"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2022 Pagina 6 di 16

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

MARIJA DI MEDJUGORJE RACCONTA  LA SUA  ESPERIENZA CON LA  MADONNA (7)

La Madonna ha risposto che  Maria Valtorta  si può leggere. Non ha detto se è vero o non è vero”.

P. Livio:  Marija, che cosa ci aspetta nel futuro?

Marija:    Speriamo il paradiso.

  • Vicka e Jakov sono stati portati fisicamente nell’aldilà a vedere il paradiso, il purgatorio e l’inferno e la stessa esperienza l’ha vissuta Ivan da solo. La  sua testimonianza però non ha forse il valore di quella di Vicka e Jakov in quanto loro due erano insieme. Tu personalmente (lasciamo da parte per il momento Mirijana e Ivanka che ora hanno soltanto un’apparizione all’anno), per quanto riguarda l’aldilà che cosa ti ha fatto vedere la Madonna?
  • Noi tutti abbiamo visto durante l’apparizione, come un’immagine che si guarda da una finestra, il paradiso, il purgatorio e l’inferno e la Madonna ci ha detto che ce li mostrava per dire che esistono, che esiste l’altra vita.
  • Potresti descrivere il paradiso, il purgatorio e l’inferno?
  • Sì, per prima cosa il paradiso. Abbiamo visto come un grande spazio con tante persone vestite con delle tuniche, come quelle romane, di diversi colori e abbiamo visto che lodavano Dio ed erano pieni di gioia e la Madonna ci ha detto che quelle persone che erano andate in paradiso avevano cercato e vissuto la volontà di Dio qui sulla terra ed ora che sono in paradiso è per loro un continuo conoscere Dio di più e un ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per loro. Poi abbiamo visto il purgatorio. Lì non abbiamo visto le persone, ma abbiamo sentito le loro voci. La Madonna ci ha detto che le persone che si trovano in purgatorio quando si trovavano sulla terra in alcuni momenti erano sicure che Dio esiste e in altri no, così ora si trovano in purgatorio. La loro più grande sofferenza è quella di sapere che Dio c’è, che è là e di non poter andare da lui. La Madonna ci ha chiesto di pregare molto per le anime del purgatorio in modo tale che possano andare al più presto in paradiso. Infine abbiamo visto l’inferno. Abbiamo visto come un grande fuoco e al centro una ragazza giovane e molto bella che è entrata in questo fuoco e poi è uscita diventando simile a una bestia…si è trasformata…e la Madonna ci ha detto che Dio ha dato a tutti la libertà e che ognuno di noi con la propria libertà risponde. Loro hanno vissuto nel male, nel peccato e hanno scelto con la loro libertà l’inferno e Dio non è quello che ci manda, ma siamo noi che scegliamo di andarci.
  • Siamo noi dunque che vogliamo andare all’inferno agendo contro la volontà di Dio e non è Dio che ci manda. Ho notato comunque, siccome sto finendo di scrivere un libro di Catechesi per giovani e proprio in questi giorni ho scritto il capitolo sull’inferno, che la descrizione che fa Lucia di Fatima dell’inferno ha qualche somiglianza con la vostra. Anche lì si parla di  mare di fuoco e di uomini e demoni che assumevano forme spaventose di orribili animali…
  • Io personalemte non leggo mai queste cose.
  • Mi pare sia un bene che non le leggiate, così non correte il pericolo di farvi influenzare. Senti Marija, consentimi prima di chiudere, di chiederti alcune piccole curiosità a beneficio del pubblico di Radio Marija che segue Medjugorje più da vicino. So che voi, per quanto riguarda le domande che rivolgete alla Madonna, qualche volta non potete farle, qualche volta la Madonna non vi risponde, ma a volte la Madonna vi risponde.
  • Sì. Ultimamente la Madonna risponde rarissime volte, perché ci invita a pregare e dice sempre che il Signore ci illumina nel nostro cuore.
  • Mi pare che tu una volta, su invito di un sacerdote, hai fatto una domanda alla Madonna su Maria Valtorta.
  • Sì, le ho chiesto se è vero e la Madonna ha risposto che si può leggere. Non ha detto se è vero o non è vero.
  • E per concludere, dicci che cosa ci aspetta per il futuro. Che cosa riguardano questi segreti che la Madonna vi ha dato?
  • I segreti sono segreti per adesso, finchè la Madonna non ci dirà…A Marijana e a Ivanka la Madonna ha già dato tutti i segreti che sono dieci e a noi non ancora tutti, La Madonna attraverso Mirijana ha chiesto di scegliere un sacerdote come guida spirituale, ma poi ognuno di noi durante questi anni ha un padre spirituale…
  • Allora i segreti non li sa nessuno, eccetto voi?
  • Attraverso Mirijana la Madonna ha chiesto di scegliere un sacerdote come guida, e  un domani può arrivare il momento che li potrà trasmettere.
  • Però Mirijana non glieli ha detti?
  • Per adesso niente.
  • Quindi nessuno sa questi segreti?
  • No, solo noi.
  • Secondo te, c’è da avere paura per questi segreti?
