"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2022 Pagina 6 di 13

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

7.  I dieci segreti di Medjugorje

I dieci segreti  sono stati rivelati dalla Regina della pace  ai sei veggenti fin dal  primo anno. In  particolare  Mirjana già  nel  Natale del 1982 riceveva dalla  Madonna  il decimo segreto e un rotolo di pergamena  sul quale solo elencati  i dieci segreti con  l’indicazione dell’evento, il luogo e  il momento esatto in cui accadrà e persino la  durata.

Per  quanto riguarda  gli altri veggenti, Ivanka e Jakov hanno ricevuto il decimo segreto col quale sono terminate  le  apparizioni quotidiane,  ma  conservando  il dono di una  apparizione  annuale. Gli altri tre veggenti  che  hanno ancora  le  apparizioni quotidiane, Vicka, Ivan e Marija, hanno ricevuto nove  segreti e sono in attesa del  decimo.

Mirjana ha ricevuto  l’incarico dalla  Madonna di scegliere un sacerdote,  il quale  tre  giorni prima  dovrà  rivelare  al mondo ogni segreto,  leggendo esattamente  quanto è  scritto sul rotolo che la  Madonna  ha consegnato a  Mirjana.

I primi due  segreti riguardano Medjugorje e si  tratta ammonimenti di cui i parrocchiani comprenderanno l’importanza. Nel  medesimo tempo  saranno un esempio per  il  mondo intero di come  ci si deve  disporre dinanzi  a rivelazioni che sono  un dono del Cielo.

Il terzo segreto è un segno che apparirà  sulla  collina delle   prima  apparizioni, il   luogo santo di Medjugorje e  meta  di pellegrinaggi quotidiani.  Il segno non  è  un prodotto dell’uomo o della natura,  ma  viene direttamente dal Signore.

Tutti i sei veggenti lo  hanno visto  e  lo descrivono concordemente come  bellissimo, indistruttibile e durevole,  nel senso che  rimarrà   intatto sulla  collina fino  alla fine del mondo.

Per quanto riguarda  i segreti dal quarto al settimo si sa solo che riguardano “molte  cose  terribili” che la   Madonna  ha mostrato in visione a Mirjana,  ma anche agli altri veggenti. 

Tuttavia  alla  vista  del settimo segreto Mirjana ne è rimasta  talmente sconvolta  da chiedere alla  Madonna  di diminuirlo  grazie alle preghiere.   La Madonna  ha acconsentito,  ma confermando che gli altri segreti non sarebbero  cambiati.

Tenendo conto che  la  Madonna  ha  più  volte affermato di essere  venuta  come Regina della  pace, si può ritenere  che  gli eventi riguardino catastrofi causate da eventi di guerra direttamente  o indirettamente. Non si possono escludere  calamità  provocate  della natura. 

In  particolare Mirjana e  Ivan  hanno affermato che i segreti riguardano il mondo e,  in modo particolare,  la Chiesa. Questa   è una prospettiva da tenere  ben  presente perché la  lunga  presenza della  Madonna a  Medjugorje fin dall’inizio è stata decisamente orientata  alla rafforzamento della fede e della  Chiesa.

Dal momento che  nella  rivelazione del segreto verrà indicato il  luogo, si può affermare  che  si tratta  di eventi  “locali”,  ma  non  si sa altro.  Non  è  possibile  conoscere  quali parti del  mondo sono toccate  e  quale  potrebbe  essere l’estensione.

Mirjana  si è  rifiutata,  nell’intervista  a Radio Maria, di specificare  se  i segreti verranno rivelati uno per  volta o diversamente. Non è  dato sapere quanto potrebbe  durare lo svolgimento dal primo al decimo  segreto.

Per  quanto riguarda  la  scelta del  sacerdote che avrà l’incarico di rivelare  al  mondo i  segreti,  Lei ha  indicato il  frate francescano Padre   Petar  Ljubicic,  precisando che l’ultima parola  sarebbe  stata  della  Madonna.

Anche  gli altri cinque  veggenti sono stati informati direttamente dalla Madonna e  saranno attivi nel tempo dei segreti  nei modi in  cui la Gospa  disporrà  per  ognuno di loro.

Con  la rivelazione del decimo segreto avrebbero  dovuto  cessare  le apparizioni quotidiane  anche per  Vicka, Ivan e Marija. Tuttavia Vicka, in  diretta  su Radio Maria  nel Dicembre  2006,  ha rivelato che la  Madonna ha disposto che  uno di loro tre  avrà  ancora  le apparizioni quotidiane per tutto il tempo dei segreti e anche oltre.

