"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITÀ Pagina 29 di 81

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla virtù della vigilanza

Cari amici, la vigilanza è una vera e propria virtù. In molte occasioni Gesù ci ha esortato a vigilare e pregare per non cadere in tentazione. La vigilanza, allora, è una virtù fondamentale.

In un messaggio la Regina della pace ha detto: «A satana è sufficiente un vostro piccolo vuoto interiore per poter operare dentro di voi» (5 settembre 1988). Un piccolo vuoto interiore è sufficiente a satana per impossessarsi della nostra anima; la Madonna ci ha dato un ammonimento molto prezioso che ci aiuta a capire che la nostra anima non è mai vuota, o è abitata da Dio o è occupata dalle cose del mondo con cui satana cerca di insinuarsi.

Ne deriva, allora, una letteratura abbondantissima da parte di maestri di spirito che hanno dato delle regole per conservare l’unione con Dio stabile, una preghiera incessante che si succeda come si succedono gli istanti uno dopo l’altro. È una scuola di spiritualità sulla virtù della vigilanza che oggi è particolarmente necessaria perché viviamo in un mondo che oggi ci assedia radicalmente. Non era mai accaduto nella Storia umana che la nostra vita privata fosse invasa da messaggi di ogni genere e specie che ci arrivano attraverso i mass-media, basta pensare ai contenuti a cui possiamo accedere dal cellulare.

Non c’è dubbio che se non siamo vigilanti sui noi stessi, se non siamo capaci di darci delle regole ben precise, se non ci imponiamo delle rinunce da fare, se non diamo un’organizzazione ai nostri spazi di preghiera e di silenzio, succede che veniamo invasi da messaggi che ci distraggono e che ci deviano da Dio. Siamo sollecitati giorno e notte da messaggi che ci disturbano e ci distolgono dalla cura della nostra anima. È necessario creare dentro noi stessi quella che Santa Caterina da Siena chiamava la “cella interiore”.

A Milano c’è un monastero che si chiama Sancte Marie de Morimundo edificato dai monaci in una zona rurale per i cristiani che volevano isolarsi e vivere totalmente immersi nella spiritualità. È una specie di fortezza dello spirito, un luogo di preghiera e silenzio dove il mondo non arrivava; andare lì significava morire al mondo. Questo stile di vita oggi è quasi impensabile.

La virtù della vigilanza, però, ci permette di fare un discernimento, ci permette di decidere quello che deve entrare in noi e quello che deve, invece, restare fuori. È chiaro che attraverso i nostri sensi introiettiamo tantissime cose che possono essere buone o cattive. Pensiamo, ad esempio, alle letture, alle parole che ascoltiamo, alle immagini che vediamo; dobbiamo governare noi stessi e fare delle scelte in modo tale che tutto ciò che entra in noi non ci inquini, non depositi veleni del male che poi fermentano e fanno crescere la fame di mondo dei vizi capitali.

I vizi capitali ci spingono a introiettare dentro di noi tutte le nefandezze del mondo e più le mangiamo e più aumenta la voglia di mangiarle perché diventano appetitose perché la bestia che è in noi “dopo ‘l pasto ha più fame che pria”. Isolarsi dal mondo, oggi, è quasi impossibile perché veniamo raggiunti ovunque e dobbiamo governare i messaggi che ci arrivano scegliendo quelli che rafforzano l’anima, quelli che accendono l’entusiasmo, l’amore e i santi desideri. In questo modo la nostra anima si riempie di messaggi buoni, di ispirazioni, di preghiera, di santi desideri e – appena si avverte un vuoto – stiamo attenti a riempirlo con ciò che Dio ci offre, con le cose che ci fanno crescere, con messaggi di luce, con “cibo” veramente nutriente.

Il nostro nutrimento sia la Parola di Dio, le buone letture, le sante conversazioni, la preghiera a tu per tu con Dio. È necessaria, allora, questa vigilanza. È un grande combattimento spirituale quotidiano che inizia al mattino, quando dobbiamo essere più veloci del diavolo e dobbiamo fare il Segno della Croce appena svegli orientando la nostra anima a Dio fin dall’inizio della giornata.

Nel corso della giornata dobbiamo operare affinché tutto ciò che orienta a Dio entri in noi e ci faccia crescere nella contemplazione di Lui, nell’amore per Lui, ci faccia determinare e decidere nel lavorare per Lui in modo tale che tutta la giornata sia di Dio. Se noi siamo tutti di Dio, la nostra giornata è tutta di Dio. È importante fare questa battaglia spirituale quotidiana che senza dubbio ci rafforza. Le vite dei Santi raccontano questa battaglia quotidiana che è un cammino di santità ed è la strada per la felicità e per la pace.          

Dio è luce, è pace, è gioia, è amore. Quando il cuore è pieno di Dio, allora, possiamo sperimentare già su questa Terra un pezzetto di Paradiso.         


Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul vivere nella luce dell’eternità

Cari amici, è importante vivere la nostra vita sulla Terra nella luce dell’eternità. È questa la visione cristiana della vita, concepita come un cammino verso Dio, verso l’ultraterreno, verso il golfo di luce, di pace e di gioia nel cuore della gioia trinitaria che è il destino per il quale siamo stati creati.

Siamo stati creati per il Paradiso. La predestinazione del Cielo è l’intenzione di Dio, ma è un traguardo per il quale Dio ci ha creato dandoci un’anima spirituale e immortale capace di Lui. Siamo stati creati capaci di Dio. A Dio ci uniamo attraverso la divinità di Gesù Cristo diventando figli nel Figlio. Siamo chiamati ad entrare nel cuore stesso della Santissima Trinità, è questo il destino di ogni uomo ed è la motivazione per la quale siamo stati creati.

Siamo stati creati per la partecipazione alla divina natura e per la gloria eterna del Paradiso. Questa predestinazione passa attraverso la nostra libertà, la nostra accettazione. Siamo quindi chiamati ad accogliere questo progetto di Dio sulla nostra vita che è un progetto di amore, di felicità e questo avviene mediante il sì della fede, il sì a questo progetto di amore e a tutto quello che comporta questo sì.

Purtroppo, il cammino nella fede è anche un tempo di prova ma quando saremo davanti al Padre tutto ci sarà chiaro, la nostra volontà sarà tutta polarizzata nella risposta di amore a Dio Santissima Trinità. Sulla Terra siamo in certo senso nella penombra perché la fede è una grande luce ma allo stesso tempo è oscura; se così non fosse non sarebbe libera. La vita è un tempo di prova, un tempo di cammino, un tempo di pellegrinaggio, è un tempo da vivere già adesso, camminando sulla Terra con lo sguardo verso il Cielo e quindi – con la luce della fede che ci indica il traguardo, che ci istruisce, che ci fa entrare in contatto con i misteri della fede, con Dio Santissima Trinità, con gli angeli e i santi, con Maria che è la corona di tutta la Creazione visibile e invisibile.

La Gerusalemme celeste è il traguardo della nostra vita deve diventare anche il traguardo quotidiano nel nostro cammino. La nostra vita sia un cammino con i piedi sulla Terra e gli occhi rivolti al Cielo.

La nostra fede, il nostro cuore, i nostri sentimenti, il nostro desiderio di eternità siano tutti rivolti al Cielo. I santi desideri ci fanno sperimentare un pezzetto di Paradiso già sulla Terra. È, allora, fondamentale vivere il cammino della vita nella luce dell’eternità.

È la preghiera che ci mette in contatto con Dio. La preghiera è un a tu per tu con il Cielo. Attraverso la preghiera si entra in continua comunicazione esistenziale con Dio; è una comunicazione reale, certamente non visibile ma sicuramente sperimentabile col cuore.

La preghiera ci mette in comunicazione con la Gerusalemme celeste di cui siamo già cittadini e che possiamo già gustare nel cammino di questa vita. È mediante la preghiera quotidiana, mediante la preghiera liturgica che ha come cuore la Santa Messa e la preghiera del Santo Rosario, siamo già cittadini della Gerusalemme celeste, camminiamo nel tempo ma con gli occhi rivolti all’eternità.

