"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 63 di 179

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Il momento più difficile a Radio Maria

Caro Padre Livio,

Che  Dio le   dia  sempre la  serenità  e  il  coraggio per  portare avanti la sua missione al servizio della Regina della pace.

Lei ci ha  chiesto di  raccontare qual è stato nel  nostro cammino spirituale il  momento più difficile.

Alcuni hanno riposto con in modo commuovente  come  leggo nel  suo Blog

Io vorrei chiederle,  se  non  sono indiscreto, qual è  stato  il suo momento più difficile in questi 35  anni a  Radio Maria.

Una  persona che  prega per  Lei.

Caro amico,

io mi sono imposto nella vita di guardare  sempre avanti e questo mi fa  dimenticare  molte cose che  mi sono accadute  indietro.

Ti posso solo dire che il diavolo odia questa Radio  e  non lascia  nulla di  intentato per strapparla dalle   mani della  Madonna.

Però non  ci è mai riuscito, nonostante ne  studi una  ogni  giorno, e confido che mai ci riuscirà se saremo fedeli.

Il  segreto è l’affidamento  quotidiano alla Madonna che  ci  svela i  pericoli e  ci aiuta  a  superarli.

Ave  Maria 

Padre  Livio

📖TESTI E DOCUMENTI 📑 

Il cordoglio del Papa: Elisabetta II, esempio di devozione al dovere

Papa Francesco ricorda la Regina e il suo instancabile servizio al bene. In un telegramma di cordoglio, il Pontefice porge le sue condoglianze e assicura preghiere per la Regina e per le alte responsabilità alle quali il nuovo re Carlo III è chiamato

Vatican News 8 Settembre 2022

“Profondamente rattristato dalla notizia della morte di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, porgo sentite condoglianze a Vostra Maestà, ai membri della Famiglia Reale, al popolo del Regno Unito e del Commonwealth”. Lo scrive Papa Francesco a Carlo IIl, il nuovo re d’Inghilterra nel momento in cui tutto il mondo è nel cordoglio per la scomparsa della sovrana.

Elisabetta II è morta. Il nuovo re d’Inghilterra Carlo ricorda la sua “amata madre”

“Mi unisco volentieri a tutti coloro che la piangono – prosegue il Papa – pregando per l’eterno riposo della defunta Regina e rendendo omaggio alla sua vita di instancabile servizio al bene della Nazione e del Commonwealth, al suo esempio di devozione al dovere, alla sua ferma testimonianza di fede in Gesù Cristo e alla sua ferma speranza nelle sue promesse”.

“Affidando la sua nobile anima alla bontà misericordiosa del nostro Padre Celeste – si legge nel testo – assicuro a Vostra Maestà le mie preghiere affinché Dio Onnipotente vi sostenga con la sua grazia incrollabile mentre assumete ora le vostre alte responsabilità di Re. Su di Lei e su tutti coloro che custodiscono la memoria della Sua defunta madre – conclude Francesco -, invoco l’abbondanza delle benedizioni divine come pegno di conforto e forza nel Signore”

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Elisabetta II e l’amicizia con i Papi

La Regina d’Inghilterra e Galles è stata più volte ricevuta dai Pontefici in Vaticano. Ripercorriamo gli incontri avvenuti con Pio XII fino a Francesco

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

E’ stato il monarca britannico più longevo della storia, Elisabetta II nella sua lunga vita ha incontrato quattro Papi da Regina, cinque nel corso della sua vita. Nata nel 1926, Elizabeth Alexandra Mary è salita al trono nel 1953, all’età di 25 anni, dopo la morte del padre, Re Giorgio VI. Arrivò la prima volta in Vaticano nel 1951 come Principessa Elisabetta. All’epoca il Papa era Pio XII.

Regina a 25 anni, viene incoronata il 2 giugno del 1953 nell’Abbazia di Westminster. Sul trono assiste a cambiamenti epocali e alla graduale trasformazione dell’Impero Britannico nel Commonwealth.

L’incontro con Giovanni XXIII

Nel 1961 con il consorte, il principe Filippo duca di Edimburgo, che aveva sposato nel 1947, si reca in udienza da Papa Giovanni XXIII. “La sua presenza in Vaticano – afferma in quell’occasione Papa Roncalli – corona nel modo più felice la serie di dimostrazioni di amicizia che hanno segnato le relazioni tra il Regno Unito e la Santa Sede”.