  • Noi diciamo sempre che i segreti sono segreti e non vogliamo esprimere nessuna opinione. Qualcuno è gioioso e qualche altro triste. Possiamo dire che per quanto riguarda il settimo segreto che la Madonna ha chiesto attraverso Mirijana preghiere e digiuno ed è stato attenuato.
  • Vedo che tu hai tre figli e quindi non hai paura del futuro.
  • Ci sono le pie donne della propaganda che dicono che o col bastone e con la parola le persone si devono convertire. Una volta stavo a Milano nella Cattedrale a pregare nel pomeriggio, perché mio marito doveva fare un lavoro e io non potevo essere con lui. Allora eravamo appena sposati. E’ arrivata una signora che mi ha buttato in mano un messaggio e mi sono chiesta che cosa fosse. Era il messaggio del 25 del mese….
  • A te ha dato il messaggio del 25?
  • Sì e probabilmente si vantava, chissà, di aver distribuito trecento messaggi ma io mi sono detta: ma è questo il modo di darli? Terribile!
  • E così ci sono molte persone che pensano che con le buone o con le cattive uno deve convertirsi e invece noi vediamo che Dio è amore e che ci chiama ad aiutare gli altri con amore, non sforzandoli a convertirsi, ma dando l’esempio della nostra vita e uno,  vedendo come ci amiamo noi, in quel momento vedrà e vivrà anche lui la sua conversione.
  • Marija, vedo che dobbiamo arrivare alla conclusione e vorrei chiederti di porgere un saluto alle persone malate e, siccome siamo nel programma di catechesi giovanile, di rivolgere un pensiero ai giovani.
  • Sì, noi durante il momento dell’apparizione raccomandiamo sempre tutte le persone. Io stasera ho pensato che, una volta arrivata alla conclusione, avrei dovuto salutare diverse persone, anche i nonni che stanno aspettando con i bambini che sono in casa e chissà se avranno resistito alla battaglia! Poi tutte le persone che hanno incontrato Medjugorje, soprattutto i malati che noi abbiamo incontrato e incoraggiato a pregare e tante altre persone piene di problemi che incontro ogni giorno. Vedo che ci sono tante sofferenze che noi abbiamo imparato ad offrire sempre. Domani, quando sarà il momento dell’apparizione, io raccomanderò alla Madonna tutte le persone presenti questa sera e tutte quelle che ci hanno sentito. La Madonna ci mette tutti nel suo cuore grande. Io sono sicura che, quando un domani andremo in paradiso, quando non ci sarà né dolore né pianto, capiremo il valore della sofferenza e rideremo. Ora siamo in questa valle di lacrime, come diciamo quando preghiamo, ma un domani, quando saremo in paradiso, quando saremo come farfalle, senza tutti i dolori, allora rideremo e ringrazieremo perché attraverso queste sofferenze abbiamo conquistato un posto in paradiso. Ecco io invito soprattutto i malati che non lascino nessuna sofferenza persa per niente, ma che tutto offrano a Dio, anche per le anime del purgatorio che hanno tanto bisogno e delle quali la Madonna ha anche detto che intercedono davanti a Dio per noi.
  • E per i giovani?
  • Per i giovani io sempre invito e ripeto: cercate Dio perché io stessa ero giovane, anche se adesso non sono tanto vecchia. Non ho ancora 33 anni e comunque ai giovani dico sempre che ringrazio la Madonna che mi ha preso nel tempo della gioventù, quando non avevamo ancora fatto l’esperienza dei tanti pericoli nei quali si trovano i giovani oggi. In America, in un incontro tenuto da Padre Jozo, un ragazzo ha avuto l’idea di scrivere su un braccialetto queste parole: che cosa farebbe Gesù se fosse al mio posto in questo momento? Che bella idea, ho pensato, ed è proprio lo Spirito Santo che ha ispirato questo ragazzo, che poi aveva donato un braccialetto con questa scritta a tutti i giovani e anche a Padre Jozo. Ecco bisogna essere coscienti su che cosa farebbe Gesù al nostro posto. Un giovane deve essere consapevole che è un cristiano e un cattolico e che la nostra vita è un dono di Dio. Tante volte uno dice: ho 18 anni e sono libero dai miei genitori, posso fare quello che voglio…Invece la nostra vita è un dono di Dio e bisogna essere coscienti di questo dono e rispettarlo, sia il dono della vita come quello della salute, perché tante volte abusiamo in tante cose. E anche cercare Gesù, perché quando incominciamo a cercare qualcosa possiamo trovare Gesù, perché Gesù è così immenso che possiamo metterlo dappertutto e nel medesimo tempo così piccolo che anche possiamo metterlo nella tasca dei nostri Jeans, per cui ripeto sempre ai giovani: cercate Gesù perché Gesù vi darà la soluzione per tutta la vostra vita.
  • E per le famiglie?