Con questo atteggiamento spirituale siamo in grado di affrontare e superare le prove, le tentazioni, le persecuzioni, le battaglie spirituali perché siamo forti della luce del Cielo e della grazia d’amore che ci incoraggia, ci fortifica, ci guarisce dalle ferite quotidiane che ci vengono inflitte dall’impero del male.

Il mondo di oggi è chiuso su se stesso, l’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione. Il mondo moderno ha rinunciato al Cielo, all’Aldilà, ha ridotto Dio a un’inutile ipotesi. Il mondo moderno ha rinunciato a tutti quei beni spirituali che vengono da Dio: la pace, l’amore, la gioia, la felicità. L’uomo moderno si è rinchiuso nella caverna, vive guardano ai beni terreni e materiali e quindi non eleva lo sguardo al Cielo, non si lascia illuminare dalla luce di Dio.

Senza la grazia di uno sguardo sull’eternità come possiamo guardare la nostra vita? Chi ha la fede vive la propria vita come un cammino verso una mèta; chi non ha questo sguardo di fede concepisce la vita come una corsa a vuoto, affannandosi senza una precisa direzione.

L’uomo moderno non vuole Dio e galleggia come una barchetta in un mare tempestoso, nel buio pesto e senza mèta. Senza Dio vaghiamo nel nulla. L’uomo moderno ha perso il Cielo, ha perso Dio, ha perso l’anima, ha perso la moralità, ha perso la giustizia, ha perso la bellezza, ha perso il perdono, ha perso la gioia.

Man mano che il tempo passa e man mano che l’impero del male ci assorbe con i suoi veleni il mondo si imbruttisce, si perverte, si avvelena.

La Regina della pace ci ha invitato a essere a Sua immagine e non a immagine di satana. Essere a immagine di Maria significa essere illuminati dalla fede e guardare al Cielo; chi è a immagine di satana è nell’ombra e guarda a terra.

Attraverso la fede, la preghiera, la rinuncia al male, il combattimento spirituale viviamo una vita cristiana orientata all’eternità.

Non dobbiamo farci travolgere dalle cose del mondo, non dobbiamo farci intrappolare dalle sabbie mobili delle cose materiali. Satana vuole inghiottirci nell’abisso della disperazione, dell’odio, della morte e della perdizione eterna.

L’unica salvezza è Cristo Risorto! Viviamo coltivando la preghiera quotidiana e guardando al Cielo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla nostra risposta all’amore di Dio

Cari amici, tutte le forme di amore sono esigenti. C’è il dono e c’è l’attesa che questo dono di amore venga contraccambiato. La nostra vita spirituale rischia di intiepidirsi e di incancrenire se non è vista nella logica dell’amore. Dio è sicuramente un Padre buono e un misericordioso. Nell’atteggiamento di Gesù Cristo appare chiaro che al suo amore che si dona in un modo totale c’è l’attesa dalla parte di Dio di una risposta totale; Gesù ha riassunto i doveri dell’uomo verso Dio in questa parola: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente» (Mt 22,37).

Dio ci ama immensamente, il suo amore è prodigo e senza confini ma nel medesimo tempo desidera che noi corrispondiamo al suo amore con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze. Questo riguarda la vita cristiana in quanto tale, riguarda per tutti la risposta della fede che è un invito al cammino di santità. Il Concilio Vaticano II ha messo in evidenza la chiamata universale alla santità; è nella natura di Dio chiamarci a un amore totale, senza limiti.

Il rapporti tra gli uomini sono in genere guidati dagli interessi personali, guai a noi se anche nei confronti di Dio fosse così! L’amore nei confronti di Dio deve essere da parte nostra incondizionato, senza pretese né interessi. Dio vuole tutto il nostro cuore, la nostra anima, la nostra vita. Non si tratta di un volere egoistico, ma Dio vuole elevare noi stessi alla purezza e alla grandezza del suo amore.

Nel rapporto fra noi e Cristo dobbiamo donarci totalmente. Nei rapporti umani dobbiamo essere molto guardinghi e stare molto attenti a non dare quella totalità assoluta che è riservata solamente a Dio. L’amore per Dio è il legame della vita, è fondamentale. Amare Cristo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le forze è la risposta cristiana all’amore di Dio che si è manifestato nella Passione e nella morte in Croce.

C’è, poi, una risposta personale alla chiamata di Dio. Il rapporto di Cristo con tutti i cuori di coloro che si aprono a Lui è molto personalizzato. Gesù ha un rapporto d’amore esclusivo con ogni creatura. Dio chiede qualcosa di particolare a ciascuno di noi, assegna una missione a ciascuno di noi e fa affidamento per raggiungere determinati obiettivi che sono quelli de Regno di Dio.

Nella chiamata generale alla santità ce n’è una particolare che tocca ciascuno di noi singolarmente. Questa chiamata si succede nel corso della vita perché Dio ha bisogno di noi e noi dobbiamo rispondere a queste chiamate. È necessario, allora, impostare la nostra vita nella ricerca di quello che Dio ci chiede, sulla ricerca della divina volontà. Dobbiamo applicarci totalmente nella ricerca di quello che Dio ci chiede. Il compimento della volontà di Dio nella nostra vita è la nostra risposta di amore a Dio, è il cammino di santità.

La qualità e l’intensità della nostra risposta dipende da noi. A tal proposito ci insegna molto la Parabola dei talenti, ciascuno corrisponde all’amore di Dio in modo personale e nella misura in cui vuole. C’è chi si impegna inizialmente e poi si intiepidisce man mano fino a raffreddarsi.

Ci sono due modi di impostare la vita: il primo, che la porta al dissolvimento e al vuoto, è quello in cui si imposta la vita come la risposta ai propri progetti e ai desideri materiali e che porta alla perdizione; il secondo modo è certamente più impegnativo ed esigente ma certamente più soddisfacente, è l’apertura totale a Dio ed è la risposta al suo amore.

Il primo modo ci fa perdere il senso della vita, che viene così svuotata del suo vero significato. Vivere secondo i desideri della carne fa perdere noi stessi, la gioia di vivere, la serenità. È solamente nella ricerca di Dio che si è in pace con se stessi, che si assapora il vero senso della vita e la vera pace interiore. Dobbiamo impegnarci per arrivare al termine della nostra vita sentendo nel nostro cuore queste parole: “Vieni servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore” (cfr. Mt 25,21).

Al termine dei suoi messaggi la Regina della pace ringrazia quasi sempre perché abbiamo risposto alla sua chiamata. Quando non lo fa è perché non ce lo meritiamo. Rispondere alla chiamata della Madonna è una grazia immensa, Lei stessa chiama al suo seguito. Anche questa chiamata dà un senso alla vita, una direzione, una pienezza. La risposta alla chiamata della Regina della pace porta a compimento la nostra vita, ecco perché dobbiamo essere esigenti con noi stessi ringraziando la Madonna per la chiamata e meritando il suo ringraziamento. Dobbiamo rispondere da Apostoli; la nostra risposta d’amore deve essere totale, fiduciosa, piena, incondizionata. La chiamata della Gospa è indubbiamente molto esigente perché si tratta di entrare in un ambito di grandi battaglie spirituali in un momento in cui l’impero delle tenebre cerca di impadronirsi dell’opera della Creazione e della Redenzione.

Gli Apostoli di Maria sono chiamati ad arrivare alla risposta che la situazione stessa esige: una fede ferma, una generosità senza riserve, un atteggiamento interiore di dono fino al sacrificio di sé se necessario. Questo è il tempo nel quale viviamo e in cui Dio moltiplica le chiamate. La Madonna, nella sua battaglia contro la serpe infernale, chiama i suoi ad arruolarsi nelle Sue schiere, ad armarsi spiritualmente di preghiere, di sacrifici, di opere buone.

Sono tempi in cui dimostrare da che parte stiamo ma se ci guardiamo intorno vediamo solo tiepidezza e grigiore, non fervore e “colore” spirituale.