La regina Elisabetta II e Giovanni Paolo II

Nel 1980 la regina Elisabetta II incontra Papa Giovanni Paolo II . “Giovanni XXIII – ha ricordato Papa Wojtyła riferendosi all’incontro del 1961 – parlò della grande semplicità e dignità con la quale vostra maestà porta il peso delle proprie molte responsabilità. Due decenni più tardi, queste osservazioni sono ancora molto appropriate ed è evidente che le responsabilità incombenti su di voi non sono affatto diminuite”.

Due anni dopo, Papa Giovanni Paolo II fece la sua visita pastorale in Gran Bretagna in un momento di grande tensione per la situazione nelle Isole Falkland,le isole conosciute in Argentina come Las Malvinas. “La mia visita – disse Papa Wojtyla – si svolge in un momento di tensione e di angoscia, un momento in cui l’attenzione del mondo si è concentrata sulla delicata situazione del conflitto nell’Atlantico meridionale. ….. Questa tragica situazione mi ha preoccupato moltissimo e ho chiesto ripetutamente ai cattolici di tutto il mondo e a tutte le persone di buona volontà di unirsi a me nella preghiera per una soluzione giusta e pacifica”.

Poi, 18 anni dopo, la Regina si recò nuovamente in Vaticano, ad ottobre, per il terzo incontro con Giovanni Paolo II. Nel suo discorso il Papa spaziò dall’Europa al mondo, si concentrò sulla cancellazione del debito ai Paesi più poveri ed ebbe parole di riconoscenza verso la Regina. “Vostra Maestà, per molti anni e in tempi di grandi cambiamenti avete regnato con una dignità e un senso del dovere che hanno edificato milioni di persone in tutto il mondo”.

L’incontro con Benedetto XVI

Il 2010 è l’anno del viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI in Gran Bretagna. L’occasione è la beatificazione del cardinale John Henry Newman, ora santo. A Edimburgo, in Scozia, Benedetto XVI incontra la regina Elisabetta II. Nel 2012, in occasione del Giubileo di diamante del suo regno, Benedetto XVI formula sue più cordiali congratulazioni. “Lei ha offerto ai suoi sudditi e al mondo intero – scrive in un messaggio- un esempio ispirante di dedizione al dovere e d’impegno a sostenere i principi di libertà, giustizia e democrazia, conformemente a una nobile visione del ruolo di un monarca cristiano”.

Elisabetta II e Papa Francesco

Nell’aprile 2014, la regina si reca in visita di Stato in Italia. Dopo aver incontrato il presidente Napolitano, è accolta in Vaticano da Papa Francesco. La sua visita coincide anche con il 32.mo anniversario dell’inizio della guerra delle Falkland, le isole conosciute in Argentina come Las Malvinas. Nel giorno delle celebrazioni per il giubileo di platino dell’ascesa al trono e per il 96.mo genetliaco della sovrana, Papa Francesco scrive una lettera alla regina Elisabetta II. Il Pontefice esprime vicinanza attraverso la preghiera “affinché Dio Onnipotente conceda a voi, ai membri della famiglia reale e a tutto il popolo della nazione benedizioni di unità, prosperità e pace”.

IL COMBATTIMENTO APOSTOLI DI MARIA

APOSTOLI DI MARIA

13. Il mistero di satana sciolto dalle  catene

Affermando che “satana è  sciolto dalle  catene” la Regina della  pace, incoronata di 12 stelle,  ha  voluto indicarci che siamo entrati nel tempo del grande combattimento escatologico, che La vedrà vittoriosa, insieme ai suoi apostoli,  contro l’impero delle tenebre.

Con le apparizioni di Medjugorje satana è ritornato alla ribalta dell’ opinione pubblica, che l’aveva relegato nel magazzino delle anticaglie medioevali. L’essere riuscito a far credere che non esiste è una delle sue trovate più insidiose, perché si è messo nella condizione di agire indisturbato.

Non sono mancati quelli che, all’interno della Chiesa, gli hanno dato una mano, facendo del diavolo un simbolo del male, negandone l’esistenza reale. 