  • Per le famiglie: “ Pregate, pregate, pregate” come dice sempre la Madonna. Da noi c’è una consuetudine, nel momento in cui ci sposiamo, di mettere una mano sulla croce e il sacerdote con la stola le lega insieme per significare che non siamo legati solo io e mio marito, ma siamo legati anche a Gesù in modo particolare e mettiamo Gesù al primo posto nella nostra vita. Ecco, soprattutto a quelli che dicono di essere cristiani vorrei ricordare di essere coscienti che soprattutto oggi tante famiglie si separano, che tanti giovani non hanno più il senso della vita e sono alla ricerca di una famiglia ideale perché la loro famiglia era separata, era disperata. Incominciano a fare tanti progetti, ma poi iniziano le sofferenze e non hanno più la forza di andare avanti. Io dico sempre che dobbiamo imitare la Sacra Famiglia. Se iniziamo a vivere come Giuseppe, Maria e Gesù Bambino diventiamo tutti santi.
  • Per i sacerdoti e per le suore?
  • Per i sacerdoti di vivere il sacerdozio in un modo concreto, come la Madonna dice sempre, chiamando i sacerdoti suoi figli prediletti. I sacerdoti devono essere coscienti di questa realtà di essere prediletti e chiamati in un modo tutto particolare. Se un sacerdote non prega diventa un uomo di ‘affari e non fa il sacerdote e se viene un momento in cui non sapete come fare, iniziate a pregare e Gesù vi aprirà tutte le porte e tutte le finestre e se avete problemi nella parrocchia o vostri personali incominciate a pregare. Io ho visto sempre, quando mi sono avvicinata ai sacerdoti per parlare con loro, che nel momento in cui incominciano a pregare e a vivere la Santa Messa, in quel momento scoprono la gioia della loro vocazione al sacerdozio. Per quando riguarda le suore hanno sicuramente un grande carisma. Dopo i sacerdoti sono le persone più adatte oggi, in un mondo in cui ci sono tante sette e tante persone che sono alla ricerca. Parlando con medici, con professori mi hanno detto che tanta gente ha bisogno di qualcuno con cui parlare e io vorrei esortare le suore ad essere disponibili a sentire come un confessore, perché anche solo ascoltando si dà tanto. Le suore possono fare molto attraverso questa testimonianza concreta. La suora è una donna e la donna è molto aperta, molto concreta, assai più che un uomo, nel senso che vede i bisogni del momento. Oggi si ha particolarmente bisogno di questa concretezza. Una suora può essere una grande missionaria nella società, ascoltando le persone, invitandole a pregare, andando nelle case e prendendosi cura dei malati, degli anziani, dei bambini e così possono fare tanto. Da noi c’è una suora anziana, quasi sul punto di morire, che ama molto i bambini e le altre suore mi hanno detto che lei ogni settimana prende la Madonna di Fatima e fa la processione con i bambini dell’asilo, piova o non piova, e per loro è il momento più bello di tutta la settimana. Per dire come una suora anziana, che noi pensiamo non serva, come pure tanti anziani che abbiamo in casa, possono essere utili. La Madonna una volta ha detto degli anziani che sono le colonne delle nostre famiglie contro satana. Se noi li aiutiamo e li portiamo verso la preghiera diventano una sorgente di grazie.
  • Per finire, Marija, che consiglio dai a Radio Maria?
  • A Radio Maria di pregare, perché se mette Gesù al primo posto, allora diventa sempre più grande e che questa famiglia di Radio Maria, come la chiamate voi, sia costruita non sulla sabbia ma sulla roccia., che è la preghiera. Io penso che se si prega, non crolla.
  • Secondo te la Madonna la ascolta?
  • Qualche volta! Però ha più simpatia verso Roberta che verso di te.
  • Beh, è chiaro che fra donne vanno d’accordo.
  • Penso però che il tuo “caffè”  del mattino lo deve sentire, per vedere che gusto ha.
  • Ora che siamo arrivati alla fine ti resta solo di fare un saluto agli ascoltatori
  • Facciamo una preghiera. Mettiamo nel cuore della Madonna questa serata in modo particolare tutti gli ascoltatori, tutti noi qui presenti, affinché il Signore ci avvicini a lui attraverso anche questa mia esperienza. Io mi sento solo uno strumento attraverso il quale la Madonna vuole avvicinare più cuori al suo cuore. Io adesso reciterà un Padre nostro, Ave Maria e Gloria, pensando a tutti voi, a tutti i vostri problemi, a tutte le persone che ascoltano Radio Maria e sono sicura che la Madonna ascolta stasera ed è sempre con noi e sente i nostri bisogni e le nostre preghiere. Preghiamo in modo particolare per le persone che la Madonna dice che sono lontane. Attraverso Mirijana ultimamente ha chiesto di pregare in modo particolare per i lontani, come la Madonna li chiama. Preghiamo anche in modo particolare per quelli che devono lasciare questa terra e che si avviano verso il paradiso. Anche per tutte le persone che sono negli ospedali,  nelle case per anziani, che sono sole e abbandonate, che pensano che non c’è nessuno e non sono coscienti che Dio, la Madonna e l’angelo custode sono sempre con loro, perché siano sereni e pensino che dopo la morte la vita continua e che dopo questa valle di lacrime c’è….. la valle di gioia. Preghiamo per tutti e concludiamo con la preghiera.

