APOSTOLI DI MARIA

29. Il  pericolo mortale dei cuori impenitenti

Medjugorje è un nome conosciuto in tutto il mondo,  come luogo e come evento che evoca la presenza del divino e che attira l’attenzione anche dei non credenti.

La Gospa si rammarica che molti non l’abbiano neppure presa in considerazione, nonostante i segni di credibilità che ha dato e l’accompagnamento prudente della Chiesa, che ha sempre lasciato liberi di credere e di accogliere i messaggi, pur lasciando sospeso il giudizio sulla soprannaturalità delle apparizioni.

Quelli che non hanno risposto colpevolmente alla chiamata, accampando presti di vario genere, in quali condizioni spirituali arriveranno nel momento della prova?

E’ una domanda che devono innanzi tutto farsi loro perché, se è vero che nessuno è obbligato a credere a una apparizione privata, è anche vero che gli effetti dell’incredulità possono essere devastanti.

Quelli che hanno sentito la chiamata, ma non hanno risposto, lasciando che il diavolo rubasse la grazia ricevuta; quelli che all’inizio hanno riposto, ma poi si sono lasciati di nuovo riprendere dal mondo con le sue vanità; quelli che, pur andando in pellegrinaggio, non si sono allontanati dal peccato e non hanno iniziato seriamente un cammino di conversione:  tutti questi si troveranno impreparati nel momento cruciale, in cui bisognerà passare attraverso il fuoco della prova.

La tiepidezza della vita spirituale porta prima all’indebolimento della volontà e poi alla schiavitù del peccato. E’ da stolti pensare di aspettare che arrivi il momento dei dieci segreti per decidersi di credere e di cambiare vita.

Come pure è una forma di autoinganno fare le orecchie da mercante ai richiami della Madonna, col pretesto che ancora non vi è un riconoscimento da parte della Chiesa. Ogni volta che la Chiesa ha esplicitamente o implicitamente riconosciuto un’apparizione mariana, lo ha fatto per i frutti di conversione che ha prodotto.

L’uomo è un grande ingannatore di se stesso e il diavolo gli porge sempre qualche pretesto per rimandare la conversione. Tuttavia il risveglio sarà drammatico, come quello degli apostoli che dormivano mentre Gesù si preparava al combattimento decisivo contro l’impero delle tenebre.

Quando Gesù li svegliò dicendo: “Alzatevi, andiamo”, i poveretti non si resero conto di quello che stava accadendo. Che cosa fecero?  “Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono” ( Mt 26, 56).

Arrivare impreparati al momento cruciale del passaggio del mar Rosso sarebbe un rischio fatale, da evitare ad ogni costo, decidendosi subito per la conversione. Questo è un punto sul quale la Gospa non si stanca di insistere fin dai primi giorni.

Il segno sulla montagna non sarà uno spettacolo per soddisfare la  curiosità degli sfaccendati, ma l’ultima ancora di salvezza, il cui scopo è quello di fugare le perplessità e i dubbi sulla presenza di Maria. Per chi arriva a quel momento col cuore chiuso potrebbe essere troppo tardi.

La Gospa ammonisce con parole impressionanti quelli che arriveranno al momento del segno col cuore impietrito nell’incredulità e nell’ostilità:

 “Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. È ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza” (19 – 07 – 1981).

 “Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifesterà. Ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosità. Questo, prima del segno visibile, è un tempo di grazia per i credenti. Perciò convertitevi e approfondite la vostra fede. Quando verrà il segno visibile, per molti sarà troppo tardi” (23-12-1983).

La Madre ha uno sguardo universale e rivolge i sui occhi oltre i confini della Chiesa, verso tutti quelli che si sono lasciati travolgere dal vento dell’incredulità e che, pur essendo stati battezzati, hanno perso la fede e camminano nelle tenebre della menzogna e della morte.

In questi casi la durezza del cuore è divenuta militanza contro Dio e contro il suo inviato Gesù Cristo. Come reagiranno i costruttori del mondo senza Dio quando l’Altissimo scuoterà la terra con la potenza del suo braccio e la Santa Vergine getterà l’ancora della salvezza?

 Si convertiranno o, come i nemici di Gesù, non si fermeranno davanti a nulla pur di portare la termine la distruzione della Chiesa? Nessuno può sapere che cosa esattamente c’è nel cuore dell’uomo, tuttavia basta uno sguardo sulla società globale nella quale viviamo per comprendere che molti vivono senza Dio o, peggio ancora, contro di Lui.