Questo significa che  la  Madonna sarà  presente  per tutto il tempo dei segreti con  le sue  apparizioni  e i suoi messaggi,  portando luce  e conforto a tutti coloro che stanno  attraversando  il momento della  grande   tribolazione.

Vostro Padre Livio

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Ucraina, lo stallo e i segnali che arrivano da Mosca. Chi sta vincendo la guerra?

di Enrico Franceschini-La  Repubblica  – 19 Agosto 2022

La situazione sul campo a quasi sei mesi dall’inizio del conflitto

LONDRA – La guerra è in una fase “di stallo”. Lo ha dichiarato oggi un consigliere del presidente Zelensky a Kiev ed è un’impressione condivisa da esperti e media occidentali. Ma questo non significa che l’invasione russa dell’Ucraina stia per concludersi, tantomeno che ci sia la pace dietro l’angolo. Tra meno di una settimana, il 24 agosto, il conflitto avrà raggiunto i sei mesi. Ecco che cosa sta accadendo sul campo di battaglia e dietro le quinte. 

Chi sta vincendo la guerra? 

“Le forze russe hanno compiuto soltanto minimi avanzamenti nelle ultime settimane”, afferma Oleksiy Arestovych, un consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un giudizio largamente condiviso dagli analisti di affari militari così come dai media più autorevoli. La Russia mantiene il controllo della maggior parte del Donbass, la regione prevalentemente abitata da ucraini di lingua e origine russa che Vladimir Putin ha indicato come l’obiettivo principale dell’attacco, ma non l’ha ancora conquistata tutta. In modo simile, non ci sono stati progressi di rilievo delle forze di Mosca lungo la costa del mar Nero. La situazione di “stallo”, espressione usata dal consigliere ucraino, significa che sporadici combattimenti e lanci di razzi si alternano a fasi di relativa quiete dal punto di vista militare. Nessuno ha ancora vinto e nessuno ha ancora perso. 

Cosa ha determinato questo apparente equilibrio? 

Due fattori: uno è l’utilizzo da parte ucraina delle nuove, più potenti armi ricevute dall’Occidente, in particolare lanciarazzi a media gittata, con le quali le forze di Kiev sono riuscite a colpire alcuni centri nevralgici del nemico, come una base dei mercenari del Gruppo Wagner e una installazione militare in Crimea. L’altro è probabilmente l’esigenza russa di rifiatare, arruolare nuove forze e prepararsi alle prossime mosse, quali che siano le intenzioni del Cremlino. Un rapporto del ministero della Difesa ucraino parla di 44mila “perdite” russe tra morti, feriti e dispersi, altri dati indipendenti precisano che i morti certi sarebbero intorno a 5mila uomini. Sicuramente non si è vista alcuna offensiva di grosse proporzioni da parte di Mosca negli ultimi giorni. 

Questo vuol dire che l’Ucraina si sente più sicura? 

Fino a un certo punto: un missile russo ha colpito Kharkiv nelle ultime 24 ore, uccidendo sette persone e ferendone almeno 16. Il presidente Zelensky afferma che il razzo è caduto su un blocco di appartamenti, per cui tutte le vittime sono civili: “Non perdoneremo, ci vendicheremo”, promette il leader ucraino. Che l’obiettivo di questi lanci russi siano fabbriche militari o caserme, colpendo per sbaglio edifici civili, o che l’intento sia quello di spaventare e demoralizzare la popolazione, talvolta anche lontano dal fronte, di certo l’Ucraina rimane in guerra e la vita quotidiana resta esposta a gravi rischi. Ciononostante, a Kiev e nella gran parte dell’Ucraina centrale e occidentale le attività economiche sono riprese, così come sono tornati a riempirsi luoghi pubblici e ristoranti. Ma sempre con l’orecchio alle sirene che possono dare l’allarme per un bombardamento da un momento all’altro.

Che segnali giungono da Mosca sulla direzione da dare alla guerra? 

