"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2022 Pagina 12 di 16

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’affidamento a Maria

Cari amici,

la pace è frutto della conversione, del perdono dei peccati ed è la coscienza che ci approva. Questa è quella pace profonda che né il mondo né il demonio ci possono rubare se rimaniamo in comunione con Dio.

Tuttavia, le preoccupazioni giornaliere, gli imprevisti, i problemi, le tentazioni, minano la pace. Ogni giorno abbiamo a che fare con questo combattimento spirituale. Anche molti problemi concreti della vita, dalle piccole cose quotidiane a quelle più incisive come il lavoro, la salute e la famiglia, ci mettono in apprensione e disturbano la nostra serenità.

È molto bello, allora, rileggere i messaggi della Madonna dati nei primi tempi di apparizioni, quando ci indicava una via per vivere in pace le nostre giornate, nonostante i problemi. La via è quella dell’affidamento.

Per poter vivere la nostra giornata serenamente, dobbiamo mettere nelle mani della Madonna tutte le nostre preoccupazioni.

In più occasioni la Regina della pace ci ha invitato a dare a Lei tutte le nostre preoccupazioni. Ma come si fa?

Dobbiamo fare un atto di fiducia nell’affidarle i nostri problemi, non è detto che sarà Lei a risolverli, ma certamente ci aiuterà ad affrontarli.

La Madonna ci dà la luce, la forza, la calma e la lucidità per affrontare i problemi quotidiani che sopravvengono ogni giorno.

Talvolta si tratta anche di problemi seri che riguardano la nostra vita professionale, famigliare o la salute.

La Madonna ci invita a non avere paura, a non agitarci, a non farci prendere dal panico, quanto piuttosto a mettere nelle sue mani la nostra giornata. In più di un’occasione (nei messaggi dei primi tempi) ha detto che, pur affidandole le nostre preoccupazioni, non smettiamo di preoccuparci. Dobbiamo avere piena fiducia in Maria.

La totalità nell’affidamento è il passaggio più importante che ci permette di avere la lucidità e la capacità di affrontare e risolvere i problemi. In questo modo non si trasformano in macigni psicologici che ci tolgono il sonno.

Affidando alla Madonna le nostre preoccupazioni, esse non svaniranno nel nulla, ma le sapremo accogliere e affrontare serenamente, illuminati dalla luce di Dio, che è pace e amore.

Questo affidamento ci libera dalle ansietà concrete della vita quotidiana che attanagliano i pensieri di tutti. 

Liberiamoci dall’angoscia e dall’ansia, anche per guardare al futuro con serenità.

Affidiamoci alla Madonna, lei è nostra Madre e ha cura di noi.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Il cardinale Nichols: la fede cristiana, fonte della saggezza e stabilità di Elisabetta II

L’arcivescovo di Westminster ricorda la Regina scomparsa ieri e i suoi 70 anni di regno: “Con lei cambiamenti epocali. Credo che la situazione della Chiesa in questo Paese non sia indebolita dalla morte di Sua Maestà. Re Carlo proseguirà l’eredità della madre”

Christopher Wells – Città del Vaticano

“Gli insegnamenti di Cristo e la mia responsabilità personale dinanzi a Dio costituiscono un quadro dentro il quale cerco di condurre la mia vita”. Il cardinale Vincent Nichols, da dieci anni arcivescovo di Westminster, ricorda queste parole della Regina Elisabetta II, scomparsa ieri a 96 anni; secondo il porporato, sono rappresentative della profonda fede cristiana della sovrana, che per lei è stata “roccia e forza” durante gli oltre settant’anni di regno. “Le doti di saggezza, stabilità, apertura, affabilità che tanto abbiamo apprezzato nella Regina, dobbiamo ricordare quale fonte e ispirazione avevano”, dice Nichols a Vatican News. “Mi auguro che col passare del tempo, mentre rifletteremo con maggiore profondità, emergerà con chiarezza l’importanza la fede cristiana che ha plasmato ogni suo giorno”.

Eminenza, qual è stata la sua reazione quando ha appreso della morte della Regina? 

Il cardinale Roche: immensa tristezza per la morte della Regina

Come molte altre persone, all’inizio sono rimasto un po’ scioccato perché martedì la Regina ha svolto le sue funzioni pubbliche. E invece, due giorni dopo, è morta. Dopo lo shock iniziale, tutti abbiamo provato un crescente senso di perdita, di lutto, di tristezza. Ritengo che sia questo, senza alcun dubbio, l’umore prevalente nel Paese in questi momenti.

Cosa può dirci sull’eredità della Regina come leader cristiana?

Da ieri stanno arrivando messaggi da tutto il mondo, a cominciare da Papa Francesco che ha inviato un telegramma molto elegante al nostro nuovo Re. Poi i leader mondiali, i fratelli vescovi di ogni continente e anche molti giovani che dicono di sentirsi un po’ come se avessero perso una nonna. In tutti questi messaggi non sono pochi quelli che fanno riferimento al fatto che è stata la Regina stessa a dire che la fede cristiana era la roccia e la forza della sua vita. 

