Perché le croci non sono tutte uguali?

Buonasera Caro Padre Livio ,

innanzitutto grazie x il suo instancabile zelo nel servire la Madonna,e di riflesso   la sua e le nostre anime.

Per quanto riguarda le Croci che x alcuni sembrano molto piu’ pesanti,innanzitutto credo che ognuno di noi debba imparare a non giudicare dalle apparenze,a volte persone che sembrano avere una vita “facile” hanno Croci magari non visibili ma pesantissime. In un certo senso spesso anche su queste cose ragioniamo con un punto di vista puramente materialistico ,e siccome siamo tutti sensibili ai soldi alla salute ed alla morte le persone che hanno quel tipo di Croci le consideriamo particolarmente sfortunate…persone che invece da quel punto di vista non sembrano particolarmente sfortunate anzi magari hanno soldi e salute in abbondanza le consideriamo fortunate.

Invece spesso non e’ cosi’ …mi e’ capitato di conoscere persone che secondo “il mondo” hanno tutto quello che serve ma magari provengono da famiglie anaffettive o sfasciate con genitori egoisti ed irresponsabili che hanno disagi e sofferenze magari non visibili ma “profondissimi”.

Fatta questa premessa ,consigliando a tutti (a cominciare da me stesso…)a non entrare in quella logica tutta umana della misurazione del dolore. Quando si entra in questa logica ho notato che spesso chi si sente particolarmente bersagliato dal “destino” o si dispera o diventa rabbioso nei confronti del prossimo.

Stabilito che la misurazione della sofferenza non spetta a noi,direi che il Signore da le Croci in maniera “personalizzata”,sia x intensita’ che x tipologia…a me puo’ essere utile(in senso spirituale) un tipo di Croce a Lei un’altra ,magari io non riuscirei a portare la sua Croce e Lei non riuscirebbe a portare la mia.

Insomma le Croci che ci vengono date sono commisurate alle nostre caratteristiche e forze e siamo liberi di viverle affidandoci a Lui nella Croce oppure no.

Antonio 

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Qual è la  più grande difficoltà che si incontra nel cammino spirituale?

Carissimo Padre Livio, vorrei condividere una breve riflessione riguardo all’interessante domanda posta da un’ascoltatrice che interpella tutti noi su quale sia la più grande difficoltà che si incontra nel cammino di santità.

Personalmente, sulla scorta della mia esperienza spirituale, devo dire che una delle mie maggiori difficoltà sta nel pregare, in quanto la preghiera implica un atto autentico di fede che spesso o non c’è o, se c’è, è fortemente condizionata dai nostri limiti. In definitiva con la preghiera noi chiediamo a Dio e alla Madonna di intervenire per migliorare la nostra vita e quella degli altri, ma se non crediamo che ciò possa avvenire, o ci crediamo poco, conseguentemente non preghiamo, o preghiamo poco, perchè riteniamo che possa essere una perdita di tempo.

Tipiche sono le tentazioni che impediscono tale pratica e che affollano la nostra mente con pensieri del tipo: si, stai a vedere se la Madonna e Dio ascoltano me che sono un peccatore; oppure : è inutile che prego su questa cosa, che è troppo grande, (come per esempio la fine della guerra e il dono della pace) perché sarebbe una grazia speciale; o ancora: figurati se la mia preghiera e quella di pochi altri può influire quando la maggior parte delle persone non prega più.

 A tutto questo si aggiungono gli attacchi del demonio che, come sappiamo, odia la preghiera e le persone che pregano e le distoglie con pensieri che disturbano o distraggono dalla preghiera e a volte anche con pensieri insulsi. Insomma, la preghiera, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, è una lotta, una lotta incessante (contro il demonio, il mondo e la carne) ma necessaria per la salvezza della nostra anima e quella dei nostri fratelli (“chi prega si salva, chi non prega si danna” diceva Sant’Alfonso Maria De Liguori).

Infatti, quando si incomincia a pregare iniziano le difficoltà: le distrazioni, la noia, il senso di inutilità, i dubbi di vario genere e la stanchezza; il tutto accompagnato anche da cattivi pensieri e dalla sensazione di perdere tempo. E’ a causa di queste difficoltà che molti iniziano a pregare e poi lasciano perdere. Ma gli instancabili appelli della Regina della Pace a pregare per la nostra salvezza, e quella dei nostri fratelli, mi hanno indotto a vincere me stesso e a cercare di superare le tante difficoltà che incontro nel raccogliermi in preghiera, pur nella consapevolezza dei miei limiti.