  Erba, sede di Radio Maria. 27 Febbraio 1998.

Nota: L’intervista è stata rilasciata in lingua italiana.

La dizione orale è stata leggermente modificata nel testo scritto.

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Francesco: restiamo al fianco degli ucraini, popolo nobile e martire

Al termine dell’udienza generale, il Papa parla ancora del conflitto nell’est Europa e del dolore che sta vivendo la gente duramente provata dalla guerra. E racconta delle “mostruosità” del conflitto che gli ha descritto al telefono il cardinale Krajewski, nei giorni scorsi in missione in Ucraina per portare aiuti e per manifestare la vicinanza della Chiesa

Tiziana Campisi – Città del Vaticano 21 Settembre 2022

Uniamoci a questo popolo così nobile e martire.

Va ancora all’Ucraina e alla sua gente il pensiero del Papa al termine dell’udienza generale. Con dolore Francesco richiama nuovamente l’attenzione sulla “terribile situazione” della martoriata nazione prima di congedarsi dai fedeli riuniti in piazza San Pietro. E racconta della missione del suo elemosiniere, il cardinale Konrad Krajewski, che ha inviato per la quarta volta nel Paese per far sentire la sua vicinanza alla gente duramente provata dal conflitto con la Russia. Il porporato ha anche sperimentato sulla sua pelle, sabato scorso, il pericolo, rischiando la propria vita perché il suo pulmino di viveri e rosari del Papa, nei pressi di Zaporizhia, è stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco, ma non ci sono state gravi conseguenze e gli aiuti sono arrivati a destinazione.

Ieri mi ha telefonato, lui sta spendendo tempo lì, aiutando nella zona di Odessa, dando tanta vicinanza.

Francesco riferisce i dettagli della sua conversazione con il cardinale Krajewski, che gli ha descritto quanto sta vedendo in questi giorni.

Mi ha raccontato il dolore di questo popolo, le azioni selvagge, le mostruosità, i cadaveri torturati che trovano.