Lei è il cardinale arcivescovo di Westminster, nel cuore di Londra. Può dirci qualcosa di più sull’importanza del regno della Regina per i suoi sudditi cattolici e per la Chiesa, in Inghilterra ma anche in tutto il Regno Unito e negli altri Paesi, come pure nel mondo intero?

Il suo regno ha visto tanti cambiamenti nella storia. Quando ero giovane, a noi cattolici era più o meno vietato pregare con gli anglicani. Questo è completamente cambiato, e ciò si è riflesso nella vita della Regina, che ha compiuto una visita formale nella cattedrale di Westminster e ha pregato con noi. Proprio come noi, adesso, pregheremmo con altri cristiani. Penso che sia una lezione largamente compresa… Il cardinale Basil Hume è stato il primo cardinale della diocesi di Westminster a ricevere una lettera da Buckingham Palace che riconosceva il suo titolo ecclesiastico come arcivescovo di Westminster. Inoltre, in questi ultimi vent’anni, per la prima volta nel diritto civile di questo Paese abbiamo il riconoscimento del ruolo del vescovo cattolico nell’amministrazione degli affari della sua diocesi. Dunque, sia a livello comune che a quello strutturale, delle istituzioni, Elisabetta II ha vissuto e guidato cambiamenti rilevanti.

È forse un po’ banale dire che la morte della Regina Elisabetta segna la fine di un’epoca. Dopo 70 anni di regno e di cambiamenti profondi, cosa vede per il futuro? Sia per quello del Paese e degli altri regni da lei guidati, sia per la Chiesa nel Regno Unito nei giorni, nei mesi e negli anni a venire?

Penso che a questo punto tutti possano davvero capire meglio l’importanza della stabilità e dell’apertura che lei ha rappresentato. E lo dico perché i cambiamenti non finiranno. Ma in un certo senso quel che importa è come reagiamo al cambiamento. Forse è questa la cosa più importante. Ritengo che il principe Carlo – ora Re Carlo – abbia ereditato questo da sua madre. So che sarà deciso a continuare a dare una forte testimonianza dell’importanza della fede cristiana. E anche che avrà un suo modo di continuare la tradizione della madre, di appartenere in maniera ferma e chiara alla fede cristiana in un modo che rispecchi, secondo me, il rinnovamento che cerchiamo nelle nostre relazioni e nel nostro servizio alla società. Credo che la situazione della Chiesa in questo Paese non sia indebolita dalla morte di Sua Maestà. Anzi, saranno proprio questi i momenti in cui i cristiani si riuniranno per pregare e persone di altre fedi troveranno una posizione comune con noi nel riconoscere l’importanza della fede in Dio per darci l’orizzonte, le fondamenta e la guida per vivere il mutare dei tempi.

Lei è arcivescovo di Westminster da ormai dieci anni. Ha qualche ricordo personale di Sua Maestà che vorrebbe raccontarci?

Il mio ricordo più caro sarà probabilmente il fatto di essere stato seduto accanto a lei durante una cena privata con un gruppo di una trentina di persone. Ma ero io quello seduto vicino a Sua Maestà, la Regina, nel castello di Windsor. E non è stato molto tempo dopo del suo ultimo viaggio in Australia. La nostra conversazione è stata molto speciale.

Abbiamo parlato di un viaggio, di come era l’Australia – all’epoca ci viveva mio fratello – e dell’importanza della sua fede. E poi c’è stato un bel momento in cui sono arrivati tutti i corvi e lei, con molta discrezione, ha dato loro qualche biscottino, dopodiché loro si sono messi a saltare e sono corsi fuori dalla stanza e si è conclusa la cena. Ci siamo alzati tutti. È stata una bella occasione che non dimenticherò mai. È stata piena della sua pazienza, del suo calore e della sua grande capacità di entrare in contatto con chiunque incontrasse.

C’è ancora qualcosa che vorrebbe aggiunge?

Vorrei ringraziare Papa Francesco per il suo gentile messaggio al nostro nuovo sovrano e assicurare a lui la stima, l’affetto e la preghiera dei cattolici di questo Paese e anche di molte altre persone

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

MARIJA DI MEDJUGORJE RACCONTA  LA SUA  ESPERIENZA CON LA  MADONNA (4)

“La  Madonna  è venuta così a  lungo per  darci il senso della vita   che  è  Dio”

