"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2022 Pagina 11 di 16

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Perché le croci non sono tutte uguali?

Buonasera Caro Padre Livio ,

innanzitutto grazie x il suo instancabile zelo nel servire la Madonna,e di riflesso   la sua e le nostre anime.

Per quanto riguarda le Croci che x alcuni sembrano molto piu’ pesanti,innanzitutto credo che ognuno di noi debba imparare a non giudicare dalle apparenze,a volte persone che sembrano avere una vita “facile” hanno Croci magari non visibili ma pesantissime. In un certo senso spesso anche su queste cose ragioniamo con un punto di vista puramente materialistico ,e siccome siamo tutti sensibili ai soldi alla salute ed alla morte le persone che hanno quel tipo di Croci le consideriamo particolarmente sfortunate…persone che invece da quel punto di vista non sembrano particolarmente sfortunate anzi magari hanno soldi e salute in abbondanza le consideriamo fortunate.

Invece spesso non e’ cosi’ …mi e’ capitato di conoscere persone che secondo “il mondo” hanno tutto quello che serve ma magari provengono da famiglie anaffettive o sfasciate con genitori egoisti ed irresponsabili che hanno disagi e sofferenze magari non visibili ma “profondissimi”.

Fatta questa premessa ,consigliando a tutti (a cominciare da me stesso…)a non entrare in quella logica tutta umana della misurazione del dolore. Quando si entra in questa logica ho notato che spesso chi si sente particolarmente bersagliato dal “destino” o si dispera o diventa rabbioso nei confronti del prossimo.

Stabilito che la misurazione della sofferenza non spetta a noi,direi che il Signore da le Croci in maniera “personalizzata”,sia x intensita’ che x tipologia…a me puo’ essere utile(in senso spirituale) un tipo di Croce a Lei un’altra ,magari io non riuscirei a portare la sua Croce e Lei non riuscirebbe a portare la mia.

Insomma le Croci che ci vengono date sono commisurate alle nostre caratteristiche e forze e siamo liberi di viverle affidandoci a Lui nella Croce oppure no.

Antonio 

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Qual è la  più grande difficoltà che si incontra nel cammino spirituale?

Carissimo Padre Livio, vorrei condividere una breve riflessione riguardo all’interessante domanda posta da un’ascoltatrice che interpella tutti noi su quale sia la più grande difficoltà che si incontra nel cammino di santità.

Personalmente, sulla scorta della mia esperienza spirituale, devo dire che una delle mie maggiori difficoltà sta nel pregare, in quanto la preghiera implica un atto autentico di fede che spesso o non c’è o, se c’è, è fortemente condizionata dai nostri limiti. In definitiva con la preghiera noi chiediamo a Dio e alla Madonna di intervenire per migliorare la nostra vita e quella degli altri, ma se non crediamo che ciò possa avvenire, o ci crediamo poco, conseguentemente non preghiamo, o preghiamo poco, perchè riteniamo che possa essere una perdita di tempo.

Tipiche sono le tentazioni che impediscono tale pratica e che affollano la nostra mente con pensieri del tipo: si, stai a vedere se la Madonna e Dio ascoltano me che sono un peccatore; oppure : è inutile che prego su questa cosa, che è troppo grande, (come per esempio la fine della guerra e il dono della pace) perché sarebbe una grazia speciale; o ancora: figurati se la mia preghiera e quella di pochi altri può influire quando la maggior parte delle persone non prega più.

 A tutto questo si aggiungono gli attacchi del demonio che, come sappiamo, odia la preghiera e le persone che pregano e le distoglie con pensieri che disturbano o distraggono dalla preghiera e a volte anche con pensieri insulsi. Insomma, la preghiera, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, è una lotta, una lotta incessante (contro il demonio, il mondo e la carne) ma necessaria per la salvezza della nostra anima e quella dei nostri fratelli (“chi prega si salva, chi non prega si danna” diceva Sant’Alfonso Maria De Liguori).

Infatti, quando si incomincia a pregare iniziano le difficoltà: le distrazioni, la noia, il senso di inutilità, i dubbi di vario genere e la stanchezza; il tutto accompagnato anche da cattivi pensieri e dalla sensazione di perdere tempo. E’ a causa di queste difficoltà che molti iniziano a pregare e poi lasciano perdere. Ma gli instancabili appelli della Regina della Pace a pregare per la nostra salvezza, e quella dei nostri fratelli, mi hanno indotto a vincere me stesso e a cercare di superare le tante difficoltà che incontro nel raccogliermi in preghiera, pur nella consapevolezza dei miei limiti.

Infatti, non ritenevo di riuscire a recitare almeno un mistero del Rosario (quello del giorno), ma spero, con la buona volontà, di riuscire a recitare la corona del Rosario per intero ed inserire anche altre preghiere raccomandate, magari rinunciando a qualcosa, come la Coroncina della Divina Misericordia e qualche giaculatoria. So che ha fatto tante catechesi sul tema della preghiera, e la ringrazio per questo, ma spero che possa dire ancora qualcosa su questo importante aspetto della vita spirituale che aiuti le persone a riscoprire il gusto e l’utilità della preghiera.

