"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 61 di 179

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sui segni dell’Apocalisse

Cari amici,

siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse. Intesa cristianamente l’Apocalisse è il tempo della grazia in quanto è il tempo di un intervento speciale di Dio per salvare l’umanità e la Chiesa da situazioni drammatiche.

In chiave più soprannaturale possiamo definire l’Apocalisse come il tempo di uno scatenamento satanico permesso da Dio, quindi un tempo di prove che Dio permette per portare quelli che credono in Lui alla vittoria.

Il tempo dell’Apocalisse che stiamo vivendo è certamente contrassegnato da segni particolari: la Madonna appare con una corona di dodici stelle, esattamente come la Donna descritta dal capitolo XII dell’Apocalisse; satana sciolto dalle catene che tenta la sua ultima battaglia per impossessarsi del mondo, ma verrà sconfitto. Questa è la prima fase dell’Apocalisse, a cui seguirà un lungo tempo di pace previsto dalle profezie, dalle Scritture e soprattutto dai messaggi della Madonna, infine ci sarà lo scatenamento finale del male con la venuta di Cristo nella gloria.

La gente è restia a entrare nella prospettiva del tempo dell’Apocalisse. Anche molti credenti tendono a rimuovere questa prospettiva perché secondo loro la Storia durerà ancora chissà quanto. La Storia biblica – quella che noi chiamiamo Storia della salvezza – che coincide con la Storia umana, all’interno della quale interviene Dio, è una linea retta. La Storia ha un inizio e una fine. Dalla divina Rivelazione sappiamo che la fase finale della Storia della salvezza vedrà lo scatenamento del male. A questo proposito vi invito a leggere i numeri 675-676-677 del Catechismo della Chiesa Cattolica (qui) che affronta il tema della venuta di Gesù Cristo nella gloria e della fine del mondo. In quel tempo la Chiesa rivivrà la Passione di Cristo, la sua Resurrezione e la sua entrata nella Gloria.

Non c’è dubbio che la gente sia molto sospettosa e diffidente su questi temi. Ma siamo di fronte a un evento ecclesiale! Le apparizioni della Madonna a Medjugorje – anche se non sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa come apparizioni di origine soprannaturale – coinvolgono la Chiesa stessa! La Madonna ha scelto una parrocchia, parla come Madre della Chiesa, la sta edificando e la sta guidando. La Regina della pace guida come Madre la Chiesa incontro a suo Figlio.

La grande moltitudine dei cattolici credenti e praticanti non è entrata in questa prospettiva del tempo dell’Apocalisse che è incominciato, eccetto coloro che sono stati a Medjugorje o che seguono le apparizioni.

La Madonna è qui da quarant’anni e tutte le sue profezie si sono avverate! Il mondo è veramente entrato in una fase in cui potrebbe distruggere se stesso. I segni dell’Apocalisse ci sono e ciononostante facciamo fatica a entrare in questa dimensione. Mi duole molto appurare che tante, troppe persone, ancora non hanno accettato la presenza della Regina della pace come Colei che schiaccerà la testa al drago infernale.

È tempo di rendersi conto che la Madonna è presente per salvarci. Solamente Lei può salvarci. Solamente chi segue Lei si salva.

La Madonna è qui per guidarci e per salvare la Chiesa dall’attacco più violento della sua Storia e per salvare l’umanità dalla possibilità concreta di autodistruzione.

Siamo veramente nel tempo dell’Apocalisse. I segni sono chiari.

Affidiamoci alla Madonna, apriamoci alla consapevolezza della sua materna presenza, accettiamo i suoi messaggi, accogliamo il suo appello alla conversione. Questo è il tempo di tornare a Dio e ai suoi Comandamenti, di risvegliare la nostra fede, di rinsaldare la nostra testimonianza, di partecipare con convinzione ai Sacramenti, di accogliere Maria e i suoi messaggi.

I Segreti accadranno e noi dovremo essere pronti.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà” (Mt 24,42)

Da “ La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Come la Madonna può salvarci: Il miracolo a Nagasaki e Hiroshima

Caro Padre Livio,

sono d’accordo con te, la Madonna ci salverà. Il fatto di non sapere ancora con quali modalità non deve farci dubitare perché nulla è impossibile a Dio.

Qui sotto ho riportato un articolo che descrive l’intervento divino avvenuto a Nagasaki e Hiroshima durante l’esplosione della famigerata atomica.

La Mamma del Cielo ci sostenga nella fede .

Ave Maria

Lidia C.

Cara Lidia,

 se gli abitanti delle due città giapponesi l’avessero saputo tre giorni prima per rivelazione celeste, che cosa sarebbe successo?