La Madre non sorvola sullo stato di perdizione nel quale vivono i suoi figli, non pronuncia le frasi della falsa misericordia che scusa tutto, compreso il peccato. Le sue parole sono quelle di un cuore straziato:

 “Soffro molto per i non credenti. Anche loro sono figli miei. Non sanno quale tremendo destino li aspetti. Tutto quello che vi ho confidato si realizzerà. Anche gli ammonimenti al mondo si verificheranno. Però non dovete pensare per questo che Dio abbia un cuore duro. Guardatevi attorno e vi renderete conto di quanto siano immersi nel peccato gli uomini d’oggi. E così non direte più che Dio ha un cuore duro. Piuttosto, voi dovreste pregare di più per i non credenti e per i peccatori ( 25 – 10 – 1985).

Chi entra nella fornace ardente della prova col cuore indurito avrà la possibilità di salvarsi? Quando nel cuore è entrato satana che ne ha fatto la sua dimora, la conversione non è impossibile, perché l’amore di Dio è più forte del male.

Tuttavia è terribilmente difficile, come nel caso di Giuda, l’apostolo per la cui salvezza Gesù ha pregato in modo particolare. L’Apocalisse ci descrive la reazione degli “abitanti della terra” nel momento in cui i flagelli si abbattono su di essa, decimando l’umanità.

 Almeno i superstiti si convertiranno? Nient’affatto! “In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno, brameranno morire, ma la morte li fuggirà” ( Ap 9, 6). Che cosa faranno? Avranno almeno un ripensamento?  Invocheranno Dio o lo bestemmieranno? “Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni” ( Ap 16, 19).

 La Madonna, che ben conosce quanto accadrà e, conformemente alla Scrittura, ci supplica di convertirci ora, perché dopo sarà troppo tardi. Infatti  “Il resto dell’umanità, che non perì a causa di questi flagelli, non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestare culto ai demoni, e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra, di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare; non rinunziò nemmeno agli omicidi, né alle stregonerie, né alla fornicazione, né alle ruberie”   ( Ap 9, 20).

Se le apparizioni della Regina della pace durano così a lungo è per allungare il tempo di grazia, perché l’appello alla conversione arrivi fino agli estremi confini della terra e l’umanità tocchi con mano che, se non ritorna a Dio, non nessuna possibilità di salvezza

Medjugorje è un nome conosciuto in tutto il mondo,  come luogo e come evento che evoca la presenza del divino e che attira l’attenzione anche dei non credenti.

La Gospa si rammarica che molti non l’abbiano neppure presa in considerazione, nonostante i segni di credibilità che ha dato e l’accompagnamento prudente della Chiesa, che ha sempre lasciato liberi di credere e di accogliere i messaggi, pur lasciando sospeso il giudizio sulla soprannaturalità delle apparizioni.

Quelli che non hanno risposto colpevolmente alla chiamata, accampando presti di vario genere, in quali condizioni spirituali arriveranno nel momento della prova?

E’ una domanda che devono innanzi tutto farsi loro perché, se è vero che nessuno è obbligato a credere a una apparizione privata, è anche vero che gli effetti dell’incredulità possono essere devastanti.

Quelli che hanno sentito la chiamata, ma non hanno risposto, lasciando che il diavolo rubasse la grazia ricevuta; quelli che all’inizio hanno riposto, ma poi si sono lasciati di nuovo riprendere dal mondo con le sue vanità; quelli che, pur andando in pellegrinaggio, non si sono allontanati dal peccato e non hanno iniziato seriamente un cammino di conversione:  tutti questi si troveranno impreparati nel momento cruciale, in cui bisognerà passare attraverso il fuoco della prova.

La tiepidezza della vita spirituale porta prima all’indebolimento della volontà e poi alla schiavitù del peccato. E’ da stolti pensare di aspettare che arrivi il momento dei dieci segreti per decidersi di credere e di cambiare vita.

Come pure è una forma di autoinganno fare le orecchie da mercante ai richiami della Madonna, col pretesto che ancora non vi è un riconoscimento da parte della Chiesa. Ogni volta che la Chiesa ha esplicitamente o implicitamente riconosciuto un’apparizione mariana, lo ha fatto per i frutti di conversione che ha prodotto.

L’uomo è un grande ingannatore di se stesso e il diavolo gli porge sempre qualche pretesto per rimandare la conversione. Tuttavia il risveglio sarà drammatico, come quello degli apostoli che dormivano mentre Gesù si preparava al combattimento decisivo contro l’impero delle tenebre.

Quando Gesù li svegliò dicendo: “Alzatevi, andiamo”, i poveretti non si resero conto di quello che stava accadendo. Che cosa fecero?  “Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono” ( Mt 26, 56).

