"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 36 di 53

BUONA DOMENICA

DOMENICA 24.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

La Domenica è nel medesimo tempo il primo e ultimo giorno
della settimana. E’ il primo perché Cristo risorto ha inaugurato i tempi nuovi
della Redenzione, ma è anche l’ultimo perché è il compimento
nell’eternità del nostro cammino nel tempo.

In questa luce soprannaturale apriamoci alla pace e alla gioia
di questo giorno benedetto, in modo particolare partecipando all’Eucaristia in unione con tutta la Chiesa.

Nel vangelo di oggi Gesù ci racconta una parabola che illustra
l’invocazione del Padre nostro: “Rimetti a noi i nostri debito,
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori.”

La parabola ha per protagonista un servo che ottiene dal suo
padrone la remissione di un debito di diecimila talenti. Subito dopo
però fa mettere in prigione un suo compagno che gli doveva 100
denari.

Saputo questo il padrone lo dà in mano agli aguzzini, finché non
abbia estinto il debito. La motivazione è improntata a una ferrea giustizia:

“Non dovevi tu aver pietà del tuo compagno, come io ho avuto
pietà di te”?

Cari amici, questa parabola ci richiamo ad una delle
componenti fondamentali della vita cristiana: la compassione e il
perdono, senza i quali la nostra fede sarebbe solo di facciata.

Non si tratta solo di un atteggiamento interiore di
bontà naturale, che potremmo trovare anche in chi non crede, ma
della presenza nei nostro cuore dell’amore misericordioso di Dio che perdona
a noi ciò che non siamo in grado di perdonare agli altri.

L’esortazione di Gesù è quella di conformare il nostro cuore
a quello del Padre celeste, facendo tutti gli sforzi necessario per
purificarci dall’egoismo, dalla volontà di sopraffare, dal gusto
amaro di farla pagare.

Non siamo cristiani se il cuore non è cristiano e perché diventi
cristiano è necessario sfrattare l’odio, la vendetta, la maldicenza, e
farvi entrare il perdono, la compassione e la bontà dei
sentimenti.

“Ricordati della tua fine e smetti di odiare” ci ricorda il Qoelet. E’
quanto il mondo d’oggi dovrebbe fare.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,21-35

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.

Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Parola del Signore.

DALLA NOSTRA CAPPELLA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

BUONA DOMENICA

DOMENICA 23.MA DE TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Ringraziamo Dio per questo giorno benedetto, nel quale Gesù ha illuminato   il mondo con la gloria della sua Resurrezione e l’umanità è stata redenta  dal male e dalla morte.

Partecipiamo con la Chiesa alla grazia inestimabile della Santa Messa, con  la quale riviviamo il mistero della nostra Redenzione e ci rafforziamo con la Parola di Dio e il Pane vivo dell’Eucaristia.

Gesù nel vangelo di oggi ci dà dei precetti di comportamento che devono regolare la vita delle comunità ecclesiali, perché in  esse siano vive la carità  e la preghiera.

Noi facciamo fatica a comprenderli perché abbiamo perso il senso di appartenenza alla Chiesa, o perché riteniamo che la Chiesa sia formata dalle persone che appartengono all’Ordine sacerdotale.

In realtà non è così, perché col Sacramento del Battesimo siamo diventati membra vive del Corpo mistico di Cristo, la Chiesa cattolica, che è pellegrina qui sulla terra verso la Gerusalemme terrestre.

Far parte della Chiesa, che  è una realtà soprannaturale benché ancora nella  sua dimensione terrena, è  una grazia straordinaria, perché siamo una sola  cosa con Cristo e partecipi dei tesori della salvezza.   

Nella Chiesa abbiamo ricevuto la fede, la divina figliolanza, il perdono dei peccati, il dono della vita eterna. Nella Chiesa abbiamo il dono della Parola  di Dio, dei Sacramenti, dei Comandamenti e di tutte quelle ricchezze spirituali con cui Dio l’ha arricchita nel tempo.