È a Izyum che il Papa allude, la località in cui sono stati ritrovati i resti di circa 500 persone e dove il cardinale Krajewski ha assistito al rinvenimento di diverse salme di ucraini martoriati ed è rimasto colpito da “tanto orrore”. “Una cosa difficile da raccontare, da spiegare” ha detto l’elemosiniere papale. Il porporato sta proseguendo la sua missione in Ucraina, per portare la carezza del Papa alla gente provata da morte e distruzione, e conta di portare ancora aiuti nella capitale Kiev.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’esame del cuore

Cari amici,

il cuore è certamente la sede dei sentimenti e delle emozioni. È un mare in tempesta, è un fluttuare continuo di onde che si agitano e poi si calmano per poi tornare ad agitarsi. La nostra vita si riflette totalmente nel nostro intimo e raramente abbiamo il coraggio di guardare nel nostro cuore.

L’uomo ha una dimensione spirituale molto profonda a cui è impossibile arrivare con la medicina, serve ben altro.

Dobbiamo metterci dinanzi a Dio in silenzio, nella sua luce, nella comprensione del suo amore. Pascal diceva che in Dio vediamo la nostra miseria nella luce della sua Misericordia. Vedendo la nostra miseria nella luce di Dio, ci apriamo alla sua Misericordia e curiamo le nostre ferite con il suo amore.

L’ascolto del cuore nel silenzio, che praticamente è un esame di coscienza non preparatorio alla Confessione, è una pratica da fare spesso, magari all’inizio di ogni giornata o alla sera. Si tratta di fare il punto della situazione sulla nostra vita spirituale nella luce di Dio. Innanzitutto, ci si pone l’interrogativo fondamentale: qual è il mio rapporto con Dio? Dio è presente nella mia vita? È Dio la luce che mi illumina e mi guida? È Dio la forza che mi sostiene? È un “tu” a cui mi rivolgo? È questo il punto di partenza per capire se nella nostra vita Dio è presente oppure no.

Se questa presenza c’è, quale luce emana? Questo ovviamente dipende dall’apertura del nostro cuore, dal nostro desiderio di Dio.

La nostra introspezione continua con la riflessione su quale strada stiamo percorrendo nella nostra vita? Andando avanti su questo percorso dove arriveremo? Continuando così, quale sarà la mia situazione quando arriveremo al termine della vita? Se dovessimo morire adesso quale sarebbe la nostra sorte?

Se anziché la via della salvezza stiamo percorrendo quella della rovina, è necessaria una decisione. Se ci rendiamo conto che il percorso è sbagliato, dobbiamo cambiare vita subito.

Non sappiamo quando il Signore ci chiamerà, pertanto dobbiamo essere pronti. Questa presa di coscienza esige la decisione della conversione, tanto più nei tempi che stiamo vivendo.

Questi due interrogativi fondamentali dobbiamo porceli spesso se vogliamo sapere in che stato di salute spirituale ci troviamo.

Se il nostro cuore è chiuso e Dio non c’è dobbiamo aprirci con la preghiera e con i Sacramenti.
Se stiamo camminando sulla via del peccato dobbiamo assolutamente decidere di virare verso la buona strada.

È inoltre importante sentire quello che sale dal nostro cuore. Siamo inquieti? Abbiamo paura? Siamo scoraggiati? Nutriamo rabbia, vendetta, invidia, superbia, discordia? I desideri che salgono dal cuore riguardano la carne, i beni materiali?

Abbiamo messo a tacere la voce della nostra coscienza oppure la ascoltiamo?     
Impariamo ad ascoltare il nostro cuore perché è proprio lì che possiamo constatare il nostro stato di salute spirituale.

La battaglia, che è già incominciata e che culminerà nel tempo dei Segreti, non ci faccia trovare impreparati. I nostri cuori siano aperti all’amore di Dio.

“L’INVIDIA – IL MORSO DEL DIAVOLO” – Puntata 3

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Perché la Madonna permette  che gli eventi dei segreti accadano?

Caro Padre Livio

Nel  suo ultimo editoriale, “prepariamo il futuro finché siamo in tempo” ha ribadito che la rivelazione dei segreti tre giorni prima è il  fulcro del piano di salvezza di Maria.

Resta  però  il fatto che  gli eventi accadranno.  La  Madonna  li ha chiamati “cose terribili” che   Lei stessa ha  mostrato  ai veggenti.

Le  conseguenze saranno catastrofiche sia come numero di persone coinvolte sia come devastazioni materiali.

Questo almeno dovrebbe essere se,  come  pare probabile e come  ormai si dice apertamente,  l’uso delle armi nucleari sarà all’ordine del giorno.

Rabbrividisco al pensiero di quello che  potrebbe accadere  se continuiamo su questa strada.

E dire che  la Madonna ci ha ampiamente  preavvisati rivelandoci  il  piano di Satana.