Infatti, non ritenevo di riuscire a recitare almeno un mistero del Rosario (quello del giorno), ma spero, con la buona volontà, di riuscire a recitare la corona del Rosario per intero ed inserire anche altre preghiere raccomandate, magari rinunciando a qualcosa, come la Coroncina della Divina Misericordia e qualche giaculatoria. So che ha fatto tante catechesi sul tema della preghiera, e la ringrazio per questo, ma spero che possa dire ancora qualcosa su questo importante aspetto della vita spirituale che aiuti le persone a riscoprire il gusto e l’utilità della preghiera.

Le sono unito nel Signore e la ringrazio per tutto quello che fa.

Giancarlo (Siracusa)

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La  Madonna ama  farci aspettare

Caro Padre Livio ,

Vorrei portare una mia breve testimonianza riguardo a questo interrogativo.

Nel 2005 , la vigilia di Natale , sulle scale di casa mio padre morì di infarto (lasciando mia mamma e noi 4 fratelli..)io avevo 18 anni .

Dopo 18 anni vissuti con mio padre che , assieme a mia mamma ci ha sempre educato alla fede , ai sacramenti al rispetto per i preti e alla credenza nella provvidenza e nell amore di Dio , mi trovai spiazzato.

Da lì in poi col passare del tempo ,iniziai ad essere incattivito e convinto che Io ,forte di carattere potevo farcela con le mie forze ,potevo essere il numero uno.

Negli anni successivi ebbi  altre prove , tra cui un matrimonio saltato qualche mese prima per un tradimento della mia fidanzata , il fallimento delle azienda di mio padre (che guidavo).

Dopo qualche tempo mi fidanzai con un altra ragazza (mia moglie !) e iniziai la vita matrimoniale con lei (che dura da quasi 10 anni).

Anche in questi anni abbiamo avuto alcune prove ,tra cui i figli e non arrivavano, una grossa denuncia fiscale per la mia azienda (poi vinta in tribunale )ecc..

Io continuavo ad essere convinto che tutto potevo fare perché ero forte e perché avevo il carattere di affrontare tutto.

Ma come affrontare il fatto che non riuscivo ad avere figli?!

La mia rabbia cresceva , arrivando ad essere incattivito con Dio , ad arrivare a non voler andare a messa volontariamente per fare un dispetto a Dio .(pensavo : ah si?!allora ti faccio vedere quanto son forte e arrabbiato con te).

Nel frattempo però avevo iniziato ad andare a confessarmi da un prete Salesiano ,Don Antonio , che in questa mia arrabbiatura mi ha iniziato a guidare.

Ogni volta mi diceva :” dimmi di cosa devi chiedere perdono a Dio , e poi dimmi anche di cosa vuoi ringraziare Dio.”

In questo modo capii che io non avevo mai accettato le croci e le difficoltà che Dio aveva voluto per me , e ciò che ha ribaltato definitivamente questa mia arrabbiatura e’ stato andare anni fa assieme a mia moglie proprio a Medjiugorjie .

Li il mio cuore e’ come se fosse rinato , e la mia arrabbiatura si è trasformata in domanda .

Da lì tante cose poi sono successe , L arrivo di mio figlio (adottato alla nascita) , la grazia di una famiglia bella è un rapporto unico con mia moglie.

In tutto questo ho avuto la grazia di Radio Maria che ,assieme a Lei , avete iniziato ad essere un faro nella mia vita , una guida ,un sentiero di luce in questo strano mondo.

In conclusione penso che il punto sia proprio come Lei diceva sta mattina :

 “La Madonna ama farci aspettare..ama farci attendere e chiedere….quando poi decide di donarci le grazie arriva una Pienezza di risposte e di grazie che nemmeno immaginavi.”

“Lasciatemi le vostre croci , non riprendetevele!”

E questo mi ha portato negli anni ad essere sereno in pace con Dio avendolo ogni giorno nel cuore ed avendo Sua Madre nell anima a guidarmi .

Grazie ancora per ciò che fai e che fate per me. Radio Maria ,  strumento privilegiato di conversione e aiuto all umanità .