Allontanandoci dalla Chiesa abbiamo perso tutto questo e siamo diventati dei mondani, in balia delle vanità, delle illusioni, degli inganni, delle amarezze e delle disperazioni, elargite a piene mani dal principe di questo mondo.

Perciò, come il figlio prodigo, ritorniamo alla casa paterna, lasciando che i  porci si mangino le loro carrube. Il Padre ci aspetta a braccia aperte per  ridonarci la dignità di figli.

Impariamo a riconoscere la Chiesa come nostra madre, ad ascoltarla, a rispettarla e ad amarla. Andiamo contro corrente scuotendo la polvere dei calzari di quei luoghi dove la Chiesa è criticata, infamata, derisa e perseguitata.

Dedichiamoci piuttosto, come ci invita a fare Gesù, a costruire la Chiesa con  la carità, il perdono, la mano tesa e la preghiera comune, perché “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.

 Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.

Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore

Natività della Beata Vergine Maria

La festa ha la sua origine in Oriente, cade esattamente nove mesi dopo l’Immacolata Concezione. La data dell’8 settembre ha un legame con la dedicazione nel IV secolo dell’attuale chiesa di Sant’Anna a Gerusalemme

 

«Celebriamo con gioia la Natività della Beata Vergine Maria. Da lei è sorto il sole di giustizia, Cristo, nostro Dio». L’antifona liturgica esprime incisivamente il motivo della festa odierna, che celebra il mistero della nascita di Maria Santissima, Madre del Salvatore. La festa ha la sua origine in Oriente, cade esattamente nove mesi dopo l’Immacolata Concezione ed è comune a cattolici e ortodossi. La data dell’8 settembre ha un legame con la dedicazione nel IV secolo dell’attuale chiesa di Sant’Anna a Gerusalemme (inizialmente intitolata alla gloriosa figlia), sorta nei pressi della casa dove Maria Bambina abitò con i genitori Anna e Gioacchino. La celebrazione venne estesa a Occidente nel corso del pontificato di san Sergio I (687-701), nato a Palermo da genitori siriani.

La nascita di Maria era stata preparata dall’eternità. La missione della «nuova Eva» è infatti preannunciata da Dio subito dopo il compimento del peccato originale, nelle parole rivolte al serpente satanico: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gn 3, 15). Perciò gli antichi Padri hanno chiamato questo passo «protovangelo della salvezza», vedendovi sia l’annuncio di Maria sia del frutto benedetto del suo grembo, Gesù, il nuovo Adamo, incarnatosi per la Redenzione del genere umano. Da qui la Natività della Beata Vergine acquista il suo senso più grande: «Il vero significato e il fine di questo evento è l’Incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio», commentò sant’Andrea di Creta.

Si spiega così il tripudio nei Cieli e l’abbondanza di grazie riversate sulla terra alla nascita di Maria, un evento rivelato in particolari eccelsi ai grandi mistici, come la beata Anna Caterina Emmerick: «Allora vidi una luce soprannaturale invadere nuovamente la stanza, poi, agitandosi vicino al corpo di Anna, si condensò intorno a lei. Le parenti, frattanto, si erano genuflesse a terra in contemplazione profonda e il fascio di luce, che avvolgeva intensamente Anna, aveva assunto una forma simile a quella del roveto ardente veduto da Mosè. Così fu che Anna accolse tra le proprie mani quella luce fatta di forme umane, la bambina Maria intrisa di splendore. La Santa Madre l’avvolse subito nel proprio mantello e se la strinse al seno, poi continuando a pregare la depose nuda dinanzi al reliquiario sulla sedia. Appena la Neonata iniziò a piangere, Anna l’avvolse nei pannolini color rosso e bruno che aveva estratto dall’ampio mantello. […] Infine Anna protese in alto Maria Santissima, in atto di offerta al Creatore per la salvezza del mondo e dell’umanità. A quel gesto vidi la stanza invasa dai raggi del sole, affollarsi di numerose figure angeliche che intonavano il Gloria e l’Alleluia», si legge nella sua Vita di Maria.