Come si fa a guardare al futuro senza  paura?

Perché la  Madonna  non  impedisce  che “ le  cose terribili” accadono?

Mirella 

Cara  Mirella,

purtroppo la  mia  impressione  è che la  deterrenza reciproca nel  campo delle  armi nucleari non funziona più. L’uso di bombe non è  più  un tabu. Il Papa è preoccupatissimo.

Noi però  non dobbiamo focalizzarci sulla vita terrena,  come se fosse il bene supremo. Prima o  poi moriremo tutti.

Il bene supremo è la  salvezza dell’anima nostra e dei nostri cari. Questa dipende da  noi e questo è anche  il valore primario dei tre giorni.

Però molti si  salveranno e con Maria costruiranno il  mondo della pace.

In fondo vederlo dal  Paradiso dovrebbe essere  molto consolante.

Se Dio permette  tutto questo è per il  nostro bene.

Diversamente  il mondo persevererebbe nella sua strada verso l’inferno.

Ave  Maria

 Padre  Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Come  in Egitto ai tempi di Noé

Molti cattolici hanno paura dei tempi futuri, soprattutto dei  vicini tempi dei 10 segreti. 

Anch’io mi sono “immaginato il “peggio”, è un senso umano della natura instabile dell’anima umana ancora non appoggiata interamente al Padre e a Gesù. Qualcuno ha detto : Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?

Io ogni volta che il troppo timore mi assale fino alle soglie della “paura” Penso e vado a rileggermi il vangelo,il vangelo è il mio vincastro, lì trovo tutto quello che è necessario, quel che mi serve, quello che mi dà direzione certa.

Ai tempi di Mosè, mentre i despoti egiziani si trovavano sotto le loro l’oscurità e in preda  gli ammonimenti celesti che risvegliavano le loro profonde paure, negli stessi luoghi, sotto lo stesso Sole, i figli d’Abramo godevano di Dio in tutta semplice, naturale, sicurezza luminosa del Medesimo.

Certuni potrebbero dire, si vabbè, ma quelle sono allegorie, quasi favole, narrazioni bibliche ai confini della fantasia più infantile degli uomini di quei tempi, io direi che invece già solo il fatto di essere nati è un’allegoria stupefacente anche oggi, inimmaginabile per qualsiasi mente umana che relega questo evento ( essere vivi nella libertà del Signore) al caso di una manciatina di aminoacidi misti a chissà cos’altro, la Vita intelligente in questo corpo è già per se stessa un evento miracoloso nella preziosità del mistero.

Perché dovrei preoccuparmi troppo della mia stessa Vita dato che analizzando bene la questione  (che rimane anche oggi molto misteriosa)  in definitiva ce l’ho in dotazione? Come dire… datami in affitto. Certo, temo il soffio della morte, mia e dei miei cari innanzitutto, ma temo di più non dare credito a Colui che mi / e ci/ ha detto parole ( con esempi meravigliosi)  di Vita eterna.

 Nei tempi dei segreti mi affido, dunque, tosto, allo spirito di queste parole, sicuro in ogni caso che il Padre, tramite Gesù e sua Madre mi salveranno in ogni caso, sia che scampi con questo corpo ( e cercherò di farlo perché credo ai segreti)  sia invece se Dio mi vorrà prendere, mi rimetto a Colui che sa tutto, dato che io non so quasi niente.

E per chiudere amerei citare uno dei salmi a me consoni e preferiti, quello che reputo l’emblema del mio modo di essere in ogni situazione avversa; Il salmo è il 23 , 23 come il giorno che Dio mi face nascere alle 4.30 di un Aprile ( giorno di San Giorgio) dice: 

«Salmo. Di Davide.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.»

Ave Maria P. Livio,  e come sempre grazie per la tua attenzione, che Dio ti benedica ora e sempre.

Giuseppe di Monza.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

17. Non prevalebunt: Le porte  dell’inferno  non  prevarranno

La   Regina della  pace ,  sia pure  con  un ‘espressione diversa, ha  voluto rassicurarci con l’evangelico “Non prevalebunt”, affermando che “La Chiesa è  indistruttibile” perché  Gesù le ha donato  l’Eucaristia.

Il piano di satana di costruire un mondo nuovo senza Dio, in modo tale da mettere se stesso al posto di Dio, non si potrà mai realizzare pienamente per la presenza della Chiesa in ogni parte della terra.

