Mese: Novembre 2022 Pagina 7 di 16

Carissimo Padre Livio,
grazie per il suo editoriale di Venerdì scorso: chiaro, coraggioso , ma soprattutto credibile.
Lei ha colto molto bene l’importanza delle parole di S. Giovanni Paolo a Fulda.
In pratica il grande Papa ha rivelato il segreto di Fatima nella sua interezza, riguardo al mondo e alla Chiesa, e ha gettando una luce anche sui 10 segreti di Medjugorje che ne sono la prosecuzione.
L’impressione però è che ci sia una indifferenza generale, anche fra noi cattolici, nei riguardi ammonimenti del Cielo.
Temo che saranno gravi le conseguenze di questo disinteresse.
Secondo Lei possiamo immaginare quanti entreranno nel tempo della pace?
Maria di Gallarate.
Cara Maria,
seguiamo l’ esortazione della Madonna all’inizio delle prove di pregare giorno e notte. Preghiamo per i lontani che sono più in pericolo.
La Madonna, con le rivelazioni dei tre giorni in anticipo offre la possibilità di salvarsi a tutti quelli che la ascoltano.
Ma quanti la ascolteranno?
I dieci segreti ricordano le dieci piaghe di Egitto , che il Faraone non volle ascoltare.
L’esito è stato che il popolo di Israele si è salvato, mentre il Faraone col suo esercito è perito.
Ave Maria
Padre Livio
LA MIA VITA PER LA GOSPA
Cari amici,
per due volte alla settimana, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.
Vostro Padre Livio
2. Medjugorje un nome profetico

La prima volta che ho sentito il nome di Medjugorje ho provato un tonfo al cuore, come se quella parola mi riguardasse direttamente. Ero a tavola con la mia comunità nella parrocchia di S. Giuseppe Calasanzio a Milano e un mio confratello, che insegnava religione in un Istituto tecnico attiguo, raccontò che degli studenti avevano parlato in classe di una apparizione della Madonna in quel piccolo villaggio della Jugoslavia comunista.
Eravamo nel 1982 e, a tanti anni di distanza, mi ricordo come se fosse ora, la strana sensazione che provai nell’intimo del cuore, come se quel nome non mi fosse del tutto sconosciuto. Eppure era la prima volta che lo sentivo.
Pur essendo fin dall’infanzia molto devoto della Madonna, non avevo mai provato il bisogno di visitare i grandi santuari mariani, come se fossi appagato dal fatto di essere stato presente un paio di volte, all’età di quattro anni, all’apparizione della Madonna alle Ghiaie di Bonate, a poca distanza da casa mia, nella parte opposta del fiume Brembo.
Medjugorje risuonò come un eco lontana nelle pareti del mio cuore, come se quel nome venisse a galla dagli abissi insondabili della memoria.
Mi incuriosì innanzi tutto il fatto che la Madonna apparisse anche oggi. Eravamo un po’ tutti abituati a guardare alle apparizioni mariane come a una realtà del passato, che non ci coinvolgeva personalmente, se non per l’attualità degli insegnamenti. Le apparizioni più recenti, che avevano interessato sopratutto l’Italia del dopoguerra, erano state quasi tutte oscurate.
Nella parrocchie non si parlava che di Lourdes e di Fatima, come se la Madonna avesse chiuso lì il suo ciclo e si fosse stancata di venire sulla terra. “Finalmente un’apparizione che interpella la nostra generazione” mi sono detto. Mi colpi subito anche il fatto insolito della durata, allora di circa un anno di apparizioni quotidiane.
Non poteva essere un fenomeno passeggero, tanto più che avveniva in un paese comunista, dove l’evento non poteva che sollevare ostilità e persecuzioni. Tutte queste considerazioni mi frullavano nella testa, mentre le chiacchiere del pranzo si spegnevano. Mi chiedevo che significato avesse un’apparizione della Madonna in un area del mondo che apparteneva al blocco comunista.
Mi sembrava una sfida aperta della Vergine potente contro il male al suo avversario di sempre. Forse stava accadendo qualcosa che avrebbe finalmente abbattuto il muro che separava il mondo in due schieramenti opposti, l’un contro l’altro armati? Intuivo che qualcosa di straordinario era incominciato e che interpellava la nostra generazione.