L’agenzia di stampa ufficiale russa Ria ha reso noto che Igor Osipov, comandante in capo della flotta del mar Nero, basata in Crimea, è stato rimpiazzato da un altro ammiraglio, Viktor Sokolov. La decisione fa seguito alle esplosioni che hanno centrato la penisola, occupata dalle forze russe già nel 2014 e successivamente ammessa alla Russia. Se confermato, sarebbe uno dei più importanti siluramenti di alti ufficiali di Mosca dall’inizio del conflitto. La prova che le cose non vanno come Putin sperava. 

Ci sono negoziati in corso per fermare la guerra? 

Ufficialmente no, ma qualche trattativa esiste. Alti rappresentanti dell’Ucraina, della Turchia e delle Nazioni Unite si incontrano oggi a Leopoli per esaminare come sta andando l’accordo che ha permesso di sbloccare le esportazioni di grano dal porto ucraino di Odessa. Saranno presenti il segretario generale dell’Onu Antonio Guturres, il presidente ucraino Zelensky e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Le parti discuteranno anche “l’esigenza di una soluzione politica del conflitto” e la situazione attorno alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, ora sotto il controllo dell’esercito russo, fonte di grave preoccupazione per il rischio che sia colpita da un missile. Non è escluso che dietro le quinte si cerchi di coinvolgere la Russia alla ricerca perlomeno di una tregua, come la Turchia si è più volte impegnata a fare nel suo ruolo di mediatore assai ascoltato da Mosca. Un elemento da tenere presente in proposito è il clima: in Europa l’estate non è ancora finita, ma lungo il confine tra Russia e Ucraina la fine di agosto segna generalmente l’inizio di piogge autunnali e temperature più rigide, che non favoriranno nuovi attacchi.  

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla conversione

Cari amici,

siamo tutti importanti e necessari nell’opera di salvezza delle anime. La Madonna ci ha chiamato a essere apostoli del Suo amore. Per adempiere a questo compito non ci vogliono lauree in teologia o preparazioni culturali eccezionali. Basta poco. Basta la nostra testimonianza a ispirare altre conversioni.

La Regina della pace lo ha detto chiaramente nel messaggio del 25 luglio: «Sono con voi per guidarvi sulla via della conversione perché, figlioli, con le vostre vite potete avvicinare tante anime a mio Figlio». È con la nostra conversione che portiamo gli altri a convertirsi.

Le conversioni non passano mai inosservate. Ad esempio, in una famiglia, se una persona si converte se ne accorgono tutti. La conversione è sempre notata. Pensate a chi torna da un pellegrinaggio a Medjugorje e inizia a osservare il digiuno a pane e acqua del mercoledì e del venerdì. Non passa inosservato questo cambiamento, questa novità nella vita di quella persona. Talvolta genera curiosità e interesse; sono eventi che attirano, piacciono e generano imitazione.

Ovviamente non si deve trascurare l’aspetto profondo e spirituale della conversione che traspare nel cambiamento di stile di vita, di modo di parlare, di pensare. Se una persona si converte, tutti lo notano. Pur essendo un evento privatissimo che riguarda noi e Dio, la conversione scaturisce un interesse pubblico. Tuttavia, non bisogna darsi da fare per rendere la conversione manifesta agli altri. Rimane comunque un fatto intimo e personale, riservato a noi e Dio.

La conversione non è fatta di chiacchiere, di racconti che ne pubblicizzano l’evento. La conversione è un cambiamento radicale della persona e del suo intimo e profondo rapporto con Dio.

La conversione non è una merce da vendere, è una vita da testimoniare.

La Madonna dice una frase semplice e breve in cui è racchiuso tutto: «con le vostre vite potete avvicinare tante anime a mio Figlio».

Il nostro modo di vivere, di pensare, di parlare, di prodigarci al prossimo, la nostra condotta di vita sobria lontana dai vizi, il modo di essere caritatevoli, il modo di perdonare, di non parlare male degli altri, la nostra umiltà. È questo che la gente nota e ammira.

Le chiacchiere di autocompiacimento smodato non sortiscono lo stesso effetto dell’esempio umile e dimesso, ma gioioso e irradiante di luce. Le persone, anzi, sono infastidite dalle forme di esibizione assolutamente fuori luogo quando si tratta di conversione.

Chi percorre la via della salvezza con convinzione, sforzo e umiltà non ha bisogno di fare propaganda e sia certo che tutti si accorgono del cambiamento di vita e attingono certamente dalla luce che emana. È questo il modo più bello di fare apostolato e di portare le anime a Dio: la conversione intima e vissuta con umiltà.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴NOVITA’🔴LIVE VIDEO LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

IL BLOG NON VA IN VACANZA

PROGRAMMA FINO AL 20 AGOSTO 2022

Cari amici,

il Blog rimane attivo anche in questo mese di Agosto.