Ave Maria

Padre Livio

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Quando la Madonna di Fatima salvò i gesuiti dall’atomica

La comunità dei gesuiti salvata dalla bomba atomica su Hiroshima. Quella di Padre Kolbe illesa a Nagasaki. La statua di Sant’Agnese nella cattedrale di Urakami Di Von Andrea Gagliarducci

TOKYO , 23 novembre, 2019 / 3:00 PM (ACI Stampa).- 

Ad Hiroshima, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, c’era una piccola comunità di otto gesuiti. Il loro presbiterio si trovava proprio sul raggio di devastazione della bomba atomica sganciata sulla città il 6 agosto 1945. Ma loro rimasero miracolosamente tutti illesi. E attribuirono il miracolo al fatto che vivevano ogni giorno il mistero di Fatima.

La storia dei gesuiti di Hiroshima è una delle tante “storie della bomba” che raccontano, sì, di devastazione, ma anche di speranza. A Nagasaki, rimase intatto il monastero voluto da Padre Massimiliano Kolbe, che nel frattempo era tornato in Polonia ed era andato a dare la vita per un altro nel campo di concentramento di Auschwitz. Alle Nazioni Unite di New York, c’è una statua di Sant’Agnese che proviene direttamente dalla cattedrale di Urakami, sempre di Nagasaki, e una statua di una Madonna “sopravvissuta”.

Sono tutte storie che si intrecciano.

Nagasaki è la città più cattolica del Giappone. Lì si rifugiarono i cristiani in clandestinità, tramandando la loro fede senza preti, di padre in figlio, fino a quando poterono tornare allo scoperto, nel 1865. Nagasaki fu colpita dalla bomba il 9 agosto 1945, tre giorni dopo Hiroshima. Fu scelta in una “lista dell’orrore” che aveva visto gli americani scartare Kyoto, troppo importante culturalmente.

Il Cardinale Giacomo Biffi ebbe da dire la sua sul perché fu scelta Nagasaki, lanciando il sospetto che fosse stato proprio perché città cattolica.

“Di Nagasaki – ha scritto il cardinale nella sua biografia – avevo già sentito parlare. L’avevo ripettamente incontrata nel ‘Manuale di storia delle missioni cattoliche’ di Giuseppe Schmidlin, tre volumi pubblicati a Milano nel 1929”.

E ancora: “A Nagasaki fin dal secolo XVI era sorta la prima consistente comunità cattolica del Giappone. A Nagasaki il 5 febbraio 1597 avevano dato la vita per Cristo trentasei martiri (sei missionari francescani, tre gesuiti giapponesi, ventisette laici), canonizzati da Pio IX nel 1862”.

Quindi, “quando riprende la persecuzione nel 1637 vengono uccisi addirittura trentacinquemila cristiani. Poi la giovane comunità vive, per così dire, nelle catacombe, separata dal resto della cattolicità e senza sacerdoti; ma non si estingue”. Proseguiva il Cardinale: “Nel 1865 il padre Petitjean scopre questa ‘Chiesa clandestina’, che si fa da lui riconoscere dopo essersi accertata che egli è celibe, che è devoto di Maria e obbedisce al papa di Roma; e così la vita sacramentale può riprendere regolarmente. Nel 1889 è proclamata in Giappone la piena libertà religiosa, e tutto rifiorisce. Il 15 giugno 1891 viene eretta canonicamente la diocesi di Nagasaki, che nel 1927 accoglie come pastore monsignor Hayasaka, che è il primo vescovo giapponese ed è consacrato personalmente da Pio XI. Dallo Schmidlin veniamo a sapere che nel 1929 di 94.096 cattolici nipponici ben 63.698 sono di Nagasaki”.

Da qui, la domanda: “Come mai per la seconda ecatombe è stata scelta, tra tutte, proprio la città del Giappone dove il cattolicesimo, oltre ad avere la storia più gloriosa, era anche più diffuso e affermato?”.

Nagasaki era un obiettivo secondario, perché il primo obiettivo era la città di Kokura. E c’è forse della sadica ironia della sorte nel fatto che alla fine la scelta ricadde su Nagasaki, la città dove erano concentrati due terzi dei cattolici in Giappone, i quali – dopo secoli di persecuzione – dovettero patire questo terribile colpo proprio alla fine della guerra.

Eppure, la bomba ha lasciato incrediilmente anche speranza. Il convento francescano che San Massimiliano Kolbe – morto ad Auschwitz nel 1941 , dando la vita al posto di un prigioniero – aveva stabilito a Nagasaki prima della guerra non ebbe danni dalla bomba. San Massimiliano, ben conosciuto per la sua devozione alla Vergine Maria, aveva deciso di costruire il convento proprio lì, alle falde del monte Hikosan, contro il consiglio di scegliere invece un’altra posizione e lo aveva chiamato Mugenzai no Sono (Giardino dell’Immacolata)  Quando la bomba fu lanciata, il convento fu protetto dalla forza della bomba proprio grazie all’interposizione del monte Hikosan.