Le sono unito nel Signore e la ringrazio per tutto quello che fa.

Giancarlo (Siracusa)

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La  Madonna ama  farci aspettare

Caro Padre Livio ,

Vorrei portare una mia breve testimonianza riguardo a questo interrogativo.

Nel 2005 , la vigilia di Natale , sulle scale di casa mio padre morì di infarto (lasciando mia mamma e noi 4 fratelli..)io avevo 18 anni .

Dopo 18 anni vissuti con mio padre che , assieme a mia mamma ci ha sempre educato alla fede , ai sacramenti al rispetto per i preti e alla credenza nella provvidenza e nell amore di Dio , mi trovai spiazzato.

Da lì in poi col passare del tempo ,iniziai ad essere incattivito e convinto che Io ,forte di carattere potevo farcela con le mie forze ,potevo essere il numero uno.

Negli anni successivi ebbi  altre prove , tra cui un matrimonio saltato qualche mese prima per un tradimento della mia fidanzata , il fallimento delle azienda di mio padre (che guidavo).

Dopo qualche tempo mi fidanzai con un altra ragazza (mia moglie !) e iniziai la vita matrimoniale con lei (che dura da quasi 10 anni).

Anche in questi anni abbiamo avuto alcune prove ,tra cui i figli e non arrivavano, una grossa denuncia fiscale per la mia azienda (poi vinta in tribunale )ecc..

Io continuavo ad essere convinto che tutto potevo fare perché ero forte e perché avevo il carattere di affrontare tutto.

Ma come affrontare il fatto che non riuscivo ad avere figli?!

La mia rabbia cresceva , arrivando ad essere incattivito con Dio , ad arrivare a non voler andare a messa volontariamente per fare un dispetto a Dio .(pensavo : ah si?!allora ti faccio vedere quanto son forte e arrabbiato con te).

Nel frattempo però avevo iniziato ad andare a confessarmi da un prete Salesiano ,Don Antonio , che in questa mia arrabbiatura mi ha iniziato a guidare.

Ogni volta mi diceva :” dimmi di cosa devi chiedere perdono a Dio , e poi dimmi anche di cosa vuoi ringraziare Dio.”

In questo modo capii che io non avevo mai accettato le croci e le difficoltà che Dio aveva voluto per me , e ciò che ha ribaltato definitivamente questa mia arrabbiatura e’ stato andare anni fa assieme a mia moglie proprio a Medjiugorjie .

Li il mio cuore e’ come se fosse rinato , e la mia arrabbiatura si è trasformata in domanda .

Da lì tante cose poi sono successe , L arrivo di mio figlio (adottato alla nascita) , la grazia di una famiglia bella è un rapporto unico con mia moglie.

In tutto questo ho avuto la grazia di Radio Maria che ,assieme a Lei , avete iniziato ad essere un faro nella mia vita , una guida ,un sentiero di luce in questo strano mondo.

In conclusione penso che il punto sia proprio come Lei diceva sta mattina :

 “La Madonna ama farci aspettare..ama farci attendere e chiedere….quando poi decide di donarci le grazie arriva una Pienezza di risposte e di grazie che nemmeno immaginavi.”

“Lasciatemi le vostre croci , non riprendetevele!”

E questo mi ha portato negli anni ad essere sereno in pace con Dio avendolo ogni giorno nel cuore ed avendo Sua Madre nell anima a guidarmi .

Grazie ancora per ciò che fai e che fate per me. Radio Maria ,  strumento privilegiato di conversione e aiuto all umanità .

Andrea

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Sentiti ringraziamenti

Sentiti ringraziamenti

Caro padre Livio, 

mi chiamo Angelo,ho 23 anni e sono uno studente universitario; ti scrivo per ringraziarti per tutto il lavoro che svolgete per mandare avanti il progetto della Regina della Pace. In particolare ti scrivo per ringraziarti del tuo programma: “lettura cristiana della cronaca e della storia”, perchè quando lo ascolto è per me un momento della giornata in cui posso “staccare la spina” dalle cose di questo mondo che ci tengono impegnati ogni giorno e collegarmi alle “cose di lassù” (come i dieci segreti) che ci infondono speranza per il futuro (dato che siamo destinati a vincere con la Regina della Pace e Dio).

Ringrazio Dio per questa radio e per la possibilità che abbiamo con gli strumenti odierni di poter ascoltare catechesi diverse ogni giorno, e nell’ora in cui preferiamo grazie anche al vostro sito nella sezione “trasmissioni”; nella speranza di poter ogni giorno rimanere saldi nella fede poiché la nostra lotta non è vana dato che un giorno frutterà. 

Che Dio la benedica, lei e tutta la sua organizzazione sotto la sua direzione, possa benedirci tutti in ogni giorno della nostra vita. Grazie ancora. 

Sia Lodato Gesù Cristo. Sempre Sia Lodato.

Angelo.

Caro Angelo,

Gli incoraggiamenti pieni di affetto dei nostri ascoltatori  ci rallegrano e ci rafforzano.

Dio  ti benedica!