Coraggio, rispondiamo all’amore di Dio e alla chiamata di questo tempo, perché la Madonna ha bisogno di noi.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Festa della Presentazione di Gesù al Tempio

Cari amici, per trentatré anni la Regina della pace ha scelto il 2 del mese per apparire a Mirjana e anche per darle un messaggio. Dal 2 agosto 1987, secondo la sua testimonianza, ogni secondo giorno del mese Mirjana sentiva la voce della Madonna, la vedeva e insieme a Lei pregava per i non credenti. I messaggi dati a Mirjana rappresentano un volume di altissima spiritualità, attraverso la quale la Madonna ha voluto parlare ai non credenti e ha voluto formare gli Apostoli del Suo amore perché siano testimoni della fede in questo tempo di tenebra e di sbandamenti proprio da parte di persone che sono nate cristiane e si sono perse per strada.

Il motivo per cui la Madonna ha scelto il 2 del mese è proprio perché è molto attenta alle celebrazioni liturgiche. Il 2 febbraio è la Festa della Presentazione di Gesù al Tempio che sotto il profilo teologico ha una grande importanza. San Giovanni Paolo II l’ha chiamata “la seconda Annunciazione”. Nella prima Annunciazione (25 marzo) l’Arcangelo Gabriele rivela a Maria che il Verbo si sarebbe fatto carne per opera dello Spirito Santo e che si sarebbe chiamato Gesù, cioè Salvatore del mondo; è l’Annunciazione della grande gioia. Era consuetudine ebraica portare i bambini appena nati al Tempio per la purificazione della madre, fu così anche per Gesù; in quell’occasione la Madonna ha ricevuto la seconda Annunciazione da parte di Simeone che le disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

La Regina della pace ha scelto il 2 febbraio proprio perché viviamo un tempo particolare in cui, come Lei stessa ha detto, l’umanità ha rifiutato la fede e la Croce. L’agonia di Gesù riguarda anche la Madre, proprio perché il figlio non è accolto, è stato perseguitato nel tempo attraverso la Chiesa che è il prolungamento di Cristo nella Storia. La spada che trafigge l’anima della Madonna è il rifiuto di Cristo da parte dell’umanità. Gesù viene riconosciuto nel mistero della sua divinità e della sua missione di salvezza che viene rivelato prima a Simeone e poi alla profetessa Anna che si trovava nel Tempio. La Madre e Giuseppe si stupivano delle cose che lo Spirito Santo rivelava come era accaduto con Elisabetta, con Zaccaria, con i pastori e con i Magi.

La profezia di Simeone riguarda tutta la Storia della Salvezza che vuole indicare alcune cose importanti. Innanzitutto, che non c’è altro Salvatore che Gesù Cristo; tutti gli uomini, fino alla fine dei tempi si troveranno nel loro intimo di fronte a questo “aut aut”, cioè a dare un sì a Cristo oppure a rifiutarlo. Gesù Cristo, in questo senso, è lo spartiacque della Storia e della vita umana di ciascuno di noi. La salvezza o la perdizione dipendono da una scelta che si fa in rapporto a Cristo. La nostra vita eterna dipende dalla nostra scelta in rapporto a Cristo, alla Sua Parola, ai Suoi Comandamenti, in rapporto alla voce della coscienza – che è la voce del Verbo in noi – attraverso la quale Dio ci indica la via del bene. Il destino eterno delle persone è tutto determinato in rapporto a Cristo, ma il cuore della festività del 2 febbraio è proprio questa realtà su cui bisogna meditare.

Oggi, molti, pensando di essere più misericordiosi di Dio, affermano che tutti si salvano, prescindendo dal fatto che ci si penta o no e prescindendo dalla scelta per Cristo o per altri. Questo è smentito fin dalle prime pagine del Vangelo: “egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti”; coloro che cadono sono quelli che rifiutano la vera salvezza che è Cristo e scelgono le salvezze umane. Gesù ha indicato se stesso come il Verbo di Dio, come Dio che si è fatto uomo: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono» (Gv 8,58). Di fronte a questa affermazione siamo tutti chiamati a decidere; accogliendo umilmente questa affermazione che Gesù, mite e umile di cuore, ha fatto, una persona si salva; rifiutandola, si perde.

Entra nella vita eterna chi accoglie Cristo come unico Salvatore, si perde eternamente chi lo rifiuta. La frase di Simeone non lascia spazio ai fraintendimenti: bisogna scegliere, o con Cristo o senza Cristo, o salvati o persi. Dire che tutti entreranno in Paradiso non ha alcun fondamento biblico, anzi è un’affermazione smentita chiaramente dalla Sacra Scrittura e proprio per questa possibilità che l’uomo ha di perdersi eternamente rifiutando Cristo, possiamo dire che il Cristianesimo è una religione drammatica. L’uomo può decidere se salvarsi eternamente o no; auspicare che tutti possano salvarsi è buona cosa, ma affermare che tutti si salvano è errato. Dio lascia l’uomo libero di scegliere.  

Dobbiamo pregare e darci da fare perché tutte le anime vadano in Paradiso; il dramma della Redenzione, però, è ben descritto nel momento della Passione: ai lati di Gesù erano crocifissi due ladroni, uno ha chiesto la vita eterna, l’altra ha continuato a bestemmiare fino alla fine. Alla luce di questa riflessione, allora, comprendiamo chi è l’Addolorata, che è la Madre di Cristo e di tutti coloro che Cristo stesso le ha affidato e nella sua anima vive il dramma del rifiuto di Suo Figlio. Il Cuore di Maria è stato trafitto da una spada a causa della cattiveria umana, di chi odia senza ragione, di chi opta per il diavolo diventando esistenzialmente un diavolo anche lui. Ecco il dolore di Maria: i suoi figli rifiutano Suo Figlio. La Madonna vuole salvare tutti i suoi figli, si è fatta mendicante delle nostre preghiere per coloro che non conoscono l’amore di Dio.

Quante volte mi sono raccomandato di rallegrare la Madonna e consolarla con qualche Rosario e qualche preghiera quotidiana proprio per coloro che sono lontani, per coloro che sono nelle tenebre dell’ombra e della morte, per coloro che sono stati ingannati dal diavolo e continuano a seguirlo impenitenti fino alla fine della loro vita. Rinnovo l’invito a questa preghiera mirata, in particolare cercate di fare qualcosa ogni 2 del mese con questa intenzione, per la salvezza delle anime. Dio ha creato l’uomo libero e di fronte a Cristo si manifesta quello che c’è nel cuore degli uomini, vengono svelati i loro pensieri e i loro segreti. È davanti a Cristo che si vede chi è un uomo, se è un figlio di Dio o un seguace del diavolo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’Eucarestia, centro irradiante della Chiesa e della vita dei cristiani

Cari amici, nel messaggio alla veggente Mirjana del 2 dicembre 2015 la Regina della pace ha detto che la Chiesa è indistruttibile «perché mio Figlio le ha dato un cuore: l’Eucaristia». Nell’Eucarestia è presente Cristo nella sua totalità, cioè Cristo Risorto con il suo corpo, la sua anima e la sua divinità. Cristo è realmente presente nell’Eucarestia così com’è presente in Cielo.

L’Eucarestia è quella presenza straordinaria grazie alla quale, durante la Santa Messa per le parole del sacerdote che agisce in persona Christi, il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Nella Santa Messa viene rinnovato il sacrificio d’amore di Cristo che si è offerto vittima di espiazione per i nostri peccati. Attraverso l’Eucarestia abbiamo l’immensa grazia di rivivere l’opera della Redenzione e farne una fonte di grazia fino alla fine dei tempi. Da questo si capisce perché per la Chiesa la Santa Messa è la preghiera per eccellenza, è il culmine del culto divino proprio perché si celebra l’opera della Redenzione e noi, attraverso il mistero della Santa Messa, partecipiamo a quell’atto d’amore di Cristo con cui ha salvato il mondo. Partecipando alla Santa Messa partecipiamo alla totalità della Redenzione.