A Nagaski c’è un altro miracolo della bomba. Tra gli edifici ridotti in rovine ci fu la cattedrale di Urakami, allora una delle più grandi chiese dell’Asia. Le vetrate si sciolsero a causa dello scoppio di “Fat Boy”, i muri caddero, l’altare si bruciò, le campane si liquefecero. Ma la testa di una statua di legno della Vergine Maria sopravvisse tra le colonne collassate e i rottami della Chiesa. Fa quasi paura il modo in cui l’icona religiosa appare dopo lo scoppio: gli occhi della Madonna sono bruciati, la guancia destra è annerita e una screpolatura corre lungo il suo volto come fosse una lacrima. Tanto che Shigemi Fukahori, allora giovane sacerdote, sostiene che “la prima volta che ho visto la statua danneggiata, ho pensato che la Vergine Maria stesse piangendo. Ho pensato che fosse come se la vergine Maria ci stesse dicendo della miseria della guerra sacrificando se stessa. Questo è un significativo simbolo di pace che dovrebbe essere preservato per sempre”.

I resti della statua sono ora dentro la chiesa ricostruita sullo stesso punto, a soli 500 metri dal punto di esplosione della bomba. Sempre nella cattedrale di Urakami, c’era una statua di Sant’Agnese, che ora è nei corridoi delle Nazioni Unite a New York, come monito contro ogni distruzione nucleare.

Tre giorni prima di Nagasaki, era toccato ad Hiroshima. Il 6 agosto è il giorno della Trasfigurazione del Signore, ed è in quel giorno che, alle 8 e 15 del mattino, un B-29 americano, l’Enola Gay, lancia la sua bomba “Little Boy” su Hiroshima. La bomba scoppia a circa 600 metri sulla città. Un flash, una palla di fuoco gigante, e tutto viene praticamente vaporizzato in un raggio di poco più di un chilometro e mezzo dal punto di impatto.

Si stima che circa 80 mila persone persero la vita subito, e che il numero delle vittime è cresciuto rapidissimamente entro l’anno, a causa delle ferite e degli effetti delle radiazioni.

Eppure, non tutto è morte e devastazione. Ad Hiroshima c’era una piccola comunità di padri Gesuiti che viveva in un presbiterio vicino la parrocchia, situata a poco più di un chilometro dal punto di detonazione, proprio nel centro del raggio di totale devastazione. E tutti gli otto membri di questa comunità scamparono praticamente illesi dagli effetti della bomba. Il presbiterio rimase in piedi, quando due terzi degli edifici di Hiroshima erano crollati e a vista d’occhio intorno a loro non c’erano altro che edifici crollati.

Uno di questi sopravvissuti era padre Hubert Schiffer, un gesuita tedesco. Aveva 30 anni al momento dell’esplosione, e visse fino a 63 anni in buona salute. Negli anni seguenti ha viaggiato per raccontare la sua esperienza. E il Catholic Herald, anni fa, ha riportato uno stralcio della sua testimonianza registrata nel 1976, quando tutti e otto i gesuiti della comunità erano ancora vivi.

Il 6 agosto, dopo aver detto Messa, Schiffer si era seduto per fare colazione. Fu lì che vide il fascio di luce. Dato che Hiroshima aveva impianti militari, Schiffer ritenne che c’era stata qualche esplosione nel porto. Ma quasi subito si rese conto che non era così. “Una terribile esplosione – raccontava – riempì l’aria con un tuono rumorosissimo. Una forza invisibile mi sollevò dalla sedia, mi scagliò per aria, mi scosse, mi sbatte e mi fece girare intorno e intorno”. Ricaduto per terra, si risollevò e si guardò intorno, ma non vide niente da nessuna parte. Tutto era stato devastato.

Schiffer ebbe qualche ferita lieve, ma niente di serio, e anche dopo gli esami eseguiti dai medici dell’esercito americano e da scienziati hanno mostrato che né lui né i suoi compagni hanno poi sofferto di malattie causate dalle radiazioni o dalla bomba. Schiffer e i suoi fratelli gesuiti ne sono convinti. “Siamo sopravvissuti perché vivevamo il messaggio di Fatima. Vivevamo e pregavano il rosario ogni giorno nella nostra casa”.

Dalla statua di Nagasaki alla Madonna di Fatima in Hiroshima, si può dire che in entrambe le città c’è stata la mano di Maria.

A differenza della cattedrale di Urakami a Nagasaki, la cattedrale di Hiroshima è stata completamente ricostruita dopo la Guerra, per volere di Hugo Lassalle, un parroco tedesco di Nobori Church, che a stento è sopravvissuto alla bomba atomica. Lassalle ha dedicato la sua vita alla ricostruzione della Chiesa, che oggi è la “Memorial Cathedral for the World Peace”, la cattedrale memoriale per la pace del mondo.