Ave  Maria

P.  Livio

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Qual’è la più grande difficoltà che si incontra nel cammino spirituale

Carissimo Padre Livio, vorrei condividere una breve riflessione riguardo all’interessante domanda posta da un’ascoltatrice che interpella tutti noi su quale sia la più grande difficoltà che si incontra nel cammino di santità.

Personalmente, sulla scorta della mia esperienza spirituale, devo dire che una delle mie maggiori difficoltà sta nel pregare, in quanto la preghiera implica un atto autentico di fede che spesso o non c’è o, se c’è, è fortemente condizionata dai nostri limiti. In definitiva con la preghiera noi chiediamo a Dio e alla Madonna di intervenire per migliorare la nostra vita e quella degli altri, ma se non crediamo che ciò possa avvenire, o ci crediamo poco, conseguentemente non preghiamo, o preghiamo poco, perchè riteniamo che possa essere una perdita di tempo. Tipiche sono le tentazioni che impediscono tale pratica e che affollano la nostra mente con pensieri del tipo: si, stai a vedere se la Madonna e Dio ascoltano me che sono un peccatore; oppure : è inutile che prego su questa cosa, che è troppo grande, (come per esempio la fine della guerra e il dono della pace) perché sarebbe una grazia speciale; o ancora: figurati se la mia preghiera e quella di pochi altri può influire quando la maggior parte delle persone non prega più. A tutto questo si aggiungono gli attacchi del demonio che, come sappiamo, odia la preghiera e le persone che pregano e le distoglie con pensieri che disturbano o distraggono dalla preghiera e a volte anche con pensieri insulsi. Insomma, la preghiera, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, è una lotta, una lotta incessante (contro il demonio, il mondo e la carne) ma necessaria per la salvezza della nostra anima e quella dei nostri fratelli (“chi prega si salva, chi non prega si danna” diceva Sant’Alfonso Maria De Liguori).

Infatti, quando si incomincia a pregare iniziano le difficoltà: le distrazioni, la noia, il senso di inutilità, i dubbi di vario genere e la stanchezza; il tutto accompagnato anche da cattivi pensieri e dalla sensazione di perdere tempo. E’ a causa di queste difficoltà che molti iniziano a pregare e poi lasciano perdere. Ma gli instancabili appelli della Regina della Pace a pregare per la nostra salvezza, e quella dei nostri fratelli, mi hanno indotto a vincere me stesso e a cercare di superare le tante difficoltà che incontro nel raccogliermi in preghiera, pur nella consapevolezza dei miei limiti. Infatti, non ritenevo di riuscire a recitare almeno un mistero del Rosario (quello del giorno), ma spero, con la buona volontà, di riuscire a recitare la corona del Rosario per intero ed inserire anche altre preghiere raccomandate, magari rinunciando a qualcosa, come la Coroncina della Divina Misericordia e qualche giaculatoria. So che ha fatto tante catechesi sul tema della preghiera, e la ringrazio per questo, ma spero che possa dire ancora qualcosa su questo importante aspetto della vita spirituale che aiuti le persone a riscoprire il gusto e l’utilità della preghiera.

Le sono unito nel Signore e la ringrazio per tutto quello che fa. Giancarlo (Siracusa)

🔴LIVE DALLA NOSTRA 🙏CAPPELLA P.LIVIO PER OMELIA DOMENICALE🌾🌾🙏 


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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Il  valore  immenso della Croce ( Luisa  Picarreta)

Salve Padre,

mi collego alla lettera di Isabella, ormai io non ho più parole  mie ai dubbi e alle vicende della vita, perché mi alimento di questi scritti, dai messaggi della Madonna e dell’ Vangelo.

Sono una che ha dovuto attraversare all’improvviso un periodo di dure prove, ero a zero nella fede, ero troppo piena di me e quello che mi he venuto addosso avrebbe fatto alla mia anima gran danno se non avessi avuto prima l’aiuto di Maria Santissima e compresso attraverso i suoi messaggi e questi scritti della Serva di Dio Luisa P. Il valore immenso della Croce, tanto che oggi ringrazio il Signore di avermi permesso questa croce che tutt’ora porto, soltanto che ora con altre consapevolezza e altri occhi.

Ora, caro Padre vi lascio quello che ho imparato dallo stesso Gesù sulla Croce,   dalla nostra sorella Luisa Piccarreta.

La saluto e la ringrazio.

Elizabeth

Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta “la Piccola Figlia della Divina Volontà”:

(Vol. 3°, 2 Dicembre 1899)

“Fammi sentire la tua voce, che ricrea il mio udito, conversiamo un poco insieme. Io ti ho parlato tante volte della Croce; oggi fammi sentire parlare te della Croce”.

Io mi sentivo tutta confusa, non sapevo che dire, ma mandandomi Lui un raggio di luce intellettuale, per contentarlo, ho incominciato a dire:

“Diletto mio, chi ti può dire che cosa è la Croce e che fa la Croce? Solo la tua bocca può degnamente parlare della sublimità della Croce, ma giacché vuoi che parli io pure, lo faccio.