Mi sono recato a Medjugorje per la prima volta circa tre anni dopo e mi chiedo ancora come abbia fatto ad aspettare così tanto. Solo adesso mi rendo conto che ho rischiato di perdere la grazia di una chiamata. Il fatto è che in quei primi tempi i pellegrinaggi erano rarissimi e il nome di Medjugorje non appariva nelle carte geografiche.
C’era poi il timore di un lungo viaggio in un paese comunista, dove i pellegrini erano ostacolati. La carne, il mondo e il maligno sono sempre alleati nel vanificare le grazie che Dio ci dona. La risposta deve essere sollecita, prima che la voce interiore venga soffocata. Mai rimandare gli appuntamenti di Dio.
Infatti, se mi fossi dato da fare per intraprendere il viaggio, avrei potuto essere presente alla fase particolarmente suggestiva dei primi anni delle apparizioni, quando la Madonna dialogava con i veggenti e rispondeva alle loro domande.
Molti di quei colloqui e insegnamenti sono stati raccolti e messi per iscritto, ma non hanno avuto, almeno per ora, una versione ufficiale dalla parrocchia, la quale si limita solo a certificare i messaggi ad essa rivolti dalla Madonna attraverso la veggente Marjia a partire dal Marzo 1984.
Successivamente la Madonna non ha risposto alle domande se non raramente e non gradisce neppure che le vengano poste. La Madre viene sopratutto per pregare e dà i messaggi per il cammino spirituale di tutti.
Nonostante che il tempo passasse senza particolare novità, il seme piantato nel cuore si preparava a germogliare. Un impatto notevole, anche sui giornali nazionali, ebbe in quegli anni una iniziativa di Comunione e Liberazione di raccogliere delle firme da inviare al nostro Presidente della repubblica, Sandro Pertini, per la liberazione di Fra Jozo, parroco di Medjugorje, condannato a tre anni di carcere dal regime comunista.
Furono raccolte ventimila firme e anch’io vi partecipai. Non saprei se Pertini abbia fatto qualche passo diplomatico. Fatto sta che il periodo di carcerazione di Fra Jozo fu dimezzato. Tuttavia il tempo passato in carcere fu segnato da angherie e da umiliazioni. I veggenti mi hanno raccontato che spesso chiedevano alla Madonna notizie di Fra Jozo e la supplicavano che venisse liberato.
La Santa Vergine ascoltata con viva partecipazione e li consolava. Fra Jozo aveva avuto, in quei primi giorni, la grazia di vedere la Madonna in chiesa insieme ai veggenti e aveva subito intonato un canto mariano, al quale si è unita la gente presente.
La vicenda della prigionia di Fra Jozo diffuse la conoscenza di Medjugorje in Italia attraverso i mass-media, che ritenevano politicamente utile la notizia della persecuzione della Chiesa nella vicina Jugoslavia. Nel frattempo anche i giornali del regime comunista incominciarono la loro opera di diffamazione e di demolizione di Medjugorje.
Ma ciò non fece che rendere note le apparizioni in tutta la regione e incrementare l’afflusso dei pellegrini. La Madonna, come è solita fare, volgeva a sua vantaggio la rabbia del serpente infernale.
Avrei rischiato di rimandare ancora il mio primo viaggio a Medjugorje se non vi fosse andato un giovane della mia parrocchia, il quale mi propose di ritornare insieme a lui. Era l’occasione che aspettavo, un segnale del cielo che non potevo ignorare.
La Madonna mi metteva a disposizione una guida ideale, che conosceva la strada e il luogo delle prime apparizioni. Allora andare a Medjugorje non era facile per noi sacerdoti. Le perplessità dei superiori però non riuscirono a frenarmi. Il 14 Marzo del 1985 partimmo in automobile, facendo un percorso che mai avrei immaginato divenisse un appuntamento ripetuto centinaia di volte, senza stanchezze e con una gioia sempre nuova.
Ho conosciuto molte persone che sono ritornate a Medjugorje innumerevoli volte. Quando si risponde per la prima volta alla chiamata, si sente il bisogno di ritornarvi. A Medjugorje si sperimenta una pace che, al ritorno a casa, è difficile conservare.
Pian piano ci si rende conto della grazia immensa data alla nostra generazione di avere la Madre di Dio che scende ogni giorno dal cielo per pregare con noi e ricolmarci di grazie. Vale la pena vagare qua e là, per cercare pace e riposo, quando la Madonna stessa ci ha fatto dono di un oasi celeste?