Lo stesso Lassalle volle che la costruzione fosse aderente ai canoni architettonici giapponesi e allo stesso tempo luogo di culto cattolico e memoriale. Ed è anche qui che, come ogni anno, si celebrano, dal 6 al 15 del mese, dei “Dieci giorni per la pace”. Una iniziativa ispirata  all’appello lanciato da Giovanni Paolo II nel febbraio 1981 nel “Peace Memorial Park” di Hiroshima.

Il Papa disse:  “Ricordare il passato è impegnarsi per il futuro. Non posso non rendere onore e plauso alla saggia decisione delle autorità di questa città  secondo cui il monumento in memoria del primo bombardamento nucleare dovrebbe essere un monumento alla pace”. Così facendo, la città  di Hiroshima e tutto il popolo del Giappone hanno vigorosamente espresso la loro speranza per un mondo di pace e la loro convinzione secondo cui l’uomo che fa la guerra è anche in grado di costruire con successo la pace. Da questa città , e dall’evento che il suo nome ricorda si è andata originando una nuova consapevolezza mondiale contro la guerra ed una rinnovata determinazione ad operare in favore della pace”.

Lo ha capito anche padre George Zabelska, che pure era il cappellano del Gruppo Composito 509. Ovvero, il gruppo che sganciò la bomba. Ma padre Zabelska poi si pentì e divenne pacifista.

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Caro Padre Livio,

Sono un suo assiduo ascoltatore. Grazie per il suo impegno quotidiano e  il suo incoraggiamento in questi tempi torbidi.

Mi ha  molto confortato l’invito del Papa a pregare la Madonna per evitare all’umanità una catastrofe nucleare.

Come  potrà  la  Madonna ascoltarci se  gli eventi dei segreti accadranno come Dio ha stabilito?

Mirjana l’ha detto molto chiaro.

Ave Maria

Mauro

Caro Mauro,

Mirjana ha detto che i segreti accadranno per  il  nostro bene. Ci aiuteranno a ritornare a Dio.

Inoltre la Madonna ha  preparto un piano che darà  la  possibilità di salvarsi a  chi pregherà, crederà e la seguirà.

“Se  siete miei vincerete”.

In grave  pericolo sono i non credenti e noi dovremo aiutarli con  la  nostra  fiducia in Maria

 Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul Santissimo nome di Maria

Cari amici,

oggi ricorre una festa molto importante, oggi celebriamo il Santissimo nome di Maria. Il nome di Gesù e il nome di Maria, sono due stelle per noi cristiani. Gesù significa Salvatore, è il nome che l’angelo ha indicato a Maria nel momento dell’Annunciazione.

Il nome di Maria ha molteplici significati, perché ha una radice ebraica, siriaca ed egiziana nel medesimo tempo. A seconda della radice a cui ci si riferisce, questo nome ha un significato particolare. Può significare, ad esempio, “amarezza”; “mare di grazie”; “mare di amore”; “illuminatrice”; “pioggia che fa fiorire la natura”; “regina”; “stella del mare”; “mare amaro, mare di dolore” per quello che ha patito a causa della morte in Croce di suo Figlio Gesù; “amata da Dio”; “colei che ama Dio”. Sono davvero tanti i significati di questo nome.

Il nome di Maria è una pienezza di significati, un mare di grazie.

Cristo è il Salvatore e Maria è quella fonte attraverso la quale Cristo fa arrivare a tutti noi la grazia della Redenzione, della quale Maria stessa è stata ricolmata proprio nel momento in cui è stata concepita. Questa pienezza di grazia l’ha preservata dal peccato originale.

Maria è, quindi, quella fonte di grazia che viene da Cristo stesso. Il cuore di Maria è il cuore attraverso il quale il cuore di Gesù ci concede la grazia della Redenzione.

Maria ci ha donato suo Figlio e anche tutte le grazie del Verbo Incarnato, del Figlio di Dio che si è fatto uomo.

Il nome di Maria e quello di Gesù, appartengono a due persone, non sono nomi astratti. Maria è la Madre di Dio, colei che è stata eletta, la nuova Eva, l’Immacolata, la cooperatrice all’opera della Redenzione, la Madre della Chiesa e dell’umanità.

È bello associare sempre il nome di Maria a quello di Gesù. La veggente Marija ha raccontato che la Madonna nelle apparizioni dice sempre: «Sia lodato Gesù Cristo» e i veggenti rispondono: «Siano lodati Gesù e Maria».

È importante, allora, pronunciare questo nome col cuore nel corso della vita, nel corso della giornata, istante per istante. Maria intercede presso Gesù tutte quelle grazie di cui abbiamo bisogno.

Gesù ci ha dato una Madre perché da figli, ogni volta che abbiamo bisogno, ricorriamo a Lei. La Madre che Gesù ci ha dato ha tutte le caratteristiche dell’amore divino: attraverso questa creatura meravigliosa, l’amore divino nella sua declinazione materna, abbraccia la nostra vita, la segue e la accompagna per tutto il cammino.

Nel corso della nostra vita, che è come una traversata talvolta burrascosa ma che ha come meta un porto di luce, abbiamo una stella che ci guida e ci conforta, questa stella è Maria.