  • Come  vi preparate  all’apparizioone?
  • Ci prepariamo all’apparizione con  la preghuera, anche se a volte può succedere che la Madonna appare anche se non stiamo pregando. Una volta mi ricordo che ero in macchina e mia sorella Milka stava chiacchierando. Era un viaggio abbastanza lungo e avevamo cantato e già recitato le tre parti del rosario. All’improvviso la Madonna è apparsa.
  • Ma che ore erano?
  • Erano le sei meno un quarto.
  • Ah, ma era l’ora esatta.
  • Ma siccome noi avevamo già cantato e pregato, ci eravamo presi un momento di pausa prima di ricominciare a pregare e così è venuto il  momento dell’apparizione. Milka ha incominciato a dire: “ Che cosa succede? Perché non mi rispondi?”, poi si è accorta che era arrivato il momento dell’apparizione. In quel momento io non posso essere in contatto con nessuno.
  • Eri in macchina?
  • Sì, e la Madonna è apparsa.
  • E tu  ti accorgevi che eri in macchina?
  • Sì.
  • Ho saputo che una cosa del genere è successa anche recentemente.
  • Per molti forse sembra una cosa impossibile. Ma la Madonna una volta mi è apparsa mentre ero in aereo, quando sono andata una volta in Brasile. Avevano invitato me e il parroco per 25 giorni e ci spostavamo da una città all’altra. Gli incontri vedevano l’afflusso di molta gente e avvenivano non nelle Chiesa ma nello stadio. Nonostante il cambio dell’orario il momento dell’apparizione era sempre lo stesso.
  • Cioè la Madonna appariva all’orario di là?
  • No, appariva all’orario di qua. In quel viaggio in aereo mi è successo che una hostess mi ha riconosciuto e mi ha detto che quella mattina doveva andare in un altra parte dell’America, invece l’avevano mandata in Brasile. Lei era arrabbiata col suo capo per questa decisione. Era medjugorjana e quando ha saputo che io ero là e quello era il momento dell’apparizione, ha detto: “Questo l’ha combinato la Madonna, non il mio capo!”.
  • Quindi la Madonna non è legata allo spazio e al luogo. Tu abiti qui a Monza e la Madonna ti appare ogni giorno in casa tua.
  • Sì.
  • E a voi quattro che avete le visioni quotidiane appare nel medesimo momento, anche se siete in diverse parti del mondo. Però mi sembra che la Madonna non sia necessariamente legata neanche al tempo. Infatti a volte appare anche in altri orari. Voi lo sentite? Vi preavvisa?
  • Noi sappiamo quando abitualmente viene la Madonna, che sono le sei meno un quarto di Medjugorje, ma sempre nel cuore sentiamo qualcosa.
  • Mi pare che qualche volta appare anche al mattino, per esempio.
  • Sì, qualche volta. Ad esempio Jakov, quando deve fare un viaggio, chiede alla Madonna di apparire prima. La Madonna rispetta queste piccole cose. Per me, quando è il momento dell’apparizione, non mi vergogno di nessuno e non mi interessa se sono nell’aereo e se ci sono persone che mi guardano, forse pensando che sono una pazza. Anche Ivan dice che non si trova e così preferisce avere l’apparizione in un altro momento nella sua casa o in un posto adatto. La Madonna rispetta queste piccole cose che noi le chiediamo.
  • Qualche volta però la Madonna non è apparsa.
  • Sono momenti particolari. Una volta la Madonna non ci è apparsa quando eravamo nella casa canonica. Erano i primi giorni e ci avevano proibito di andare sulla collina delle apparizioni. Noi ci siamo chiesti che cosa stava succedendo. Poi la Madonna ci è apparsa più tardi e ci ha detto che nella casa canonica c’erano le microspie della polizia, perché volevano far del male ai frati. Così noi abbiamo scoperto il pericolo.
  • La Madonna non ha certo problemi a individuare le microspie! Senti, noi sappiamo che La Madonna ha chiesto a Vicka ben quattro pause nelle apparizioni della durata di quaranta giorni ognuna, come sacrificio da offrire. Lasciami ora svelare un piccolo segreto che ti riguarda. Una volta che sono venuto a Medjugorje, eravamo credo nel Settembre del 1987, tu non c’eri, perché eri andata a Spalato per una settimana di ritiro. Io ci rimasi un po’ male, perché non ti avevo trovato come al solito. Al tuo ritorno eri un po’ in ansia e mi hai confidato che la Madonna ti aveva chiesto una settimana di sospensione delle apparizioni come rinuncia da offrire.
  • Sì, ci sono questi piccoli sacrifici che la Madonna ci chiede e che costano un po’ perché le siamo molto attaccati. Quando la Madonna a detto a Mirijana che non le sarebbe più apparsa quotidianamente ( Mirijana ora ha le apparizioni ogni 18 Marzo, giorno del suo compleanno) ha incominciato a piangere e i giorni successivi lei pregava e aspettava la Madonna, che però non è venuta.
  • Come ti senti dopo l’apparizione?
