"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 62 di 179

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Il  valore  immenso della Croce ( Luisa  Picarreta)

Salve Padre,

mi collego alla lettera di Isabella, ormai io non ho più parole  mie ai dubbi e alle vicende della vita, perché mi alimento di questi scritti, dai messaggi della Madonna e dell’ Vangelo.

Sono una che ha dovuto attraversare all’improvviso un periodo di dure prove, ero a zero nella fede, ero troppo piena di me e quello che mi he venuto addosso avrebbe fatto alla mia anima gran danno se non avessi avuto prima l’aiuto di Maria Santissima e compresso attraverso i suoi messaggi e questi scritti della Serva di Dio Luisa P. Il valore immenso della Croce, tanto che oggi ringrazio il Signore di avermi permesso questa croce che tutt’ora porto, soltanto che ora con altre consapevolezza e altri occhi.

Ora, caro Padre vi lascio quello che ho imparato dallo stesso Gesù sulla Croce,   dalla nostra sorella Luisa Piccarreta.

La saluto e la ringrazio.

Elizabeth

Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta “la Piccola Figlia della Divina Volontà”:

(Vol. 3°, 2 Dicembre 1899)

“Fammi sentire la tua voce, che ricrea il mio udito, conversiamo un poco insieme. Io ti ho parlato tante volte della Croce; oggi fammi sentire parlare te della Croce”.

Io mi sentivo tutta confusa, non sapevo che dire, ma mandandomi Lui un raggio di luce intellettuale, per contentarlo, ho incominciato a dire:

“Diletto mio, chi ti può dire che cosa è la Croce e che fa la Croce? Solo la tua bocca può degnamente parlare della sublimità della Croce, ma giacché vuoi che parli io pure, lo faccio.

La croce sofferta da Te mi liberò dalla schiavitù del demonio e mi sposò alla Divinità con nodo indissolubile; la croce è feconda e mi partorisce la grazia; la croce è luce, mi disinganna del temporale e mi svela l’eterno; la croce è fuoco e mette in cenere tutto ciò che non è di Dio, fino a svuotarmi il cuore di un minimo filo d’erba che possa starci. La croce è moneta d’inestimabile prezzo, e se io avrò, Sposo Santo, la fortuna di possederla, mi arricchirò di monete eterne, fino a rendermi la più ricca del Paradiso, perché la moneta che corre in cielo è la croce sofferta in terra.

La croce non solo mi fa conoscere me stessa, ma mi dà la conoscenza di Dio. La croce m’innesta tutte le virtù. La croce è la nobile cattedra dell’increata Sapienza, che m’insegna le dottrine più alte, sottili e sublimi; sicché, la sola croce mi svelerà i misteri più ascosi, le cose più recondite, la perfezione più perfetta nascosta ai più dotti e sapienti del mondo. La croce è qual acqua benefica che non solo mi purifica, ma mi somministra il nutrimento alle virtù, me le fa crescere, ed allora mi lascia quando mi riconduce all’eterna Vita.

La croce è qual rugiada celeste che mi conserva e mi abbellisce il bel giglio della purità; la croce è l’alimento della speranza; la croce è fiaccola della fede operante; la croce è quel legno solido che conserva e fa mantenere sempre acceso il fuoco della carità; la croce è quel legno asciutto che fa svanire e mette in fuga tutti i fumi di superbia e di vana gloria e produce nell’anima l’umile viola dell’umiltà; la croce è l’arma più potente che offende i demoni e mi difende da tutti i loro artigli. Sicché, l’anima che possiede la croce, è d’invidia e d’ammirazione agli stessi angeli e santi; di rabbia e di sdegno ai demoni. La croce è il mio Paradiso in terra, di modo che se il Paradiso di là, dei beati, sono i godimenti, il Paradiso di qua sono i patimenti. La croce è la catena d’oro purissimo che mi congiunge a Te, mio sommo Bene, e forma l’unione più intima che dar si possa, fino a far scomparire l’essere mio, e mi trasmuta in Te, mio oggetto amato, tanto da sentirmi perduta in Te e vivere della tua stessa vita”.

Dopo che ho detto questo (non so se sono spropositi) l’amabile mio Gesù, nel sentirmi, tutto si è compiaciuto e, preso da entusiasmo d’amore, tutta mi ha baciata e mi ha detto: “Brava, brava la mia diletta, hai detto bene! L’amor mio è fuoco, ma non come il fuoco terreno, che dovunque penetra rende sterile e mette tutto in cenere. Il mio fuoco è fecondo e solo sterilisce tutto ciò che non è virtù, ma dà vita a tutto il resto e fa germogliare i bei fiori, fa produrre i più squisiti frutti e rende l’anima il più delizioso giardino celeste. La Croce è tanto potente e le ho comunicato tanta grazia, da renderla più efficace degli stessi sacramenti, e questo perché nel ricevere il sacramento del mio Corpo, ci vogliono le disposizioni e il libero concorso dell’anima per ricevere le mie grazie, che molte volte possono mancare, ma la croce ha virtù di disporre l’anima alla grazia.”

(Vol. 2°, 31 Marzo 1899)

Questa mattina il mio adorabile Gesù si è fatto vedere crocifisso e, dopo avermi comunicato le sue pene, mi ha detto: “Molte sono le piaghe che mi fecero soffrire nella mia passione, ma una fu la croce; ciò significa che molte sono le strade con cui tiro le anime alla perfezione, ma uno è il Cielo in cui queste anime devono unirsi. Sicché, sbagliato quel Cielo, non c’è alcun altro che possa renderle beate per sempre”.

Poi ha soggiunto: “Guarda un poco, una è la croce, ma di vari legni fu formata detta croce. Ciò vuol dire che uno è il Cielo, ma questo Cielo contiene vari posti, più o meno gloriosi, e a misura delle sofferenze sofferte quaggiù, più o meno pesanti, saranno distribuiti. Oh, se tutti conoscessero la preziosità del patire, farebbero a gara, a chi più volesse patire; ma questa scienza, dal mondo non viene conosciuta. Perciò aborriscono tutto ciò che può renderli più ricchi in eterno.”

(Vol. 2°, 16 Maggio 1899)

“La croce dispone l’anima alla pazienza. La croce apre il Cielo e unisce Cielo e terra, cioè, Dio e l’anima. La virtù della croce è potente e quando entra in un’anima, non solo ha la virtù di togliere la ruggine di tutte le cose terrene, ma le dà la noia, il fastidio, il disprezzo delle cose della terra e, invece, poi, le rende il sapore, il gradimento delle cose celesti, ma da pochi viene riconosciuta la virtù della croce, perciò la disprezzano”.

