Pensiero Spirituale sulla profonda identità della Religione cristiana

Cari amici,

se dovessimo dire che cos’è la religione Cristiana rispetto a tutte le altre religioni, risponderemmo che – a differenza delle altre religioni che sono la ricerca del senso della vita e di Dio – il Cristianesimo è una religione dove Dio viene a cercare noi. Il Cristianesimo è una religione divina, rivelata.

Il Cristianesimo è una divina rivelazione che si è manifestata nella sua pienezza nell’Incarnazione del Figlio di Dio fatto uomo. Il dogma centrale del Cristianesimo è la divinità di Gesù Cristo, mentre le altre religioni sono la ricerca di Dio da parte dell’uomo.

Siamo agli antipodi: le religioni umani sono ascendenti (cercano Dio), il Cristianesimo è discendente (Dio cerca l’uomo). Tuttavia, c’è un’espressione molto più semplice per definire il Cristianesimo nella sua profonda identità: il Cristianesimo è l’unica religione filiale. Significa che il Cristianesimo ha come centro della sua nascita il fatto che il Padre ha inviato il Figlio in questo mondo e lo ha inviato proprio con l’evento dell’Incarnazione per cui la natura umana è stata assunta dal Figlio e Gesù stesso è Figlio di Dio eternamente generato dal Padre ma nella sua umanità vive questa filiazione.  Difatti la preghiera di Gesù come uomo è quella di rivolgersi al Padre.

In tanti episodi del Vangelo, in particolare il discorso durante l’Ultima Cena, Gesù si rivolge sempre al Padre. Ecco l’essenza del Cristianesimo: è una religione filiale perché il Figlio si fa uomo per far sì che noi diventiamo per grazia figli di Dio.

Il Verbo si è fatto carne e rende partecipi della sua divinità e della sua filiazione. Gesù è il Figlio eternamente generato dal Padre che si fa uomo e rende partecipi noi del suo essere Figlio.

Noi, attraverso la natura umana di Gesù, diventiamo figli di Dio. Siamo figli nel Figlio, quindi dobbiamo vivere una religione filiale.

La Madonna inizia ogni suo messaggio con “Cari figli”. Ovviamente è un’espressione materna ma è una maternità che le viene donata dal Figlio sulla Croce come dono della Redenzione.

Come dono della Redenzione Gesù ci ha dato Maria, sua Madre. Maria è la Madre di Dio, quel Bambino da Lei generato è il Figlio di Dio. Attraverso il Figlio possiamo avere accesso al Padre ma attraverso la Madre possiamo avere accesso al Figlio.

Il Figlio di Dio fatto uomo è l’unico mediatore fra Dio e l’umanità, ma la maternità di Maria è una maternità intermedia fra noi e il Figlio. Maria ci dona il Figlio e ci porta a Lui.

Quando gli Apostoli hanno chiesto di insegnare loro una preghiera, Gesù ha insegnato il Padre Nostro. Gesù distingue, nel Vangelo, fra “Padre mio” e “Padre nostro”. “Padre mio” significa che solo Lui è il Figlio eternamente generato che si è fatto uomo e quindi può rivolgersi al Padre in un modo unico, assoluto. Quando Gesù insegna il Padre Nostro lo fa in rapporto al suo atteggiamento filiale. L’essenza della Seconda Persona della Santissima Trinità è di essere generato, di essere Figlio. Quello che il Verbo è nella Santissima Trinità lo è anche nella sua umanità. Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo, la sua umanità un atteggiamento filiale. La preghiera di Gesù, quindi, è una preghiera filiale perché si rivolge al Padre come Figlio eternamente generato: “Padre mio”.

Gesù, però, ci insegna il Padre Nostro per accomunarci a Lui nel rivolgerci al Padre come Suoi figli, ben sapendo che la nostra filiazione è una “adozione”, siamo figli partecipi, attraverso il Verbo Incarnato, della divina natura.

Dobbiamo riscoprire il nostro rapporto con il Padre. La Madonna ci insegna a rivolgerci a Dio Santissima Trinità ma anche personalmente al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo che sono tre persone uguali ma distinte. Ognuna di esse è un tu. Il Padre è un tu che genera, il Figlio è un tu eternamente generato, lo Spirito Santo è il loro amore. Possiamo rivolgerci a ciascuno di loro nella preghiera, tenendo sempre presente che ognuno è relativo agli altri.

Con le mani giunte e il cuore aperto rivolgiamoci a Dio come i figli al Padre e pronunciamo con amore le bellissime parole della preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato

Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”