Mese: Gennaio 2023 Pagina 6 di 15
Il segno di Medjugorje scatenerà persecuzioni?

Caro Padre Livio,
sono rimasto molto impressionata da quello che ha scritto sul blog a Mauro di Mantova che le chiedeva come avrebbe risposto la gente con l’apparizione del segno sulla montagna:
“A mio avviso ci sono tutte le premesse perché anche da noi siano adottate misure repressive nei confronti dei seguaci della Gospa.”
Perché allora la Madonna ci manda un segno se già prevede l’ostilità del mondo?
Non le sembra una contraddizione?
Caro Padre io speravo che fosse tutto il contrario.
Mi dia una parola di conforto
Giuseppina di Lecco
Cara Giuseppina,
Noi viviamo in un mondo che non ne vuole sapere di Dio.
Il segno sulla collina delle apparizioni a Medjugorje, così come lo descrivono i veggenti, è tale da essere inspiegabile, inconfutabile e indistruttibile.
E una sfida vera e propria rivolta dal Cielo non solo ai detrattori di Medjugorje, ma al “nuovo totalitarismo” dominante ovunque e che vuole cancellare ogni traccia di Cristianesimo, come ha scritto Benedetto XVI.
Non riuscendo a distruggere il segno, cercheranno di oscurarlo o di demonizzarlo, in modo tale che non se ne parli e sia dimenticato. Se questo non è sufficiente passeranno alla persecuzione, magari al TSO,
Non dimentichiamoci che dietro c’è Satana che schiuma di rabbia perché vede vacillare il suo potere.
Tuttavia la gioia delle persone semplici per il segno dato da Dio si espanderà per tutto il tempo dei segreti a conforto della nostra fede.
Ave Maria
Padre Livio
Nel tempo dei segreti vedremo la potenza di Dio

Buonasera Padre Livio,
sono Massimo da Cecina provincia di Livorno. Non sempre riesco ad ascoltarla la mattina. Stamani per l’appunto ci sono riuscito.
Mi ha illuminato quando ha detto che quando si avvereranno i segreti di Medjugorie vedremo la potenza di Dio.
In un attimo la mia paura di questi segreti annunciati come terribili si è trasformata in speranza.
In realtà fra i mie molteplici peccati ho anche quello di essere un po’ “pascaliano”. Il dubbio ogni tanto mi assale.
Mi sono detto che se si avvereranno la mia speranza si trasformerà in certezza e niente e nessuno potrà più scalfirla.
La ringrazio molto.
Massimo
La necessità della prova

Ave Maria Padre Livio,
Dagli scritti della serva di Dio Luisa Piccareta
Gesù parla della necessità della PROVA
Adamo
…volli provare Adamo, per confermare il suo stato felice ed il diritto di re su tutta la Creazione, e siccome non fu fedele nella prova, di giustizia non poteva ricevere la conferma dei beni che voleva dargli il suo Creatore, perché nella prova l’uomo acquista il suggello della fedeltà, il quale lo mette in diritto di ricevere i beni che Dio aveva stabilito di dargli nello stato in cui l’anima veniva da Lui chiamata. Chi non è provato, si può dire che non ha nessun valore, né avanti a Dio, né avanti agli uomini, né innanzi a sé stesso; Dio non può fidarsi d’un uomo senza prova, lui stesso, cioè l’uomo, non sa che forza tiene. Onde, se Adamo avesse resistito alla prova, tutte le umane generazioni sarebbero state confermate nel suo stato felice e di regalità. (Vol. 24°, Aprile 1, 1924)
…
Noè
(2) “Figlia mia, tutto il bene della storia del mondo sta fondato nel sacrificio, voluto dalle creature dalla mia Volontà Suprema, e quanto più grande è il sacrificio che chiediamo da essa, tanto più bene racchiudiamo dentro. E questi grandi sacrifici li chiediamo quando coi loro peccati meritano che il mondo fosse distrutto, facendo uscire da dentro il sacrificio, invece della distruzione, la novella vita delle creature. Or tu devi sapere che in questo punto della storia del mondo, meritavano che le creature non più esistessero, tutti dovevano perire. Noè coll’accettare il nostro mandato e coll’esibirsi al grande sacrificio, e per sì lunghi anni di fabbricare l’arca, ricomprò il mondo e tutte le future generazioni; come si sacrificava in un tempo così prolisso, di stenti, di lavori, di sudori, così sborsava le monete, non di oro o di argento, ma di tutto l’essere suo in atto di seguire il nostro Volere, così metteva monete bastanti per ricomprare ciò che stava per distruggersi. Sicché se il mondo esiste tuttora, lo devono a Noè, che coi suoi sacrifici e col fare la nostra Volontà come Noi volevamo che la facessi, salvò l’uomo e tutto ciò che doveva servire all’uomo, un sacrificio prolisso, voluto da Dio, dice cose grandi, bene universale, catena dolce che lega Dio e gli uomini. Noi stessi non ci sentiamo di sfuggire dal labirinto di questa sì lunga catena che la creatura ci forma con un sacrificio prolisso; anzi, ci è tanto dolce e cara che ci facciamo legare da essa stessa come le pare e piace. Ora Noè col suo sacrificio prolisso ricomprò la continuazione delle umane generazione. (Vol. 30°, Giugno 26, 1932)