  • Sento sempre una grande gioia. Anche se la Madonna a volte è triste per noi è sempre una grande gioia. Siamo tristi anche noi perché la Madonna ci dà una ragione della sua tristezza, ma poi conserviamo nel cuore la sua presenza  ed è una cosa che ci riempie di una gioia così grande che dobbiamo nasconderlo, perché qualcuno può pensare che siamo matti e così cerchiamo di controllarci.
  • Senti Marija, essere disponibili per sedici anni e otto mesi tutte le sere per l’incontro con la Madonna mi pare un grosso sacrificio.
  • No, perché…
  • Siete giovani e avete il diritto di fare la vostra vita. Tutte le sere, riflettiamoci un momento, tenersi liberi per la Madonna mi pare un impegno straordinario.
  • Sì è un impegno, che però abbiamo abbracciato con gioia, perché la Madonna dopotutto ci ha lasciato questa libertà di decisione…Una volta, parlando con Padre Slavko, che è il mio padre spirituale, lui ha detto: “QQQuesta libertà io non la sopporto più”. Infatti lui a volte aveva una certa sua idea da propormi, ma io rispondevo che bisognava invece cercare la volontà di Dio, che forse era diversa da quello che pensava lui. Si trattava magari di piccole cose, però molto importanti per la crescita ed io ero solita dire che ero pronta a fare delle rinunce purché fossi sicura che era la volontà di Dio.
  • Secondo te quali sono le ragioni di questa lunga permanenza di Maria fra noi?
  • Io penso che un motivo è perché l’umanità va nel senso che la Madonna stessa ha detto, e cioè verso un mondo senza Dio, dove il paganesimo è più forte che mai. Poi perché ogni uomo ne ha bisogno: vediamo che tantissimi giovani non hanno più il senso della vita e si suicidano in un modo così naturale, così tranquillo, perché non sanno più perché vivere. La Madonna è venuta e rimane così a lungo per darci il senso della vita che è Dio.
  • Quindi, come la Madonna dice in un suo messaggio, proprio perché l’uomo vuole costruire un  mondo senza Dio, lei viene a richiamarci e a riportare il mondo a Dio. Ha anche detto però che lei è venuta a Medjugorje per realizzare ciò che ha iniziato a Fatima. Secondo  te che cosa vuol dire?
  • E’ l’unico messaggio dove la Madonna ha nominato un’altra apparizione. A mio parere attraverso il messaggio di Fatima la Madonna ha chiesto soprattutto la conversione e ora la Madonna qui a Medjugorje continua a richiamarci alla conversione in un modo concreto. Quando i pellegrini vengono a Medjugorje, lì sentono il bisogno di cambiare vita e di ritornare a casa con qualcosa. Quando vado a Lourdes faccio un pellegrinaggio, ma quando torno a casa continua la vita di prima. Quando si ritorna da Medjugorje  invece si sente il bisogno di creare un gruppo di preghiera e di essere più attivi nella Chiesa e nella propria parrocchia. Penso che la Madonna, attraverso queste piccole cose, vuole cambiare ognuno di noi. Se noi siamo cristiani, allora devono riconoscerci dall’amore che abbiamo fra di noi come i primi cristiani, che li riconoscevano perché si amavano. La Madonna, attraverso il suo amore, vuole aiutarci a capire che Dio è amore e, come ha detto in tanti suoi messaggi, che ognuno di noi è importante nel suo piano di salvezza dell’umanità. Così noi, come la Madonna ha detto in alcuni suoi messaggi, dobbiamo diventare le mani tese di Dio e della Madonna, in modo particolare verso quelli che non conoscono Dio.
  • Certamente! Quindi la Madonna viene per riportare il mondo a Dio e per completare il grande piano di conversione.
  • Non soltanto per questo, ma anche per altre ragioni, ne sono sicura.
  • Lei stessa ha detto che è venuta per risvegliare la fede, per istruirci nella preghiera, per guidarci nel cammino di santità, per indicarci la via della salvezza….Mi pare che il messaggio più importante sia quello della preghiera. Come hai imparato a pregare dalla Madonna? In che cosa consiste la preghiera del cuore?
  • Noi siamo soliti dire che pregando si impara a pregare, perché se uno decide di dare del tempo a Dio in quel momento incomincia a sentire la preghiera, come è accaduto a noi. All’inizio la Madonna aveva chiesto di pregare i 7 Pater, Ave e Gloria e il Credo. E’ stata la prima preghiera che abbiamo imparato a recitare con la Madonna. Noi non sapevamo pregare il rosario, perché di solito lo guidava la nonna e noi eravamo quella generazione che dimenticava. Così abbiamo incominciato a pregare il Padre nostro l’Ave Maria e il Gloria al Padre, a volte tutta la notte fino al mattino, e così un po’ alla volta abbiamo incominciato a sentire la preghiera.       