 Attraverso di essa Cristo, il vincitore dell’impero delle tenebre, è presente come Signore del mondo e della storia umana. Finché la Chiesa è viva ed è intrepida nel testimoniare, l’esercito del male non potrà mai abbatterla.

Al contrario la persecuzione la rafforza e il sangue dei martiri è il seme di nuovi cristiani. Tuttavia, il principe di questo mondo non si è affatto rassegnato alla sconfitta.

Scacciato dal cielo e precipitato sulla terra, il drago non si è affatto rassegnato a lasciare lo scettro del comando a Dio, ma gli contende sulla terra il primato, seducendo le anime e aggregandole al suo regno di tenebra e di morte.

Satana non conosce la sottomissione della sconfitta ed è instancabile nella sua opera di perversione. E’ molto più facile trovare scoraggiamento e stanchezza fra i seguaci di Cristo che fra le schiere del maligno.

L’odio contro Dio è un propellente formidabile che spinge a compiere atrocità inimmaginabili e solo la forza di un amore sovrumano è in grado di arrestarle.

Dal momento della sconfitta inflitta dalla Croce, l’impero delle tenebre è alla ricerca della rivincita e il suo programma, sempre all’ordine del giorno, è quello di distruggere la Chiesa, che Gesù Cristo ha costituto sua erede nel pellegrinaggio terreno fino alla fine del mondo.

La Chiesa, nel corso della sua storia, è chiamata a rivivere la vita del suo divino Fondatore e ad affrontare le medesime tentazioni e persecuzioni che il maligno ha scatenato nel corso della sua vita pubblica.

L’attacco alla Chiesa e la sua distruzione è il primo obbiettivo che satana persegue, dispiegando tutta la sua potenza e astuzia. L’apostasia dell’Occidente è il suo più grande successo, in quanto la Chiesa è stata indebolita nel suo centro propulsore.

Tuttavia, nonostante le defezioni di massa, la Chiesa, perseguitata dall’esterno e tradita dall’interno, ha continuato a crescere e ad espandersi ( Cfr 02 – 12- 2015).

La Madonna non ha fatto proclami ma, con la sua lunga presenza, ha iniziato un’opera di rafforzamento che sta dando frutti straordinari.

 Innanzi tutto ha indicato alla Chiesa il nemico di sempre, in un momento in cui la sua esistenza veniva negata e degradata a una superstizione popolare.

 Soprattutto ha assicurato la sua presenza per un tempo straordinariamente lungo, durante il quale la Madre di Dio ha irradiato la sua santità, la sua luce e la sua pace. La Gospa ha in più occasioni ha invitato ad essere riconoscenti per la grazia delle sue apparizioni, che lei stessa ha ottenuto che si prolungassero nel tempo.

Ogni apparizione è un dono straordinario e lascia un tesoro spirituale inestimabile. Basti ricordare la scia luminosa che ha lasciato fino ad oggi l’unica apparizione della Santa Vergine a La Salette. Dove la Madonna posa i piedi la terra è santificata ed emana un profumo di cielo.

Dobbiamo riflettere sulla grazia immensa  che ha avuto la nostra generazione nell’avere qui in mezzo a noi la Madre di Dio per un arco di tempo unico nella storia e tutt’altro che esaurito.

 La Gospa, apparendo laddove si trovano i veggenti, ha lasciato le sue impronte in ogni parte del mondo, non solo nelle Chiese e nei luoghi di preghiera, ma anche nella case, nelle strade, nelle piazze, negli stadi, nei campi, ovunque la gente vive e si raduna.

La Madonna ha riconosciuto ognuno col suo nome e lo ha abbracciato con i suoi occhi misericordiosi e stringendolo  al suo cuore  materno.

Chi ha sostenuto la Chiesa più di Maria in questi anni in cui l’apostasia ha dilagato, la vita religiosa si è indebolita, migliaia sacerdoti hanno abbandonato e alcuni anche tradito?

 La sua parola materna, semplice, ma imbevuta di sapienza evangelica, ha confortato, incoraggiato e guidato, laddove suonavano i cembali squillanti delle parole vane che inseguivano il chiasso del mondo.

Eppure quanti, anche di coloro che hanno risposto alla chiamata, alla lunga si sono stancati e hanno perso la grazia dello stupore per la presenza del Cielo in mezzo a noi e, come gli Ebrei nel deserto, sono andati alla ricerca di un vitello d’oro da adorare e da seguire

Nonostante ciò la Gospa ha prolungato la sua presenza fino al compimento dei segreti ed oltre, ottenendo dall’Onnipotente questa grazia di cui abbiamo bisogno nel tempo del massimo scatenamento.