Anche in altri messaggi la Regina della pace ha voluto focalizzare il cuore della Chiesa indicando l’Eucarestia, lo ha fatto soprattutto nella Parrocchia di Medjugorje mettendo proprio l’Eucarestia al centro della giornata. A Medjugorje la Santa Messa quotidiana fin dalle prime apparizioni è diventata il centro focale della giornata. Da questo si evince l’importanza che la Madonna attribuisce all’Eucarestia che è proprio il cuore della vita spirituale della Chiesa.

In questi decenni abbiamo vissuto una crisi di fede, sono diminuite nettamente le persone che partecipano alla Santa Messa domenicale, le parrocchie sono state abbandonate soprattutto dai giovani. Dovremmo riflettere sull’importanza di dedicare le energie necessarie a livello pastorale affinché la Santa Messa rifiorisca e sia un incontro di tutta la comunità cristiana in tutte le sue componenti. Bisogna dedicare all’Eucarestia tutta quell’attenzione pastorale che la Madonna desidera.

La Regina della pace vuole che prima della Santa Messa si reciti la preghiera allo Spirito Santo; era stata abbandonata e la Madonna ha redarguito la Parrocchia con un messaggio: «Perché avete smesso di pregare la preghiera allo Spirito Santo prima della Messa? Vi avevo chiesto di pregare sempre e in ogni periodo dell’anno lo Spirito Santo affinché si effonda su di voi. Riprendete quindi questa preghiera» (2 gennaio 1984).

La Chiesa stessa ha dato molta attenzione all’Eucarestia con la Riforma liturgica. Di fronte al dissanguamento della partecipazione alla Santa Messa che è segno della crisi di fede che stiamo attraversando, è necessaria un’attenzione pastorale per far sì che le Messe (soprattutto quelle festive) siano partecipate da tutte le componenti della comunità cristiana. Bisogna trovare il modo per far partecipare i giovani coinvolgendoli in iniziative che aggreghino e scaturiscano interesse e voglia di stare insieme. Non dobbiamo rassegnarci, ma insistere sulla comprensione della centralità dell’Eucarestia che è la fonte di grazia di tutti i Sacramenti e della vita spirituale.

La Santa Messa deve diventare un punto di incontro a cui mai mancare, è un appuntamento col Signore! La Santa Messa è la preghiera per eccellenza e senza di essa la nostra fede appassisce e muore. Sappiamo che dobbiamo affrontare un futuro di difficoltà e di persecuzione alla Chiesa e guardando indietro possiamo ispirarci ai tanti Santi martiri cristiani il cui unico sostegno è stata l’Eucarestia.

Un bellissimo esempio di amore per l’Eucarestia è San Tarcisio, patrono dei ministranti da cui deriva il nome “tarcisiana” per l’abito tradizionale dei chierichetti (bianco, la purezza, con le due strisce verticali rosse, il sangue). Il bambino fu aggredito mentre portava l’Eucaristia a cristiani imprigionati durante la persecuzione di Aureliano. Egli strinse al petto l’eucaristia, per non farla cadere nelle mani degli assalitori; costoro, esasperati, non riuscendo a strappargliela, lo uccisero.

Allo stesso modo l’Eucarestia deve diventare oggi la nostra forza e la partecipazione alla Santa Messa domenicale è un precetto divino e deve essere per noi una gioia, un appuntamento d’amore, una testimonianza pubblica di fede. È importante mettersi nelle condizioni di poter fare la Comunione confessandosi quando è necessario. Bisogna restaurare la vita cristiana nell’osservanza dei Comandamenti. “Ricordati di santificare le feste” è la formulazione catechetica del precetto divino di partecipare alla Santa Messa festiva.

Il Cristianesimo ha bisogno di rinnovarsi. I cristiani hanno bisogno di tornare a partecipare alla Santa Messa. La Chiesa è indistruttibile perché c’è l’Eucarestia, ma è anche vero che la nostra testimonianza cristiana si rafforza e diventa indistruttibile se alimentata dall’Eucarestia.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera che vince la paura

Cari amici, la Regina della pace ci ha indicato la preghiera come un’efficace medicina per affrontare tempi calamitosi come quelli che stiamo vivendo. Gli ultimi anni sono stati segnati da avvenimenti che hanno segnato le nostre vite: dapprima la pandemia, successivamente l’invasione dell’Ucraina con la conseguente guerra, infine  

Il 25 febbraio 2022 la Regina della pace ha dato un messaggio fra i più drammatici degli ultimi tempi: «Cari figli! Sono con voi e preghiamo insieme. Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra. Perciò figlioli, ritornate a Dio, alla preghiera, al digiuno ed alla rinuncia per tutti coloro che sono calpestati, poveri e non hanno voce in questo mondo senza Dio. Figlioli, se non ritornate a Dio ed ai Suoi comandamenti, non avete futuro. Perciò ha mandato me a voi per guidarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Guardando retrospettivamente possiamo affermare che dopo la pandemia è iniziata la tragedia della guerra che man mano va dilatandosi ogni giorno in un contesto di corsa generalizzata al riarmo e in un contesto di odio, paura, male, distruzione delle vite. Siccome non siamo toccati direttamente dalla guerra, in qualche modo riusciamo a barcamenarci considerandola qualcosa di lontano, ma non è così, tutto il mondo è coinvolto nelle guerre in atto.

A differenza della pandemia, non abbiamo la forza né i mezzi per contenere la guerra; è come un masso che rotola da una cima e non si può fermare. Man mano che il tempo passa e ci sentiamo coinvolti nella guerra, crescono la paura, il panico, la depressione, gli interrogativi di fondo sul nostro futuro, le angosce per la sorte delle nostre famiglie. La guerra porta odio, distruzione e morte; è normale che faccia paura.

Andando avanti rischiamo un crollo psicologico, specialmente il mondo occidentale che ha perso le motivazioni di fondo della vita che sono quelle che vengono dalla fede e dalla preghiera. Mancando di una forza spirituale e morale, l’umanità si sente svuotata di fronte a problemi che esigono interiormente coraggio, determinazione, fede, speranza e ottimismo per essere superati.

Questa è la conseguenza di un mondo che ha rifiutato la fede e la Croce, che ha rifiutato Dio, che ha perso i valori fondamentali, che ha svuotato la vita di significati e di ideali. Ne deriva un vuoto interiore incolmabile. In questo contesto di crollo di valori spirituali e morali che riguarda buona parte dell’Occidente, acquista una grande forza il messaggio della Regina della pace che – oltre ad essere straordinariamente autorevole proprio perché viene dalla Madonna – ha una forza spirituale straordinaria. Già durante il periodo della pandemia, quando il nostro futuro era offuscato da tante paure, la Regina della pace diceva: «Ritornate alla preghiera perché chi prega non ha paura del futuro» (25 ottobre 2021).

La Madonna, sostanzialmente, ci ha detto che tornando a Dio e alla preghiera il futuro non fa paura proprio perché è la preghiera stessa a dare la forza interiore per affrontare i tempi travagliati che stiamo vivendo. C’è da sperare che nel momento in cui si verificherà il crollo del mondo senza Dio non ci sarà un vincitore. In fondo c’è la consapevolezza che se si procede su questa strada per cui si creano due schieramenti che vogliono prevalere uno sull’altro, inevitabilmente si verificherà una catastrofe universale da cui tutti usciranno perdenti.

Nonostante non manchi la consapevolezza che dalla guerra nessuno esce vincitore, ma che il mondo stesso potrebbe diventare la tomba di tutti, non si vedono frenate, né tentativi di dialogo, né desideri concreti di soluzione. C’è la resa a questa deriva che satana ha impresso nella Storia, è una deriva verso l’abisso. In questa prospettiva si staglia con forza la grazia immensa della presenza della Madonna come Regina della pace che viene in mezzo a noi. Maria ci mette tra le mani l’arma per frenare la corsa verso l’abisso, quest’arma è la fede che si declina in preghiera, in perdono, in amore.