Ora si arriva a Medjugorje velocemente, attraverso una comoda autostrada, abbreviando notevolmente i tempi del viaggio. Allora si costeggiava la via del mare, con panorami incantevoli, ma molto più lunga e pericolosa. Pioveva a dirotto e i massi cadevano lungo le pareti rotolando sull’asfalto.
Vedevo da vicino il mondo oltre la “cortina di ferro”. Non scorgevo nessun paradiso in terra, ma piuttosto paesi poveri, case vecchie e molte auto della polizia in circolazione. Fummo fermati alle porte di Medjugorje e accuratamente ispezionati. Un poliziotto, dopo aver rovistato nella valigia, esaminò con attenzione la confezione di un dentifricio, ma non trovò nulla di particolare.
Finalmente ecco spuntare la Chiesa dai due campanili, ora noti in tutto il mondo. Al vederla trasalii di gioia. Quelle due torri svettanti mi richiamano sempre alla memoria i due testimoni dell’Apocalisse. Erano circa le 17 del pomeriggio. Il piazzale era deserto, ma dall’interno della Chiesa si elevava un canto vigoroso. Spinsi lo sguardo lontano, oltre i tetti delle case.
All’orizzonte si stagliava una catena montuosa, leggermente avvolta dalla nebbia. Il nome “Medjugorje” infatti significa “in mezzo alle montagne”. Mi venne in mente il versetto del salmo: “ Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? ( Sal 120,1). Con l’occhio cercai invano di indovinare il luogo delle prime apparizioni. La Madonna però mi aspettava lì vicino, nella chiesa parrocchiale.
Vostro Padre Livio
PERCHE’ POTREBBE ESSERE IL PAPA A DIFFONDERE I SEGRETI

(Dagli scritti di Luisa Picarreta)
Carissimo p.Livio sono una fedele e affezionata ascoltatrice di RADIOMARIA. Mi chiamo Antonella e le scrivo da Catania
Ascolto tutte le mattine i suoi interventi, e proprio mentre ascoltavo le ultime due trasmissioni dove ha parlato della RIVELAZIONE di GESU a LUISA PICCARRETA, mi è venuto in mente un particolare di questa RIVELAZIONE che mi ha fatto pensare ad un collegamento chw potrebbe riferirsi ai 10 segreti.
Mi spiego meglio.
Miriana nel suo libro: “Il mio cuore Trionferà, dice che potrebbe essere anche il Papa, ad annunziare I 10 segreti, se ovviamente lo volesse.
Prima che Miriana lo rivelasse nel suo libro, non avevo mai dato molta importanza su chi avrebbe annunciato i segreti, ma poi ho cominciato a riflettere sul fatto che la Madonna, ha si scelto i veggenti ai quali ha rivelato tante cose importantissime, oltre che pregare insieme a LEI per le SUE INTENZIONI, ma ho capito che la Madonna affidando il compito di annunciare i segreti ad un sacerdote, è come se avesse dato il mandato alla CHIESA
Questo significherà che la Chiesa farà nei confronti della Madonna un grande atto di Fede
La MADONNA a sua volta darà alla CHIESA la GRANDE GRAZIA, di fare sentire all’umanità che anche la CHIESA è MADRE, che si prende cura delle anime
Questo particolare collegamento io l’ho percepito leggendo un brano tratto dalle RIVELAZIONE di GESU a LUISA PICCARRETA nel Volume 4 del Gennaio 5, 1901, dove GESÙ fa vedere a Luisa che l’umanità accorrerà, cercherà rifugio, aiuto, sostegno e consolazione dal Papa per tristi avvenimenti che ci saranno.
