, ma poco ci manca, capisco il dolore, ma a che serve se è e rimane solo dolore se ho fede in Cristo?

Ma ci fidiamo veramente di Gesù? Quando la Madonna arriva e dice ” arriveranno le prove e voi non siete forti (pronti) ” credo che c’entri in parte anche con il contesto di quel che voglio dire in questa lettera.

Grazie per l’attenzione carissimo P.Livio,  e sempre Ave Maria 


Carissimo padre Livio,

Grazie ancora una volta per tutto quello che fai instancabilmente e con immutata motivazione, ti voglio veramente tanto bene, prego per te e nel mio piccolo continuo a sostenere la meravigliosa Radio Maria, miracolo d’Amore della Madonna.

Ho visto con piacere che nel tuo blog è presente un video dedicato a fratel Biagio Conte.
Non conoscevo questo grande discepolo di Cristo, visitando su internet la sua storia sono rimasto molto colpito dal suo meraviglioso e radicale esempio cristiano.
Probabilmente nei hai già parlato alla radio , ma pur ascoltandoti quasi tutti i giorni mi può essere sfuggito!.
Mi sono commosso molto sentendolo parlare, e leggendo gli scritti di Maria Valtorta ho notato molte similitudini fra il suo grande amore per il prossimo e quello di Gesù.
Pensavo che sarebbe molto bello che anche Radio Maria dedicasse alcuni spazi per far conoscere questo luminoso (quale aggettivo migliore per definire gli occhi di questo sant’uomo?) testimone della carità di Cristo ai nostri giorni, portatore di Cristiana Speranza in un mondo senza Dio, in un mondo che ha scelto la morte.

Queste sono le persone veramente GRANDI, non i vari MISERI idoli di vario genere (sportivi, artisti dello spettacolo, uomini di affari e di successo, imprenditori, politici, star ecc… ecc…) che noi spesso ridicolarmente “veneriamo”.

Ti ringrazio e ti abbraccio fraternamente

Giorgio

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