La realtà è tale per cui possiamo al massimo essere strumenti di Dio, ma da soli non possiamo fare nulla. Di qui l’atteggiamento umile di chi prega e chiede a Dio la sua forza, il suo intervento. Con la preghiera otteniamo da Dio la forza e la capacità di fare e ottenere qualcosa che da soli non potremmo né fare né ottenere. Entrando in questa prospettiva della fede in Dio e nella presenza di Maria che è qui per salvarci, cambia interiormente la situazione delle persone che invece di essere rassegnate al peggio, con la forza della preghiera tornano alla speranza. La preghiera ci riporta alla speranza in Dio, alla forza della testimonianza, alla forza dell’amore. La preghiera fa rinascere, dalla paura si passa al coraggio, dall’odio si passa all’amore, dal risentimento si passa al perdono, dalla ritirata egoistica nell’illusione di salvare se stessi si passa a una presenza di mani tese per chi ha bisogno. La preghiera cambia le prospettive.

La Madonna è qui per chiamarci. Il 1° gennaio 2024 la Regina della pace ha ravvivato la nostra fede in modo semplice, ci ha motivati, ci ha dato una speranza, un obiettivo da raggiungere e che è alla nostra portata invitandoci alla preghiera, alla rinuncia, al digiuno, all’intercessione, alle mani tese. Entriamo in questa prospettiva; diversamente il diavolo ci paralizza con lo scoraggiamento, l’ansia, l’angoscia e la paura. Dobbiamo uscire da queste trappole ed entrare nella dimensione della fede, della preghiera, della testimonianza. Ogni messaggio della Regina della pace è intriso di speranza verso il futuro e degli indicatori di strada che ci portano al tempo della pace: la preghiera, la testimonianza, l’amore e la fede nella signoria di Dio e nella presenza di Maria.

Oggi più che mai è necessaria questa mobilitazione spirituale che attualmente è limitata. Siamo in balia dei messaggi quotidiani che sono quasi totalmente negativi e ci inducono a seguire una corrente che ci trascina nell’abisso. In queste situazioni di bombardamento psicologico quotidiano è fondamentale ritagliarsi sempre più spazi per la preghiera personale, per il dialogo intimo con Dio. In questo modo il cuore deposita i veleni e le amarezze e si ravviva, gioisce di poter fare qualcosa di positivo. È in questa dimensione che dobbiamo camminare con coraggio.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Provvidenza di Dio nella Storia

Cari amici, Dio scompagina i calcoli e le previsioni. In questi giorni sono trapelate delle previsioni di alcuni politologi sulla situazione mondiale. Credenti o no, tutti impostano le loro previsioni in base a un’analisi puramente umana, fenomenologica, guardando quello che succede, cercando di capire i rapporti causa/effetto e di prevedere quello che può accadere. C’è un clima di corsa agli armamenti e di schieramenti in vista di un confronto mondiale, al momento il tutto è contenuto a una questione economica, commerciale, finanziaria che però potrebbe sfociare in un conflitto mondiale. La guerra mondiale che si prospetta potrebbe essere l’ultima perché quando si innesca la fiamma dell’odio può divampare e distruggere irrefrenabilmente tutto quello che incontra.

Dobbiamo certamente partire da quello che succede per guardare al futuro, ma dobbiamo fare attenzione alla visione della Storia che non è cristiana e quindi è fallace. Non possiamo guardare alla Storia escludendo Dio e omettendo lo zampino di satana. L’uomo è certamente uno dei protagonisti della Storia e molto dipende dalle sue scelte; tuttavia, ci sono altri agenti che non possiamo escludere come ad esempio la componente soprannaturale che è quella di Dio Creatore che ha creato l’uomo, ne rispetta la libertà e nel medesimo tempo conduce la Storia con la sua Provvidenza e con interventi che – pur non violando la libertà umana – la incamminano. Tanti sono gli interventi salvifici e miracolosi che Dio ha operato nel corso della Storia, senza i quali il mondo e l’uomo non esisterebbero più. L’intervento più lampante e piuttosto recente è senza dubbio quello dell’agosto 1991, quando inaspettatamente crollò l’impero sovietico prendendo una svolta inaspettata; l’esito sarebbe potuto essere tragico ma la Madonna aveva chiesto da tempo preghiere e sacrifici perché non lo fosse: «Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, ora come non mai, da quando il mio piano ha cominciato a realizzarsi. Satana è forte e vuole disturbare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso. Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiunare ancora più intensamente. Vi invito a qualche rinuncia per la durata di nove giorni, affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima. Vi invito, cari figli, a comprendere l’importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Perciò preghiamo affinché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (messaggio del 25 agosto 1991). L’impero sovietico crollò con una svolta che non portò il mondo a una Guerra mondiale ma il diavolo, indubbiamente, ebbe la sua parte perché la guerra di Bosnia ha devastato quelle zone per dieci anni. Questo è solo un esempio che ci permette di capire come Dio scompagini le previsioni. Nessuno, infatti, aveva previsto la caduta nel comunismo; ancora oggi ci si chiede come sia avvenuta, lo stesso Putin non se ne capacita.

Guai a noi se, nella nostra visione della Storia, dimentichiamo Colui che con la sua Onnipotenza, la sua Provvidenza, il suo amore per le sue creature, rispettando la libertà umana conduce la Storia verso il suo fine ultimo che è la gloria di Dio. Nel medesimo tempo non si può dimenticare l’altro attore creaturale che è l’impero delle tenebre con a capo satana, l’angelo ribelle.

Specialmente nei primi anni di vita della Chiesa che sono descritti dagli Atti degli Apostoli si vede chiaramente, oltre alla divina Rivelazione, la grande azione di satana nella Storia umana. La presenza di satana nel corso della Storia è certamente un mistero perché ha potere di agire, anche dopo la vittoria di Cristo. Si tratta, comunque, di un potere limitato perché, come Cristo è stato tentato ed è stato perseguitato, allo stesso modo è accaduto alla Chiesa che alla fine verrà crocifissa e risorgerà anch’essa. La permissione divina dell’attività diabolica è un mistero di grazia e ci permette di rivivere la vittoria di Cristo.

I tre agenti della Storia sono, allora, l’uomo con la sua libertà e le sue responsabilità; la Chiesa con la sua libertà e le sue responsabilità; il potere delle tenebre e la presenza di Cristo che sarà con noi fino alla fine del mondo. Satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo, ma Dio ci ama e ha mandato la Regina della pace per salvarci.

Tutti i credenti dovrebbero guardare la Storia con ottica cristiana, non escludendo la presenza dei tre agenti di cui abbiamo parlato. In questa luce, allora, guardiamo al futuro in un modo molto diverso da come lo analizzano i vari politologi che presentano un futuro prossimo in chiave intramondana, come se ci fosse un unico attore, l’uomo. In questa fase storica i politologi si limitano a guardare gli intenti e le azioni delle grandi potenze (Cina, Russia e rispettivi alleati), analizzano unicamente quello che concerne queste potenze; si tratta di una visione limitata che non può dare una prospettiva corretta.

Noi cristiani dobbiamo evitare di farci catturare da queste impostazioni, perché la visione sul futuro è molto più complessa di quello che pensiamo e non si può escludere la dimensione soprannaturale. L’analisi della Storia deve essere fatta alla luce della dimensione soprannaturale; la Storia umana e la Storia sacra sono una cosa sola.

Nel momento attuale dobbiamo fare discernimento della presenza di Dio e la cosa più straordinaria è la presenza di Maria da così tanto tempo. La Madonna ci ha dato la possibilità di conoscere il suo piano che è iniziato a Fatima e si concluderà a Medjugorje. La Regina della pace ci ha proprio insegnato a guardare a questo secolo e mezzo proprio nella luce del soprannaturale, senza la quale non si può comprendere ciò che è accaduto, ciò che accade e ciò che accadrà. È proprio in questa luce, allora, che dobbiamo guardare al prossimo futuro, a ciò che ci aspetta, nella dimensione della profezia facendo riferimento a ciò che accade nel mondo ma soprattutto alle parole della Madonna. Il piano di Maria è in atto, in parte si è realizzato e in parte si deve realizzare.