Ogni giorno ci saranno pubblicazioni.

Mandate pure le vostre e-mail.

Il programma” Lettura cristiana della Cronaca e della Storia” ci sarà due volte alla settimana, il Mercoledì e il Venerdì nei prossimi quindici giorni.

Riprenderà come al solito Lunedì 22 Agosto.

Grazie!

Dio vi benedica e la Madonna vi protegga col suo amore.

Vostro Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Il futuro che ci attende

Caro Padre Livio,

la ringrazio per averci tenuto compagnia anche in questo lungo  mese di Agosto.

Ho notato che la sua visione preoccupata del futuro non è affatto diminuita, anzi è  aumentata.

Eppure io vedo che l’orizzonte si sta rasserenando.  Il Covid ormai non preoccupa più  di tanto,  ma  anche  la guerra, sia pure minacciosa e sanguinosa, pare ormai trascinarsi  e  alla fine  ci sarà  un cessate il fuoco per esaurimento.

Allora le chiedo:  quali sono i pericoli che incombono e che noi non vediamo?

Lucia di Milano

Cara Lucia,

sono preoccupato perché la Madonna,  che vede quello che noi non vediamo, è preoccupata ed  è  instancabile nell’esortarci  alla  preghiera e alla conversione.

Tuttavia  anche  noi siamo  in grado di vedere con i nostri occhi  quello che vede  Lei ed  è  una realtà  inquietante.

Innanzi tutto,  come ha detto la Madonna, nei cuori c’è l’odio, la superbia e l’avidità  che spingono le nazioni a preparare  un nuovo conflitto mondiale, per la  verità  già  iniziato.

Ma, peggio ancora, c’è una vasta ribellione contro Dio, contro la Croce e contro la Chiesa.

Dilagano  l’incredulità, l’empietà e la  falsa  religione  dell’uomo al posto di Dio,  ben decisa a sostituire il Cristianesimo  e  la stessa  Chiesa.

Dietro tutto questo  c’è Satana  che vuole riprendersi  il mondo  perché  sa che questa è la sua ultima  occasione.

Cara  Lucia,  Non facciamoci illudere dalle apparenze e sedurre dalla falsa  pace.

Dobbiamo scendere in campo,  perché questa è l’ora dell’impero delle tenebre,  ma  anche del trionfo di Maria.

Per salvarci dobbiamo metterci al fianco della Regina della  pace per  lottare strenuamente contro il  male.

“La divisione  è forte”, ha detto la Madonna,  ma  l’essenziale è essere vigilanti e stare dalla  parte  giusta.

Ave Maria

Padre  Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

6. I protagonisti del tempo dell’ Apocalisse

Nel  tempo dell’Apocalisse nel quale siamo entrati la  storia della   salvezza  è  caratterizzata  fa  una fase  critica, con connotati particolari che  la  contraddistinguono.

A  noi sta a cuore mettere a fuoco la prima fase di questo tempo,   che vedrà il trionfo del  Cuore Immacolato di Maria  e  l’inizio di un tempo di pace per la Chiesa  e l’intera umanità.

Il  primo elemento che balza  agli occhi è  lo scatenamento, ovunque nel  mondo,  della  potenza del  male che sta  cercando di prevalere.  La Regina della  pace   lo aveva  predetto all’inizio del nuovo millennio rivelandoci che  “satana  è  sciolto dalle catene”.

Questo accade per  permissione divina,  ma  anche per  la debolezza,  la  negligenza,  le  disaffezione,  gli abbandoni e i tradimenti dei portatori  della fede. 

La Madonna in questi ultimi tempi ci ha svelato il progressivo dilagare nel mondo dell’incredulità, della  superbia, dell’odio e dell’empietà, fino al rifiuto consapevole della salvezza  che viene dalla fede e della Croce.

Ci ha  più   volte ammonito  dicendo che “Satana   regna”,  che ci siamo “persi”,  che siamo diventati “pagani”   e  che “il male  opera  nell’uomo  come  mai prima”  (  25 Giungo 2022).

In particolare satana opera  con la seduzione   e  l’inganno,  oppure  con la  violenza e  la  coercizione, mediante   un  crescendo inarrestabile che sta  portando l’umanità alla catastrofe.