Chi può dire quante cose ho compreso della croce mentre Gesù parlava? Il parlare di Gesù non è come il nostro, che tanto si capisce quanto si dice, ma una sola parola lascia una luce immensa ed esaminandole bene, potrebbe far stare occupato tutto il giorno in profondissima meditazione. Perciò, se io volessi dire tutto, andrei troppo per le lunghe ed anche mi mancherebbe il tempo a farlo.

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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Domenica, 12 settembre 2010

Cari fratelli e sorelle!

Nel Vangelo dell’odierna domenica – il capitolo 15° di san Luca – Gesù narra le tre “parabole della misericordia”. Quando Egli “parla del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare” (Enc. Deus caritas est, 12).

Infatti, il pastore che ritrova la pecora perduta è il Signore stesso che prende su di sé, con la Croce, l’umanità peccatrice per redimerla. Il figlio prodigo, poi, nella terza parabola, è un giovane che, ottenuta dal padre l’eredità, “partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto” (Lc 15,13). Ridotto in miseria, fu costretto a lavorare come uno schiavo, accettando persino di sfamarsi con cibo destinato agli animali.

“Allora – dice il Vangelo – ritornò in sé” (Lc 15,17).“Le parole che si prepara per il ritorno ci permettono di conoscere la portata del pellegrinaggio interiore che egli ora compie … ritorna «a casa», a se stesso e al padre” (Benedetto XVI, Gesù di Nazareth, Milano 2007, pp. 242-243). “Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio” (Lc 15,18-19).

Sant’Agostino scrive: “È il Verbo stesso che ti grida di tornare; il luogo della quiete imperturbabile è dove l’amore non conosce abbandoni” (Conf., IV, 11). “Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò (Lc 15,20) e, pieno di gioia, fece preparare una festa.

Cari amici, come non aprire il nostro cuore alla certezza che, pur essendo peccatori, siamo amati da Dio? Egli non si stanca mai di venirci incontro, percorre sempre per primo la strada che ci separa da Lui. Il libro dell’Esodo ci mostra come Mosè, con fiduciosa e audace supplica, riuscì, per così dire, a spostare Dio dal trono del giudizio al trono della misericordia (cfr 32,7-11.13-14).

Il pentimento è la misura della fede e grazie ad esso si ritorna alla Verità. Scrive l’apostolo Paolo: “Mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede” (1 Tm 1,13). Ritornando alla parabola del figlio che ritorna “a casa”, notiamo che quando compare il figlio maggiore indignato per l’accoglienza festosa riservata al fratello, è sempre il padre che gli va incontro ed esce a supplicarlo: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo” (Lc 15,31). Solo la fede può trasformare l’egoismo in gioia e riannodare giusti rapporti con il prossimo e con Dio. “Bisognava far festa e rallegrarsi – dice il padre – perché questo tuo fratello … era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15,32).

Cari fratelli, giovedì prossimo mi recherò nel Regno Unito, dove proclamerò beato il Cardinale John Henry Newman. Chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera in questo viaggio apostolico. Alla Vergine Maria, il cui Nome santissimo è oggi celebrato nella Chiesa, affidiamo il nostro cammino di conversione a Dio.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

14. L’apostasia dell’Occidente

Il tempo della presenza della Regina della pace  a Medjugorje coincide con un una crisi di fede che ha investito i paesi di antica cristianità, cosi estesa da far dire alla Madonna che siamo diventati pagani.

La storia bimillenaria della Chiesa  non aveva mai visto un evento così insolito e doloroso come l’apostasia dalla fede dell’Occidente cristiano.

Dopo la quasi totale eliminazione delle Chiese del Medio Oriente con l’avanzata dell’Islam, era stata l’Europa il cuore del cristianesimo, che da essa è poi irradiato in ogni parte del mondo.

Cristianesimo e civiltà europea sono un binomio inscindibile e la stessa idea di Europa, come continente unitario, ha le sue radici nella “Respublica christiana” plasmata nel Medioevo.

 La fede è stata l’anima di un continente che ha modellato popoli e civiltà fra loro diversi, realizzando un’unità non solo religiosa, ma anche culturale e politica.

 A partire dall’Illuminismo, che esaltava l’autonomia della ragione rispetto alla fede, è incominciato un processo di disgregazione e di contestazione della fede cristiana, il cui punto di arrivo è il “nuovo totalitarismo” ( S. Giovanni Paolo II), cioè una visione della vita atea e materialistica, con la conseguente aggressività nei confronti della Chiesa e l’intolleranza verso la cultura e i simboli cristiani.

 L’Occidente da culla del cristianesimo avrebbe dovuto divenirne la tomba, se la Madonna non fosse venuta in soccorso della Chiesa, sostenendo le minoranze coraggiose di quelli che sono passati senza vacillare attraverso “la grande tribolazione”.

Negli ultimi tre secoli si è realizzata, con ondate di inaudita violenza, la più devastante apostasia della fede che la Chiesa abbia mai conosciuto. Tuttavia la soluzione finale, con la cancellazione di ogni traccia cristiana, è rimasta un’illusione.

Le ideologie del male, che hanno imperversato nel secolo scorso, in particolare il comunismo e il nazismo, non sono riusciti nel loro intento di scristianizzare i popoli a loro sottomessi.

La Chiesa, perseguitata e tradita, non ha cessato di espandersi, grazie alla presenza di Maria. Il dominio del mondo da parte dell’impero delle tenebre è un piano destinato a fallire. Tuttavia la battaglia è ben lungi dall’essere conclusa.

L’apostasia dell’Occidente è stata messa in chiaro dalla Gospa fin dall’inizio delle sue apparizioni quando, profetizzando la rinascita religiosa del popolo russo, affermava che “ L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore” ( 30-10-1981).

 La Madonna indica il punto di arrivo dell’apostasia, che era incominciata con la messa in discussione della fede e nella rinuncia a Cristo come Signore e Salvatore, per poi sfociare in una persecuzione sistematica nei confronti della Chiesa.

 L’esito finale però è la  negazione  di un Dio creatore e l’esaltazione dell’uomo come padrone del mondo. L’esaltazione dell’uomo che prende il posto di Dio è uno dei segni distintiva del “pensiero unico” (Papa Francesco) che l’Occidente ha esportato nel mondo intero, realizzando una “globalizzazione dell’ateismo”, anche se la religiosità popolare in parte  resiste.