Non si può restringere la visione sul futuro unicamente basandosi sulle parole e le opinioni di un politologo qualunque. La visione della Storia deve comprendere necessariamente la luce della fede. La Madonna conosce il futuro, basta leggere i suoi messaggi che sono intrisi di Vangelo e di profezie. La presenza della Madonna è un fatto che non si può escludere nella visione della Storia; se non ci fosse stata Maria non sarebbe caduto il comunismo russo. Questo evento fondamentale della Storia contemporanea ha una spiegazione soprannaturale, è Dio che guida la Storia e per quanto riguarda il prossimo futuro è inutile fare previsioni col pregiudizio che comunque tutto dipende dagli uomini. La variante fondamentale e imprescindibile è soprannaturale. Il prossimo futuro ha la presenza di Maria che sarà presente in tutto il tempo dei Segreti. Il prossimo futuro sarà scandito da eventi soprannaturali che scompagineranno tutti i calcoli e le previsioni.

Il segno sulla montagna (terzo Segreto) sarà un evento mondiale, sarà un segno per tutti i popoli e soprattutto per la Chiesa. Già questo scompaginerà le previsioni fatte finora e che si limitano alla visione intramondana. Nell’epoca della società massmediatica gli eventi dei Segreti di Medjugorje incideranno sulle popolazioni intere. Il segno sulla montagna sarà visibile, indistruttibile, durevole, verrà dal Signore, avrà tutte le caratteristiche che le visioni atee non potranno negare né ridurre a evento scientificamente spiegabile.

Tutto il tempo della tribolazione sarà scandito da eventi con i quali Dio scompagina tutti i progetti umani. Gli eventi verranno annunciati tre giorni prima che si verifichino. Il fatto che accadano tre giorni dopo è, sotto il profilo della comunicazione e del giudizio umano, un fatto fondamentale. Questo meccanismo si ripeterà su eventi che potranno essere tremendi, disastrosi, terribili ma – annunciati tre giorni prima – potranno aprire spazi impensabili di salvezza. Le profezie vengono dal Cielo perché verranno comunicate le parole della Madonna, che attualmente sono impresse sulla pergamena che Lei stessa ha dato alla veggente Mirjana.

Gli eventi che si protrarranno per tutto il tempo dei Segreti e che daranno sommovimenti mondiali tali da rendere impossibile dirigere gli accadimenti con pure forze umane scaturiranno molte conversioni perché dimostreranno la presenza di Dio attraverso Colei che Lui stesso ha mandato sulla Terra. Attraverso gli eventi dei Segreti Dio cambierà il mondo e scompaginerà ogni previsione umana. Inoltre, gli eventi dei Segreti, travolgeranno la potenza del male e con essa tutti quelli che le si accodano.

Non facciamoci, allora, una rappresentazione del futuro come se Dio non ci fosse, come se la Madonna non fosse con noi. La Madonna c’è e sarà presente; ogni evento verrà preannunciato tre giorni prima; il male verrà disinnescato. Tutto questo deve necessariamente entrare nella nostra visione del futuro. Maria, con la sua presenza vittoriosa, ha bisogno della nostra testimonianza di speranza e porterà il mondo a un cambiamento radicale, al trionfo del Suo Cuore Immacolato. Teniamo sempre presente che l’attore principale della Storia è il Padre Eterno.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla preghiera nel silenzio dell’anima

Cari amici, vorrei oggi – in sintonia con il messaggio della Regina della pace e sull’invito di alcuni nostri ascoltatori – approfondire la bellissima esortazione che la Madonna ci ha fatto aprendo il messaggio del 25 dicembre 2023, cioè ci ha invitato a pregare nel silenzio dell’anima.

Lei ci ha sempre esortato alla preghiera liturgica e paraliturgica, quindi la preghiera sacramentale come la Santa Messa, la confessione, la partecipazione alla Santa Comunione, l’adorazione, il Santo Rosario che ha arricchito con le devozioni, i sette Pater Ave Gloria, il Credo lasciando molto spazio anche alla preghiera personale. Una cosa che mi ha colpito sono state proprio le preghiere personali e spontanee del gruppo di preghiera a Medjugorje che facevano davanti alla Croce o davanti alla statua della Madonna.

Il silenzio dell’anima è diverso. Maria quando ne parla fa riferimento a quella preghiera personale che ti porta ad uscire dal mondo ed entrare nel divino, come diceva un padre del deserto ci sono delle forme di preghiera personale dove “Io e Dio” siamo soli al mondo e il mondo è come se fosse tra parentesi. La Madonna ha insistito molto su questo tipo di preghiera che è una di quelle forme di preghiera che Lei desidera da noi, invitandoci sul Podbrdo – molti avranno anche scandagliato il proprio cuore in tutta quella salita – alla recita dei rosari, alla preghiera collettiva e orale; e qualche giorno prima di Natale la Madonna ci ha invitato alla preghiera nel silenzio dell’anima.

Vorrei approfondire proprio questa affermazione “la preghiera nel silenzio dell’anima”.

In un certo senso ci ha messo Lei sulla pista giusta, quando in un messaggio a Mirjana ci ha spiegato che il Padre Celeste si è riservato nell’anima uno spazio tutto per sé. Dicendo questo, si è collocata in una grande tradizione biblica che è presente nella Sacra Scrittura e che poi ha dato origine a tante forme di mistica, per cui si è sviluppata una descrizione dell’anima che ha un fondo, un abisso di luce interiore dove per grazia si può arrivare a trovare Dio; oppure nella punta dell’anima, indicando la trascendenza – oltre ai limiti della finitezza – che si apre all’eternità. Ci sono esperienze di altre religioni che interiorizzano molto la preghiera, specialmente quelle orientali, ma sono diverse da quelle del cristianesimo perché in esso c’è sempre l’aspetto della grazia.

Il silenzio dell’anima significa che l’anima entra nell’ambito del silenzio cioè che l’anima è “elevato mentis in Deum”, “elevazione della mente verso Dio” è il raccoglimento che dobbiamo avere sempre quando preghiamo; la preghiera stessa è stata definita un’elevazione dell’anima verso Dio. È l’anima che esce fuori dal mondo, dalle preoccupazioni quotidiane, dai condizionamenti, dalle arrabbiature, dai problemi, tutto ciò che ci angoscia, tutto quel mare tumultuoso che si agita nel nostro cuore: la Madonna ci invita ad uscire fuori da tutto questo, mettere a tacere tutti i condizionamenti, tutti i rumori, tutte le ansietà che agitano l’anima, in modo tale da arrivare in quello spazio dell’anima dove il Padre ci attende. L’anima che silenzia il mondo e tutte le sue voci, preoccupazioni e le sue agitazioni riesce a uscire fuori da ciò che la polarizza e la agita e trova quell’ambito – che è riconosciuto dalla Mistica cattolica – dove nel silenzio Dio ti parla.

In genere la voce più immediata di Dio che sentiamo nel silenzio dell’anima è la voce della coscienza, cioè se sei incamminato sulla via di Dio, del bene e della giustizia senti la voce della coscienza che ti approva, senti una pace profonda e anche la benedizione di Dio, il Suo incoraggiamento, la Sua protezione, il Suo amore, la Sua chiamata ad avvicinarti ancora di più a Lui, questa è sicuramente una situazione di pace interiore che è il bene più bello e desiderabile che si possa avere qui sulla Terra.

Il silenzio dell’anima può anche essere la voce della coscienza che ti rimorde, ti rimprovera, ti agita, ti porta alla luce comportamenti non conformi alla Divina Volontà e che quindi ti ammonisce, nel medesimo tempo la senti che chiama a migliorarti, ti chiama nella luce di Dio, a chiedere il perdono, il pentimento, a prendere una decisione verso di Lui, verso il Suo amore, verso la vita nuova.

Questi sono quei momenti molto incisivi nella nostra vita – specialmente quando siamo sulla via del male e quindi siamo sulla via che ci porta alla perdizione – perché sentire la voce della coscienza che ci rimprovera è molto importante. Se fossimo giunti ad una situazione di vita in cui non sentiamo più la coscienza perché in qualche modo l’abbiamo silenziata, l’abbiamo talmente “oscurata” che non parla, non vede e non sente più, allora la situazione è gravissima perché significa che siamo in quella fase di accecamento e di indurimento del cuore dove non si sente più la voce di Dio.