Si  tratta  delle  due  bestie del  cap.  13  dell’Apocalisse,  la prima simile a una  pantera, che rappresenta  il  potere  umano assoluto,  l’altra  la  falsa religione  dell’uomo al posto di Dio,  che fa da supporto per  attirare  le  adesioni.

Questi tratti fondamentali sono già evidenti ora,  ma  raggiungeranno  la  loro piena visibilità nel momento in cui apparirà  l’Anticristo,  nel  quale questi due volti si assommeranno, e il  cui compito è di portare  l’umanità  all’adorazione  di satana stesso.

Lo schieramento delle  forze  del  male, a  chi lo guarda  nella  luce  della fede,  appare impressionante  per la  sua diffusione capillare,  per i mezzi di cui dispone,  per l’odio dissacratore  che lo caratterizza,  per la negazione  radicale  che lo anima.

Si presenta  con  l’astuzia della  sirena  che  incanta,  con  la  falsa luce del  perbenismo e  della  tolleranza, ma invano  cerca di nascondere l’abisso di malvagità nel  quale inesorabilmente attira   gli stolti.

Ciononostante  il  protagonista del tempo dell’Apocalisse non  è l’angelo ribelle,  ma l’umile Ancella   del  Signore,  la  Regina del Cielo e della terra, la Madre  di Dio  inviata  dal Figlio in soccorso della  Chiesa   dell’intera  umanità.

La  Regina della  pace da  oltre  quarant’anni  sta  preparando la  battaglia finale,  rafforzando la Chiesa,  chiamando alla  conversione,  formando la  schiera dei suoi apostoli,  sacerdoti e  laici,  che siano al suo  fianco fino al compimento del suo piano.

Ognuno è importante  nel piano di Maria   e l’intensità e  la capillarità  della riposta la aiuterà a realizzare  il suo obbiettivo primario, la salvezza eterna delle  anime  delle  quali il tentatore si è impadronito.

La  prima fase  dell’Apocalisse sarà  caratterizzata  dalla  presenza  di Maria,  dal suo  amore  che salva,  dalla sua fortezza che vince, dalla sua compassione che consola,  dalla  sua  luce che  illumina   e  che porta  alla salvezza.

Con  Lei tutta la  sua Chiesa  trionferà sulle  potenze  del  male, sugli operatori di iniquità, sul  mondo delle  false divinità, dei   superbi e  dei prepotenti e porterà  l’umanità  nei tempi nuovi che Dio ha preparato fin dall’eternità.

Vostro Padre Livio


UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul valore della conversione

Cari amici,

la conversione porta alla vita nuova in Cristo. Convertendoti non sei più la stessa persona di prima, se cambiato. La tua vita si rinnova. Preghi, aiuti gli altri, sorridi, perdoni, sei una persona sobria, umile e anche il tuo linguaggio cambia. Questo ti accresce intimamente incuriosisce e attira anime che si sono perse, le invoglia a imitarti.

Dobbiamo sforzarci di diventare creature nuove, un giorno in Cielo Gesù e Maria ci mostreranno le anime che abbiamo salvato grazie alla nostra conversione.

Stare nella schiera degli apostoli di Maria è una responsabilità. Con la nostra condotta di vita possiamo avvicinare o allontanare le anime da Dio. Con la sincerità della nostra conversione – che certamente non esclude cadute – possiamo attirare le anime e così salvarle.

Dobbiamo vigilare su noi stessi senza preoccuparci di quello che dobbiamo dimostrare. Non è con le dimostrazioni forzate, plateali, costruite o pensate che si ottiene la conversione degli altri. Anzi, molte volte questo genere di comportamento allontana anziché attirare.

Viviamo umilmente la nostra conversione. Percorriamo serenamente e sobriamente il nostro cammino di fede. In questo modo non saremo sicuramente ignorati dalle persone che ci circondano perché la conversione non passa inosservata.

Questo è un impegno rivolto a tutti. La Madonna ci ha chiamati a essere apostoli del Suo amore, a portare a Gesù quante più anime possibili.

La conversione è una strada impegnativa, piena di prove perchè il diavolo non vede l’ora di tentare proprio le anime che si convertono. Brama proprio a quelle, vuole strapparle a Dio. Quelle che hanno rifiutato la fede e a Croce sono già sue.