Rifacendomi a questa Rivelazione, chissà potrebbe essere proprio Papa Francesco ad annunziare I 10 segreti, in fin dei conti lui ha avuto la FEDE e il CORAGGIO di fare, anche se in ritardo la Consacrazione della Russia al CUORE IMMACOLATO di MARIA proprio come Lei aveva chiesto
Ho voluto condividere con lei questo mio pensiero, perché credo sia importante incoraggiarci e sostenerci a vicenda e creare un fronte unito insieme alla MAMMA per affrontare i prossimi avvenimenti
La saluto con stima e affetto
Antonella
Dal Volume 4 – Gennaio 5, 1901
“Figlia mia, quanto Mi offendono gli uomini! Ma verrà tempo che li castigherò in modo che usciranno tanti vermini che produrranno nubi di moscerini, che molto li renderà oppressi. Allora poi uscirà il Papa”. Ed io: “E perché uscirà il Papa?” E Lui: “Uscirà per consolare i popoli, perché oppressi, stanchi, abbattuti, traditi da tante falsità cercheranno loro stessi il porto della verità e tutti umiliati chiederanno al Santo Padre che venisse in mezzo a loro per liberarli di tanti mali e metterli nel porto della salvezza”. Ed io: “Signore, questo succederà forse dopo le guerre che Voi avete detto altre volte?” E Lui: “Sì”. Ed io: “Quanto me ne vorrei venire prima che queste cose succedessero!” E Lui: “Ed Io dove andrò a trattenermi allora?” “Ah, Signore, ci sono tante anime buone in cui potete trattenervi, che io confrontandomi, oh, quanto mi veggo cattiva!” Ma Gesù non dandomi retta mi è scomparso, ed io sono ritornata in me stessa.
Credere Si ma senza dare fastidio

Carissimo Padre Livio,
Non si immagina quanto lei e la Radio di Maria mi stiate sostenendo in questo mio primo anno di cammino di conversione…sempre battagliando tra lacrime di gioia e di sconforto…
La Gioia mi viene dal fatto che Gesù è riuscito ad entrare nel mio cuore ed è sempre con me…e cosí anche la sua Mamma e nostra.
Lo sconforto deriva dal fatto che sto scoprendo la veritá su di me e sulle persone che mi circondano.
Ho avuto una educazione cattolica poi dopo la Cresima per ben 35 anni non ho neanche più pensato a Gesù…nonostante io abbia anche studiato in una Universitá Cattolica ….appunto ho studiato ma non ho colto.
Ho abbandonato la Chiesa…
Ho davvero fatto di tutto…
Poi è accaduto qualcosa ed eccomi qui.
Ho un dolore grande nel cuore ….riguarda mia madre e la famiglia tutta.
Io credo di essere discreta in questo mio cammino…non vado certo in giro predicando ma sono cambiata e così i miei pensieri, gli interessi, le abitudini, le parole, il cuore…
Mia madre è perplessa, me lo ha detto proprio, e non accoglie questa cosa che per me è bellissima…mi ritiene una invasata solo perché prego ogni giorno, ascolto diverse catechesi oltre che la Parola ogni giorno, medito e piano piano sto frequentando la mia parrocchia mettendomi a disposizione…insomma mi dedico molto allo Spirito…mi viene da fare così…
Non parliamo poi di Maria o del Santo Rosario….è evidente la sua avversione. Io ho un grande Amore per Maria (solo di recente ho scoperto che i miei nonni erano Cristiani Mariani e pregavano il Rosario).
Potrei capire la reazione di mia madre se fosse una non credente.
Invece lo è da sempre…ogni Domenica alla Santa Messa ed è stata catechista e insegnante di religione.
Lei stessa si definisce tuttavia una “tiepida” e che verrà sputata dalla bocca di Dio.
Io di contro ho sempre vissuto la mia vita con passione ma spesso in direzioni sbagliate.
Le racconto questo perché ieri ho sentito le sue parole…..credere SI ma senza dare fastidio…persino in famiglia.
Ecco io mi sento di dare fastidio a mia madre e alla famiglia e questo mi ferisce e mi impedisce di essere spontanea….mi dovrei forse vergognare a fare il segno della croce e dire una preghiera di ringraziamento prima di pranzare solo perché prima non lo facevo?Bè per non urtare la loro sensibilità e visto che in famiglia non si usa mi limito a dire un timido grazie tra me e me….
Lo so che anche questa per me è una prova e altre ne seguiranno.
Io prego per avere una fede autentica…per me e per tutti.
Un caro saluto e grazie di tutto.
Cara Simona.
È inevitabile che accada. E’ successo anche a Gesù, persino con i “suoi” di casa.
Succede a tutti quelli che sono toccati dalla grazia della conversione.
Bisogna pazientare, evitare discussioni, perseverare nella testimonianza.
Ti incoraggio!