All’inizio pregavamo perché volevamo  che la Madonna continuasse a stare con noi, poi abbiamo incominciato a sentire il bisogno della preghiera e attraverso di essa l’esigenza di capire di più la Madonna e di stare più vicini a Gesù, di comprenderlo di più e di sentire la sua presenza attraverso la preghiera. Così abbiamo incominciato a sperimentare le nostre piccole crescite, le nostre piccole scale che ognuno di noi saliva pregando sempre di più. Mi ricordo che quando come gruppo di preghiera abbiamo iniziato l’adorazione notturna, verso le tre di mattina ci prendeva il sonno. Allora, sapendo che a quell’ora era il nostro momento debole, abbiamo incominciato a leggere e a cantare i salmi e così passavano le quattro del mattino, poi alle cinque arrivava il sacerdote per la santa Messa e alla sei ritornavamo alle nostre case. Dopo una notte di preghiera eravamo così contenti che salutavamo la gente che usciva di casa ancora addormentata, perché si era appena svegliata, mentre noi eravamo pieni di gioia. Così abbiamo incominciato a sentire questo bisogno e questa dolcezza della preghiera e che non di solo pane vive l’uomo, ma anche della preghiera che è diventata per noi vita. Abbiamo incominciato a svegliarci alla mattina presto per salire sulla collina delle prime apparizioni(Podbrdo) o sul monte della croce (Krizevac) per  fare la Via Crucis con i piedi scalzi come gesto di rinuncia e come vittoria su se stessi. Ci ha anche aiutato moltissimo dire di sì al digiuno al Mercoledì e al Venerdì, dedicando più tempo alla preghiera, non solo, ma anche rinunciando ad andare con gli amici a divertirci per andare sulla collina a pregare. Anche noi, come tutti gli altri giovani, avevamo i momenti di festa, ad esempio in occasione di un compleanno e io mi ricordo che i primi giorni, quando il posto dell’apparizione non era così accessibile come adesso, VicKa ha detto: “ Ma guarda, stiamo qui a far festa per il compleanno di una nostra vicina di casa, mentre il mondo proprio in questo momento ha così bisogno delle nostre preghiere.” Allora ci siamo diretti al posto dell’apparizione, ma ci siamo persi in mezzo alla boscaglia e alle pietre e siamo tornati a casa la mattina dopo senza trovarlo. Non avevamo portato neppure la pila, perché Vicka era sicura di trovarlo. Siccome abbiamo capito che durante la notte senza la pila, in mezzo a quei cespugli tutti uguali, non avremmo trovato il posto, abbiamo aspettato la mattina pregando. Così abbiamo pian piano cambiato la nostra mentalità: non trovavamo più gusto a stare là a divertirci, sentendo la musica tradizionale anche se era bella, perché ci piaceva di più pregare.
  • Avete un po’ alla volta scoperto la bellezza della preghiera.
  • Sì. Poi, dopo un po’ di tempo, perseverando nella preghiera e facendo delle rinunce, arriva il momento della preghiera del cuore dove incominci a sentire che non sei solo tu con la tua volontà e col tuo essere che decidi la preghiera, ma incominci a sentire la preghiera che sale dal cuore come una sorgente. A me ad esempio mi ha dato un grande aiuto il libro del Pellegrino Russo, perché ero chiusa come un riccio, ma tuttavia cercavo il mio tempo di preghiera e di scoprire personalmente la preghiera continua e questo libro mi ha molto aiutato. Poi ognuno di noi, io sono solita dire, trova la sua ricetta, perché non potrei dire che il Pellegrino russo mi ha portato alla preghiera del cuore, in quanto essa arriva quando Dio vuole, quando lo Spirito Santo ci illumina e allora arriva questo tempo interiore della preghiera di gioia.
  • Tu, quando parli di preghiera intendi alludere alle varie forme di preghiera: a quella personale, al rosario, alla preghiera davanti al crocifisso, alla S. Messa, all’adorazione…..?
  • Tutto insieme. Io penso che pregare solo il rosario non è una preghiera completa, come pure leggere solo la Sacra Scrittura. Bisogna comprendere un po’ tutto, come un prato di fiori, dove tanti fiori diversi formano una armonia, così è della preghiera del cuore.
  • Però pare che la Madonna abbia sottolineato in modo particolare il rosario e la Santa Messa.
  • Si, la Madonna ci ha detto che il rosario è la preghiera da lei preferita. Noi tante volte le portavamo dei fiori al momento dell’apparizione, ma la Madonna ci ha detto che il regalo che le è più gradito è il rosario. Poi la Madonna ci ha detto che il centro più importante della nostra vita è la Santa Messa e ci ha detto di vivere la Messa non come un incontro col sacerdote ma con Dio, con Gesù Cristo vivo e ci ha anche detto di prepararci alla S. Messa con la preghiera.
  • E’ vero quello che ho sentito dire da Padre Slavko (non so se l’avete detto voi o la Madonna) che la S. Messa è più importante dell’apparizione?