La croce sofferta da Te mi liberò dalla schiavitù del demonio e mi sposò alla Divinità con nodo indissolubile; la croce è feconda e mi partorisce la grazia; la croce è luce, mi disinganna del temporale e mi svela l’eterno; la croce è fuoco e mette in cenere tutto ciò che non è di Dio, fino a svuotarmi il cuore di un minimo filo d’erba che possa starci. La croce è moneta d’inestimabile prezzo, e se io avrò, Sposo Santo, la fortuna di possederla, mi arricchirò di monete eterne, fino a rendermi la più ricca del Paradiso, perché la moneta che corre in cielo è la croce sofferta in terra.

La croce non solo mi fa conoscere me stessa, ma mi dà la conoscenza di Dio. La croce m’innesta tutte le virtù. La croce è la nobile cattedra dell’increata Sapienza, che m’insegna le dottrine più alte, sottili e sublimi; sicché, la sola croce mi svelerà i misteri più ascosi, le cose più recondite, la perfezione più perfetta nascosta ai più dotti e sapienti del mondo. La croce è qual acqua benefica che non solo mi purifica, ma mi somministra il nutrimento alle virtù, me le fa crescere, ed allora mi lascia quando mi riconduce all’eterna Vita.

La croce è qual rugiada celeste che mi conserva e mi abbellisce il bel giglio della purità; la croce è l’alimento della speranza; la croce è fiaccola della fede operante; la croce è quel legno solido che conserva e fa mantenere sempre acceso il fuoco della carità; la croce è quel legno asciutto che fa svanire e mette in fuga tutti i fumi di superbia e di vana gloria e produce nell’anima l’umile viola dell’umiltà; la croce è l’arma più potente che offende i demoni e mi difende da tutti i loro artigli. Sicché, l’anima che possiede la croce, è d’invidia e d’ammirazione agli stessi angeli e santi; di rabbia e di sdegno ai demoni. La croce è il mio Paradiso in terra, di modo che se il Paradiso di là, dei beati, sono i godimenti, il Paradiso di qua sono i patimenti. La croce è la catena d’oro purissimo che mi congiunge a Te, mio sommo Bene, e forma l’unione più intima che dar si possa, fino a far scomparire l’essere mio, e mi trasmuta in Te, mio oggetto amato, tanto da sentirmi perduta in Te e vivere della tua stessa vita”.

Dopo che ho detto questo (non so se sono spropositi) l’amabile mio Gesù, nel sentirmi, tutto si è compiaciuto e, preso da entusiasmo d’amore, tutta mi ha baciata e mi ha detto: “Brava, brava la mia diletta, hai detto bene! L’amor mio è fuoco, ma non come il fuoco terreno, che dovunque penetra rende sterile e mette tutto in cenere. Il mio fuoco è fecondo e solo sterilisce tutto ciò che non è virtù, ma dà vita a tutto il resto e fa germogliare i bei fiori, fa produrre i più squisiti frutti e rende l’anima il più delizioso giardino celeste. La Croce è tanto potente e le ho comunicato tanta grazia, da renderla più efficace degli stessi sacramenti, e questo perché nel ricevere il sacramento del mio Corpo, ci vogliono le disposizioni e il libero concorso dell’anima per ricevere le mie grazie, che molte volte possono mancare, ma la croce ha virtù di disporre l’anima alla grazia.”

(Vol. 2°, 31 Marzo 1899)

Questa mattina il mio adorabile Gesù si è fatto vedere crocifisso e, dopo avermi comunicato le sue pene, mi ha detto: “Molte sono le piaghe che mi fecero soffrire nella mia passione, ma una fu la croce; ciò significa che molte sono le strade con cui tiro le anime alla perfezione, ma uno è il Cielo in cui queste anime devono unirsi. Sicché, sbagliato quel Cielo, non c’è alcun altro che possa renderle beate per sempre”.

Poi ha soggiunto: “Guarda un poco, una è la croce, ma di vari legni fu formata detta croce. Ciò vuol dire che uno è il Cielo, ma questo Cielo contiene vari posti, più o meno gloriosi, e a misura delle sofferenze sofferte quaggiù, più o meno pesanti, saranno distribuiti. Oh, se tutti conoscessero la preziosità del patire, farebbero a gara, a chi più volesse patire; ma questa scienza, dal mondo non viene conosciuta. Perciò aborriscono tutto ciò che può renderli più ricchi in eterno.”

(Vol. 2°, 16 Maggio 1899)

“La croce dispone l’anima alla pazienza. La croce apre il Cielo e unisce Cielo e terra, cioè, Dio e l’anima. La virtù della croce è potente e quando entra in un’anima, non solo ha la virtù di togliere la ruggine di tutte le cose terrene, ma le dà la noia, il fastidio, il disprezzo delle cose della terra e, invece, poi, le rende il sapore, il gradimento delle cose celesti, ma da pochi viene riconosciuta la virtù della croce, perciò la disprezzano”.

Chi può dire quante cose ho compreso della croce mentre Gesù parlava? Il parlare di Gesù non è come il nostro, che tanto si capisce quanto si dice, ma una sola parola lascia una luce immensa ed esaminandole bene, potrebbe far stare occupato tutto il giorno in profondissima meditazione. Perciò, se io volessi dire tutto, andrei troppo per le lunghe ed anche mi mancherebbe il tempo a farlo.