Dio ti benedica e la Madonna ti protegga col suo amor
Ave Maria
P. Livio
DOMENICA 34.MA DEL TEMPO ORDINARIO

NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
Oggi la Chiesa celebra la solennità di Cristo Re dell’universo, con la quale si conclude l’Anno Liturgico.
Con la sua Passione e gloriosa Resurrezione il Figlio di Dio, fatto uomo nel grembo della Vergine Maria, ha sconfitto il potere delle tenebre, che dominava il mondo dopo il peccato originale, e ha instaurato il suo Regno celeste nel cuore dell’uomo.
Gesù è l’unico Salvatore e Signore e non vi è altra salvezza al di fuori di Lui. La sua regalità e la sua onnipotenza di amore si estendono all’intera creazione ed ogni tentativo di insidiarle risulta vano.
Il Regno di Gesù è un regno di pace e di giustizia, di bontà e di perdono, di umiltà e di amore. E’ un Regno che ognuno deve costruire nel suo cuore nel tempo della vita, percorrendo un cammino di conversione e di santità.
Quando Gesù ha preso dimora nel cuore le persone cambiano, le famiglie vivono in armonia, la società diventa più fraterna. In attesa del paradiso, la vita sulla terra diventerà piacevole e felice.
Questo accadrà in modo tangibile quando la Madonna avrà portato a compimento il suo piano di salvezza per questo mondo in cui il maligno la fa da padrone.
Anche noi, come il malfattore che era crocifisso alla destra di Gesù, riconosciamo la sua regalità e proclamiamola senza paura con la parola e l’ esempio della nostra vita.
Vostro Padre Livio
Vangelo Lc 23, 35-43
Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno.
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio. tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Parola del Signore
LA RIVELAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II SUL TERZO SEGRETO DI FATIMA

( Monastero di Fulda – Germania 1980)
Venne chiesto al Santo Padre: “Che cosa ci può dire riguardo al Terzo Segreto di Fatima? Non avrebbe dovuto essere pubblicato nel 1960?”.
Papa Giovanni Paolo II rispose: “Vista la serietà dei suoi contenuti, i miei predecessori al soglio pontificio preferirono la soluzione diplomatica del rimandarne la pubblicazione, in modo da non incoraggiare la forza mondiale del comunismo a fare certe mosse.
D’altra parte, per ogni cristiano dovrebbe essere sufficiente il sapere questo: se c’è un messaggio nel quale è scritto che gli oceani inonderanno intere aree della terra, e che milioni di persone perderanno la vita repentinamente, da un minuto all’altro, allora veramente la pubblicazione di un tale messaggio non rappresenta più qualcosa di così desiderabile”.
Il Papa continuò: “Molti desiderano sapere solo per curiosità e per il gusto del sensazionale, ma dimenticano che la conoscenza porta con sé anche la responsabilità.
Essi vogliono soltanto accontentare la loro curiosità, e questo è pericoloso se allo stesso tempo non si è disposti a fare nulla, e se si è convinti che sia impossibile fare alcunché contro il male”.
Il Papa a questo punto afferrò il Rosario e disse: “Ecco la medicina contro questo male! Pregate, pregate e non chiedete niente di più. Lasciate tutto il resto alla Madonna!”.
Venne quindi chiesto al Santo Padre: “Che cosa succederà alla Chiesa?”.
Egli rispose: “Dobbiamo prepararci ad affrontare fra non molto grandi prove, le quali potranno richiedere persino il sacrificio della nostra vita e la nostra totale donazione a Cristo e per Cristo…
Con la vostra e la mia preghiera sarà possibile mitigare queste tribolazioni, ma non è più possibile evitarle, perché un vero rinnovamento nella Chiesa potrà avvenire solo in questo modo.
Quante volte già il rinnovamento della Chiesa è scaturito dal sangue! Neppure questa volta sarà diverso. Dobbiamo essere forti e preparati, confidare in Cristo ed in sua Madre, e recitare molto, molto assiduamente la preghiera del Santo Rosario”.
LA VISIONE DI SUOR LUCIA DI FATIMA DEL 3 MAGGIOI 1944 -PRIMA DI SCRIVERE IL TERZO SEGRETO DI FATIMA
«Sentii lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui vidi e udii: – la punta della lancia come una fiamma che si allunga fino a toccare l’asse terrestre;
– e questa sussulta: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti;
– il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso;
– l’odio, l’ambizione provocano la guerra distruttrice!;
– quindi nel palpito accelerato del cuore e nel mio spirito udii risuonare una voce soave che diceva:
“Nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, santa, cattolica, apostolica. Nell’eternità, il Cielo!”.
Questa parola “Cielo” riempì la mia anima di pace e felicità, a tal punto che, quasi senza rendermene conto, continuai a ripetere a lungo:
“Il Cielo! Il Cielo!”. Non appena passò quella soverchiante forza soprannaturale, mi misi a scrivere e lo feci senza difficoltà, il giorno 3 gennaio 1944, in ginocchio, appoggiata sul letto che mi servì da tavolo»
SUOR LUCIA EBBE QUESTA MEDESIMA VISIONE ALCUNI ANNI PRIMA (1937) E LA DESCRIVE COSI’ IN UNA LETTERA:
«Se solo il mondo riconoscesse il momento di grazia che ancora gli è concesso e facesse penitenza»; quindi la confidenza:
«Vedo, nella luce immensa che è Dio, la terra scuotersi e tremare dinanzi al soffio della Sua voce:
città e villaggi sepolti, rasi al suolo, inghiottiti;
montagne di gente indifesa;
vedo le cataratte fra tuoni e lampi, i fiumi e i mari che trabordano e inondano
e le anime che dormono il sonno della morte!…”
JAKOV DI MEDJUGORJE RACCONTA LA SUA ESPERIENZA CON LA MADONNA ( 13)

“ Non si arriva mai per caso a Medjugorje”
Padre Livio: Teniamo sempre lo sguardo sul futuro e spiegami, se ti è possibile, che cosa significa questa affermazione della Madonna, secondo la quale queste sarebbero le sue ultime apparizioni sulla terra.
Jakov. Io penso che la gente abbia interpretato male questo messaggio.
Padre Livio: Che cosa intendi dire?
Jakov: Io penso che la Madonna volesse dire che queste sono le sue ultima apparizioni “così”.
Padre Livio: “Così”, cioè?
Jakov: Così lunghe.
Padre Livio: Ah, così lunghe!
Jakov: Così lunghe e a così tanti.
Padre Livio: Spiegati meglio.
Jakov: Noi eravamo in sei…le apparizioni durano tantissimo, con così numerosi messaggi. Penso che la gente abbia interpretato male. Io penso che la Madonna intendesse così.
Padre Livio: Cioè la Madonna voleva dire che questo tipo di apparizioni sono le ultime sulla terra?
Jakov: Sì, questo tipo di apparizioni.
Padre Livio. Non ci saranno più in questo modo. Sono una cosa unica.
Jakov. Sì, infatti. Però la gente ha interpretato diversamente.
Padre Livio. Ho capito. Quindi quando la Madonna dice: “Queste sono le mie ultime apparizioni sulla terra”, vuol dire “questo tipo” di apparizioni?
Jakov: Sì, così lunghe, a così tanti veggenti, con così tanti messaggi.
Padre Livio: Una cosa così grandiosa…
Jakov Sicuramente.
Padre Livio. La Madonna in pratica ha fatto da Maestra a un’intera generazione!
Jakov: Ah, sicuramente, perché tanti sono cresciuti a Medjugorje con la Madonna. Per esempio io soltanto da adesso posso dire di essere un uomo. Al momento delle apparizioni ero un bambino. Appartengo a una generazione che è cresciuta proprio con la presenza della Madonna lì.
Padre Livio. Quindi solo la nostra generazione avrà questa grande grazia?
Jakov: Sì.
Padre Livio: Non ci sarà più un evento così grande, ma se non avremo accolto questa grazia, ci sarà un rimpianto.
Jakov: Sicuramente. In tanti abbiamo accettato questa grazia, ma purtroppo anche in tanti non l’hanno accettata. Vorrei toccare anche un altro problema, di tanti che vengono a Medjugorje e che poi vogliono stabilirsi qui. Io sono d’accordo che qui vengano in pellegrini a cercare Dio e a pregare, però poi ognuno deve ritornare a casa sua, perché la Madonna ci vuole testimoni nelle nostre case.
