Pensiero Spirituale sulla morte delle anime

Cari amici,

la Regina della pace quando ha detto «vi guardo e vedo che siete persi» (messaggio del 25 aprile 2022) ci ha molto colpito. Non abbiamo perso semplicemente una strada, una direzione che poi si può in qualche modo recuperare. Il nostro essere persi è una situazione esistenziale che riguarda noi stessi, abbiamo perso noi stessi. È la perdita più grande che potremmo avere. Solitamente si colloca questa perdita nel momento della morte, tant’è che si dice “non c’è più”.

Quando invece questa espressione viene detta a una persona viva è perché è avvenuto qualcosa di molto grave a livello esistenziale, cioè nelle profondità dell’essere. Cosa è avvenuto? Da quando la Madonna è qui presente abbiamo vissuto un passaggio epocale nel quale ci siamo chiusi a Dio, ci siamo al suo posto e quindi abbiamo perso noi stessi.

Perdendo Dio, l’uomo perde se stesso. Avendo Dio, l’uomo sa chi è (una sua creatura), da dove viene (dal suo atto creatore), dove va (il pellegrinaggio nel tempo porta all’eternità, alla casa del Padre nella gioia del Cielo).

Se siamo stati cristiani veri e abbiamo coltivato la grazia della fede, abbiamo fatto l’esperienza di vivere con Dio all’orizzonte, rispondendo agli interrogativi di fondo del cuore: chi sono, da dove vengo, dove vado. La Parola di Dio, insieme alla luce della ragione dà risposta a tutti questi interrogativi ed è una luce sufficiente per il cammino della vita nelle tenebre del mondo.

Satana è sciolto dalle catene. C’è un dilagante oscuramento della ragione e dell’occhio interiore, un rattrappimento della nostra anima che si è oscurata e si è ammalata fino a morire.

La Madonna ha usato un’espressione molto severa a riguardo: «le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale» (25 dicembre 2019).

Anche Suor Lucia, in una visione che ha descritto, ha usato un’espressione simile: «le anime che dormono il sonno della morte».

Siamo proprio in questa situazione, le anime sono oscurate, sono malate, dormono il sonno della morte.

Questo è avvenuto perché come i tralci recisi dalla vite appassiscono e seccano, così noi – negando Dio e mettendo al centro della nostra vita il nostro io – siamo morti spiritualmente.

Tranciando il legame che ci univa a Dio, siamo precipitati in un abisso che ci assorbe e ci porta così in basso fino a farci diventare un non-essere. Abbiamo perso tutto ciò che nell’uomo è bello, è santo, è giusto, è buono, è amabile. La nostra vita legata a Dio – pur essendo oscurata dal peccato – è qualcosa di straordinario, di grande, di bello. Anche il peccatore non perde la sua dignità se non si stacca completamente da Dio e non perde la fede.

Dobbiamo approfittare dell’infinita Misericordia di Dio che, pur essendo precipitati nell’abisso, arriva fino in fondo per chiamarci alla vita e salvarci.

La presenza della Madonna per così tanto tempo qui sulla Terra con apparizioni quotidiane è sicuramente un evento straordinario che ci indica quanto sia grande l’amore di Dio. Pur avendogli voltato le spalle, in questo mondo completamente oscurato dalle tenebre e nell’imminenza dell’autodistruzione, Dio ha inviato Maria, Madre della Chiesa e dell’umanità.

Accogliamo la Regina come nostra Madre, accettiamo di essere suoi figli e apostoli del suo amore, solo così le tenebre svaniranno e prevarrà la luce celeste della salvezza.

Non praevalebunt! (le porte degli inferi non prevarranno)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”