Abramo
(3) Dopo un’altra distanza di tempo della storia del mondo, venne Abramo, ed il nostro Volere comandò a lui che sacrificasse suo figlio. Era un sacrificio duro per un povero padre; si può dire Dio cimentava l’uomo, ed esigeva una prova inumana e quasi impossibile ad eseguirsi, ma Dio tiene il diritto di chiedere ciò che vuole, e qualunque sacrificio che vuole. Povero Abramo fu messo a tale strettezze che le sanguinava il cuore e sentiva in sé stesso la morte, il colpo fatale che doveva vibrare sul suo unico figlio; il sacrificio era esuberante, tanto che la nostra paterna bontà ne volle l’esecuzione ma non il compimento, sapendo che lui non avrebbe potuto vivere, sarebbe morto di dolore dopo un atto sì straziante, d’uccidere il proprio figlio, perché era un atto che superava le forze della natura, ma Abramo tutto accettò, non badò a nulla, né al figlio, né a sé stesso, che si sentiva consumare di dolore nel proprio figlio. Se il nostro Volere, come lo comandò non avesse impedito l’atto fatale, ad onta che sarebbe morto insieme col suo amato figlio, avrebbe già fatto il sacrificio da Noi voluto. Ora questo sacrificio fu grande, esuberante ed unico, da Noi voluto nella storia del mondo. Ebbene, questo sacrificio lo elevò tanto, che fu costituito da Noi capo e padre delle umane generazioni, e col sacrificio di sacrificare suo figlio, sborsò monete di sangue e di dolore intenso per ricomprare il futuro Messia, per il popolo Ebreo e per tutti. Difatti, dopo il sacrificio di Abramo, ciò che non facevamo prima, ci facevamo sentire spesso in mezzo alle creature; il sacrificio tenne virtù di avvicinarci ad esse, formammo i profeti, fino a tanto che venne il sospirato Messia. (Vol. 30°, Giugno 26, 1932)
Maria
“Figlia mia, nessuno può essere a Me accettabile senza la prova. Se non ci fosse stata la prova avrei avuto una Madre schiava, non libera, e la schiavitù non entra nei nostri rapporti né nelle nostre opere, né può prendere parte al nostro libero amore. La mia Mamma ebbe la sua prima prova fin dal primo istante del suo Concepimento; non appena ebbe il suo primo atto di ragione, conobbe la sua volontà umana da una parte, e la Volontà Divina dall’altra, e fu lasciata libera a quale delle due volontà doveva aderire, e Lei, senza perdere un istante e conoscendo tutta l’entità del sacrificio che faceva, ci donò la sua volontà, senza volerla più conoscere, e Noi le facemmo dono della nostra, ed in questo scambio di donazione di volontà d’ambo le parti, affluirono tutti i pregi, le bellezze, i prodigi, i mari immensi di grazia nell’Immacolato Concepimento della più privilegiata di tutte le creature. (Vol° 17, Dicembre 8, 1924)
Figli del mio Volere Divino
… Così Io, amando con amore tutto speciale questi figli del mio Volere Divino, volli Io stesso sostenere la prova per tutti loro nella mia Umanità, riserbandomi per loro la sola prova di non fargli fare mai la loro volontà, ma solo e sempre la mia, per riconfermargli tutti i beni che ci vogliono per vivere nel regno del mio Fiat Divino, con ciò gli chiusi tutte le porte d’uscite, gli ungevo d’una fortezza invincibile, in modo che nessuno potrà entrare nei recinti altissimi del regno mio, perché quando Io comando che questa cosa non si faccia, è una porta che resto dove l’umano volere può fare la sua uscita, è una occasione che la creatura tiene sempre, da dove può uscire da dentro la mia Volontà, ma quando dico: da qui non si esce, tutte le porte restano chiuse, la debolezza viene fortificata, e solo le resta la decisione d’entrare per non più uscire, oppure di non entrarci affatto. Quindi per vivere nel regno del mio Volere ci sarà la sola decisione, la decisione porterà l’atto compiuto; non sto facendo così con te? Non ti grido sempre dal fondo del tuo cuore che nulla ardisca d’entrare, se non che la sola mia Volontà? Essa come centro di vita, con la sua forza onnipotente, con la sua luce abbagliante tiene tutto fuori di te, ed eclissando tutto, fa scorrere il suo primo moto di vita in tutti gli atti tuoi e domina e regna da regina”. ( Vol. 24°, Aprile 1, 1928)
Ave Maria FIAT Massimo
La Preghiera ha salvato il nostro bimbo dell’aborto

Caro Padre Livio,
Chissà se ricorda la mia richiesta?