Quindi, la Madonna ci chiama a questo incontro con Dio, dove prima di tutto si sente la sua voce che parla attraverso quella della coscienza, che ti approva e ti incoraggia, che ti disapprova e ti invita a cambiare poi nel medesimo tempo noi – in questo silenzio dove il mondo esterno tace e sentiamo la voce di Dio, specialmente quando siamo sulla sua via della coscienza ci approva con le Sue luci, consolazioni, gioie, elevazioni – dobbiamo rispondere. Prima dobbiamo ascoltare poi dobbiamo rispondere, cioè rispondere alla chiamata di Dio, alla chiamata alla santità, alla chiamata al pentimento, al proposito, a cambiare vita. Noi dobbiamo rispondere e i salmi che ci aiutano: “Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce.” (Salmo 129), “Crea in me, o Dio, un cuore puro” (Salmo 50), “Vieni a salvarmi, o Dio” (Salmo 69), sono tantissime invocazioni con cui noi parliamo, chiediamo a Dio, imploriamo Dio, chiediamo il Suo aiuto, la Sua grazia, il Suo perdono, la Sua pace, il Suo abbraccio, la Sua forza.

Questo incontro con Dio è l’essenza della preghiera, come diceva Caterina da Siena, tutti dobbiamo costruire una cella interiore, cioè entrare in quel luogo dove il Padre ha scelto di incontrarci, sentire la Sua voce, aprirci al Suo amore, rispondere al Suo amore: questa è un’esperienza che dà sapore alla vita, ci fa sentire il senso della vita, ci fa sentire che quello che noi desideriamo – cioè la santità, la purezza, la pulizia interiore, la gioia, la felicità, quello che c’è di più bello e Santo – è possibile, non è un desiderio che poi non trova applicazione, è un desiderio al quale Dio viene incontro, che Lui stesso suscita: il desiderio di Dio è suscitato da Dio stesso perché senza di esso saremmo soffocati sotto la coltre del male.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla grazia della presenza della Madonna

Vorrei appunto – come faccio spesso – fare una riflessione sull’importanza della presenza della Madonna, la quale già il secondo giorno delle sue apparizioni ha detto di essere venuta come Regina della pace, mandando il messaggio più importante a Medjugorje il 26 giugno 1981 nel quale ha detto:

“Io sono la Beata Vergine Maria”. Comparendo nuovamente alla sola Marija, la Madonna dice: «Pace. Pace. Pace. Riconciliatevi. Riconciliatevi con Dio e tra di voi. E per fare questo è necessario credere, pregare, digiunare e confessarsi”.

Ha messo in evidenza che la pace è questa totalità, cioè la nostra pace con Dio crea la pace tra gli uomini; essendo in guerra con Dio di conseguenza entriamo in guerra tra di noi, perché siamo in balia del principe delle tenebre.

Non si è sempre compreso fin da principio questo messaggio della pace perché il mondo sembrava su quell’equilibrio della guerra fredda, sembrava avesse raggiunto una certa stabilità, un certo controllo bilanciato. Ma noi abbiamo visto nel tempo che le guerre si sono succedute un po’ ovunque e siamo entrati in una fase (quella attuale) dove si prospetta una terza guerra mondiale; anche se in realtà, sarebbe bene togliere il termine “terza” – dato che non ci sarà mai una quarta – in quanto appunto se ci fosse una guerra globale, un “conflitto globale” come l’ha chiamato il Santo Padre, non ce ne sarebbe più un altro, dato finirà con le bombe atomiche. Sappiamo che c’è stata una corsa fino agli ultimi giorni e mesi su chi avrebbe realizzato per primo la bomba atomica e ci è mancato poco che fosse Hitler a realizzarla, se così fosse stato il mondo oggi sarebbe molto diverso.

È chiaro che fare i conti di una guerra possibile, restando nell’ambito di armamenti tradizionali che comunque danni ne fanno e non pochi – basta guardare l’attuale guerra in Ucraina, dove si usano tutti i missili ritrovati che colpiscono i civili e le città sistematicamente, dove non vi è una divisione dei compiti – porterebbe ad un risultato in cui il conflitto mondiale oggi sarebbe l’ultimo, data la tentazione di usare le bombe atomiche da chi sta perdendo – come Sansone che era prigioniero e ha sciolto i lacci dicendo: “Muoia Sansone con tutti i filistei” facendo crollare il tempio e uccidendo tutti, lui compreso – questa è una deriva difficilmente evitabile specialmente quando l’odio, che è per sua natura distruttivo, ha preso possesso dei cuori.

In questo giorno in cui c’è il messaggio della Regina della pace, noi comprendiamo meglio la motivazione profonda che ha spinto la Madonna ad essere presente da così tanto tempo e che l’ha portata a creare nel tempo una forza di pace nel mondo, che è una forza efficace nella misura in cui si prendono quelle armi della battaglia che sono tipiche di Maria, la quale è riuscita a fare crollare il comunismo che occupava mezzo mondo con la preghiera e il digiuno, senza che avvenisse quello che succede quando crolla un impero cioè una conflagrazione mondiale dalla quale Lei ci ha preservato.

Adesso man mano che siamo andati avanti, abbiamo capito che la stessa guerra è un effetto che ha una causa e questa causa è la presenza del male nel cuore dell’uomo, la presenza di satana. In tutti questi 42 anni quante volte abbiamo sentito la denuncia di Maria che satana vuole l’odio e la guerra, satana scalda i cuori con l’odio; questo l’ha detto soprattutto nel tempo del Covid, perché in questi ultimi anni si è creata una situazione mondiale nella quale si sono create le premesse di una guerra globale, le grandi nazioni potenti, popolose e ricche con più mezzi fanno quello che han sempre fatto ovvero cercano di conquistare il mondo, ma adesso non possono più farlo perché sarebbe la fine del mondo.

Questo è il quadro del mondo: una competizione per chi comanda, per chi sarà il primo, si creano degli schieramenti e si creano le premesse per la distruzione del mondo. Non fatevi illusioni sul fatto che sia possibile cominciare la guerra con le armi tradizionali o con dei paletti perché reggerebbe per qualche mese, poi si ricorre subito a tutto quello che si ha in mano pur di vincere, si arriverà nell’accecamento in cui ci porta il diavolo, alla soluzione estrema ovvero se non si vince non può vincere nessuno. Questo è il piano di satana che ha preparato minuziosamente nel tempo e che adesso è in grado di portare e tradurre in eventi, è riuscito ad accecare le menti e a riempire i cuori di odio, astio, prepotenza, alterigia.

In questo quadro noi comprendiamo la grazia immensa della presenza della Regina della pace, la quale in tutto questo tempo ci ha insegnato che – siccome è il nemico, il capo dello schieramento della guerra che ha creato questa catastrofe, è il principe di questo mondo, il demonio che vuole odio e guerra – bisogna combattere satana con le armi della preghiera e del digiuno.

La Madonna ha evitato l’uso di armi atomiche: in alcune situazioni è riuscita ad evitarlo grazie alla preghiera e il digiuno e per i tempi che vengono – in cui satana cercherà di attuare il suo piano – quelli che combattono con le sue armi che sono la conversione, la fede, la preghiera, le rinunce, la testimonianza del digiuno di mondo dal peccato – quelli che lei chiama “I miei Apostoli” del Suo amore, sono coloro che devono entrare in lotta ed essere presenti; anche in quelle indicazioni che ci ha dato la Madonna come è successo il primo gennaio che ci ha a fatto salire sul Monte con tanto sacrificio per una preghiera prolungata (tra la salita e la discesa saranno state almeno 5 ore). La Madonna ne ha bisogno perché la potenza del diavolo si combatte con la grazia e la potenza di Dio, con l’Onnipotenza di Dio, sono queste le armi che vinceranno.