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Domenica, 12 settembre 2010

Cari fratelli e sorelle!

Nel Vangelo dell’odierna domenica – il capitolo 15° di san Luca – Gesù narra le tre “parabole della misericordia”. Quando Egli “parla del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare” (Enc. Deus caritas est, 12).

Infatti, il pastore che ritrova la pecora perduta è il Signore stesso che prende su di sé, con la Croce, l’umanità peccatrice per redimerla. Il figlio prodigo, poi, nella terza parabola, è un giovane che, ottenuta dal padre l’eredità, “partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto” (Lc 15,13). Ridotto in miseria, fu costretto a lavorare come uno schiavo, accettando persino di sfamarsi con cibo destinato agli animali.

“Allora – dice il Vangelo – ritornò in sé” (Lc 15,17).“Le parole che si prepara per il ritorno ci permettono di conoscere la portata del pellegrinaggio interiore che egli ora compie … ritorna «a casa», a se stesso e al padre” (Benedetto XVI, Gesù di Nazareth, Milano 2007, pp. 242-243). “Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio” (Lc 15,18-19).

Sant’Agostino scrive: “È il Verbo stesso che ti grida di tornare; il luogo della quiete imperturbabile è dove l’amore non conosce abbandoni” (Conf., IV, 11). “Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò (Lc 15,20) e, pieno di gioia, fece preparare una festa.

Cari amici, come non aprire il nostro cuore alla certezza che, pur essendo peccatori, siamo amati da Dio? Egli non si stanca mai di venirci incontro, percorre sempre per primo la strada che ci separa da Lui. Il libro dell’Esodo ci mostra come Mosè, con fiduciosa e audace supplica, riuscì, per così dire, a spostare Dio dal trono del giudizio al trono della misericordia (cfr 32,7-11.13-14).

Il pentimento è la misura della fede e grazie ad esso si ritorna alla Verità. Scrive l’apostolo Paolo: “Mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede” (1 Tm 1,13). Ritornando alla parabola del figlio che ritorna “a casa”, notiamo che quando compare il figlio maggiore indignato per l’accoglienza festosa riservata al fratello, è sempre il padre che gli va incontro ed esce a supplicarlo: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo” (Lc 15,31). Solo la fede può trasformare l’egoismo in gioia e riannodare giusti rapporti con il prossimo e con Dio. “Bisognava far festa e rallegrarsi – dice il padre – perché questo tuo fratello … era perduto ed è stato ritrovato” (Lc 15,32).

Cari fratelli, giovedì prossimo mi recherò nel Regno Unito, dove proclamerò beato il Cardinale John Henry Newman. Chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera in questo viaggio apostolico. Alla Vergine Maria, il cui Nome santissimo è oggi celebrato nella Chiesa, affidiamo il nostro cammino di conversione a Dio.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

14. L’apostasia dell’Occidente

Il tempo della presenza della Regina della pace  a Medjugorje coincide con un una crisi di fede che ha investito i paesi di antica cristianità, cosi estesa da far dire alla Madonna che siamo diventati pagani.

La storia bimillenaria della Chiesa  non aveva mai visto un evento così insolito e doloroso come l’apostasia dalla fede dell’Occidente cristiano.

Dopo la quasi totale eliminazione delle Chiese del Medio Oriente con l’avanzata dell’Islam, era stata l’Europa il cuore del cristianesimo, che da essa è poi irradiato in ogni parte del mondo.

Cristianesimo e civiltà europea sono un binomio inscindibile e la stessa idea di Europa, come continente unitario, ha le sue radici nella “Respublica christiana” plasmata nel Medioevo.

 La fede è stata l’anima di un continente che ha modellato popoli e civiltà fra loro diversi, realizzando un’unità non solo religiosa, ma anche culturale e politica.

 A partire dall’Illuminismo, che esaltava l’autonomia della ragione rispetto alla fede, è incominciato un processo di disgregazione e di contestazione della fede cristiana, il cui punto di arrivo è il “nuovo totalitarismo” ( S. Giovanni Paolo II), cioè una visione della vita atea e materialistica, con la conseguente aggressività nei confronti della Chiesa e l’intolleranza verso la cultura e i simboli cristiani.

 L’Occidente da culla del cristianesimo avrebbe dovuto divenirne la tomba, se la Madonna non fosse venuta in soccorso della Chiesa, sostenendo le minoranze coraggiose di quelli che sono passati senza vacillare attraverso “la grande tribolazione”.

Negli ultimi tre secoli si è realizzata, con ondate di inaudita violenza, la più devastante apostasia della fede che la Chiesa abbia mai conosciuto. Tuttavia la soluzione finale, con la cancellazione di ogni traccia cristiana, è rimasta un’illusione.

Le ideologie del male, che hanno imperversato nel secolo scorso, in particolare il comunismo e il nazismo, non sono riusciti nel loro intento di scristianizzare i popoli a loro sottomessi.