La nascita di quella bambina, figlia di Israele, è l’anello di congiunzione tra l’Antica e la Nuova Alleanza, segno che la promessa di salvezza e l’amore di Dio abbraccia tutti i popoli. Non per nulla san Matteo inizia il primo Vangelo con la genealogia di Gesù, che culmina in questo versetto: «Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo» (Mt 1, 16). La Sacra Famiglia con al centro Dio, disceso tra gli uomini per elevarli a Lui. In questa luce san Pier Damiani parlerà così della Natività di Maria: «Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla. Casa bella, poiché, se la Sapienza si costruì una casa con sette colonne lavorate, questo palazzo di Maria poggia sui sette doni dello Spirito Santo. Salomone celebrò in modo solennissimo l’inaugurazione di un tempio di pietra. Come celebreremo la nascita di Maria, tempio del Verbo incarnato?».

(Ermes Dovico – La Nuova Bussola . 8 Settembre 2023)

DALLA NOSTRA CAPPELLA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

BUONA DOMENICA

DOMENICA 22.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica! Che la gioia del Signore risorto inondi i nostri cuori e il nostro sguardo si sollevi verso il Cielo, che è la meta del nostro pellegrinaggio terreno.

La S. Messa è il cuore della vita cristiana e non possiamo dirci cristiano se  non vi partecipiamo col cuore ogni Domenica.

Il Vangelo di oggi è di particolare importanza perché Gesù, dopo la professione di Pietro, che lo riconosce come il Cristo, il Figlio del Dio vivente, precisa la natura della sua missione messianica, che non è quella del trionfo umano, ma quella dell’umiltà e del sacrificio, fino alla morte di croce, per entrare alla fine nella gloria delle resurrezione.

Questa prospettiva contrasta con la carne e il  sangue e con la nostra  mentalità mondana. Infatti Pietro si avvicina a Gesù e lo rimprovera,  cercando di sviarlo dalla via del Calvario che ha deciso di percorrere.

La reazione di Gesù è molto severa e lo apostrofa con l’appellativo di “satana”. Infatti proprio questo era il senso delle tentazioni di satana nel deserto, indicare a Gesù la via del  successo, del potere e della gloria, usando a questo fine la religione.

Poi però Gesù invita Pietro e i suoi discepoli ad andare dietro a Lui e di seguirlo portando la loro Croce. Al Momento non capiscono, ma con il dono dello Spirito Santo comprenderanno che è questa la via da seguire, se  vogliamo salvare la nostra anima.

Infatti chi vuole realizzare la vita nel mondo seguendo le sue vanità, le sue false luci e le sue gioie effimere, alla fine la perderà e sarà per sempre.

Chi invece segue Gesù e mette la propria vita nelle sue mani, operando per il Regno di Dio, la troverà realizzata nell’eternità.

Infatti non è vero che al termine della vita c’è  il nulla, ma ognuno comparirà dinanzi a Cristo che darà ad ognuno secondo le sue opere.

Quando si perde questa prospettiva e si vaga nelle tenebre delle menzogna, non ci sarà un lieto fine, ma la fine di ogni speranza.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,21-27

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore

DALLA NOSTRA CAPPELLA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

BUONA DOMENICA

DOMENICA 21. MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria buona Domenica,

ringraziamo il Signore risorto per questo giorno benedetto e viviamolo come  Lui desidera, nella preghiera e nella gioia, partecipando alla celebrazione della Messa e ricevendo con la Santa Comunione il pane della vita eterna. 

Il Vangelo di oggi ci presenta la professione di fede di Pietro a Cesarea di Filippi, quando l’apostolo ha riconosciuto in Gesù il Cristo, il Figlio del Dio vivente.

La divinità di Gesù Cristo è il cuore della fede cristiana, per cui non è cristiano chi riduce Gesù a un semplice uomo, per quanto eccelso per sapienza e santità.

In tutta la Sacra Scrittura, nell’Antico come nel Nuovo Testamento, non vi è  una simile professione di fede. Persino Mosè ed Elia, persino S. Giovanni il Battista, per quanto grandi, sono solo una voce al suo confronto, mentre Gesù è il Verbo eternamente generato dal Padre, fonte di Verità e di Grazia per l’uomo di tutti i tempi.