Satana sa bene che, pur schierando tutti gli inquilini dell’inferno in ogni angolo della terra, non riuscirà mai a portare a termine i suoi piani di distruzione e di morte. Sa che la presenza quotidiana della Gospa con le sue apparizioni quotidiane, rappresenta un ostacolo insuperabile.

Una Chiesa “tutta mariana”, una Chiesa immagine viva di Maria, che riflette la sua umiltà, il suo zelo, il suo intrepido coraggio, schiaccerà nel  tempo dei segreti la testa al serpente infernale nel momento del suo estremo tentativo distruggere l’opera di Dio.

Vostro Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla morte delle anime

Cari amici,

la Regina della pace quando ha detto «vi guardo e vedo che siete persi» (messaggio del 25 aprile 2022) ci ha molto colpito. Non abbiamo perso semplicemente una strada, una direzione che poi si può in qualche modo recuperare. Il nostro essere persi è una situazione esistenziale che riguarda noi stessi, abbiamo perso noi stessi. È la perdita più grande che potremmo avere. Solitamente si colloca questa perdita nel momento della morte, tant’è che si dice “non c’è più”.

Quando invece questa espressione viene detta a una persona viva è perché è avvenuto qualcosa di molto grave a livello esistenziale, cioè nelle profondità dell’essere. Cosa è avvenuto? Da quando la Madonna è qui presente abbiamo vissuto un passaggio epocale nel quale ci siamo chiusi a Dio, ci siamo al suo posto e quindi abbiamo perso noi stessi.

Perdendo Dio, l’uomo perde se stesso. Avendo Dio, l’uomo sa chi è (una sua creatura), da dove viene (dal suo atto creatore), dove va (il pellegrinaggio nel tempo porta all’eternità, alla casa del Padre nella gioia del Cielo).

Se siamo stati cristiani veri e abbiamo coltivato la grazia della fede, abbiamo fatto l’esperienza di vivere con Dio all’orizzonte, rispondendo agli interrogativi di fondo del cuore: chi sono, da dove vengo, dove vado. La Parola di Dio, insieme alla luce della ragione dà risposta a tutti questi interrogativi ed è una luce sufficiente per il cammino della vita nelle tenebre del mondo.

Satana è sciolto dalle catene. C’è un dilagante oscuramento della ragione e dell’occhio interiore, un rattrappimento della nostra anima che si è oscurata e si è ammalata fino a morire.

La Madonna ha usato un’espressione molto severa a riguardo: «le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale» (25 dicembre 2019).

Anche Suor Lucia, in una visione che ha descritto, ha usato un’espressione simile: «le anime che dormono il sonno della morte».

Siamo proprio in questa situazione, le anime sono oscurate, sono malate, dormono il sonno della morte.

Questo è avvenuto perché come i tralci recisi dalla vite appassiscono e seccano, così noi – negando Dio e mettendo al centro della nostra vita il nostro io – siamo morti spiritualmente.

Tranciando il legame che ci univa a Dio, siamo precipitati in un abisso che ci assorbe e ci porta così in basso fino a farci diventare un non-essere. Abbiamo perso tutto ciò che nell’uomo è bello, è santo, è giusto, è buono, è amabile. La nostra vita legata a Dio – pur essendo oscurata dal peccato – è qualcosa di straordinario, di grande, di bello. Anche il peccatore non perde la sua dignità se non si stacca completamente da Dio e non perde la fede.

Dobbiamo approfittare dell’infinita Misericordia di Dio che, pur essendo precipitati nell’abisso, arriva fino in fondo per chiamarci alla vita e salvarci.

La presenza della Madonna per così tanto tempo qui sulla Terra con apparizioni quotidiane è sicuramente un evento straordinario che ci indica quanto sia grande l’amore di Dio. Pur avendogli voltato le spalle, in questo mondo completamente oscurato dalle tenebre e nell’imminenza dell’autodistruzione, Dio ha inviato Maria, Madre della Chiesa e dell’umanità.

Accogliamo la Regina come nostra Madre, accettiamo di essere suoi figli e apostoli del suo amore, solo così le tenebre svaniranno e prevarrà la luce celeste della salvezza.

Non praevalebunt! (le porte degli inferi non prevarranno)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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