La Gospa sintetizza la situazione attuale con l’espressione “Mondo nuovo senza Dio” che lei vede crescere ed espandersi  fino al punto da mettere a rischio il futuro dell’umanità. Nessuno meglio della Regina della pace vede la situazione attuale nella quale ci troviamo e i pericoli che incombono.

Prima ancora della caduta del comunismo, la Madonna vedeva incombere sull’Occidente la caligine velenosa dell’ateismo di massa e il rifiuto della salvezza da parte di chi l’aveva ricevuta e diffusa nel mondo intero.

Ateismo di massa significa una visione del mondo, dell’uomo e della vita, dove non c’è Dio, non c’è anima, non c’è moralità, non c’è eternità. L’uomo, ridotto a un animale, può essere manipolato a piacere e ridotto a un oggetto da utilizzare o da sacrificare.

Si comprende l’ammonimento della Gospa quando afferma che per questo mondo non c’è né futuro, né salvezza. L’uomo senza Dio è destinato a condurre una vita senza gioia, senza amore e senza pace.

La tragedia spirituale dell’Occidente, gonfio di orgoglio per le sue conquiste e ben deciso a imporre capillarmente la sua apostasia come se fosse chissà quale conquista, è il risultato della più grande seduzione satanica della storia bimillenaria della Chiesa.

Non vi è dubbio che, se quello che viviamo è il tempo di Maria, è parimenti anche l’ora di satana, uno dei momenti più trionfali del mistero di iniquità. Il tempo di Maria e l’ora di satana si incrociano, coinvolgendo l’umanità intera nella più impressionante guerra degli spiriti.

La Gospa, invitando all’inizio del terzo  Millennio alla consacrazione al suo Cuore Immacolato e quello di suo Figlio Gesù, poiché satana è sciolto dalle catene, metteva in guardia la Chiesa e l’umanità intera sulla gravità della situazione.

Satana sciolto dalle catene è un’immagine apocalittica molto forte ed evoca il più grande attacco dell’impero delle tenebre prima di quello finale, quando verrà posto fine all’azione del mistero di iniquità.

Tuttavia il piano della Regina della pace e quello del maligno devono essere guardati da una prospettiva diversa. Il demonio, accecato dal suo orgoglio, pensa ormai di avere il mondo in mano e si illude che è giunta l’ora in cui gli riuscirà di mettere se stesso al posto di Dio.

 Quelli che lo seguono e lo servono, anche se non credono alla sua esistenza, si cullano nella loro falsa onnipotenza e fanno progetti con i quali si scavano la fossa. L’epifania di satana è una luna calante che si ingrossa prima di spegnersi.

 Il suo attacco per riprendersi il dominio del mondo è come la corsa del faraone che sta per essere inghiottito dalle onde del mare. Il piano della Regina della pace, al contrario, è un sole che sorge, che diventa sempre più intenso fino a padroneggiare il cielo intero.

Da quando la Gospa è presente l’impero delle tenebre è più debole, anche se fa molto rumore. La santità di Maria, la sua luce e la forza del suo amore si diffondono e conquistano i cuori. Il piccolo gregge dei suoi apostoli diventa un’armata invincibile contro la quale le porte dell’inferno di sfracelleranno.

I figli del maligno e i seguaci della Gospa sono gomito a gomito nel combattimento decisivo per il futuro del mondo.

La Madonna chiede ai suoi apostoli di irradiare la sua luce, il suo amore e la sua pace perché le schiere del maligno si dissolvano come la nebbia al sole.

Vostro Padre Livio

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FRANCESCO : preghiamo Maria perché preservi il mondo dalla guerra atomiche

Nel discorso ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, il Papa ricorda l’invocazione che San Giovanni Paolo II rivolse alla Vergine perché il pianeta non aveva conosciuto l’orrore del conflitto nucleare. Quella di oggi, ha detto, è una terza guerra mondiale “totale

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

“È necessario mobilitare tutte le conoscenze basate sulla scienza e sull’esperienza per superare la miseria, la povertà, le nuove schiavitù, e per evitare le guerre. Rifiutando alcune ricerche, inevitabilmente destinate, in circostanze storiche concrete, a fini di morte, gli scienziati di tutto il mondo possono unirsi in una comune disponibilità a disarmare la scienza e formare una forza per la pace”. È quanto sottolinea il Papa incontrando i partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze incentrata sul tema “Scienza di base per lo sviluppo umano, la pace e la salute planetaria”. Ai membri di questo organismo Francesco chiede in particolare di promuovere, in questo momento della storia, la conoscenza che ha come obiettivo quello di costruire la pace.

Dopo le due tragiche guerre mondiali, sembrava che il mondo avesse imparato a incamminarsi progressivamente verso il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e delle varie forme di cooperazione. Ma purtroppo la storia mostra segni di regressione. Non solo si intensificano conflitti anacronistici, ma riemergono nazionalismi chiusi, esasperati e aggressivi (cfr Enc. Fratelli tutti, 11), e anche nuove guerre di dominio, che colpiscono civili, anziani, bambini e malati, e provocano distruzione ovunque.

Prehiamo Maria per la pace

Nuove inquietanti ombre, che sembravano destinate a dissolversi, avvolgono oggi il mondo. Il Pontefice, riferendosi a questo cupo scenario, indica la luce della preghiera.

I numerosi conflitti armati in corso preoccupano seriamente. Ho detto che era una terza guerra mondiale “a pezzi”. Oggi forse possiamo dire “totale”, e i rischi per le persone e per il pianeta sono sempre maggiori. San Giovanni Paolo II ringraziò Dio perché, per intercessione di Maria, il mondo era stato preservato dalla guerra atomica. Purtroppo dobbiamo continuare a pregare per questo pericolo, che già da tempo avrebbe dovuto essere scongiurato.

Chiamati ad essere testimoni di libertà e giustizia

Le parole del Papa sono anche una supplica, una esortazione ad ascoltare il grido di dolore della terra e di quanti sono vittime di ingiustizie.

Nel nome di Dio, che ha creato tutti gli esseri umani per un comune destino di felicità, siamo chiamati oggi a testimoniare la nostra essenza fraterna di libertà, giustizia, dialogo, incontro reciproco, amore e pace, evitando di alimentare odio, risentimento, divisione, violenza e guerra. Nel nome del Dio che ci ha donato il pianeta per salvaguardarlo e svilupparlo, oggi siamo chiamati alla conversione ecologica per salvare la casa comune e la nostra vita insieme a quella delle generazioni future, invece di aumentare le disuguaglianze, lo sfruttamento e la distruzione.