Il fatto che Gesù, in tutto il tempo della sua missione, abbia indicato se  stesso come Dio e come fonte unica di salvezza, ha scandalizzato e scandalizza i superbi, ma ha ricolmato di gioia gli umili, anche in questo tempo di negazione della Verità e di rifiuto della Fede e della Croce.

Gesù riconosce nelle Parole di Pietro l’elezione del Padre celeste e per  questo gli dice le parole che non passeranno: “Tu sei Pietro e su questa  Pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa…. A te darò le chiavi del regno dei Cieli”.

Si tratta di una promessa divina che Gesù ha mantenuto fino ad ora e la manterrà fino al suo ritorno. Una promessa che non riguarda solo la  persona di Pietro, ma anche i suoi successori.

Essi avranno una assistenza divina particolare perché sia preservato il Cuore della fede cattolica, la divinità di Gesù Cristo, tutte le sue parole e la sua opera mirabile di salvezza.

Per quanto siano violenti gli assalti del maligno, le porte dell’inferno non  prevarranno, perché non mancheranno mai quelli che credono, che amano e che danno testimonianza.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,13-20

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Parola del Signore

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BUONA DOMENICA

DOMENICA   20.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona  Domenica!

Rendiamo grazie   a  Dio per questo  giorno che ci ha donato, nel quale Cristo  risorto ha vinto il  male e   la morte e ci  ha  aperto le porte  del Paradiso.

Accorriamo alle fonti della grazia, partecipando con fede  alla   Santa Messa,  nella quale Gesù rinnova  il  suo Sacrificio redentore per  la salvezza  del  mondo.

Il brano di vangelo ci racconta che durante l’itinerario nei territori delle città di Tiro e di Sidone,  nel vicino Libano,  Gesù incontra una donna pagana  che lo implora di esorcizzare la figlia indemoniata.

 Gesù la liquida con reticenza opponendole il silenzio, ma la donna infastidisce gli apostoli che intercedono per lei chiedendo a Gesù di cedere alle sue lamentele.

Gesù ribatte di dover compiere  la sua missione solo per la salvezza del popolo ebraico: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele”.

Allora la donna si prostra ai suoi piedi insistendo per l’esorcismo della figlia e Gesù la contesta freddamente affermando: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”.

La donna prendendo spunto dall’allusione di Gesù alla sua missione sorprende replicando: “È vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.

Gesù s’intenerisce per la fede con cui essa ha rivendicato il miracolo e le concede la guarigione della figlia.

“Donna  è davvero grande  la tua fede! Ti sia   fatto come desideri” Il  vangelo di Marco soggiunge  che la madre corre  a  casa per  verificare  il  miracolo e scopre  la  figlioletta  era stata liberata  dal  demonio.

Questo brano di vangelo ci aiuta  a  comprendere la nostra  situazione quando preghiamo,  e   lo facciamo anche con  fede,  ma non veniamo ascoltati.

Non è vero che Gesù   non  ci ascolta,  come  se  non avesse  davanti agli occhi le  nostre sofferenze  e  le  nostre invocazioni.

Lui sa  sempre tutto  di  noi e ha  a  cuore  i nostri bisogni, ma non sempre la  nostra fede è   come lui la desidera.  Allora  la mette   alla prova,   la fortifica e  la   purifica, affinché diventi una fede matura.

Ci  deve  anche far  riflettere  questa donna era  una  pagana,  però  la  grazia della fede  era  arrivata  fino al  suo cuore, mentre molti del  popolo di Israele non credevano a  Gesù e lo osteggiavano.

Questo accade  anche  oggi  e  ci deve  commuovere questa  azione  dello Spirito Santo che passa  da  cuore  a  cuore e  bussa  finché non venga aperto.

Proprio per questo la fede  è  indistruttibile , perché  incontra testimoni dove meno ce lo aspettiamo.

Vostro Padre  Livio


Vangelo

Donna, grande è la tua fede!

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 15,21-28

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.

Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio».

Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

 Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». “È vero, Signore”, disse la donna, “eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».

E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Parola del Signore

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