La Chiesa, perseguitata e tradita, non ha cessato di espandersi, grazie alla presenza di Maria. Il dominio del mondo da parte dell’impero delle tenebre è un piano destinato a fallire. Tuttavia la battaglia è ben lungi dall’essere conclusa.

L’apostasia dell’Occidente è stata messa in chiaro dalla Gospa fin dall’inizio delle sue apparizioni quando, profetizzando la rinascita religiosa del popolo russo, affermava che “ L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore” ( 30-10-1981).

 La Madonna indica il punto di arrivo dell’apostasia, che era incominciata con la messa in discussione della fede e nella rinuncia a Cristo come Signore e Salvatore, per poi sfociare in una persecuzione sistematica nei confronti della Chiesa.

 L’esito finale però è la  negazione  di un Dio creatore e l’esaltazione dell’uomo come padrone del mondo. L’esaltazione dell’uomo che prende il posto di Dio è uno dei segni distintiva del “pensiero unico” (Papa Francesco) che l’Occidente ha esportato nel mondo intero, realizzando una “globalizzazione dell’ateismo”, anche se la religiosità popolare in parte  resiste.

La Gospa sintetizza la situazione attuale con l’espressione “Mondo nuovo senza Dio” che lei vede crescere ed espandersi  fino al punto da mettere a rischio il futuro dell’umanità. Nessuno meglio della Regina della pace vede la situazione attuale nella quale ci troviamo e i pericoli che incombono.

Prima ancora della caduta del comunismo, la Madonna vedeva incombere sull’Occidente la caligine velenosa dell’ateismo di massa e il rifiuto della salvezza da parte di chi l’aveva ricevuta e diffusa nel mondo intero.

Ateismo di massa significa una visione del mondo, dell’uomo e della vita, dove non c’è Dio, non c’è anima, non c’è moralità, non c’è eternità. L’uomo, ridotto a un animale, può essere manipolato a piacere e ridotto a un oggetto da utilizzare o da sacrificare.

Si comprende l’ammonimento della Gospa quando afferma che per questo mondo non c’è né futuro, né salvezza. L’uomo senza Dio è destinato a condurre una vita senza gioia, senza amore e senza pace.

La tragedia spirituale dell’Occidente, gonfio di orgoglio per le sue conquiste e ben deciso a imporre capillarmente la sua apostasia come se fosse chissà quale conquista, è il risultato della più grande seduzione satanica della storia bimillenaria della Chiesa.

Non vi è dubbio che, se quello che viviamo è il tempo di Maria, è parimenti anche l’ora di satana, uno dei momenti più trionfali del mistero di iniquità. Il tempo di Maria e l’ora di satana si incrociano, coinvolgendo l’umanità intera nella più impressionante guerra degli spiriti.

La Gospa, invitando all’inizio del terzo  Millennio alla consacrazione al suo Cuore Immacolato e quello di suo Figlio Gesù, poiché satana è sciolto dalle catene, metteva in guardia la Chiesa e l’umanità intera sulla gravità della situazione.

Satana sciolto dalle catene è un’immagine apocalittica molto forte ed evoca il più grande attacco dell’impero delle tenebre prima di quello finale, quando verrà posto fine all’azione del mistero di iniquità.

Tuttavia il piano della Regina della pace e quello del maligno devono essere guardati da una prospettiva diversa. Il demonio, accecato dal suo orgoglio, pensa ormai di avere il mondo in mano e si illude che è giunta l’ora in cui gli riuscirà di mettere se stesso al posto di Dio.

 Quelli che lo seguono e lo servono, anche se non credono alla sua esistenza, si cullano nella loro falsa onnipotenza e fanno progetti con i quali si scavano la fossa. L’epifania di satana è una luna calante che si ingrossa prima di spegnersi.

 Il suo attacco per riprendersi il dominio del mondo è come la corsa del faraone che sta per essere inghiottito dalle onde del mare. Il piano della Regina della pace, al contrario, è un sole che sorge, che diventa sempre più intenso fino a padroneggiare il cielo intero.

Da quando la Gospa è presente l’impero delle tenebre è più debole, anche se fa molto rumore. La santità di Maria, la sua luce e la forza del suo amore si diffondono e conquistano i cuori. Il piccolo gregge dei suoi apostoli diventa un’armata invincibile contro la quale le porte dell’inferno di sfracelleranno.

I figli del maligno e i seguaci della Gospa sono gomito a gomito nel combattimento decisivo per il futuro del mondo.

La Madonna chiede ai suoi apostoli di irradiare la sua luce, il suo amore e la sua pace perché le schiere del maligno si dissolvano come la nebbia al sole.