La Chiesa è alleata degli scienziati

Il Papa sottolinea poi che le “conquiste scientifiche di questo secolo devono essere sempre orientate dalle esigenze della fraternità, della giustizia e della pace, contribuendo a risolvere le grandi sfide che l’umanità e il suo habitat si trovano ad affrontare”. Il lavoro forzato, la prostituzione e il traffico di organi sono “crimini contro l’umanità, che vanno di pari passo con la povertà, si verificano anche nei Paesi sviluppati, nelle nostre città”. “Il corpo umano – spiega il Papa – non può essere mai, né in parte né nella sua interezza, oggetto di commercio!”. Il Pontefice incoraggia gli accademici “a lavorare per la verità, la libertà, il dialogo, la giustizia e la pace: “oggi più che mai la Chiesa cattolica è alleata degli scienziati che seguono questa ispirazione”.

Il compito di custodire il creato

Tra le pieghe del suo discorso Francesco pone anche una domanda che si intreccia con la storia: “perché i Papi, a partire dal 1603, hanno voluto avere un’Accademia delle Scienze?” “La Chiesa – osserva il Pontefice – condivide e promuove la passione per la ricerca scientifica come espressione dell’amore per la verità, per la conoscenza del mondo, del macrocosmo e del microcosmo, della vita nella stupenda sinfonia della sue forme”. Alla base c’è un’attitudine contemplativa. C’è il compito, aggiunge infine Francesco, “di custodire il creato”.

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Cristiani perseguitati:

Principe Carlo di Inghilterra, “evitare che il Cristianesimo scompaia dalle terre della Bibbia”

“Rafforziamo la nostra determinazione per evitare che il cristianesimo scompaia dalle terre della Bibbia”

è l’appello del principe Carlo di Inghilterra nel suo video messaggio di Natale rilanciato da Aiuto alla Chiesa che soffre.

Nel messaggio, il principe ricorda “i barbarici attentati” di Pasqua di quest’anno (21 aprile) che provocarono “260 morti e più di 500 feriti”, e definito “il giorno di maggiori violenze anticristiane dell’era moderna”.

“Tragicamente non si tratta di un fatto isolato” ha rimarcato il principe che riferisce la testimonianza di una religiosa siriana che “con immenso coraggio offre un aiuto cruciale a coloro che fuggono dalla violenza e morte”.

Significativo il dono ricevuto dalla religiosa: la raffigurazione della testa di un Cristo crocifisso, realizzata con il legno bruciato di una Chiesa bombardata di Aleppo”.

Carlo di Inghilterra cita, inoltre, “un rapporto diffuso ad ottobre di Aiuto alla Chiesa che soffre” nel quale emerge che “nell’arco di un decennio fino a due terzi dei cristiani sono fuggiti dalla Siria.

In Iraq le comunità cristiane si sono ridotte fino al 90% in una generazione”. Da qui l’appello a ricordare “le innumerevoli persone che soffrono terribili persecuzioni, costrette a fuggire dalle loro abitazioni, e a rafforzare la nostra determinazione per evitare che il Cristianesimo scompaia dalle terre della Bibbia”.

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 Grazie per la novena

 Carissimo p. Livio,
non so come ringraziare radio Maria per la novena che ci ha fatto fare per l’8 settembre.
Ha visto la notizia?
Ieri (proprio ieri, 8 settembre! ) NON è passato al sinodo tedesco il documento che voleva sovvertire la morale sessuale cattolica!
Poi c’è chi dice che pregare non serve…
Fateci pregare ancora!
Grazie mille!
Con affetto
Maria Grazia (cuneo)

Caro  Maria Grazia,  grazie dell’informazione che ci riempie di gioia e   che ci che  ci motiva  ancora  di più nella  preghiera.

Ave Maria  

Padre  Livio

IL SINODO TEDESCO

SARAH NUMICO –  Avvenire 8 Settembre 2022

Delusione e sorpresa nella “sala armonia” del centro congressi di Francoforte dove si sono aperti ieri i lavori della quarta assemblea del Cammino sinodale della Chiesa tedesca, la penultima in calendario. A scatenare la delusione dei più, l’esito del voto del documento di base sulla morale sessuale, un terremoto. Il testo infatti, approvato con l’82% dei presenti e 17% di voti contrari non ha però ottenuto i due terzi del voto dei vescovi presenti, percentuale che secondo lo statuto sinodale è indispensabile per l’approvazione dei testi teologici di fondo (sono stati 33 i voti dei vescovi favorevoli, 21 i contrari, 3 gli astenuti dei 57 presenti sui 69 membri della conferenza episcopale). Quindi il documento non passa. Nel dibattito precedente il voto, le posizioni espresse, anche da vescovi, suonavano ampiamente in favore di un documento che avrebbe certamente segnato una rottura rispetto all’insegnamento della Chiesa sulla morale sessuale, ma anche rispetto alla comprensione binaria dell’antropologia.

«Restiamo insieme in assemblea, questo è il momento in cui vale la pena » ha esortato il presidente della Conferenza episcopale, il vescovo di Limburg Georg Bätzing, alla ripresa dei lavori, dichiarandosi «personalmente deluso» per il voto dei confratelli nell’episcopato. «I vescovi ci dicono di restare nella Chiesa, ma quando è il momento loro non sono con noi» ha detto suor Caterina Luitmann (delegata della Conferenza dei religiosi); le ha fatto eco suor Philippa Roth: «Temo che la divisione tra vescovi e credenti si allarghi e coloro che hanno votato no, perderanno autorità e credibilità e molti membri della nostra Chiesa si allontaneranno ancora di più». Per don Christoph Uttenreuther il dato positivo è che comunque il 60% dei vescovi sostiene il cambiamento. L’ordine del giorno è saltato, i lavori sono fermati per lasciare spazio al dibattito.

Eppure il discusso esito favorevole di un documento che divide l’opinione pubblica cattolica sembrava “in vista” per il Cammino sinodale della Chiesa in Germania, avviato nel 2019 dalla Conferenza episcopale e dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi.