Siamo noi che abbiamo capito che la S. Messa è più importante, perché è come se la Madonna avesse messo come un velo davanti sé, non un velo visibile, per indicarci che Gesù Cristo deve essere il centro della nostra vita. La S. Messa è il momento più forte e più bello. (Continua)

      Erba, sede di Radio Maria. 27 Febbraio 1998.

Nota: L’intervista di Padre Livio a  Marija  è stata rilasciata in lingua italiana.

La dizione orale è stata leggermente modificata nel testo scritto.

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Il momento più difficile a Radio Maria

Caro Padre Livio,

Che  Dio le   dia  sempre la  serenità  e  il  coraggio per  portare avanti la sua missione al servizio della Regina della pace.

Lei ci ha  chiesto di  raccontare qual è stato nel  nostro cammino spirituale il  momento più difficile.

Alcuni hanno riposto con in modo commuovente  come  leggo nel  suo Blog

Io vorrei chiederle,  se  non  sono indiscreto, qual è  stato  il suo momento più difficile in questi 35  anni a  Radio Maria.

Una  persona che  prega per  Lei.

Caro amico,

io mi sono imposto nella vita di guardare  sempre avanti e questo mi fa  dimenticare  molte cose che  mi sono accadute  indietro.

Ti posso solo dire che il diavolo odia questa Radio  e  non lascia  nulla di  intentato per strapparla dalle   mani della  Madonna.

Però non  ci è mai riuscito, nonostante ne  studi una  ogni  giorno, e confido che mai ci riuscirà se saremo fedeli.

Il  segreto è l’affidamento  quotidiano alla Madonna che  ci  svela i  pericoli e  ci aiuta  a  superarli.

Ave  Maria 

Padre  Livio

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Il cordoglio del Papa: Elisabetta II, esempio di devozione al dovere

Papa Francesco ricorda la Regina e il suo instancabile servizio al bene. In un telegramma di cordoglio, il Pontefice porge le sue condoglianze e assicura preghiere per la Regina e per le alte responsabilità alle quali il nuovo re Carlo III è chiamato

Vatican News 8 Settembre 2022

“Profondamente rattristato dalla notizia della morte di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, porgo sentite condoglianze a Vostra Maestà, ai membri della Famiglia Reale, al popolo del Regno Unito e del Commonwealth”. Lo scrive Papa Francesco a Carlo IIl, il nuovo re d’Inghilterra nel momento in cui tutto il mondo è nel cordoglio per la scomparsa della sovrana.

Elisabetta II è morta. Il nuovo re d’Inghilterra Carlo ricorda la sua “amata madre”

“Mi unisco volentieri a tutti coloro che la piangono – prosegue il Papa – pregando per l’eterno riposo della defunta Regina e rendendo omaggio alla sua vita di instancabile servizio al bene della Nazione e del Commonwealth, al suo esempio di devozione al dovere, alla sua ferma testimonianza di fede in Gesù Cristo e alla sua ferma speranza nelle sue promesse”.

“Affidando la sua nobile anima alla bontà misericordiosa del nostro Padre Celeste – si legge nel testo – assicuro a Vostra Maestà le mie preghiere affinché Dio Onnipotente vi sostenga con la sua grazia incrollabile mentre assumete ora le vostre alte responsabilità di Re. Su di Lei e su tutti coloro che custodiscono la memoria della Sua defunta madre – conclude Francesco -, invoco l’abbondanza delle benedizioni divine come pegno di conforto e forza nel Signore”

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Elisabetta II e l’amicizia con i Papi

La Regina d’Inghilterra e Galles è stata più volte ricevuta dai Pontefici in Vaticano. Ripercorriamo gli incontri avvenuti con Pio XII fino a Francesco

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

E’ stato il monarca britannico più longevo della storia, Elisabetta II nella sua lunga vita ha incontrato quattro Papi da Regina, cinque nel corso della sua vita. Nata nel 1926, Elizabeth Alexandra Mary è salita al trono nel 1953, all’età di 25 anni, dopo la morte del padre, Re Giorgio VI. Arrivò la prima volta in Vaticano nel 1951 come Principessa Elisabetta. All’epoca il Papa era Pio XII.

Regina a 25 anni, viene incoronata il 2 giugno del 1953 nell’Abbazia di Westminster. Sul trono assiste a cambiamenti epocali e alla graduale trasformazione dell’Impero Britannico nel Commonwealth.

L’incontro con Giovanni XXIII

Nel 1961 con il consorte, il principe Filippo duca di Edimburgo, che aveva sposato nel 1947, si reca in udienza da Papa Giovanni XXIII. “La sua presenza in Vaticano – afferma in quell’occasione Papa Roncalli – corona nel modo più felice la serie di dimostrazioni di amicizia che hanno segnato le relazioni tra il Regno Unito e la Santa Sede”.