Vostro Padre Livio

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FRANCESCO : preghiamo Maria perché preservi il mondo dalla guerra atomiche

Nel discorso ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, il Papa ricorda l’invocazione che San Giovanni Paolo II rivolse alla Vergine perché il pianeta non aveva conosciuto l’orrore del conflitto nucleare. Quella di oggi, ha detto, è una terza guerra mondiale “totale

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

“È necessario mobilitare tutte le conoscenze basate sulla scienza e sull’esperienza per superare la miseria, la povertà, le nuove schiavitù, e per evitare le guerre. Rifiutando alcune ricerche, inevitabilmente destinate, in circostanze storiche concrete, a fini di morte, gli scienziati di tutto il mondo possono unirsi in una comune disponibilità a disarmare la scienza e formare una forza per la pace”. È quanto sottolinea il Papa incontrando i partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze incentrata sul tema “Scienza di base per lo sviluppo umano, la pace e la salute planetaria”. Ai membri di questo organismo Francesco chiede in particolare di promuovere, in questo momento della storia, la conoscenza che ha come obiettivo quello di costruire la pace.

Dopo le due tragiche guerre mondiali, sembrava che il mondo avesse imparato a incamminarsi progressivamente verso il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e delle varie forme di cooperazione. Ma purtroppo la storia mostra segni di regressione. Non solo si intensificano conflitti anacronistici, ma riemergono nazionalismi chiusi, esasperati e aggressivi (cfr Enc. Fratelli tutti, 11), e anche nuove guerre di dominio, che colpiscono civili, anziani, bambini e malati, e provocano distruzione ovunque.

Prehiamo Maria per la pace

Nuove inquietanti ombre, che sembravano destinate a dissolversi, avvolgono oggi il mondo. Il Pontefice, riferendosi a questo cupo scenario, indica la luce della preghiera.

I numerosi conflitti armati in corso preoccupano seriamente. Ho detto che era una terza guerra mondiale “a pezzi”. Oggi forse possiamo dire “totale”, e i rischi per le persone e per il pianeta sono sempre maggiori. San Giovanni Paolo II ringraziò Dio perché, per intercessione di Maria, il mondo era stato preservato dalla guerra atomica. Purtroppo dobbiamo continuare a pregare per questo pericolo, che già da tempo avrebbe dovuto essere scongiurato.

Chiamati ad essere testimoni di libertà e giustizia

Le parole del Papa sono anche una supplica, una esortazione ad ascoltare il grido di dolore della terra e di quanti sono vittime di ingiustizie.

Nel nome di Dio, che ha creato tutti gli esseri umani per un comune destino di felicità, siamo chiamati oggi a testimoniare la nostra essenza fraterna di libertà, giustizia, dialogo, incontro reciproco, amore e pace, evitando di alimentare odio, risentimento, divisione, violenza e guerra. Nel nome del Dio che ci ha donato il pianeta per salvaguardarlo e svilupparlo, oggi siamo chiamati alla conversione ecologica per salvare la casa comune e la nostra vita insieme a quella delle generazioni future, invece di aumentare le disuguaglianze, lo sfruttamento e la distruzione.

La Chiesa è alleata degli scienziati

Il Papa sottolinea poi che le “conquiste scientifiche di questo secolo devono essere sempre orientate dalle esigenze della fraternità, della giustizia e della pace, contribuendo a risolvere le grandi sfide che l’umanità e il suo habitat si trovano ad affrontare”. Il lavoro forzato, la prostituzione e il traffico di organi sono “crimini contro l’umanità, che vanno di pari passo con la povertà, si verificano anche nei Paesi sviluppati, nelle nostre città”. “Il corpo umano – spiega il Papa – non può essere mai, né in parte né nella sua interezza, oggetto di commercio!”. Il Pontefice incoraggia gli accademici “a lavorare per la verità, la libertà, il dialogo, la giustizia e la pace: “oggi più che mai la Chiesa cattolica è alleata degli scienziati che seguono questa ispirazione”.

Il compito di custodire il creato

Tra le pieghe del suo discorso Francesco pone anche una domanda che si intreccia con la storia: “perché i Papi, a partire dal 1603, hanno voluto avere un’Accademia delle Scienze?” “La Chiesa – osserva il Pontefice – condivide e promuove la passione per la ricerca scientifica come espressione dell’amore per la verità, per la conoscenza del mondo, del macrocosmo e del microcosmo, della vita nella stupenda sinfonia della sue forme”. Alla base c’è un’attitudine contemplativa. C’è il compito, aggiunge infine Francesco, “di custodire il creato”.

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Cristiani perseguitati:

Principe Carlo di Inghilterra, “evitare che il Cristianesimo scompaia dalle terre della Bibbia”

“Rafforziamo la nostra determinazione per evitare che il cristianesimo scompaia dalle terre della Bibbia”

è l’appello del principe Carlo di Inghilterra nel suo video messaggio di Natale rilanciato da Aiuto alla Chiesa che soffre.

Nel messaggio, il principe ricorda “i barbarici attentati” di Pasqua di quest’anno (21 aprile) che provocarono “260 morti e più di 500 feriti”, e definito “il giorno di maggiori violenze anticristiane dell’era moderna”.

“Tragicamente non si tratta di un fatto isolato” ha rimarcato il principe che riferisce la testimonianza di una religiosa siriana che “con immenso coraggio offre un aiuto cruciale a coloro che fuggono dalla violenza e morte”.

Significativo il dono ricevuto dalla religiosa: la raffigurazione della testa di un Cristo crocifisso, realizzata con il legno bruciato di una Chiesa bombardata di Aleppo”.