Andrea

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Sentiti ringraziamenti

Sentiti ringraziamenti

Caro padre Livio, 

mi chiamo Angelo,ho 23 anni e sono uno studente universitario; ti scrivo per ringraziarti per tutto il lavoro che svolgete per mandare avanti il progetto della Regina della Pace. In particolare ti scrivo per ringraziarti del tuo programma: “lettura cristiana della cronaca e della storia”, perchè quando lo ascolto è per me un momento della giornata in cui posso “staccare la spina” dalle cose di questo mondo che ci tengono impegnati ogni giorno e collegarmi alle “cose di lassù” (come i dieci segreti) che ci infondono speranza per il futuro (dato che siamo destinati a vincere con la Regina della Pace e Dio).

Ringrazio Dio per questa radio e per la possibilità che abbiamo con gli strumenti odierni di poter ascoltare catechesi diverse ogni giorno, e nell’ora in cui preferiamo grazie anche al vostro sito nella sezione “trasmissioni”; nella speranza di poter ogni giorno rimanere saldi nella fede poiché la nostra lotta non è vana dato che un giorno frutterà. 

Che Dio la benedica, lei e tutta la sua organizzazione sotto la sua direzione, possa benedirci tutti in ogni giorno della nostra vita. Grazie ancora. 

Sia Lodato Gesù Cristo. Sempre Sia Lodato.

Angelo.

Caro Angelo,

Gli incoraggiamenti pieni di affetto dei nostri ascoltatori  ci rallegrano e ci rafforzano.

Dio  ti benedica!

Ave  Maria

P.  Livio

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Qual’è la più grande difficoltà che si incontra nel cammino spirituale

Carissimo Padre Livio, vorrei condividere una breve riflessione riguardo all’interessante domanda posta da un’ascoltatrice che interpella tutti noi su quale sia la più grande difficoltà che si incontra nel cammino di santità.

Personalmente, sulla scorta della mia esperienza spirituale, devo dire che una delle mie maggiori difficoltà sta nel pregare, in quanto la preghiera implica un atto autentico di fede che spesso o non c’è o, se c’è, è fortemente condizionata dai nostri limiti. In definitiva con la preghiera noi chiediamo a Dio e alla Madonna di intervenire per migliorare la nostra vita e quella degli altri, ma se non crediamo che ciò possa avvenire, o ci crediamo poco, conseguentemente non preghiamo, o preghiamo poco, perchè riteniamo che possa essere una perdita di tempo. Tipiche sono le tentazioni che impediscono tale pratica e che affollano la nostra mente con pensieri del tipo: si, stai a vedere se la Madonna e Dio ascoltano me che sono un peccatore; oppure : è inutile che prego su questa cosa, che è troppo grande, (come per esempio la fine della guerra e il dono della pace) perché sarebbe una grazia speciale; o ancora: figurati se la mia preghiera e quella di pochi altri può influire quando la maggior parte delle persone non prega più. A tutto questo si aggiungono gli attacchi del demonio che, come sappiamo, odia la preghiera e le persone che pregano e le distoglie con pensieri che disturbano o distraggono dalla preghiera e a volte anche con pensieri insulsi. Insomma, la preghiera, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, è una lotta, una lotta incessante (contro il demonio, il mondo e la carne) ma necessaria per la salvezza della nostra anima e quella dei nostri fratelli (“chi prega si salva, chi non prega si danna” diceva Sant’Alfonso Maria De Liguori).

Infatti, quando si incomincia a pregare iniziano le difficoltà: le distrazioni, la noia, il senso di inutilità, i dubbi di vario genere e la stanchezza; il tutto accompagnato anche da cattivi pensieri e dalla sensazione di perdere tempo. E’ a causa di queste difficoltà che molti iniziano a pregare e poi lasciano perdere. Ma gli instancabili appelli della Regina della Pace a pregare per la nostra salvezza, e quella dei nostri fratelli, mi hanno indotto a vincere me stesso e a cercare di superare le tante difficoltà che incontro nel raccogliermi in preghiera, pur nella consapevolezza dei miei limiti. Infatti, non ritenevo di riuscire a recitare almeno un mistero del Rosario (quello del giorno), ma spero, con la buona volontà, di riuscire a recitare la corona del Rosario per intero ed inserire anche altre preghiere raccomandate, magari rinunciando a qualcosa, come la Coroncina della Divina Misericordia e qualche giaculatoria. So che ha fatto tante catechesi sul tema della preghiera, e la ringrazio per questo, ma spero che possa dire ancora qualcosa su questo importante aspetto della vita spirituale che aiuti le persone a riscoprire il gusto e l’utilità della preghiera.

Le sono unito nel Signore e la ringrazio per tutto quello che fa. Giancarlo (Siracusa)