La regina Elisabetta II e Giovanni Paolo II

Nel 1980 la regina Elisabetta II incontra Papa Giovanni Paolo II . “Giovanni XXIII – ha ricordato Papa Wojtyła riferendosi all’incontro del 1961 – parlò della grande semplicità e dignità con la quale vostra maestà porta il peso delle proprie molte responsabilità. Due decenni più tardi, queste osservazioni sono ancora molto appropriate ed è evidente che le responsabilità incombenti su di voi non sono affatto diminuite”.

Due anni dopo, Papa Giovanni Paolo II fece la sua visita pastorale in Gran Bretagna in un momento di grande tensione per la situazione nelle Isole Falkland,le isole conosciute in Argentina come Las Malvinas. “La mia visita – disse Papa Wojtyla – si svolge in un momento di tensione e di angoscia, un momento in cui l’attenzione del mondo si è concentrata sulla delicata situazione del conflitto nell’Atlantico meridionale. ….. Questa tragica situazione mi ha preoccupato moltissimo e ho chiesto ripetutamente ai cattolici di tutto il mondo e a tutte le persone di buona volontà di unirsi a me nella preghiera per una soluzione giusta e pacifica”.

Poi, 18 anni dopo, la Regina si recò nuovamente in Vaticano, ad ottobre, per il terzo incontro con Giovanni Paolo II. Nel suo discorso il Papa spaziò dall’Europa al mondo, si concentrò sulla cancellazione del debito ai Paesi più poveri ed ebbe parole di riconoscenza verso la Regina. “Vostra Maestà, per molti anni e in tempi di grandi cambiamenti avete regnato con una dignità e un senso del dovere che hanno edificato milioni di persone in tutto il mondo”.

L’incontro con Benedetto XVI

Il 2010 è l’anno del viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI in Gran Bretagna. L’occasione è la beatificazione del cardinale John Henry Newman, ora santo. A Edimburgo, in Scozia, Benedetto XVI incontra la regina Elisabetta II. Nel 2012, in occasione del Giubileo di diamante del suo regno, Benedetto XVI formula sue più cordiali congratulazioni. “Lei ha offerto ai suoi sudditi e al mondo intero – scrive in un messaggio- un esempio ispirante di dedizione al dovere e d’impegno a sostenere i principi di libertà, giustizia e democrazia, conformemente a una nobile visione del ruolo di un monarca cristiano”.

Elisabetta II e Papa Francesco

Nell’aprile 2014, la regina si reca in visita di Stato in Italia. Dopo aver incontrato il presidente Napolitano, è accolta in Vaticano da Papa Francesco. La sua visita coincide anche con il 32.mo anniversario dell’inizio della guerra delle Falkland, le isole conosciute in Argentina come Las Malvinas. Nel giorno delle celebrazioni per il giubileo di platino dell’ascesa al trono e per il 96.mo genetliaco della sovrana, Papa Francesco scrive una lettera alla regina Elisabetta II. Il Pontefice esprime vicinanza attraverso la preghiera “affinché Dio Onnipotente conceda a voi, ai membri della famiglia reale e a tutto il popolo della nazione benedizioni di unità, prosperità e pace”.

IL COMBATTIMENTO APOSTOLI DI MARIA

APOSTOLI DI MARIA

13. Il mistero di satana sciolto dalle  catene

Affermando che “satana è  sciolto dalle  catene” la Regina della  pace, incoronata di 12 stelle,  ha  voluto indicarci che siamo entrati nel tempo del grande combattimento escatologico, che La vedrà vittoriosa, insieme ai suoi apostoli,  contro l’impero delle tenebre.

Con le apparizioni di Medjugorje satana è ritornato alla ribalta dell’ opinione pubblica, che l’aveva relegato nel magazzino delle anticaglie medioevali. L’essere riuscito a far credere che non esiste è una delle sue trovate più insidiose, perché si è messo nella condizione di agire indisturbato.

Non sono mancati quelli che, all’interno della Chiesa, gli hanno dato una mano, facendo del diavolo un simbolo del male, negandone l’esistenza reale. 

Il Beato Paolo VI dovette intervenire affermando che il demonio è un essere personale “pervertito e pervertitore”, mentre il Catechismo della Chiesa Cattolica riconfermava gli insegnamenti del vangelo e del Magistero ecclesiastico.

La Gospa a Medjugorje ha rivelato satana nella sua azione concreta, smascherando giorno per giorno i suoi piani, volti a ingannare, a sedurre e a distruggere.

La Vergine potente contro il male, pur affermando che quella dell’impero delle tenebre è una falsa forza,  ne riconosce la potenza, contro la quale gli uomini nulla possono con le loro sole forze.

La Regina della pace non si è limitata ad affermare che satana esiste, ma lo ha mostrato in azione, mettendoci in guardia e nel medesimo tempo chiedendoci l’aiuto della preghiera e del digiuno per far fallire i suoi piani.