È importante allora capire la profondità di questo dono che Gesù ci ha fatto: la Madre che ha avuto per sé l’ha voluta donare a noi.

Lasciamoci accompagnare da Maria nel corso della nostra vita e invochiamo il suo Santissimo ogni giorno, pronunciandolo con il cuore. Maria è sempre con noi, nelle avversità e nei momenti di gioia. Invochiamola quando ci sembra che non ci sia via d’uscita o quando ci sentiamo intrappolati dalle tentazioni.

Ave Maria!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Lucio Battisti funerale cristiano con cristiana sepoltura

Gentile Padre Livio,

dopo averla ascoltata stamattina, le faccio un copia/incolla di un articolo di Repubblica del 10 settembre 1998.

Lisa

Gentile Lisa, grazia per la preziosa documentazione.

Confermo che i giornali locali  riportavano la testimonianza del Cappellano che, avendo Lucio Battisti aperto gli occhi prima di spirare, gli ha messo dinanzi il Crocifisso.

In ogni caso è confermato che ha ricevuto la Estrema Unzione.

Ave Maria

Padre Livio

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” MILANO – L’ultimo aggravamento nella notte, la telefonata a moglie e figlio, la corsa per vederlo vivo ancora per pochi istanti. Lucio Battisti, 55 anni, smette di vivere alle 8 del mattino di un 9 settembre. Il cappellano del San Paolo gli ha dato l’estrema unzione da qualche ora, racconterà  di un viso scavato e di occhi che non cercavano più nulla.

Battisti aveva perso conoscenza da ore, lo spostamento in terapia intensiva di lunedì mattina era legato alla crisi ultima, risolutiva: intubato, appeso a fili. Nessun accanimento terapeutico, spiegherà  l’eroe positivo di questa pessima vicenda, il direttore del San Paolo Franco Sala, stretto per giorni tra diritti e doveri difficilissimi da gestire. Da subito, invece, dal primo giorno di ricovero una “alleanza terapeutica” con il paziente che accetta tutto, anche una terapia sperimentale contro il male che lo devasta. Il fisico attaccato ferocemente dal male, la condizione di dializzato che impedisce o rende inutili le cure ad alto potenziale, il male che si estende fino a organi delicatissimi come fegato e pancreas. Nessun accanimento terapeutico per Lucio Battisti, il tempo di morire e se lo porta via.

Un secondo dopo, mentre il San Paolo si prepara a diffondere il comunicato ufficiale che parla di “quadro clinico severo fin dall’esordio”, la moglie Grazia Letizia Veronesi ribadisce: nessun contatto con i cronisti e con nessuno. Alla camera mortuaria viene affisso un cartello che dice: la salma può essere “vegliata e visitata” solo da Luca Battisti (il figlio), Grazia Letizia Veronesi (la moglie), Alba Rita Battisti (la sorella) Marco e Sergio Veronesi (due cognati). Aumenta l’avvilimento in tutti, che rischia di portare al peggio: nella camera ardente c’è anche un ragazzo di 19 anni, morto la notte precedente.

I dirigenti dell’ospedale fanno l’impossibile per rispettare il volere di tutti, dei parenti del ragazzo che vogliono entrare, dei parenti di Battisti che vogliono stare soli. Ma nella confusione generale la situazione è ad alto rischio, a un certo punto sembra addirittura che non facciano entrare i parenti del ragazzo, poi invece sì, la tensione si taglia a fette mentre una ragazza aggredisce un fotografo che scatta così, a caso, tanto per fare qualcosa. Assurdo. Parola scritta decine di volte in questi giorni. Finchè arriva una cosa che rischiara un po’ il buio di questa giornata e lascia anche un po’ sbigottiti: il direttore Sala dice che “da quel che gli risulta” la famiglia non è contraria a un funerale pubblico. Si indaga, si scopre che il funerale avverrà  sabato mattina, a Molteno, il paese del Comasco dove Battisti risiedeva. C’è un residence, c’è la sua villa, c’è una chiesetta privata: forse chi vorrà  potrà  assistervi, portare un fiore, piangere da vicino? No. A tarda sera don Carlo Ambrosoni, parroco di Molteno che officierà  la funzione, racconta che sarà  un funerale in forma strettamente privata. Per legge, la salma deve rimanere nell’ospedale ventiquattr’ore, che sono trascorse nel disbrigo delle pratiche per le esequie, con i mazzi di fiori che arrivavano, con i telegrammi a pacchi. Di fronte all’ingresso della camera mortuaria per due volte entra ed esce una Mercedes grigia, due donne a bordo, la sorella e la moglie Grazia Letizia. Si cerca soprattutto lei, artefice e compagna degli ultimi trent’anni di vita di Battisti, del suo isolamento, una donna che rimane un mistero e che del suo mistero ha avvolto Battisti e tutti quelli che lo amavano, dai tempi in cui era segretaria al Clan di Celentano, al matrimonio, al disco firmato insieme nel tentativo di sostituirsi, lei, a Mogol. All’ isolamento totale. Fino a dopodomani, a quella cerimonia che già si immagina al riparo nel bunker di Molteno, con la gente fuori dai cancelli del residence. Si era ipotizzata la cremazione, pare che non sia vero. Si era vociferato di religioni parallele – Testimoni di Geova – a cui soprattutto la moglie avesse aderito (tanto da aver negato le trasfusioni, come si è detto? “Sciocchezze”, ha risposto il direttore dell’ospedale). Sarà invece un funerale cristiano con cristiana sepoltura.
Un pullman di concittadini di Battisti è partito ieri, alle due di mattina, da Poggio Bustone diretto a Milano per andare ai funerali del cantautore. Pur sapendo che la cerimonia è ristretta ai familiari, una cinquantina di compaesani hanno voluto lo stesso dimostrare il loro affetto. Immaginando Lucio Battisti, come accade da vent’anni, immaginandolo e basta, fino alla fine.