Le scrissi circa un mese fa, chiedendo preghiere per mia cognata decisa a ricorrere all’aborto.
Questo mese che è trascorso è stato un vero Calvario.
Le confesso che non sono mancati i momenti di scoraggiamento.
Non mi soffermerò sui dettagli, ma le assicuro che è stata una battaglia feroce.
Dopo alcuni rinvii (veri e propri doni del Cielo) questa mattina si è presentato inesorabile il giorno del martirio di questa indifesa creatura.
Dal punto di vista umano la partita era persa.
Appuntamento in ospedale di primo mattino e inizio della procedura.
Un day hospital per porre fine ad una piccola vita indifesa.
La crudeltà della nostra epoca si risolve in rapide pratiche fatte di una prassi, che non prevede lunghe attese, come invece accade spesso nei nostri ospedali.
Mentre ero in Chiesa questa mattina a recitare il mio rosario, che era supplica e riparazione non riuscivo a non pensare a quello che stava per accedere in quel preciso momento.
Una cannula avrebbe risucchiato la nostra piccola creatura e poi sarebbe stato il buio su di noi.
Ma in quel momento mentre io facevo i conti con questo tetro pensiero, accadeva l’inimmaginabile.
Dio operava.
Mentre le scrivo, ascolto il pod cast della sua lettura della cronaca di oggi, mi soffermo quando dice che i risultati della preghiera non sono eclatanti, ma reali, perché la Madonna agisce nel silenzio.
In questo giorno di Pasqua per noi, perché sono stati giorni di Passione quelli trascorsi, la preghiera ha lavorato sotterranea, silenziosa nel cuore di questa ragazza e si è manifestata con la sua potenza quando tutto ormai sembrava perso.
Centinaia e centinaia di persone hanno elevato la loro preghiera per questa causa e da tutto il mondo.
È stato scomodato il Cielo con tutti i suoi Santi glielo assicuro.
E oggi nel giorno di Sant’Antonio Abate e nel giorno dei funerali di Fratel Biagio, che abbiamo invocato perché questa ragazza è siciliana, abbiamo assistito alla Potenza di Dio che ha salvato, ci ha salvati.
Sono accadute davvero tante cose, sono state coinvolte davvero tante persone e la battaglia glielo garantisco è stata durissima, feroce.
Ma la Vergine Maria ha schiacciato la testa del serpente e ci ha regalato oggi questo dono meraviglioso.
Padre Livio io la ringrazio, perchè so che anche voi avete pregato per questo.
Le chiedo ancora di sostenere questa donna con le sue preghiere, perché se è vero che ha rinunciato al gesto abominevole, ora è confusa, turbata e incapace ancora di accettare il dono di questa vita, di questo bimbo già benedetto.
Ringrazio Dio, la Vergine Maria e San Giuseppe che ha vegliato silenziosamente su questa dolorosissima vicenda.
Che dolore Padre Livio!
La Madonna ha ragione, è la società della morte quella in cui viviamo, ma il suo Cuore Immacolato ha già trionfato!
