Pensiero Spirituale sulla conversione

Cari amici,
siamo tutti importanti e necessari nell’opera di salvezza delle anime. La Madonna ci ha chiamato a essere apostoli del Suo amore. Per adempiere a questo compito non ci vogliono lauree in teologia o preparazioni culturali eccezionali. Basta poco. Basta la nostra testimonianza a ispirare altre conversioni.
La Regina della pace lo ha detto chiaramente nel messaggio del 25 luglio: «Sono con voi per guidarvi sulla via della conversione perché, figlioli, con le vostre vite potete avvicinare tante anime a mio Figlio». È con la nostra conversione che portiamo gli altri a convertirsi.
Le conversioni non passano mai inosservate. Ad esempio, in una famiglia, se una persona si converte se ne accorgono tutti. La conversione è sempre notata. Pensate a chi torna da un pellegrinaggio a Medjugorje e inizia a osservare il digiuno a pane e acqua del mercoledì e del venerdì. Non passa inosservato questo cambiamento, questa novità nella vita di quella persona. Talvolta genera curiosità e interesse; sono eventi che attirano, piacciono e generano imitazione.
Ovviamente non si deve trascurare l’aspetto profondo e spirituale della conversione che traspare nel cambiamento di stile di vita, di modo di parlare, di pensare. Se una persona si converte, tutti lo notano. Pur essendo un evento privatissimo che riguarda noi e Dio, la conversione scaturisce un interesse pubblico. Tuttavia, non bisogna darsi da fare per rendere la conversione manifesta agli altri. Rimane comunque un fatto intimo e personale, riservato a noi e Dio.
La conversione non è fatta di chiacchiere, di racconti che ne pubblicizzano l’evento. La conversione è un cambiamento radicale della persona e del suo intimo e profondo rapporto con Dio.
La conversione non è una merce da vendere, è una vita da testimoniare.
La Madonna dice una frase semplice e breve in cui è racchiuso tutto: «con le vostre vite potete avvicinare tante anime a mio Figlio».
Il nostro modo di vivere, di pensare, di parlare, di prodigarci al prossimo, la nostra condotta di vita sobria lontana dai vizi, il modo di essere caritatevoli, il modo di perdonare, di non parlare male degli altri, la nostra umiltà. È questo che la gente nota e ammira.
Le chiacchiere di autocompiacimento smodato non sortiscono lo stesso effetto dell’esempio umile e dimesso, ma gioioso e irradiante di luce. Le persone, anzi, sono infastidite dalle forme di esibizione assolutamente fuori luogo quando si tratta di conversione.
Chi percorre la via della salvezza con convinzione, sforzo e umiltà non ha bisogno di fare propaganda e sia certo che tutti si accorgono del cambiamento di vita e attingono certamente dalla luce che emana. È questo il modo più bello di fare apostolato e di portare le anime a Dio: la conversione intima e vissuta con umiltà.
Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”