Chi è stato alla scuola della Gospa ha imparato a conoscere la virulenza e la vastità dell’impero del male e l’importanza decisiva di una battaglia dalla quale dipende lo stesso futuro del mondo.

Non si comprende la presenza così lunga e intensa della Madonna in questa fase della storia della salvezza, se non si ha presente il pericolo che l’umanità corre a causa dell’attacco delle porte dell’inferno, per distruggere il mondo e portare le anime alla rovina.

Il mondo e la Chiesa sono sotto attacco, come mai prima. L’umanità, accecata dall’incredulità, non se ne rende conto, anche se vede i falsi miti del progresso cadere l’uno dopo l’altro.

In pochi decenni gli uomini, pur moltiplicando i beni e i mezzi materiali, sono passati dall’euforia all’angoscia, mentre si interrogano se ci sia ancora un futuro a cui guardare con speranza.

L’attacco satanico è palpabile nel dilagare del male che inquina  i cuori e la società, mentre il vento contagioso dell’odio e della guerra soffia in ogni angolo del pianeta.

 L’angelo ribelle ha conservato la sua intelligenza e la mette al servizio della sua perversione. Concepisce piani che vanno al di là della nostra immaginazione. Sa che l’uomo per la prima volta nella sua storia ha la possibilità di distruggere la natura, la vita e la terra intera e lo attira verso l’orlo di un abisso senza fondo.

In questo modo si propone di dare scacco a Dio, mettendo fine all’opera della creazione e della redenzione, che ha l’uomo come protagonista. 

Viene spontaneo chiedersi come possa l’esercito infernale conservare una tale potenza anche dopo la vittoria di Cristo sulla croce.

La risposta è nascosta nelle profondità della sapienza divina, che governa il mondo con metodi che sfuggono alla nostra comprensione.

L’azione divina dell’attività diabolica è un mistero che le più acute intelligenza hanno cercato di scandagliare, ma alla fine solo Dio sa perché l’angelo ribelle conserva un potere di sfida fino alla fine dei tempi.

Noi però siamo certi che tutto ciò che Dio opera è rivolto al bene e, anche quando permette il male, si propone alla fine un bene più grande.

 La morte di Cristo in croce, provocata dall’odio del principe di questo mondo, ha manifestato l’amore di Dio e ha operato la redenzione.

 Nel momento in cui il Crocifisso ha reso il suo spirito e satana cantava vittoria, il mondo gli è stato strappato dalle mani e le porte del paradiso si sono aperte

 L’apparente sconfitta di Dio prepara la sua vittoria e questo è quanto accade alla Chiesa pellegrina lungo i deserti della storia, fino al suo ingresso nella Gerusalemme celeste:

“La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione. 

Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa, secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male,  che farà discendere dal cielo la sua Sposa.

 Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo giudizio dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa (Catechismo C. C. 677).

Solo quando l’Onnipotente dirà “Basta” e ci saranno cieli nuovi e terra nuova l’impero delle tenebre cesserà di nuocere all’opera divina.

Prima di allora la guerra è destinata a infuriare e il nostro tempo è chiamato a combattere una battaglia decisiva. Satana si illude di avere la possibilità di conquistare il mondo e di rovinare l’opera di Dio. La Gospa manderà a vuoto i suoi piani e si servirà di essi per riportare l’umanità a Dio.

Vostro Padre Livio

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Perché alcuni nascono fortunati e  altri sfortunati?

Caro Padre Livio,

la  ringrazio per le  lettere  che  pubblica  sul Blog. Sono affreschi di umanità che a  volte  commuovono ed edificano.

Ho letto alcuni giorni fa la storia di una  famiglia sulla quale si sono abbattute una serie di sventure  incredibili,  ma che  è  riuscita a resistere salda  nella fede.

Mi sono però  chiesta come  mai le Croci che Dio distribuisce siano così diverse.

Ne  consegue che  alcuni sembrano dei  previlegiati, altri invece degli sventurati.

Come  è  compatibile  questa  disparità   con  la giustizia e  la  bontà  divine?

Grazie  se mi aiuterà  a capire una realtà  che faccio fatica ad  accettare.

Ave Maria

Isabella  da Ancona.

Cara  Isabella,

La  Madonna  in  parte ha  risposto a questo interrogativo dicendo che sulla  terra  molte  cose non  le  comprendiano, ma le comprenderemo quando saremmo  faccia a  faccia  col  Padre celeste.

Personalmente mi sono  dato una riposta  col fatto che  più grande  è  la  Croce   che uno deve  portare e  più  grande sarà  la  sua gloria in Cielo.

Non  solo,  ma già  su questa  terra  è più unito di altri a  Gesù e  al  suo amore.  Non esiste un bene maggiore che si  potrebbe desiderare.

Ave Maria 

Padre  Livio

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