Carlo di Inghilterra cita, inoltre, “un rapporto diffuso ad ottobre di Aiuto alla Chiesa che soffre” nel quale emerge che “nell’arco di un decennio fino a due terzi dei cristiani sono fuggiti dalla Siria.

In Iraq le comunità cristiane si sono ridotte fino al 90% in una generazione”. Da qui l’appello a ricordare “le innumerevoli persone che soffrono terribili persecuzioni, costrette a fuggire dalle loro abitazioni, e a rafforzare la nostra determinazione per evitare che il Cristianesimo scompaia dalle terre della Bibbia”.

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

 Grazie per la novena

 Carissimo p. Livio,
non so come ringraziare radio Maria per la novena che ci ha fatto fare per l’8 settembre.
Ha visto la notizia?
Ieri (proprio ieri, 8 settembre! ) NON è passato al sinodo tedesco il documento che voleva sovvertire la morale sessuale cattolica!
Poi c’è chi dice che pregare non serve…
Fateci pregare ancora!
Grazie mille!
Con affetto
Maria Grazia (cuneo)

Caro  Maria Grazia,  grazie dell’informazione che ci riempie di gioia e   che ci che  ci motiva  ancora  di più nella  preghiera.

Ave Maria  

Padre  Livio

IL SINODO TEDESCO

SARAH NUMICO –  Avvenire 8 Settembre 2022

Delusione e sorpresa nella “sala armonia” del centro congressi di Francoforte dove si sono aperti ieri i lavori della quarta assemblea del Cammino sinodale della Chiesa tedesca, la penultima in calendario. A scatenare la delusione dei più, l’esito del voto del documento di base sulla morale sessuale, un terremoto. Il testo infatti, approvato con l’82% dei presenti e 17% di voti contrari non ha però ottenuto i due terzi del voto dei vescovi presenti, percentuale che secondo lo statuto sinodale è indispensabile per l’approvazione dei testi teologici di fondo (sono stati 33 i voti dei vescovi favorevoli, 21 i contrari, 3 gli astenuti dei 57 presenti sui 69 membri della conferenza episcopale). Quindi il documento non passa. Nel dibattito precedente il voto, le posizioni espresse, anche da vescovi, suonavano ampiamente in favore di un documento che avrebbe certamente segnato una rottura rispetto all’insegnamento della Chiesa sulla morale sessuale, ma anche rispetto alla comprensione binaria dell’antropologia.

«Restiamo insieme in assemblea, questo è il momento in cui vale la pena » ha esortato il presidente della Conferenza episcopale, il vescovo di Limburg Georg Bätzing, alla ripresa dei lavori, dichiarandosi «personalmente deluso» per il voto dei confratelli nell’episcopato. «I vescovi ci dicono di restare nella Chiesa, ma quando è il momento loro non sono con noi» ha detto suor Caterina Luitmann (delegata della Conferenza dei religiosi); le ha fatto eco suor Philippa Roth: «Temo che la divisione tra vescovi e credenti si allarghi e coloro che hanno votato no, perderanno autorità e credibilità e molti membri della nostra Chiesa si allontaneranno ancora di più». Per don Christoph Uttenreuther il dato positivo è che comunque il 60% dei vescovi sostiene il cambiamento. L’ordine del giorno è saltato, i lavori sono fermati per lasciare spazio al dibattito.

Eppure il discusso esito favorevole di un documento che divide l’opinione pubblica cattolica sembrava “in vista” per il Cammino sinodale della Chiesa in Germania, avviato nel 2019 dalla Conferenza episcopale e dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi.

L’immagine del traguardo era stata usata dalla presidente del Comitato centrale, Irme Stetter-Karp alla affollata conferenza stampa di apertura dei lavori. «Non ci sono record da battere, ma dobbiamo arrivare in fondo», aveva continuato la presidente che rispetto ai 14 documenti all’ordine del giorno da discutere e da votare (9 dei quali in seconda e ultima lettura) aveva dichiarato: il lavoro fatto «apre la via del futuro della Chiesa cattolica in Germania e nello stesso tempo permette di rimanere strettamente legati alla Chiesa universale». Quello che stanno facendo i cattolici in Germania è una «assunzione di responsabilità del corso della Chiesa, nel rispetto delle responsabilità della Chiesa mondiale». Concorde monsignor Bätzing, presidente dei vescovi tedeschi che nelle sue dichiarazioni pre-assembleari aveva parlato di «testi importanti» Grande è la «voglia di cambiamento e di nuovo credibilità» in Germania ma anche nel mondo, come mostrano i contributi inviati nelle scorse settimane al Sinodo Mondiale. Per Bätzing la piaga degli abusi e le statistiche drammatiche della Chiesa «non possono permetterci di rimanere fermi». Entro sabato si dovrà procedere con la votazione di altri tre cosiddetti “documenti di base” sul ruolo della donna nella Chiesa e sul sacerdozio, oltre a una serie di documenti pastorali.

Il documento non ha ottenuto i due terzi dei voti favorevoli dei vescovi, percentuale necessaria per l’approvazione dei testi teologici di fondo

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