Un abbraccio
Mp
Ave Maria superlativa cantata e accompagnata dalla chitarra da una ragazza in un collegamento di preghiera su Radio Maria
Pensiero Spirituale sulla profonda identità della Religione cristiana

Cari amici,
se dovessimo dire che cos’è la religione Cristiana rispetto a tutte le altre religioni, risponderemmo che – a differenza delle altre religioni che sono la ricerca del senso della vita e di Dio – il Cristianesimo è una religione dove Dio viene a cercare noi. Il Cristianesimo è una religione divina, rivelata.
Il Cristianesimo è una divina rivelazione che si è manifestata nella sua pienezza nell’Incarnazione del Figlio di Dio fatto uomo. Il dogma centrale del Cristianesimo è la divinità di Gesù Cristo, mentre le altre religioni sono la ricerca di Dio da parte dell’uomo.
Siamo agli antipodi: le religioni umani sono ascendenti (cercano Dio), il Cristianesimo è discendente (Dio cerca l’uomo). Tuttavia, c’è un’espressione molto più semplice per definire il Cristianesimo nella sua profonda identità: il Cristianesimo è l’unica religione filiale. Significa che il Cristianesimo ha come centro della sua nascita il fatto che il Padre ha inviato il Figlio in questo mondo e lo ha inviato proprio con l’evento dell’Incarnazione per cui la natura umana è stata assunta dal Figlio e Gesù stesso è Figlio di Dio eternamente generato dal Padre ma nella sua umanità vive questa filiazione. Difatti la preghiera di Gesù come uomo è quella di rivolgersi al Padre.
In tanti episodi del Vangelo, in particolare il discorso durante l’Ultima Cena, Gesù si rivolge sempre al Padre. Ecco l’essenza del Cristianesimo: è una religione filiale perché il Figlio si fa uomo per far sì che noi diventiamo per grazia figli di Dio.
Il Verbo si è fatto carne e rende partecipi della sua divinità e della sua filiazione. Gesù è il Figlio eternamente generato dal Padre che si fa uomo e rende partecipi noi del suo essere Figlio.
Noi, attraverso la natura umana di Gesù, diventiamo figli di Dio. Siamo figli nel Figlio, quindi dobbiamo vivere una religione filiale.
La Madonna inizia ogni suo messaggio con “Cari figli”. Ovviamente è un’espressione materna ma è una maternità che le viene donata dal Figlio sulla Croce come dono della Redenzione.
Come dono della Redenzione Gesù ci ha dato Maria, sua Madre. Maria è la Madre di Dio, quel Bambino da Lei generato è il Figlio di Dio. Attraverso il Figlio possiamo avere accesso al Padre ma attraverso la Madre possiamo avere accesso al Figlio.
Il Figlio di Dio fatto uomo è l’unico mediatore fra Dio e l’umanità, ma la maternità di Maria è una maternità intermedia fra noi e il Figlio. Maria ci dona il Figlio e ci porta a Lui.
Quando gli Apostoli hanno chiesto di insegnare loro una preghiera, Gesù ha insegnato il Padre Nostro. Gesù distingue, nel Vangelo, fra “Padre mio” e “Padre nostro”. “Padre mio” significa che solo Lui è il Figlio eternamente generato che si è fatto uomo e quindi può rivolgersi al Padre in un modo unico, assoluto. Quando Gesù insegna il Padre Nostro lo fa in rapporto al suo atteggiamento filiale. L’essenza della Seconda Persona della Santissima Trinità è di essere generato, di essere Figlio. Quello che il Verbo è nella Santissima Trinità lo è anche nella sua umanità. Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo, la sua umanità un atteggiamento filiale. La preghiera di Gesù, quindi, è una preghiera filiale perché si rivolge al Padre come Figlio eternamente generato: “Padre mio”.
Gesù, però, ci insegna il Padre Nostro per accomunarci a Lui nel rivolgerci al Padre come Suoi figli, ben sapendo che la nostra filiazione è una “adozione”, siamo figli partecipi, attraverso il Verbo Incarnato, della divina natura.
Dobbiamo riscoprire il nostro rapporto con il Padre. La Madonna ci insegna a rivolgerci a Dio Santissima Trinità ma anche personalmente al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo che sono tre persone uguali ma distinte. Ognuna di esse è un tu. Il Padre è un tu che genera, il Figlio è un tu eternamente generato, lo Spirito Santo è il loro amore. Possiamo rivolgerci a ciascuno di loro nella preghiera, tenendo sempre presente che ognuno è relativo agli altri.
Con le mani giunte e il cuore aperto rivolgiamoci a Dio come i figli al Padre e pronunciamo con amore le bellissime parole della preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato
Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

