Grazie per la novena

 Carissimo p. Livio,
non so come ringraziare radio Maria per la novena che ci ha fatto fare per l’8 settembre.
Ha visto la notizia?
Ieri (proprio ieri, 8 settembre! ) NON è passato al sinodo tedesco il documento che voleva sovvertire la morale sessuale cattolica!
Poi c’è chi dice che pregare non serve…
Fateci pregare ancora!
Grazie mille!
Con affetto
Maria Grazia (cuneo)

Caro  Maria Grazia,  grazie dell’informazione che ci riempie di gioia e   che ci che  ci motiva  ancora  di più nella  preghiera.

Ave Maria  

Padre  Livio

IL SINODO TEDESCO

SARAH NUMICO –  Avvenire 8 Settembre 2022

Delusione e sorpresa nella “sala armonia” del centro congressi di Francoforte dove si sono aperti ieri i lavori della quarta assemblea del Cammino sinodale della Chiesa tedesca, la penultima in calendario. A scatenare la delusione dei più, l’esito del voto del documento di base sulla morale sessuale, un terremoto. Il testo infatti, approvato con l’82% dei presenti e 17% di voti contrari non ha però ottenuto i due terzi del voto dei vescovi presenti, percentuale che secondo lo statuto sinodale è indispensabile per l’approvazione dei testi teologici di fondo (sono stati 33 i voti dei vescovi favorevoli, 21 i contrari, 3 gli astenuti dei 57 presenti sui 69 membri della conferenza episcopale). Quindi il documento non passa. Nel dibattito precedente il voto, le posizioni espresse, anche da vescovi, suonavano ampiamente in favore di un documento che avrebbe certamente segnato una rottura rispetto all’insegnamento della Chiesa sulla morale sessuale, ma anche rispetto alla comprensione binaria dell’antropologia.

«Restiamo insieme in assemblea, questo è il momento in cui vale la pena » ha esortato il presidente della Conferenza episcopale, il vescovo di Limburg Georg Bätzing, alla ripresa dei lavori, dichiarandosi «personalmente deluso» per il voto dei confratelli nell’episcopato. «I vescovi ci dicono di restare nella Chiesa, ma quando è il momento loro non sono con noi» ha detto suor Caterina Luitmann (delegata della Conferenza dei religiosi); le ha fatto eco suor Philippa Roth: «Temo che la divisione tra vescovi e credenti si allarghi e coloro che hanno votato no, perderanno autorità e credibilità e molti membri della nostra Chiesa si allontaneranno ancora di più». Per don Christoph Uttenreuther il dato positivo è che comunque il 60% dei vescovi sostiene il cambiamento. L’ordine del giorno è saltato, i lavori sono fermati per lasciare spazio al dibattito.

Eppure il discusso esito favorevole di un documento che divide l’opinione pubblica cattolica sembrava “in vista” per il Cammino sinodale della Chiesa in Germania, avviato nel 2019 dalla Conferenza episcopale e dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi.

L’immagine del traguardo era stata usata dalla presidente del Comitato centrale, Irme Stetter-Karp alla affollata conferenza stampa di apertura dei lavori. «Non ci sono record da battere, ma dobbiamo arrivare in fondo», aveva continuato la presidente che rispetto ai 14 documenti all’ordine del giorno da discutere e da votare (9 dei quali in seconda e ultima lettura) aveva dichiarato: il lavoro fatto «apre la via del futuro della Chiesa cattolica in Germania e nello stesso tempo permette di rimanere strettamente legati alla Chiesa universale». Quello che stanno facendo i cattolici in Germania è una «assunzione di responsabilità del corso della Chiesa, nel rispetto delle responsabilità della Chiesa mondiale». Concorde monsignor Bätzing, presidente dei vescovi tedeschi che nelle sue dichiarazioni pre-assembleari aveva parlato di «testi importanti» Grande è la «voglia di cambiamento e di nuovo credibilità» in Germania ma anche nel mondo, come mostrano i contributi inviati nelle scorse settimane al Sinodo Mondiale. Per Bätzing la piaga degli abusi e le statistiche drammatiche della Chiesa «non possono permetterci di rimanere fermi». Entro sabato si dovrà procedere con la votazione di altri tre cosiddetti “documenti di base” sul ruolo della donna nella Chiesa e sul sacerdozio, oltre a una serie di documenti pastorali.

Il documento non ha ottenuto i due terzi dei voti favorevoli dei vescovi, percentuale necessaria per l’approvazione dei testi teologici di fondo