"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2022 Pagina 8 di 13

📖TESTI E DOCUMENTI 📑

SOLENNITÀ DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Castel Gandolfo
Mercoledì, 15 agosto 2012

Cari fratelli e sorelle,

Nel cuore del mese di agosto la Chiesa in Oriente e in Occidente celebra la Solennità dell’Assunzione di Maria Santissima al Cielo. Nella Chiesa Cattolica, il dogma dell’Assunzione – come sappiamo – fu proclamato durante l’Anno Santo del 1950 dal Venerabile Pio XII. La celebrazione, però, di questo mistero di Maria affonda le radici nella fede e nel culto dei primi secoli della Chiesa, per quella profonda devozione verso la Madre di Dio che è andata sviluppandosi progressivamente nella Comunità cristiana.

Già dalla fine del IV secolo e l’inizio del V, abbiamo testimonianze di vari autori che affermano come Maria sia nella gloria di Dio con tutta se stessa, anima e corpo, ma è nel VI secolo che a Gerusalemme, la festa della Madre di Dio, la Theotòkos, consolidatasi con il Concilio di Efeso del 431, cambiò volto e divenne la festa della dormizione, del passaggio, del transito, dell’assunzione di Maria, divenne cioè la celebrazione del momento in cui Maria uscì dalla scena di questo mondo glorificata in anima e corpo in Cielo, in Dio.

Per capire l’Assunzione dobbiamo guardare alla Pasqua, il grande Mistero della nostra Salvezza, che segna il passaggio di Gesù alla gloria del Padre attraverso la passione, la morte e la risurrezione. Maria, che ha generato il Figlio di Dio nella carne, è la creatura più inserita in questo mistero, redenta fin dal primo istante della sua vita, e associata in modo del tutto particolare alla passione e alla gloria del suo Figlio. L’Assunzione al Cielo di Maria è pertanto il mistero della Pasqua di Cristo pienamente realizzato in Lei. Ella è intimamente unita al suo Figlio risorto, vincitore del peccato e della morte, pienamente conformata a Lui. Ma l’Assunzione è una realtà che tocca anche noi, perché ci indica in modo luminoso il nostro destino, quello dell’umanità e della storia. In Maria, infatti, contempliamo quella realtà di gloria a cui è chiamato ciascuno di noi e tutta la Chiesa.

Il brano del Vangelo di san Luca che leggiamo nella liturgia di questa Solennità ci fa vedere il cammino che la Vergine di Nazaret ha percorso per essere nella gloria di Dio. E’ il racconto della visita di Maria ad Elisabetta (cfr Lc 1,39-56), in cui la Madonna è proclamata benedetta fra tutte le donne e beata perché ha creduto al compimento delle parole che le sono state dette dal Signore. E nel canto del «Magnificat» che eleva con gioia a Dio traspare la sua fede profonda. Ella si colloca tra i «poveri» e gli «umili», che non fanno affidamento sulle proprie forze, ma che si fidano di Dio, che fanno spazio alla sua azione capace di operare cose grandi proprio nella debolezza. Se l’Assunzione ci apre al futuro luminoso che ci aspetta, ci invita anche con forza ad affidarci di più a Dio, a seguire la sua Parola, a ricercare e compiere la sua volontà ogni giorno: è questa la via che ci rende «beati» nel nostro pellegrinaggio terreno e ci apre le porte del Cielo.

Cari fratelli e sorelle, il Concilio Ecumenico Vaticano II afferma: «Maria assunta in cielo, con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci le grazie della salvezza eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata» (Lumen gentium, 62). Invochiamo la Vergine Santa, sia la stella che guida i nostri passi all’incontro con il suo Figlio nel nostro cammino per giungere alla gloria del Cielo, alla gioia eterna

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Newsletter Madre Cecilia Baij, agosto 2022, Anno 1 n.8

Carissimi/e amici/che di Madre Cecilia Baij, 

in occasione della Solennità dell’Assunta, vi proponiamo dei piccoli brani estratti dai «Colloqui» (inediti)della Serva di Dio Madre Maria Cecilia Baij con Gesù:

–       E perché, Sposo mio, quando la Regina Santissima ascese al cielo, gli apostoli, si dice, che non la vedes­sero, come videro ascendere Voi?

–       Sappi, o sposa mia, che quando io ascesi al cielo, gli apostoli con i miei discepoli restarono molto afflitti e sconsolati per la perdita che avevano fatto di me loro Maestro, che molto mi amavano; ma restò in terra con essi la mia Santissima Madre che li consolò, li animò e li aiutò in tutte le loro afflizioni. Che se avessero veduto ascen­dere al cielo la mia Madre, sarebbe stato di molta pena ad essi il vederla con i propri occhi, che restandone essi privi non avevano più dove andare per essere con­solati. E poi non era necessario che fosse veduta dagli uomini salire al cielo la mia Madre, come fu necessario che vedessero me ascendere, per confermazione della Fede.

–       O Gesù mio! che gran festa si sarà fatta in cielo, quando vi entrò a prendere il suo possesso questa gran Regina!

       Fu sì grande il gaudio e le feste che si fecero allora nel cielo, che dopo la sua assunzione non si è fatta più una simile, né si farà, per quanto grandi siano i meriti di qualsivoglia anima che venga in Paradiso. E nemmeno se si mettessero insieme tutte le feste che si son fatte e si faranno per ogni santo, si avrebbe paragone con quelle che si fecero per la mia dilettissi­ma Madre, e sì rinnovano tutte nelle sue solennità.

Santa Solennità dell’Assunta a tutti voi!

Sr Benedetta Aguirre

Monastero San Pietro

Benedettine dell’Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento di Montefiascone (VT)

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Benedizione

Caro P. Livio 

Sono Emanuele.

La seguo dal 1993, ho imparato da poco tempo a scrivere e a usare il telefonino.

Le scrivo per ringraziarla, e per dirle che prego sempre per lei.

Il mio caso è strano e forse umanamente inspiegabile.

Sono stato operato alla testa nel 2008, per circa 10 volte.

Il SIGNORE, non ha permesso che io morissi, ma le posso assicurare che è stato fatto di tutto perché ciò si realizzasse.

In questi anni tremendi, per me, è successo di tutto affinché io mi disperassi  con conseguenze irreparabili per la mia anima e quella dei miei cari.

Ma il SIGNORE non lo ha permesso, mi ha sempre protetto e mai abbandonato per troppo tempo.

Devo ringraziare lei e radio maria perché mi avete sostenuto e aiutato prima, ma soprattutto dopo ľ operazione.

Senza il vostro sostegno non so se avrei resistito a tutta questa sofferenza.

Grazie a tutti voi. Pregate per la mia anima.

Affido alle preghiere di tutta radio maria la mia famiglia, mia moglie, i miei figli, e

chiedo a lei P. Livio una benedizione.

GRAZIE!!!

Emanuele.

Caro Emanuele.

Dio ti benedica e la Madonna assunta in Cielo ti protegga col suo amore

Ave Maria

Padre Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

MIRJANA  DI MEDJUGORJE RACCONTA  IL SUO PRIMO INCONTRO CON LA  MADONNA (1)

Padre  Livio: Ecco, Mirjana, vorrei dare subito a te  la parola per rivolgere un saluto agli ascoltatori di Radio Maria.

Mirjana: Io vi voglio salutare tutti e provare adesso con Padre Livio ad avvicinarvi a Medjugorje e a tutto ciò che la Madonna vuole per noi. Speriamo che il Signore ci aiuti in questo lavoro.

Padre Livio:  Lo speriamo di cuore. Ho voluto prepararmi alla trasmissione recitando il rosario perché la Madonna ci aiuti a dire le cose per la sua gloria.  Ecco, Mirjana, fin’ora gli ascoltatori di Radio Maria hanno sentito parlare del primo giorno delle apparizioni da Vicka, Marija e Jacov, i quali però non erano presenti in quel primo momento in cui tu e Ivanka avete avuto il primo incontro con la Madonna. Allora sentiamo da te, che eri protagonista in quel momento, come è avvenuto questo primo incontro

Mirjana: Ecco, provo a spiegare che cosa è successo in quel primo giorno. Era S. Giovanni, un santo giorno. In paese non si lavorava e Ivanka, che era venuta per le vacanze estive da Mostar, ed io che ero venuta da Sarajevo, abbiamo voluto stare un po’ da sole, come due ragazzine di quattordici, quindici anni, e abbiamo passeggiato sotto la collina, oggi conosciuta come “Collina delle apparizioni” e abbiamo parlato di cose di cui possono parlare delle ragazzine di quella età. Improvvisamente Ivanka mi ha detto…

Padre Livio: Scusa Mirjana, se mi permetto: siccome è uscita in questi giorni una rivista, che in Italia è molto diffusa, che racconta una vecchia storiella, secondo la quale tu e Ivanka eravate uscite fuori dal villaggio per andare a fumare, vorrei sapere se è stato proprio così.

Mirjana: Ma queste sono cose terribili; io le prendo sempre con il sorriso quando sento cose così. Noi abbiamo soltanto parlato perché io non vedevo l’ora di dirle tutto ciò che mi era successo e lei voleva dire a me tutto quello che era successo a lei, proprio come due ragazzine. Ad un certo punto Ivanka mi ha detto: “ Io penso che la Madonna sia sulla collina”. Solo così.

Ma io vi devo innanzi tutto provare a spiegare che io non avevo mai sentito prima la possibilità che la Madonna potesse venire sulla terra, perché noi siamo cresciuti nel comunismo, i genitori ci dicevano il meno possibile, la nostra vita cristiana era confinata in casa, perché solo una volta alla settimana potevi andare alla Messa. Allora i genitori non ci dicevano tante cose, ma solo quello che era necessario sapere.

Per questo quando Ivanka ha detto: “ Io penso che la Madonna sia sulla collina” io non ho guardato e le ho detto: “ Sì, la Madonna non ha altro da fare, per cui è venuta a vedere che cosa facciamo noi”.  L’ho lasciata perché ero arrabbiata, perché mi hanno insegnato che con il nome di Dio e della Madonna non si scherza, non lo si mette così sulla bocca.

Quando però ero vicino alle prime case ho sentito dentro di me che dovevo tornare indietro e che dovevo vedere che cosa succedeva lì. E quando sono tornata, ho visto Ivanka sempre in quel posto e lei mi ha detto: “ Guarda adesso per favore”.

Ho guardato e ho visto una Signora con un vestito lungo, grigio, come se tenesse un bambino in braccio. Tutto era strano perché sulla collina non andava nessuno. Non era come adesso che c’è una stradina che i pellegrini hanno fatto con i loro piedi. Vi erano  solo sassi e cespugli spinosi. Ma soprattutto non ci si andava con un bambino piccolo in braccio. Noi due abbiamo solo guardato, perché io, dentro di me, ho sentito tutte quelle emozioni che esistono insieme. (Non potevo né muovermi né dire qualcosa. In quel momento passava Ivan e lui….)

Padre Livio: “ Scusa, Mirjana, guardando anche tu con Ivanka, ti sei resa conto che era la Madonna?”

Mirjana: Ho sentito che era la Madonna.

Padre Livio: Hai “sentito” ?

Mirjana: Ho sentito tutte le emozioni insieme. Non capivo: forse, pensavo, sono morta e sono con la Madonna. Non lo so spiegare bene, ma tutto quello che esiste dentro di me, tutte le emozioni io le ho sentite insieme. Io parlo di secondi. In quel momento passava Ivan, perché lui doveva percorrere quella strada per andare a casa sua e portava delle mele in mano. Io scherzando dico che, siccome gli uomini sono coraggiosi, lui ha buttato tutto per terra ed è scappato.

Padre Livio: Dici che gli uomini sono poco coraggiosi?

Mirjana: Si vede come sono coraggiosi! Dopo è venuta Vicka, che sempre prendo in giro, perché  in certi momenti si fa molto coraggiosa, ma quella volta, quando ha visto, si è tolta le scarpe e ed scappata verso il paese scalza per essere più veloce.

Padre Livio: Scusa Mirjana, sembra quasi che il soprannaturale in un primo momento spaventi.

Mirjana: Guarda, Padre, se succedesse adesso non mi spaventerebbe. Non dico “adesso” perché ho avuto le apparizioni, ma “adesso” perché conosco un po’, mentre allora eravamo dei bambini. Per noi la Madonna era in cielo e la pregavamo. Ma quando ti insegnano così e improvvisamente tu vedi la Madonna, e nessuno ti ha detto che questo è possibile, che tu puoi vedere la Madonna se questa è la volontà del Signore, per questo io non capivo dentro di me.

Quando Vicka è scappata, io ho detto a Ivanka: “ Chissà che cosa succede; forse è meglio che anche noi scappiamo”. Non avevo neppure finito di dirlo che anche noi due eravamo già a casa. E io ho detto ai miei nonni e ai miei zii…

Padre Livio: Scusa Mirjana, per te è tutto chiaro, ma io vorrei sapere qualche particolare. Quando voi guardavate  la Madonna, lei guardava voi?

Mirjana: Sì, sì! Solo che noi non abbiamo visto molto bene la sua faccia perché eravamo sulla strada e la Madonna era sulla collina, ma guardava noi.

Padre Livio: Guardava voi!

Mirjana: Eh, guardava noi! Quando sono tornato alla casa dei miei zii…

Padre Livio: Quindi siete andati via, lasciando lì la Madonna?

Mirjana: Sì, siamo scappati, non andati! Io ho detto alla mia nonna di aver visto la Madonna, e mia nonna mi ha detto: “ Ma prendi il rosario e prega e lascia la Madonna in paradiso, dov’è.

Io non ho continuato a spiegare più nulla. Solo sentivo dentro di me il desiderio di stare da sola e pregare. Sono andata in camera e tutta la notte ho pregato perché il sonno non veniva e avevo pace solo quando pregavo. Ho trascorso tutta la notte a recitare rosari e rosari. Parlavo col Signore e chiedevo aiuto. Il giorno dopo ho aiutato i miei zii come tutti i giorni…

Padre Livio: La tua famiglia era a Sarajevo?

Mirjana: I miei genitori e mio fratello erano a Sarajevo.

Padre Livio: Qui c’erano i tuoi zii e i tuoi nonni?

Mirjana: Sì, i miei zii e mia nonna. Solo Jakov e Marija hanno detto: “ Come siete fortunati! Anche noi vogliamo vedere la Madonna”. Non ho visto altra gente perché ho lavorato con gli zii.

Quando avevo visto la Madonna il giorno prima, avevo sentito dentro di me che dovevo andare sulla collina. Così verso le cinque, cinque e mezzo, ho chiesto ai miei zii se potevo andare, perché sentivo dentro di me che dovevo andare. Loro sono venuti con me perché sentivano la responsabilità di ciò che poteva succedermi.

Padre Livio: Comportamento veramente eccezionale!

Mirjana: E quando sono arrivata sotto la collina ho trovato diversa gente, perché ognuno di noi era venuto con qualcuno che sentiva la responsabilità. In questo secondo giorno, era il 25 Giugno, noi siamo andati per la prima volta vicino alla Madonna e sono così incominciate le apparizioni di tutti i giorni.

Padre Livio: Senti Mirjana: come hanno reagito le vostre famiglie? Sai perché ti faccio questa domanda? Perché a Lourdes e specialmente a Fatima le famiglie hanno reagito in un modo piuttosto negativo. La mamma di Lucia picchiava la bambina, accusandola di essere una bugiarda. Mi pare che i vostri parenti siano stati un po’ più dolci con voi, o mi sbaglio?

Mirjana: Guarda, io parlerò della mia famiglia. Mia zia ha chiamato subito i miei genitori a Sarajevo e ha detto a mia mamma: “ Guarda a Mirjana è successo così…” Mia madre ha preso una sedia per sedersi, perché pensava che mi fosse successo qualcosa di male e che non stessi bene. “ Lei dice che vede la Madonna”, raccontava“ E’ normale?”,  domandava mia madre. “ Sembra uguale a prima – diceva mia zia – Non mi sembra che non sia normale”. Mia madre alla fine ha detto: “ Le è successo qualcosa, perché su queste cose lei non scherza e non dice mai bugie”.

Mia mamma e mio papa sono venuti subito e mi sono stati vicini. L’unico desiderio di mio papà era che io tornassi a casa quando tutto sarebbe finito. Sono stata veramente aiutata dal Signore ad avere dei genitori come quelli che io ho, perché con tutti i problemi che abbiamo avuto a Sarajevo con i poliziotti, che ci dicevano che avremmo perso il lavoro e la casa, mia mamma e mio papà mi hanno detto: “ Tu dì la verità e non ti preoccupare. Il Signore provvede”. Li ho avuti vicini e sempre mi hanno aiutato. Così ho potuto pensare solo alla Madonna  ( Parte prima).

(Dai microfoni di Radio Maria 8 Agosto 2001)

🟢LIVE🟢P.LIVIO DALLA NOSTRA CAPPELLA PER   L’OMELIA DOMENICALE E LA BENEDIZIONE🌾🙏 

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BUONA DOMENICA

“SONO VENUTO A GETTARE FUOCO SULLA TERRA”

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Oggi è  una Domenica speciale perché  ci introduce  nella grande solennità  per eccellenza del mese  di Agosto:  Maria Assunta  i n Cielo.

Godiamoci queste due giornate  di paradiso con la  gioia nel cuore e  gli occhi rivolti al Cielo, da dove  La Madre di Dio e  Madre nostra  scende  ogni giorno per incontrarci,  per  proteggerci e per   guidarci.

Approfittiamo di questa  pausa dal lavoro per riflettere sul senso della vita e per ascoltare   i desideri più  profondi del cuore che   anela all’eternità.

Nel Vangelo di oggi Gesù  dice:  “Sono venuto a gettare   fuoco sulla terra,  e  quanto vorrei che fosse già acceso!”

E’ il fuoco del suo amore con quale vuole distruggere  l’odio e il peccato che divorano il  mondo e donare  all’umanità  un tempo di pace.

Oggi è  anche  la memoria di S.  Massimiliano Kolbe,  grande apostolo di Maria,  che,  prigioniero ad Auschwitz, ha sacrificato la  sua vita per salvare  un padre  di famiglia.

Vivifichiamo queste due giornate con la  nostra  partecipazione  alla  S. Messa,  dalla  quale  attingiamo la forza  e  la  grazia sulla  via della  salvezza.

Vostro Padre  Livio

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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Domenica, 19 agosto 2007

Cari fratelli e sorelle!

C’è un’espressione di Gesù, nel Vangelo di questa domenica, che attira ogni volta la nostra attenzione e richiede di essere ben compresa. Mentre è in cammino verso Gerusalemme, dove lo attende la morte di croce, Cristo confida ai suoi discepoli: “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione”. E aggiunge: “D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera” (Lc 12,51-53). Chiunque conosca minimamente il Vangelo di Cristo, sa che è messaggio di pace per eccellenza; Gesù stesso, come scrive san Paolo, “è la nostra pace” (Ef 2,14), morto e risorto per abbattere il muro dell’inimicizia e inaugurare il Regno di Dio che è amore, gioia e pace. Come si spiegano allora queste sue parole? A che cosa si riferisce il Signore quando dice di essere venuto a portare – secondo la redazione di san Luca – la “divisione”, o – secondo quella di san Matteo – la “spada” (Mt 10,34)?

Questa espressione di Cristo significa che la pace che Egli è venuto a portare non è sinonimo di semplice assenza di conflitti. Al contrario, la pace di Gesù è frutto di una costante lotta contro il male. Lo scontro che Gesù è deciso a sostenere non è contro uomini o poteri umani, ma contro il nemico di Dio e dell’uomo, Satana. Chi vuole resistere a questo nemico rimanendo fedele a Dio e al bene deve necessariamente affrontare incomprensioni e qualche volta vere e proprie persecuzioni. Perciò, quanti intendono seguire Gesù e impegnarsi senza compromessi per la verità devono sapere che incontreranno opposizioni e diventeranno, loro malgrado, segno di divisione tra le persone, addirittura all’interno delle loro stesse famiglie. L’amore per i genitori infatti è un comandamento sacro, ma per essere vissuto in modo autentico non può mai essere anteposto all’amore di Dio e di Cristo. In tal modo, sulle orme del Signore Gesù, i cristiani diventano “strumenti della sua pace”, secondo la celebre espressione di san Francesco d’Assisi. Non di una pace inconsistente e apparente, ma reale, perseguita con coraggio e tenacia nel quotidiano impegno di vincere il male con il bene (cfr Rm 12,21) e pagando di persona il prezzo che questo comporta.

La Vergine Maria, Regina della Pace, ha condiviso fino al martirio dell’anima la lotta del suo Figlio Gesù contro il Maligno, e continua a condividerla sino alla fine dei tempi. Invochiamo la sua materna intercessione, perché ci aiuti ad essere sempre testimoni della pace di Cristo, mai scendendo a compromessi con il male

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San Massimiliano Maria Kolbe

«Rimettiti in tutto alla Divina Provvidenza attraverso l’Immacolata e non preoccuparti di nulla», è l’insegnamento al centro della spiritualità di san Massimiliano Kolbe, il «martire dell’amore» che nel bel mezzo della distruzione dell’umano attuata nei lager nazisti ricordò al mondo, sacrificandosi per salvare un padre di famiglia, tutta la fecondità e potenza della fedeltà .

«Rimettiti in tutto alla Divina Provvidenza attraverso l’Immacolata e non preoccuparti di nulla», è l’insegnamento al centro della spiritualità di san Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941). Il «martire dell’amore» ricordò al mondo, nel bel mezzo della distruzione dell’umano attuata nei lager nazisti, tutta la fecondità e potenza della fede, sacrificandosi per salvare un padre di famiglia.

Secondo di cinque figli, era nato in Polonia da due ferventi cattolici, che lo battezzarono il giorno stesso della nascita con il nome di Raimondo. Già da bambino ebbe una visione della Vergine che gli porgeva due corone di fiori, una di gigli, simbolo della verginità, l’altra di rose rosse, simbolo del martirio. Le accettò entrambe. A 16 anni vestì l’abito dei francescani conventuali assumendo il nome di fra Massimiliano; e quattro anni dopo, all’atto della professione perpetua, vi aggiunse quello di Maria.

Era arrivato intanto a Roma, dove si laureò in filosofia e teologia. Il Rosario e l’adorazione eucaristica animavano ogni sua giornata. Già negli anni in collegio alcuni compagni si erano accorti di avere un santo tra loro, come testimonierà padre Giuseppe Pietro Pal: «L’amore fraterno di Massimiliano era davvero come quello del Vangelo. Quando nelle nostre conversazioni parlavamo di quanto poco venissero osservate le regole nel nostro collegio, mi diceva di pregare per i peccatori. Non l’ho mai sentito parlare male di qualcuno. Soffriva nel vedere gli altri trasgredire le regole». Consapevole della piaga del modernismo e dell’odio contro la Chiesa diffuso dalla Massoneria, il 16 ottobre 1917 fondò insieme ad altri sei compagni la Milizia dell’Immacolata. L’idea era di consacrare a Dio, attraverso Maria, quante più anime possibili, aiutandole a guadagnare la salvezza eterna. «Chi ha Maria per madre, ha Cristo per fratello», insegnava.

Il santo sapeva infatti bene che la fede genuina s’incarna nella Chiesa militante, chiamata a combattere il Maligno e far conoscere e amare Dio, lavorando all’instaurazione del Suo Regno con l’aiuto di Maria. A questo fine, già ammalato di tubercolosi, diede inizio a una rivista, Il cavaliere dell’Immacolata. Era convinto della necessità di un apostolato attraverso i mezzi di informazione, per trasmettere la bellezza delle verità di fede e di morale, già all’epoca attaccate da «propagatori senza numero». Diceva: «Un missionario della penna […] forma l’opinione pubblica, attenua l’avversione nei confronti del cattolicesimo, chiarisce e lentamente rimuove dalle menti prevenzioni e obiezioni inveterate, predispone a una graduale lealtà nei confronti della Chiesa e col tempo […] alla fiducia, infine al desiderio di conoscere più a fondo la religione».

Le sue idee e la sua carità accesero di entusiasmo una moltitudine di giovani. La sua rivista giunse a una tiratura di milioni di copie. Nel 1927 fondò in patria un convento chiamato Niepokalanów («Città dell’Immacolata»), che si dotò di una tipografia e di un seminario vocato alla missione: in dieci anni si era formata attorno una cittadella e ospitava oltre 700 frati. Esportò lo stesso modello a Nagasaki, dove il Mugenzai no Sono («Giardino dell’Immacolata») accoglierà gli orfani di guerra. Fondò una stazione radio, la SP3RN (Stazione polacca 3 Radio Niepokalanów), e per questo motivo è patrono dei radioamatori. Dopo l’invasione della Polonia i nazisti lo imprigionarono per quasi tre mesi insieme ad altri 37 confratelli. Una volta rimesso in libertà, il francescano tornò alla «Città dell’Immacolata» trasformandola in un ospedale e rifugio per migliaia di ebrei e feriti.

Fu definitivamente arrestato dalla Gestapo il 17 febbraio 1941 e a maggio venne trasferito ad Auschwitz. La fuga di un prigioniero fece scattare la dura ‘legge’ nazista: dieci prigionieri vennero condannati a morire di fame nel Blocco 13. Tra questi vi era un padre di famiglia, Franciszek Gajowniczek (il 10 ottobre 1982 assisterà alla canonizzazione di padre Kolbe), che parlava disperatamente della moglie e dei figli. Il santo si offrì di prendere il suo posto. «Chi sei tu?», gli chiesero i nazisti. «Un prete cattolico», rispose lui, che per due volte aveva già celebrato segretamente nel lager la Santa Messa, distribuendo il Corpo di Cristo a una trentina di detenuti. I nazisti, sorprendentemente, accettarono lo scambio. La calma del sacerdote polacco li impressionò e, come dirà un testimone, il capo del bunker lo considerava «un eroe addirittura sovrumano».

Nelle due settimane di isolamento senza cibo padre Kolbe non si lamentò mai, confortò gli altri prigionieri, parlò loro del sacrificio e amore di Gesù, li fece pregare ed elevare inni sacri. Il 14 agosto, vigilia dell’Assunta, sopravvivevano ancora lui e altri tre uomini. Le SS decisero di farla finita con un’iniezione di fenolo. Fu allora che al capoblocco dell’infermeria disse: «Lei non ha capito nulla della vita, l’odio non serve a niente… solo l’amore crea!». Porse il braccio al carnefice pronunciando le sue ultime parole terrene: «Ave Maria». Testimonierà il carceriere: «Quando riaprii la porta di ferro, già non viveva più; ma mi si presentava come se fosse vivo. Ancora appoggiato al muro. La faccia era raggiante in modo insolito. Gli occhi largamente aperti e concentrati in un punto. Tutta la figura come in estasi. Non lo dimenticherò mai» (Ermes Dovico – La Nuova Bussola – 14 Agosto 2022)

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

MARIA  ASSUNTA IN CIELO E’ L’ICONA DI COME NOI SAREMO

Sono molteplici  i privilegi di Maria o, come le chiamava Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, le Sue  Glorie: essere Immacolata sin dal suo concepimento (perché preservata dal peccato originale); essere sempre vergine (prima, durante e dopo il parto); essere la Madre di Dio (perché il bambino da Lei nato è il Figlio di Dio); essere la Nuova Eva (cioè la Madre di tutti i viventi: della Chiesa e dell’intera umanità).

Tutti aspetti straordinari che, appartenendo ad una creatura qual era Maria, senza dubbio nobilitano il genere umano. Perché? Perché alla proverbiale infedeltà degli uomini, si contrappone l’assoluta fedeltà di Maria, la quale ha corrisposto alla Grazia in modo pieno e radicale.

La Madonna è una di noi perché è una creatura, ma, essendo anche nostra Madre, Lei riverbera su di noi la sua grandezza. Pertanto accogliendola, ci eleviamo. 

Oggi dobbiamo mettere a fuoco una realtà di Maria che riguarda anche il nostro futuro: Maria Assunta in cielo con la sua anima e con il suo corpo. Perché riguarda il nostro futuro? Perché, alla fine del mondo, anche noi parteciperemo con il nostro corpo alla Resurrezione di Cristo.

Maria assunta in cielo è l’icona di come saremo; è il traguardo verso il quale siamo diretti nel cammino della vita: la felicità eterna in Cristo Risorto.

Certo, l’essere assunta in cielo in anima e corpo già al termine della propria vita, costituisce uno speciale dono di grazia riservato esclusivamente alla Madonna.

Di noi, infatti, nel momento della morte, sopravvive soltanto l’anima, la quale viene immediatamente giudicata e mandata o in Paradiso, o in purgatorio, o all’inferno; mentre il nostro corpo riposa nella tomba.

 Però, alla fine del mondo, anche i nostri corpi risorgeranno e seguiranno le rispettive anime. Se avremo avuto un’anima ad immagine di Dio, allora il corpo sarà glorioso a similitudine di quello della Madonna, descritto dai veggenti nelle innumerevoli apparizioni: di ineffabile bellezza, di eterna giovinezza, irradiante di bontà, pace e amore.

Maria Assunta in cielo non è una semplice ipotesi teologica, ma è un dogma definito autorevolmente da Papa Pio XII nel 1950.

In quell’occasione – e per la prima volta a partire dal Concilio Vaticano I – il successore di Pietro fece uso del dono speciale dell’infallibilità del Papa.

Essendosi prima consultato con tutta la Chiesa di cui ne ricevette il supporto, Pio XII parlò ex cathedra, cioè definì in modo infallibile quel dogma. Faccio una precisazione: prima di tale dogma, Pio IX, nel 1854, ne aveva proclamato un altro: quello dell’Immacolata Concezione. Si tratta di due dogmi abbastanza recenti, ma con radici molto profonde nella storia della Chiesa.

Il documento con cui papa Pio XII ha definito “Maria Assunta in cielo”, è la Munificentissimus Deus, costituzione dogmatica datata 1 novembre 1950, in cui il dogma viene espresso con queste parole: 

“L’immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla Celeste Gloria col suo corpo e con la sua anima e dal Signore esaltata come la Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte.

L’assunzione della Santa Vergine è una singolare partecipazione alla Resurrezione di suo Figlio. E’ un’anticipazione della resurrezione degli altri cristiani.”  

Ecco perché ci interessa così da vicino! Per completezza ecco anche il n. 966 del Catechismo della Chiesa Cattolica che, dopo aver riportato il suddetto brano di Pio XII, conclude:  

Nella tua maternità hai conservato la tua verginità, nella tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; hai raggiunto la sorgente della Vita, tu che hai concepito il Dio vivente e che con le tue preghiere libererai le nostre anime dalla morte

Vostro Padre  Livio

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕   

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

4 – le tre fasi del tempo dell’Apocalisse

Il tempo dell’Apocalisse riguarda  la  fare finale  della Storia della  Salvezza  ed  è  ampiamente indicato nei Vangeli,  nelle Lettera  Apostoliche e  nell’Apocalisse,  che è il  libro col quale termina la Divina Rivelazione.