https://www.repubblica.it/online/musica/battisti/morte/morte.ht

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Perché le croci non sono tutte uguali?

Buonasera Caro Padre Livio ,

innanzitutto grazie x il suo instancabile zelo nel servire la Madonna,e di riflesso   la sua e le nostre anime.

Per quanto riguarda le Croci che x alcuni sembrano molto piu’ pesanti,innanzitutto credo che ognuno di noi debba imparare a non giudicare dalle apparenze,a volte persone che sembrano avere una vita “facile” hanno Croci magari non visibili ma pesantissime. In un certo senso spesso anche su queste cose ragioniamo con un punto di vista puramente materialistico ,e siccome siamo tutti sensibili ai soldi alla salute ed alla morte le persone che hanno quel tipo di Croci le consideriamo particolarmente sfortunate…persone che invece da quel punto di vista non sembrano particolarmente sfortunate anzi magari hanno soldi e salute in abbondanza le consideriamo fortunate.

Invece spesso non e’ cosi’ …mi e’ capitato di conoscere persone che secondo “il mondo” hanno tutto quello che serve ma magari provengono da famiglie anaffettive o sfasciate con genitori egoisti ed irresponsabili che hanno disagi e sofferenze magari non visibili ma “profondissimi”.

Fatta questa premessa ,consigliando a tutti (a cominciare da me stesso…)a non entrare in quella logica tutta umana della misurazione del dolore. Quando si entra in questa logica ho notato che spesso chi si sente particolarmente bersagliato dal “destino” o si dispera o diventa rabbioso nei confronti del prossimo.

Stabilito che la misurazione della sofferenza non spetta a noi,direi che il Signore da le Croci in maniera “personalizzata”,sia x intensita’ che x tipologia…a me puo’ essere utile(in senso spirituale) un tipo di Croce a Lei un’altra ,magari io non riuscirei a portare la sua Croce e Lei non riuscirebbe a portare la mia.

Insomma le Croci che ci vengono date sono commisurate alle nostre caratteristiche e forze e siamo liberi di viverle affidandoci a Lui nella Croce oppure no.

Antonio 

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Qual è la  più grande difficoltà che si incontra nel cammino spirituale?

Carissimo Padre Livio, vorrei condividere una breve riflessione riguardo all’interessante domanda posta da un’ascoltatrice che interpella tutti noi su quale sia la più grande difficoltà che si incontra nel cammino di santità.

Personalmente, sulla scorta della mia esperienza spirituale, devo dire che una delle mie maggiori difficoltà sta nel pregare, in quanto la preghiera implica un atto autentico di fede che spesso o non c’è o, se c’è, è fortemente condizionata dai nostri limiti. In definitiva con la preghiera noi chiediamo a Dio e alla Madonna di intervenire per migliorare la nostra vita e quella degli altri, ma se non crediamo che ciò possa avvenire, o ci crediamo poco, conseguentemente non preghiamo, o preghiamo poco, perchè riteniamo che possa essere una perdita di tempo.

Tipiche sono le tentazioni che impediscono tale pratica e che affollano la nostra mente con pensieri del tipo: si, stai a vedere se la Madonna e Dio ascoltano me che sono un peccatore; oppure : è inutile che prego su questa cosa, che è troppo grande, (come per esempio la fine della guerra e il dono della pace) perché sarebbe una grazia speciale; o ancora: figurati se la mia preghiera e quella di pochi altri può influire quando la maggior parte delle persone non prega più.

 A tutto questo si aggiungono gli attacchi del demonio che, come sappiamo, odia la preghiera e le persone che pregano e le distoglie con pensieri che disturbano o distraggono dalla preghiera e a volte anche con pensieri insulsi. Insomma, la preghiera, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, è una lotta, una lotta incessante (contro il demonio, il mondo e la carne) ma necessaria per la salvezza della nostra anima e quella dei nostri fratelli (“chi prega si salva, chi non prega si danna” diceva Sant’Alfonso Maria De Liguori).