Queste sono le armi che Maria ci ha messo in mano e adesso per noi è il tempo di uscire dal sonno stanco delle nostre anime di essere pronti alla battaglia – come ci invita a fare San Paolo con le armi della luce – con la preghiera, le rinunce – come la Madonna ha chiesto ai pastorelli di Fatima; come ha chiesto alla parrocchia di Medjugorje tante volte e con la quale ha vinto la grande battaglia, che si era proposta ovvero quello del crollo del comunismo e che in parte è crollato.

Il messaggio che voglio darvi io oggi è proprio questo: il mondo si sta preparando per la sua catastrofe, noi prepariamoci a salvarlo con le preghiere, le rinunce, la testimonianza, con il coraggio, la perseveranza e usciamo fuori dall’ambiguità dal male dal peccato, dai compromessi: il nostro fervore, la nostra fede, la nostra testimonianza e la nostra preghiera sono le armi con la quale la Regina della pace vincerà la sua battaglia, coraggio.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla potenza limitata del male

Cari amici, oggi voglio affrontare un tema teologico che ha grandi riflessi sulla vita spirituale, cioè la potenza del male, incominciando a mettere a fuoco quello che è più importante: la potenza del male è limitata. Questo lo diciamo in un momento in cui il male sta cercando di avere il sopravvento; la Madonna ci ha indicato più di una volta con espressioni molto efficaci che satana è sciolto dalle catene, come nel messaggio del 1° gennaio del 2001:

“Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui Satana è libero dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei”.

Poi ha detto un’altra espressione molto forte durante il covid, nel messaggio del 25 marzo 2020:

“Cari figli! Tutti questi anni Io sono con voi per guidarvi sulla via della salvezza. Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate. Siate coraggiosi e decidetevi per la santità. Vedrete la conversione nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche e vi darà la pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Espressioni con le quali la Madonna vuole mettere in evidenza un periodo che stiamo vivendo e che è iniziato nell’anno 2000.

Questa manifestazione del male di oggi che sembra quasi invincibile – come la guerra e la sua preparazione, gli armamenti atomici che sembrano processi irrefrenabili, perché dietro la guerra c’è l’odio con tutti gli altri vizi (la superbia, avidità prepotenza) – abbiamo l’impressione che si scatenino forze superiori alle nostre possibilità di resistenza. Difatti la Madonna, nel messaggio del 25 febbraio 2022 disse:

”Cari figli! Sono con voi e preghiamo insieme. Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra.

Perciò figlioli, ritornate a Dio, alla preghiera, al digiuno ed alla rinuncia per tutti coloro che sono calpestati, poveri e non hanno voce in questo mondo senza Dio. Figlioli, se non ritornate a Dio ed ai Suoi comandamenti, non avete futuro. Perciò ha mandato me a voi per guidarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Era avvenuto quando la Russia attaccò l’Ucraina, e va interpretato diversamente da come noi l’abbiamo recepito, cioè ci rendiamo conto che non voleva alludere tanto a quell’invasione iniziata e frenata subito, ma all’inizio della terza guerra mondiale, qualcosa di molto più grave.

In questa prospettiva infatti  il Santo Padre, con il discorso al corpo diplomatico. ha parlato di conflitto globale e non di una terza guerra mondiale a pezzi. Uno dei segni di questo male è l’ineluttabilità della guerra, quasi fosse qualcosa che si impone e per la quale non si hanno freni umani perché dietro la guerra c’è satana che vuole l’odio, sembra impossibile fermarlo. Infatti, la Madonna nel messaggio dice di pregare insieme a Lei, cosicché satana non prevalga.

Ci sono situazioni nel mondo in cui sembra che il male debordi, che sia irrefrenabile e che vinca portando il mondo alla distruzione. Quando succede questo, bisogna mettere a fuoco – sotto il profilo teologico – la natura del male che è limitata e creaturale. La potenza degli angeli ribelli è superiore, quindi sono loro che trainano il mondo al male con l’astuzia, la potenza, l’intelligenza. Sono pervertiti e rivolti al male e coinvolgono gli uomini dalla loro parte, ma noi dobbiamo nella Luce di Dio comprendere che questa potenza è limitata; i demoni sono creature che, se venissero abbandonate, cadrebbero nel nulla, quindi dipendenti da Dio.

Sant’Agostino è andato oltre dicendo che la potenza del male è più una mancanza di bene che una vera e propria esistenza. Il male sarebbe un mela marcia, che prima era buona.

Il male è qualcosa prodotto dalle creature: questa è una conquista intellettuale fra le più importanti nella storia dell’umanità, quello che viene ritenuto il male, ovvero il demonio, è una creatura che prima era buona e si è poi pervertita. Questo ce l’ha rivelato Dio ed è stato uno dei doni più grandi che ci ha fatto nella storia dell’umanità, perché diverse religioni hanno dato al male una potenza infinita, come se esistessero due potenze infinite: quella del bene e del male.

Sappiamo che alcune religioni europee, oppure iraniane come lo zoroastrismo, oppure la stessa mitologia vedica vedono un dio del bene e un dio del male come forze che operano nell’universo. L’aver ridotto ad una creatura il male – escludendo la tentazione di divinizzarlo- è stata una grande conquista, cioè il male è una potenza limitata.

La differenza tra la potenza di Dio e quella del demonio e che la potenza del male è limitata e dipendente da Dio, mentre quella del bene è onnipotenza infinita, insindacabile, inoppugnabile, inaffondabile…questa è una grande rivelazione che Dio ci ha dato: alla fine chi comanda è il bene, l’amore, la verità e la giustizia.

Dio è l’Onnipotenza, Dio è l’Essere supremo, Dio è causa di Se stesso, Dio è Colui che è e come tale è la verità, la bontà, la vita, il perdono, la gioia, la sapienza, tutte le perfezioni divine sono in Lui inappellabili, illimitate, insindacabili, inattaccabili. Questo è ciò che ci dà sicurezza, pace e gioia: chi comanda è Dio e non i demoni, lucifero, gli angeli ribelli o gli uomini cattivi. Porta sempre molta gioia pensare che il potere è di Dio e che l’onnipotenza è solo sua, per cui la Madonna ci dice che quella di satana è una falsa forza.

Di conseguenza  la conclusione e la deduzione è che le manifestazioni del male su questa Terra sono per natura limitate, perché Dio conserva le Sue cose, le Sue creazioni, guida la storia umana secondo il fine che Lui vuole, ovvero la vita eterna di tutte le creature che vogliono arrivarvi, nessuno può far fallire il piano di Dio, nessuno può distruggere il Paradiso, nessuno può distruggere Dio

Essere atei e tentare di eliminare Dio e la Chiesa è tempo perso, il male perde tutto le sue battaglie. Satana è l’eterno perdente, ogni battaglia che fa se ne va con la coda fra le gambe. Noi non possiamo nulla contro la potenza del male, ma possiamo tutto con l’aiuto di Dio, che ci dà la Sua forza, la Sua luce, il Suo coraggio, ci dà la Sua determinazione. Vediamo nella storia che i deboli vincono, che i buoni vincono, che alla fine quelli che entrano nel Regno dei Cieli o qui sulla terra sono beatificati e vittorioso (anche storicamente parlando) sono sempre vittoriosi, il male è sempre perdente.

Questa è una constatazione che visibilmente possiamo controllare anche nella nostra vita, noi con il male siamo perdenti ma con la potenza di Dio possiamo essere vincenti, anche in questa grande battaglia che ci aspetta e nella quale siamo già entrati. L’umile Maria con i suoi Apostoli stravincerà e per il mondo nuovo senza Dio non c’è futuro né salvezza eterna. L’ha detto la Madonna tante volte, queste parole ci devono consolare e nel medesimo tempo ci devono anche far capire che senza Dio non facciamo niente, senza Dio siamo perdenti, solo con Dio ed essendo di Dio siamo vincenti, come ha detto la Madonna: “Se siete miei, vincerete”.

(Da Lettura spirituale della cronaca e della storia24-01-2024)

Pagina 29 di 81

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy