"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Novembre 2022 Pagina 10 di 16

 “L’INVIDIA – IL MORSO DEL DIAVOLO” – Puntata 30

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Un  pensiero a cuore aperto

Carissimo Padre  Livio,

mi permetta di manifestarle  a cuore aperto un mio pensiero.

 Lei ha festeggiato il suo 82.mo compleanno mostrandosi in gran forma, molto deciso e determinato nel compimento della sua  missione, come lei ha risposto a una lettera.

Però,  a quanto pare,  il  tempo dei segreti non è così vicino come  sembrava  alla  scadenza del  40.mo  anno.

Lei pensa ancora che  potrà essere  presente alla guida di Radio Maria fino al trionfo del Cuore Immacolato di Maria?

Federica  di Sotto il Monte

Cara Federica,

Ringrazio Dio che mi sostiene giorno per giorno, ma solo Lui sa fino a quando.

Ho imparata a vivere questa tappa della mia vita chiedendo alla Madonna di tendermi giorno per giorno la sua mano.

Non ho particolari preferenze e interiormente sono disponibile a faticare tutto il tempo che Dio  vorrà.

Mi ha molto toccato quello che il  veggente Ivan mi ha scritto in questi giorni:

Caro Padre Livio,
Ti auguro un compleanno dal profondo del mio cuore.

 Ti auguro tanta felicità. Ma la nostra vera benedizione può essere data solo dal Padre Celeste.

 Possa la nostra Madre “Regina della Pace” accompagnarti e intercedere presso suo Figlio.
Ti auguro tutto il meglio dal profondo del mio cuore, amore senza misura.

 Possa la vita, duratura, lasciare un segno magnifico negli anni, e che la fede di Dio nella vita non si indebolisca, e che il Signore ti protegga dalle tempeste e dai problemi.

Uniti in preghiera con te.
Devoto Ivan e Lauren con i bambini di Boston

Mi pare un chiaro incoraggiamento ad andare avanti nel  servizio  alla Regina della  pace.

Vostro Padre  Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE 🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 11)

“Abbiamo visto Gesù sofferente. L’abbiamo visto fino a mezzo busto. Io sono rimasto molto impressionato……”

Padre Livio: Mi ricordo che, quando io venni a Medjugorje nel 1985, tu verso le quattro eri già lì nella casa di Marija per aspettarla e andare insieme in chiesa per i rosari, l’apparizione e la santa Messa. Si tornava alla sera verso le nove. In pratica la tua mattinata era dedicata alla scuola e il pomeriggio era per i compiti e la preghiera, senza poi contare gli incontri con i pellegrini. Non è male per un ragazzo di dieci anni.

Jakov: Quando però conosci l’amore della Madonna, quando capisci quanto Gesù ti ama e quanto Lui ha fatto per te, allora anche tu rispondi con cuore aperto.

Padre Livio: Certo. Senti, Marija e Vicka hanno detto in più occasioni che la Madonna vi ha fatto vedere Gesù il venerdì santo. Anche tu l’hai visto?

Jakov. Sì. È stata una apparizione nei primi tempi.

Padre Livio: Come l’avete visto?

Jakov: Abbiamo visto Gesù sofferente. L’abbiamo visto fino a mezzo busto. Io sono rimasto molto impressionato……Sai quando i genitori ti raccontano che Gesù è morto in croce, che Gesù ha sofferto e che anche noi, sai come si racconta ai bambini, lo abbiamo fato soffrire quando non siamo stati bravi e non abbiamo ascoltato i genitori? Ebbene, quando tu vedi che realmente Gesù ha sofferto così, allora ti dispiace anche per quella cosa minima che hai fato sbagliata nella tua vita, oppure anche per una cosa così piccola che forse eri innocente o l’avevi fatto con innocenza….ma in quel momento lì ti dispiace per tutto.

Padre Livio: Mi pare che in quella occasione la Madonna vi avrebbe detto che Gesù ha sofferto per i nostri peccati?

Jakov: Sicuramente, per i nostri peccati.

Padre Livio: Anche per i miei e per i tuoi.

Jakov: Per i miei e per quelli degli altri.

Padre Livio: Non dovremmo dimenticarlo.

Jakov: Però la cosa che ti fa soffrire di più è che purtroppo ancora tanti fanno soffrire Gesù con i loro peccati.

Padre Livio: Dal mistero della Passione passiamo a quello del Natale. E’ vero che avete visto Gesù Bambino, appena nato?

Jakov: Sì, ogni Natale.

Padre Livio: Nell’ultimo Natale, quando hai visto la Madonna per la prima volta, dopo quel dodici settembre in cui ti ha dato il decimo segreto, la Madonna ti è apparsa ancora col Bambino?

Jakov: No, è venuta da sola.

Padre Livio: E’ venuta da sola, senza il Bambino?

Jakov: Sì

Padre Livio: Mentre quando avevi le apparizioni quotidiane veniva ogni Natale col Bambino Gesù?

Jakov: Sì, veniva col Bambino Gesù.

Padre Livio: E com’era il Bambino Gesù?

Jakov: Gesù Bambino non si vedeva tanto perché la Madonna l’aveva sempre coperto col suo velo.

Padre Livio: Col suo velo?

Jakov: Sì.

Padre Livio: Quindi non l’avete mai visto proprio bene?

Jakov: Però la cosa che dà più tenerezza è proprio l’amore della Madonna verso questo Figlio.

Padre Livio: Ti ha colpito l’amore materno di Maria per Gesù?

Jakov: Vedendo l’amore della Madonna per questo Figlio, subito senti l’amore dellla Madonna verso di te.

Padre Livio: Cioè dall’amore che la Madonna ha per il Bambino Gesù tu senti…

Jakov: E anche come tiene questo Bambino…

Padre Livio: Come lo tiene?

Jakov: In un modo che tu senti subito l’amore che lei ha anche per te.

Padre Livio: Sono ammirato e colpito da quanto hai detto. Ma ora ritorniamo al tema della preghiera, che sta particolarmente a cuore dalla Madonna. Secondo te perché la Madonna tiene così tanto alla santa Messa?

Jakov: Io penso che durante la santa Messa abbiamo tutto, riceviamo tutto, perché è presente Gesù. E Gesù per noi cristiani penso debba essere proprio il centro della nostra vita e con lui deve essere la Chiesa a rappresentare il centro di tutta la nostra vita. E’ per questo che la Madonna ci invita ad andare alla santa Messa e dà ad essa così tanta importanza:

Padre Livio: L’invito della Madonna è solo per la Messa festiva a anche per la Messa quotidiana?

Jakov: Anche nei giorni feriali, se è possibile. Sì.

Padre Livio: Alcuni messaggi della Madonna invitano anche alla confessione. A te la Madonna non ha mia parlato della confessione?

Jakov. La Madonna ha detto che dobbiamo confessarci almeno una volta al mese. Non c’è uomo su questa terra che non abbia bisogno di confessarsi, perché, parlo della mia esperienza, quando ti confessi ti senti proprio puro nel tuo cuore, ti senti come più leggero. Perché quando tu, andando dal sacerdote, dici che hai sbagliato, confessi che hai sbagliato e cerchi di non ripetere più quella cosa e chiedi scusa al Signore, a Gesù, anche per quella cosa minima che hai fatto, allora ricevi il perdono e ti senti puro e leggero.

Padre Livio: Molti evitano di confessarsi con questa scusa: “ Perché – dicono – Devo confessarmi dal sacerdote, quando potrei confessarmi direttamente a Dio?”

Jakov: Penso che questo atteggiamento dipende dal fatto che oggi tanti, purtroppo, hanno perso il rispetto per i sacerdoti. Non hanno capito che il sacerdote rappresenta Gesù qui su questa terra. Tanti rivolgono ai sacerdoti delle critiche, ma non capiscono che anche il sacerdote è un uomo come tutti noi. Gli facciamo delle critiche invece di andare a parlare con lui e di aiutarlo con la nostra preghiera.

La Madonna ha detto tante volte che dobbiamo pregare per i sacerdoti, proprio per avere dei sacerdoti santi e noi questo dobbiamo fare e non andare a criticarli.

Ho sentito tante volte i pellegrini che si lamentano dicendo: “ Il mio parroco non vuole questo, il mio parroco non vuole quello…Il mio parroco non vuole pregare…” Ma tu vai a parlare con lui, chiedigli perché succede questo, prega per il tuo parroco e non criticarlo. I nostri sacerdoti hanno bisogno del nostro aiuto.

Padre Livio: Quindi la Madonna più volte ha sollecitato a pregare per i sacerdoti?

Jakov: Sì veramente tante volte. In modo particolare attraverso Ivan la Madonna ci invita a pregare per i sacerdoti.

Padre Livio: Tu personalmente hai mai sentito la Madonna invitare a pregare per il Papa?

Jakov: No, a me l’ha detto mai, ma agli altri sì.

Padre Livio: Dopo la preghiera qual è il messaggio più importante?

Jakov: La Madonna ci chiede anche il digiuno.

Padre Livio: Che tipo di digiuno chiede?

Jakov: La Madonna ci chiede il digiuno a pane e acqua, il mercoledì e il venerdì. Però quando la Madonna ci chiede il digiuno, desidera che si faccia veramente con amore verso Dio. Non diciamo, come tante volte succede, “Se digiuno mi sento male”, oppure fare il digiuno tanto per farlo. Questo non è un digiuno. Piuttosto è meglio non farlo. Noi dobbiamo fare veramente il digiuno col nostro cuore e offrirlo.

Ci sono tanti malati che non possono fare il digiuno, però loro possono offrire qualcosa, ciò a cui sono attaccati di più. Però deve essere fatto veramente con amore.

Vi è certamente un po’ di sacrificio quando si digiuna, però se guardiamo a che cosa Gesù ha fatto per noi, che cosa ha sopportato per tutti noi, se guardiamo alle sue umiliazioni, il nostro digiuno che cos’è? E’ soltanto una piccola cosa.

Io penso che dobbiamo cercare di capire una cosa, che purtroppo in molti non l’abbiamo capita. Quando digiuniamo o quando preghiamo, per l’utilità di chi lo facciamo? A pensarci bene lo facciamo per noi stessi, per il nostro futuro, persino per la nostra salute….Non vi è dubbio che tutte queste cose sono a nostro vantaggio e per la nostra salvezza.

Io lo dico spesso ai pellegrini. La Madonna sta benissimo in paradiso e non ha nessun bisogno di scendere qui sulla terra. Però lei ci vuole salvare tutti, perché il suo amore verso di noi è immenso. Noi dobbiamo aiutare la Madonna affinché noi stessi possiamo salvarci. Ecco perché dobbiamo accettare ciò a cui ci invita nei suoi messaggi.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

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BUONA DOMENICA

DOMENICA  33.MA  DEL  TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria  Buona Domenica!

Si sente  sempre  la gioia  nel cuore quando  si fa  questo saluto,  perché  la  Domenica  è  un dono del Signore  risorto,  pieno di luce e di speranza,  che ci eleva  al  di là del  grigiore  dei giorni della settimana. 

I   giorni  della  settimana ,  dal  Lunedì al Sabato, rappresentano il  pellegrinaggio della  vita, con le  sue fatiche, i suoi pericoli  e le sue  preoccupazioni.

E’  Stata la Sacra Scrittura,  prima col sabato e poi con la Domenica, a  spezzare il  tempo  della  vita  inteso come un  moto circolare,  che si avita su se  stesso, senza vie di uscita.

La Domenica   è  questa  apertura,   grazie alla  quale  ci è  offerto il tempo di alzare  gli occhi al Cielo, di oltrepassare l’orizzonte della   finitezza,  di liberare  il  cuore  dalle amarezze accumulate.

La  Domenica   è  il  giorno che,  da abitanti della terra,  possiamo  sentirci  cittadini del  Cielo, in cammino verso la  patria  beata dove  è  festa senza fine.

Per questo la Chiesa  invita i  suoi fedeli a lasciare  le incombenze quotidiane, per  poter entrare nella dimensione della  preghiera,  partecipando alla  celebrazione della S .Messa, nella  quale Cristo ci  istruisce,  ci  conforta e ci unisce  a  sé  col pane di  vita eterna.

Facciamo della Domenica  l’oasi spirituale della  settimana  e della  S. Messa l’appuntamento al   quale essere  sempre presenti.

Nel  vangelo di oggi  Gesù parla degli ultimi tempi, che sono quelli che contrassegnano il  pellegrinaggio della Chiesa e  in  modo particolare  il periodo che stiamo vivendo, nel quale satana ha  visitato la  terra con  la  sua furia  distruttiva.

Meditiamo con fiducia  le  parole di Gesù,  dalle  quali comprendiamo che gli attacchi del male  nulla  possono contro chi è  saldo nella fede e nella  preghiera.

Vostro Padre  Livio


Vangelo

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,5-19
 
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
 
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
 
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
 
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
 
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Dugin contro Putin, il giallo del post subito rimosso: «Paga con la vita il sovrano che non ci salva»

di Redazione Online – Corriere della Sera 12-11-2022

Il filosofo Aleksander Dugin avrebbe attaccato il presidente Putin in un post poi cancellato, usando frasi durissime dopo la ritirata da Kherson. Mentre Solovyov, «megafono» della propaganda, chiede «un esercito più grande» e «il pugno di ferro» per risolvere i «gravi problemi» della campagna in Ucraina

In una autocrazia «diamo al sovrano pienezza assoluta dei poteri per salvarci tutti», quindi «pieni poteri in caso di successo, ma anche totalità delle responsabilità in caso di fallimento».
A scriverlo su Telegram sarebbe stato il filosofo Alexander Dugin in quello che — secondo quanto riportato dal Mirror, un tabloid britannico — è stato un duro attacco a Vladimir Putin dopo la ritirata a Kherson.
Secondo il quotidiano britannico, il post — di due giorni fa — è stato rimosso «poco dopo essere stato messo online».
Nel post, Dugin — che ha perso la figlia in un clamoroso attentato organizzato, secondo quanto riportato dal New York Times, da elementi dell’intelligence ucraina — avrebbe specificato di non avere «niente contro Surovikin», ossia il capo delle operazioni militari in Ucraina.
«Il colpo», avrebbe scritto, «non è diretto a lui. È un colpo per voi-sapete-chi».
Nel suo post, Dugin avrebbe fatto riferimento a una storia citata nel libro di James Frazer «Il ramo d’oro», nella quale un sovrano viene ucciso e sventrato perché non è riuscito a riportare la pioggia, ponendo fine a una lunga siccità.
«Se il sovrano si circonda di mer…, o se sputa sulla giustizia sociale, questo non è piacevole. ma è accettabile se il sovrano ci salva. Se no — il destino del “re delle piogge”».
«Quanto avvenuto non è semplicemente un tradimento: è un passo verso l’Armageddon», avrebbe scritto. «Le condizioni dell’Occidente, questa civiltà satanica, non saranno mai accettabili per Mosca. Questo significa che ci resta a disposizione il nostro arsenale di atomiche tattiche e strategiche. Questo è il punto finale».

«Abbiamo già fatto molte correzioni e modifiche all’operazione militare speciale: non ha funzionato. L’ultima risorsa è l’ideologia. Quella vera, non quella che l’amministrazione presidenziale, spaventata a morte da quanto sta accadendo, tenta di venderci. Basta girarci intorno: serve l’Idea Russa. Solo questo. È stupido pensare alla possibilità della distruzione di tutta l’umanità solo per paura dell’Idea Russa, della nostra ideologia. Non c’è altro modo: le autorità russe non possono ritirarsi da altro, il limite è ormai stato raggiunto. La guerra deve diventare una vera, e piena, guerra del popolo. Ma perché questo avvenga, lo Stato deve tornare a essere del popolo — russo, cioè. E non come è oggi».

Il malumore di Solovyov

Il malumore dei fedelissimi di Putin di fronte alla ritirata da Kherson non è visibile solo attraverso il misterioso post di Dugin. Anche Vladimir Solovyov, uno dei principali megafoni della propaganda russa, ha detto in tv che «la Russia ha bisogo di un esercito più grande, in grado di sostenere una guerra a tutto campo in Europa».
Non solo: chiede che i «gravi problemi» insorti nell’operazione militare, «ormai in stallo», vengano «risolti con il pugno di ferro», e che gli obiettivi originari devono rimanere gli stessi.

Il rischio per Putin

La situazione, per Putin, presenta ora più di una criticità, secondo quanto riportato da Steve Rosenberg, corrispondente da Mosca della Bbc.
Che — nella sua rassegna stampa del 10 novembre — già segnalava l’editoriale della Nezavisimaya Gazeta che prendeva sì le mosse da quanto accaduto a Kherson, per poi allargare però il discorso. Il titolo dell’editoriale è: «Sull’infallibità di chi è al potere». «Il nostro sistema si fonda sulla ricerca di un grande leader. A lui viene concesso il diritto di decidere le priorità politiche ed economiche. Le sue decisioni non si discutono. Ma questo comporta che lui non possa fare errori, perché non c’è alcun meccanismo per correggerli. È come se un leader che ammettesse di aver fatto errori compromettesse il suo status, e facesse dubitare delle sue qualità le persone che ha intorno. Ma se questa è la percezione del potere, è molto difficile organizzare una politica normale, nella quale uno dei compiti principali sarebbe quello di correggere gli errori per tempo. La politica, in un ambiente come quello attuale, porta inevitabilmente a narrazioni propagandistiche che, a loro volta, non vengono corrette».

In un articolo sulla Bbc — intitolato «Putin non può sfuggire alle conseguenze del ritiro russo in Ucraina» — Rosenberg spiega poi quale sia l’enorme problema che ora Putin si trova di fronte.
Il presidente russo ha cercato in tutti i modi di distanziarsi dalla decisione di ritirarsi da Kherson: non a caso, l’annuncio è arrivato in tv, ma a parlare erano il generale Surovikin — comandante delle forze sul campo — che ha «consigliato» al ministro della Difesa Shoigu di ritirarsi dalla città; e a quel punto, Shoigu ha «accolto» il suggerimento e dato l’ordine alle truppe. «È stato il ministro della Difesa a prendere la decisione, non ho nulla da dire su questo punto», ha commentato infatti il portavoce di Putin, Dmitry Peskov.

Il Cremlino cerca di far sembrare l’esercito responsabile di quanto accaduto. Ma è stato il presidente Putin a ordinare l’invasione dell’Ucraina. Quella che definisce “operazione militare speciale” è stata una sua idea. E prendere le distanze da qualsiasi aspetto di questa operazione non sarà semplice», scrive Rosenberg. «C’è un pericolo per Putin, in questa situazione: un pericolo che c’era già prima della ritirata da Kherson. Gli eventi degli ultimi 9 mesi rischiano di cambiare il modo in cui Putin viene visto in patria: non tanto dal pubblico, quanto — ed è cruciale — dall’élite russa, dalle persone che ha intorno, dalle persone al potere. Per anni hanno visto Putin come un infallibile stratega, come qualcuno in grado di emergere sempre come vincitore. Lo hanno considerato il punto fermo del sistema di cui fanno parte, e che è stato costruito intorno a lui. Ma le vittorie scarseggiano, dal 24 febbraio a oggi.

L’invasione non è andata secondo i piani. Non solo ha portato morte e distruzione in Ucraina, ma ha anche causato significative perdite nell’esercito russo. Putin aveva promesso che soltanto soldati di professione si sarebbero sobbarcati l’onere di combattere: e poi ha mobilitato centinaia di migliaia di cittadini russi perché prendano parte alla guerra. I costi economici sono a loro volta stati considerevoli. Il Cremlino ha sempre dipinto Putin come “mister stabilità”, per la Russia. Ma questa narrazione è diventata ben più complicata, ora».

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

29. Il  pericolo mortale dei cuori impenitenti

Medjugorje è un nome conosciuto in tutto il mondo,  come luogo e come evento che evoca la presenza del divino e che attira l’attenzione anche dei non credenti.

La Gospa si rammarica che molti non l’abbiano neppure presa in considerazione, nonostante i segni di credibilità che ha dato e l’accompagnamento prudente della Chiesa, che ha sempre lasciato liberi di credere e di accogliere i messaggi, pur lasciando sospeso il giudizio sulla soprannaturalità delle apparizioni.

Quelli che non hanno risposto colpevolmente alla chiamata, accampando presti di vario genere, in quali condizioni spirituali arriveranno nel momento della prova?

E’ una domanda che devono innanzi tutto farsi loro perché, se è vero che nessuno è obbligato a credere a una apparizione privata, è anche vero che gli effetti dell’incredulità possono essere devastanti.