Arrivare impreparati al momento cruciale del passaggio del mar Rosso sarebbe un rischio fatale, da evitare ad ogni costo, decidendosi subito per la conversione. Questo è un punto sul quale la Gospa non si stanca di insistere fin dai primi giorni.

Il segno sulla montagna non sarà uno spettacolo per soddisfare la  curiosità degli sfaccendati, ma l’ultima ancora di salvezza, il cui scopo è quello di fugare le perplessità e i dubbi sulla presenza di Maria. Per chi arriva a quel momento col cuore chiuso potrebbe essere troppo tardi.

La Gospa ammonisce con parole impressionanti quelli che arriveranno al momento del segno col cuore impietrito nell’incredulità e nell’ostilità:

 “Anche quando sulla collina lascerò il segno che vi ho promesso, molti non crederanno. Verranno sulla collina, si inginocchieranno, ma non crederanno. È ora il tempo di convertirsi e di fare penitenza” (19 – 07 – 1981).

 “Tutti i segreti che ho confidato si realizzeranno e anche il segno visibile si manifesterà. Ma non aspettate questo segno per soddisfare la vostra curiosità. Questo, prima del segno visibile, è un tempo di grazia per i credenti. Perciò convertitevi e approfondite la vostra fede. Quando verrà il segno visibile, per molti sarà troppo tardi” (23-12-1983).

La Madre ha uno sguardo universale e rivolge i sui occhi oltre i confini della Chiesa, verso tutti quelli che si sono lasciati travolgere dal vento dell’incredulità e che, pur essendo stati battezzati, hanno perso la fede e camminano nelle tenebre della menzogna e della morte.

In questi casi la durezza del cuore è divenuta militanza contro Dio e contro il suo inviato Gesù Cristo. Come reagiranno i costruttori del mondo senza Dio quando l’Altissimo scuoterà la terra con la potenza del suo braccio e la Santa Vergine getterà l’ancora della salvezza?

 Si convertiranno o, come i nemici di Gesù, non si fermeranno davanti a nulla pur di portare la termine la distruzione della Chiesa? Nessuno può sapere che cosa esattamente c’è nel cuore dell’uomo, tuttavia basta uno sguardo sulla società globale nella quale viviamo per comprendere che molti vivono senza Dio o, peggio ancora, contro di Lui.

La Madre non sorvola sullo stato di perdizione nel quale vivono i suoi figli, non pronuncia le frasi della falsa misericordia che scusa tutto, compreso il peccato. Le sue parole sono quelle di un cuore straziato:

 “Soffro molto per i non credenti. Anche loro sono figli miei. Non sanno quale tremendo destino li aspetti. Tutto quello che vi ho confidato si realizzerà. Anche gli ammonimenti al mondo si verificheranno. Però non dovete pensare per questo che Dio abbia un cuore duro. Guardatevi attorno e vi renderete conto di quanto siano immersi nel peccato gli uomini d’oggi. E così non direte più che Dio ha un cuore duro. Piuttosto, voi dovreste pregare di più per i non credenti e per i peccatori ( 25 – 10 – 1985).

Chi entra nella fornace ardente della prova col cuore indurito avrà la possibilità di salvarsi? Quando nel cuore è entrato satana che ne ha fatto la sua dimora, la conversione non è impossibile, perché l’amore di Dio è più forte del male.

Tuttavia è terribilmente difficile, come nel caso di Giuda, l’apostolo per la cui salvezza Gesù ha pregato in modo particolare. L’Apocalisse ci descrive la reazione degli “abitanti della terra” nel momento in cui i flagelli si abbattono su di essa, decimando l’umanità.

 Almeno i superstiti si convertiranno? Nient’affatto! “In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno, brameranno morire, ma la morte li fuggirà” ( Ap 9, 6). Che cosa faranno? Avranno almeno un ripensamento?  Invocheranno Dio o lo bestemmieranno? “Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni” ( Ap 16, 19).

 La Madonna, che ben conosce quanto accadrà e, conformemente alla Scrittura, ci supplica di convertirci ora, perché dopo sarà troppo tardi. Infatti  “Il resto dell’umanità, che non perì a causa di questi flagelli, non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestare culto ai demoni, e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra, di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare; non rinunziò nemmeno agli omicidi, né alle stregonerie, né alla fornicazione, né alle ruberie”   ( Ap 9, 20).

Se le apparizioni della Regina della pace durano così a lungo è per allungare il tempo di grazia, perché l’appello alla conversione arrivi fino agli estremi confini della terra e l’umanità tocchi con mano che, se non ritorna a Dio, non nessuna possibilità di salvezza.

Vostro Padre Livio