Il Beato Paolo VI dovette intervenire affermando che il demonio è un essere personale “pervertito e pervertitore”, mentre il Catechismo della Chiesa Cattolica riconfermava gli insegnamenti del vangelo e del Magistero ecclesiastico.

La Gospa a Medjugorje ha rivelato satana nella sua azione concreta, smascherando giorno per giorno i suoi piani, volti a ingannare, a sedurre e a distruggere.

La Vergine potente contro il male, pur affermando che quella dell’impero delle tenebre è una falsa forza,  ne riconosce la potenza, contro la quale gli uomini nulla possono con le loro sole forze.

La Regina della pace non si è limitata ad affermare che satana esiste, ma lo ha mostrato in azione, mettendoci in guardia e nel medesimo tempo chiedendoci l’aiuto della preghiera e del digiuno per far fallire i suoi piani.

Chi è stato alla scuola della Gospa ha imparato a conoscere la virulenza e la vastità dell’impero del male e l’importanza decisiva di una battaglia dalla quale dipende lo stesso futuro del mondo.

Non si comprende la presenza così lunga e intensa della Madonna in questa fase della storia della salvezza, se non si ha presente il pericolo che l’umanità corre a causa dell’attacco delle porte dell’inferno, per distruggere il mondo e portare le anime alla rovina.

Il mondo e la Chiesa sono sotto attacco, come mai prima. L’umanità, accecata dall’incredulità, non se ne rende conto, anche se vede i falsi miti del progresso cadere l’uno dopo l’altro.

In pochi decenni gli uomini, pur moltiplicando i beni e i mezzi materiali, sono passati dall’euforia all’angoscia, mentre si interrogano se ci sia ancora un futuro a cui guardare con speranza.

L’attacco satanico è palpabile nel dilagare del male che inquina  i cuori e la società, mentre il vento contagioso dell’odio e della guerra soffia in ogni angolo del pianeta.

 L’angelo ribelle ha conservato la sua intelligenza e la mette al servizio della sua perversione. Concepisce piani che vanno al di là della nostra immaginazione. Sa che l’uomo per la prima volta nella sua storia ha la possibilità di distruggere la natura, la vita e la terra intera e lo attira verso l’orlo di un abisso senza fondo.

In questo modo si propone di dare scacco a Dio, mettendo fine all’opera della creazione e della redenzione, che ha l’uomo come protagonista. 

Viene spontaneo chiedersi come possa l’esercito infernale conservare una tale potenza anche dopo la vittoria di Cristo sulla croce.

La risposta è nascosta nelle profondità della sapienza divina, che governa il mondo con metodi che sfuggono alla nostra comprensione.

L’azione divina dell’attività diabolica è un mistero che le più acute intelligenza hanno cercato di scandagliare, ma alla fine solo Dio sa perché l’angelo ribelle conserva un potere di sfida fino alla fine dei tempi.

Noi però siamo certi che tutto ciò che Dio opera è rivolto al bene e, anche quando permette il male, si propone alla fine un bene più grande.

 La morte di Cristo in croce, provocata dall’odio del principe di questo mondo, ha manifestato l’amore di Dio e ha operato la redenzione.

 Nel momento in cui il Crocifisso ha reso il suo spirito e satana cantava vittoria, il mondo gli è stato strappato dalle mani e le porte del paradiso si sono aperte

 L’apparente sconfitta di Dio prepara la sua vittoria e questo è quanto accade alla Chiesa pellegrina lungo i deserti della storia, fino al suo ingresso nella Gerusalemme celeste:

“La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione. 

Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa, secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male,  che farà discendere dal cielo la sua Sposa.

 Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo giudizio dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa (Catechismo C. C. 677).

Solo quando l’Onnipotente dirà “Basta” e ci saranno cieli nuovi e terra nuova l’impero delle tenebre cesserà di nuocere all’opera divina.

Prima di allora la guerra è destinata a infuriare e il nostro tempo è chiamato a combattere una battaglia decisiva. Satana si illude di avere la possibilità di conquistare il mondo e di rovinare l’opera di Dio. La Gospa manderà a vuoto i suoi piani e si servirà di essi per riportare l’umanità a Dio.

Vostro Padre Livio

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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Perché alcuni nascono fortunati e  altri sfortunati?

Caro Padre Livio,

la  ringrazio per le  lettere  che  pubblica  sul Blog. Sono affreschi di umanità che a  volte  commuovono ed edificano.