Quelli che hanno sentito la chiamata, ma non hanno risposto, lasciando che il diavolo rubasse la grazia ricevuta; quelli che all’inizio hanno riposto, ma poi si sono lasciati di nuovo riprendere dal mondo con le sue vanità; quelli che, pur andando in pellegrinaggio, non si sono allontanati dal peccato e non hanno iniziato seriamente un cammino di conversione:  tutti questi si troveranno impreparati nel momento cruciale, in cui bisognerà passare attraverso il fuoco della prova.

La tiepidezza della vita spirituale porta prima all’indebolimento della volontà e poi alla schiavitù del peccato. E’ da stolti pensare di aspettare che arrivi il momento dei dieci segreti per decidersi di credere e di cambiare vita.

Come pure è una forma di autoinganno fare le orecchie da mercante ai richiami della Madonna, col pretesto che ancora non vi è un riconoscimento da parte della Chiesa. Ogni volta che la Chiesa ha esplicitamente o implicitamente riconosciuto un’apparizione mariana, lo ha fatto per i frutti di conversione che ha prodotto.

L’uomo è un grande ingannatore di se stesso e il diavolo gli porge sempre qualche pretesto per rimandare la conversione. Tuttavia il risveglio sarà drammatico, come quello degli apostoli che dormivano mentre Gesù si preparava al combattimento decisivo contro l’impero delle tenebre.

Quando Gesù li svegliò dicendo: “Alzatevi, andiamo”, i poveretti non si resero conto di quello che stava accadendo. Che cosa fecero?  “Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono” ( Mt 26, 56).

Arrivare impreparati al momento cruciale del passaggio del mar Rosso sarebbe un rischio fatale, da evitare ad ogni costo, decidendosi subito per la conversione. Questo è un punto sul quale la Gospa non si stanca di insistere fin dai primi giorni.

Il segno sulla montagna non sarà uno spettacolo per soddisfare la  curiosità degli sfaccendati, ma l’ultima ancora di salvezza, il cui scopo è quello di fugare le perplessità e i dubbi sulla presenza di Maria. Per chi arriva a quel momento col cuore chiuso potrebbe essere troppo tardi.

La Gospa ammonisce con parole impressionanti quelli che arriveranno al momento del segno col cuore impietrito nell’incredulità e nell’ostilità:

 “Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. È ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza” (19 – 07 – 1981).

 “Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifesterà. Ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosità. Questo, prima del segno visibile, è un tempo di grazia per i credenti. Perciò convertitevi e approfondite la vostra fede. Quando verrà il segno visibile, per molti sarà troppo tardi” (23-12-1983).

La Madre ha uno sguardo universale e rivolge i sui occhi oltre i confini della Chiesa, verso tutti quelli che si sono lasciati travolgere dal vento dell’incredulità e che, pur essendo stati battezzati, hanno perso la fede e camminano nelle tenebre della menzogna e della morte.

In questi casi la durezza del cuore è divenuta militanza contro Dio e contro il suo inviato Gesù Cristo. Come reagiranno i costruttori del mondo senza Dio quando l’Altissimo scuoterà la terra con la potenza del suo braccio e la Santa Vergine getterà l’ancora della salvezza?

 Si convertiranno o, come i nemici di Gesù, non si fermeranno davanti a nulla pur di portare la termine la distruzione della Chiesa? Nessuno può sapere che cosa esattamente c’è nel cuore dell’uomo, tuttavia basta uno sguardo sulla società globale nella quale viviamo per comprendere che molti vivono senza Dio o, peggio ancora, contro di Lui.

La Madre non sorvola sullo stato di perdizione nel quale vivono i suoi figli, non pronuncia le frasi della falsa misericordia che scusa tutto, compreso il peccato. Le sue parole sono quelle di un cuore straziato:

 “Soffro molto per i non credenti. Anche loro sono figli miei. Non sanno quale tremendo destino li aspetti. Tutto quello che vi ho confidato si realizzerà. Anche gli ammonimenti al mondo si verificheranno. Però non dovete pensare per questo che Dio abbia un cuore duro. Guardatevi attorno e vi renderete conto di quanto siano immersi nel peccato gli uomini d’oggi. E così non direte più che Dio ha un cuore duro. Piuttosto, voi dovreste pregare di più per i non credenti e per i peccatori ( 25 – 10 – 1985).