Queste  profezie  risalgono a Gesù  stesso che le  ricollega  a quelle dell’Antico Testamento, in  particolare al profeta Daniele, per quanto riguarda  la tematica della  venuta del Figlio dell’uomo.

Non vi sono  indicazioni temporali  nelle Sacre  Scritture  per  quanto riguarda l’inizio di questa  fase   della storia,  ma  sono indicati dei segni che  è  necessario interpretare  con la  grazia della  Sapienza.

In questo senso non  mancano certo,  nel corso degli ultimi due secoli, a  partire  da  S. Luigi Maria  Grignon del Monfort,  indicazioni profetiche sugli “ultimi tempi”, che riguardano in  modo particolare  la lotta  che la  Chiesa  dovrà  affrontare  sulle potenze  del  male.

Un posto di rilievo occupa  il tema  dell’Anticristo, sia  nelle  rivelazioni di anime privilegiate,  alcune della  quali proclamate  sante  dalla  Chiesa. Non  mancano  neppure  opere letterarie di grande  impatto,  come quelle   di R. Benson e  W.  Soloviev.

Ma  sono soprattutto le apparizioni mariane nei tempi moderni a  introdurre  la  Chiesa  nella  prospettiva delle grandi prove   che l’attendono nella  fase finale  della storia.

In  questa prospettiva hanno  una  posizione centrale  le  profezie  della Madonna  da Fatima a Medjugorje, che illuminano un  arco di storia ben preciso,  quello nel  quale  stiamo  vivendo.

Si tratta di una scesa in  campo  della Madre  della  Chiesa  in un momento  della  storia  in cui l’impero delle tenebre  persegue con una ferocia inaudita la  distruzione della fede e della  vita  umana  sulla  terra.

La tappa  finale di questo presenza  mariana coincide  con la prima fase  del tempo dell’Apocalisse,  che si conclude con il trionfo del  cuore Immacolato di Maria e della Chiesa  a  Lei affidata.

Infatti è proprio la   scena   centrale  dell’Apocalisse (  cap.12-13) a  rivelare il  grande  combattimento fra  la  Donna  e  il  Drago,  fra  Maria e la Chiesa  da una parte e  Satana e le  due bestie dall’altra  parte.

Anche  il Magistero della  Chiesa, già a partire da  Leone XIII,  mette  in  luce l’attacco  progressivo alla Fede alla  Chiesa da  parte  delle  forze  anticristiane,  sempre  più egemoni e aggressive  in  Occidente.

Non  è  per caso che il Catechismo della Chiesa cattolica ha sentito il  bisogno di  precisare  l’insegnamento della Chiesa sull’ “impostura  anti-cristica” che insidia  il tratto finale del suo cammino nella storia (C. C.C.675).

Questa  prima  tappa  del tempo dell’Apocalisse è  caratterizzata dalla  presenza  di Maria in  un modo come mai prima era avvenuto  e  che  terminerà col trionfo del suo Cuore  Immacolato.

Possiamo indicare  come inizio l’apparizione della  Regina della  pace a Medjugorje il 24 Giungo del 1981,  già  in quel primo giorno preparatorio con  un una corona di Dodici vivissime  stelle intorno al capo ( Ap 12)

Questo tempo di Maria vedrà  l’attuazione del suo piano di salvezza attraverso la rivelazione “tre giorni prima” degli eventi dei dieci segreti.

Quanto sia la  durata   non  è  possibile sapere,  benché  i sei veggenti conoscano la data  di ogni segreto. Non è neppure  possibile conoscere quando avverrà  la rivelazione del  primo segreto, benché i segni dei tempi la  indichino prossima.

Questa  prima tappa  del tempo dell’Apocalisse è quella che ci coinvolge direttamente e  che,  volenti o  nolenti,  ci metterà dinanzi a scelte  fondamentali dinanzi a Dio.

L’unica  vera  certezza  è  che la Madonna  vincerà  e la sua Chiesa  con  Lei. Allora  comincerà  un tempo di pace e di prosperità  sulla terra,  con gli uomini riconciliati con Dio e fra  di loro.

Quanto durerà non lo sappiamo. Alla fine però  satana  riuscirà  di nuovo sobillare  i cuori contro Dio e  l’umanità arriverà  a  toccare gli abissi del  male  come mai prima.

E’ allora che  Cristo apparirà  sulle nubi del Cielo, con  potenza  e  gloria grandi,  per giudicare  il  mondo. Satana  e i suoi seguaci saranno  rinchiusi in eterno nel loro regno  di morte.  I giusti invece  entreranno nella vita  eterna e ci saranno “Cieli nuovi e  terra nuova”

Vostro Padre Livio

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