Ho letto alcuni giorni fa la storia di una  famiglia sulla quale si sono abbattute una serie di sventure  incredibili,  ma che  è  riuscita a resistere salda  nella fede.

Mi sono però  chiesta come  mai le Croci che Dio distribuisce siano così diverse.

Ne  consegue che  alcuni sembrano dei  previlegiati, altri invece degli sventurati.

Come  è  compatibile  questa  disparità   con  la giustizia e  la  bontà  divine?

Grazie  se mi aiuterà  a capire una realtà  che faccio fatica ad  accettare.

Ave Maria

Isabella  da Ancona.

Cara  Isabella,

La  Madonna  in  parte ha  risposto a questo interrogativo dicendo che sulla  terra  molte  cose non  le  comprendiano, ma le comprenderemo quando saremmo  faccia a  faccia  col  Padre celeste.

Personalmente mi sono  dato una riposta  col fatto che  più grande  è  la  Croce   che uno deve  portare e  più  grande sarà  la  sua gloria in Cielo.

Non  solo,  ma già  su questa  terra  è più unito di altri a  Gesù e  al  suo amore.  Non esiste un bene maggiore che si  potrebbe desiderare.

Ave Maria 

Padre  Livio

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In ricordo di Indro Montanelli

Carissimo Padre Livio,

le scrivo in merito alla lettera di Marcello, riguardante la sorte delle anime che scelgono un funerale laico.

Ho letto la sua risposta e mi trova totalmente d’accordo.

Vorrei aggiungere una mia testimonianza relativa ad Indro Montanelli.

Lei anni fa, all’approssimarsi della morte del giornalista, aveva chiesto di pregare per lui.

Aveva usato parole bellissime, descrivendolo come una persona che, in qualche maniera, amava Dio, anche senza saperlo.

Io risposi all’appello e, penso come tanti ascoltatori di Radio Maria, lo affidai alla Misericordia del Signore.

Una mattina, al lavoro, un collega venne da me dicendo:”Hai visto? E’ morto Indro Montanelli…”, e mi piazzò in mano il Corriere della Sera.

L’articolo in prima pagina iniziava così:”L’ultimo articolo è stato un necrologio: il suo. E l’ultima Stanza è stata la 610 della clinica Madonnina di Milano”.

La “Madonnina di Milano”… “610”, il numero di Radio Maria… Nel mio cuore ho esultato perchè ho capito che Indro era salvo!

A livello personale questo episodio mi commuove tantissimo. Immagino che anche lei, quel giorno, abbia letto l’articolo e lo abbia commentato in radio. Tuttavia io ero al lavoro e non potevo sentirla. Così la Madonna si è premurata, per altra via, di farmi sapere che le nostre preghiere erano state ascoltate.

A livello più generale questo episodio conferma quello che lei dice nella sua risposta: il tipo di funerale ha un’importanza relativa mentre, pregare e intercedere per le persone lontane da Dio, può procurare loro la salvezza…

Si pensi poi a quanto detto da Gesù a S. Faustina, a proposito della Coroncina alla Divina Misericordia:”Nell’ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina, oppure altri la reciteranno vicino a un agonizzante, ed otterranno per l’agonizzante lo stesso perdono. Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina si placa l’ira di Dio e l’imperscrutabile Misericordia avvolge l’anima e si commuovono le viscere della mia Misericordia, per la dolorosa Passione di Mio Figlio.”

La saluto e la ringrazio. Dio la benedica e la mantenga a lungo tra noi, alla guida della Radio di Maria!

Ivo

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Il Papa: stiamo vivendo una guerra mondiale, fermiamoci!

Un appello, quasi un grido quello del Pontefice in Piazza San Pietro rivolto ai fedeli che la gremiscono, in occasione dell’udienza generale, ma in realtà all’umanità intera perchè ciascuno si senta richiamato alla sua responsabilità di costruttore di pace

Gabriella Ceraso – Città del Vaticano 

In Ucraina è il 196° giorno di guerra, “la terra ancora trema e il popolo ucraino piange” ha detto nel suo ultimo messaggio il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk con riferimento ai combattimenti che continuano nelle regioni di Kharkiv, Donetsk, Luhansk. E Papa Francesco torna con lo sguardo proprio lì, lo fa ancora una volta durante l’udienza generale in Piazza San Pietro dove scorge, tra la folla, anche bandiere con i colori giallo e azzurro della terra ucraina:

E non dimentico la martoriata ucraina. Ci sono delle bandiere lì.