L’immagine del traguardo era stata usata dalla presidente del Comitato centrale, Irme Stetter-Karp alla affollata conferenza stampa di apertura dei lavori. «Non ci sono record da battere, ma dobbiamo arrivare in fondo», aveva continuato la presidente che rispetto ai 14 documenti all’ordine del giorno da discutere e da votare (9 dei quali in seconda e ultima lettura) aveva dichiarato: il lavoro fatto «apre la via del futuro della Chiesa cattolica in Germania e nello stesso tempo permette di rimanere strettamente legati alla Chiesa universale». Quello che stanno facendo i cattolici in Germania è una «assunzione di responsabilità del corso della Chiesa, nel rispetto delle responsabilità della Chiesa mondiale». Concorde monsignor Bätzing, presidente dei vescovi tedeschi che nelle sue dichiarazioni pre-assembleari aveva parlato di «testi importanti» Grande è la «voglia di cambiamento e di nuovo credibilità» in Germania ma anche nel mondo, come mostrano i contributi inviati nelle scorse settimane al Sinodo Mondiale. Per Bätzing la piaga degli abusi e le statistiche drammatiche della Chiesa «non possono permetterci di rimanere fermi». Entro sabato si dovrà procedere con la votazione di altri tre cosiddetti “documenti di base” sul ruolo della donna nella Chiesa e sul sacerdozio, oltre a una serie di documenti pastorali.

Il documento non ha ottenuto i due terzi dei voti favorevoli dei vescovi, percentuale necessaria per l’approvazione dei testi teologici di fondo

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’affidamento a Maria

Cari amici,

la pace è frutto della conversione, del perdono dei peccati ed è la coscienza che ci approva. Questa è quella pace profonda che né il mondo né il demonio ci possono rubare se rimaniamo in comunione con Dio.

Tuttavia, le preoccupazioni giornaliere, gli imprevisti, i problemi, le tentazioni, minano la pace. Ogni giorno abbiamo a che fare con questo combattimento spirituale. Anche molti problemi concreti della vita, dalle piccole cose quotidiane a quelle più incisive come il lavoro, la salute e la famiglia, ci mettono in apprensione e disturbano la nostra serenità.

È molto bello, allora, rileggere i messaggi della Madonna dati nei primi tempi di apparizioni, quando ci indicava una via per vivere in pace le nostre giornate, nonostante i problemi. La via è quella dell’affidamento.

Per poter vivere la nostra giornata serenamente, dobbiamo mettere nelle mani della Madonna tutte le nostre preoccupazioni.

In più occasioni la Regina della pace ci ha invitato a dare a Lei tutte le nostre preoccupazioni. Ma come si fa?

Dobbiamo fare un atto di fiducia nell’affidarle i nostri problemi, non è detto che sarà Lei a risolverli, ma certamente ci aiuterà ad affrontarli.

La Madonna ci dà la luce, la forza, la calma e la lucidità per affrontare i problemi quotidiani che sopravvengono ogni giorno.

Talvolta si tratta anche di problemi seri che riguardano la nostra vita professionale, famigliare o la salute.

La Madonna ci invita a non avere paura, a non agitarci, a non farci prendere dal panico, quanto piuttosto a mettere nelle sue mani la nostra giornata. In più di un’occasione (nei messaggi dei primi tempi) ha detto che, pur affidandole le nostre preoccupazioni, non smettiamo di preoccuparci. Dobbiamo avere piena fiducia in Maria.

La totalità nell’affidamento è il passaggio più importante che ci permette di avere la lucidità e la capacità di affrontare e risolvere i problemi. In questo modo non si trasformano in macigni psicologici che ci tolgono il sonno.

Affidando alla Madonna le nostre preoccupazioni, esse non svaniranno nel nulla, ma le sapremo accogliere e affrontare serenamente, illuminati dalla luce di Dio, che è pace e amore.

Questo affidamento ci libera dalle ansietà concrete della vita quotidiana che attanagliano i pensieri di tutti. 

Liberiamoci dall’angoscia e dall’ansia, anche per guardare al futuro con serenità.

Affidiamoci alla Madonna, lei è nostra Madre e ha cura di noi.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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Il cardinale Nichols: la fede cristiana, fonte della saggezza e stabilità di Elisabetta II

L’arcivescovo di Westminster ricorda la Regina scomparsa ieri e i suoi 70 anni di regno: “Con lei cambiamenti epocali. Credo che la situazione della Chiesa in questo Paese non sia indebolita dalla morte di Sua Maestà. Re Carlo proseguirà l’eredità della madre”

Christopher Wells – Città del Vaticano

“Gli insegnamenti di Cristo e la mia responsabilità personale dinanzi a Dio costituiscono un quadro dentro il quale cerco di condurre la mia vita”. Il cardinale Vincent Nichols, da dieci anni arcivescovo di Westminster, ricorda queste parole della Regina Elisabetta II, scomparsa ieri a 96 anni; secondo il porporato, sono rappresentative della profonda fede cristiana della sovrana, che per lei è stata “roccia e forza” durante gli oltre settant’anni di regno. “Le doti di saggezza, stabilità, apertura, affabilità che tanto abbiamo apprezzato nella Regina, dobbiamo ricordare quale fonte e ispirazione avevano”, dice Nichols a Vatican News. “Mi auguro che col passare del tempo, mentre rifletteremo con maggiore profondità, emergerà con chiarezza l’importanza la fede cristiana che ha plasmato ogni suo giorno”.

Eminenza, qual è stata la sua reazione quando ha appreso della morte della Regina? 

Il cardinale Roche: immensa tristezza per la morte della Regina

Come molte altre persone, all’inizio sono rimasto un po’ scioccato perché martedì la Regina ha svolto le sue funzioni pubbliche. E invece, due giorni dopo, è morta. Dopo lo shock iniziale, tutti abbiamo provato un crescente senso di perdita, di lutto, di tristezza. Ritengo che sia questo, senza alcun dubbio, l’umore prevalente nel Paese in questi momenti.

Cosa può dirci sull’eredità della Regina come leader cristiana?

Da ieri stanno arrivando messaggi da tutto il mondo, a cominciare da Papa Francesco che ha inviato un telegramma molto elegante al nostro nuovo Re. Poi i leader mondiali, i fratelli vescovi di ogni continente e anche molti giovani che dicono di sentirsi un po’ come se avessero perso una nonna. In tutti questi messaggi non sono pochi quelli che fanno riferimento al fatto che è stata la Regina stessa a dire che la fede cristiana era la roccia e la forza della sua vita. 

Lei è il cardinale arcivescovo di Westminster, nel cuore di Londra. Può dirci qualcosa di più sull’importanza del regno della Regina per i suoi sudditi cattolici e per la Chiesa, in Inghilterra ma anche in tutto il Regno Unito e negli altri Paesi, come pure nel mondo intero?

