Pensiero Spirituale sull’esame del cuore

Cari amici,
il cuore è certamente la sede dei sentimenti e delle emozioni. È un mare in tempesta, è un fluttuare continuo di onde che si agitano e poi si calmano per poi tornare ad agitarsi. La nostra vita si riflette totalmente nel nostro intimo e raramente abbiamo il coraggio di guardare nel nostro cuore.
L’uomo ha una dimensione spirituale molto profonda a cui è impossibile arrivare con la medicina, serve ben altro.
Dobbiamo metterci dinanzi a Dio in silenzio, nella sua luce, nella comprensione del suo amore. Pascal diceva che in Dio vediamo la nostra miseria nella luce della sua Misericordia. Vedendo la nostra miseria nella luce di Dio, ci apriamo alla sua Misericordia e curiamo le nostre ferite con il suo amore.
L’ascolto del cuore nel silenzio, che praticamente è un esame di coscienza non preparatorio alla Confessione, è una pratica da fare spesso, magari all’inizio di ogni giornata o alla sera. Si tratta di fare il punto della situazione sulla nostra vita spirituale nella luce di Dio. Innanzitutto, ci si pone l’interrogativo fondamentale: qual è il mio rapporto con Dio? Dio è presente nella mia vita? È Dio la luce che mi illumina e mi guida? È Dio la forza che mi sostiene? È un “tu” a cui mi rivolgo? È questo il punto di partenza per capire se nella nostra vita Dio è presente oppure no.
Se questa presenza c’è, quale luce emana? Questo ovviamente dipende dall’apertura del nostro cuore, dal nostro desiderio di Dio.
La nostra introspezione continua con la riflessione su quale strada stiamo percorrendo nella nostra vita? Andando avanti su questo percorso dove arriveremo? Continuando così, quale sarà la mia situazione quando arriveremo al termine della vita? Se dovessimo morire adesso quale sarebbe la nostra sorte?
Se anziché la via della salvezza stiamo percorrendo quella della rovina, è necessaria una decisione. Se ci rendiamo conto che il percorso è sbagliato, dobbiamo cambiare vita subito.
Non sappiamo quando il Signore ci chiamerà, pertanto dobbiamo essere pronti. Questa presa di coscienza esige la decisione della conversione, tanto più nei tempi che stiamo vivendo.
Questi due interrogativi fondamentali dobbiamo porceli spesso se vogliamo sapere in che stato di salute spirituale ci troviamo.
Se il nostro cuore è chiuso e Dio non c’è dobbiamo aprirci con la preghiera e con i Sacramenti.
Se stiamo camminando sulla via del peccato dobbiamo assolutamente decidere di virare verso la buona strada.
È inoltre importante sentire quello che sale dal nostro cuore. Siamo inquieti? Abbiamo paura? Siamo scoraggiati? Nutriamo rabbia, vendetta, invidia, superbia, discordia? I desideri che salgono dal cuore riguardano la carne, i beni materiali?
Abbiamo messo a tacere la voce della nostra coscienza oppure la ascoltiamo?
Impariamo ad ascoltare il nostro cuore perché è proprio lì che possiamo constatare il nostro stato di salute spirituale.
La battaglia, che è già incominciata e che culminerà nel tempo dei Segreti, non ci faccia trovare impreparati. I nostri cuori siano aperti all’amore di Dio.