Padre Livio: Questo fa parte del suo piano…
Jakov: …Ed è nel nostro ambiente che dobbiamo testimoniare la Parola di Dio, i messaggi della Madonna…tutto. Ci sono dei pellegrini che, arrivando a Medjugorje, dicono: “ Noi qui ci troviamo bene, preghiamo tanto…” Sicuramente, perché tanti lasciano i loro problemi quotidiani a casa, ma, quando ritornano, dimenticano tutto quello che hanno imparato qui e questo è un problema. La Madonna ci vuole testimoni nelle nostre case ed è lì che dobbiamo coltivare quello che Lei ci ha dato a Medjugorje e sono sicuro che nessuno parte da Medjugorje a mani vuote. Tutti siamo stati invitati dalla Madonna e a tutti lei dà qualche cosa.
Padre Livio: E’ vero quello che si dice e cioè che non si arriva mai per caso a Medjugorje?
Jakov: Non si arriva per caso. Basti guardare al Festival dei giovani. Credo che siano arrivati in circa ventimila giovani.
Padre Livio: E’ una cifra che cresce ogni anno.
Jakov: Se guardiamo al mondo, noi vediamo che tanti vanno in ben altri posti, alle Maldive, ai mari esotici, ecc… Ma quei ventimila perché sono venuti a Medjugorje, a stare dodici ore al sole, per ascoltare noi veggenti? Sono venuti perché sono stati invitati dalla Madonna.
Padre Livio: Sono davvero, ognuno di loro, stati chiamati dalla Madonna?
Jakov: Sicuramente.
Padre Livio: La Madonna ci chiama al suo servizio, perché ha bisogno di noi.
Jakov: Sì, ci chiama tutti e ci utilizza tutti.
Padre Livio: Ci valorizza tutti nel suo piano di salvezza.
Jakov: Sì, dopo però quello che la Madonna ci ha donato dobbiamo coltivarlo nelle nostre case e farlo crescere dentro di noi. Purtroppo tanti lo perdono.
Padre Livio: Che cosa consigli tu a coloro che, ritornando a casa, rischiano di perdere quello che hanno ricevuto?
Jakov: Di incominciare subito a vivere. Non dire: “ Domani incomincio il rosario”:
Padre Livio: “ Domani” è la parola preferita dal demonio.
Jakov: Oppure “ Domani comincio il digiuno”.
Padre Livio: Da qui a domani la decisione si dissolve.
Jakov: Devo dire: “Comincio oggi stesso!” e ringraziare Dio di quello che abbiamo ricevuto.
Padre Livio: Consiglio eccellente!
Jakov: E poi chiedere sempre l’aiuto di Dio e donarsi alla Madonna e dire: “ Ti dono il mio cuore, ti dono la mia vita”: Questo è importante!
Padre Livio: Senti, Jakov, tu sei stato alla scuola della Madonna dai dieci fino agli attuali ventotto anni. La Madonna molte volte ci ha invitato alla santità. Tu come hai preso questo invito? Ai tuoi occhi di ragazzo non ti è sembrato qualcosa di troppo impegnativo?
Jakov: Ma io non penso che diventerò santo. Quando la Madonna ci invita alla santità non significa che dobbiamo diventare tutti dei santi…
Padre Livio: Dei santi canonizzati ed elevati agli altari…
Jakov: Io penso che la sanità è una vita, una vita cristiana, una vita che la Madonna ci invita a fare con Dio, una vita con Gesù, una vita di preghiera, di santa Messa, di conversione. Questa è la santità.
Padre Livio: Non ti sembra che sia un po’ barboso per dei giovani questo tipo di vita?
Jakov: No, perché posso garantirvi che anch’io ero e sono giovane e…
Padre Livio. Anche adesso sei giovanissimo.
Jakov: Sono giovane anche adesso e non rinuncio a niente (di buono). Vivo la mia giovinezza come mi è sempre piaciuto viverla.
Padre Livio: Che cosa vuol dire” Non rinuncio a niente”?
Jakov: Per esempio, se mi piace andare in un bar a bere un caffè, ci vado. Se mi piace prendere un paio di calzoni, li compro. Però quello che conta è che tu abbia dei valori nella vita. Se vai in discoteca, tu sai come da cristiano devi comportarti in quell’ambiente. Quando esci con gli amici non dici le bestemmie, perché tu hai i tuoi valori.
Padre Livio: Senti, io non so come siano le discoteche in Erzegovina, ma qui da noi mi pare che l’ambiente sia molto più degradato. Non c’è solo musica, ma anche sesso e droga. Sono spesso luoghi in cui Satana tende le sue reti.