Il suo regno ha visto tanti cambiamenti nella storia. Quando ero giovane, a noi cattolici era più o meno vietato pregare con gli anglicani. Questo è completamente cambiato, e ciò si è riflesso nella vita della Regina, che ha compiuto una visita formale nella cattedrale di Westminster e ha pregato con noi. Proprio come noi, adesso, pregheremmo con altri cristiani. Penso che sia una lezione largamente compresa… Il cardinale Basil Hume è stato il primo cardinale della diocesi di Westminster a ricevere una lettera da Buckingham Palace che riconosceva il suo titolo ecclesiastico come arcivescovo di Westminster. Inoltre, in questi ultimi vent’anni, per la prima volta nel diritto civile di questo Paese abbiamo il riconoscimento del ruolo del vescovo cattolico nell’amministrazione degli affari della sua diocesi. Dunque, sia a livello comune che a quello strutturale, delle istituzioni, Elisabetta II ha vissuto e guidato cambiamenti rilevanti.

È forse un po’ banale dire che la morte della Regina Elisabetta segna la fine di un’epoca. Dopo 70 anni di regno e di cambiamenti profondi, cosa vede per il futuro? Sia per quello del Paese e degli altri regni da lei guidati, sia per la Chiesa nel Regno Unito nei giorni, nei mesi e negli anni a venire?

Penso che a questo punto tutti possano davvero capire meglio l’importanza della stabilità e dell’apertura che lei ha rappresentato. E lo dico perché i cambiamenti non finiranno. Ma in un certo senso quel che importa è come reagiamo al cambiamento. Forse è questa la cosa più importante. Ritengo che il principe Carlo – ora Re Carlo – abbia ereditato questo da sua madre. So che sarà deciso a continuare a dare una forte testimonianza dell’importanza della fede cristiana. E anche che avrà un suo modo di continuare la tradizione della madre, di appartenere in maniera ferma e chiara alla fede cristiana in un modo che rispecchi, secondo me, il rinnovamento che cerchiamo nelle nostre relazioni e nel nostro servizio alla società. Credo che la situazione della Chiesa in questo Paese non sia indebolita dalla morte di Sua Maestà. Anzi, saranno proprio questi i momenti in cui i cristiani si riuniranno per pregare e persone di altre fedi troveranno una posizione comune con noi nel riconoscere l’importanza della fede in Dio per darci l’orizzonte, le fondamenta e la guida per vivere il mutare dei tempi.

Lei è arcivescovo di Westminster da ormai dieci anni. Ha qualche ricordo personale di Sua Maestà che vorrebbe raccontarci?

Il mio ricordo più caro sarà probabilmente il fatto di essere stato seduto accanto a lei durante una cena privata con un gruppo di una trentina di persone. Ma ero io quello seduto vicino a Sua Maestà, la Regina, nel castello di Windsor. E non è stato molto tempo dopo del suo ultimo viaggio in Australia. La nostra conversazione è stata molto speciale.

Abbiamo parlato di un viaggio, di come era l’Australia – all’epoca ci viveva mio fratello – e dell’importanza della sua fede. E poi c’è stato un bel momento in cui sono arrivati tutti i corvi e lei, con molta discrezione, ha dato loro qualche biscottino, dopodiché loro si sono messi a saltare e sono corsi fuori dalla stanza e si è conclusa la cena. Ci siamo alzati tutti. È stata una bella occasione che non dimenticherò mai. È stata piena della sua pazienza, del suo calore e della sua grande capacità di entrare in contatto con chiunque incontrasse.

C’è ancora qualcosa che vorrebbe aggiunge?

Vorrei ringraziare Papa Francesco per il suo gentile messaggio al nostro nuovo sovrano e assicurare a lui la stima, l’affetto e la preghiera dei cattolici di questo Paese e anche di molte altre persone

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

MARIJA DI MEDJUGORJE RACCONTA  LA SUA  ESPERIENZA CON LA  MADONNA (4)

“La  Madonna  è venuta così a  lungo per  darci il senso della vita   che  è  Dio”