Infatti, quando si incomincia a pregare iniziano le difficoltà: le distrazioni, la noia, il senso di inutilità, i dubbi di vario genere e la stanchezza; il tutto accompagnato anche da cattivi pensieri e dalla sensazione di perdere tempo. E’ a causa di queste difficoltà che molti iniziano a pregare e poi lasciano perdere. Ma gli instancabili appelli della Regina della Pace a pregare per la nostra salvezza, e quella dei nostri fratelli, mi hanno indotto a vincere me stesso e a cercare di superare le tante difficoltà che incontro nel raccogliermi in preghiera, pur nella consapevolezza dei miei limiti.

Infatti, non ritenevo di riuscire a recitare almeno un mistero del Rosario (quello del giorno), ma spero, con la buona volontà, di riuscire a recitare la corona del Rosario per intero ed inserire anche altre preghiere raccomandate, magari rinunciando a qualcosa, come la Coroncina della Divina Misericordia e qualche giaculatoria. So che ha fatto tante catechesi sul tema della preghiera, e la ringrazio per questo, ma spero che possa dire ancora qualcosa su questo importante aspetto della vita spirituale che aiuti le persone a riscoprire il gusto e l’utilità della preghiera.

Le sono unito nel Signore e la ringrazio per tutto quello che fa.

Giancarlo (Siracusa)

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La  Madonna ama  farci aspettare

Caro Padre Livio ,

Vorrei portare una mia breve testimonianza riguardo a questo interrogativo.

Nel 2005 , la vigilia di Natale , sulle scale di casa mio padre morì di infarto (lasciando mia mamma e noi 4 fratelli..)io avevo 18 anni .

Dopo 18 anni vissuti con mio padre che , assieme a mia mamma ci ha sempre educato alla fede , ai sacramenti al rispetto per i preti e alla credenza nella provvidenza e nell amore di Dio , mi trovai spiazzato.

Da lì in poi col passare del tempo ,iniziai ad essere incattivito e convinto che Io ,forte di carattere potevo farcela con le mie forze ,potevo essere il numero uno.

Negli anni successivi ebbi  altre prove , tra cui un matrimonio saltato qualche mese prima per un tradimento della mia fidanzata , il fallimento delle azienda di mio padre (che guidavo).

Dopo qualche tempo mi fidanzai con un altra ragazza (mia moglie !) e iniziai la vita matrimoniale con lei (che dura da quasi 10 anni).

Anche in questi anni abbiamo avuto alcune prove ,tra cui i figli e non arrivavano, una grossa denuncia fiscale per la mia azienda (poi vinta in tribunale )ecc..

Io continuavo ad essere convinto che tutto potevo fare perché ero forte e perché avevo il carattere di affrontare tutto.

Ma come affrontare il fatto che non riuscivo ad avere figli?!

La mia rabbia cresceva , arrivando ad essere incattivito con Dio , ad arrivare a non voler andare a messa volontariamente per fare un dispetto a Dio .(pensavo : ah si?!allora ti faccio vedere quanto son forte e arrabbiato con te).

Nel frattempo però avevo iniziato ad andare a confessarmi da un prete Salesiano ,Don Antonio , che in questa mia arrabbiatura mi ha iniziato a guidare.

Ogni volta mi diceva :” dimmi di cosa devi chiedere perdono a Dio , e poi dimmi anche di cosa vuoi ringraziare Dio.”

In questo modo capii che io non avevo mai accettato le croci e le difficoltà che Dio aveva voluto per me , e ciò che ha ribaltato definitivamente questa mia arrabbiatura e’ stato andare anni fa assieme a mia moglie proprio a Medjiugorjie .

Li il mio cuore e’ come se fosse rinato , e la mia arrabbiatura si è trasformata in domanda .

Da lì tante cose poi sono successe , L arrivo di mio figlio (adottato alla nascita) , la grazia di una famiglia bella è un rapporto unico con mia moglie.

In tutto questo ho avuto la grazia di Radio Maria che ,assieme a Lei , avete iniziato ad essere un faro nella mia vita , una guida ,un sentiero di luce in questo strano mondo.

In conclusione penso che il punto sia proprio come Lei diceva sta mattina :

 “La Madonna ama farci aspettare..ama farci attendere e chiedere….quando poi decide di donarci le grazie arriva una Pienezza di risposte e di grazie che nemmeno immaginavi.”

“Lasciatemi le vostre croci , non riprendetevele!”

E questo mi ha portato negli anni ad essere sereno in pace con Dio avendolo ogni giorno nel cuore ed avendo Sua Madre nell anima a guidarmi .

Grazie ancora per ciò che fai e che fate per me. Radio Maria ,  strumento privilegiato di conversione e aiuto all umanità .