Chi entra nella fornace ardente della prova col cuore indurito avrà la possibilità di salvarsi? Quando nel cuore è entrato satana che ne ha fatto la sua dimora, la conversione non è impossibile, perché l’amore di Dio è più forte del male.

Tuttavia è terribilmente difficile, come nel caso di Giuda, l’apostolo per la cui salvezza Gesù ha pregato in modo particolare. L’Apocalisse ci descrive la reazione degli “abitanti della terra” nel momento in cui i flagelli si abbattono su di essa, decimando l’umanità.

 Almeno i superstiti si convertiranno? Nient’affatto! “In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno, brameranno morire, ma la morte li fuggirà” ( Ap 9, 6). Che cosa faranno? Avranno almeno un ripensamento?  Invocheranno Dio o lo bestemmieranno? “Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni” ( Ap 16, 19).

 La Madonna, che ben conosce quanto accadrà e, conformemente alla Scrittura, ci supplica di convertirci ora, perché dopo sarà troppo tardi. Infatti  “Il resto dell’umanità, che non perì a causa di questi flagelli, non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestare culto ai demoni, e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra, di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare; non rinunziò nemmeno agli omicidi, né alle stregonerie, né alla fornicazione, né alle ruberie”   ( Ap 9, 20).

Se le apparizioni della Regina della pace durano così a lungo è per allungare il tempo di grazia, perché l’appello alla conversione arrivi fino agli estremi confini della terra e l’umanità tocchi con mano che, se non ritorna a Dio, non nessuna possibilità di salvezza

Medjugorje è un nome conosciuto in tutto il mondo,  come luogo e come evento che evoca la presenza del divino e che attira l’attenzione anche dei non credenti.

La Gospa si rammarica che molti non l’abbiano neppure presa in considerazione, nonostante i segni di credibilità che ha dato e l’accompagnamento prudente della Chiesa, che ha sempre lasciato liberi di credere e di accogliere i messaggi, pur lasciando sospeso il giudizio sulla soprannaturalità delle apparizioni.

Quelli che non hanno risposto colpevolmente alla chiamata, accampando presti di vario genere, in quali condizioni spirituali arriveranno nel momento della prova?

E’ una domanda che devono innanzi tutto farsi loro perché, se è vero che nessuno è obbligato a credere a una apparizione privata, è anche vero che gli effetti dell’incredulità possono essere devastanti.

Quelli che hanno sentito la chiamata, ma non hanno risposto, lasciando che il diavolo rubasse la grazia ricevuta; quelli che all’inizio hanno riposto, ma poi si sono lasciati di nuovo riprendere dal mondo con le sue vanità; quelli che, pur andando in pellegrinaggio, non si sono allontanati dal peccato e non hanno iniziato seriamente un cammino di conversione:  tutti questi si troveranno impreparati nel momento cruciale, in cui bisognerà passare attraverso il fuoco della prova.

La tiepidezza della vita spirituale porta prima all’indebolimento della volontà e poi alla schiavitù del peccato. E’ da stolti pensare di aspettare che arrivi il momento dei dieci segreti per decidersi di credere e di cambiare vita.

Come pure è una forma di autoinganno fare le orecchie da mercante ai richiami della Madonna, col pretesto che ancora non vi è un riconoscimento da parte della Chiesa. Ogni volta che la Chiesa ha esplicitamente o implicitamente riconosciuto un’apparizione mariana, lo ha fatto per i frutti di conversione che ha prodotto.

L’uomo è un grande ingannatore di se stesso e il diavolo gli porge sempre qualche pretesto per rimandare la conversione. Tuttavia il risveglio sarà drammatico, come quello degli apostoli che dormivano mentre Gesù si preparava al combattimento decisivo contro l’impero delle tenebre.

Quando Gesù li svegliò dicendo: “Alzatevi, andiamo”, i poveretti non si resero conto di quello che stava accadendo. Che cosa fecero?  “Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono” ( Mt 26, 56).

Arrivare impreparati al momento cruciale del passaggio del mar Rosso sarebbe un rischio fatale, da evitare ad ogni costo, decidendosi subito per la conversione. Questo è un punto sul quale la Gospa non si stanca di insistere fin dai primi giorni.