  • Come  vi preparate  all’apparizioone?
  • Ci prepariamo all’apparizione con  la preghuera, anche se a volte può succedere che la Madonna appare anche se non stiamo pregando. Una volta mi ricordo che ero in macchina e mia sorella Milka stava chiacchierando. Era un viaggio abbastanza lungo e avevamo cantato e già recitato le tre parti del rosario. All’improvviso la Madonna è apparsa.
  • Ma che ore erano?
  • Erano le sei meno un quarto.
  • Ah, ma era l’ora esatta.
  • Ma siccome noi avevamo già cantato e pregato, ci eravamo presi un momento di pausa prima di ricominciare a pregare e così è venuto il  momento dell’apparizione. Milka ha incominciato a dire: “ Che cosa succede? Perché non mi rispondi?”, poi si è accorta che era arrivato il momento dell’apparizione. In quel momento io non posso essere in contatto con nessuno.
  • Eri in macchina?
  • Sì, e la Madonna è apparsa.
  • E tu  ti accorgevi che eri in macchina?
  • Sì.
  • Ho saputo che una cosa del genere è successa anche recentemente.
  • Per molti forse sembra una cosa impossibile. Ma la Madonna una volta mi è apparsa mentre ero in aereo, quando sono andata una volta in Brasile. Avevano invitato me e il parroco per 25 giorni e ci spostavamo da una città all’altra. Gli incontri vedevano l’afflusso di molta gente e avvenivano non nelle Chiesa ma nello stadio. Nonostante il cambio dell’orario il momento dell’apparizione era sempre lo stesso.
  • Cioè la Madonna appariva all’orario di là?
  • No, appariva all’orario di qua. In quel viaggio in aereo mi è successo che una hostess mi ha riconosciuto e mi ha detto che quella mattina doveva andare in un altra parte dell’America, invece l’avevano mandata in Brasile. Lei era arrabbiata col suo capo per questa decisione. Era medjugorjana e quando ha saputo che io ero là e quello era il momento dell’apparizione, ha detto: “Questo l’ha combinato la Madonna, non il mio capo!”.
  • Quindi la Madonna non è legata allo spazio e al luogo. Tu abiti qui a Monza e la Madonna ti appare ogni giorno in casa tua.
  • Sì.
  • E a voi quattro che avete le visioni quotidiane appare nel medesimo momento, anche se siete in diverse parti del mondo. Però mi sembra che la Madonna non sia necessariamente legata neanche al tempo. Infatti a volte appare anche in altri orari. Voi lo sentite? Vi preavvisa?
  • Noi sappiamo quando abitualmente viene la Madonna, che sono le sei meno un quarto di Medjugorje, ma sempre nel cuore sentiamo qualcosa.
  • Mi pare che qualche volta appare anche al mattino, per esempio.
  • Sì, qualche volta. Ad esempio Jakov, quando deve fare un viaggio, chiede alla Madonna di apparire prima. La Madonna rispetta queste piccole cose. Per me, quando è il momento dell’apparizione, non mi vergogno di nessuno e non mi interessa se sono nell’aereo e se ci sono persone che mi guardano, forse pensando che sono una pazza. Anche Ivan dice che non si trova e così preferisce avere l’apparizione in un altro momento nella sua casa o in un posto adatto. La Madonna rispetta queste piccole cose che noi le chiediamo.
  • Qualche volta però la Madonna non è apparsa.
  • Sono momenti particolari. Una volta la Madonna non ci è apparsa quando eravamo nella casa canonica. Erano i primi giorni e ci avevano proibito di andare sulla collina delle apparizioni. Noi ci siamo chiesti che cosa stava succedendo. Poi la Madonna ci è apparsa più tardi e ci ha detto che nella casa canonica c’erano le microspie della polizia, perché volevano far del male ai frati. Così noi abbiamo scoperto il pericolo.
  • La Madonna non ha certo problemi a individuare le microspie! Senti, noi sappiamo che La Madonna ha chiesto a Vicka ben quattro pause nelle apparizioni della durata di quaranta giorni ognuna, come sacrificio da offrire. Lasciami ora svelare un piccolo segreto che ti riguarda. Una volta che sono venuto a Medjugorje, eravamo credo nel Settembre del 1987, tu non c’eri, perché eri andata a Spalato per una settimana di ritiro. Io ci rimasi un po’ male, perché non ti avevo trovato come al solito. Al tuo ritorno eri un po’ in ansia e mi hai confidato che la Madonna ti aveva chiesto una settimana di sospensione delle apparizioni come rinuncia da offrire.
  • Sì, ci sono questi piccoli sacrifici che la Madonna ci chiede e che costano un po’ perché le siamo molto attaccati. Quando la Madonna a detto a Mirijana che non le sarebbe più apparsa quotidianamente ( Mirijana ora ha le apparizioni ogni 18 Marzo, giorno del suo compleanno) ha incominciato a piangere e i giorni successivi lei pregava e aspettava la Madonna, che però non è venuta.
  • Come ti senti dopo l’apparizione?
  • Sento sempre una grande gioia. Anche se la Madonna a volte è triste per noi è sempre una grande gioia. Siamo tristi anche noi perché la Madonna ci dà una ragione della sua tristezza, ma poi conserviamo nel cuore la sua presenza  ed è una cosa che ci riempie di una gioia così grande che dobbiamo nasconderlo, perché qualcuno può pensare che siamo matti e così cerchiamo di controllarci.
  • Senti Marija, essere disponibili per sedici anni e otto mesi tutte le sere per l’incontro con la Madonna mi pare un grosso sacrificio.
  • No, perché…
  • Siete giovani e avete il diritto di fare la vostra vita. Tutte le sere, riflettiamoci un momento, tenersi liberi per la Madonna mi pare un impegno straordinario.
  • Sì è un impegno, che però abbiamo abbracciato con gioia, perché la Madonna dopotutto ci ha lasciato questa libertà di decisione…Una volta, parlando con Padre Slavko, che è il mio padre spirituale, lui ha detto: “QQQuesta libertà io non la sopporto più”. Infatti lui a volte aveva una certa sua idea da propormi, ma io rispondevo che bisognava invece cercare la volontà di Dio, che forse era diversa da quello che pensava lui. Si trattava magari di piccole cose, però molto importanti per la crescita ed io ero solita dire che ero pronta a fare delle rinunce purché fossi sicura che era la volontà di Dio.
  • Secondo te quali sono le ragioni di questa lunga permanenza di Maria fra noi?
  • Io penso che un motivo è perché l’umanità va nel senso che la Madonna stessa ha detto, e cioè verso un mondo senza Dio, dove il paganesimo è più forte che mai. Poi perché ogni uomo ne ha bisogno: vediamo che tantissimi giovani non hanno più il senso della vita e si suicidano in un modo così naturale, così tranquillo, perché non sanno più perché vivere. La Madonna è venuta e rimane così a lungo per darci il senso della vita che è Dio.
  • Quindi, come la Madonna dice in un suo messaggio, proprio perché l’uomo vuole costruire un  mondo senza Dio, lei viene a richiamarci e a riportare il mondo a Dio. Ha anche detto però che lei è venuta a Medjugorje per realizzare ciò che ha iniziato a Fatima. Secondo  te che cosa vuol dire?