Noi dobbiamo proseguire rettamente su questa strada, accettando le cadute e pentendoci dei peccati commessi, vivendo con un atteggiamento umile il nostro rapporto intimo e personale con Dio. L’amore per il Signore sia intimo e sincero, non plateale e forzatamente dimostrativo. A nulla servono certi atteggiamenti di ostentazione. La fede è qualcosa di intimo e con più la si vive sobriamente più la si legge negli occhi di chi la coltiva perché brillano di una luce particolarmente profonda e irradiante.

Questo modo di vivere dà serenità, illumina il volto e ci rende piccoli lumi sul cammino di coloro che sono nell’oscurità.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Considerazioni sulla fede

Caro Padre Livio,

ascolto sempre con grande piacere e profitto spirituale le Sue catechesi e riflessioni sulla cronaca e sulla Storia alla luce del Vangelo.

Riguardo alla domanda di Manuela da Rovigo se non generi confusione l’affermazione che si può essere atei ed essere ugualmente capaci di operare il bene e di essere persone oneste, mi sembra che abbia risposto con grande chiarezza e profondità l’allora cardinale o, forse, già Papa Ratzinger rivolto agli atei. Egli disse loro di compiere quell’atto della volontà di vivere “come se Dio esistesse”, con il cuore aperto.

Effettivamente, io penso che c’è una grande differenza tra un ateo che “non vuole” credere e un ateo che si definisce tale per una difficoltà a credere, anche per un errore di comprensione del significato stesso del verbo “credere”, ma che ha il cuore aperto.

Illuminanti sono, al riguardo, le “notti oscure” della fede che tutti i Santi hanno sperimentato mantenendo, anche dolorosamente, il cuore aperto ed acquistando, proprio per questo, grandi meriti.

Dio premierà, da par Suo, chi avrà ben lottato con se stesso.

Ancora La ringrazio, Padre Livio, e Dio La benedica.

Tiziana di Torino

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L’esaurimento nervoso di questo tipo di mondo… fa paura.

La  morte si sa, lo sappiamo, ci reca uno strappo nell’anima recanti turbamenti che nell’uomo moderno annebbiano lo spirito, perché è lo spirito che muore in lui prima che arrivi la morte stessa, quando si rinuncia allo spirito.

“Lascia che i morti seppelliscano i morti ” ha detto Gesù.  Penso e credo che il giorno in cui lasceremo questa terra sarà il momento più glorioso della nostra esistenza terrena, più di quello in cui siamo venuti al mondo, rendere indietro il nostro mucchietto di fosfati ai fosfati già in circolo, che per grazia miracolosa per qualche decina d’anni in forza dello spirito divino hanno sorretto questa meravigliosa creatura umana che siamo, in una organizzata coesione stupefacente chiamata uomo ( o donna) sia stato un magnifico onore reso a noi dallo spirito di Dio stesso.

Oggi si muore senz’arte né parte, peggio degli antichi pagani che almeno conoscevano il rispetto, e stimavano il  valore e il principio dell’esistenza,  e che mai e poi mai dubitavano nella vera vita dell’aldilà, sapevano più di noi che non era  per paura che credevano a tale vita, ma per una semplice constatazione che a noi moderni pare irrazionale, e che di questo passo perderemo del tutto: i nostri avi, benché imperfetti e limitati, sentivano nell’intuito fino alla ragione, anche in modi vari e non proprio limpidi, quello di cui erano fatti, che non era solo corpo fisico e mero intelletto, ma spirito, di  cui percepivano la sacralità intrinseca.

In loro era innato credere a un ente trascendente e divino al di sopra di loro, qualcosa e qualcuno che li superava, fattore stupefacente di meraviglia di tutta la creazione, un’Ente di somma intelligenza tanto infinita quanto perfetta.

In sostanza quello che voglio dire è che noi moderni avremmo dovuto tener conto di questo ed essere più prudenti, avremmo fatto meglio a  mantenere questa ” venerazione” espressa anche in termini genuini di devozione, di ricerca continua nella consapevolezza,  grata a questo incredibile Dio incarnato di verità e Amore, che è Gesù Cristo, poiché solo questa genuinità devota e grata, questo saper pensare bene nella direzione giusta, arriva fino a toccare le corde del cuore, arriva a cancellare la paura della morte, arriva fino allo spirito, e Dio volendo, per Grazia Sua, fino a Lui.

Ave Maria P. Livio, e grazie per l’attenzione che mi regali sempre.

Giuseppe.

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