Andrea

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Sentiti ringraziamenti

Sentiti ringraziamenti

Caro padre Livio, 

mi chiamo Angelo,ho 23 anni e sono uno studente universitario; ti scrivo per ringraziarti per tutto il lavoro che svolgete per mandare avanti il progetto della Regina della Pace. In particolare ti scrivo per ringraziarti del tuo programma: “lettura cristiana della cronaca e della storia”, perchè quando lo ascolto è per me un momento della giornata in cui posso “staccare la spina” dalle cose di questo mondo che ci tengono impegnati ogni giorno e collegarmi alle “cose di lassù” (come i dieci segreti) che ci infondono speranza per il futuro (dato che siamo destinati a vincere con la Regina della Pace e Dio).

Ringrazio Dio per questa radio e per la possibilità che abbiamo con gli strumenti odierni di poter ascoltare catechesi diverse ogni giorno, e nell’ora in cui preferiamo grazie anche al vostro sito nella sezione “trasmissioni”; nella speranza di poter ogni giorno rimanere saldi nella fede poiché la nostra lotta non è vana dato che un giorno frutterà. 

Che Dio la benedica, lei e tutta la sua organizzazione sotto la sua direzione, possa benedirci tutti in ogni giorno della nostra vita. Grazie ancora. 

Sia Lodato Gesù Cristo. Sempre Sia Lodato.

Angelo.

Caro Angelo,

Gli incoraggiamenti pieni di affetto dei nostri ascoltatori  ci rallegrano e ci rafforzano.

Dio  ti benedica!

Ave  Maria

P.  Livio

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Qual’è la più grande difficoltà che si incontra nel cammino spirituale

Carissimo Padre Livio, vorrei condividere una breve riflessione riguardo all’interessante domanda posta da un’ascoltatrice che interpella tutti noi su quale sia la più grande difficoltà che si incontra nel cammino di santità.

Personalmente, sulla scorta della mia esperienza spirituale, devo dire che una delle mie maggiori difficoltà sta nel pregare, in quanto la preghiera implica un atto autentico di fede che spesso o non c’è o, se c’è, è fortemente condizionata dai nostri limiti. In definitiva con la preghiera noi chiediamo a Dio e alla Madonna di intervenire per migliorare la nostra vita e quella degli altri, ma se non crediamo che ciò possa avvenire, o ci crediamo poco, conseguentemente non preghiamo, o preghiamo poco, perchè riteniamo che possa essere una perdita di tempo. Tipiche sono le tentazioni che impediscono tale pratica e che affollano la nostra mente con pensieri del tipo: si, stai a vedere se la Madonna e Dio ascoltano me che sono un peccatore; oppure : è inutile che prego su questa cosa, che è troppo grande, (come per esempio la fine della guerra e il dono della pace) perché sarebbe una grazia speciale; o ancora: figurati se la mia preghiera e quella di pochi altri può influire quando la maggior parte delle persone non prega più. A tutto questo si aggiungono gli attacchi del demonio che, come sappiamo, odia la preghiera e le persone che pregano e le distoglie con pensieri che disturbano o distraggono dalla preghiera e a volte anche con pensieri insulsi. Insomma, la preghiera, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, è una lotta, una lotta incessante (contro il demonio, il mondo e la carne) ma necessaria per la salvezza della nostra anima e quella dei nostri fratelli (“chi prega si salva, chi non prega si danna” diceva Sant’Alfonso Maria De Liguori).

Infatti, quando si incomincia a pregare iniziano le difficoltà: le distrazioni, la noia, il senso di inutilità, i dubbi di vario genere e la stanchezza; il tutto accompagnato anche da cattivi pensieri e dalla sensazione di perdere tempo. E’ a causa di queste difficoltà che molti iniziano a pregare e poi lasciano perdere. Ma gli instancabili appelli della Regina della Pace a pregare per la nostra salvezza, e quella dei nostri fratelli, mi hanno indotto a vincere me stesso e a cercare di superare le tante difficoltà che incontro nel raccogliermi in preghiera, pur nella consapevolezza dei miei limiti. Infatti, non ritenevo di riuscire a recitare almeno un mistero del Rosario (quello del giorno), ma spero, con la buona volontà, di riuscire a recitare la corona del Rosario per intero ed inserire anche altre preghiere raccomandate, magari rinunciando a qualcosa, come la Coroncina della Divina Misericordia e qualche giaculatoria. So che ha fatto tante catechesi sul tema della preghiera, e la ringrazio per questo, ma spero che possa dire ancora qualcosa su questo importante aspetto della vita spirituale che aiuti le persone a riscoprire il gusto e l’utilità della preghiera.

Le sono unito nel Signore e la ringrazio per tutto quello che fa. Giancarlo (Siracusa)

🔴LIVE DALLA NOSTRA 🙏CAPPELLA P.LIVIO PER OMELIA DOMENICALE🌾🌾🙏 


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