  • E’ l’unico messaggio dove la Madonna ha nominato un’altra apparizione. A mio parere attraverso il messaggio di Fatima la Madonna ha chiesto soprattutto la conversione e ora la Madonna qui a Medjugorje continua a richiamarci alla conversione in un modo concreto. Quando i pellegrini vengono a Medjugorje, lì sentono il bisogno di cambiare vita e di ritornare a casa con qualcosa. Quando vado a Lourdes faccio un pellegrinaggio, ma quando torno a casa continua la vita di prima. Quando si ritorna da Medjugorje  invece si sente il bisogno di creare un gruppo di preghiera e di essere più attivi nella Chiesa e nella propria parrocchia. Penso che la Madonna, attraverso queste piccole cose, vuole cambiare ognuno di noi. Se noi siamo cristiani, allora devono riconoscerci dall’amore che abbiamo fra di noi come i primi cristiani, che li riconoscevano perché si amavano. La Madonna, attraverso il suo amore, vuole aiutarci a capire che Dio è amore e, come ha detto in tanti suoi messaggi, che ognuno di noi è importante nel suo piano di salvezza dell’umanità. Così noi, come la Madonna ha detto in alcuni suoi messaggi, dobbiamo diventare le mani tese di Dio e della Madonna, in modo particolare verso quelli che non conoscono Dio.
  • Certamente! Quindi la Madonna viene per riportare il mondo a Dio e per completare il grande piano di conversione.
  • Non soltanto per questo, ma anche per altre ragioni, ne sono sicura.
  • Lei stessa ha detto che è venuta per risvegliare la fede, per istruirci nella preghiera, per guidarci nel cammino di santità, per indicarci la via della salvezza….Mi pare che il messaggio più importante sia quello della preghiera. Come hai imparato a pregare dalla Madonna? In che cosa consiste la preghiera del cuore?
  • Noi siamo soliti dire che pregando si impara a pregare, perché se uno decide di dare del tempo a Dio in quel momento incomincia a sentire la preghiera, come è accaduto a noi. All’inizio la Madonna aveva chiesto di pregare i 7 Pater, Ave e Gloria e il Credo. E’ stata la prima preghiera che abbiamo imparato a recitare con la Madonna. Noi non sapevamo pregare il rosario, perché di solito lo guidava la nonna e noi eravamo quella generazione che dimenticava. Così abbiamo incominciato a pregare il Padre nostro l’Ave Maria e il Gloria al Padre, a volte tutta la notte fino al mattino, e così un po’ alla volta abbiamo incominciato a sentire la preghiera.       All’inizio pregavamo perché volevamo  che la Madonna continuasse a stare con noi, poi abbiamo incominciato a sentire il bisogno della preghiera e attraverso di essa l’esigenza di capire di più la Madonna e di stare più vicini a Gesù, di comprenderlo di più e di sentire la sua presenza attraverso la preghiera. Così abbiamo incominciato a sperimentare le nostre piccole crescite, le nostre piccole scale che ognuno di noi saliva pregando sempre di più. Mi ricordo che quando come gruppo di preghiera abbiamo iniziato l’adorazione notturna, verso le tre di mattina ci prendeva il sonno. Allora, sapendo che a quell’ora era il nostro momento debole, abbiamo incominciato a leggere e a cantare i salmi e così passavano le quattro del mattino, poi alle cinque arrivava il sacerdote per la santa Messa e alla sei ritornavamo alle nostre case. Dopo una notte di preghiera eravamo così contenti che salutavamo la gente che usciva di casa ancora addormentata, perché si era appena svegliata, mentre noi eravamo pieni di gioia. Così abbiamo incominciato a sentire questo bisogno e questa dolcezza della preghiera e che non di solo pane vive l’uomo, ma anche della preghiera che è diventata per noi vita. Abbiamo incominciato a svegliarci alla mattina presto per salire sulla collina delle prime apparizioni(Podbrdo) o sul monte della croce (Krizevac) per  fare la Via Crucis con i piedi scalzi come gesto di rinuncia e come vittoria su se stessi. Ci ha anche aiutato moltissimo dire di sì al digiuno al Mercoledì e al Venerdì, dedicando più tempo alla preghiera, non solo, ma anche rinunciando ad andare con gli amici a divertirci per andare sulla collina a pregare. Anche noi, come tutti gli altri giovani, avevamo i momenti di festa, ad esempio in occasione di un compleanno e io mi ricordo che i primi giorni, quando il posto dell’apparizione non era così accessibile come adesso, VicKa ha detto: “ Ma guarda, stiamo qui a far festa per il compleanno di una nostra vicina di casa, mentre il mondo proprio in questo momento ha così bisogno delle nostre preghiere.” Allora ci siamo diretti al posto dell’apparizione, ma ci siamo persi in mezzo alla boscaglia e alle pietre e siamo tornati a casa la mattina dopo senza trovarlo. Non avevamo portato neppure la pila, perché Vicka era sicura di trovarlo. Siccome abbiamo capito che durante la notte senza la pila, in mezzo a quei cespugli tutti uguali, non avremmo trovato il posto, abbiamo aspettato la mattina pregando. Così abbiamo pian piano cambiato la nostra mentalità: non trovavamo più gusto a stare là a divertirci, sentendo la musica tradizionale anche se era bella, perché ci piaceva di più pregare.
  • Avete un po’ alla volta scoperto la bellezza della preghiera.
  • Sì. Poi, dopo un po’ di tempo, perseverando nella preghiera e facendo delle rinunce, arriva il momento della preghiera del cuore dove incominci a sentire che non sei solo tu con la tua volontà e col tuo essere che decidi la preghiera, ma incominci a sentire la preghiera che sale dal cuore come una sorgente. A me ad esempio mi ha dato un grande aiuto il libro del Pellegrino Russo, perché ero chiusa come un riccio, ma tuttavia cercavo il mio tempo di preghiera e di scoprire personalmente la preghiera continua e questo libro mi ha molto aiutato. Poi ognuno di noi, io sono solita dire, trova la sua ricetta, perché non potrei dire che il Pellegrino russo mi ha portato alla preghiera del cuore, in quanto essa arriva quando Dio vuole, quando lo Spirito Santo ci illumina e allora arriva questo tempo interiore della preghiera di gioia.
  • Tu, quando parli di preghiera intendi alludere alle varie forme di preghiera: a quella personale, al rosario, alla preghiera davanti al crocifisso, alla S. Messa, all’adorazione…..?
  • Tutto insieme. Io penso che pregare solo il rosario non è una preghiera completa, come pure leggere solo la Sacra Scrittura. Bisogna comprendere un po’ tutto, come un prato di fiori, dove tanti fiori diversi formano una armonia, così è della preghiera del cuore.
  • Però pare che la Madonna abbia sottolineato in modo particolare il rosario e la Santa Messa.
  • Si, la Madonna ci ha detto che il rosario è la preghiera da lei preferita. Noi tante volte le portavamo dei fiori al momento dell’apparizione, ma la Madonna ci ha detto che il regalo che le è più gradito è il rosario. Poi la Madonna ci ha detto che il centro più importante della nostra vita è la Santa Messa e ci ha detto di vivere la Messa non come un incontro col sacerdote ma con Dio, con Gesù Cristo vivo e ci ha anche detto di prepararci alla S. Messa con la preghiera.
  • E’ vero quello che ho sentito dire da Padre Slavko (non so se l’avete detto voi o la Madonna) che la S. Messa è più importante dell’apparizione?

Siamo noi che abbiamo capito che la S. Messa è più importante, perché è come se la Madonna avesse messo come un velo davanti sé, non un velo visibile, per indicarci che Gesù Cristo deve essere il centro della nostra vita. La S. Messa è il momento più forte e più bello. (Continua)

      Erba, sede di Radio Maria. 27 Febbraio 1998.

Nota: L’intervista di Padre Livio a  Marija  è stata rilasciata in lingua italiana.

La dizione orale è stata leggermente modificata nel testo scritto.

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