Il Papa: oggi stiamo vivendo la terza guerra mondiale

Ma il suo si fa subito un appello, quasi un grido, che richiama tutti alla responsabilità perchè, come già aveva detto mercoledì scorso ancora all’udienza generale, la guerra è ormai mondiale : 

Di fronte a tutti gli scenari di guerra del nostro tempo, chiedo a ciascuno di essere costruttore di pace e di pregare perché nel mondo si diffondano pensieri e progetti di concordia e di riconciliazione. Oggi stiamo vivendo una guerra mondiale, fermiamoci per favore!

A Maria, alla quale ha consacrato la Russia e l’Ucraina, alla quale ha dedicato la preghiera del Rosario e che ha sempre incessantemente invocato, Francesco ancora una volta si rivolge per ottenere la protezione e affidarLe chi in questo momento chi sta patendo di più:

Alla Vergine Maria affidiamo le vittime di ogni guerra, di ogni guerra, in modo speciale la cara popolazione ucraina.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’importanza della fede

Cari amici,

molti mi chiedono come fare ad avere una fede forte e salda, soprattutto in vista del tempo dei Segreti in cui la nostra fede verrà messa a dura prova. In quel tempo dovremo essere testimoni ancora più saldi e forti della nostra fede e dovremo tenere stretta la speranza nel futuro perché noi cristiani sappiamo che il futuro è di Dio.

La fede è un dono di Dio, la grazia illumina e sorregge sempre. Senza l’aiuto della grazia non si può entrare da soli nel mondo sovrannaturale.

Spesso le persone dicono che non hanno avuto la grazia della fede. In realtà in questi casi bisogna fare quell’atto di umiltà e chiedere la grazia di credere. La fede è una grazia che ovviamente esige una risposta.

In questi anni la Madonna ha fotografato la situazione esistenziale umana e l’ha descritta con parole che fanno tremare i polsi: noi cristiani abbiamo rifiutato la fede e la Croce. L’uomo ha aderito a una nuova religione e ha scelto di mettere se stesso al posto di Dio.

È possibile una fede senza dubbi, vacillamenti, esitazioni?

Non c’è dubbio che la fede sia allo stesso tempo una grazia e una lotta. Abbiamo esempi straordinari di persone che hanno lottato per la fede, quanti santi sono stati testimoni ardenti e coraggiosi! Pensiamo a san Giovanni Paolo II.

Viviamo in un’epoca in cui la fede va dissolvendosi da una parte e addirittura viene rinnegata dall’altra.

La fede si rafforza a livello della conoscenza, illuminata da Dio ed è orientata a conoscere le Verità della fede attraverso lo sforzo della nostra intelligenza. Nella fede c’è anche un processo di conoscenza della dottrina, della Storia, dei misteri della fede. Questa formazione praticamente non c’è più, è limitata all’Omelia domenicale. Pochi sono quelli che vogliono approfondire la fede.

A livello popolare, però, c’è una resistenza della fede nonostante il bombardamento massmediatico che vuole abbatterla, demolirla, cancellarla.

Sicuramente la crescita dei figli nella fede cristiana, il catechismo, l’insegnamento a scuola della Religione cattolica, la catechesi in parrocchia sono quanto mai necessari alla formazione cristiana.

La Madonna ha impostato il discorso della fede in un modo concreto, affettivo, accessibile alla gente comune.

In un modo molto semplice la Madonna ci ha spiegato come mantenere la nostra fede salda e viva. La Regina della pace ha paragonato la fede a un fiore, che senza l’acqua appassisce e muore. Cos’è quest’acqua che impedisce alla fede di appassire e quindi morire? La preghiera.

Molti hanno perso la fede perché  non pregano mai, o pregano poco.

La preghiera è l’acqua che tiene viva la fede! Nella preghiera, infatti, entriamo in contatto con il mondo sovrannaturale, con la Santissima Trinità, con la Madonna e i Santi, in un rapporto “a tu per tu”.

La preghiera è un rapporto diretto con Dio, ecco perché senza di essa la fede appassisce e muore.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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