Il segno sulla montagna non sarà uno spettacolo per soddisfare la  curiosità degli sfaccendati, ma l’ultima ancora di salvezza, il cui scopo è quello di fugare le perplessità e i dubbi sulla presenza di Maria. Per chi arriva a quel momento col cuore chiuso potrebbe essere troppo tardi.

La Gospa ammonisce con parole impressionanti quelli che arriveranno al momento del segno col cuore impietrito nell’incredulità e nell’ostilità:

 “Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. È ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza” (19 – 07 – 1981).

 “Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifesterà. Ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosità. Questo, prima del segno visibile, è un tempo di grazia per i credenti. Perciò convertitevi e approfondite la vostra fede. Quando verrà il segno visibile, per molti sarà troppo tardi” (23-12-1983).

La Madre ha uno sguardo universale e rivolge i sui occhi oltre i confini della Chiesa, verso tutti quelli che si sono lasciati travolgere dal vento dell’incredulità e che, pur essendo stati battezzati, hanno perso la fede e camminano nelle tenebre della menzogna e della morte.

In questi casi la durezza del cuore è divenuta militanza contro Dio e contro il suo inviato Gesù Cristo. Come reagiranno i costruttori del mondo senza Dio quando l’Altissimo scuoterà la terra con la potenza del suo braccio e la Santa Vergine getterà l’ancora della salvezza?

 Si convertiranno o, come i nemici di Gesù, non si fermeranno davanti a nulla pur di portare la termine la distruzione della Chiesa? Nessuno può sapere che cosa esattamente c’è nel cuore dell’uomo, tuttavia basta uno sguardo sulla società globale nella quale viviamo per comprendere che molti vivono senza Dio o, peggio ancora, contro di Lui.

La Madre non sorvola sullo stato di perdizione nel quale vivono i suoi figli, non pronuncia le frasi della falsa misericordia che scusa tutto, compreso il peccato. Le sue parole sono quelle di un cuore straziato:

 “Soffro molto per i non credenti. Anche loro sono figli miei. Non sanno quale tremendo destino li aspetti. Tutto quello che vi ho confidato si realizzerà. Anche gli ammonimenti al mondo si verificheranno. Però non dovete pensare per questo che Dio abbia un cuore duro. Guardatevi attorno e vi renderete conto di quanto siano immersi nel peccato gli uomini d’oggi. E così non direte più che Dio ha un cuore duro. Piuttosto, voi dovreste pregare di più per i non credenti e per i peccatori ( 25 – 10 – 1985).

Chi entra nella fornace ardente della prova col cuore indurito avrà la possibilità di salvarsi? Quando nel cuore è entrato satana che ne ha fatto la sua dimora, la conversione non è impossibile, perché l’amore di Dio è più forte del male.

Tuttavia è terribilmente difficile, come nel caso di Giuda, l’apostolo per la cui salvezza Gesù ha pregato in modo particolare. L’Apocalisse ci descrive la reazione degli “abitanti della terra” nel momento in cui i flagelli si abbattono su di essa, decimando l’umanità.

 Almeno i superstiti si convertiranno? Nient’affatto! “In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno, brameranno morire, ma la morte li fuggirà” ( Ap 9, 6). Che cosa faranno? Avranno almeno un ripensamento?  Invocheranno Dio o lo bestemmieranno? “Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni” ( Ap 16, 19).

 La Madonna, che ben conosce quanto accadrà e, conformemente alla Scrittura, ci supplica di convertirci ora, perché dopo sarà troppo tardi. Infatti  “Il resto dell’umanità, che non perì a causa di questi flagelli, non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestare culto ai demoni, e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra, di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare; non rinunziò nemmeno agli omicidi, né alle stregonerie, né alla fornicazione, né alle ruberie”   ( Ap 9, 20).

Se le apparizioni della Regina della pace durano così a lungo è per allungare il tempo di grazia, perché l’appello alla conversione arrivi fino agli estremi confini della terra e l’umanità tocchi con mano che, se non ritorna a Dio, non nessuna possibilità di salvezza.

Vostro Padre Livio

Festa a sorpresa per Padre Livio 🎉🎉

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