Jakov: Io, ve lo posso dire, nella mia vita sono stato due volte in discoteca.
Padre Livio: E’ una confessione?
Jakov: Sì, lo confesso. Sono stato due volte e non mi è piaciuto. Forse però non tutti i posti sono uguali. Io penso che fra amici possiamo trovarci benissimo insieme in un bar a bere un caffè. Quando hai Dio, puoi stare con gli amici, avendo però dei valori dentro.
Padre Livio: Dobbiamo però distinguere fra luoghi moralmente sani e luoghi pericolosi per l’anima.
Jakov: Sì, sicuramente.
(Continua)
Intervista a Jakov di Medjugorje condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)
Buongiorno, sono Padre Aleksey, direttore di Radio Maria Ucraina.
Sono in macchina e come potete vedere, nonostante la guerra e nonostante tutto, la nostra capitale Kiev è viva.
Prima di tutto vorrei ringraziare tutti gli ascoltatori di Radio Maria per questa macchina, perché è grazie alle vostre donazioni che quest’estate abbiamo potuto acquistarla.
Come vive adesso Radio Maria?
La guerra influisce su tutto ciò che viviamo. A Kiev e in altre città dell’Ucraina lunedì e giovedì ci sono stati degli attacchi missilistici da parte dei russi. Proprio sopra il cielo di Kiev ieri sono stati colpiti due o tre missili russi che stavano per cadere sulla nostra città, ma dobbiamo ringraziare le nostre forze antiaeree che ci hanno difesi. Purtroppo, nell’attacco di lunedì sono partiti più di 100 missili russi verso l’Ucraina, la maggior parte sono stati abbattuti, ma alcuni sono caduti colpendo oggetti fondamentali per l’elettricità e alcune infrastrutture del nostro paese.
Adesso la sfida più importante per Radio Maria è quella di combattere la mancanza di luce. Non so se in questa parte di Kiev dove mi sto muovendo c’è la luce, però solitamente il governo fa così: una parte di Kiev non ha la luce in determinati momenti, l’altra sì, e viceversa! Nella zona di Radio Maria viviamo più o meno otto/dieci ore senza luce. Questo è un grande problema, ma grazie a Dio, grazie alla Divina Provvidenza, abbiamo un grande generatore che ci aiuta a sopravvivere. Come potete vedere a Kiev c’è già la neve, non tanta, ma la terra è già coperta di bianco. Il governo dice che sarà l’inverno più difficile di tutta la storia dell’Ucraina, della storia della nostra indipendenza, perché ci aspettiamo da un momento all’altro nuovi attacchi da parte dei russi. Non sappiamo se riusciranno a distruggere tutto il sistema di elettricità in Ucraina.
Il compito più importante di Radio Maria ora è quello di sopravvivere e di rimanere in contatto con i nostri ascoltatori. Lunedì, per esempio, quando c’è stato l’attacco missilistico da parte dei russi, la situazione è stata così difficile che quasi quindici/venti milioni di ucraini per qualche ora sono rimasti senza luce. Noi a Radio Maria abbiamo tenuto una trasmissione dove i nostri ascoltatori potevano raccontarci quello che stavano vivendo. Per 40 minuti in diretta, abbiamo ricevuto solo chiamate dall’estero: Germania, Polonia, Inghilterra, Italia. I nostri ascoltatori ucraini non hanno avuto la possibilità di chiamare. Il giorno dopo hanno riparato qualche servizio e alcuni sono riusciti a chiamare. Quindi adesso dobbiamo preparare Radio Maria per questa situazione di mancanza di luce; speriamo di riuscire a fare questo!
La gente che ci chiama dice che è molto importante, in questa situazione di buio di mancanza di luce, avere la voce della speranza, pregare, avere la luce trasmessa attraverso la preghiera e la fede, da tutte le nostre catechesi. Dall’annuncio del Vangelo. Se non ci sarà la luce elettrica, ci sarà la luce della fede. Penso che sia un dovere molto importante. Per tanta gente siamo un aiuto enorme.
Questa è la situazione che stiamo vivendo adesso!
Ringrazio tutti i nostri ascoltatori per le preghiere e chiedo di pregare, per la pace, per la nostra gente che adesso ha bisogno davvero di tanto aiuto, aiuto spirituale, aiuto attraverso le preghiere.
Ringrazio tutti, sia lodato Gesù Cristo